Il polacco è il meno slavo degli Slavi. In ogni caso, è il meno panslavo degli Slavi. È un patriota di modello occidentale e si preoccupa della nazione, non della razza.
Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.
Il polacco è il meno slavo degli Slavi. In ogni caso, è il meno panslavo degli Slavi. È un patriota di modello occidentale e si preoccupa della nazione, non della razza.
Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.
Cari Amici,
vi informiamo che il 17 novembre 2024 alle ore 16.00 si terrà una nuova replica dello spettacolo teatrale Innocent, organizzato dalla Associazione CheScenaè e patrocinato da noi della Società Chestertoniana Italiana.
Lo spettacolo verrà messo in scena presso il Teatro Nuovo Sipario Blu, in Largo Ventorino a Catania.
Prezzo del biglietto 8 euro.
Informazioni e prenotazioni: 392 1847834
Lo spettacolo viene replicato per la sesta volta, il che è ovviamente buon segno: vuol dire che sta comunicando qualcosa, e noi della Società ne siamo felici.
La piece è ispirata a Manalive del nostro Chesterton, ed è scritto e diretto da Laura Massari.
Vi consigliamo vivamente di andare a vederlo. È una buona occasione per conoscere e far conoscere una delle opere più belle di Chesterton.
Gli Stati abbastanza piccoli da poter essere davvero governati, le proprietà abbastanza piccole da poter essere veramente possedute, le opere d’arte abbastanza compatte e concrete da poter venire apprezzate in ogni tempo, sono cose che le vaste organizzazioni capitalistiche di oggi comprendono ben poco, ma che l’Italia delle piccole Repubbliche e delle piccole proprietà agricole ha compreso benissimo.
Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.
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| Il Notre Dame Stadium, come è oggi. |
Quella che vi apprestate a leggere è una bellissima storia e ci dà la cifra di quanto fosse affabile e piacevole Chesterton, e la sua grandezza d'animo.
Chesterton arrivò a Notre Dame per la prima volta con la moglie Frances lunedì 6 ottobre 1930 per volere del Presidente dell'Università Padre Charles O'Donnell, C.S.C. Più di 500 studenti e docenti assistettero alle sue lezioni di storia e letteratura vittoriana nella Washington Hall; divenne presto uno dei preferiti dagli studenti per le sue profonde intuizioni, per il suo essere alla mano e per il suo particolare stile di giovialità distratta.
Aneddoti sulla sua permanenza a Notre Dame
Dicono i presenti che non usasse appunti per le lezioni e che spesso la sua mente corresse così tanto avanti rispetto alla bocca che iniziava a ridere delle sue stesse battute diversi minuti prima di averle effettivamente pronunciate.
Ben presto si diffusero le storie delle sue imprese post-lezione, non ultima quella di non riuscire a uscire dall'auto per vedere la Grotta (quando gli fu consigliato di girarsi di lato, rispose presumibilmente: “Mio caro amico, non ho strade laterali”) e di entrare di nascosto nella Sorin Hall a mezzanotte con un gruppo di studenti e diversi fusti di birra (vietati dal proibizionismo) al seguito.
Dal sito dei Fighting Irish
Ma qui di seguito trovate un articolo tratto dal sito dei Fighting Irish, la squadra di football americano dell'Università che concorre al campionato universitario americano, in cui si racconta anche un fatto molto curioso: Chesterton assistette all'inaugurazione dello stadio del football americano dell'Università (molto famoso, contiene oltre 80.000 persone) e precisamente alla partita tra la squadra dell'università e quella della Navy Academy, l'Accademia Navale e dopo la partita compose anche una poesia al riguardo, definita "the most mystical approach to football ever taken" ed intitolata The Arena:
https://www.onefootdown.com/2013/7/23/4549512/our-ladys-golden-arena
Fu un'occasione memorabile, sia per gli studenti ed i tifosi, che per Chesterton. È bellissimo immaginarsi le scene di quest'uomo geniale immerso nelle cose normali dei giovani universitari, tra cui lo sport, e lo spirito e l'umore con cui si coinvolgeva.
Merita di essere tradotto un pezzetto dell'articolo per invogliarvi alla lettura, seppure in inglese:
“Hullo, ecco il vecchio professor Gilbert!”, gridò uno degli studenti quando quel magnifico fascio di panni con il pince-nez (gli occhialini stretti al naso, ndr) apparve sugli spalti. “Un applauso per il professore!”.
“È un uomo! Chi è un uomo? È un uomo di Notre Dame!” (tipico incitamento della squadra di football, solitamente riservato ai giocatori, ndr), scandivano gli studenti riuniti, e questo saluto esuberante fu presto ripreso dalle sezioni vicine. Preso alla sprovvista, Chesterton mormorò nervosamente a Johnny (lo studente che gli faceva da autista, ndr): “Spero che non siano arrabbiati per la comparsa del loro vecchio professore, vero?”.
“Arrabbiati!”, esclamò Johnny stupito. “Probabilmente stanno esultando perché vogliono che lei scriva una poesia sulla nostra vittoria!”. Questa osservazione stuzzicò talmente Gilbert che ebbe uno dei suoi soliti attacchi di risate acute e di stridore di denti, tanto che alcuni spettatori si preoccuparono e chiesero se stesse soffocando. Gilbert li scansò e si tamponò le lacrime dagli occhi; non si aspettava una tale allegria in quella che pensava sarebbe stata una gara seria.
C'è molto, molto altro, ma più di questo il diritto d'autore non mi consente.
Non so cosa pagherei per assistere a questa scena...
Marco Sermarini
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| Uno degli edifici della Notre Dame University |
Come molti sapranno, Chesterton fu invitato a tenere una serie di lezioni per un semestre negli Stati Uniti d'America presso la Notre Dame University, a South Bend, Indiana. Di questa circostanza abbiamo già parlato e ne trovate traccia qui sotto:
https://uomovivo.blogspot.com/2017/03/echoes-when-gk-came-to-notre-dame-news.html
e anche qui:
https://uomovivo.blogspot.com/2010/10/ottantanni-fa-gilbert-ando-alla-notre.html
e vale pure la pena che diate un'occhiata qui, tra l'altro c'è un video e nel video c'è il nostro caro Aidan Mackey:
https://uomovivo.blogspot.com/2023/12/ancora-qualcosa-dalla-chesterton.html
Caso poi vuole che la Chesterton Library di Oxford, fondata tra gli altri dai nostri cari Aidan Mackey (fu lui a raccogliere per tutta la vita gli oggetti che la costituiscono) e Stratford Caldecott, sia stata acquisita proprio dalla Notre Dame University e da essa trasferita a Londra.
Marco Sermarini
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G. K. CHESTERTON NAMED LECTURER AT NOTRE DAME
(By N. C. W. C. News Service) Notre Dame, Ind., Feb. 19.—An announcement is authorized by officials of the University of Notre Dame that Gilbert Keith Chesterton, famous British journalist and author, has accepted an invitation extended by the University to give two courses of lectures at Notre Dame, beginning in mid-April and extending to June, at which time Mr. Chesterton will deliver the commencement address at the university. On this occasion an honorary LL. D. degree will be conferred upon him. The lecture courses, one in English Literature and the other in English History, are to be regular college courses leading to credits. Mr. Chesterton will be accompanied to Notre Dame by Mrs. Chesterton and his secretary. The Rev. Charles L. O’Donnell, C. S. C., president of the university, announced that Mr. Chesterton would make a special trip to Notre Damp under arrangements completed a year ago.
[nostra traduzione: G. K. CHESTERTON NOMINATO DOCENTE A NOTRE DAME
(By N. C. W. C. News Service) Notre Dame, Ind., 19 febbraio - I funzionari dell'Università di Notre Dame hanno autorizzato l'annuncio che Gilbert Keith Chesterton, famoso giornalista e scrittore britannico, ha accettato l'invito dell'Università a tenere due corsi di lezioni a Notre Dame, che inizieranno a metà aprile e si concluderanno a giugno. In questa occasione verrà conferita una laurea ad honorem LL. D. ad honorem. I corsi, uno di letteratura inglese e l'altro di storia inglese, saranno corsi universitari regolari che daranno diritto a crediti. Chesterton sarà accompagnato a Notre Dame dalla signora Chesterton e dalla sua segretaria. Il Rev. Charles L. O'Donnell, C.S.C., presidente dell'università, ha annunciato che Chesterton farà un viaggio speciale a Notre Dame secondo gli accordi conclusi un anno fa].
dal The Catholic Standard and Times, 22 febbraio 1930.
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| Il ritaglio del giornale di cui parliamo. |
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| La testata del The Catholic Standard and Times del numero da cui è tratta la notizia. |
Come è noto, il nostro Chesterton rischiò seriamente di morire nel periodo a cavallo tra il 1914 e il 1915. Ecco il testo di una breve corrispondenza apparsa sul giornale cattolico americano The Catholic Columbian:
Gilbert K. Chesterton, English journalist, humorist and author, is seriously ill in London suffering from paralysis. Mr. Chesterton was born in Kensington in 1871 and was a son of Edward Chesterton. He was educated at St. Paul’s school. His first literary efforts were book reviews for the Bookman and the Speaker. He has contributed to many magazines and newspapers andiIs the author of many books. His "Victorian Age in Literature” was published in 1913. Since the war began Mr. Chesterton has written copiously of it.
Dal The Catholic Columbian, 8 gennaio 1915.
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| Il frontespizio del giornale su cui apparve la notizia. |
Ieri abbiamo pubblicato quel simpatico resoconto di Philip Gibbs a proposito degli anni trascorsi come vicino di casa di Chesterton, ma chi era Philip Gibbs?
Sir Philip Armand Hamilton Gibbs KBE (che significa Knight of the British Empire, Cavaliere dell'Impero Britannico) nacque a Kensington il 1 maggio 1877 e morì nel Surrey il 10 marzo 1962. È stato un giornalista corrispondente di guerra, anzi, fu uno dei cinque reporter ufficiali britannici durante la Prima guerra mondiale. Altri quattro dei suoi fratelli furono anch'essi scrittori o giornalisti: A. Hamilton Gibbs, Francis Hamilton Gibbs, Helen Hamilton Gibbs e Cosmo Hamilton; anche il padre Henry James Gibbs fu giornalista, e pure il suo unico figlio Anthony.
Gibbs fu educato a casa e suo padre era cattolico. La mamma era figlia di un pastore anglicano ma in occasione del matrimonio si convertì al cattolicesimo. Fin da giovane Philip pensò di intraprendere la carriera di scrittore.
Il suo primo articolo ad essere pubblicato fu del 1894 e apparve sul Daily Chronicle; cinque anni dopo pubblicò il primo di molti libri, Founders of the Empire.
Uomo di idee liberali, Gibbs si interessò ai movimenti popolari dell'epoca, incluso il movimento delle suffragette, e pubblicò nel 1910 un libro su questo movimento. Con le crescenti tensioni in Europa negli anni immediatamente precedenti il 1914, Gibbs espresse più volte la convinzione che la guerra potesse essere evitata tra l'Intesa e le Potenze Centrali. Allo scoppio della guerra mondiale fu uno dei cinque reporter ufficiali al fronte. Ma non passò molto tempo prima che il War Office di Londra decidesse di “gestire” l'informazione popolare sulla guerra, in parte censurando i reportage di guerra. A Gibbs fu negato il permesso di rimanere sul fronte occidentale; egli rifiutò testardamente di tornare, ma fu arrestato e rispedito a casa.
La carriera di Gibbs nel dopoguerra continuò ad essere quanto mai varia. Subito dopo la guerra intraprese un tour di conferenze negli Stati Uniti e ottenne anche la prima intervista giornalistica con un Papa, Benedetto XV.
Lavorando come giornalista freelance, dopo essersi dimesso dal Daily Chronicle per il sostegno alla politica irlandese del governo Lloyd George, pubblicò una serie di libri e articoli, tra cui un'autobiografia, Adventures in Journalism (1923).
Lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 portò a Gibbs un nuovo incarico come corrispondente di guerra, questa volta per il Daily Sketch. Tuttavia, esso fu breve e trascorse parte della guerra alle dipendenze del Ministero dell'Informazione, il dipartimento responsabile della pubblicità e della propaganda che il governo britannico aveva ristabilito nel settembre 1939. Nel 1946 pubblicò un secondo volume di memorie, The Pageant of the Years. Seguirono altri due volumi nel 1949 e nel 1957, Crowded Company e Life's Adventure.
Di lui dirà George Orwell:
Ancor più che in altri momenti, i pezzi grossi del giornalismo letterario erano impegnati a fingere che l'era precedente all'ultima non fosse giunta al termine. Squire governava il “London Mercury”, Gibbs e Walpole erano gli dei delle biblioteche, c'era il culto dell'allegria e della virilità, della birra e del cricket, delle pipe di radica e della monogamia, ed era sempre possibile guadagnare qualche ghinea scrivendo un articolo che denunciasse gli “sballati”.
George Orwell, Inside the Whale.
| Sir Philip Gibs, KBE. |
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Ogni volta che lo vedevo ammiravo sempre più profondamente la gamma delle sueconoscenze, la sua immensa arguzia e fantasia, il suo idealismo geniale, allegro e appassionatamente sincero. Dal mio appartamento al piano terra, ogni mattina alle 10, osservavo un certo rituale della sua vita. Compariva una vecchia carrozza, con un vecchio cavallo e un vecchio conducente. Poi scendeva G.K.C., una figura imponente e splendida con un gran mantello e un cappello a cilindro, come un brigante in procinto di partire per una grande avventura, e anche se non era diretto oltre Fleet Street era un'avventura abbastanza grande, che portava a grandi voli di fantasia e di azzardo. Dopo di lui arrivava la signora Chesterton, una figura piccola, quasi nascosta dalla grandezza del marito. Quando Chesterton saliva in carrozza, il vecchio cavallo barcollava e la vecchia carrozza dondolava come una barca su un mare agitato.
All'ora di pranzo vedevo spesso G.K.C. in un ristorante italiano di Fleet Street dove, con una bottiglia di porto vicina al gomito e un blocco per scarabocchiare, scriveva uno dei suoi articoli per il Daily News, ridacchiando allegramente su qualche potente paradosso che aveva appena preso forma nel suo cervello, totalmente inconsapevole di qualsiasi osservazione pubblica della sua allegria privata.
Sir Phillip Gibbs, Sunday Star (Washington DC), 22 luglio 1923.
Tutti abbiamo letto nei libri scientifici e, in realtà, in tutti i romanzi, la storia dell’uomo che ha dimenticato il proprio nome. Quest’uomo vagabonda per le strade notando e apprezzando ogni cosa; solo non ricorda chi è. Dunque, ogni uomo è quello della storia. Ogni uomo ha dimenticato chi è. Si può comprendere l’universo, ma non si riesce mai a capire il proprio io, che sembra più lontano delle stelle. Amerai il Signore Dio tuo, ma non conoscerai te stesso. Siamo tutti sottoposti alla stessa calamità mentale, abbiamo tutti dimenticato il nostro nome. Abbiamo dimenticato chi siamo realmente. Ciò che chiamiamo buonsenso, razionalità, praticità e positivismo significa solo che, in certi momenti della vita particolarmente piatti e privi di entusiasmo, dimentichiamo anche di avere dimenticato. Tutto ciò che chiamiamo spirito, arte ed estasi significa soltanto che, per un terribile istante, ci ricordiamo di avere dimenticato. Tuttavia, anche se camminiamo per le strade (come l’uomo senza memoria del racconto) con una specie di ottusa ammirazione, si tratta pur sempre di ammirazione. Non solo di ammirazione nel suo significato latino, ma anche nel suo senso inglese. La meraviglia contiene un positivo elemento di lode. Questa è la prossima pietra miliare da porre sicuramente lungo il nostro cammino nel paese delle fate.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
Gilbert, il mensile della Società Chestertoniana Americana, contiene una interessante rubrica intitolata "100 Years Ago" (Cento anni fa). Ne prendiamo a prestito il resoconto più recente, con gratitudine.
GKC tenne in quel periodo almeno una conferenza alla settimana in varie località dell'Inghilterra, tra cui Londra, Plymouth, Chiswick, High Wycombe (vicino casa sua, era la cittadina confinante) e Brighton.
Due di queste conferenze riguardavano lo spiritismo.
A settembre presentò un ex ecclesiastico anglicano di nome Charles Rouse, che mise in guardia dai pericoli di questa pratica occulta. In ottobre parlò dell'uso decisamente preoccupante dei bambini da parte degli spiritisti.
A questa conferenza partecipò un misto di cattolici e spiritisti ostili, che un mese dopo organizzarono una conferenza a favore dello spiritismo. Il relatore era Arthur Conan Doyle.
Cari Amici,
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