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giovedì 16 luglio 2026

G.K. Chesterton e l’ombra di Lionel Johnson | Luca Fumagalli su Radio Spada.



Lionel Johnson (1867-1902) è stato uno dei poeti di maggior talento della stagione fin de siècle, apprezzato, tra gli altri, da W.B. Yeats, T.S. Eliot ed Ezra Pound. La sua esistenza tormentata, segnata dalla conversione al cattolicesimo ma anche dai problemi con l’alcol, terminò purtroppo anzitempo, impedendogli di raggiungere quel successo che avrebbe meritato. Sfrondati gli stereotipi da “minore” del decadentismo, di lui resta il tentativo di dare corpo a una proposta religiosa da contrapporre al cinismo dilagante, il cui miglior esempio è forse The Dark Angel, la sua lirica più famosa, una descrizione della sfiancante lotta contro i propri demoni privati.

Il resto in questo collegamento:




giovedì 18 giugno 2026

Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton: il primo degli investigatori in tonaca | Antonella Gonella su SoloLibri.it

 



Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton: il primo degli investigatori in tonaca


Il 14 giugno cadono i 90 anni dalla scomparsa di Gilbert Keith Chesterton, ma si celebra anche il compleanno di Padre Brown che compare per la prima volta nel racconto “La croce azzurra”, edito nel 1911. L'autore più prolifico del Novecento è dunque l'antesignano di una lunga serie di investigatori in tonaca, tutti amatissimi dai lettori: scopriamone insieme i più importanti.

martedì 7 aprile 2026

GK Chesterton is still going strong despite the naysaying | Il nostro Stuart McCullough sul Catholic Herald.

February 11, 2026.

This year saw the 150th anniversary of the birth of Gilbert Keith Chesterton in London’s Notting Hill on 29 May 1874.

It has been suggested that 150 years on from his birth, GK Chesterton has largely been forgotten. But so far this year we have seen Chesterton Conferences in the United States, Argentina, England, Croatia and Italy, with more to follow before the year ends, including at least one in Australia this November.

In 2014, Bishop Peter Doyle, the then Bishop of the Diocese of Northampton, asked Canon John Udris to make an investigation into whether the Cause for the Beatification of Gilbert Keith Chesterton should be opened or not.

Sadly, the bishop's subsequent decision in 2019 was not favourable. Bishop Doyle stated that he chose not to open the Cause for three reasons, while emphasising: "Firstly, and most importantly, there is no local cult."

On 27 July this year, the 14th annual GK Chesterton Walking Pilgrimage took place. A dozen or so pilgrims started outside Saint George's Anglican church, Notting Hill, where GK Chesterton was baptised as a child.

Il resto dell'articolo è qui:



Eccolo lì il nostro Stuart!!!

martedì 31 marzo 2026

Moor Eeffoc, il codice segreto della felicità | Mariano Tomatis sul suo sito.




A chi gli chiedeva come si diventa maghi, G.K. Chesterton (1874-1936) suggeriva di ispirarsi a David Copperfield. No, non a quello che ha fatto sparire la Statua della Libertà: Chesterton si riferiva al protagonista del romanzo di Charles Dickens (1812-1870).

Secondo Chesterton, la Londra ritratta nel libro di Dickens ha qualcosa in più di quella vera:

Questo è il segreto dell’inquietante realismo con cui Dickens riesce sempre a rivitalizzare gli angoli oscuri e grigi di Londra. Nelle descrizioni di Dickens ci sono dettagli – una finestra, o una cancellata, o la toppa di una serratura – in cui egli inietta energia vitale. In questo modo le cose sembrano più autentiche di quelle reali.

Il resto nel collegamento qui sotto:



domenica 1 marzo 2026

E guardate chi spunta dal discorso di Papa Leone XIV di ieri...? 😜

Ieri papa Leone XIV ha pronunciato un discorso alle comunità di quattro seminari spagnoli (Alcalà de Henares, Toledo, Cataluña e Cartagena) e dopo poche battute compare lui, il Nostro Eroe:

"(...) C’è una frase dell’autore Chesterton che può servire da chiave di lettura di tutto quello che vorrei condividere con voi: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza".

Il resto del discorso è qui sotto:


Grazie della segnalazione a Ciro Dell'Ova!



mercoledì 26 novembre 2025

Chesterton e la legge del cuore: giustizia, colpa e perdono nei racconti di Padre Brown | Daniele Onori sul sito del Centro Studi Livatino.



La narrativa poliziesca di G. K. Chesterton, e in particolare i racconti dedicati a Padre Brown, rappresenta una delle più acute meditazioni letterarie sul problema morale e giuridico della colpa. In un mondo dove la giustizia tende a identificarsi con la norma e la pena Chesterton reintroduce una dimensione etica e teologica: quella del perdono come verità più profonda del giudizio. Il prete-investigatore non applica un diritto positivo, ma incarna una giustizia del cuore, che nasce dalla comprensione del male e dall’empatia verso il colpevole.

La giustizia come enigma morale

L’universo di G. K. Chesterton si fonda sul paradosso: il bene si rivela spesso attraverso il male, la verità si nasconde dietro l’apparenza, e la legge, quando si riduce a mera regola esterna, tradisce la propria vocazione più profonda. Nei racconti di Padre Brown, la giustizia non è un atto burocratico, ma un enigma morale che chiede non solo di essere risolto, ma soprattutto compreso. E, se vogliamo dirla tutta, l’opera di Chesterton è un catechismo in forma di giallo: l’ordine dell’universo si svela nel disordine degli uomini.

I cinquantatré racconti di Padre Brown si distribuiscono in cinque volumi: L’innocenza, La saggezza, L’incredulità, Il segreto e Lo scandalo di Padre Brown che, più che una sequenza narrativa, rappresentano un itinerario morale.

Il resto nel collegamento qui sotto:




venerdì 31 ottobre 2025

Vico, Chesterton e la barbarie che ritorna (con i chierici armati di tablet) - di Rodolfo Granafei, da Il Sussidiario del 6 ottobre 2025.



La filosofia della storia di Giambattista Vico si rivela ancora oggi preziosissima per capire il presente. Lo capì bene Chesterton

Marcello Veneziani ha scritto un piccolo-grande libro (Vico dei miracoli. Vita oscura e tormentata del più grande pensatore italiano, Rizzoli 2023) su Giambattista Vico e, rivolgendosi prevalentemente ai non addetti ai lavori, ha cercato di restituire in modo leggibile, con una lingua che si spinge fino a qualche coloritura dialettale, non solo il pensiero ma la vita stessa del Napoletano, dall’infanzia agli studi e al suo lavoro di precettore presso una famiglia nobiliare – i Rocca – a Vatolla, alla conquista di una cattedra di retorica, al matrimonio, alla composizione del suo capolavoro – La scienza nuova – riscritto per tre volte e infine alla morte e ai funerali, occasione di conflitto all’interno dell’università.

(...)

Abbiamo un testo perfetto che ci consente di comprendere grazie a un poeta-teologo come funziona il rapporto tra corso storico e ricorso della barbarie. Si tratta de La ballata del cavallo bianco (Raffaelli, 2013) di G.K. Chesterton, che racconta poeticamente la storia di Alfredo il Grande e della sua incredibile vittoria sui Danesi, che fondò l’Inghilterra.

Il resto qui sotto:





mercoledì 8 ottobre 2025

Maria Grazia Gotti ci segnala: Vico, Chesterton e la barbarie che ritorna (con i chierici armati di tablet) - da Rodolfo Granafei, Il Sussidiario, 6 ottobre 2025.



Ciao, Marco, buon pomeriggio.

Come stai?

Ti segnalo che il Sussidiario ha pubblicato questa interessante recensione di un libro di Marcello Veneziani su Gianbattista Vico in cui l'autore vede una esemplificazione della la sua teoria dei corsi e ricorsi storici nella Ballata del Cavallo bianco di Chesterton, laddove re Alfred profetizza il ritorno dei barbari. 

Interessante

ciao

Maria Grazia Gotti




giovedì 28 agosto 2025

Monumento a Chesterton, lo scrittore che poteva essere Kafka ma optò per la felicità | Andrea Corsi su Pangea.

Qui muore un altro giorno
Durante il quale ho avuto occhi, orecchie, mani
E il grande mondo tutto intorno; e domani
Ne inizia uno nuovo. 
Possibile ne possa avere due?

G. K. Chesterton,  “Sera”, da The Notebook


Scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nelle sue lezioni di Letteratura inglese, in “Accenni ad alcuni contemporanei” (come ha spiegato Gioacchino Lanza Tomasi, suo figlio adottivo, lezioni meno “collettive” di quanto si pensi – per lo più scritte e “adoperate soltanto per [Francesco] Orlando, e lette clandestinamente da me in blocchi che mi venivano forniti da Giuseppe sotto la consegna del silenzio”):

“Gli inglesi passano, a giusta ragione, per essere un popolo silenzioso. Però essi hanno prodotto, nel nostro secolo [ventesimo, ndr], quattro dei più grandi e inesauribili conversatori che siano esistiti: Chesterton, Wells, Huxley e Shaw, massimo fra tutti. E intendo dire conversatori non solamente verbali ma gente cui le chiacchiere chilometriche scambiate fra amici non bastano: gente che è stata costretta a scaricare in migliaia di pagine le chiacchiere ancora inevase. A questa favolosa possibilità di chiacchierare, in salotti e in libri, essi dovettero la immensa popolarità che li circondò perché essa dovette apparire come una dote magica a quel popolo taciturno, tanto più che erano chiacchiere di valore, nutrite di cognizioni vastissime e condite dell’humour più genuino. […] ‘Vi è un tempo per parlare e un tempo per tacere.’ Questo enunziato di saggezza salomonica restò loro incomprensibile sulla terra; speriamo che nei Campi Elisi abbiano trovato il tempo del silenzio; speriamolo, voglio dire, per gli altri ché per loro il dover tacere equivarrà all’inferno.”

Il principe di Lampedusa si soffermava sorprendentemente su uno di questi “super-campioni della polemica”, Gilbert Keith Chesterton (1874 – 1936), il “poeta che danza con cento gambe”:

Il resto nel collegamento qui sotto: 

https://www.pangea.news/chesterton-ritratto/




venerdì 10 gennaio 2025

Una recensione di dieci anni fa del William Blake di Chesterton | Viola Papetti su Il Manifesto.



Il più amato dei cattolici inglesi è G.K. Chesterton, anche il più vivace e gioioso (Cecchi) – il meno amato è Hopkins, il più grande poeta vittoriano, ancora oggi rimproverato per la sua drammatica vestizione da gesuita. Un confronto tra GKC e Shakespeare su Wikipedia dà la misura della loro fama. La voce su Shakespeare di poco è più lunga, ma per ovvie ragioni. Comunque Chesterton lo aveva previsto: «Shakespeare è così grande che nasconde l’Inghilterra» aveva detto un secolo fa. I suoi scritti occasionali sul teatro shakespeariano sono stati raccolti e prefati da Dale Alquist, The Soul of Wit. G.K. Chesterton on William Shakespeare, una raccolta di diseguale interesse perché troppo allargata, ma in cui brillano tre o quattro saggi memorabili.

Il resto è qui di seguito:

https://ilmanifesto.it/il-blake-di-chesterton-un-cockney-dalla-linea-secca


giovedì 9 gennaio 2025

Cornelius Hell ha prodotto altri podcast per il 150°...

Cammin facendo (misteri dei motori di ricerca...) ci siamo accorti che Cornelius Hell e la ORF hanno dedicato altri tre podcast a Chesterton in occasione del centocinquantesimo anniversario della sua nascita, oltre a quelli che abbiamo presentato nei giorni scorsi. Li trovate nei collegamenti qui sotto:

27 maggio 2024

“Gli enigmi di Dio sono più soddisfacenti delle soluzioni degli uomini”.

"Quando vado sulla mia libreria per vedere quali opere di Gilbert Keith Chesterton ci sono, la prima cosa che mi capita tra le mani è il volume “Nuove storie di Padre Brown”.

https://religion.orf.at/radio/stories/3225071/

28 maggio 2024

Gli enigmi di Dio

“Si può capire se una religione è buona dal fatto che si possano fare battute su di essa”. Questo test dello scrittore e giornalista inglese Gilbert Keith Chesterton mi convince molto".

https://religion.orf.at/radio/stories/3225072/

31 maggio 2024

Orgia e Sacramento

"C'è una cosa che mi affascina di lui: la sua difesa dell'uomo comune, dei «comuni mortali», come dice la traduzione. Mi piace questa espressione forse antiquata perché mia madre amava usarla per sé e per noi".

https://religion.orf.at/radio/stories/3225074/





mercoledì 8 gennaio 2025

Ancora Cornelius Hell su Chesterton, stavolta sul Giovedì.

Come vi abbiamo mostrato ieri, la Radiotelevisione Austriaca è tornata più volte sul centocinquantenario della nascita di Chesterton, e lo ha fatto attraverso i commenti di Cornelius Hell, critico letterario austriaco, che ha firmato anche il podcast che trovate nel collegamento in basso nel post, andato in onda il 1 giugno 2024 con il titolo "L'Agente Giovedì". Il critico non nasconde la propria ammirazione per Chesterton e per il suo singolare romanzo autobiografico L'Uomo che fu Giovedì

Qui di seguito ci permettiamo di proporvi un brevissimo estratto della trascrizione con una nostra rapida traduzione:

"Percezione e verità

Chesterton, nato 150 anni fa, è stato un diagnosta dei tempi da cui possiamo imparare ancora oggi. Già nel 1931 polemizzava contro la convinzione che i nuovi mezzi di comunicazione avrebbero unito le persone di tutto il mondo. Anche nei suoi romanzi, saggi e racconti, l'autore analizza a fondo le filosofie e le scuole di pensiero moderne e il suo stile, che ama il paradosso, è accattivante. Per me, tuttavia, la sua opera più sorprendente e lucida è il romanzo “L'uomo che fu giovedì”. In questo “incubo”, come recita il sottotitolo, un agente segreto della polizia londinese si unisce alla cospirazione mondiale anarchica e, poiché ogni membro ha il nome di un giorno della settimana, viene eletto nel consiglio centrale anarchico come “Giovedì”. Ma a poco a poco i membri scoprono di essere tutti agenti di polizia, tranne il presidente, il gigante Domenica. Vogliono catturarlo, ma lui continua a sfuggire. Chesterton non ha scritto solo un romanzo di agenti, ma gioca anche un gioco acuto con la percezione e la verità. In qualche modo mi piace, questo scrittore contraddittorio, Gilbert Keith Chesterton".

https://religion.orf.at/radio/stories/3225075/

Cornelius Hell


martedì 7 gennaio 2025

Chesterton und der katholische Skandal | Un podcast in lingua tedesca sul 150° anniversario della nascita di Chesterton.

Per la rubrica Pensieri per il giorno, il canale radio della ORF (Österreichischer Rundfunk, letteralmente "Radioemissione circolare austriaca"), che è l'azienda nazionale della radiotelevisione austriaca, lo scorso 29 maggio ha prodotto questo podcast dal titolo "Chesterton e lo scandalo cattolico", il cui autore è Cornelius Hell, critico letterario e traduttore; l'occasione è il 150° compleanno di Gilbert Keith Chesterton.

Un'altra piacevole sorpresa, vedere quanto ancora sia ricordato Chesterton, ed in quante parti del mondo, e quanti abbiano deciso di dedicargli qualcosa durante questo anniversario.

Qui sotto il collegamento:

https://oe1.orf.at/programm/20240529/759668/Chesterton-und-der-katholische-Skandal#top

La sede principale della ORF a Vienna.


Cornelius Hell




mercoledì 1 gennaio 2025

Il paginone che l'Osservatore Romano ha dedicato il 30 dicembre 2024 al nostro amato Chesterton.

L'Osservatore Romano, per scelta del proprio direttore Andrea Monda, ha dedicato a Chesterton diversi interventi nel corso di questo centocinquantenario della nascita, ed ha voluto concludere con un bel paginone dedicato tutto a lui, con un suo articolo di presentazione riportato in un post del 30 dicembre 2024, un articolo di Silvia Guidi, il ricordo di sir Philip Gibbs che abbiamo pubblicato lo scorso 5 novembre sul nostro blog e un'ampia intervista al nostro presidente Marco Sermarini.

Siamo molto grati ad Andrea Monda, che è un chestertoniano storico e ha scritto e parlato del Nostro Eroe molte volte (una volta anche durante uno dei nostri Chesterton Day a Grottammare), per aver dedicato tutto questo spazio del giornale della Santa Sede a Gilbert, e gli siamo ancora più grati per averci dato la possibilità di riprendere e pubblicare i contenuti usciti nel numero del 30 dicembre. Abbiamo voluto aprire l'anno con questa bella iniziativa mettendola a disposizione dei tanti lettori quotidiani del nostro blog perché meritava. Grazie.

Facciamo in modo che Chesterton non perda mai il rapporto con il suo popolo e anzi conquisti una cospicua fetta di nuovi amici che facciano di lui un riferimento per la propria vita.

Dalle due pagine dell'Osservatore è emerso in maniera chiara come Chesterton non sia solo una passione letteraria ma un faro per migliaia di persone in questo mondo e come abbia influenzato ed impressionato tante grandi menti. Noi ci accontenteremmo che desse speranza ai tanti piccoli e grandi lettori delle sue bellissime opere. Il nostro piccolo blog è una bella luce per molti e speriamo che lo diventi sempre più. Alcuni lettori ci esprimono la loro gratitudine per questo spazio. Noi che contribuiamo a costruirlo siamo lieti di fare qualcosa di buono, perché non dubitiamo di fare qualcosa di buono presentando tutti i giorni qualcosa del nostro caro Gilbert, uomo buono e pieno di virtù.

Per cui Buon Anno 2025 a tutti, un buon anno chestertoniano, di nuovi amici chestertoniani, di nuove buone cose chestertoniane.

Lo staff del blog dell'Uomo Vivo



 

venerdì 15 novembre 2024

Bastoncini di liquirizia o alberi tropicali? Uno stralcio di un articolo di Gian Maria Vian sull'Osservatore Romano del 9 gennaio 2010 su La resurrezione di Roma.

La lettura dei decreti per la beatificazione dei martiri inglesi, avvenuta il 14 dicembre, e la successiva cerimonia in San Pietro ebbero un testimone d'eccezione, Gilbert Keith Chesterton, da sette anni divenuto cattolico, che trasse dall'avvenimento uno dei quadri più suggestivi della sua apologia di Roma pubblicata nel 1930 con il titolo trasparente The Resurrection of Rome. La lunga e affascinante descrizione prende le mosse da alcune battute sullo smarrimento di un ombrello dopo un'udienza durante la quale lo scrittore inglese incontrò il Papa (...)

Il resto nel collegamento qui sotto: 

https://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2010/006q04b1.html

La copertina della prima edizione
americana di Dodd, Mead and
Company.


venerdì 25 ottobre 2024

Giuseppe Rusconi su Rossoporpora ci informa che il card. Ravasi ha citato Chesterton.

(...)

Gianfranco Ravasi ha ricordato infine ChestertonIl mondo non perirà per mancanza di meraviglie, ma di meraviglia e il naturalista, geologo e beato danese del Seicento Niccolò Stenone: Belle sono le cose che si vedono, più belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano.

(...)

La citazione si trova qui:

https://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/1208-mons-alwan-sul-libano-cantico-delle-creature-rahere-giullare.html


San Francesco d'Assisi, Margaritone d'Arezzo
(particolare).


lunedì 14 ottobre 2024

L’arcivescovo di Zagabria cita tre volte Chesterton.


 L'arcivescovo di Zagabria ha citato tre volte Chesterton nell'omelia di venerdì. In occasione dell'accoglienza delle reliquie delle ferite di San Francesco nella basillica di Sant'Antonio da Padova a Zagabria il prelato ha celebrato la Santa Messa e ha pensato bene durante l’omelia di ridestare l’attenzione sul Poverello d’Assisi grazie alle parole di Chesterton (in verità alcune delle righe più belle: la prima citazione è una delle migliori intuizioni sul San Francesco d'Assisi, quando Chesterton illustra il passaggio da uomo buono a santo, la seconda riguarda la coscienza dell’immensità del debito verso Dio da parte di San Francesco e il paradosso della gratitudine che ne deriva, la terza è la singolarità della “buona notizia” del peccato originale).

Dražen Kutleša (1968) è l’arcivescovo in questione, in carica dal 2023.

https://www.zg-nadbiskupija.hr/homilija-nadbiskupa-kutlese-prigodom-dolaska-relikvije-krvi-svetog-franje-asiskoga-o-800-obljetnici-primanja-stigmi/25163#_ednref5

lunedì 9 settembre 2024

L’arcivescovo di Zagabria cita il San Francesco d’Assisi di Chesterton.

L'arcivescovo di Zagabria ha citato tre volte Chesterton nell'omelia di venerdì. In occasione dell'accoglienza delle reliquie delle ferite di San Francesco nella basillica di Sant'Antonio da Padova a Zagabria il prelato ha celebrato la Santa Messa e ha pensato bene durante l’omelia di ridestare l’attenzione sul Poverello d’Assisi grazie alle parole di Chesterton (in verità alcune delle righe più belle: la prima citazione è una delle migliori intuizioni sul San Francesco d'Assisi, quando Chesterton illustra il passaggio da uomo buono a santo, la seconda riguarda la coscienza dell’immensità del debito verso Dio da parte di San Francesco e il paradosso della gratitudine che ne deriva, la terza è la singolarità della “buona notizia” del peccato originale).

Dražen Kutleša (1968) è l’arcivescovo in questione, in carica dal 2023.

https://www.zg-nadbiskupija.hr/homilija-nadbiskupa-kutlese-prigodom-dolaska-relikvije-krvi-svetog-franje-asiskoga-o-800-obljetnici-primanja-stigmi/25163#_ednref5



venerdì 30 agosto 2024

Ripagare il male con il male - Una riflessione d'attualità di Umberta Mesina sulla scorta di Chesterton.

Di una cosa – e solo una – in futuro potremo ringraziare il premier israeliano Netanyahu, ed è questa sua frase:

“Faremo del male a chiunque vorrà farci del male”.

L’avevo sentita ieri al TG2 delle 13, poi al TG1 non l’hanno riferita, ma sapevo che in rete l’avrei trovata. Le virgolette sono quelle dell’articolo; a me pareva che avesse detto “Ripagheremo il male con il male”, ma non sono brava a ricordare le parole alla lettera. 

(Se l’articolo dovesse sparire, ecco qui un pdf.)

Perché ringraziarlo per questa frase?

Si tratta di una questione culturale assai mal compresa.

Soltanto i cristiani hanno avuto la raccomandazione di ripagare il male con il bene. Questa è un’idea che nasce da Cristo e che oggi è diventata una delle molte virtù impazzite che ci rendono difficile la vita.

Il resto in questo collegamento:

https://initaliano.wordpress.com/2024/08/26/ripagare-il-male-con-il-male/?fbclid=IwY2xjawE6WG1leHRuA2FlbQIxMQABHffL_VEsOC2N8_FJizauyD8y_kSDphx0fRdfF4F83bP5AqLGgJoWFiYpNQ_aem_kXg33cNONik0atNomL3EmA