sabato 29 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Le grandi verità possono solo essere dimenticate e non possono mai essere falsificate.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News,  30 Settembre 1933

venerdì 28 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Che un'eresia sia una mezza verità è un esempio molto vecchio e familiare di tutta una verità, ma una verità che spesso non si realizza nel suo insieme. La maggior parte delle persone in errore ha buone intenzioni, e tutte le persone in errore dicono qualcosa. C'è qualcosa da dire per ogni errore; ma, qualunque cosa si possa dire, la cosa più importante da dire è che è sbagliato.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, Sulle mezze verità, 25 marzo 1931

giovedì 27 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Il punto dell' educazione è che dovrebbe dare all'uomo norme astratte ed eterne, in base alle quali egli possa giudicare le condizioni materiali e fuggitive.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 29 Marzo 1930

Chesterton e la filosofia della luce - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Io ritorno ai metodi dottrinali del XIII secolo, ispirato dalla speranza complessiva di giungere a qualcosa"
Nel saggio Eretici del 1905, Chesterton tratteggiò in un gustoso raccontino alla fine del 1° capitolo del libro, dell'importanza della filosofia. Egli era fermamente convinto che l'ortodossia, la cura della dottrina non solo dovessero precedere e sostanziare la prassi ma che potessero salvaguardare la libertà nella verità: "Non furono mai le persone spinte da una convinzione che compirono vaste persecuzioni. Furono le persone incuranti che ricolmarono il mondo di fuoco e oppressione". Per Chesterton la Chiesa doveva preservare la dottrina e i dogmi per salvare l'uomo e se stessa; la Chiesa doveva sostenere la crescita intellettuale come una crescita verso convinzioni sempre più definite, verso dogmi sempre più numerosi. Esattamente il contrario di quanto avvenuto e sta avvenendo nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Chesterton era convinto inoltre che la filosofia medievale, in particolare l'amato S. Tommaso d'Aquino, a cui dedicò un prezioso saggio, potesse ancora aiutare l'uomo a non soccombere, a non arrendersi al mondo. Egli aveva premura che la "filosofia della luce", ossia la metafisica, potesse illuminare l'uomo. L'antropologia (la conoscenza che l'uomo ha di se stesso) non era sostenibile senza la teologia. Credo che sostanzialmente avrebbe sottoscritto il detto: "Dimmi che Dio hai e ti dirò chi sei". Non ci poteva essere allora una "svolta antropologica", una questione antropologica senza Dio, senza la sua conoscenza. Con queste premesse, data la situazione odierna molto confusa di tanti cattolici, credo che quel raccontino iniziale in Eretici possa far capire l'importanza della filosofia dell'essere. Credo che l'esempio citato da Chesterton possa essere di riferimento anche oggi sulle modalità d'azione, ad esempio in merito alle possibilità dell'opzione Benedetto (possibilità, a mio avviso ridotte, se ristrette in un orizzonte solo antropologico), e pertanto lo presentiamo per intero: "Supponiamo che, nella strada, insorga un vasto tumulto, diciamo, per un lampione a gas che diverse persone influenti desiderano abbattere. Interpellato sull'argomento, un monaco grigio vestito, che è lo spirito del Medioevo, incomincia a dire, nello stile degli scolastici: "Consideriamo, prima, fratelli miei, il valore della Luce. Se la Luce, in sé, sia un bene…". A questo punto, non senza qualche giustificazione, lo rovesciano a terra. Tutta la gente si precipita verso il lampione; il lampione, in dieci minuti, è al suolo e tutti quanti vanno in giro congratulandosi per la loro praticità anti-medievale. Col prosieguo del tempo le cose però non vanno così lisce. Alcuni hanno abbattuto il lampione perché volevano la luce elettrica, altri perché volevano il ferro di un tempo, altri ancora perché volevano il buio, dato che le loro azioni erano malvagie. Alcuni ritenevano che quello non fosse a sufficienza un lampione; altri ritenevano che lo fosse in misura eccessiva; alcuni hanno agito perché volevano distruggere gli impianti del comune, altri perché volevano distruggere qualcosa. E, nella notte, sopravviene la guerra, dove nessuno sa chi colpisce. Così, a poco a poco, inesorabilmente, quel giorno o all'indomani, o il giorno dopo ancora, ritorna la convinzione che il monaco, dopo tutto, avesse ragione, e che tutto dipenda da quale sia la filosofia della Luce.       Solo che ciò che avremmo dovuto discutere sotto il lampione a gas, ora dobbiamo discuterlo al buio".

Un aforisma al giorno

Un uomo sano sente con una certezza basilare che il suo Creatore è al di sopra di tutti i prìncipi e i politici, che il suo matrimonio è più sacro dei contratti sociali occasionali, che i suoi figli sono suoi e che la sua proprietà non è una finzione giuridica ma una necessità viva. Questi sono princìpi assai elementari e perciò eterni; ma è bene ogni tanto ripeterli chiaramente come un credo; perché, anche se novantamila giornali ripetono che i credi hanno diviso gli uomini, rimane vero che nulla tranne un credo può unirli.

Gilbert Keith Chesterton, The Infallible State, G.K.'s Weekly, 31 agosto 1929, trad. di Umberta Mesina

martedì 25 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Il Cristianesimo è arrivato (...) come le altre volte: è arrivato all'improvviso come una spada, e ha diviso il delitto dal delinquente: il delinquente può essere perdonato fino a settanta volte sette; il delitto non deve essere perdonato affatto.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

La carità è un paradosso come la modestia e il coraggio. Definita all'ingrosso, la carità significa una di queste due cose - perdonare azioni imperdonabili o amare persone non amabili.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno


Ho tentato di fondare di mia testa una eresia; e quando stavo per darle gli ultimi tocchi, ho capito che non era altro che l'ortodossia.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Terry Deary che libro porterebbe sull’isola deserta? Il Napoleone, of course!

WHAT BOOK would author Terry Deary take to a desert island? | Daily Mail Online
L'autore inglese Terry Deary, cui è stato chiesto: "quale libro porteresti in un isola deserta?", ha risposto: non mi stanco mai de Il Napoleone di Notting Hill di G.K. Chesterton. Un libro scritto in technicolor.

https://www.dailymail.co.uk/home/books/article-6165915/WHAT-BOOK-author-Terry-Deary-desert-island.html


WHAT BOOK would author Terry Deary take to a desert island?


domenica 23 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Così il sacramento della Penitenza dà una nuova vita, e riconcilia un uomo con tutti i viventi, ma non lo fa come lo fanno gli ottimisti e gli edonisti e i predicatori pagani della felicità. Il dono è dato ad un prezzo, ed è condizionato adi una confessione. In altre parole, il nome del prezzo è Verità, che può anche chiamarsi Realtà; ma si trova di fronte alla realtà su se stessi. Quando il processo viene applicato solo ad altre persone, si chiama Realismo.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

sabato 22 settembre 2018

Un aforisma al giorno (lucidissimo! Ma come faceva...?)

L'eccesso di civiltà e la barbarie sono a un pollice di distanza l'una dall'altra. E un segno di entrambi è il potere degli uomini - medicina.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11 Settembre 1909

giovedì 20 settembre 2018

Un aforisma al giorno


La ragione è sempre una sorta di forza bruta; coloro che fanno appello alla testa piuttosto che al cuore, per quanto pallidi ed educati, sono necessariamente uomini di violenza. Parliamo di 'toccare' il cuore di un uomo, ma non possiamo far altro alla sua testa che colpirla.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types, Charles II

Un aforisma al giorno (da inserire nella raccolta sull’eresia)


La verità intera è generalmente alleata della virtù; una mezza verità è sempre alleata di qualche vizio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11 Giugno 1910

Un aforisma al giorno

I Puritani denunciano sempre i libri che infiammano la lussuria; che dire dei libri che infiammano le passioni vili dell'avarizia e dell'orgoglio?

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered

mercoledì 19 settembre 2018

19 Settembre 1985, moriva Italo Calvino - Antologia sul suo rapporto con Chesterton.


https://uomovivo.blogspot.com/2016/07/a-proposito-di-italo-calvino-e-di.html






Un aforisma al giorno

La gente farà tentativi di dispotismo, o richieste di libertà, successivamente o anche contemporaneamente, secondo un programma di opportunismo del tutto arbitrario. E noi pensiamo che non sottopongono a una sola prova una bel numero di azioni; essi applicano una serie di prove ad una sola azione, che per loro è già un'azione fissa e definita. Fanno quello che vogliono, e in seguito se ne danno le ragioni; ma anche le ragioni sono troppo astute per essere ragionevoli. In una parola, è questo caos, nel credo e nel codice di condotta, che impedisce ad un uomo di trovare in esso qualsiasi tipo di guida, anche una guida al progresso. 

Gilbert Keith Chesterton, All I Survey

martedì 18 settembre 2018

Un aforisma al giorno (mettere una pezza - cento e rotti anni fa...)

Il paganesimo considerava l'individuo come un mero muscolo dello Stato; lo scetticismo sta ripristinando questa concezione. Perciò i sociologi moderni cominciano già a dilettarsi in quella terribile idea cui i vecchi pagani si abbeveravano profondamente. Intendo dire l'infanticidio. Il cristianesimo sta in mezzo a loro nella storia, chiedendo giustizia anche se i cieli cadono; e chi non è con lui è contro di lui.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 9 Aprile 1910

domenica 16 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Nessuno degno di essere chiamato uomo permette che i suoi sentimenti cambino le sue convinzioni; ma è attraverso il sentimento che comprendiamo le convinzioni degli altri uomini. Il bigotto non è colui che sa di avere ragione; ogni uomo sano di mente sa di avere ragione. Il bigotto è colui le cui emozioni e la cui immaginazione sono troppo fredde e deboli per sentire come è che gli altri uomini fanno del male. 

Gilbert Keith Chesterton, Alarms🚨 and discursions

Un aforisma al giorno (semplicemente geniale. Ciao!)


Quando vogliamo davvero sapere come sta andando il mondo, non è un brutto test prendere qualche testo o frase corrente dalla stampa e invertirlo, per sostituire l'esatto contrario, e vedere se ha più senso in questo modo. Generalmente lo ha; una tale massa di convenzioni superate è diventato il nostro commento quotidiano. 

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere 

sabato 15 settembre 2018

Una bella scoperta

Nel sito della Congregazione per il Clero c'è una sezione in cui si trova la Sacra Bibbia in varie edizioni in diverse lingue, incluso il latino e la versione Vulgata. Poi ci sono commenti di padri della Chiesa e citazioni o riferimenti in opere letterarie.

Indovinate chi c'è?

Chesterton e San Tommaso!

http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/index.htm

giovedì 13 settembre 2018

Un aforisma al giorno

La furia stessa con cui la gente va alla ricerca del piacere è una prova che non l'ha trovato.

Gilbert Keith Chesterton, Sidelights on New London and Newer York

mercoledì 12 settembre 2018

Un aforisma al giorno

C'è solo una cosa nella psicologia umana che merita di essere chiamata coraggio. Questo è il potere di amare una causa senza speranza a tal punto che diventi una causa di speranza. Tutto il coraggio è il coraggio della speranza perduta; bisogna prima accettare la disperazione; bisogna creare da soli la speranza.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 17 febbraio 1906.

Un aforisma al giorno

Progresso è una parola inutile; perché il progresso dà per scontato una direzione già definita: ed è esattamente sulla direzione che non siamo d'accordo.

Gilbert Keith Chesterton, Appreciation and criticism of the works of Charles Dickens 


G.K. Chesterton and the Meaning of Progress - di Joseph Pearce

G.K. Chesterton and the Meaning of Progress

G.K. Chesterton and the Meaning of Progress

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"Progress is a useless word; for progress takes for granted an already defined direction: and it is exactly about the direction that we disagree."

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domenica 9 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Mi oppongo fermamente alle argomentazioni sbagliate sul fronte giusto. Penso di oppormi a essi più che alle argomentazioni sbagliate dalla parte sbagliata.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, in G. K. Chesterton - Collected Works - The Illustrated London News, 1920 - 1922

sabato 8 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Forse l'obiezione principale ad un litigio è che interrompe una discussione.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Un aforisma al giorno

Non c'è prova migliore della cavalleria e della massima integrità di come si comporta un uomo quando ha torto.

Gilbert Keith Chesterton, L'uomo comune

venerdì 7 settembre 2018

Un aforisma al giorno

La mia preoccupazione non è per gli oppositori aperti e diretti [.....] ma per tutti coloro ai quali una volta avrei potuto guardare per difendere il paese degli altari cristiani. Dovrebbero sicuramente sapere che il nemico ora alle frontiere non offre termini di compromesso; ma minaccia una distruzione completa. E hanno venduto il lasciapassare.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere 

mercoledì 5 settembre 2018

Un aforisma al giorno (da stampare)

La metafora fatale del progresso, che significa lasciarsi alle spalle le cose, ha oscurato completamente la vera idea di crescita, che significa lasciare le cose dentro di noi. Il cuore dell'albero rimane lo stesso, tuttavia molti anelli si aggiungono ad esso, e un uomo non può lasciarsi alle spalle il suo cuore correndo forte con le gambe.

Gilbert Keith Chesterton, Fancies versus Fads

martedì 4 settembre 2018

Chesterton in altre parole - Giovanni Casoli

Convinto ormai che il mondo moderno vive del capitale cattolico, ma inaridendolo, e «non possiede un proprio entusiasmo», mentre d'altra parte «il cattolicesimo è l'unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo», due anni dopo si rese cattolico nelle mani del reverendo John O'Connor.
Gli amici dissero che era diventalo matto, ma non lo conoscevano abbastanza, perché in quel senso Chesterton matto lo era sempre stato. Ora si rivelava pienamente, fino alle conseguenze ultime, la "pazzia" che gli aveva suggerito una verità lieta e terribile: che «la bestemmia che fa tremare le stelle» è dire che un fiore «è soltanto un fiore» (perché «se si recide il soprannaturale ciò che resta è l'innaturale»); e si rendeva chiaro, davanti a un fiore come a ogni altra creatura, che «la Chiesa è la sola mente che rimane intatta in mezzo alla frantumazione del mondo».

Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: autori e testi scelti, Volume 1

lunedì 3 settembre 2018

Fede cattolica e mondo moderno - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Ho sempre avuto un forte senso di repulsione intellettuale nei confronti del modernismo, anche prima di convertirmi al cattolicesimo"

Credo che Chesterton ci possa aiutare a comprendere il drammatico momento che stiamo vivendo, anche se fosse quanto trattato da S. Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi in merito all'apostasia totale della Chiesa, alla manifestazione completa dell'iniquità ed alla Parusia. Egli ci fa comprendere appieno quanto il peccato manifesto e manifestato sia una visione del mondo, meglio un'ideologia mondana (modernismo). Scriveva in The Thing: Why I am a Catholic del 1929: "Ciò che oggi è sicuro è che l'intero cammino dell'umanità può fare marcia indietro; che il progresso può progredire , o apparentemente progredire, in un modo esattamente contrario rispetto a ciò per cui i suoi padri hanno combattuto e che ritenevano più importante; non solo restaurando, ma riaffermando esclusivamente ciò che i suoi nonni furono costretti ad abbandonare, o che si ritrovavano impossibilitati a difendere. Il mondo intero si sta nuovamente muovendo, ma nella direzione contraria rispetto a prima". Egli si chiedeva quale direzione fosse quella tracciata dal modernismo. Ancor prima di entrare ufficialmente nella Chiesa Cattolica nel 1922, Chesterton intuì che il modernismo avrebbe portato al relativismo e al nichilismo poiché quella frenesia delle "cose nuove", osteggiata da S. Pio X ma ancor prima da Leone XIII, era priva di sostanza ontologica, logica ed etica: "Oggi è questa la direzione in cui il mondo si sta muovendo, sempre che si possa parlare di direzione. In realtà tale direzione non esiste. La direzione che il mondo dovrebbe prendere non esiste, non è mai esistita. Il mondo non sta andando da nessuna parte…il mondo è come lo descrissero i santi e i profeti: non migliora né peggiora. Ma c'è una cosa che il mondo fa: barcolla". Ne: "La sfera e la croce" del 1910, oltre a contrapporre i due simboli (il mondo-sfera e la Croce di Cristo), ne descriveva lucidamente il loro posto: la Croce era ben piantata sulla terra poiché in questo modo impediva a quella sfera di perdersi, di barcollare e rotolare via verso le chine pericolose del modernismo. Solo la Croce avrebbe potuto impedire a quella sfera creata di errare nella perdizione: "Lasciato a se stesso, il mondo non va da nessuna parte…questo è ciò che la Chiesa sostiene da sempre". Chesterton riprendeva giustamente il Salmo 145, 2-3: "Non confidate nei prìncipi, in uomini in cui non c'è salvezza". Ed aggiungeva: "C'è solo un piccolo difetto riguardante l'uomo, immagine di Dio, meraviglia del mondo: non ci si può fidare". 
Il modernismo quindi e la fede cattolica erano incompatibili: la Fede giudicava il mondo, la Croce impediva all'uomo di smarrirsi. Stava nell'autentica civiltà cattolica, nel cuore della cristianità la stabilità dell'uomo, del senso comune, delle tradizioni veraci. Non nel futuro né in nessun movimento dove l'uomo moderno ha cercato, stava la via, la verità e la vita: "Noi non vogliamo una Chiesa che si muova con il mondo, ma una Chiesa che rimuova il mondo verso ciò cui sta muovendo". Ecco perché Chesterton, ancor prima di convertirsi, ripudiava il modernismo, la grande eresia madre di tutte le eresie. Ecco perché rifiutava ogni accondiscendenza mondana e giudicava il mondo nella sua iniquità e nella sua arresa al sesso, come denunciò incredibilmente un secolo fa. Allora si parlava di eugenetica, di divorzio, di regolazione delle nascite: "Fu solo il culmine di un lungo processo di compromessi e vigliaccherie sul problema sessuale; la resa finale che segue ad una ritirata continua". Che dire oggi dove l'empietà e la malvagità non vengono più riconosciute tali, nemmeno dalla Chiesa? Che vengono addirittura praticate e sostenute da uomini di chiesa? Nei tempi di Chesterton, dove la Chiesa scomunicava, si preservava nell'ortodossia la ragione e, infatti, il grande scrittore inglese osservava: "La Chiesa scomunica, ma proprio quella parola implica che è possibile rientrare nella comunione per il comunicante reintegrato". Questa era la vera misericordia, l'autentica libertà, la possibilità della ragione, il significato eccelso dell' Extra Ecclesiam nulla salus, come Chesterton stesso precisava: "La Chiesa cattolica è la sola capace di salvare l'uomo dallo stato di schiavitù in cui si troverebbe se fosse soltanto il figlio del suo tempo". Cosa accade allora se la Chiesa, da Madre e Maestra diventa discepola del mondo? Cosa accade se invece di guidare, in forza dell'autorità conferitagli da Cristo e dello Spirito Santo ricevuto, accompagna il mondo per poi trovarsi ammalato come il mondo e i suoi vizi?

Un aforisma al giorno

La casa, per esempio, è in parte una locanda per il riposo, in parte una scuola per l'educazione, e in parte, ancora una volta, un tempio per la dedizione delle anime umane ad alcuni doveri unificanti della vita. La religione, ancora una volta, è stata per l'umanità non solo un servo, ma una cameriera di tutti, una teoria cosmica, un codice di condotta, un sistema di simboli artistici, una fontana di racconti affascinanti. E i sostituti moderni hanno tutte le specializzazioni folli e l'inadeguatezza generale […]. Il mondo moderno mi offre una teoria cosmica che non può essere usata come una religione, e una scuola che non può essere usata come una casa. 

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 23 ottobre 1909

domenica 2 settembre 2018

Un aforisma al giorno (1 - 0 palla al centro)


Siamo tutti un po' stanchi di sapere che alcuni ecclesiastici moderni definiscono progresso un tale continuo cambiamento, come quando constatiamo che un cadavere che striscia con i vermi avrebbe una vitalità aumentata, o che un pupazzo di neve, che lentamente si trasforma in una pozzanghera, si starebbe purificando dai suoi accrescimenti.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere

sabato 1 settembre 2018

Un aforisma al giorno (Bellissimo).

Leggiamo nel più grande dei testi che Dio è Amore, ma non leggiamo da nessuna parte che Dio è Sentimentalismo [...] Ciò di cui il mondo ha bisogno per restaurare la sua giovinezza non è solo più realtà nelle sue gioie, ma più realtà nei suoi doni, nei suoi pericoli e nelle sue rinunce.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 19 luglio 1901