domenica 17 luglio 2011

Scuola estiva su Stanley Jaki a Madrid - tra i relatori i nostri Angelo Bottone e Antonio Colombo e ovviamente ci scappa anche Chesterton...

Nei giorni scorsi a Madrid si è svolta una scuola estiva dedicata a Stanley Jaki. Tra i relatori c'erano il sottoscritto, che ha parlato di Jaki e Newman, ed Antonio Colombo che ha parlato di Jaki e Chesterton. Nella foto in allegato, Antonio mostra l'antologia dei grandi scritti sulla scienza curata da Martin Gardner e contenente un brano da Ortodossia. (...) A quanto pare, anche in Spagna da quando sono scaduti i diritti sono uscite decine di riedizioni del nostro amato G. K.

A presto

Angelo


Angelo ed Antonio li conoscete tutti, sono chestertoniani di ferro e sono stati ospiti negli scorsi anni del Chesterton Day, sono appassionati di Chesterton, Newman e Stanley Jaki. Se ricordate, durante uno dei passati Chesterton Day, Antonio Colombo ci spiegò come Jaki considerava The Ethics of Elfland, capitolo di Ortodossia, uno degli esempi massimi del corretto e proficuo uso della ragione, e l'antologia di Gardner in mano ad Antonio va nella stessa direzione.
Come vedete, Chesterton non è solo Padre Brown e ha moltissimo da dire ancora al mondo, e quando lo definiamo il San Tommaso d'Aquino del XX e del XXI secolo non spariamo fuochi d'artificio ma facciamo brillare la Verità.


Nella foto in alto: l'intervento di Angelo Bottone; qui sopra: l'intervento di Antonio Colombo

sabato 16 luglio 2011

Un aforisma al giorno

"Progresso dovrebbe significare che stiamo sempre in cammino verso la Nuova Gerusalemme. Significa in realtà che la Nuova Gerusalemme si sta allontanando da noi. Non stiamo modificando la realtà per adattarla all'ideale. Stiamo modificando l'ideale: è più facile".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

venerdì 15 luglio 2011

La febbre chestertoniana continua: ora anche Newton & Compton

Newton & Compton ha rieditato il pregevolissimo mammuth dei racconti Padre Brown introdotti da Masolino d'Amico:
http://www.ibs.it/code/9788854130142/chesterton-gilbert-k/tutti-racconti-gialli.html


Per la cronaca, Masolino D'Amico è il figlio di Suso Cecchi D'Amico, a sua volta figlia di Emilio Cecchi, mentore italiano, traduttore ed amico di Chesterton.

Giuseppe Brienza recensisce Le Preghiere dell'Uomo Vivo su Fides Catholica.


Grazie a Giuseppe Brienza che ha recensito questo volumetto voluto dalla Società e sempre attuale, edito da Fede & Cultura, e ci consente di rimetterlo nuovamente sotto i vostri occhi.


giovedì 14 luglio 2011

Leo Aletti ci parla di un rapporto del Governo americano sulla RU486 e la sua letalità

http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2011/7/14/IL-CASO-1-Un-rapporto-del-governo-Usa-dimostra-che-la-RU486-e-letale/193848/

"Quattordici donne stroncate dalla RU486 nei soli Stati Uniti. Sono i dati del nuovo rapporto della Food and Drugs Administration (Fda), l'organismo del governo Usa che vigila sul corretto utilizzo dei farmaci, di cui Ilsussidiario.net è in grado di pubblicare i contenuti in anteprima esclusiva per l'Italia". 

Questo è l'incipit dell'articolo che trovate nel collegamento sopra.

Un'offerta speciale riservata solo ai nostri soci!


L'estate è arrivata, e allora cosa c'è di meglio della sana e spettacolare lettura del nostro Gilbert Keith Chesterton?

Oppure non sapete che cosa regalare ai compleanni o in occasione di altre liete ricorrenze?

Vogliamo proporvi un'offerta per poter acquistare qualche bellissimo libro del nostro Gilbert Keith Chesterton.


Abbiamo a disposizione i seguenti titoli:

CASA EDITRICE LINDAU: 
  1. La Chiesa Cattolica;
  2. Eretici;
  3. La Nuova Gerusalemme;
  4. Ortodossia;
  5. Il Napoleone di Notting Hill;
  6. Il Profilo della ragionevolezza;
  7. Autobiografia;
  8. Ciò che non va nel mondo;
  9. L’uomo comune
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CASA EDITRICE MORGANTI:
  1. Il candore di Padre Brown;
  2. La Saggezza di Padre Brown;
  3. L’incredulità di Padre Brown;
  4. La Sfera e la Croce;
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http://www.labussolaquotidiana.it/ita/dossier.php?idRecord=24

Scusate, nella top ten trovate L'Uomo che fu Giovedì e Il Padrone del mondo di R. H. Benson...

Fede e Cultura pubblica Il padrone del mondo di R. H. Benson


Segnaliamo l'uscita per i tipi di Fede & Cultura del profetico romanzo di Robert Hugh Benson "Il Padrone del mondo" con prefazione di Mons. Luigi Negri che del libro afferma sia stato uno di quelli che maggiormente ha inciso nella sua personalità. Inoltre rivela un piccolo segreto di Papa Benedetto XVI nei riguardi del romanzo.
Per tutto luglio per chi acquista con carta di credito, bonifico bancario o bollettino di c.c. postale anticipato  solo 2 euro di spese di spedizione invece di 7!

Scritto nel 1907 – e da allora il più venduto best-seller di christian-fiction della storia – questo romanzo profetico racconta l'ascesa del grande filantropo Giuliano Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religioni e predica la tolleranza universale. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa Cattolica, che – sempre in nome della tolleranza – viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione
Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, un parlamento europeo, attentati con kamikaze, il crollo della Russia, la crisi delle vocazioni, l’apostasia di preti e vescovi, la persecuzione e la solitudine del Papa: tutti elementi che oggi fanno parte della nostra storia e della nostra quotidianità e che in questo romanzo sono stati descritti con impressionante realismo.
Il Padrone del mondo racconta il venir meno della fede cristiana non a causa di una persecuzione pubblica ma attraverso la subdola religione umanitaria del relativismo. La speranza è riposta nell’Unico che rimane fedele per sempre e nel Suo glorioso ritorno.
Codice Isbn: 978-88-6409-100-6
Pagine 360
€ 14,00

IMPARIAMO SORRIDENDO, di Fabio Trevisan

IMPARIAMO SORRIDENDO

“Lasciando da parte le complicazioni legate al breakfast umano, diremo che in sostanza l’uovo esiste esclusivamente allo scopo di produrre la gallina, ma la gallina non esiste soltanto per produrre un altro uovo”.

L’esilarante frase riportata appartiene al grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) che nel saggio del 1910 What’s Wrong with the World, meritoriamente tradotto da Lindau con il titolo Ciò che non va nel mondo, si pose l’annosa questione filosofica se fosse nato prima l’uovo o la gallina. La risposta che dette, rimane ancor oggi stupefacente. Innanzitutto perché ritenne l’antica questione, se correttamente compresa, tutt’altro che futile; in secondo luogo perché pose il dilemma in una visione soprannaturale, alla quale personalmente dichiarò di aderire. L’uovo e la gallina, per il grande pensatore londinese, non si ponevano sullo stesso piano:
la gallina non esisteva soltanto per produrre un altro uovo, ma poteva esistere anche per divertirsi e per lodare Dio. Fuor di metafora, Chesterton voleva far conoscere sorridendo un’altra dimensione dell’uomo, legata sopranaturalmente alla concezione del mondo che egli aveva.
Così ancora sosteneva: «Non siamo capaci di parlar d’altro che di uomini utili e di istituzioni lavorative; in altre parole, vediamo le galline soltanto come macchine per produrre nuove uova».
Chesterton voleva così contrastare quel pragmatismo che riduceva la dignità di ogni persona all’efficienza e che collocava persino la gallina alla mera riproduzione quantitativa di uova. Anche all’uomo moderno utilitarista ed affaccendato, la questione se sia nato prima l’uovo e la gallina appare una barzelletta filosofica ed inutile.  Sembrerebbe che si potesse benissimo fare a meno di tali insignificanti questioni.  Ecco la risposta efficace e puntuale di Chesterton: «Il nostro tempo ha partorito una curiosa fantasia, secondo la quale quando le cose si mettono davvero male abbiamo bisogno di un uomo pratico. Ma sarebbe assai più giusto dire che quando le cose vanno assai male avremmo bisogno di un uomo non pratico». Questo non significa affatto che dobbiamo trastullarci con amene discussioni filosofiche, ma che piuttosto è sbagliato suonare la cetra mentre Roma brucia, ma è del tutto legittimo studiare la teoria dell’idraulica mentre Roma brucia.


Uomini e letteratura - Incontri alla luce del Vangelo - La puntata di sabato 9 Luglio 2011

Su richiesta di alcuni amici rendiamo disponibile il file audio della trasmissione "Uomini e letteratura - Incontri alla luce del Vangelo", andata in onda sabato 9 Luglio 2011 alle ore 22.45 dai microfoni di Radio Maria, condotta da Alessandro Gnocchi e con la partecipazione di Marco Sermarini e Fabio Trevisan.
Oggetto della trasmissione il nostro Chesterton, ovviamente.

Per ascoltare il file o scaricarlo andare cliccare qui.

mercoledì 13 luglio 2011

Antonio Socci su Libero - Sud Sudan finalmente uno stato libero e indipendente dopo anni di islamizzazione forzata: dove erano gli intellettuali nostrani?

Due milioni di vittime, tre milioni di profughi, migliaia di donne e bambini catturati e venduti come schiavi nel nord islamico del Paese, ma non interessava a nessuno perché erano cristiani

di Antonio Socci

Da oggi il sud del Sudan è finalmente uno stato libero e indipendente (se non verrà strozzato nella culla).

Lì è stato perpetrato l'ultimo genocidio del Novecento, ma un genocidio ignorato dai media e dal "partito umanitario" nostrano. Forse perché le vittime non erano "politically correct", trattandosi di neri cristiani e animisti.
Autore di quell'orrore è stato il regime arabo- musulmano del nord che ospitò negli anni novanta anche Osama bin Laden  e che, da qualche anno, è in combutta con la Cina comunista interessata al petrolio sudanese.
I media si sono occupati del Sudan solo di recente, quando è scoppiata l'emergenza Darfur, che derivava da un conflitto non religioso (erano tutti musulmani).
Invece per la Jihad – la guerra santa islamica – che per decenni ha sterminato il Sud cristiano e animista non hanno avuto tempo.
Eppure le cifre sono terrificanti: due milioni di vittime, tre milioni di profughi, migliaia di donne e bambini catturati e venduti come schiavi nel Nord islamico del Paese.  
Il regime di Karthoum ha fatto del Sudan – che sarebbe ricchissimo di petrolio e altre risorse – uno dei paesi più poveri della terra (è al 150° posto su 182), un paese dove si vive ancora in capanne di fango, seminudi e si muore come mosche per fame e malaria. Per questo molti fuggono, cercando di arrivare all'Italia e in Europa.
Siccome scrivo e parlo del genocidio sudanese da quindici anni, su giornali e in tv (prendendomi anche qualche insulto), permettetemi di togliermi un po' di sassolini dalle scarpe.
Perché il "caso Sudan" è un'occasione preziosa per riflettere sulla famosa coscienza "umanitaria" a intermittenza che caratterizza questa sinistra che ci è toccata in sorte e i nostri media che in gran parte vengono culturalmente da lì.

PIAZZE URLANTI
C'era una volta il Vietnam. Ricordate? E' stato il mito fondativo della sinistra sessantottina la quale poi ha riempito giornali e tv continuando l'intossicazione ideologica con altre armi.
Quella del Vietnam è stata la madre di tutte le cause umanitarie della sinistra e conteneva tutte le sue contraddizioni e le sue ipocrisie.
Per anni manifestazioni, cortei, assemblee, articolesse, indignazione a senso unico.
Uno dei famosi inviati, Giorgio Bocca, anni dopo, confessò: "feci dei servizi che piacquero alla sinistra italiana: in parte perché raccontavo la verità sulla formidabile guerriglia vietnamita, in parte perché mi autocensuravo".
Poi spiega: "la mitizzazione della rivolta vietnamita e la demonizzazione degli americani erano giunte a un tale livello che non era possibile raccontare una verità che avesse però il marchio di informazione Usa".
Non c'era posto per la verità. E questa era la stampa libera e indipendente.
Finalmente i comunisti del Nord conquistarono il Sud Vietnam e iniziarono dittatura e massacri: di colpo nessuno degli indignati più si curò del Vietnam e di quello che stava capitando ai vietnamiti "liberati" dai comunisti di Ho Chi Min.
Migliaia di quei poveri vietnamiti – a cui avevamo imposto di subire la conquista comunista – fuggirono dal "paradiso marxista" su barche di fortuna. Molti annegarono, altri furono divorati dagli squali. Alcuni furono soccorsi. E cosa dicevano i compagni italiani di quei "boat people"?

ROSSI DI VERGOGNA
Posso testimoniarlo in prima persona. A quel tempo frequentavo il liceo a Siena.
Collaboravo con la Caritas per organizzare l'ospitalità in Italia per quei profughi che riuscirono ad arrivare vivi e ricordo bene che distribuendo i volantini in piazza a Siena ci prendevamo gli insulti dei compagni che chiamavano quei profughi "fascisti e reazionari".
Essendo in fuga dal comunismo, agli occhi loro quei profughi non erano da considerare come oggi consideriamo quelli che arrivano con i barconi a Lampedusa.
Questa era la coscienza umanitaria della sinistra. Che in questi mesi, peraltro, vede i profughi e ne reclama l'accoglienza, ma non vede le cause della loro fuga: per esempio quell'orrida guerra contro la Libia tanto voluta dal compagno-presidente Napolitano.
Anche in questo caso la coscienza umanitaria e pacifista dei compagni è andata in vacanza (bombardiamo pure Tripoli, il pacifismo pensa all'abbronzatura).

ERRORI E ORRORI
Torno al Vietnam. L'altro mito gemello del '68 fu la Cambogia. Anche quella doveva essere "liberata" dall'okkupazione americana. "I Khmer rossi ci sembravano l'unica via d'uscita dall'incubo della guerra", scriverà anni dopo Tiziano Terzani in un famoso articolo su "Repubblica" intitolato "Pol Pot, tu non mi piaci più".
Questo articolo di revisione uscì nel 1985 e ormai già si sapeva tutto del genocidio di due milioni di cambogiani innocenti perpetrato dai Khmer rossi.
Quello che il "grande inviato" avrebbe dovuto fare e non fece era raccontare prima, quando era sul posto, mentre accadevano i fatti, la mostruosità sanguinaria dei guerriglieri comunisti.
Ma sebbene abbia visto, non credette a quei "massacri comunisti". Sospettò che fossero manipolazioni della Cia. E oggi viene celebrato dal pensiero conformista come un grande giornalista testimone delle atrocità del Novecento.
Chi invece, come il missionario padre Gheddo, denunciò le stragi comuniste in Indocina mentre accadevano, negli anni Settanta, si prese del "reazionario" e "finanziato dalla Cia". "Nessuno mi credette", ricorda. E nessuno poi gli ha riconosciuto il coraggio della verità, né ha chiesto scusa.
Nei decenni successivi la "sinistra umanitaria" ha continuato ad alimentare le sue mitologie, sebbene più in sordina. Ma sempre con un'accurata selezione ideologica.
Contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan dei primi anni Ottanta – per esempio – non fiatarono (a quel tempo scendevano in piazza per protestare contro gli euromissili americani, risposta a quelli sovietici).
Ma contro la guerra di Bush all'Afghanistan dei talebani e di Bin Laden hanno scatenato il finimondo (ovviamente senza mai chiedere il parere delle donne afghane).
Contro la Cina che massacrava gli studenti  in piazza Tien an men nessuna manifestazione, né indignazione di massa. Così pure sull'oppressione del Tibet. Silenzio anche sui lager cinesi tuttora funzionanti.
Invece è divampata la polemica su Guantanamo e, da anni, la protesta contro Israele che sarebbe reo di opprimere i palestinesi.
Gli "umanitari" indignati infine hanno protestato per anni contro gli Stati Uniti rei di aver posto l'embargo a Cuba (ovviamente senza denunciare la schifosa dittatura comunista di Fidel Castro).
Perciò, con tutte queste "cause umanitarie" che permettevano loro di sentirsi buoni e puri, denunciando come oppressori Stati Uniti e Israele, gli umanitari progressisti di casa nostra non ebbero tempo di accorgersi del genocidio sudanese, cioè della "più lunga guerra del '900" (dal 1956 al 2005) nel paese più grande dell'Africa.
Erano tutti distratti e così in Italia nessuno sa qualcosa di quel genocidio che è stato definito dall'africanista Giampaolo Calchi Novati "la più dura operazione di islamizzazione forzata del '900".

SOLO LA VOCE DELLA CHIESA
L'unica voce, inerme e martire, come al solito, è stata quella della Chiesa, una "Chiesa crocifissa", come l'ha definita Giovanni Paolo II.
Una Chiesa che ha il volto del grande vescovo missionario monsignor Mazzolari, che "comprende in sé una capacità di denuncia del male unita a un'indomita fantasia di bene che ha costruito scuole, ospedali, missioni, chiese, dispensari, vite future di ragazzi un tempo schiavi e poi laureatisi a Oxford", come scrive Lorenzo Fazzini nel bel libro "Un Vangelo per l'Africa", dedicato a Mazzolari e al Sudan.
Il cristianesimo è arrivato nei regni nubiani addirittura nel VI secolo. Poi ha portato libertà e dignità umana in Sudan, nell'Ottocento, con un grande santo, padre Comboni.  
Oggi la Chiesa accompagna questo popolo alla libertà e all'indipendenza. Il cristianesimo si conferma come culla di umanità e come l'unica vera forza liberazione dei popoli. Mentre i nostri intellettuali gli riservano (oggi come ieri) parole sprezzanti

 
Fonte: Libero, 10/07/2011

lunedì 11 luglio 2011

Nuova uscita dell'opera chestertoniana: Lindau pubblica I paradossi del signor Pond

Eccolo, che bello.

Lo straordinario Mr Pond, poco conosciuto ma per niente banale. E' un'opera edita anni fa in Italia ma con una bassa tiratura ed in una edizione graziosamente piccola, cui seguì un breve stralcio nella raccolta Il pugnale alato e altri racconti edito dalla BUR nella Collana dei Libri dello Spirito Cristiano con prefazione di Stratford Caldecott.

Eccolo, bello per Lindau e per noi.


Echi dalla trasmissione di sabato 9 Luglio 2011 su Radio Maria

Una trasmissione molto, molto interessante.

Grazie!

Ho avuto occasione di partecipare un mese fa a due incontri su Chesterton con Fabio Canessa e Andrea Monda e avevo sentito il desiderio di leggere questo autore, che ancora non conoscevo.

Dopo la trasmissione di stasera, questo desidero è aumentato!

Per fortuna la prossima settimana mi laureo, così avrò tutta l'estate per leggere tutti i suoi libri!

Grazie ancora.

Emanuela

Segnalazioni chestertoniane...


Caro Uomovivo,

il post di Costanza Miriano di qualche giorno fa era il consiglio di leggere questo bell'articolo di Claudia Mancini http://www.laporzione.it/2011/06/29/pillole-amore-tweb/ sul sito LaPorzione.it lo strumento di informazione dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne.

Nell'articolo, guardacaso, c'è una bella citazione dall'Autorbiografia!

Ciao,

Maria Grazia Gotti

Una segnalazione del nostro Matteo Donadoni

Segnalo artocolo di Introvigne su B-XVI e la società rurale
 
 
un saluto
 
Matteo,
allievo svogliato
del turbine alato

Gulisano e Padre Brown... in espanol!

Hanno pubblicato la traduzione in spagnolo dell'intervista a fatta da Antonio Gaspari per Zenit a Paolo Gulisano proposito del suo romanzo su Padre Brown:

sabato 9 luglio 2011

Questa sera su Radio Maria Trevisan e Sermarini su GKC

Questa sera, durante la trasmissione "Uomini e letteratura - Incontri alla luce del Vangelo" Fabio Trevisan e Marco Sermarini parleranno di Gilbert Keith Chesterton.

Conduce Alessandro Gnocchi su Radio Maria dalle ore 22.40 circa.

Non mancate!

Un aforisma al giorno

"Ci fossero più santi e meno filantropi!".

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo