domenica 2 ottobre 2016
Chi era Gian Dauli
Il Napoleone di Notting Hill - Gilbert K. Chesterton - Una nuova vecchia edizione, quella di Gian Dauli...
https://books.google.it/books/about/Il_Napoleone_di_Notting_Hill.html?id=17rTCwAAQBAJ&source=kp_cover&redir_esc=y&hl=it
Aldo Maria Valli dialoga con Chesterton... - Il papa, l’annuncio, la verità. Due chiacchiere con Chesterton
sabato 1 ottobre 2016
Il rapporto tra democrazia e tradizione - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Tradizione significa dare il voto alla più oscura di tutte le classi, quella dei nostri avi. E' la democrazia dei morti"
.
Solo non soffermandosi ai pregiudizi ed agli slogan si può intuire la profondità del suo pensiero: "La mia prima ed ultima filosofia, quella alla quale ho creduto con ininterrotta certezza, l'ho imparata da bambino. L'ho imparata generalmente da una nutrice…". Il che significa che le cose più importanti ed essenziali, cioè quelle che egli qualificava come "democratiche" erano apprese da ciascuna persona sulle ginocchia della madre (o della balia, come a quei tempi era frequente). Quali erano le cose più importanti ed essenziali per Chesterton ? Erano: la vita, la famiglia, l'educazione dei figli, il diritto conforme alla legge naturale: "Le cose più terribilmente importanti debbono essere lasciate agli uomini comuni: l'accoppiamento dei sessi, l'allevamento dei giovani, le leggi dello Stato. Questa è la democrazia e in questo ho sempre creduto".
Definito il concetto di "democrazia" appariva ovvio e consequenziale anche ciò che intendeva come "tradizione": "La tradizione non è che la democrazia estesa nel tempo". Erano i nostri "democratici" avi che bussavano alle nostre porte, era il passato che chiedeva di entrare nella nostra vita; questa era la "democrazia dei morti"ed a questa era impossibile sfuggire: "La tradizione rifiuta l'idea della squalifica per il fatto accidentale della morte". I morti erano vivi (il fatto accidentale della morte) e bussavano ai nostri usci, non solo chiedendoci di entrare nel nostro presente, ma insistendo per progettare insieme il futuro: "L'uomo può trovare la vita soltanto in mezzo ai morti". E' incredibile quanto questo concetto della continuità tra democrazia e tradizione, tra morti e viventi sia stato fatto proprio da altri grandi scrittori cattolici, basti pensare a Giovannino Guareschi (di cui a lungo ed approfonditamente si è occupato Alessandro Gnocchi) o John Ronald Reuel Tolkien. Nello scrittore umorista italiano c'è un racconto, dal titolo emblematico: "Venivano da lontano", in cui lo "spirito dei morti" entra nelle case dei viventi ed una struggente "Favola di Natale" (scritta nel 1944 in un campo di concentramento nazista) in cui lo stesso Giovannino, il drammatico presente, incontra la nonnina, il passato che ritorna ed il figlio Albertino, il futuro.
In Tolkien due libri attestano la relazione tra "democrazia e tradizione": "La realtà in trasparenza" e "Sulle fiabe", dove viene ribadita l'importanza della madre e della tradizione orale per trasmettere la fede cattolica, l'amore delle lingue, delle fiabe e delle leggende popolari. A questo punto non ci dovrebbe più scandalizzare la frase di Chesterton: "Non ho mai capito perché la gente si sia formata la convinzione che la democrazia contrasti, in qualche modo, alla tradizione". Tutto dipende ovviamente dal concetto di "democrazia" e di "tradizione" e dal significato di "tradizione orale", come spiegava il grande pensatore di Beaconsfield: "Le cose in cui ho sempre creduto di più, ora ed allora, sono le cosiddette novelle delle fate…il paese delle fate non è altro che il soleggiato paese del senso comune. Non è la terra che giudica il cielo, ma il cielo che giudica la terra".
Acquisite le nozioni chestertoniane di "democrazia" e "tradizione" procederemo successivamente, nella nostra rubrica, a spiegare altri essenziali ed importanti concetti: il "senso comune" e la "morale delle favole".
La Rivoluzione francese, di Hilaire Belloc
http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html?m=1#!/La-Rivoluzione-francese/p/71679181/category=18198140
venerdì 30 settembre 2016
Un aforisma al giorno (questo è bello, altro che chiacchiere...)
![]() | G.K. Chesterton (@chesterton100) |
"The whole movement of life is that of a man who seeks to reach some place & who fights against something." - G.K. Chesterton | |
giovedì 29 settembre 2016
Le Puits et les Bas-fonds cioè Il pozzo e le pozzanghere in edizione francese | Famille Chrétienne famillechretienne.fr
http://www.famillechretienne.fr/livres/litterature/essais/le-puits-et-les-bas-fonds-204017
mercoledì 28 settembre 2016
lunedì 26 settembre 2016
domenica 25 settembre 2016
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
![]() | Soc Chestertoniana (@Sochest) |
Il più bel complimento che si possa fare a un uomo è di chiamarlo cavallo (#GKC, L'Uomo Eterno) | |
Un aforisma al giorno (lucido come sempre)
![]() | G. K. Chesterton (@GKCDaily) |
When you break the big laws you do not get liberty: you do not even get anarchy. You get the small laws. | |
Quando violi le grandi leggi non ottieni la libertà: non ottieni neppure l'anarchia. Ottieni solo le piccole leggi.
sabato 24 settembre 2016
Un aforisma al giorno
![]() | Chesterton Society (@AmChestertonSoc) |
"When the new superstitions spread, they will have the savour of decaying Darwinism" - #GKChesterton | |
Inviato da iPhone
Ancora sulle registrazioni di trasmissioni di Chesterton...
Radio Talks
- Architecture: A Broadcast on BBC from January 1933 (23MB mp3 file)
See also this page - The Spice of Life from the BBC Sound Archive (2.5 MB mp3 file) (m4a version)
- The Woman in the Forest (1MB wav file) From The Ballad of the White Horse
Speeches
venerdì 23 settembre 2016
Radio Chesterton, la BBC rimette in rete uno dei pochi brani reperibili delle trasmissioni di Chesterton
E' evidente che fosse spam, carissimi amici.
giovedì 22 settembre 2016
Due belle biografie
Pearce deve la sua conversione al cattolicesimo al grande Gilbert, e una volta conosciuto l'uno non si può fare a meno di frequentare l'altro. Amici scorporati, Gilbert e Hilaire.
L'altra è una ripresa di un'opera biografica di Denis J. Conlon, altro grande conoscitore di Chesterton. Vale la pena di essere ripresa, porta qualcosa di nuovo a ciò che già conosciamo sulla vita del nostro eroe.










