mercoledì 20 ottobre 2010
Spade s'incroceranno - Coppia gay "sposata"
Dal blog della Società Newmaniana Italiana
Ian Ker, per la cronaca, è un altro dei massimi esperti di Chesterton.
La ragionevole fede di Newman
martedì 19 ottobre 2010
Non ci crederete ma siamo entrati nella Cucina dell'Osteria Volante...
Ecco una novità assoluta che rallegrerà molti chestertoniani: l'uscita dell'ultima fatica di Luisa Vassallo, La Cucina dell'Osteria Volante, per i tipi dell'Editrice Ancora.
Luisa Vassallo ci porta a mangiare da Gilbert Keith Chesterton, noto ai più per essere l’inventore di Padre Brown, in realtà fertilissimo scrittore, giornalista e polemista inglese. Il ricettario più che essere una raccolta di ricette in senso stretto è un vero e proprio viaggio fra i tavoli di un’osteria in compagnia di un gigantesco oste di nome Gilbert. In ogni capitolo, ovvero ad ogni tavolo, ci sono alcuni dei personaggi di Chesterton che conversano, citando più volte piatti e cibo che vengono poi spiegati nelle ricette.
Sabato 6 novembre, alle ore 18,15, al Lario Fiere di ERBA, per la serie «Aperitivo con l'Autore», Luisa Vassallo presenterà il suo libro La cucina dell'Osteria Volante. Ricette e Menu dal mondo di Chesterton e di Padre Brown.
Luisa Vassallo è una nostra cara amica ed ha partecipato a diversi eventi chestertoniani negli ultimi anni, questo per noi era importante dirlo...
Una curiosità: l'introduzione del volume è un imperdibile dialogo tra il nostro presidente Marco Sermarini ed il nostro vicepresidente Paolo Gulisano...
In libreria dal 27 Ottobre 2010!
lunedì 18 ottobre 2010
Chesterton in altre parole
"Il talento più notevole di Chesterton era la capacità di cristallizzazione improvvisa di osservazioni illuminanti ".
Malcolm Muggeridge
Susan Boyle racconta che la mamma fu invitata ad abortire...
Angelo Bottone on Newman in Dublin, tomorrow
Chi si trovasse da quelle parti, vada pure.
Le 7 regole di papa Ratzinger
IL CASO/ Perché i cattolici hanno venduto la scuola agli islamici? La storia di Blackburn
lunedì 18 ottobre 2010
Le grandi trasformazioni avvengono sempre attraverso piccoli ma significativi segnali. Uno di questi è rappresentato dalla vicenda della scuola elementare cattolica del Sacro Cuore di Blackburn nel Lancashire inglese.
La Sacred Heart Roman Catholic Primary School Blackburn, questo il nome ufficiale della scuola, vanta origini storiche più che dignitose, risalenti a centodieci anni fa. La prima pietra fu posata il 5 maggio 1900 da Sua Eccellenza monsignor John Bilsborrow, Vescovo di Salford, ed il 14 gennaio 1901 la scuola fu ufficialmente inaugurata, accogliendo i primi ventotto alunni.
Perché la vicenda di questo centenario istituto scolastico cattolico sia diventato un segno dei tempi è presto detto. Alla fine di settembre è stato dato l’annuncio che la Sacred Heart Roman Catholic Primary School di Blackbury sarà quasi certamente rilevata dalla locale moschea Masjid-e-Tauheedul, e diventerà una scuola islamica.
La presenza degli alunni cattolici, che dieci anni fa si attestava attorno al 90 per cento, oggi non raggiunge il 3 per cento, rappresentando una sparuta minoranza rispetto agli altri studenti di origine asiatica quasi tutti musulmani. Da qui la decisione delle autorità religiose di lasciare l’istituto.
La diocesi di Salford ha dichiarato, infatti, di non ritenere più appropriato definire come cattolica la scuola, che oggi ha 197 alunni, di cui solo cinque o sei appartenenti alla Chiesa di Roma. Geraldine Bradbury, responsabile diocesana dell’educazione, ha ammesso di «non aver mai assistito ad un cambiamento di tali dimensioni prima d’ora», ed ha comunque difeso la decisione di abbandonare le elementari del Sacro Cuore, ritenendo giusto «dare alle esigenze educative della comunità un’adeguata risposta». Quindi, disco verde alla scuola musulmana. Del resto, il consiglio di amministrazione delle elementari del Sacro Cuore si è già dimesso, adducendo la motivazione che l’orientamento cattolico dell’istituto da tempo non rispecchia più il sentire religioso della comunità locale.
A questo punto la legge impone all’amministrazione comunale di Blackburn l’obbligo di indire una gara pubblica per individuare l’organizzazione che dovrà gestire la scuola.
La moschea Masjid-e-Tauheedul appare in pole position per l’aggiudicazione, visto che, oltretutto, uno studio fatto eseguire dalla medesima amministrazione comunale ha rilevato come una scuola islamica rappresenti, in realtà, la migliore risposta alle istanze della popolazione locale, in maggioranza musulmana. La stessa moschea, peraltro, gestisce già un istituto superiore femminile a Blackburn, il Tauheedul Islam Girls’ High School, il cui preside, Hamid Patel, ha definito più che ragionevole il subentro nella gestione della scuola elementare del Sacro Cuore, visto quasi tutti gli allievi della scuola cattolica sono ormai musulmani.
Questa vicenda paradigmatica contiene in sé i due fattori che caratterizzano l’avanzata dilagante dell’islam in Gran Bretagna: il progressivo allontanamento dalla tradizionale fede religiosa cristiana, e la crescita demografica a ritmi esponenziali della comunità musulmana.
Ignorare questa evidenza significa eludere la realtà, perdere il senso di ciò che accade, e cedere alla mortale logique de l’autruche. Non è nascondendo la testa sotto la sabbia che si affronta un fenomeno epocale come quello del rapporto con l’islam. Serve semmai un giudizio che, attraverso l’intelligenza, la coscienza e la ragione, sia in grado di comprendere la natura e il significato di tale fenomeno.
Dando un’occhiata al sito web della diocesi di Salford, ed in particolare allo spazio dedicato all’educazione, si può leggere quanto segue a proposito delle scuole cattoliche:
Com’è noto, San Pietro una volta disse: «Siate sempre pronti a dare ragione della speranza che è in voi. Ma fate questo con dolcezza e rispetto» (1 Pietro 3,15). La Chiesa cattolica ha sempre mostrato una particolare attenzione all’educazione per essere in grado di testimoniare l’azione salvifica di Gesù Cristo in una maniera convincente e rispettosa. Tale compito richiede un’adeguata formazione delle menti e dei cuori. La diocesi di Salford fornisce i mezzi con cui i cristiani possono essere formati ed educati nella fede.
Beh, dopo la vicenda delle scuole elementari del Sacro Cuore di Blackburn forse sarebbe meglio che i responsabili diocesani facciano qualche riflessione in più. E non solo loro.
sabato 16 ottobre 2010
Chesterton in altre parole - Maisie Ward
Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton
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Un aforisma al giorno
Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino, La rivoluzione aristotelica.
Il bambino è malato? Allora la madre surrogata deve abortire - Da Il Foglio
Una coppia di Vancouver ha voluto che la donna da cui aveva affittato l'utero non partorisse il figlio Down
Cronache dal Mondo Nuovo. Dopo aver fatto ricorso all'utero in affitto per avere un figlio, una coppia di Vancouver ha scoperto con l'amniocentesi che il bambino atteso era affetto da sindrome di Down. A quel punto, ha preteso che la "madre surrogata" abortisse. La vicenda è finita sui giornali canadesi solo perché la madre surrogata all'inizio si è rifiutata di dar seguito alla richiesta della coppia. Ne è nato un contenzioso – davvero degno della fantasia di Huxley e del suo "Brave New World" – sul valore dell'accordo privato concluso in precedenza, che garantiva ai committenti la possibilità di rifiutare un figlio malato. I due genitori biologici hanno annunciato che se il bambino fosse nato (ma alla fine l'aborto c'è stato), loro non avrebbero assunto nei suoi confronti nessuna responsabilità. E' la logica commerciale: c'è una coppia di committenti, c'è una prestatrice d'opera (ufficialmente a titolo di solidarietà, perché le regole canadesi lo richiedono, ma un pagamento c'è: lo chiamano "rimborso spese"), c'è un prodotto che deve rispettare certi standard. Se il prodotto è difettoso, il committente recede, e con lo stesso diritto con cui si noleggia una donna per una gestazione, le si intima di interromperla.
Intervistata dal quotidiano National Post, Juliet Guichon, bioeticista dell'Università di Calgary, avanza dubbi sull'applicazione di "regole commerciali al concepimento di figli". Sally Rhoads, che con il sito Surrogacy in Canada assiste le coppie che ricorrono all'utero in affitto, pensa invece che "le parti dovrebbero accordarsi fin dall'inizio sul da farsi, e garantirsi di pensarla nello stesso modo sull'aborto". La contrattualistica procreativa va solo perfezionata. Alcuni stati americani consentono alla coppia committente di portare in tribunale la fornitrice di utero, allo scopo di recuperare il compenso già corrisposto, se questa si ostina a voler partorire un bambino nel frattempo diventato indesiderato. In Canada, in altri tre casi di rottura imprevista del contratto di maternità surrogata (le coppie committenti avevano divorziato mentre le gestazioni erano in corso), le fornitrici di utero hanno deciso di partorire e di tenere con sé i bambini, dei quali sono diventate madri a tutti gli effetti.
Questo accade nel mondo ricco. "E' etico pagare i poveri del mondo per far loro partorire i nostri bimbi?", si chiedeva un anno fa Vanity Fair, con un impressionante reportage sulle moderne schiave indiane dell'utero in affitto. I signori Pankert di Tubinga – uno storico dell'arte lui e una direttrice di banca lei – si sono risposti di sì. E visto che la Germania proibisce severamente sia l'eterologa femminile sia l'utero in affitto, si sono rivolti a una delle tante cliniche indiane della fertilità. Sono nati i gemelli Jonas e Philip, frutto di una fornitura di ovociti e di utero in affitto da parte di due diverse donne indiane, al modico prezzo di seimila euro. Ma i bambini, scrive lo Zeit, vivono ancora a Jaipur con il padre, perché non hanno passaporto. Sono tedeschi, dicono le autorità indiane, che consentono ormai tutte le pratiche eterologhe, per coppie e per single, ma non intendono dare la cittadinanza alle centinaia di bambini che ogni anno nascono nel paese grazie a quelle pratiche. Sono indiani, replicano i tedeschi, per i quali vale la nazionalità della donna che ha partorito i gemelli.
venerdì 15 ottobre 2010
Un aforisma al giorno
Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino, I due frati
Un aforisma al giorno
"La Chiesa aveva imparato, non alla fine ma all'inizio dei secoli, che il funerale di Dio è sempre una sepoltura prematura".
Gilbert Keith Chesterton, The Crimes of England
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino