| Stevenson (noto tra gli isolani come Tusitala, "colui che racconta storie" durante la sua permanenza alleIsole Samoa, in alto al centro con i baffi e la giacca scura. |
venerdì 8 maggio 2026
Un aforisma al giorno - Perseguire dentro di sé un mondo di piccole cose.
mercoledì 11 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Antologia sull'immaginazione.
Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.
Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.
lunedì 15 dicembre 2025
Un aforisma al giorno - Impedire di abituarsi alle stelle.
mercoledì 13 agosto 2025
Un aforisma al giorno - La moralità moderna ha solo il male da indicare.
venerdì 14 giugno 2024
Un aforisma al giorno - Profetizzare con sicurezza.
L'unica cosa che possiamo profetizzare con sicurezza è quella che viene sempre definita impossibile. Ogni volta ci viene detto, da ogni tipo di persona presuntuosa e progressista, che l'umanità non può tornare indietro. La risposta è che se l'umanità non può tornare indietro, non può andare da nessuna parte. Ogni cambiamento importante nella storia è stato fondato su qualcosa di storico: e se il mondo non avesse cercato più volte di rinnovare la sua giovinezza, sarebbe morto da tempo.
Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.
Su www.pumpstreet.it
mercoledì 29 maggio 2024
#150volteChesterton - Un aforisma al giorno - L'infanzia e la chiarezza.
sabato 12 agosto 2023
Un aforisma al giorno - Stevenson e la verità.
Penso che i suoi viaggi e capi da doppiare e ritorni rivelino un'idea di fondo, forse persino una dottrina. Eppure, era una dottrina in cui lui stesso forse non credeva, o in ogni caso in cui non credeva di credere. In altre parole, penso che la sua importanza sarà più evidente in relazione a problemi più ampi, che tornano ora a fare capolino alla mente degli uomini; problemi che al nostro tempo sono ancora abbastanza sconosciuti alla maggior parte delle persone e che al tempo di Stevenson erano totalmente ignoti (...). Perché Stevenson aveva l'onestà splendida e squillante di testimoniare, con una voce simile a una tromba a favore di una verità che lui stesso non comprendeva.
Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.
venerdì 11 agosto 2023
Un aforisma al giorno - Purezza e puritanesimo, bambini e legno bianco.
Il puritanesimo non aveva in sé alcuna idea di purezza. Potremmo quasi sostenere che nel puritanesimo c'è qualsiasi virtù, eccetto che la purezza. Contemplava l'idea dell'autodisciplina, che è cosa diversa dalla virtù. Non ha immagini di innocenza pura, di quelle cose che sono allo stesso tempo solide e candide, come il gesso o il legno bianco, che i bambini tanto amano.
Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.
lunedì 10 aprile 2023
Un aforisma al giorno - Fuori da una certa tradizione religiosa, pochissimi credono veramente nella moralità di cui stiamo parlando.

Stevenson (in alto, al centro, con la giacca scura e i baffi)
durante il suo soggiorno alle Isole Samoa
sabato 8 ottobre 2022
Un aforisma al giorno (molto profondo).
La qualità originale in ogni uomo che operi con l'immaginazione è la vastità del suo immaginario. E' qualcosa che assomiglia al paesaggio dei suoi sogni; il tipo di mondo che vorrebbe creare o che vorrebbe esplorare, la flora e la fauna del suo piccolo pianeta segreto; è in sostanza ciò che ama pensare e immaginare. Questa atmosfera generale, il modello o la struttura, l'architettura del suo sviluppo, governa tutte le sue creazioni, per quanto possano essere varie e diversificate; e poiché in questo senso egli può creare un mondo, è in questo senso un creatore: l'immagine di Dio.
Gilbert Keith Chesterton, Stevenson.
mercoledì 29 giugno 2022
Robert Louis Stevenson – L’avventura nel cuore, di Paolo Gulisano - Recensione di Domenico Volterra su Mangialibri.
Il nostro vicepresidente Paolo Gulisano ha di recente pubblicato un libro su Stevenson che, come sapete, era uno degli autori preferiti di Chesterton. Scrissi qualcosa a proposito del libro di Chesterton su Stevenson qualche anno fa: https://uomovivo.blogspot.com/2012/06/rubbettino-pubblica-lo-stevenson-e-noi.html (in realtà di anni ne sono passati dieci... mamma mia).
A me piace moltissimo, quel libro. Sono contento che Paolo abbia deciso di dedicarsi a Stevenson, che è così importante per Chesterton, per la sua stessa vita. Ricorderete di certo che lo annoverò, in una famosa lettera a Bentley a cui accenno in questo post sugli anni giovanili di Chesterton (https://uomovivo.blogspot.com/2012/02/alcune-notizie-sugli-anni-giovanili.html) tra le letture che lo salvarono.
La recensione rende omaggio al nostro Chesterton, e Paolo è Paolo...
Marco Sermarini
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In un saggio risalente ai primi anni del Novecento, Gilbert Keith Chesterton scriveva che nello scenario culturale dell’epoca si avvertiva la mancanza di una Letteratura della gioia, ovvero di una Letteratura che non solo badasse a trasmettere le angosce dell’uomo moderno, ma anche quella positività che è parte dell’esperienza umana e che può aiutare a essere felici. Secondo Chesterton, dunque, un autore esemplare da questo punto di vista era Robert Louis Stevenson, la cui intera opera potrebbe essere letta come una difesa della possibilità di essere felici e una risposta alla domanda di felicità dell’uomo, che può essere assolta solo ritornando piccoli e capaci di provare stupore...
Il resto qui:
https://www.mangialibri.com/robert-louis-stevenson-lavventura-nel-cuore

venerdì 18 febbraio 2022
Si parte da Tommaso Moro e si finisce a casa di Chesterton e non solo...
Caterina Maniaci su AciStampa
Letture, la sobria allegria di Tommaso Moro, medicina per l'oggi
Una raccolta di fantasie, scherzi e racconti da rileggere
(...)
Ridere, o sorridere, non è segno di superficialità. Anzi, la leggerezza è la testimonianza di uno spirito forte e capace di diffondere speranza. Lo sapeva bene Chesterton che lo ha icasticamente definito, com’era sua abitudine. Il richiamo a questa convinzione chestertoniana lo abbiamo trovato nell’ultimo saggio di Paolo Gulisano dedicato a Robert Louis Stevenson. Scrive infatti Gulisano: “ In un suo saggio su Stevenson, di cui fu uno dei più acuti esegeti, Gilbert Keith Chesterton scriveva che nello scenario culturale contemporaneo (si era agli albori del novecento) si sentiva la mancanza di una Letteratura della gioia, ovvero di una letteratura che trasmettesse non solo le angosce esistenziali dell’uomo moderno, le sue domande a volte disperate di significato, ma anche le risposte, quella positività che è dentro l’esperienza umana che può aiutare a essere felici. Una letteratura che esprima gioia, a costo di rischiare di sembrare infantile, dato che la gioia è da molti vista come un sentimento puerile”.
(...)
Il resto nel collegamento qui sotto:
https://www.acistampa.com/story/letture-la-sobria-allegria-di-tommaso-moro-medicina-per-loggi-19090
mercoledì 26 gennaio 2022
Un aforisma al giorno.
Stevenson non era un cattolico; non ha finto di essere rimasto un puritano; ma era un pagano altamente onorevole, responsabile e valoroso, in un mondo traboccante di pagani che erano per la maggior parte molto meno cavalieri e onorevoli. Io, per esempio, se posso dirlo, sono pronto a difendere il mio modo di pensare o a giudicare gli altri in base al loro. Ma la pretesa vittoriana che ogni eroe ben vestito d’un romanzo, che possa contare su cinquecento sterline l’anno, sia nato immune dalle tentazioni per combattere le quali i più straordinari santi si sono cinti di cilici e di rovi – beh, questo non mi interessa affatto e non lo discuterò ancora.
Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.
venerdì 24 settembre 2021
Aforismi in lingua originale - Autobiografia.
In truth, the story of what was called my Optimism was rather odd. When I had been for some time in these, the darkest depths of the contemporary pessimism, I had a strong inward impulse to revolt; to dislodge this incubus or throw off this nightmare. But as I was still thinking the thing out by myself, with little help from philosophy and no real help from religion, I invented a rudimentary and makeshift mystical theory of my own. It was substantially this; that even mere existence, reduced to its most primary limits, was extraordinary enough to be exciting. Anything was magnificent as compared with nothing. Even if the very daylight were a dream, it was a day-dream; it was not a nightmare. The mere fact that one could wave one's arms and legs about (or those dubious external objects in the landscape which were called one's arms and legs) showed that it had not the mere paralysis of a nightmare. Or if it was a nightmare, it was an enjoyable nightmare. In fact, I had wandered to a position not very far from the phrase of my Puritan grandfather, when he said that he would thank God for his creation if he were a lost soul. I hung on to the remains of religion by one thin thread of thanks. I thanked whatever gods might be, not like Swinburne, because no life lived for ever, but because any life lived at all; not, like Henley for my unconquerable soul (for I have never been so optimistic about my own soul as all that) but for my own soul and my own body, even if they could be conquered. This way of looking at things, with a sort of mystical minimum of gratitude, was of course, to some extent assisted by those few of the fashionable writers who were not pessimists; especially by Walt Whitman, by Browning and by Stevenson; Browning's "God must be glad one loves his world so much", or Stevenson's "belief in the ultimate decency of things". But I do not think it is too much to say that I took it in a way of my own; even if it was a way I could not see clearly or make very clear. What I meant, whether or no I managed to say it, was this; that no man knows how much he is an optimist, even when he calls himself a pessimist, because he has not really measured the depths of his debt to whatever created him and enabled him to call himself anything. At the back of our brains, so to speak, there was a forgotten blaze or burst of astonishment at our own existence. The object of the artistic and spiritual life was to dig for this submerged sunrise of wonder; so that a man sitting in a chair might suddenly understand that he was actually alive, and be happy.
domenica 2 ottobre 2016
Chi era Gian Dauli
martedì 22 gennaio 2013
Chesterton su R. L. Stevenson
giovedì 21 giugno 2012
La recensione dello Stevenson di GKC di Marco Sermarini ripresa da Rubbettino
lunedì 4 giugno 2012
Rubbettino pubblica lo Stevenson e noi lo recensiamo
Il creatore di Padre Brown, il geniale estensore di Ortodossia, deve anzitutto alle sue opere di critica letteraria l'ingresso nel mondo del giornalismo e della scrittura. Ci raccontano padre Ian Ker e William Oddie, autori di recenti ed originali contributi biografici sul Nostro, che Chesterton ebbe tra le prime occasioni di svolgere il suo lavoro proprio quando una casa editrice inglese (The Bookman) gli chiese di scrivere dei brevi articoli di critica dei grandi classici della letteratura inglese, quelli che egli aveva imparato ad apprezzare dalla voce di suo padre Ed. Questi articoli finivano spesso per introdurre i classici che poi il Bookman pubblicava (le due foto che mostriamo sono testimonianza delle edizioni librarie e del periodico). E' quindi con gioia che accogliamo la pubblicazione di questo volume che ha una grande importanza dell'opera di Chesterton sia per quello che si è già detto, sia per il valore che proprio l'opera di Stevenson ebbe nella vita di GKC: egli attribuì sempre la sua rinascita, dopo la grave crisi giovanile che lo portò alle soglie del suicidio, oltre che al Libro biblico di Giobbe e ad alcune poesie di Walt Whitman, all'Isola del Tesoro di Stevenson.
Altro motivo, questo addirittura fondante il suo pensiero e la sua stessa vita, che emerge in quest'opera è la questione del costante stupore, che in un certo qual modo potrebbe essere la quintessenza dell'opera di Stevenson e dello stesso Chesterton. Mentre parla di Stevenson, Chesterton approfitta per stroncare l'atteggiamento falsamente realistico degli autori psicologici e delle tendenze letterarie legate ad una massima valorizzazione della psiche umana, in contrasto col concetto di azione e di avventura presente in Robert Louis Stevenson.giovedì 3 maggio 2012
Stevenson? “Un pagano onorevole e valoroso”. Parola di Chesterton
giovedì 26 aprile 2012
Eccolo qui, lo Stevenson, fresco fresco...
Però c'è! Ed è quelli che conta.
Prefazione dell'amico Pietro Federico.
Allora, amici, sapete quanto fu importante per Chesterton lo scozzese Robert Louis Stevenson, quello de L'isola del Tesoro, Lo strano caso del Dr Jeckyll e Mr. Hyde, Il Signore di Ballantrae, Catriona?
Pensate che in vari luoghi imputa la sua salvezza dalla più insana delle idee a Giobbe (quello della Bibbia!), a Walt Whitman e proprio a lui, a Stevenson.
Con lui condivideva la passione del teatro delle marionette.
Condividerete se diciamo che questo è un testo fondamentale tra tutta l'opera di GKC. Non fermatevi al fatto che "non ho mai letto Stevenson" (errore!) "quindi è inutile che io lo legga": sapete benissimo che Chesterton parte da un pezzo di gesso e arriva a Dio, figuratevi cosa troverete qui.








