venerdì 6 settembre 2024

Il famoso saggio del card. Giacomo Biffi su Chesterton: "Un dono fatto direttamente da Dio".

Il cardinale Giacomo Biffi
(1928 - 2015)


Gilbert Keith Chesterton è stato un dono fatto alla cattolicità (e all'umanità intera) direttamente da Dio.

Benché egli sia apparso come un aiuto insperato offerto alla Chiesa del secolo XX, alle prese con un mondo ostile e accanito contro di lei, la Chiesa c'entra poco nella sua nascita alla fede e all'attiva militanza ecclesiale.

Non è cresciuto in una famiglia religiosa e non ha ricevuto una formazione cristiana nel senso preciso del termine. Non è stato preparato alla sua missione apologetica da qualche agguerrita università pontificia. Nessun movimento culturale cattolico l'ha illuminato, nessuna associazione dedita all' apostolato l'ha spronato alla «buona battaglia».

Si è fatto da solo. È semplicemente andato alla scuola della sua schietta umanità e ha ricercato la verità con assoluta onestà intellettuale, usando effettivamente di quella ragione che i razionalisti si limitavano a venerare. Questo è stato sufficiente per condurlo «a casa», cioè all' antica fede e alla saggezza dei padri.

Naturalmente noi, che non ignoriamo la teologia, sappiamo benissimo che a livello delle causalità più profonde questo è avvenuto per l'illuminazione e sotto la guida dello Spirito di Dio; il quale, anche se la cosa può apparire sorprendente agli intellettuali laicisti, sta sempre dalla parte dell' essere autentico e della retta ragione.

Forte della sua personale esperienza, Chesterton agli animi in ricerca, magari inconsapevole, di Cristo non propone una via diversa da quella di prendere sul serio la realtà delle cose nella sua integrità (a cominciare dalla realtà interiore dell'uomo) e di adoperare fiduciosamente l'intelletto nella sua nativa sanità, purificato da ogni incrostazione ideologica.

La Provvidenza ha suscitato quest'uomo come antidoto efficace contro tutti i veleni che sono imperversati lungo tutto il secolo XX, ma che si sono fatti anche più virulenti nella sua seconda metà, quando l'avventura terrena di Chesterton si era ormai conclusa da un pezzo.

Nei suoi scritti - principalmente nei saggi, ma anche nell'opera narrativa - si trovano denunciate praticamente tutte le nostre follie.

Ricordiamo alla rinfusa non solo le aberrazioni disumane del comunismo e le intemperanze del capitalismo selvaggio, non solo il razionalismo e l'irrazionalismo, non solo l'agnosticismo filosofico, l'indifferentismo religioso, il relativismo morale, non solo la mentalità divorzistica e l'allergia moderna a trasmettere la vita, ma anche la mania dei culti esoterici, il buddismo snobbistico, le varie ideologie vegetariane e animaliste, le ambiguità dell'internazionalismo pacifista, eccetera.

Purtroppo la cristianità - che ha dato discreta attenzione a Chesterton fino alle soglie del Concilio Vaticano II - ha cominciato a dimenticarsene proprio quando il suo magistero sarebbe stato più necessario per prevenire e contrastare i nostri guai.

Mi auguro che questa piccola raccolta sia più che altro un segno: il segno di una rinnovata attenzione e di una salutare ripresa di interesse.

L'origine di queste pagine - destinate alla stampa periodica e legate perciò a un determinato contesto spiega una certa difficoltà di comprensione da parte dei lettori di un'epoca lontana e diversa. Ma in ognuna di esse balena la frase lucente e incisiva che non si dimentica più.

Chesterton sa che la conseguenza più deleteria della scristianizzazione dell'Europa non è stato lo smarrimento etico (che pure è stato gravissimo): è stato lo smarrimento della ragione. «Il mondo moderno - dice - ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale».

Non si fatica a immaginare il suo giudizio sull'uomo - sul cristiano - dei nostri giorni, che sembra aver sostituito la speranza cristiana con un ansioso ottimismo mondano: «Non vuol più accettare la dottrina cattolica che la vita umana è una battaglia; vuole solo sentirsi dire ... che è una vittoria».

Il divorzio, introdotto da gente probabilmente in buona fede e difeso perfino da molte anime belle e devote per rimediare ai «casi difficili», ha radicalmente cambiato l'idea stessa di matrimonio e di famiglia. «La Chiesa - dice Chesterton - aveva ragione nel rifiutare anche le eccezioni. Il mondo ha ammesso le eccezioni, e le eccezioni sono diventate la regola».

Oggi, in nome dell'irenismo e della tolleranza, pare vadano sbiadendosi i confini tra l'errore e la verità. E dal momento che nessuna asserzione è più condannabile, è straordinariamente difficile diventare eretici. Personalmente la cosa mi secca un po' , perché ci tengo alla mia libertà di compiere tutte le trasgressioni, anche se spero che da tutte mi preservi la grazia di Dio. Forse non si riflette abbastanza che annullare i peccati contro la fede, vuol dire annullare anche la fede.

Per Chesterton l'ortodossia è inconfondibile, ed è la sola nostra possibilità di salvezza. Anche se poi dà dell' eresia il concetto più cavalleresco e positivo che si possa mai configurare.

Le eresie per lui «sembrano persino corrispondere alla verità e talvolta sono vere, nel senso limitato in cui una verità non è la Verità». «L'eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità».

E così si arriva a capire in tutta la sua bellezza il concetto che Chesterton dà della Chiesa cattolica, da lui ritenuta il solo baluardo rimasto a difesa dell'uomo vero, dell'uomo comune, dell'uomo «normale»: «La Chiesa ... è il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento».


Giacomo card. Biffi

giovedì 5 settembre 2024

The inner life of G. K. Chesterton | Una conferenza di Karl Schmude, presidente della Società Chestertoniana Australiana.

G. K. Chesterton was a prolific writer on all manner of subjects, and my particular focus will be on one vital part of his life and thought; namely, his inner life or spirituality.

When Chesterton was asked to explain why he had become a Catholic, a step which he took rather late in his life, when he was nearly 50, he briefly – and famously – replied: “To get rid of my sins.”{{1}}

This was a surprising and even startling answer – that Chesterton had joined the Catholic Church because of its practical power of dealing with sin. He had, indeed, long been thought to be on the threshold of the Catholic Church. His great work of Christian philosophy, Orthodoxy, was published as early as 1908, a full 14 years before he entered the Catholic Church. On his death in 1936, Cardinal Pacelli (as he then was – later Pope Pius XII) bestowed upon him the title “Defender of the Faith.”

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.clergy.asn.au/the-inner-life-of-g-k-chesterton/




mercoledì 4 settembre 2024

Un aforisma al giorno - "Non mi preoccupa un grosso uomo grasso... È questa storia... che voglio che finisca bene".

Ora sono in uno stato in cui mi sento un mostruoso ciarlatano, come se indossassi una maschera e fossi imbottito di cuscini, ogni volta che vedo qualcosa sul G. K. C. pubblico; mi fa male, perché anche se le opinioni che esprimo sono reali, l'immagine è terribilmente irreale rispetto alla persona reale che ha bisogno di aiuto in questo momento. Ho la stessa vanità di chiunque altro riguardo a questi successi superficiali mentre si verificano; ma non sento mai per un momento che essi influenzino la realtà del fatto che io sia completamente marcio o meno; così che qualsiasi commento pubblico sulla mia posizione religiosa sembra come un vento dall'altra parte del mondo; come se riguardasse qualcun altro - come in effetti è. Non mi preoccupa un grosso uomo grasso che appare sulle piattaforme e nelle caricature; anche quando si diletta in dibattiti su quello che io ritengo essere il giusto. Mi preoccupa ciò che è diventato un bambino a cui il padre mostrava un teatro giocattolo, e uno scolaro che nessuno ha mai sentito nominare, con il suo rimuginare su dubbi, oscurità e sogni a occhi aperti, con una coscienza grossolana così incoerente da sfiorare l'ipocrisia; e tutta la vita morbosa della mente solitaria di una persona viva con cui ho vissuto. È questa storia, che così spesso ha rischiato di finire male, che voglio che finisca bene.

Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a mons. Ronald Knox poco prima della sua conversione al cattolicesimo, in Dudley Barker, G. K. Chesterton: A Biography, New York, Stein & Day, 1973.




martedì 3 settembre 2024

Un aforisma al giorno - Pubblichiamo una Dichiarazione d'Indipendenza

“Tu credi nella Governo Domestico (1) per l'Irlanda; io credo nel Governo Domestico per le case”, (Innocent Smith, ndr) gridò con impazienza a Michael. “Sarebbe meglio se ogni padre POTESSE uccidere il proprio figlio, come facevano gli antichi romani; sarebbe meglio, perché nessuno verrebbe ucciso. Pubblichiamo una Dichiarazione di Indipendenza di Beacon House. In quell'orto potremmo coltivare abbastanza verdura da mantenerci, e quando arriva l'esattore delle tasse diciamogli che siamo autosufficienti, e scherziamo con lui con il sifone.... Beh, forse, come dici tu, non potremmo avere una sifone, visto che viene dalla rete; ma potremmo scavare un pozzo in questo terreno gessoso, e si potrebbero fare molte cose con le caraffe d'acqua.... Che questa sia davvero Beacon House (2). Accendiamo un falò dell'indipendenza sul tetto e vediamo una casa dopo l'altra rispondere nella valle del Tamigi! Diamo inizio alla Lega delle Famiglie Libere! Via il governo locale! Un fico secco per il patriottismo locale! Che ogni casa sia uno Stato sovrano come questo, e giudichi i propri figli con la propria legge, come noi facciamo con la Corte di Beacon. Togliamo il pittore e cominciamo a essere felici insieme, come se fossimo su un'isola deserta”.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.



(1) Qui traduciamo Governo Domestico l'espressione Home Rule, usata dagli inglesi a fine 1800 - inizi 1900 per promuovere una sorta di autonomia per l'Irlanda.
(2) Beacon significa faro.

lunedì 2 settembre 2024

Aforismi in lingua originale - Let's issue a Declaration of Independence from Beacon House...

 “You believe in Home Rule for Ireland; I believe in Home Rule for homes,” he cried eagerly to Michael. “It would be better if every father COULD kill his son, as with the old Romans; it would be better, because nobody would be killed. Let’s issue a Declaration of Independence from Beacon House. We could grow enough greens in that garden to support us, and when the tax-collector comes let’s tell him we’re self-supporting, and play on him with the hose.... Well, perhaps, as you say, we couldn’t very well have a hose, as that comes from the main; but we could sink a well in this chalk, and a lot could be done with water-jugs.... Let this really be Beacon House. Let’s light a bonfire of independence on the roof, and see house after house answering it across the valley of the Thames! Let us begin the League of the Free Families! Away with Local Government! A fig for Local Patriotism! Let every house be a sovereign state as this is, and judge its own children by its own law, as we do by the Court of Beacon. Let us cut the painter, and begin to be happy together, as if we were on a desert island.”

Gilbert Keith Chesterton, Manalive.

Due schizzi di Chesterton.


domenica 1 settembre 2024

"The adventure of being born": G.K. Chesterton’s 150th anniversary - The Catholic Herald del 30 Maggio 2024



The 29th of May 2024 marked the 150th anniversary of the birth of G.K. Chesterton (29 May 1874 – 14 June 1936), the indomitable English author, philosopher, Christian apologist and literary and art critic. To mark the auspicious occasion, Lord David Alton shared with the Catholic Herald his favourite Chesterton poem:


By The Babe Unborn

If trees were tall and grasses short,
                 As in some crazy tale,
               If here and there a sea were blue
                 Beyond the breaking pale,

               If a fixed fire hung in the air
                 To warm me one day through,
               If deep green hair grew on great hills,
                 I know what I should do.

               In dark I lie; dreaming that there
                 Are great eyes cold or kind,
               And twisted streets and silent doors,
                 And living men behind.

               Let storm clouds come: better an hour,
                 And leave to weep and fight,
               Than all the ages I have ruled
                 The empires of the night.

               I think that if they gave me leave
                 Within the world to stand,
               I would be good through all the day
                 I spent in fairyland.

               They should not hear a word from me
                 Of selfishness or scorn,
               If only I could find the door,
                 If only I were born.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://catholicherald.co.uk/the-adventure-of-being-born-g-k-chestertons-150th-anniversary/








sabato 31 agosto 2024

Book Review; G K Chesterton’s The Everlasting Man - Reviewed by Joseph Pearce - The Catholic Telegraph

Dale Ahlquist is the greatest living expert on the life and literary legacy of G.K. Chesterton and both the longtime President of the Society of Gilbert Keith Chesterton and founder of the Chesterton Schools Network. Thus, it was perfectly appropriate for Word on Fire to select Ahlquist to guide readers through this new edition of The Everlasting Man, arguably Chesterton’s greatest book.

This edition’s subtitle, “A Guide to G. K. Chesterton’s Masterpiece,” is a little misleading as it suggests that it’s a book about the “masterpiece,” not the masterpiece itself. In fact, this is an annotated new edition of Chesterton’s book, with an introduction, notes and commentary by Ahlquist.

The Everlasting Man, published in 1925, was Chesterton’s contribution to the controversy surrounding the publication of H. G. Wells’ Outline of History (1920). Wells’ approach, animated by philosophical materialism and scientistic progressivism, was to show humanity’s history as an inexorable ascent from the primitive to the civilized, the latter predicated on the shedding of religious superstition in favor of scientific and technological progress. The Everlasting Man is Chesterton’s riposte of Wells’ history.

Il resto della recensione in questo collegamento:

https://www.thecatholictelegraph.com/book-review-g-k-chestersons-the-everlasting-man?fbclid=IwY2xjawE8hjZleHRuA2FlbQIxMQABHaugSGxGogoo-7yZjsRZaf5cd5qJOrvS3BzbtIwQkgmAq-HcRrXLMWS3aQ_aem_u2dbo_lKCVcdTzZDS18UhA



venerdì 30 agosto 2024

Ripagare il male con il male - Una riflessione d'attualità di Umberta Mesina sulla scorta di Chesterton.

Di una cosa – e solo una – in futuro potremo ringraziare il premier israeliano Netanyahu, ed è questa sua frase:

“Faremo del male a chiunque vorrà farci del male”.

L’avevo sentita ieri al TG2 delle 13, poi al TG1 non l’hanno riferita, ma sapevo che in rete l’avrei trovata. Le virgolette sono quelle dell’articolo; a me pareva che avesse detto “Ripagheremo il male con il male”, ma non sono brava a ricordare le parole alla lettera. 

(Se l’articolo dovesse sparire, ecco qui un pdf.)

Perché ringraziarlo per questa frase?

Si tratta di una questione culturale assai mal compresa.

Soltanto i cristiani hanno avuto la raccomandazione di ripagare il male con il bene. Questa è un’idea che nasce da Cristo e che oggi è diventata una delle molte virtù impazzite che ci rendono difficile la vita.

Il resto in questo collegamento:

https://initaliano.wordpress.com/2024/08/26/ripagare-il-male-con-il-male/?fbclid=IwY2xjawE6WG1leHRuA2FlbQIxMQABHffL_VEsOC2N8_FJizauyD8y_kSDphx0fRdfF4F83bP5AqLGgJoWFiYpNQ_aem_kXg33cNONik0atNomL3EmA



giovedì 29 agosto 2024

Il bel popolo di Chesterton, Pellegrinaggio 2024!

Echi di Chesterton - The Transforming Imagination of Dorothy L. Sayers - Un interessante articolo su Dorothy L. Sayers di Crystal Downing sul sito del Wheaton College.

Dorothy L. Sayers fu una grande ammiratrice di GKC, e fu fondatrice assieme a lui e ad altri scrittori del Detection Club. Mi sembra utile fornire un riferimento letterario a proposito di questa scrittrice che considerò Chesterton così rilevante nella sua vita. Ebbe una vita travagliata dal punto di vista affettivo, questa brava scrittrice che tradusse anche La Divina Commedia di Dante.

Una curiosità: Dorothy L. Sayers lavorò per una grande agenzia pubblicitaria che si chiamava Benson, e che fu quella che preparò le immagini pubblicitarie più belle e popolari della birra irlandese Guinness. Fu lei a suggerire l'introduzione del famoso tucano associato ancor oggi all'immagine della bevanda irlandese. La poesiola ai piedi delle pinte e del tucano è sua. Scusate ma a me queste cavolate piacciono...



Marco Sermarini

Imagination and the arts transformed Dorothy L. Sayers (1893-1957), turning her into an agent of transformation for others. In the early 1940s, Sayers led thousands of people to take the gospel message seriously for the first time in their lives. She did so not by employing sophisticated philosophical arguments or astute apologetics, but by engaging imagination and the arts. Her life story might help Christians today think about the powerful way visual and literary art can generate the aroma of Christ to those who are perishing (2 Cor. 2:15).

The only child of an Anglican clergyman, the adolescent Dorothy considered works of fiction far more aromatic than homilies in church. Though she did not embrace atheism as did the adolescent C. S. Lewis, she found the pieties and proprieties of conventional Christianity annoying. In her mid-teens she composed a poem that compared rainwater running through the mouth of a gargoyle outside a church to a sermon spouted by the parson inside, concluding that she found the gargoyle much more delightful. Feeling compelled during boarding school to be confirmed at Salisbury Cathedral, she later complained that this ritual expectation led her to resent religion for years. Indeed, when she received a scholarship from Oxford University, she was delighted that her college did not require chapel attendance, and she spent more time asking people for cigarettes than for spiritual advice.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://www.wheaton.edu/magazine/winter-2021/the-transformation-imagination-of-dorothy-l-sayers/




mercoledì 28 agosto 2024

GK Chesterton is still going strong despite the naysaying   - il nostro amico Stuart McCullough parla del Pellegrinaggio da Kensington a Beaconsfield sul Catholic Herald!

(Traduzione del titolo: GK Chesterton continua ad andare forte nonostante le voci negative).

This year saw the 150th anniversary of the birth of Gilbert Keith Chesterton in London's Notting Hill on 29 May 1874.

It has been suggested that 150 years on from his birth, GK Chesterton has largely been forgotten. But so far this year we have seen Chesterton Conferences in the United States, Argentina, England, Croatia and Italy, with more to follow before the year ends, including at least one in Australia this November.

In 2014, Bishop Peter Doyle, the then Bishop of the Diocese of Northampton, asked Canon John Udris to make an investigation into whether the Cause for the Beatification of Gilbert Keith Chesterton should be opened or not.

Sadly, the bishop’s subsequent decision in 2019 was not favourable. Bishop Doyle stated that he chose not to open the Cause for three reasons, while emphasising: “Firstly, and most importantly, there is no local cult.”

On 27 July this year, the 14th annual GK Chesterton Walking Pilgrimage took place. A dozen or so pilgrims started outside Saint George’s Anglican church, Notting Hill, where GK Chesterton was baptised as a child.

Il resto dell'articolo è qui sotto:


Padre Neil Brett

I pellegrini partecipano alla santa messa
in rito antico




Chesterton in altre parole - Dorothy L. Sayers: Chesterton una bomba benefica.

Per i giovani della mia generazione, G. K. C. era una specie di liberatore cristiano. Come una bomba benefica, fece esplodere dalla Chiesa una quantità di vetri colorati di un'epoca molto povera e fece entrare una ventata di aria fresca.

Dorothy L. Sayers, prefazione all'edizione del 1952 de La Sorpresa.

Dorothy L. Sayers da giovane


martedì 27 agosto 2024

Un apocrifo chestertoniano poco noto in Italia, quello della staccionata...

Si dice che Chesterton abbia pronunciato la seguente frase: 

Don’t ever take a fence down until you know the reason why it was put up,

che in italiano può essere tradotta: 

Non abbattere mai una recinzione finché non conosci il motivo per cui è stata eretta.


Ora, si dice che in questa forma essa sia stata attribuita a Chesterton da John F. Kennedy, il famoso presidente degli Stati Uniti d’America, in un suo taccuino del 1945. Questo lo sostiene un libro americano, Bartlett's Familiar Quotations, una raccolta di citazioni celebri che viene aggiornata ciclicamente dal 1855, anno della sua prima uscita; questo libro pare non sia molto accurato in queste attribuzioni. Difatti è così, in questo caso, per lo meno nella forma.


La citazione di cui parliamo è in realtà tratta dal libro di Chesterton del 1929 intitolato The Thing (uscito in Italia prima negli anni ’50 col titolo La Chiesa viva, edizioni Paoline, poi negli anni Duemila col titolo La mia fede, edizioni Lindau), precisamente dal capitolo intitolato “La deriva della domesticità”, ma non ha la forma con cui abitualmente circola, che invece trovate qui sotto:


Per quanto riguarda la questione del riformare le cose, distinta dal deformarle, c'è un principio chiaro e semplice; un principio che probabilmente sarà chiamato paradosso. In questo caso esiste una certa istituzione o legge; diciamo, per comodità, una recinzione o un cancello eretto attraverso una strada. Il tipo di riformatore più moderno si avvicina allegramente e dice: “Non ne vedo l'utilità; eliminiamolo”. Al che il tipo di riformatore più intelligente farà bene a rispondere: “Se non ne vedete l'utilità, di certo non vi permetterò di eliminarlo. Andate via e riflettete. Poi, quando tornerete e mi direte che ne vedete l'utilità, vi permetterò di distruggerla”.


È come la famosa storia della più romantica delle avventure (apocrifo di nascita italiana) o della questione dei draghi e dei bambini, citata in mille modi e resa famosa da Neil Gaiman, e cioè è un libero riadattamento di un concetto espresso da Chesterton in altro modo.


È quindi un apocrifo nella forma ma non nella sostanza.


Uno dei più inossidabili apocrifi è quello relativo a chi non crede più in Dio e quindi crederà a tutto, che non è mai attestato neppure come riadattamento tra le citazioni di Chesterton, anche se lo si può considerare chestertoniano nella sostanza.


Un'edizione della famosa raccolta
Bartlett's Familiar Quotations.



lunedì 26 agosto 2024

G.K. Chesterton: The Man Behind the Fence, di Joel J. Miller.

Certain authors have way of staying relevant for their core readers while finding new audiences, sometimes for surprising and roundabout reasons. Though G.K. Chesterton is best known for his essays, poetry, apologetics, and detective stories—Father Brown being a favorite character—today you’re just as likely to find economists and thought leaders talking about Chesterton’s Fence.

Il resto in questo collegamento:

https://www.millersbookreview.com/p/beyond-chestertons-fence



domenica 25 agosto 2024

Chesterton in altre parole - T. S. Eliot, una continua pretesa della nostra lealtà.

Chesterton lascia dietro di sé una continua pretesa della nostra lealtà, per far sì che il lavoro che ha fatto durante la sua vita venga continuato nella nostra. 

Thomas Stearns Eliot, The Tablet, 20 Giugno 1936.



sabato 24 agosto 2024

Chesterton in altre parole - Ronald Arbuthnott Knox.

Se la posterità trascurerà Chesterton, pronuncerà il giudizio non su di lui, ma su se stessa”. 

Mons. Ronald Arbuthnott Knox, dal suo panegirico su Chesterton pronunciato in occasione della santa messa per il trigesimo dalla morte, nella Cattedrale di Westminster.



venerdì 23 agosto 2024

Chesterton in altre parole - Dorothy Sayers.

I libri di G. K. sono diventati parte della mia struttura mentale più di quelli di qualsiasi scrittore tu possa nominare.

Dorothy Sayers a Frances Chesterton, lettera.



giovedì 22 agosto 2024

Il ricordo bello, affettuoso e divertente di Aidan Mackey - Dale Ahlquist, Gilbert, July - August 2024.

Echi di Chesterton / Chesterton in altre parole | Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Curiosità intellettuale alla Goethe e alla Cestertonio...

 


Il Mostro*, mosso da quella nobile curiosità intellettuale che lo accosta a Goethe e allo Cestertonio, si recò adunque Domenica scorsa nella illustre chiesa di S. Margherita all'ora del servizio...

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Viaggio in Europa - epistolario 1925-1930.


* Tomasi di Lampedusa parla di sé...

mercoledì 21 agosto 2024

Un aforisma al giorno - La battaglia per la cultura è la battaglia contro la subcoscienza.


La battaglia per la cultura è soprattutto una battaglia per la coscienza: quella che alcuni chiamano autocoscienza, ma comunque contro la mera subcoscienza.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede.