martedì 31 luglio 2018

G. K. Chesterton - Il blog dell'Uomo Vivo: Due lettere di Gilbert a Frances (riproposizione dal 2014...)

G. K. Chesterton - Il blog dell'Uomo Vivo: Due lettere di Gilbert a Frances

Due lettere di Gilbert a Frances

Gilbert Keith Chesterton è nato a Campden Hill nel quartiere di Kensington, da genitori agiati, ma onesti ed è stato battezzato nella chiesa di S. Giorgio (…) dei primi anni di vita di questo uomo fuori dal comune rimangono poche tracce(…). La sola cosa interessante degli anni della scuola è che aveva l'involontaria abitudine di ricevere premi francesi. Gli unici che non ha mai cercato di ottenere e gli unici che ha ricevuto. Ma nonostante la cosa fosse alquanto misteriosa ai suoi occhi e anche se si mise d'impegno per evitarlo, la cosa andò avanti, facendo evidentemente parte di occulte leggi naturali. Un giorno incontrò un curioso giovane, svelto, ben pettinato. Appena si videro, i due si scontrarono simultaneamente e iniziarono a combattere. Poi (…) iniziarono a parlare di letteratura e non smisero più. Questo ragazzo è Bentley. C'è un altro fatto da ricordare, ugualmente importante. Bentley aveva l'abitudine di fare le cose bene. Aveva conosciuto un ragazzo che lo aveva iniziato alle "arti nere". Quella notte, come dice Shakespeare, "ci fu una stella". Un piacevole sabato pomeriggio Lucian disse: "Sto per portarti a conoscere i Bloggs". "I chi?", disse il ragazzo minacciosamente. Presupponendo si trattasse di una locanda, seguì controvoglia l'amico. Nessun segno in cielo e in terra lo avvisò. Gli uccelli continuarono a cantare sugli alberi. Lui entrò. Non c'era nessuno. C'era una giovane ragazza incantevole con un vestito verde che "non approvava soluzioni catastrofiche ai problemi sociali del suo tempo".La seconda volta che si recò là, era seduto comodamente sul divano del salotto, quando, durante una conversazione, lei lo guardò dritto negli occhi e lui si disse in modo chiaro, come se lo stesse leggendo su di un libro: "Se dovessi avere qualcosa a che fare con questa ragazza, dovrei andare da lei in ginocchio, se parlassi con lei, non mi deluderebbe mai, se dipendessi da lei, non mi respingerebbe mai, se l'amassi, non giocherebbe mai con me, se mi fidassi di lei, non verrebbe mai meno alla sua promessa, se io mi scordassi di lei, lei non si dimenticherebbe mai di me. Potrei non vederla mai più". Tutto in un attimo, ma fu tutto detto. Ora sa quanto inoperoso, pigro e dispendioso è spesso stato, e quanto miseramente inadeguato è per ciò a cui è chiamato. Ci sono quattro ragioni per cui ringrazia sempre, prima ancora di sentirsi grato per la sua stessa vita: prima di tutto il suo Creatore, per averlo creato dalla stessa terra e averlo messo nello stesso mondo in cui si trova una donna come te. La seconda ragione è che, malgrado tutti i suoi difetti, non si è perduto dietro a strane donne. La terza, che ha provato ad amare ogni cosa viva: un'oscura preparazione per amare te. E la quarta… non ci sono parole per esprimerla. Qui termina la mia vita precedente. Prendila. Mi ha portato fino a te.


Inviato da iPad

Novantasei anni fa ieri, il nostro Gilbertone saltava lieto il fosso verso Roma...

Me ne sono ricordato oggi ma va bene lo stesso (vedere il nostro motto) - lo ripeto pressoché ogni anno, anche a proposito del compleanno e di altre illustri ricorrenze del Nostro... la testa è quella.

Avvenne a Beaconsfield, in quella che allora fungeva da chiesa cattolica, e cioè la sala dell'Hotel della Stazione Ferroviaria (Railway Station Hotel). Oggi non c'è più ma il luogo è noto. Noi ci siamo andati con un gruppetto di lieti e lungimiranti alunni, a Beaconsfield, lo scorso Aprile. Chi non va, non si renderà mai conto di tante cose.

Di quel giorno esiste traccia. Qui ce n'è. Il mio nome è Lazzaro, e io sono vivo, disse GKC.



Quando fu ammesso alla Prima Comunione, Gilbert fece una grandissima sudata, per l'agitazione e la contentezza. Lo racconta la Ward.

Grazie, Gesù, per questo dono di novantasei anni fa. Freschissimo di giornata come un ovetto col pulcino dentro! Non proprio un pulcino, però...

Marco Sermarini 


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Breve resoconto (in inglese) del nostro amico Stuart a proposito del Pellegrinaggio a Beaconsfield

Catholic Chesterton (@CatholicGKCSoc)


lunedì 30 luglio 2018

Un aforisma al giorno

"Sei ancora così imbevuto di superstizioni, così attaccato agli oscuri altari preistorici, da credere ai fatti? Non ammetti invece il valore di un'impressione immediata?".


Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

domenica 29 luglio 2018

Un aforisma al giorno

"Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata. A me sembra che i fatti indichino in tutte le direzioni, come i mille rami di un albero È solo la vita dell'albero che ha unità e si innalza, solo la linfa verde che sgorga, come una fontana, verso le stelle".

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

Highlights dal Pellegrinaggio a Beaconsfield!

The 8th Annual GK Chesterton Walking Pilgrimage was a huge sucess. Thanks to all of the members of the GKC Cult who were able to walk the walk or ever attend Mass in the middle of nowhere. Now please say the prayer; 







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venerdì 27 luglio 2018

Il mio vicino d’ombrellone si chiama … G. K. Chesterton! Buone letture cattoliche per l’estate | Radio Spada




Il mio vicino d'ombrellone si chiama … G. K. Chesterton! Buone letture cattoliche per l'estate

a cura di Luca Fumagalli
Una selezione di cinque romanzi del grande G. K. Chesterton da leggere comodamente sotto l'ombrellone. Si tratta di una scelta personalissima; del resto qualunque libro della vastissima bibliografia chestertoniana meriterebbe di essere conosciuto e meditato!
Il Napoleone di Notting Hill
Che cosa accadrebbe se il re d'Inghilterra venisse eletto tramite un sorteggio? E se a essere sorteggiato fosse un bislacco funzionario governativo in frac, Auberon Quin, dotato di un sulfureo senso dell'umorismo e di un gusto particolare per l'epoca feudale? Re Auberon conferisce ai quartieri di Londra la dignità di città-stato e un ragazzo dai capelli rossi di Notting Hill, Adam Wayne, prende talmente a cuore le burle del re che per contrastare il progetto di una strada che attraversa il suo quartiere scatena una vera e propria guerra con gli altri boroughs londinesi. L'unico modo per sconfiggerlo sarà affrontarlo sul suo stesso terreno. Con il suo spirito incline al paradosso e all'ironia, Chesterton imbastisce una farsesca allegoria sulla condizione dell'uomo, costretto a domandarsi se il mondo è uno scherzo di Dio e se lui deve stare al gioco seriamente, oppure scherzare, a sua volta, fino alla morte.
Il poeta e i pazzi
Chi è il poeta e chi il pazzo? È, il poeta, un genio dell'immaginazione sempre in bilico sull'orlo della follia o piuttosto è il pazzo a esplorare la dimensione poetica dell'esistenza ai confini della ragione? Una raccolta di otto racconti, che hanno come protagonista Gabriel Gale, poeta-detective a caccia di ambigui criminali, figure bivalenti macchiate dal reato ma a loro volta vittime della pazzia. Ma lo stesso Gabriel, investigatore della mente umana, risolve i misteri lottando contro la ragione. Egli è, infatti, anche un poeta, è un artista, e in lui la razionalità lascia spesso il posto all'immaginazione. Come un funambolo cammina sulla corda tesa sopra l'abisso che separa sanità e pazzia, realtà e menzogna, per far scoprire al lettore che la soluzione più semplice, la più logica, non è mai quella giusta. Perché anche la ragione, a ben guardare, troppo spesso si rivela una trappola.
Il ritorno di Don Chisciotte
Ne Il ritorno di don Chisciotte, Chesterton trasforma un bibliotecario nella riedizione del don Chisciotte di cervantesiana memoria, regalando, a questo nuovo paladino dell'idealismo e dell'altruismo, una simpatia che il personaggio di Cervantes non ebbe. Lo seguirà nel suo peregrinare la personificazione dell'uomo altruista, Douglas Murrel, novello Sancho Panza e straordinario personaggio letterario. Michael Herne è il bibliotecario di Seawood Abbey, dimora da lord Seawood. Quando Olive Ashley decide di mettere in scena la commedia Blondel il Trovatore, il timido bibliotecario è coinvolto nella piece teatrale. Inizialmente l'insicuro bibliotecario si dimostra refrattario al gioco delle parti, ma rimane poi vittima delle suggestioni della commedia. Capisce quindi d'aver trovato nel ruolo recitato il suo vero io. Rifiuta così di togliere il costume di scena, muovendosi e pensando come un uomo medioevale.
Il club dei mestieri stravaganti
Sei storie di delitti in cui in realtà non viene commesso nessun delitto. Le apparenze sono sinistre; il mistero agli inizi della vicenda è dei più cupi e inquietanti; l'evidenza dei fatti sta lì a indicare che una mente criminosa è al lavoro o ha già condotto a termine il lavoro. Lo sviluppo della vicenda non fa che confermare i peggiori sospetti del lettore. Lo scioglimento, infine, si incarica di smentire quelle apparenze, quei "fatti" con un umorismo sentenzioso, ammonitorio. Esso ci avverte ogni volta che l'immaginazione umana può essere più bizzarra e ingenua di quanto pensiamo. Per un tale genere di detective story occorreva un detective molto speciale: Basil Grant, personaggio improbabile e grandioso, invenzione chestertoniana delle più felici. E un ex giudice, allontanato dalla scranna per manifesta pazzia, e che ora vive felicemente in una soffitta senza provare il bisogno di andare in società. La pazzia è il suo metodo investigativo e preferisce di gran lunga l'intuizione alla deduzione. Scarta "i fatti" come elementi essenzialmente fuorvianti. È il perfetto campione, insomma, di queste storie stravaganti e beffarde, un impeccabile anti Holmes, che si aggira, svagato e sornione, per una Londra sterminata e fosca, in cui il crimine sembrerebbe di casa, mentre non lo è affatto.
Uomovivo
Uomovivo è uno dei più complessi e affascinanti romanzi della letteratura inglese. Narra la storia del fantastico Innocent Smith, il debordante e incredibile protagonista che in un caldo pomeriggio estivo irrompe nel giardino del piccolo cottage, che è casa Beacon, sospinto da un vento turbinoso. Annunciato da un panama bianco e da un ombrello verde sospinti con le foglie nel giardino della pensione della taciturna signora Duke, Innocent plana col suo vestito verde da vacanziere al cospetto di tre giovani uomini, il dr. Warner, l'irlandese Michael Moon e Artur Inglewood, impegnati in una discussione su un bizzarro e delirante telegramma. L'omone esordisce e persevera in comportamenti inconsueti, irrazionali e incomprensibili, che lo trasformano agli occhi dei villeggianti in un pericoloso individuo. Subirà quindi un bizzarro "processo casalingo", dove le orribili accuse che gli verranno pregiudizialmente mosse, sono quelle di tentato omicidio, omicidio, furto con scasso e bigamia. Nelle vesti di mite imputato, Innocent si lascia docilmente processare. Alla fine, l'avvocato difensore smonterà tutte le accuse, svelando ai presenti il senso stesso del nome del suo straordinario cliente: Uomovivo.

Cattolico, classico e inglese: il senso di Belloc per la Storia - da IlGiornale.it - con una chiosa...

Bell'articolo (si parla anche di Old Thunder, ed è la prima volta che lo sento apostrofare così in Italia, bene), a parte le asserite simpatie dei nostri due eroi per Action Française e fascismo, storicamente e filosoficamente inesistenti (basta leggere le loro opere e non si potrà dire così).
Non le dite queste cose, perché non sono vere e non sono messe così, e poi ci si attaccano tutti gli stracciavesti noti e meno noti che non conoscono i due e li bollano come fascisti, che non erano. Punto.
I due non erano di destra e neppure di sinistra (categorie non cristiane, che mutiamo da altri sistemi, che non ci appartengono e non ci interessano) e neppure di centro, per cui nessuno degli attuali politici in giro per il mondo ne potrebbe rivendicare il possesso, ammesso che in astratto si possa fare…
Non erano nemmeno conservatori e neppure progressisti.

Rilassatevi! Erano dei nostri! Erano distributisti come lo siamo noi!!! E come disse Chesterton è giunta la nostra ora perché non abbiamo ancora parlato, e dico io: parliamo, parleremo, ci siamo. Sono gli altri che stanno scomparendo come dinosauri.

Per il resto è un bell'articolo, con rispetto parlando.

giovedì 26 luglio 2018

La lettera che mons. Robert Barron ha spedito a mons. Peter Doyle per appoggiare la causa di beatificazione di Chesterton

Bishop Peter Doyle,
As you may know, last year I produced an hour-long documentary on Chesterton for my Pivotal Players film series, which has already been seen by hundreds of thousands of people. Including Chesterton was an easy choice. I consider him a "pivotal player" because he's one of the most sparkling and effervescent figures in the great Catholic tradition. He embodies the wealth and capaciousness of Catholicism. Whenever someone suggests the Faith is something cramped, crabby, and puritanical, I encourage him to read even one paragraph of Chesterton.
For years, I've appreciated his love for paradox. I've enjoyed his puns, plays on words, and surprising reversals. I've read many of his books, with each experience like opening a bottle of champagne: intoxicating, sparkling, and rare.
Yet it's not just his style I admire; his effectiveness as an evangelist is what makes him uniquely compelling. His joyous, confident expression of orthodoxy remains an antidote to the prevailing skepticism, materialism, and cynicism of our time. He embodied the New Evangelization decades before that movement received its name.
I'm convinced G.K. Chesterton is a saint, and should be formally recognized as one. I ask for his intercession often. Over the years, I've especially requested his prayers for the media work of my Word on Fire ministry. Chesterton has a strong following among our Word on Fire staff, and he's been an important friend and touchstone for our movement....
But why is now the right time for his cause to move forward? First, I think, because as the world becomes increasingly secular—especially the West—Chesterton offers a healthy engagement with skepticism. He never smeared his opponents, never exchanged fire for fire, never used vulgarity. He loved his intellectual opponents and counted atheists among his closest friends (e.g., Shaw). We've lost the art of charitable religious argument, of "speaking the truth in love" (Eph 4:15), and Chesterton can help us recover it...
Finally, I don't know anyone who better exemplifies the evangelium gaudium, the joy of the Gospel so championed by the Holy Father. The sheer exuberance of his life hearkens back to Irenaeus: "the glory of the God is a human being fully alive." Chesterton was and remains fully alive, and at a time when many Christians seem defeated and uninspired, we need his bubbly joy about the Gospel, his verve and excitement to proclaim the uniqueness of Christ...
I hope that in my lifetime, we see G.K. Chesterton formally recognized for his heroic life and virtue. He doesn't need that title, but we need him. I believe he's a saint, and I offer my full support for his cause.
Peace,
Bishop Robert Barron
Auxiliary Bishop of the Archdiocese of Los Angeles 

Chesterton, la sostanza della fede - Cortina d'Ampezzo, 2 Agosto 2018


Un aforisma al giorno (a proposito di Humanae Vitae)

Uno standard morale deve rimanere lo stesso o non è uno standard morale.

Gilbert Keith Chesterton, Child's History of England, in Appreciation and Criticism 
of the Works of Charles Dickens

Father Brown writer GK Chesterton 'could be ideal saint' - BBC News

https://www.bbc.com/news/uk-england-northamptonshire-44361067

mercoledì 25 luglio 2018

Un aforisma al giorno (verissimo)

Educazione è una parola come "trasmissione" o "eredità"; non è un oggetto ma un metodo. Deve essere la trasmissione di certi fatti, opinioni o qualità, all'ultimo bambino nato.

Gilbert Keith Chesterton, The Truth about Education

Sabato 28 Luglio 2018 l’8^ Pellegrinaggio a Beaconsfield

Sabato 28 Luglio 2018 dalle ore 7.30 si terrà l'8^ Pellegrinaggio Annuale a Beaconsfield sulla tomba di GK Chesterton in occasione del 96º anniversario della sua conversione.
Organizza il nostro amico Stuart McCuollogh con Santa Messa alla partenza dal Bridgettine Convent, Fulmer Common Road, Iver, SL0 0NR.
Potete mandare le vostre richieste di preghiere al nostro amico Stuart che potete trovare su Facebook. È facilmente riconoscibile, il suo profilo è contraddistinto dal dragone gallese! Sarebbe bello se qualche italiano partecipasse…

I Gruppi Chestertoniani Veronesi ci invitano al tradizionale Falò di fine Luglio!

Falò del 29 luglio 2018 sul Monte Cavro a Quinzano – Verona
Ore 18,30 - 19 Partenza 
Ore 19,30  Arrivo sul Monte Cavro (190 m. slm) e cena al sacco.
Ore 20  Accensione del falò
            lettura di brani di Chesterton: quello solito da Eretici
            e poi quello allegato tolto da Politica e commentato dai presenti.
           snudamento delle spade
           taglio e degustazione del formaggio
           distribuzione del rum
           spegnimento del fuoco.

ore 22 o 23 al più tardi ritorno a casa
           fumata finale del sigaro nel giardino

Per informazioni contattare il grande Roberto Prisco detto Rob sul sito www.chesterton.it

Un aforisma al giorno

Quello di cui mi lamento ora è che lo Stato, essendo una piccola e pericolosa plutocrazia, è diventato l'organo di un potere anormale e impopolare, e tende a interferire non con i nemici del popolo, ma semplicemente con il popolo. [...] Si tratta di riformare le persone.  E il popolo deve essere riformato non nel senso in cui ogni uomo sa molto bene che ha bisogno di essere riformato, ma nel senso di essere formato di nuovo come quello che chiamerebbe una deformità. Il cittadino comune deve essere trasformato [...] nell'immagine di qualcosa che esiste solo nell'immaginario di un milionario pazzo. È qualcosa per cui ha solo il potere di lavorare perché è un milionario [...] In altre parole, il potere del governo non è usato per punire i ricchi per aver fatto ciò che tutti pensano male, ma è usato per punire i poveri per aver fatto ciò che quasi tutti pensano giusto. Chiunque lo desideri può definire la mia obiezione a questo punto un'obiezione a qualsiasi tipo di governo.  Ma dovrei chiamarla un'obiezione al tipo di malgoverno peggiore [...].

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 15 novembre 1924 

martedì 24 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Il cervello umano è una macchina per arrivare a delle conclusioni; se non ci arriva è arrugginita.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Un aforisma al giorno

La prossima grande eresia sarà semplicemente un attacco alla moralità; e soprattutto alla moralità sessuale. Viene dall'energia vivente esultante dei ricchi decisi finalmente a divertirsi... La follia di domani non è a Mosca, ma molto di più a Manhattan.

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 19 Giugno 1926

Una Chiesa insicura non genera speranza - La Nuova Bussola Quotidiana

Una Chiesa insicura non genera speranza - La Nuova Bussola Quotidiana

Una Chiesa insicura non genera speranza

di Peppino Zola

Come diceva Chesterton: «Non abbiamo bisogno di una religione che sia nel giusto quando nel giusto siamo anche noi. Ciò che ci occorre è una religione che sia nel giusto anche quando noi siamo nell'errore».

In questi giorni sto rileggendo un libretto di K.G.C. intitolato "La Chiesa Cattolica e la conversione", in una vecchia edizione della Morcelliana, nel quale l'autore descrive le ragioni della sua definitiva conversione al cattolicesimo. Caratteristica del genio è quella di parlare e scrivere anche per il futuro: ed infatti, quanto ho letto appare ancora attualissimo rispetto alla situazione del cattolicesimo di oggi (come appare attualissimo il giudizio che 60 anni fa dava don Giussani circa la situazione del cristianesimo).

Nella parte finale del suo libro, G.K.C. così scriveva: "La Chiesa cattolica è la sola capace di salvare l'uomo dallo stato di schiavitù in cui si troverebbe se fosse soltanto il figlio del suo tempo. L'ho posta a confronto con le religioni nuove, ed è esattamente qui dove essa differisce dalle nuove religioni: queste sono, sotto molti riguardi, adatte alle nuove condizioni, ma sono adatte soltanto a queste. Una volta che tali condizioni, entro un secolo o due, siano mutate, i punti sui quali esse unicamente insistono avranno perduto ogni importanza. Se la fede ha tutta la freschezza di una religione nuova, essa possiede anche la ricchezza di una religione antica, e specialmente ne contiene le riserve. Sotto questo riguardo, la sua antichità è di per sé un grande vantaggio, e specialmente grande allo scopo di rinnovellare e mantenere giovani".

E più avanti annota: "La Chiesa cattolica ha il corso dei secoli a sua disposizione, e può far avanzare un'epoca a sostegno di un'altra. Per aggiustare l'equilibrio del mondo nuovo può mettere in azione l'antico. E' vero che le religioni nuove sono adatte al mondo nuovo, e questo è il loro difetto più grave….Non abbiamo bisogno di una religione che sia nel giusto quando nel giusto siamo anche noi. Ciò che ci occorre è una religione che sia nel giusto anche quando noi siamo nell'errore".

Mi scuso per questa lunga citazione, ma essa mi sembrava necessaria per capire fino in fondo il pericolo che stiamo vivendo (ogni epoca espone i cristiani ad un pericolo, nei confronti del quale occorre testimonianza e giudizio). Vedo molti laici, preti, vescovi e cardinali cattolici (questi ultimi soprattutto del nord Europa), che mi sembrano ossessionati dalla preoccupazione, espressa in buona fede, di rendere appetibile la Chiesa agli appetiti del momento, mentre la Chiesa rimane appetibile proprio perché è una roccia su cui ogni piede, in ogni epoca, può posarsi con sicurezza.

Una Chiesa insicura non può generare speranza. Sinceramente, devo dire che che l'atteggiamento appena descritto mi sembra patetico, anche se munito di buone intenzioni. Il problema non è quello di annacquare la grande tradizione per cercare di renderla più comprensibile all'uomo di oggi. Ancora una volta, il problema è educativo, nel senso che consiste nello spiegare le ragioni di questa tradizione. A me, allora lontano dalla Chiesa, mi è capitato di avere un incontro con una persona e con una comunità che, con parole a me comprensibili, mi hanno buttato in una esperienza nuova e mi hanno spiegato la grandezza della storia della Chiesa. Oggi vedo molti cattolici preoccupati solo di sottolineare i supposti errori storici della Chiesa, piuttosto che spiegare la saggezza eterna di una esperienza che è strana, perché è insieme umana e divina.

Sono un povero laico battezzato e convertito, ma oso dire che i cardinali tedeschi dovrebbero spiegare il significato delle parole di Gesù e della Chiesa circa il matrimonio e la famiglia, piuttosto che confondere il popolo per rendersi simpatici ai pochi fedeli divorziati che vorrebbero accedere alla comunione (spiegando magari il significato profondo della stessa parola "comunione"). Se spiegata con convinzione questa grande tradizione, la Chiesa tornerebbe ad essere più appetibile e più comprensibile. Invece, annacquando la tradizione, le chiese si stanno svuotando, come capita in misura clamorosa proprio in Germania (e non solo).

Insomma, i cattolici devono tornare ad avere il coraggio di testimoniare e affermare con carità il giusto, anche quando l'uomo ateo di oggi approfondisce il proprio errore.

Personalmente, sarò grato fino alla morte a chi, di fronte alle mie obiezioni, ebbe il coraggio di non annacquare la verità e la storia della Chiesa, ma di farmi capire come la Chiesa fosse nel giusto: la sguardo a questa certezza ha provocato (aiutato dallo Spirito) la mia conversione, perché mi ha fatto capire che le mode per le quali ero "lontano" erano fatue. Ed infatti, dopo 60 anni non ci sono più (anche se ce ne sono altre, a cui non inchinarsi).



lunedì 23 luglio 2018

Letters: GK Chesterton stepped aside for Compton MacKenzie | The National


Letters: GK Chesterton stepped aside for Compton MacKenzie

Whisky Galore writer Compton MacKenzie was rector of University of Glasgow from 1931 to 1934

I READ with great interest Professor Joseph Farrell's Essay on the influence of Scotland on the English writer GK Chesterton in which he argues – correctly in my view – that GKC, though he could be classed as an "English nationalist", nevertheless simultaneously respected "the reality of the independent nationalities under the British Crown" (A Fine Romance, July 9).

I also agree with the professor's view that Chesterton's allegorical novel, The Napoleon of Notting Hill "can be read as a parable, however quixotic, of the value of small nations", though I would add "as of their democratic rights".

As additional evidence I would cite Chesterton's albeit peripheral role in the 1931 Glasgow University rectorial election. He himself had been asked to stand as a candidate by the Glasgow University Distributist Club – founded circa 1930 largely by my own father, the late John Bayne, as it happens.

But on hearing that the also recently founded GU Scottish Nationalist Association (GUSNA) (1927) had already nominated his fellow writer, fellow alumnus of St Paul's School, Westminster and fellow Roman Catholic "convert" Compton MacKenzie for the post, Chesterton immediately declined the Distributist invitation and went on to recommend at a well-attended public meeting in the Glasgow University Union that his supporters should instead vote for MacKenzie – who was subsequently elected as the first Scottish nationalist rector of any Scottish university with the Tory, Liberal, Labour, and New Party (Sir Oswald Mosley) candidates all trailing in that order.

Mosley, who later founded the British Union of Fascists, only attracted a derisory 21 votes.

A footnote to the 1931 rectorial election campaign occurred in 1950 when the student nationalist leader in 1931, none other than "King" John MacCormick (a founder member of both the National Party of Scotland (1928) and the SNP (1934) and in the post-war years of the cross-party home rule pressure group the Scottish Covenant Association) was himself elected rector as GUSNA'S candidate – with the support also, I understand, of the GU Distributist Club.

A decade or so later during my own student days in 1962, the GU Distributist Club of which I was by then an office-bearer supported the albeit less successful candidacy of Dr Robert MacIntyre, who back in 1945 had been the first SNP MP to be elected to Westminster. He nevertheless took a perfectly respectable second place behind the African Nationalist candidate ex-Chief Albert Lutuli, sponsored by the Liberal and Labour Clubs and well ahead of the Tory candidate and future Prime Minister Edward Heath, who came bottom of the poll.

Ian O Bayne
Glasgow

MORE than 30 people from all over Scotland met in Edinburgh on a sunny Tuesday evening to listen to Madeleine, a young student from Nicaragua, introduced by local film script writer Paul Laverty.

After hearing Paul, who had worked in the 1980s as human rights observer for Scottish Medical Aid for Nicaragua, describe the important gains of the early Sandinista revolution such as literacy and free elections in 1984, they heard Madeleine described the details of the murderous Daniel Ortega regime since April 18. The Orteguista national police, helped openly by hooded, motorised paramilitary death squads, have killed 300-400 mostly young Nicaraguan people.

When answering some questions Madeleine pointed out that most of the victims had been the children and grandchildren of Sandinista veterans and their demands now were for the president to stop the mass murder, and to step down immediately allowing an interim government to oversee immediate elections.

She brought the audience up-to-date with more than 30 killings two days ago in Carazo near the capital Managua.

There will be a practical solidarity meeting at 7pm on Thursday, July 19 in rooms at St Augustine United Church, George IV Bridge, Edinburgh.

Norman Lockhart
Innerleithen

WEE Ginger Dug provides an excellent summation of the problems that face the citizens of Scotland every year (End the annual shame of Orange Order marches, July 11).

As much as the Orange Order have human rights, so do the ordinary people of Scotland.

I will be honest, up until Saturday I gave them the benefit of doubt, but not any more.

Their behaviour has gone way over the top and was an utter disgrace, but instead of condemnation the Orange Order came away with their "it wisny us,the Canon shudny huv come oot and antagonised us poor wee souls." Utter tripe in my opinion.

If these bigots wish to be civilised then they can play to their hearts' content just as long as they are miles away from any city.

Their times is up, and good riddance to bad news.

Tony Hendrix
via thenational.scot

St. Gilbert? In Coming Weeks, the Fate of G.K. Chesterton Will Be Known


St. Gilbert? In Coming Weeks, the Fate of G.K. Chesterton Will Be Known

Is the process of canonization about to start for the British writer?

Is he or is he not on the road to being canonized?

In the coming weeks, the fate of Gilbert Keith Chesterton will be known.

Soon, all eyes will turn upon Canon John Udris as he presents his written report to the bishop of Northampton, England, with, thereafter, a decision being made.

For the past five years, Canon Udris has been the man tasked by Bishop Peter Doyle to explore whether Chesterton was a saint. Before embarking on this latest investigation, Canon Udris was already well-acquainted with the life and writings of the author, not least because the cleric had been the parish priest of Beaconsfield, the English town approximately 25 miles northwest of London, where Chesterton lived with his wife, Frances, from 1909 until his death in 1936.

Beaconsfield is also the reason why the Catholic Diocese of Northampton is involved. It is within its boundaries that that town lies, and it is in the town's cemetery where Chesterton's grave is found.

To be clear, Chesterton has not cleared the first hurdle of the process necessary to declare someone a saint. Currently, the ongoing preliminary investigation revolves around simply what Chesterton's contemporaries thought of him — did they sense sanctity in the writer?

Needless to say, Canon Udris has spent many hours browsing over records, press reports and Chesterton's countless works, papers and notebooks in the British Library and elsewhere. Letters to the author's wife shortly after Chesterton's death have been especially important in establishing the immediate response to that news and people's then-unfiltered views of the writer.

It would be fair to say Chesterton remains a giant in English Letters, and even more so a towering figure in today's Catholic literary world. The debate about his sanctity may be of great significance to the Church in general, but to Catholic writers, it is of particular significance.

In his lifetime, Chesterton was a controversialist. So, perhaps not surprisingly, there have been voices raised in favor and against this proposition of canonization. Both sides claim to be devotees of the author's work; both sides claim to have Chesterton's legacy to the fore in arriving at their differing positions.

The Case for the Prosecution

There are two main objections raised against the cause of Chesterton going forward.

The first is the most straightforward. In short, there is no local "cult," or following.

As Canon Udris told the Register, "An unusual aspect about this potential cause is a distinct lack of local cult, though a similar thing could be said about Newman until relatively recently. But this is certainly changing."

There are many who admire Chesterton the writer, the stylist, the literary character — but this is not the same as a cult around his holy intercession.

Canon Udris remembers that, in all his years in Beaconsfield, many would come to his presbytery door asking directions to the grave of Chesterton or where to find the house he shared with Frances. Invariably, those asking these questions would be doing so in North American accents. Father Udris remembers one priest visiting from the United States prophesizing that Chesterton's "tomb shall be a sacred shrine for many an American."

Unlike North America, though, in England today Chesterton is chiefly remembered as the creator of the Father Brown stories and little else. Some literati would recognize Chesterton as a great stylist of the early 20th century, but even they are a minority.

The recent news reports of a possible declaration on Chesterton's process being opened was met with some amusement in the British press, but not much else, as he is no longer a household name. Any resultant debate about his possible canonization has occurred within the world of Catholic journalism. The main bone of contention being that Chesterton's cause cannot, must not, advance, due to the writer's alleged anti-Semitism.

Whereas the first problem with the Chesterton cause, lack of local cult, is a local issue, the other accusation is a universal one that will spark debate and reaction from quarters not normally interested in the cause of saints.

Writing in The Daily Telegraph, journalist Melanie McDonagh pointed out, "For the Catholic Church to declare someone a saint says something about the Church as well as about the individual concerned. And if the bishop of Northampton has any sense, he'll park the matter of G.K. right there. Because Chesterton, for all his merits, was anti-Semitic."

She goes on to add, "[Chesterton] felt that Jews were fundamentally not English, that Judaism mattered more to them than the countries where they lived."

She concludes, "This view, which Chesterton articulated before the Holocaust, was most fully expressed in his hair-raising suggestion that Jews in public life should wear Oriental dress, by way of reminder that they were not really English. It's not acceptable, not now, not then, for a man, no matter how great in other ways, to be declared a saint who says as much. It is a flaw which all his other merits cannot put right. Canonizing him would be, to put it mildly, impolitic."

The Case for the Defense

There are many Catholic writers influenced by Chesterton — some more so than others. A number have been converted to Catholicism or had their conversion process started by reading Chesterton's work.

Take, for example, Joseph Pearce, writer and broadcaster, who penned a biography of Chesterton in 1990s.

Speaking to the Register, Pearce sees no problems with the ongoing process of investigation or what it may turn up: "I'm delighted that Chesterton's cause might be opened, not least because he is indubitably the most eloquent defender of the faith since Newman."

Pearce is not concerned about any potential fallout from this process, saying, "I doubt that Chesterton's cause, should it be opened, will alienate many readers. Non-Catholic readers of Chesterton are already aware of his vibrant Catholicism; on the other hand, many Catholics who have not read Chesterton will be more likely to do so were his cause to be opened."

From a personal perspective, Pearce added, "Chesterton, under grace, was the most important influence on my conversion to Catholicism. As such, I have an unpayable debt of gratitude to him."

It is worth remembering that that journey of which Pearce speaks began when he was in a London prison cell, as he was then a leading force in far-right extremism. Pearce points to Chesterton's work as helping him move away from his then-prejudices.

Another witness for the defense is also a writer whose conversion process was influenced by Chesterton.

Dawn Eden Goldstein, bestselling author and a Jewish convert, told the Register, "I credit Chesterton's novel The Man Who Was Thursday with sparking my conversion. With its powerful treatment of the meaning of suffering, it opened me up to an understanding of what Christian faith is about."

Goldstein sees a bigger picture than just that of a process initiated by an obscure English diocese.

"G.K. Chesterton was in many respects a great witness for the faith, so I have no objection to his cause being opened," she said. "That said, there are questions concerning whether his writings and way of life as a whole displayed the heroic virtue required for sainthood. The canonization process will necessarily entail an investigation into those questions."

For Goldstein, the whole process is one of faith, both Chesterton's and for today's Catholics.

"Given that formal canonization is generally considered to be an infallible act of the magisterium, I trust the process," she said. "The ultimate outcome is up to divine Providence." She added, "If Chesterton becomes a saint, it will be because God wants the faithful to see him as a model and to ask his intercession. If not, the beauty and wisdom of the best of Chesterton's writings will remain important for the Church."

So the defense could point to the "spark" of conversion from a former violent racist and a Jewish convert to Catholicism, both influenced by the pen of Chesterton. Given the claims against him, this is a paradox the Englishman would have relished.


On the subject of anti-Semitism, Canon Udris told the Register, "Let's be clear that if the alleged anti-Semitism can't be credibly countered, there will be no cause. It's an allegation he had to defend himself against in his lifetime. Yes, there are things he wrote that now make us wince. Yes, there are things that now sound offensive to us. But the more I read Chesterton, the more I see he could have no truck with any kind of hatred, except the hatred of ideas; eschewed those that espoused any kind of ethnic hatred. More than that, he sought to defend with his pen the victims of such ideas."

Further Concerns

Some Catholics have reservations about Chesterton the "saint" simply on account of that putting off potential readers or allowing the writer to be used in ways against the Church.

This is a concern shared by Dale Ahlquist, the president of the American Chesterton Society. Speaking to the Register, he said, "There are some who think that beatification will somehow make Chesterton smaller, make him the 'property' of the Catholic Church. There are others who don't know anything about Chesterton, but still manage to get him wrong: They portray him as an unrighteous man, a bigot, a lush, a glutton. They will use their misunderstanding to attack the Catholic Church. They are already alienated, but they will further alienate themselves. And there are those who have a very limited idea of what sainthood is, and they will be alienated because Chesterton breaks the mold." 

Whatever the decision on the sanctity of Gilbert Keith Chesterton, one thing is clear — his life and writings have already influenced many for good.

As Ahlquist explained, "Chesterton brought me to the Catholic Church. Along the way, I started a literary society, a school and a publishing company, all inspired by him. I've written five books on Chesterton. But the point is: He became a permanent friend, a happy daily presence in my life. He inspires me to be more patient with my enemies, more humble, more charitable. His eloquence is a great pleasure, his wit a great boost, and his certitude a great comfort."

As his investigation draws to a close, reflecting on his five years immersed in all things Chesterton, Canon Udris told the Register, "I have thoroughly enjoyed this journey. The protracted contact with G.K.'s words, ideas and influence has been such a blessing."

Register correspondent K.V. Turley writes from London.

This story was updated after posting.

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