lunedì 14 gennaio 2008

Il Papa e la Sapienza (?)


La Sapienza, i prof censurano il Papa senza averlo letto. E' l'articolo di Andrea Tornielli su Il Giornale di oggi, che tratta di questa vicenda oltremodo ridicola, tanto più che per un paradosso quasi chestertoniano, la faccenda vede come teatro l'Università La Sapienza.
A Roma direbbero: ma dde che?

I neretti sono i nostri.

Il testo dell'allocuzione cui si riferirebbero, senza averla letta, i "professori", la trovate in un link qui a fianco.

Alla Sapienza di Roma 67 docenti non vogliono la sua lezione. Lo accusano di oscurantismo per una frase trovata su internet e non cercano neanche di verificare.

Roma - I collettivi studenteschi hanno deciso di accoglierlo con una «frocessione» (processione inneggiante all’omosessualità) e da oggi fino a giovedì vogliono «preparare» l’ateneo con manifestazioni anticlericali per far avvertire quanto sia «sgradito» l’arrivo dell’illustre ospite. Ma l’aspetto più inquietante delle proteste per la visita di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza non sta nelle annunciate e come sempre rischiose contestazioni studentesche, quanto nei loro ideologici ispiratori, vale a dire un consistente numero di docenti. Questi ultimi, a più riprese, nei giorni scorsi hanno affidato alle colonne del quotidiano la Repubblica il loro altolà a Papa Ratzinger, «colpevole», da cardinale, il 15 marzo 1990, di aver rilanciato durante una conferenza le parole del filosofo Feyerabend, sostenendo che «il processo a Galileo fu ragionevole e giusto». Parole, scrivono 63 docenti di Fisica dell’ateneo romano auspicando la cancellazione dell’incontro, che «ci offendono e ci umiliano».
Si potrebbe supporre (purtroppo sbagliando) che i 67 firmatari siano in grado di leggere un discorso, di ricercare il testo originale, di controllare l’esattezza e il senso delle citazioni. Invece i fisici antiratzingeriani, ancora offesi e umiliati a diciassette anni di distanza, sembrano essersi fidati dell’enciclopedia on line Wikipedia e hanno acriticamente preso la citazione credendo che proprio quello fosse il pensiero espresso dall’«oscurantista» futuro Papa. Il quale, invece, aveva espresso un’altra posizione, prendendo proprio le distanze da quei ripensamenti e non facendoli assolutamente propri. Un nuovo caso Ratisbona, insomma, anche se questa volta a scoppio lievemente ritardato.
I lettori del Giornale possono giudicare da soli, leggendo lo stralcio del testo della conferenza tenuta dall’allora cardinale Ratzinger a Parma. E soffermarsi soprattutto sulle parole con le quali il porporato – che è stato professore universitario e non è certo nuovo a dialoghi e confronti con filosofi e scienziati – concludeva la rassegna di citazioni: «Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande». Le parole delle persone citate in quel brano non sono dunque fatte proprie da Ratzinger, che ritiene «assurdo» appropriarsene per sostenere che la Chiesa con Galileo avrebbe avuto ragione e ribadisce che la fede non cresce «dal rifiuto della razionalità». Proprio il rapporto fede-ragione e la ragionevolezza della fede cristiana sarebbe poi diventato uno dei pilastri del suo pontificato. Il testo ratzingeriano del 1990 non è rimasto inedito o sunteggiato a memoria dai giornalisti, ma è stato dato alle stampe, e in italiano, due anni dopo, in un libro di scritti dedicati all’Europa. Senza contare che la Chiesa ha riabilitato Galileo. La lettera dei 67 fisici è dunque destinata a rimanere quale esempio poco edificante di metodo scientifico. La protesta, però, un risultato l’ha ottenuto: il Papa giovedì non farà la Lectio magistralis (che sarà tenuta dal professor Mario Caravale), ma soltanto un «intervento».

3 commenti:

gaddhura ha detto...

Università?!
Ma costoro hanno presente il significato etimologico del termine?

E questa è la laicità della scuola italiana? Ma chi glielo spiega che laico e ateo son cose diverse?
In realtà si tratta di quattro sfigati (anche perchè sono 67 docenti su quasi 5000 totali!) alla ricerca di notorietà negli ambienti radical-chic, che poi sono quelli ricchi.
Lascino a noi poveracci il piacere di ascoltar il Papa, con l'intellighenzia non siamo all'altezza del dialogo...non per colpa nostra, s'intende, è che occorre il permesso di lorsignori baroni...

Saluti!

Giorgio ha detto...

Non capisco..mi sta sfuggendo qualcosa!Si proibisce a una persona di venire a parlare all'università, luogo dove ho sempre creduto ci fosse la libertà di parola, solo perchè nel 1990 ha citato le parole di Feyerabend (filosofo che tende a liberare la scienza da ogni vincolo e da ogni fittizia autorità per vederla come elaborato umano).
Sono sbalordito di come tanti ragazzi si lascino trasportare da un gruppo in cerca di notorietà, che approfitta di qualsiasi cosa per dare sfogo a non so quali risentimenti!!!Quello che mi fa riflettere è che c'è gente che ha tanto tempo da perdere per fare ed organizzare queste manifestazioni e anche molti soldi da spendere per tutti i manifesti che circolano in questi giorni. Io mi domando, ma chi da questi soldi? e per questi ragazzi non ci sono esami?sono universitari e lo saranno ancora per molto molto tempo credo.
Con delusione di questa società universitaria,

Un Chimico

E.F. ha detto...

Il problema è che ormai la parola "laico" in Italia ha acquisito il mero valore di "anticlericale". Si ragiona per motti, slogan e un'illusione di spirito critico, dimenticandosi che proprio nelle opinioni differenti dalle nostre risiede la ricchezza di nuovi orizzonti culturali. Se questi sono i laici, allora sono ammalati superficialità. Troppa.
Vi lascio qui il link al mio blog, se avete tempo e voglia di are un'occhiata: http://eftorsello.wordpress.com/2008/01/15/la-figuraccia-della-sapienza/