Ciò che in generale impedisce di vedere le cose nel loro splendore è una memoria monotona.
G. K. Chesterton - Il blog dell'Uomo Vivo
Società Chestertoniana Italiana
domenica 18 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Memoria monotona.
Ciò che in generale impedisce di vedere le cose nel loro splendore è una memoria monotona.
sabato 17 gennaio 2026
Riproposizioni - Borges ci dice qualcosa di fondamentale del carattere di Chesterton e noi lo riproponiamo dopo dieci anni.
| Jorge Luis Borges |
Fedeli a quanto scrivemmo sul post originale, lo riproponiamo perché oggettivamente è vero che fa ridere e che è istruttivo (avessimo anche noi la stessa leggerezza, la stessa umiltà, la stessa simpatia e la stessa voglia di lottare di Chesterton! ma si può sempre chiedere...).
I letterati che nel nostro solenne paese accondiscendono al
genere autobiografico ci parlano di se stessi con un tono remoto e reverente, come se parlassero di un parente illustre incontrato talvolta alle veglie funebri; Chesterton, invece, è in gioviale intimità con Chesterton e perfino ne ride.
venerdì 16 gennaio 2026
Un aforisma al giorno / Aneddoti su Chesterton - Incoerenza dimensionale…
giovedì 15 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Nel terremoto e nell’eclissi.
mercoledì 14 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Il Marchese Curzon.
Benché fossi stato a casa sua una volta o due, ebbi modo di conversare con il defunto marchese Curzon, soltanto per una decina di minuti, perché ci urtammo accidentalmente. Non fece caso all'incidente e credo che non abbia fatto caso né alla conversazione né a me. Era cordiale e di buon carattere e, tra le mille che avrebbe potuto dire, disse quell'unica cosa che nessuno, tanto meno io, si sarebbe aspettato che dicesse. Disse che concordava con me sul fatto che grida, fischi, urla, scherzi e prese in giro della folla in una pubblica manifestazione fossero più perspicaci e più degni di ascolto dei discorsi degli uomini politici su un podio. Avevo espresso questa mia opinione in un articolo sull'«Illustrated London News»: lui, che era stato così spesso tra gli uomini politici più solenni sulle tribune più prestigiose, non mi sarebbe parso il tipo da sostenere il volgo, né tanto meno il buffone che se ne faceva portavoce. E fuor di dubbio tuttavia che in molte occasioni disse e fece cose che provocarono, e addirittura crearono, la leggenda della sua impopolarità. Fu l'unico aristocratico inglese che si presentava come un aristocratico prussiano: ed è stranissimo, perché gli aristocratici inglesi possono essere cinici, ma non sono mai barbari. In una parola, sono molto più astuti. Mi piace pensare tuttavia che Curzon, a suo modo e con la sua originalità, fosse ancora più astuto. Tutti sanno che c'era una sorta di artificiosità eroica nella sua vita fisica: aveva difficoltà perfino a stare dritto. Ho il sospetto che in quello sforzo richiesto a se stesso ci fosse una sorta di compassata ironia un tantino saccente. Uscì da Oxford quando era di moda essere pessimista in filosofia e reazionario in politica e, come i decadentisti in campo artistico lasciavano credere di essere peggiori di quanto non fossero in realtà, si atteggiava ad antidemocratico più di quanto non fosse in realtà.
È sintomatico il fatto che sembra essersi inventato da solo molte delle leggende che circolavano su di lui. In questo mio giudizio, sto semplicemente tentando di indovinare in base alle poche parole che mi furono rivolte da un uomo che sicuramente non era stato sciocco come un prussiano. In altre occasioni, in cui ebbi rapporti limitati ma tuttavia più protratti, notai la stessa contraddizione.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
martedì 13 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - L'uomo privato e l'uomo pubblico.
Quasi sempre, quando dovevo incontrare qualcuno, ho poi incontrato qualcun altro. Cioè, l'uomo privato che mi capitava di conoscere era stranamente molto diverso dall'uomo pubblico. Anche se la sua personalità non strideva rispetto alle parodie di cui erano pieni i giornali, con licenza poetica potrei dire che era il contrario di un contrario. Il rapporto cioè tra parodia e realtà era più sottile e la realtà si poneva su un altro piano. Se, dopo lunghe peripezie, venivo a scoprire che un elogio era fondato, anche allora la verità si rivelava opposta a quell'elogio. Ci rallegrammo tutti, per esempio, del coro spontaneo di tributi elargiti al defunto re Giorgio V. Ma il fatto che venisse reiterata la testimonianza della sua dedizione al servizio pubblico, diede una sensazione di routine difficile da descrivere, che lasciava una sorta di retrogusto di incompletezza. Lo avevo incontrato una volta sola, a casa del defunto Lord Burnham, dove si trovava per una partita di caccia. Per quanto vale la mia impressione, mi colpì perché mi sembrava la persona più semplice che avessi mai incontrato. Era inaspettatamente naturale e spontaneo. Non era soltanto sincero, ma diretto e libero, talmente a suo agio nei suoi gusti e nelle sue antipatie che avrebbe potuto essere considerato indiscreto. G.B.S. disse giustamente che nei suoi discorsi pubblici parlava l'Inglese del Re, mentre in privato si esprimeva con un inglese semplice e corrente. Aveva un modo di fare che non ricordava in nulla il suo ruolo di supremo Ufficiale Permanente, decantato da molti panegirici. Non assomigliava all'avvocato di fiducia presso cui si custodiscono i segreti di famiglia o al medico oberato dal segreto professionale: era come un capitano di lungo corso, che sul cassero mantiene un certo contegno, ma in cabina si lascia andare a una ridda di aneddoti, per non dire di anatemi. Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non to si fosse incontrato che per un'ora o due. Vederlo ci permetterà di capire dove comincia la distorsione della sua storia oppure dove c'è una semplice leggenda. E se dovesse capitare che io, prima di morire, senta dire dalle nuove generazioni che non hanno mai incontrato Giorgio V, che era un uomo forte e silenzioso oppure sciocco e vacuo, saprò che la storia ha di lui un'immagine completamente sbagliata.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
| Giorgio V in una vignetta satirica. |
lunedì 12 gennaio 2026
Un aforisma al giorno - Nulla sostituisce l'incontro con un uomo.
Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non lo si fosse incontrato che per un'ora o due.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
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| Lucian Oldershaw e Gilbert Keith Chesterton all'Esposizione Universale di Parigi. |
