domenica 5 agosto 2012

Gesù Vuole aprire ad un orizzonte dell’esistenza che non è semplicemente quello delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, della carriera.

Angelus del 5 Agosto 2012

Cari fratelli e sorelle,

Nella Liturgia della Parola di questa Domenica continua la lettura del 6° capitolo del Vangelo di Giovanni. Siamo nella sinagoga di Cafarnao dove Gesù sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. La gente aveva cercato di farlo re, ma Gesù si era ritirato, prima sul monte con Dio, con il Padre, e poi a Cafarnao. Non vedendolo, si era messa a cercarlo, era salita sulle barche per raggiungere l'altra riva del lago e finalmente l'aveva trovato. Ma Gesù sapeva bene il perché di tanto entusiasmo nel seguirlo e lo dice anche con chiarezza: voi «mi cercate non perché avete visto dei segni [perché il vostro cuore è stato impressionato], ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (v. 26). Gesù vuole aiutare la gente ad andare oltre la soddisfazione immediata delle proprie necessità materiali, pur importanti. Vuole aprire ad un orizzonte dell'esistenza che non è semplicemente quello delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, della carriera. Gesù parla di un cibo che non perisce, che è importante cercare e accogliere. Egli afferma: «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'Uomo vi darà» (v. 27).

La folla non comprende, crede che Gesù chieda l'osservanza di precetti per poter ottenere la continuazione di quel miracolo, e chiede: «Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» (v. 28). La risposta di Gesù è chiara: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (v. 29). Il centro dell'esistenza, ciò che dà senso e ferma speranza al cammino spesso difficile della vita è la fede in Gesù, l'incontro con Cristo. Anche noi domandiamo: «cosa dobbiamo fare per avere la vita eterna?». E Gesù dice: «credete in me». La fede è la cosa fondamentale. Non si tratta qui di seguire un'idea, un progetto, ma di incontrare Gesù come una Persona viva, di lasciarsi coinvolgere totalmente da Lui e dal suo Vangelo. Gesù invita a non fermarsi all'orizzonte puramente umano e ad aprirsi all'orizzonte di Dio, all'orizzonte della fede. Egli esige un'unica opera: accogliere il piano di Dio, cioè «credere a colui che egli ha mandato» (v. 29). Mosè aveva dato ad Israele la manna, il pane dal cielo, con il quale Dio stesso aveva nutrito il suo popolo. Gesù non dona qualcosa, dona Se stesso: è Lui il «pane vero, disceso dal cielo», Lui, la Parola vivente del Padre; nell'incontro con Lui incontriamo il Dio vivente.

«Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?» (v. 28) chiede la folla, pronta ad agire, perché il miracolo del pane continui. Ma Gesù, vero pane di vita che sazia la nostra fame di senso, di verità, non si può «guadagnare» con il lavoro umano; viene a noi soltanto come dono dell'amore di Dio, come opera di Dio da chiedere e accogliere.

Cari amici, nelle giornate cariche di occupazioni e di problemi, ma anche in quelle di riposo e di distensione, il Signore ci invita a non dimenticare che se è necessario preoccuparci per il pane materiale e ritemprare le forze, ancora più fondamentale è far crescere il rapporto con Lui, rafforzare la nostra fede in Colui che è il «pane di vita», che riempie il nostro desiderio di verità e di amore. La Vergine Maria, nel giorno in cui ricordiamo la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, ci sostenga nel nostro cammino di fede.

venerdì 3 agosto 2012

Letture sotto l'ombrellone, ricordando un momento di oblio grazie a Dio passato

Questa edizione di Grandi speranze di Charles Dickens che una nostra amica stava leggendo in spiaggia stamattina risale al 1998.

Qualcuno, in anni di digiuno chestertoniano, ebbe la buona idea di posporre all'opera l'introduzione scritta dal nostro Chesterton confluita poi nel volume del 1911 Appreciation and criticism of the works of Charles Dickens.

Peccato che l'introduzione sia finita al posto della postfazione, ma comunque lode a chi pensò di unirla a questa edizione: evidentemente ne riconobbe l'importanza in un momento di oblio.

Questo oblio sembra passato: Gilbert è tornato tra noi, riconosciuto e apprezzato di certo più che quattordici anni fa. Bello.

Dal blog di Antonio Socci - il caso di Leah imparare la passione per la verità per gli atei ma anche per noi cattolici si trova la felicita

http://www.antoniosocci.com/2012/08/il-caso-di-leah-imparare-la-passione-per-la-verita-per-gli-atei-ma-anche-per-noi-cattolici-si-trova-la-felicita/

Nel collegamento qui sopra trovate un articolo di Antonio Socci sul caso della blogger atea Leah Libresco, da noi segnalato diverse settimane fa su questo blog (captammo un articolo di un periodico on line di lingua ispanica).

Ci interessa perché la signorina sembra abbia molto di cui ringraziare Chesterton, tra cui la lettura di Ortodossia.

Poi segnaliamo, grazie al nostro Andrea Carbonari (uno dei nostri assidui contributors), che il 1 Agosto anche Avvenire si è interessata a Leah Libresco e a GKC, ma non riusciamo a trovare il pezzo on line. Se qualcuno ci manda il collegamento, gliene siamo grati.

Qui sotto il collegamento col nostro post (siamo avanti, amici! È del 25 Giugno!):

http://uomovivo.blogspot.it/2012/06/nota-blogger-atea-si-converte-e.html

giovedì 2 agosto 2012

Leggete questa storia: Cina, la donna che ha salvato 30 neonati abbandonati tra i rifiuti

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/cina-china-17238/

mercoledì 1 agosto 2012

La nostra amica Annalisa Teggi a Corridonia!


Un aforisma al giorno (ecco intera la frase "della meraviglia")


"Tutto sta in una disposizione della mente, e in questo momento io sono in una disposizione molto comoda. Siederò tranquillo e lascerò che prodigi e avventure si posino su di me come mosche. Ce ne sono molti, ve l’assicuro. Il mondo non morirà mai per assenza di meraviglie, ma solo per assenza di meraviglia".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago e altre serissime storie

martedì 31 luglio 2012

Chesterton è attuale - Marche chestertoniane

Dal sito di Informazione.tv, un articolo di Giovanni Zamponi:


«A casa, a notte tarda, apro di nuovo un volume di Chesterton, e guardate che trovo riguardo alle piccole località (del medioevo): se tanto ci lagniamo perché il patriottismo locale ci sembra una grande confusione, “dovrebbe sembrarci strano che circa i tre quarti dei più grandi uomini mai esistiti fossero originari di quelle piccole città. Staremo a vedere che cosa verrà fuori alla fine dalle nostre grandi città, che invero non hanno dato alcun segnale positivo da quando sono diventate grandi”. E ancora: “C’era più internazionalità in quelle terre costellate di piccole repubbliche di quanta non ce ne sia negli attuali grandi blocchi nazionali omogenei”».


L'articolo intero è in questo collegamento qui sotto:


Chesterton e Gandhi

Nel suo editoriale uscito nell'edizione del 2 Ottobre 1909 dell'Illustrated London News Chesterton affrontò la questione del nazionalismo indiano. Scrisse: "La prova della democrazia non è se il popolo vota ma se il popolo governa. L'essenza di una democrazia è che il tono nazionale e lo spirito del tipico cittadino è evidente e suggestivo nelle azioni dello stato". Ed egli riteneva che "la debolezza principale" dei nazionalisti indiani alla ricerca dell'indipendenza consistesse nel fatto che il loro nazionalismo fosse "non molto indiano e non molto nazionale": "C'è una differenza tra un popolo conquistato che domanda le proprie istituzioni e lo stesso popolo che domanda le istituzioni del conquistatore". L'articolo fu letto da Gandhi, che era a Londra in quel momento per fare pressioni per "una maggiore libertà del diritto di residenza, viaggio e commercio per i membri della diaspora indiana in Sud Africa" dove egli allora viveva.
Fece riferimento all'articolo in un dispaccio che inviò al giornale che aveva fondato a Durban, l'Indian Opinion. Questo articolo per varie ragioni non apparve che nel Gennaio dell'anno seguente. Nel frattempo, Gandhi aveva risposto alle critiche di Chesterton completando in dieci giorni, a bordo della nave che lo riportava in Sud Africa, "un'ampia difesa delle virtù dell'antica civiltà indiana". Scritto nella lingua madre di Gandhi, fu pubblicato col titolo "Hind Swaraj", ed anche in inglese col titolo "Indian Home Rule" (letteralmente "governo domestico indiano", o più propriamente autogoverno indiano, nota di traduzione), a Durban nel 1910.

Ian Ker, G. K. Chesterton - A biography, Oxford Press, 2011 (nostra libera traduzione)


(nella foto: un giovane Gandhi ai tempi della sua presenza in Sud Africa)





lunedì 30 luglio 2012

Un aforisma al giorno


"Possiamo constatare ovunque che gli uomini non diventano pazzi sognando. I critici sono molto più matti dei poeti. Omero è integro e calmo a sufficienza; sono i suoi critici a ridurlo in brandelli di stravaganza. Shakespeare è pienamente se stesso; sono alcuni critici ad aver scoperto che era qualcun altro. E sebbene san Giovanni Evangelista avesse scorto, nella sua visione, molti strani mostri, non aveva mai visto una creatura tanto folle quanto uno dei suoi commentatori".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

domenica 29 luglio 2012

Un bell'articolo del nostro Stratford Caldecott

http://theeconomyproject.blogspot.it/2012/07/the-gift-of-dandelion.html Il titolo è The gift of a dandelion, cioè Il dono di un dente di leone, quello stesso dente di leone che campeggia nel nostro blog, in quello della Chesterton Library e in varie parti dell'opera di GKC, da ultimo nell'Autobiografia.

venerdì 27 luglio 2012

L'annuncio della morte di Gilbert Keith Chesterton (siamo o non siamo forti?)

Chesterton, Michael Collins, l'Irlanda e la sua indipendenza


Michael Collins, il leader dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA), che portò la delegazione del Sinn Fein ai colloqui di pace ed al successivo trattato del 6 Dicembre 1921 che dava vita allo Stato Libero d'Irlanda, fu influenzato nella formazione del suo nazionalismo dal Napoleone di Notting Hill, che egli definì il suo libro preferito.
Saputo di questo, Lloyd George consegnò delle copie del libro ai membri del suo Gabinetto di governo prima dell'inizio dei negoziati affinché avessero un'idea della mente del leader nazionalista irlandese.
Anche Joseph Plunkett, uno dei condannati a morte dopo l'Insurrezione di Pasqua del 1916 era pure lui un ammiratore appassionato di Chesterton.

(da Ian Ker, G. K. Chesterton. A biography, Oxford Press, 2011; nostra libera traduzione)

Chesterton e Sturzo

Un altro italiano a Londra ebbe a che fare con Chesterton.

Si tratta di don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare.

Egli, durante il suo esilio in Inghilterra, scrisse e pubblicò tra le altre cose un saggio dal titolo La Comunità internazionale e il diritto di guerra, all'inizio del 1929. Sembra che il libro fosse stato recensito dall'Angelo Crespi di cui al post di ieri, recensione apprezzata dall'autore, e che pure il nostro Chesterton ne scrisse brevemente ed in maniera positiva, definendone l'autore «un idealista che ragiona», ma questa recensione, pur positiva, non fu apprezzata da don Sturzo.

Le notizie che ho riportato le potete trovare su Sorvegliato speciale - Sturzo a Londra del mirino dell'OVRA, di Gabriella Fanello Marcucci, edizioni Rubbettino.

Marco Sermarini

giovedì 26 luglio 2012

Chesterton ed Angelo Crespi (1877 - 1948)


Non tutti sanno che Chesterton collaborò per alcuni anni, gli ultimi della sua vita, con la BBC, tenendo una rubrica radiofonica molto seguita dagli ascoltatori.

Chesterton, non tutti oggi lo credono, ebbe una grandissima popolarità durante l'arco della sua vita dai primissimi anni del Novecento in poi.

Ebbene, in una trasmissione fu richiesto dai suoi editori radiofonici di spiegare la concezione della libertà per il cattolicesimo, e a causa di tale articolo (letto da lui stesso per radio) nacque una polemica con il filosofo italiano naturalizzato inglese Angelo Crespi, che lo criticò (pensate) dalle colonne del Catholic Herald, settimanale dei cattolici inglesi ancora esistente. Crespi, seppur cattolico ma di simpatie protestanti e fortemente antifascista, non riteneva che la concezione esposta da Chesterton fosse da ritenere apprezzabile e soprattutto giusta, e lo fece dalle colonne del giornale cattolico (non senza mestare nel torbido, e cioè attribuendo a Chesterton simpatie per Mussolini che questi non aveva). 

Il cattolico a tutto tondo Chesterton lo riprese invece dalle colonne di The Listener, la testata che la BBC aveva creato per i propri radioascoltatori (rimasta in vita sino a qualche anno fa) alla quale Chesterton collaborava con gli articoli letti alla radio ma più spesso con le risposte ai radioascoltatori che gli rivolgevano domande e questioni tutt'affatto peregrine, alle quali Chesterton non si sottraeva mai.

E' già un paradosso la scelta dei luoghi da parte dei due contendenti: Crespi trova spazio sul Catholic Herald ed espone posizioni filoprotestanti, Chesterton invece alloggia su The Listener, periodico assolutamente laico anzi tutt'altro che filocattolico, ed espone posizioni decisamente cattoliche.

L'articolo che riprende la polemica da parte di Chesterton è contenuto ne Il pozzo e le pozzanghere, edito poco tempo fa da Lindau, e si intitola Perché i protestanti proibiscono.

E' interessante perché Chesterton, in questo e nell'articolo successivo contenuto nella medesima raccolta, illustra la sua idea di libertà connessa all'essere cattolico e fa comprendere benissimo i mali del protestantesimo e della concezione calvinista della vita, oltre che del cosiddetto prussianismo tedesco, che ne fu figlio. Cose per lo più ignorate ma che andrebbero riprese accuratamente e diffuse (spesso invece esiste una vulgata che ancora ritiene il protestantesimo una sorta di versione purificata del cristianesimo; Chesterton invece sostiene a buon diritto che esso è l'origine dei mali degli ultimi due secoli, il capitalismo e il socialismo).

Nel collegamento qui sotto trovate invece alcune notizie sul filosofo Angelo Crespi.


Marco Sermarini

mercoledì 25 luglio 2012

Un aforisma al giorno

"Ma se voi siete così triste, è molto meglio. Non avete che da recarvi presso il prete, raccontargli la vostra pena e ricevere Dio dalle sue mani". 

Gilbert Keith Chesterton, La sfera e la croce

Qui invece trovate quella di GKC!

http://www.youtube.com/watch?v=j0F42xoSsi0

Nel collegamento qui sopra c'è un breve audio con una presentazione fotografica che riporta le immagini della Valle del Cavallo Bianco vicino Oxford.

L'audio è una lettura da parte di Chesterton di un breve brano della famosissima e amatissima Ballata del cavallo bianco.

La voce di Belloc

http://www.poetryarchive.org/poetryarchive/singlePoem.do?poemId=7492

Il collegamento che vedete qui sopra riguarda la poesia The Winged Horse (Il Cavallo Alato) di Hilaire Belloc.

Qui troverete il testo ed anche -udite, udite!- una spettacolare registrazione di una lettura cantata della poesia da parte dello stesso Belloc.

Il sito riporta le poesie di autori britannici, ma curiosamente Belloc viene catalogato tra i poeti provenienti da "rest of the world" (cioè dal resto del mondo)... Mah!

Il sito presenta una colpevole omissione: il nostro Gilbert!

Troverete anche Ezra Pound, William Butler Yeats, W. H. Auden, Rudyard Kipling, Seamus Heaney e tanti altri.

Intanto abbiamo segnalato questa grave carenza ed anche dove trovare la voce di GKC. Chi frequenta il blog sa tutto!

lunedì 23 luglio 2012

Un aforisma al giorno


"Quando si vuole fare il catalogo di una biblioteca, o scoprire il sistema solare, o qualsiasi inezia di questo tipo, ci si serva pure degli specialisti. Ma quando si desidera fare qualcosa di estremamente serio, si raccolgano dodici tra gli uomini ordinari che stanno in giro. La stessa cosa fece, se ben ricordo, il Fondatore del Cristianesimo".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago ed altre serissime storie

Un aforisma al giorno


"Il problema posto dalla fiaba è: cosa farà un uomo sano in un mondo fantastico? Il problema del romanzo moderno è: cosa farà un pazzo in un mondo stanco?".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago ed altre serissime storie

Un aforisma al giorno


"Il primo asserto della morale religiosa è che il bianco è un colore. La virtù non è assenza di vizi o lontananza da pericoli morali: la virtù è un’entità vivida e separata, come il dolore o un particolare profumo".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago ed altre serissime storie