martedì 31 gennaio 2017

L'Uomo che fu Giovedì letto su polskieradio.pl

La Radio nazionale polacca ha programmato la lettura a puntate del capolavoro di Chesterton "L'Uomo che fu Giovedì".

http://www.polskieradio.pl/211/3843/Artykul/1720796,Czlowiek-ktory-byl-Czwartkiem

lunedì 30 gennaio 2017

L'uomo che sapeva troppo, edito da Lindau - disponibile su Pump Street



Alto, capelli (che furono) fini e chiari, un pallore quasi cadaverico, palpebre e baffi cascanti, naso aquilino. Aspetto apatico, andamento pigro e indolente, aria annoiata, tempra aristocratica, «in gran parte simile a quella dell'anarchico».

Horne Fisher, rispettabile membro della buona società inglese, cresciuto in mezzo a primi ministri e politici illustri, inizia la propria carriera come segretario personale di Sir Walter Carey, ufficiale del Governo irlandese e suo parente. Proprio al servizio di Sir Carey si ritroverà accidentalmente coinvolto nella sua prima avventura da «investigatore non ufficiale». Sì, non ufficiale, perché Horne Fisher non è un professionista del crimine ma un uomo che, oltre quel muro di ostentata indifferenza, nasconde capacità analitiche fuori dal comune e curiosità e sensibilità sovrumane «nel comprendere le circostanze» e l'animo umano.

Da quella prima esperienza irlandese, Horne Fisher capirà quanto il crimine possa essere oscuramente intrecciato con la legge e da lì in avanti, per tutta la vita, si ritroverà ad avere a che fare con faccende similmente oscure, appesantito dall'onere di «sapere troppo», di conoscere il lato squallido e la corruzione delle alte sfere, di cui lui stesso fa parte.

(Dalla presentazione sul sito dell'editore)
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Edito da Lindau

(Disponibile su www.pumpstreet.it)

  • Pubblicazione: 20 ottobre 2016
  • Pagine: 236
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788867085835
  • Traduzione: Annalisa Teggi

I paradossi del signor Pond, edito da Lindau - disponibile su Pump Street

Per quanto pubblicata postuma nel 1937, I paradossi del signor Pond non è di certo un'opera minore. In otto racconti pieni di suspense, l'autore presenta la figura di un detective dilettante tra le più godibili della storia della letteratura poliziesca: un «ometto pacato», almeno in apparenza, che conosce benissimo il mondo e possiede la straordinaria capacità di elaborare deduzioni perspicaci e formulare, grazie al suo prezioso intuito, precise ipotesi investigative. Al signor Pond piace anche fare osservazioni casuali che sembrano contenere flagranti contraddizioni. Dietro ciascuno dei suoi paradossi si cela però un misterioso e avvincente racconto, squisitamente narrato.

Il lettore viene ad esempio messo a parte delle vicende di un importante maresciallo dell'esercito prussiano che vede fallire il suo progetto perché «due suoi soldati hanno eseguito i suoi ordini»; o di due uomini «a tal punto d'accordo che uno di essi uccise l'altro»; o ancora di una matita «relativamente rossa» che tracciava «segni neri»; oppure di un uomo «troppo alto per essere visto».

La verità, sembra dire Chesterton, non è sempre quella che appare e il mondo, e la vita, vanno visti da prospettive diverse e, soprattutto, mai giudicati troppo in fretta.

(Dalla presentazione del volume sul sito della casa editrice)

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Edito da Lindau
  • Pubblicazione: 17 novembre 2016
  • Pagine: 216
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788867085934
  • Traduzione: Valeria Fucci
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Disponibile su www.pumpstreet.it

venerdì 27 gennaio 2017

mercoledì 25 gennaio 2017

Un aforisma al giorno, insuperabile - Non sorridete, proviamo a prenderlo sul serio...

... sarà un'idea poco moderna ma molto buona, valida e cattolica, da riflettere e soprattutto praticare.

Marco Sermarini

Il femminismo è scambiato con l'idea confusa che le donne siano libere quando servono i loro datori di lavoro ma schiave quando aiutano i loro mariti.

Gilbert Keith Chesterton

martedì 24 gennaio 2017

Chesterton in altre parole & Un aforisma al giorno - da Igino Giordani (grazie a padre Roberto Brunelli, in arte Padre Brownelli o Il Patriota Cosmico)

Chesterton è stato un romanziere fantasioso e divertente: un pubblicista versatile, un lavoratore infaticabile, ma è stato sopra tutto un apologista del cattolicesimo in terra protestante.
Procedeva con ragionamenti rettilinei, freschi e geniali, di parvenza paradossale.
Era il teologo del buon senso: e in san Tommaso aveva ammirato e rilevato soprattutto la razionalità, l'obbedienza, il senso comune del due più ue che fanno quattro, in contrasto col sentimentalismo e con l'istinto isterico di tanta letteratura di derivazione luterana.
Faceva della filosofia popolare e se ne vantava, mettendoci il meglio dell'anima popolare inglese: e si considerava perciò giovialmente come un caposcarico o un lunatico. Ricordava in questo san Tommaso More che scherzò sino al patibolo.
Chesterton ha scherzato fino alla morte, dicendo verità serissime con una lepidezza spassosa. Soltanto quando stigmatizzava i delitti contro la santità familiare non sorrideva. E perciò fu severo contro Milton.
Come apologista il capolavoro di Chesterton resta Ortodossia, scritto nel 1908. Il buon senso ivi affermato lo portò ad accettare il libero arbitrio che gli aperse i battenti del cattolicesimo romano: "religione che è fra tutte le fedi, libera e bella, avventurosa e universale".


Igino Giordani, I grandi convertiti.


E' evidente per me che una Chiesa, la quale voglia agire con autorità, debba essere in grado di dare una risposta alle grandi questioni morali. Ora posso io ammettere il cannibalismo o l'assassinio dei neonati per ridurre la popolazione o per consimili riforme scientifiche e progressive? Una Chiesa provvista di autorità di magistero deve sapermi dire se si possa o no. Ma le Chiese protestanti sono in un enorme disorientamento di fronte a questioni, quali la limitazione delle nascite, il divorzio, lo spiritismo....
Eccovi gente come il dean Inge che vien fuori a bandire pubblicamente e perentoriamente quella che io considero una frode meschina e velenosa, la quale rasenta l'infanticidio. So bene che ci sono, nella Chiesa anglicana e in altre comunità protestanti, persone le quali denunciano questi gravi vizi pagani allo stesso modo che faccio io: e il bishop Gore ne parlerebbe con lo stesso sdegno del Papa. Ma il guaio è che la Chiesa anglicana non ne parla con quello sdegno. Essa è scissa nell'agire; e io non so che fare di una Chiesa che non è militante e non sa ordinare una battaglia, né sa combattere e marciare in una direzione unica.


Chesterton, in Igino Giordani, I grandi convertiti.


Chesterton tutti i giorni a scuola va benissimo.

Oggi a scuola ho letto tante belle cose tratte da Ortodossia alla nostra seconda Liceo / Istituto Professionale…

Sì, perché i nostri liceali e professionali condividono le materie non d'indirizzo, per cui tutti hanno la gioia di sentire parlare Chesterton attraverso i suoi libri. Non è una cosa per intellettuali, ma per tutti! 

Come vorrei potervele mostrare tutte qui, queste belle pagine! Mi manca il tempo (e a volte la pazienza) di afferrare il libro, le citazioni ed incollare tutto insieme per voi, carissimi amici! Ricordo solo che Ne Il Romanzo dell'Ortodossia Chesterton se la prendeva (e faceva benissimo!) con il monismo, il panteismo, l'arianesimo sempre di moda (ah! Che passione per certi signori tentare di addomesticare Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo! Ma è impossibile! Chiedete a Dante dove ha messo Ario…), il determinismo e tante altre assurdità. Diceva che erano tutte scuse per permettere al potere di soggiogarci, e non erano espressioni di libertà o di libero pensiero o di liberalismo, anzi, del contrario. Ah, caro Chesterton, stai ancora un po' con noi...

Ecco, una scuola così merita il vostro aiuto, anche piccolo. Ed io ve lo chiedo, trovate modo di farlo qui, e ve ne sarò personalmente grato:


Vi aspetto tutti al Gala che si terrà sabato, sarà una bella serata tra buoni amici e spero che ne approfitterete.

A presto!

Il vostro amico,

Marco Sermarini

lunedì 23 gennaio 2017

Sant'Ambrogio distributista e antiusuraio

Meditiamo.


Sant'Ambrogio, De Tobia

venerdì 20 gennaio 2017

Un aforisma al giorno (splendido)

È sempre semplice cadere: c'è un'infinità di angoli da cui si cade, ce n'è uno soltanto a cui ci si appoggia. Perdersi in un qualunque capriccio, dallo Gnosticismo alla Teosofia, sarebbe stato ovvio e banale. Ma averli evitati tutti è l'avventura che conturba; e nella mia visione il carro celeste vola sfolgorante attraverso i secoli, mentre le stolide eresie si contorcono prostrate, e l'augusta verità oscilla ma resta in piedi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

Esiste in cielo o in terra qualche matrimonio che sia prudente? Tanto varrebbe metterci a parlare di suicidi prudenti.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo

mercoledì 18 gennaio 2017

Un aforisma al giorno

Lo scopo dell'educazione obbligatoria è di privare la gente comune del proprio senso comune.

Gilbert Keith Chesterton

Ancora su Famiglia Cristiana, stavolta Paolo Pegoraro su Padre Brown

Anche Famiglia Cristiana si occupa della santità di Chesterton

Con un articolo di Silvia Guzzetti Famiglia Cristiana si occupa della "santità" di Chesterton.

Lo fa dando conto delle cose, a noi chestertoniani ben note, che ci hanno detto il canonico John Udris, incaricato dal Vescovo di Northampton di lumeggiare e costruire una prima informazione sull'evidenza o meno della fama di santità di Chesterton; il nostro carissimo Dale Ahlquist, presidente della Società Chestertoniana Americana e gemello del nostro presidente Marco Sermarini (tutti e due presidenti di una società Chestertoniana, tutti e due fondatori di una scuola dedicata anzi ispirata più che "a" Chesterton "da" Chesterton…) ed uno dei massimi esperti di Chesterton, oltre che autore di una monumentale biografia del Nostro, padre Ian Ker.

Noi che possiamo fare, se non invitarvi a leggere queste pagine ed a pregare secondo la nota preghiera?

Il nostro presidente poi ha anche un suggerimento da darvi: pregate Chesterton per la piccola Matilde, una nostra cara piccola grande amica che sta combattendo una pesante battaglia ed ha bisogno di aiuto, da noi e da Chesterton.

Allora vi riproponiamo la preghiera, qui di seguito, con l'articolo e la buona ispirazione di infastidire come si deve il nostro Gilbert.

La Segreteria Volante

Dio Nostro Padre,
Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton di un senso di meraviglia e gioia,
e desti a lui una fede che fu il fondamento del suo incessante lavoro,
una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari,
e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.
Possano la sua innocenza e e le sue risate,
la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede,
la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria
e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri,
portare allegria ai disperati,
convinzione e calore ai tiepidi
e la conoscenza di Dio a chi non ha fede.
Ti chiediamo di concedere le grazie cheTi imploriamo
attraverso la sua intercessione (e specialmente per...)
perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti
e la Chiesa possa proclamarlo beato.
Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore

Amen. 

lunedì 16 gennaio 2017

Il vero soldato - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Un vero soldato non combatte perché ha davanti a sé qualcosa che odia. Combatte perché ha dietro di sé qualcosa che ama"


Il 14 gennaio 1911 Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) pubblicava sull'Illustrated London News un articolo molto interessante ed incredibilmente attuale, dal quale è stata tratta la famosa citazione richiamata in corsivo. A chi volesse leggere integralmente l'articolo, assieme ad altri pezzi inediti in italiano, rimando alla fresca uscita del volume: "La Divina poltrona ed altre comodità" (Casa Editrice Guerrino Leardini), a cui la Società Chestertoniana Italiana e il Centro Missionario Francescano hanno dato considerevoli apporti nella cura del libro.

Sovente, come più volte ho cercato di documentare in questa rubrica, Chesterton viene citato in modo improprio e quindi stiracchiato a giustificazione anche di strampalate ed improvvisate teorie che nulla hanno a che fare con quanto il grande scrittore inglese intendesse realmente. Ribadisco quindi che il mio personale sforzo è quello di cercare di restituire a Chesterton quello che è di Chesterton, non isolando citazioni, aforismi o paradossi ma riportandoli oggettivamente nel contesto delle argomentazioni trattate.

Parlando quindi del vero titolo dell'articolo: "Natale e disarmo" (Christmas and Disarmament), Chesterton fece un'acuta riflessione sulla pace, riallacciandosi al canto degli angeli in cielo a celebrazione del Santo Natale. Ma che cos'era la "pace sulla terra"? Ecco cosa scriveva il grande saggista londinese: "La pace sulla terra potrebbe anche indicare un panico immoto, il giacere prostrati dinanzi a un tiranno universale…ma se noi facessimo un silenzio di vivi, un silenzio di milioni di schiavi muti e lo chiamassimo pace?". Rammento che eravamo nel 1911 e quindi, antecedentemente allo scoppio della prima guerra mondiale, Chesterton inveiva contro la plutocrazia, collegandola alla guerra e all'imposizione di una desolata e squallida pace: "Mi sono abituato ai milionari che impongono la guerra. Ma se cominciano a imporre la pace mi ribello senz'altro". 

Qual era lo sbaglio essenziale dei milionari alla Carnegie posti sul banco degli imputati da Chesterton? La domanda era e resta importante, poiché in essa sta tutta la forza della validità della famosa frase iniziale riportata in corsivo. Nella risposta Chesterton avrebbe espresso, con un esempio, l'autentico sentimento di ogni vero soldato: "Un uomo ama un certo albero e venti uomini propongono di abbattere proprio quell'albero. Egli può uccidere i venti uomini, cosa che può essere davvero tragica; ma non odia i venti uomini; ama l'albero". L'errore sostanziale che imputava ai plutocrati mondialisti era chiaramente questo: "Le guerre non cominciano mai per l'odio… (gli uomini)combattono perché amano, non perché odiano e finché i sostenitori della pace non avranno compreso e accettato questa radice affettiva dell'energia militare, tutte le loro parole saranno polvere nel vento". Al posto del citato esempio dell'albero potremmo metterci tutto quello che piaceva a Chesterton, dagli attaccamenti cavallereschi alle cure domestiche, dall'amore per la patria a quello per i figli (anche se egli, pur desiderandoli, non poté averne alcuno), dall'amore per i colori della propria bandiera alle fattorie contadine. Egli desiderava che si coltivasse un intenso affetto, un sentimento dinamico e propulsivo per la difesa del bello e del buono.

Era conscio che non si poteva entusiasmare il popolo con un'idea puramente negativa di pace ed incitava, contro lo spirito dei milionari, a muovere la ragione e gli affetti: "Potresti rendere entusiasti gli uomini per qualche legame o qualità concreta che li lega gli uni agli altri e rende loro amici i loro nemici". Invitava inoltre a "guardare indietro" per poter procedere avanti nella buona battaglia a salvaguardia di quanto di più prezioso ci era stato trasmesso, ad iniziare da quel Santo Natale nel quale Gesù Bambino si era rivelato e che stava come riferimento essenziale all'inizio dell'articolo. Il vero soldato poteva e doveva combattere contro tutti gli Erode di ogni epoca, a difesa di quell'Amore che per i nostri peccati era e rimane crocifisso.

Non solo, il soldato, come ogni uomo, combatteva giustamente per tutto ciò che anche umanamente ed orizzontalmente amava e che costituiva la sua storia, il suo passato, le sue radici.

domenica 15 gennaio 2017

Siamo tutti fuori. Viaggio nel paese delle meraviglie di G. K. Chesterton - l'ultima fatica di Annalisa Teggi


Qui sotto trovate una presentazione dell'ultimo libro di Annalisa e qualche sua breve parola sul punto. E' interessante, andate a vedere.

venerdì 13 gennaio 2017

Una segnalazione di andrea Carbonari - FC e Padre Brown

Cari Amici della SCI, 

il settimanale Famiglia Cristiana in edicola da oggi (che però ha la data del 15 gennaio 2017) pubblica a pagina 40 un articolo di Silvia Guzzetti (“E se Chesterton diventasse santo?”) in cui si affronta la questione della santità di Gilbert Keith Chesterton. L’autrice riporta le testimonianze di don John Udris, il sacerdote nominato dal vescovo di Northampton (dove si trovava la parrocchia di GKC) per investigare se ci sono le basi per aprire la causa di beatificazione; di Dale Alhquist, presidente della Società Chestertoniana USA nonché grande divulgatore in tv e con gli scritti dell’opera di GKC; e di Ian Ker, uno dei biografi del Nostro. Fra l’altro, riferisce don Udris, lo stesso Papa Francesco quando era ancora a Buenos Aires partecipava agli incontri della Società Chestertoniana argentina e celebrava messa per i suoi membri. Va aggiunto che da questo numero Famiglia Cristiana pubblica ogni settimana per 8 uscite insieme alla rivista (ma solo per chi lo vuole e pagando un supplemento) una serie di romanzi e libri del nostro. Si tratta della serie di Padre Brown più “Il club dei mestieri stravaganti”, “L’uomo che sapeva troppo” e “Il poeta e i pazzi”. Buona lettura!

Mr. Pond

(Andrea Carbonari)

giovedì 12 gennaio 2017

Chesterton a Staggia Senese domani 13/1/2017


Gilbert Keith CHESTERTON

Le avventure di un uomo vivo, l'inventore di Padre Brown

Fabio Trevisan

Staggia Senese (SI)
Venerdì 13 gennaio 2017

Il Centro Culturale "Amici del Timone" di Staggia Senese organizza per venerdì 13 gennaio ore 21.00 un incontro dal titolo "Chesterton e le avventure di un uomo vivo, l'inventore di Padre Brown".
Ospite speciale Fabio Trevisan, giornalista e scrittore, autore di diversi libri su Chesterton, conduce su Radio Maria la trasmissione "La Dottrina Sociale della Chiesa, oggi", membro del direttivo dell'Osservatorio Internazionale card. Van Thuan di Treviso.
L'incontro si svolgerà nei locali con accesso da Piazza Grazzini, 5 - Staggia Senese. Ingresso gratuito.

Il Tenente Colombo, un po' padre Brown...



Peter Falk, per tutti il Tenente Colombo/Lieutenant Columbo

Attizzato dall'amico e socio Michelangelo Rubino, che dice di aver visto il tenente Colombo che in una certa scena gli ricordava incredibilmente il padre Brown ne "Il Segreto di Padre Brown" ("Il tenente Colombo era ad una conferenza, mi pare, e raccontava di come riuscisse a scoprire l'assassino. Spiegava che si immedesimava nell'assassino, e che ogni uomo non è mai completamente cattivo", dice Michelangelo), scrivo due cose banali sul Tenente Colombo, o meglio su Lieutenant Columbo (nell'originale), protagonista di une serie televisiva americana di grandissimo successo anche in Italia che vedeva come interprete lo stazzonatissimo e splendido Peter Falk (nelle foto - veramente sembrava che con quell'impermeabile ci andasse a dormire, un grande! Che bella faccia!) nei panni del Tenente Colombo. L'investigatore che entra in scena dopo una buona mezz'ora dall'inizio della puntata, che parla sempre della moglie come di un aiuto insostituibile e questa moglie non l'ha mai vista nessuno, assomiglia molto al nostro splendido Gilbert così legato a sua moglie, e ha molto del mai compreso fino in fondo Padre Brown nel suo modo di procedere.

A parte quello che ci riferisce Michelangelo, che è una vera e propria citazione de Il Segreto di padre Brown, che vi invito a leggere, bisogna dire che il Tenente Colombo fu inventato dal produttore e sceneggiatore televisivo americano William Link che espressamente disse di essersi ispirato in parte al Porfiry Petrovich di Dostoevskij e in parte al nostro Padre Brown.

In effetti il suo comportamento apparentemente trasognato e surreale somiglia molto a quello di padre Brown, ed anche il modo di intuire e cogliere segnali del Mistero nelle cose apparentemente banali è quello tipico di Chesterton. Ritengo che anche il modus procedendi di Link nel costruire le puntate possa essere un po' assimilato a quello di Chesterton nella redazione dei singoli racconti, con le differenze dettate dalla "scrittura televisiva" (in Colombo il delitto è rappresentato sempre all'inizio della puntata, come pure in Padre Brown la questione che impegnerà il protagonista per tutto il racconto viene fotografata all'inizio).

Queste espressioni del creatore di Colombo ci confermano che Chesterton è, se non il padre, il nonno di molti altri personaggi del mistero e del giallo e non solo, e che la sua eredità è stata sfruttata da tantissimi scrittori e sceneggiatori di successo. In questo blog ne trovate ampia traccia (provate a cercare col motore di ricerca nomi come Alfred Hitchcock, Orson Welles, l'italico don Matteo ed altri ancora).

Provate pure ad esplorare il blog attraverso l'etichetta "Chesterton in altre parole" o con quella "Echi di Chesterton", qualcosa di interessante uscirà e passerete delle ore belle e gustose. Io spero di aiutarvi in questo ogni volta che scrivo un post.

Marco Sermarini


Bello sfatto anche qui, Colombo...

Un aforisma al giorno