lunedì 11 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Una fila di salsicce a Natale...



Se qualcuno vuole aggrapparsi all'estremità di una concatenazione che risale davvero ai misteri pagani, farebbe meglio ad aggrapparsi a una ghirlanda di fiori a Pasqua o a una fila di salsicce a Natale. Tutto il resto nel mondo moderno è di origine cristiana, anche tutto ciò che sembra più anticristiano. La Rivoluzione francese è di origine cristiana. Il giornale è di origine cristiana. Gli anarchici sono di origine cristiana. La scienza fisica è di origine cristiana. L'attacco al cristianesimo è di origine cristiana. C'è una cosa, e una sola, che esiste al giorno d'oggi e che in qualche modo può essere definita con precisione di origine pagana, ed è il cristianesimo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



domenica 10 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Imprescindibile, fondamentale, meraviglioso aforisma.



L'avventura suprema è nascere. È lì che ci imbattiamo improvvisamente in una trappola splendida e sorprendente. È lì che vediamo qualcosa che non avevamo mai immaginato prima. Nostro padre e nostra madre ci aspettano in agguato e ci saltano addosso come briganti da un cespuglio. Nostro zio è una sorpresa. Nostra zia è, secondo la bella espressione comune, un fulmine a ciel sereno. Quando entriamo nella famiglia, con il fatto stesso di nascere, entriamo in un mondo incalcolabile, in un mondo che ha le sue strane leggi, in un mondo che potrebbe fare a meno di noi, in un mondo che non abbiamo creato noi. In altre parole, quando entriamo nella famiglia entriamo in una fiaba.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



sabato 9 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Splendidi e inspiegabili.



Il falso tipo di naturalezza insiste sempre sulla distinzione tra naturale e artificiale. Il livello superiore di naturalezza ignora tale distinzione. Per il bambino l'albero e il lampione sono entrambi naturali e artificiali allo stesso modo; o meglio, nessuno dei due è naturale, ma entrambi sono soprannaturali. Perché entrambi sono splendidi e inspiegabili.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





venerdì 8 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Abbracciare il mondo.



Se le braccia di un uomo potessero essere un cerchio infuocato

che abbraccia il mondo rotondo,

penso che dovrei essere quell'uomo.


Gilbert Keith Chesterton, dai Notebooks.


giovedì 7 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Pazienza e gentilezza e altro ancora nel matrimonio.

Di tutte le istituzioni umane, il matrimonio è l'unica che dipende maggiormente da uno sviluppo lento, dalla pazienza, dal tempo che passa, dai compromessi generosi e dalle abitudini gentili.

Gilbert Keith Chesterton, dai Notebooks.



mercoledì 6 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Tornare a un uomo ucciso per formulare una benedizione.



Vivo in un'epoca di poteri e conoscenze molteplici,

Di vapore, scienza, democrazia, giornalismo, arte;

Ma quando il mio amore si alza come un mare,

Devo tornare a una tribù oscura e a un uomo ucciso

Per formulare una benedizione.

Gilbert Keith Chesterton, dal Notebook.

Chesterton diciassettenne,
circa tre anni prima di
questo appunto.


martedì 5 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Perché me ne sono concessi due?



Ecco che muore un altro giorno

Durante il quale ho avuto occhi, orecchie, mani

E il grande mondo intorno a me;

E con domani ne inizia un altro.

Perché me ne sono concessi due?

Gilbert Keith Chesterton, dal Notebook.



lunedì 4 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Le uova sono uova.



La filosofia di San Tommaso si fonda sulla convinzione comune universale che le uova sono uova. Gli hegeliani potrebbero dire che un uovo è in realtà una gallina, perché fa parte di un processo infinito di divenire; i berkeleiani potrebbero sostenere che le uova in camicia esistono solo come esiste un sogno, poiché è altrettanto facile definire il sogno la causa delle uova quanto le uova la causa del sogno; i pragmatisti potrebbero credere che si ottenga il meglio dalle uova strapazzate dimenticando che un tempo erano uova e ricordando solo lo strapazzare. Ma nessun allievo di San Tommaso ha bisogno di confondersi le idee per confondere adeguatamente le sue uova; di inclinare la testa in modo particolare per guardare le uova, o di strizzare gli occhi per vedere una nuova semplificazione delle uova. Il tomista si trova nella piena luce del giorno della fratellanza degli uomini, nella loro comune consapevolezza che le uova non sono galline o sogni o semplici supposizioni pratiche, ma cose attestate dall'Autorità dei Sensi, che proviene da Dio. Pertanto, anche coloro che apprezzano la profondità metafisica del tomismo in altre questioni hanno espresso sorpresa per il fatto che egli non affronti affatto quella che molti ora considerano la principale questione metafisica: se possiamo dimostrare che l'atto primario di riconoscimento di qualsiasi realtà è reale. La risposta è che San Tommaso riconobbe immediatamente ciò che tanti scettici moderni hanno cominciato a sospettare con grande fatica: che un uomo deve rispondere affermativamente a questa domanda, oppure non rispondere mai a nessuna domanda, non porre mai nessuna domanda, non esistere nemmeno intellettualmente, per rispondere o porre domande. Suppongo che sia vero, in un certo senso, che un uomo possa essere uno scettico fondamentale, ma non può essere nient'altro: certamente nemmeno un difensore dello scetticismo fondamentale. Se un uomo ritiene che tutti i movimenti della propria mente siano privi di significato, allora la sua mente è priva di significato, e lui è privo di significato; e non ha alcun senso cercare di scoprire il suo significato.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



domenica 3 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Dall'età moderna nessun sistema filosofico ha corrisposto al senso comune.



Le filosofie astratte del mondo moderno hanno avuto questa strana svolta. Da quando il mondo moderno ha avuto inizio nel XVI secolo, nessun sistema filosofico ha mai corrisposto realmente al senso della realtà di tutti, a ciò che, se lasciati a se stessi, gli uomini comuni chiamerebbero senso comune. Ciascuna (filosofia moderna) è partita da un paradosso, da un punto di vista peculiare che richiedeva il sacrificio di quello che si potrebbe definire un punto di vista sensato.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



sabato 2 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Il luogo dove non può succedere nulla è l'inferno.



La monotonia era l'unica cosa che il genio di Dickens non riusciva mai a descrivere; la sua vitalità era così violenta che non riusciva a trasmettere nei suoi libri nemmeno l'impressione autentica di un momento di monotonia. Se nei suoi romanzi c'è un istante di silenzio, sentiamo solo più chiaramente il sussurro dell'eroe con l'eroina, il cattivo che affila il pugnale o lo scricchiolio dei meccanismi che stanno per liberare il dio dalla macchina. Era in grado di descrivere magnificamente i luoghi cupi, ma non quelli tetri. Era in grado di descrivere matrimoni infelici, ma non quelli monotoni. Doveva essere davvero divertente essere sposati con il signor Quilp. Questo senso di eccitazione incessante pervade ogni centimetro della sua storia e ogni tratto oscuro del suo paesaggio. La sua idea di luogo desolato è un luogo dove può succedere di tutto, non ha idea di quel luogo desolato dove non può succedere nulla. Questo è un bene per la sua anima, perché il luogo dove non può succedere nulla è l'inferno.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens.



venerdì 1 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Nuove stelle, nuova erba, nuove città, nuovo mare...


Le scuole e i saggi più insondabili non hanno mai raggiunto la gravità che abita negli occhi di un bambino di tre mesi. È la gravità dello stupore davanti all'universo, e lo stupore davanti all'universo non è misticismo, ma un senso comune trascendente. Il fascino dei bambini sta proprio in questo: che con ciascuno di loro tutte le cose vengono rifatte e l'universo viene nuovamente messo alla prova. Mentre camminiamo per le strade e vediamo sotto di noi quelle deliziose teste bulbose, tre volte più grandi del corpo, che contraddistinguono questi funghi umani, dovremmo sempre ricordare innanzitutto che dentro ognuna di queste teste c'è un nuovo universo, nuovo come lo era il settimo giorno della creazione. In ciascuno di quei globi c'è un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, un nuovo mare.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



giovedì 31 luglio 2025

Un aforisma al giorno - In tutto il cosmo c'è una tensione e una segreta allegria...



Per riassumere la questione in tutta semplicità, se il signor McCabe mi chiede perché introduco la frivolezza in una discussione sulla natura dell'uomo, io rispondo che la frivolezza è parte della natura dell'uomo. Se mi chiede perché introduco quelli che lui chiama paradossi in un problema filosofico, io rispondo che tutti i problemi filosofici tendono a diventare paradossali. Se obietta al mio modo di trattare la vita in modo turbolento, io rispondo che la vita è turbolenta. E dico che l'Universo, per come lo vedo io, è molto più simile ai fuochi d'artificio del Crystal Palace che alla sua filosofia. In tutto il cosmo c'è una tensione e una segreta allegria, come i preparativi per il giorno di Guy Fawkes. L'eternità è la vigilia di qualcosa. Non guardo mai le stelle senza sentire che sono i fuochi di un razzo da scolaretto, fissati nella loro caduta eterna.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





mercoledì 30 luglio 2025

Un aforisma al giorno - Oggi fanno giusto centotrè anni dalla conversione al cattolicesimo di Chesterton…

È forse il più sensazionale degli sconvolgimenti silenziosi o rovesciamenti della mente che costituisce la rivoluzione chiamata conversione.

Gilbert Keith Chesterton, La Chiesa cattolica. Dove tutte le verità si danno appuntamento.


Pellegrinaggio a Beaconsfield - Ecco i nostri eroi che sono andati a pregare anche per noi sulla tomba di Chesterton!



Sabato 26 luglio si è tenuta la quindicesima edizione del Pellegrinaggio annuale da Kensington (precisamente dalla Chiesa anglicana di St. George, dove fu battezzato Chesterton) a Beaconsfield, luogo da dove il Nostro Eroe passò nella Vera Patria.

L'organizzatore è Stuart McCullough con la collaborazione della sua famiglia, e vi do un consiglio: di andarci l'anno prossimo e, cosa facile e più prossima, sostenere con una anche piccola donazione l'opera Good Counseling Network, portata avanti dai McCullogh con la collaborazione di altre persone di buona volontà e votata alla vita e al salvataggio di vite dalla piaga dell'aborto.

Si può fare così:


Sostenete quest'opera che si regge letteralmente sulle sue gambe e con la collaborazione di Chesterton, e sarete più allegri e più felici.

Marco Sermarini



martedì 29 luglio 2025

Chesterton e Tolkien | Tolkien, Chesterton, and the Adventure of Mission - mons. Robert Barron su Word on Fire, 11 dicembre 2018.



Esiste un'interpretazione comune, e devo ammettere in qualche modo comprensibile, della trilogia Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, che vede la grande opera come una celebrazione delle virtù della Contea, quella piccola città dove gli hobbit vivono in tranquilla domesticità. (...) 

Tuttavia, sono convinto che vedere le cose in questo modo significhi quasi del tutto perdere di vista il punto. Lo scopo ultimo de Il Signore degli Anelli non è infatti quello di celebrare la vita domestica, ma piuttosto di metterla in discussione. (...)

Una dinamica molto simile si riscontra nell'interpretazione di G. K. Chesterton. I suoi racconti, romanzi e saggi possono infatti essere letti come un apprezzamento nostalgico di un'Inghilterra romantica ormai scomparsa, ma uno sguardo più attento alla figura dell'autore smentisce questa interpretazione semplicistica. Sebbene amasse la vita con sua moglie e i suoi amici nella sua casa di campagna a Beaconsfield, Chesterton era nel cuore un londinese, un frequentatore dei pub di Fleet Street, dove si trovava a contatto con i principali giornalisti, politici ed esperti culturali dell'epoca.

Il resto in questo collegamento:




lunedì 28 luglio 2025

Di nuovo su Chesterton e Tolkien | Chesterton e Tolkien, una piccola riflessione, di Francesco Perin, da Tolkien Italia, 4 settembre 2019.



Nella battaglia per il bene che c’è nel nostro mondo non siamo mai soli. Questo è palese in Chesterton, e nei suoi eroi che corrono a destra e a manca per mostrare quanto la realtà sia buona e che l’allontanamento da essa non può portare altro che il male. Questa realtà è buona, perché è ordinata; ed in quanto ordinata, secondo lo scrittore inglese, è palese frutto dl una volontà divina. Chesterton lega la sanità dell’essere umano proprio al suo rimanere attaccati alla realtà, mentre la follia è il disancoramento dalla stessa.

(...) «viviamo in un mondo terribile, oscurato dalla paura, oppresso dal dolore […]. Chesterton una volta disse che è nostro dovere tenere alta la bandiera di Questo Mondo: ma per farlo, ora serve un patriottismo più risoluto e sublime di allora. Gandalf ha aggiunto che non sta a noi scegliere i tempi in cui nasciamo, ma che dobbiamo fare il possibile per ripararne i mali».

Il resto è nel collegamento qui sotto:




domenica 27 luglio 2025

Un aforisma al giorno - Chesterton e Maria.

Tuttavia, per quanto questa immagine (l'immagine della Madonna, ndr) potesse essere distante, oscura e misteriosa, o motivo di scandalo per i miei contemporanei e scoglio insormontabile per me stesso, non ho mai dubitato che ella fosse l’immagine della Fede, che incarnasse, in qualità di essere umano puramente umano, tutto ciò che la Fede aveva da dire all’umanità. Nell’istante in cui mi veniva in mente la Chiesa Cattolica, cercavo di dimenticare lei. Quando infine riconobbi che c’era qualcosa di più nobile del mio destino, l’atto più libero e più difficile di tutti i miei atti di libertà, fu di fronte a un’immaginetta della Vergine nel porto di Brindisi, ornata d’oro, dai colori accesi, che promisi di fare ciò che avrei fatto, se fossi ritornato nella mia terra (1).

Gilbert Keith Chesterton, Maria e il convertito, Il pozzo e le pozzanghere.

(1) Chi vuole può approfondire la vicenda riferita nel breve brano citato leggendo questo posto: https://uomovivo.blogspot.com/2020/04/a-cento-anni-dalla-promessa-di-gilbert.html



sabato 26 luglio 2025

Ancora su Chesterton e Tolkien - Tolkien’s Reading of Chesterton, di Holly Ordway sul sito della Società Chestertoniana Americana.




Alcune considerazioni di Holly Ordway sul rapporto tra Chesterton e Tolkien sono racchiuse nell'articolo che segue nel collegamento in calce a questo post. Qui di seguito ci siamo permessi di tradurre qualche brevissimo brano per invitarvi a leggerlo:

(...) È (...) opportuno scoprire che Tolkien conosceva bene l'opera di Chesterton - infatti, sua figlia Priscilla disse che era “immerso in essa" - e ne era entusiasta.

Chesterton e Tolkien erano quasi contemporanei. Nati a soli diciotto anni di distanza l'uno dall'altro, Chesterton morì relativamente giovane, a sessantadue anni, quando Tolkien ne aveva quarantaquattro. È possibile che Tolkien abbia persino ascoltato Chesterton parlare di persona, poiché questi tenne una conferenza serale sul tema del “Romanticismo” presso le Oxford Examination Schools nel Trinity term (1) del 1914, quando Tolkien era residente.

(...) Tra le altre poesie di Chesterton, Tolkien aveva un tempo apprezzato La ballata del cavallo bianco. Quando la rilesse per aiutare Priscilla a comprenderla, trovò il poema insoddisfacente a causa della sua inesattezza storica, ma anche dopo una seconda lettura, meno entusiasta, continuò ad apprezzarne «il brillante scintillio delle parole e delle frasi».

L'articolo intero è disponibile qui:

https://www.chesterton.org/tolkiens-reading-of-chesterton/




(1) è il terzo e ultimo trimestre dell'anno accademico a Oxford e in altre università.

venerdì 25 luglio 2025

Un aforisma al giorno - Sulla violenza del linguaggio.



La questione se un'affermazione possa o meno essere sottoposta alla legge non dovrebbe avere nulla a che fare con la violenza del linguaggio. Dovrebbe riguardare solo la cogenza e la concretezza del fatto. Un uomo dovrebbe certamente essere autorizzato a definire diabolico il colore del vestito di una signora. È una questione di gusto. Un uomo dovrebbe certamente essere autorizzato a definire la teoria di uno storico (diciamo) sui cambiamenti economici del XVI secolo una teoria sporca e disgustosa. È una questione di opinioni. Dovremmo essere in grado di chiamare un uomo “bestia” perché è un fanatico della censura. Dovremmo essere liberi di chiamare un uomo diavolo perché è un teosofo. Perché in questi casi è perfettamente chiaro che non stiamo accusando l'uomo di essere qualcosa di diverso da ciò che professa di essere: stiamo solo esprimendo la nostra personale e irresponsabile antipatia per ciò che professa di essere. Non stiamo dicendo nulla che possa scuotere il suo credito tra i suoi amici; stiamo solo indicando (per così dire, debolmente) che non è probabile che sia uno dei nostri.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 3 maggio 1913.



giovedì 24 luglio 2025

Un aforisma al giorno - Una cosa piccola e una cosa grande...



È uno dei paradossi dell'uomo che una cosa piccola sembri molto più grande di una cosa grande. Notiamo un segno del cielo quando non notiamo il cielo; ci rendiamo conto di un punto di riferimento quando a malapena ci rendiamo conto della terra; e guardiamo con timore le stelle vorticose sopra di noi, senza renderci conto della stella vorticosa su cui ci troviamo. Una cosa piccola è un oggetto e una cosa grande è solo uno sfondo. La verità ha, ovviamente, radici molto profonde, vicine a ciò che la religione ha sempre detto sulla dipendenza e sull'ingratitudine dell'uomo. Forse il filosofo, incontrando un uomo con un sassolino nella scarpa, non ha il tatto di ricordargli che è molto fortunato ad avere le gambe. Può essere incauto per il mistico, quando la casalinga si lamenta di una ragnatela sul soffitto, dirle che il soffitto potrebbe caderle addosso da un momento all'altro. Ma il filosofo e il mistico hanno ragione, nonostante tutto; e la verità di ciò che dicono viene spesso smentita dal terremoto della guerra, quando le membra vengono davvero portate via dalle palle di cannone o i tetti crollano sotto l'urto delle granate. In questo la guerra è molto simile a un terremoto, perché un terremoto è una cosa in cui la cosa più grande che conosciamo comincia a muoversi e a ricordarci per la prima volta quanto a lungo è rimasta immobile.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 dicembre 1916.