martedì 31 marzo 2026

Moor Eeffoc, il codice segreto della felicità | Mariano Tomatis sul suo sito.




A chi gli chiedeva come si diventa maghi, G.K. Chesterton (1874-1936) suggeriva di ispirarsi a David Copperfield. No, non a quello che ha fatto sparire la Statua della Libertà: Chesterton si riferiva al protagonista del romanzo di Charles Dickens (1812-1870).

Secondo Chesterton, la Londra ritratta nel libro di Dickens ha qualcosa in più di quella vera:

Questo è il segreto dell’inquietante realismo con cui Dickens riesce sempre a rivitalizzare gli angoli oscuri e grigi di Londra. Nelle descrizioni di Dickens ci sono dettagli – una finestra, o una cancellata, o la toppa di una serratura – in cui egli inietta energia vitale. In questo modo le cose sembrano più autentiche di quelle reali.

Il resto nel collegamento qui sotto:



lunedì 30 marzo 2026

Un aforisma al giorno - L'esagerazione e l'arte (estrapoliamo e ci torniamo sopra).

L'esagerazione è quasi la definizione dell'Arte -- ed è interamente la definizione dell'arte di Dickens.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.


Charles Dickens Museum, Londra.


domenica 29 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Domenica delle Palme, L'Asino.

Gilbert Keith Chesterton, L'asino, in Il Cavaliere Pazzo
(traduzione di Giulio Mainardi)

 

Un aforisma al giorno - E così il piccolo Dickens "dickensizzò" Londra...



E così il piccolo Dickens «dickensizzò» Londra. Preparò la strada a tutti i suoi personaggi. In qualunque anfratto della nostra città i suoi personaggi potessero infilarsi, Dickens c’era già stato prima di loro. Per quanto sfrenati fossero gli eventi che narrava come se fossero estranei a lui, non potevano essere più sfrenati di ciò che era accaduto nel suo intimo. Per quanto bizzarro potesse essere un personaggio di Dickens, difficilmente poteva essere più bizzarro di quanto lo fosse Dickens stesso. L'intero segreto dei suoi scritti successivi è racchiuso in quegli anni silenziosi di cui non rimane alcuna traccia scritta. Quegli anni forse gli fecero del male, come ha suggerito con perspicacia il suo biografo Forster, acuendo in lui un certo feroce individualismo che una o due volte, durante la sua vita affabile, balenò come un coltello seminascosto. Era sempre generoso; ma le cose gli erano andate troppo male perché potesse essere sempre accomodante. Era sempre di buon cuore; non era sempre di buon umore. Quegli anni potrebbero anche, nel loro strano miscuglio di morbosità e realtà, aver accresciuto in lui la tendenza all’esagerazione. Ma difficilmente possiamo lamentarci di questo in senso letterario; l’esagerazione è quasi la definizione stessa dell’arte — ed è interamente la definizione dell’arte di Dickens. Quegli anni potrebbero avergli inflitto molte ferite morali e mentali, dalle quali non si riprese mai. Ma gli hanno dato la chiave della strada.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



sabato 28 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Mooreeffoc, ecco la fonte...

Lo stesso Dickens ha fornito un esempio perfetto di come questi dettagli da incubo prendessero sempre più piede nella sua mente mentre era assorto nei suoi pensieri. Tra le caffetterie in cui si rifugiava in quei giorni infelici, menziona «una in St. Martin’s Lane, della quale ricordo solo che si trovava vicino alla chiesa e che sulla porta c’era una lastra di vetro ovale con la scritta “COFFEE ROOM” dipinta sopra, rivolta verso la strada. Se oggi mi trovo in una caffetteria di tipo molto diverso, ma dove c’è una scritta del genere su un vetro, e la leggo al contrario dal lato sbagliato, MOOR EEFFOC (come facevo spesso allora in una triste fantasticheria), un brivido mi attraversa il sangue». Quella parola selvaggia, “Moor Eeffoc”, è il motto di ogni realismo efficace! è il capolavoro del buon principio realistico — il principio secondo cui la cosa più fantastica di tutte è spesso proprio la realtà. E quel tipo di realismo elfico Dickens lo adottò ovunque. Il suo mondo era animato da oggetti inanimati. La data sulla porta danzava sopra il signor Grewgius, il battente sorrideva beffardo al signor Scrooge, il Romano sul soffitto indicava il signor Tulkinghorn, la vecchia poltrona guardava lascivamente Tom Smart: sono tutte cose mooreeffochiane. Un uomo le vede perché non le guarda.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



Sul "Mooreeffoc":








venerdì 27 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il segreto dell'inquietante realismo di Dickens.

Qui risiede il segreto dell'inquietante realismo con cui Dickens poteva sempre ravvivare qualche oscuro o noioso angolo di Londra. Ci sono dettagli nelle descrizioni di Dickens -- una finestra, o una ringhiera o il buco della serratura di una porta -- che egli dota di vita demoniaca. Le cose sembrano più reali di quanto non siano in realtà. In effetti quel grado di realismo non esiste nella realtà: è l'insopportabile realismo di un sogno. E questa sorta di realismo può solo essere ottenuto camminando sognanti in un luogo; non si può ottenere camminando attenti.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.







giovedì 26 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Sulla speranza e la gioventù (molto, molto autobiografico).



Si dice spesso che la speranza accompagni la giovinezza e le presti le ali di una farfalla; ma io credo che la speranza sia l’ultimo dono concesso all’uomo, e l’unico dono non concesso alla giovinezza. La giovinezza è indissolubilmente il periodo in cui un uomo può essere lirico, fanatico, poetico; ma la giovinezza è anche il periodo in cui un uomo può essere senza speranza.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



mercoledì 25 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Dolore e pessimismo sono opposti.

Il dolore e il pessimismo sono in effetti, in un certo senso, opposti, poiché il dolore si fonda sul valore di qualcosa, mentre il pessimismo sul valore di nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




martedì 24 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La frase (tutta intera) dell'uomo che rende grandi gli altri uomini (inedita in italiano, con la fonte).



Una delle conseguenze concrete e certe dell’idea che tutti gli uomini siano uguali è quella di produrre immediatamente uomini davvero grandi. Direi uomini superiori, se non fosse che l’eroe si considera grande, ma non superiore. Questo ci è stato nascosto negli ultimi tempi da un folle culto di uomini sinistri ed eccezionali, uomini privi di spirito di compagnia o di qualsiasi virtù contagiosa. Questo tipo di Cesare esiste davvero. C'è un grande uomo che fa sentire piccolo ogni uomo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire grande ogni uomo. Lo spirito dell'inizio del secolo ha prodotto grandi uomini, perché credeva che gli uomini fossero grandi. Ha reso forti gli uomini incoraggiando quelli deboli.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

Ecco la fonte! Copia
appartenuta a padre Stanley
Jaki, osb, chestertoniano,
oggi di proprietà della 
Società Chestertoniana Italiana


lunedì 23 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un affronto o un insulto hanno molte più probabilità di sistemare le cose...



L'anarchia è solo tatto quando funziona male. Il tatto è solo anarchia quando funziona bene. E dovremmo renderci conto che in una metà del mondo — la casa privata — funziona davvero bene. Noi uomini moderni dimentichiamo continuamente che la necessità di regole chiare e punizioni severe non è affatto scontata, che c'è molto da dire a favore della benevola illegalità dell'autocrate, specialmente su piccola scala; in breve, che il governo è solo un aspetto della vita. L'altra metà si chiama Società, nella quale le donne sono, bisogna ammetterlo, dominanti. E sono sempre state pronte a sostenere che il loro regno è governato meglio del nostro, perché (in senso logico e giuridico) non è governato affatto. «Ogni volta che si presenta una vera difficoltà», dicono, «quando un ragazzo è presuntuoso o una zia è avara, quando una ragazza sciocca vuole sposare qualcuno, o un uomo malvagio non vuole sposarne una, tutto il vostro ingombrante Diritto Romano e la Costituzione Britannica si bloccano. Un affronto da parte di una duchessa o un insulto da parte di una pescivendola hanno molte più probabilità di sistemare le cose». Così, almeno, risuonava l’antica sfida femminile nel corso dei secoli fino alla recente capitolazione femminile. Così sventolava lo stendardo rosso dell’anarchia superiore fino a quando la signorina Pankhurst non ha issato la bandiera bianca.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.


Emmeline Pankhurst,
leader delle suffragette

 

domenica 22 marzo 2026

Aneddoti (stavolta su Belloc) - "Se mi respingerete a causa della mia religione..."

Belloc com'era più o meno
all'epoca del fatto.


Signori, sono cattolico. Per quanto possibile, vado a messa ogni giorno. Questo è un rosario. Per quanto possibile, mi inginocchio e recito il rosario ogni giorno. Se mi respingete a causa della mia religione, ringrazierò Dio per avermi risparmiato l’umiliazione di essere il vostro rappresentante.

Hilaire Belloc durante un famoso comizio per il seggio di Salford South presso la Camera dei Comuni alle elezioni generali del 1906.


(Seguì un silenzio assordante rotto da uno scroscio di applausi. Belloc poi vinse il seggio).


Testo in lingua originale: “Gentlemen, I am a Catholic. As far as possible, I go to Mass every day. This is a rosary. As far as possible, I kneel down and tell these beads every day. If you reject me on account of my religion, I shall thank God that He has spared me the indignity of being your representative”.


sabato 21 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La segretezza dell’infanzia.

Ma di tutti gli strani modi in cui l'essere umano prova che non è un essere razionale, qualsiasi altra cosa egli sia, nessun caso è così misterioso ed inspiegabile come la segretezza dell'infanzia.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




Aneddoti su Chesterton - "Mi sembra di aver perso le altre...".

Chesterton da studente entrò in un caffè in Fleet Street, la popolare via delle sedi dei giornali di una volta a Londra, accompagnato da un amico. Chiese due uova in camicia. Ecco cosa successe nel racconto di una sua amica dell'epoca:

Gliele portarono a tempo debito e lui, apparentemente senza accorgersi del loro arrivo, continuò a parlare e a discutere; alzando la mano per sottolineare un concetto, la abbatté con grande forza sul bordo del piatto, rovesciandosi le uova proprio in grembo. Continuò imperterrito a parlare e, quando la cameriera gli si avvicinò, egli si limitò a dire: «Mi porterebbe per favore altre due uova in camicia? Mi sembra di aver perso le altre».

Mildred Wain, moglie del compagno di scuola Waldo D’Avigdor, in Maisie Ward, Return to Chesterton.




venerdì 20 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il dogma e l'educazione.

È curioso che si parli di separare il dogma dall'educazione. Il dogma è in realtà l'unica cosa che non può essere separata dall'educazione. È l'educazione stessa. Un insegnante che non è dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



giovedì 19 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Oggi due forze rendono l'uomo comune un senzatetto.



Sussurrerò all’orecchio del lettore un terribile sospetto che a volte mi ha tormentato: il sospetto che Hudge e Gudge siano segretamente complici. Che il litigio che inscenano in pubblico sia in gran parte una messinscena, e che il modo in cui si assecondano a vicenda non sia una coincidenza perpetua. Gudge, il plutocrate, vuole un industrialismo anarchico; Hudge, l’idealista, gli fornisce elogi lirici dell’anarchia. Gudge vuole lavoratrici perché costano meno; Hudge definisce il lavoro delle donne «libertà di vivere la propria vita». Gudge vuole operai affidabili e obbedienti, Hudge predica l’astinenza dall’alcol — agli operai, non a Gudge. Gudge vuole una popolazione docile e timida che non prenderà mai le armi contro la tirannia; Hudge dimostra, citando Tolstoj, che nessuno deve prendere le armi contro nulla. Gudge è naturalmente un gentiluomo sano e ben pulito; Hudge predica con fervore la perfezione della pulizia di Gudge a persone che non possono praticarla. Soprattutto, Gudge governa con un sistema rozzo e crudele di licenziamenti, sfruttamento e fatica bisessuale che è totalmente incompatibile con la famiglia libera e che è destinato a distruggerla; pertanto Hudge, tendendo le braccia verso l’universo con un sorriso profetico, ci dice che la famiglia è qualcosa che presto supereremo gloriosamente.

Non so se la collaborazione tra Hudge e Gudge sia consapevole o inconsapevole. So solo che, tra loro due, continuano a rendere l'uomo comune senza tetto.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



mercoledì 18 marzo 2026

Una vecchia ma interessante recensione di Una gioia antica e nuova uscita su Il Manifesto nel 2011, a cura di Ivan Tassi.



Quando si apre uno dei romanzi che Charles Dickens scrisse tra il 1836 e il 1870, lungo l'arco di una straordinaria carriera, si è costretti a far fronte a un paradosso miracoloso. Dickens, insegnava Nabokov in una delle sue Lezioni di letteratura, resta un magnifico «incantatore»: se si tenta di analizzare il suo metodo narrativo, non si può fare a meno di rilevare un catalogo di «difetti» nelle sue storie, a volte prevedibili o viziate dal sentimentalismo; ma se lo si legge «con la spina dorsale» - sede, per Nabokov, del «piacere artistico» - non resta che «arrendersi» di fronte alle magie illusionistiche della narrazione. La lettura, in ogni caso, «tiene», ci trascina e finisce per lasciare il critico in imbarazzo, a interrogarsi sull'adeguatezza del suo percorso e dell'attrezzatura utilizzata durante l'indagine.
Ma dunque, se non è in grado di spiegare il mistero della scrittura attraverso gli strumenti della ragione, a cosa serve la critica letteraria? Quali sono i suoi limiti e le sue legittime aspirazioni? Se non vogliamo chiudere gli occhi di fronte al problema, possiamo affidarci a Gilbert Keith Chesterton e abbandonarci alle pagine di Una gioia antica e nuova. Scritti su Charles Dickens e la letteratura (a cura di Edoardo Rialti, Marietti). 
Il libro, tradotto oggi per la prima volta in italiano, raccoglie le prefazioni ai romanzi di Dickens che Chesterton allestì per la collana Everyman nel 1911, lo stesso anno in cui diede alla luce L'innocenza di Padre Brown, il primo di una fortunata serie di gialli. La coincidenza cronologica, non casuale, è sintomo di un'ammirazione che rischiò di sconfinare nell'osses
sività e che solo la meravigliosa intelligenza critica di Chesterton riuscì ad addomesticare.

Il resto qui sotto:



lunedì 16 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Difficile anche che sia una cugina di primo grado...



C'era molto più senso nelle parole degli anziani che sostenevano che marito e moglie dovessero professare la stessa religione che in tutte le chiacchiere contemporanee su anime gemelle, spiriti affini e aure dello stesso colore. In realtà, più i due sessi sono in netto contrasto, meno probabile è che entrino in violenta collisione. Più i loro caratteri sono incompatibili, meglio è. Ovviamente l'anima di una moglie non può essere un'anima gemella. È molto raro che sia anche solo una cugina di primo grado. Ci sono pochissimi matrimoni in cui i gusti e il temperamento sono identici; in genere sono infelici. Ma avere la stessa teoria fondamentale, considerare la stessa cosa una virtù, sia che la si pratichi o la si trascuri, considerare la stessa cosa un peccato, sia che la si punisca, la si perdoni o la si derida, e in ultima analisi definire la stessa cosa dovere e la stessa cosa disonore — questo è davvero necessario per un matrimonio abbastanza felice; ed è rappresentato molto meglio da una religione comune che da affinità e aure.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.


domenica 15 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Potere del mettere in discussione.



Le cose che appaiono più semplici finché non vengono messe in discussione diventano inevitabilmente le più complesse non appena vengono messe in discussione.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.



sabato 14 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Gridare prima di farsi male.



La cosa più saggia del mondo è gridare prima di farsi male. Non serve a nulla gridare dopo essersi fatti male; soprattutto dopo aver subito una lesione mortale. Si parla dell'impazienza del popolo; ma gli storici competenti sanno che la maggior parte delle tirannie sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale resistere a una tirannia prima che essa esista. Non è una risposta dire, con un ottimismo distaccato, che il progetto è solo nell'aria. Un colpo di ascia può essere parato solo mentre è in aria.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



venerdì 13 marzo 2026

Un aforisma al giorno - I bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro.



Il guaio in troppe delle nostre scuole moderne è che lo Stato, essendo controllato in modo così particolare da pochi, permette che idee stravaganti e sperimentazioni entrino direttamente nelle aule scolastiche senza essere mai passate dal Parlamento, dal pub, dalla casa privata, dalla chiesa o dal mercato. Ovviamente, dovrebbero essere le cose più antiche ad essere insegnate ai più giovani; le verità certe e consolidate dovrebbero essere trasmesse per prime ai bambini. Ma oggi, a scuola, i bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro. Un bambino di quattro anni ha in realtà più esperienza e ha affrontato il mondo più a lungo del dogma a cui è costretto a sottostare. Molte scuole si vantano di avere le ultime idee in materia di istruzione, quando non hanno nemmeno la prima idea; perché la prima idea è che anche l'innocenza, per quanto divina, può imparare qualcosa dall'esperienza. Ma questo, come ho detto, è dovuto al semplice fatto che siamo governati da una piccola oligarchia.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.