lunedì 27 gennaio 2020

Un aforisma al giorno.

In tutto ciò che copre tutta la tua vita - nella tua filosofia e nella tua religione - devi avere allegria. Se non hai allegria, avrai sicuramente la follia.

GIlbert Keith Chesterton, Lunacy and Letters

Un caldo invito dei Gruppi Chestertoniani Veronesi per la prossima Pasqua vergato (è il caso di dirlo) da Roberto Prisco.

Cari amici, i Gruppi Chestertoniani Veronesi vi invitano a partecipare ad uno scambio di auguri per la Pasqua 2020.
Sono invitati a partecipare tutti i membri attivi dei gruppi ed i simpatizzanti di GKC.

Seguendo i principi di GKC, e dato che siamo giovani, poniamo delle regole per partecipare alla festa.

1. Ci si iscrive entro il 15 febbraio, facendo arrivare  a questo indirizzo di e-mail il proprio indirizzo postale (via, numero, città ecc.).
2. A mia cura verranno formate con procedura casuale delle coppie, che poi verranno messe prontamente in comunicazione.
3. Ciascuno invierà in tempo utile all'altro componente della coppia una propria lettera di auguri o contenente delle considerazioni personali sulla Pasqua.
4.  La lettera, preferibilmente scritta a mano, dovrà essere spedita per posta ordinaria (con francobollo acquistato in tabaccheria) .
5. Chi si iscrive aurtorizza lo scrivente a far circolare il proprio indirizzo.

Partecipate.
Rob


Chi vuole l'indirizzo di Rob, poi glielo passiamo in privato...

Will Chesterton's Home Be Demolished? - Crisis Magazine

Un punto ed una riflessione sulla questione della possibile demolizione di Overroads, la casa abitata dai Chesterton a Beaconsfield tra il 1909 e il 1922. E' di Kevin Turley e va letto. Esce su Crisis Magazine, dove ogni tanto trovate anche articoli di Dale Ahlquist.

Qui sotto l'articolo:

https://www.crisismagazine.com/2020/will-chestertons-home-be-demolished


La parte finale la riportiamo qui di seguito:
But this is modern-day Britain. These days Chesterton is perhaps better known and more loved outside his own country. The latest series of Father Brown mysteries is currently airing on British television, but there are few who would connect these dramatizations to their author, or who, on hearing the name Chesterton, would have any knowledge of the rich and varied output of this great British man of letters.
Earlier this month, having contacted the local authority about the proposed demolition of the house, I was treated to a blast of officialese telling me little that I didn’t know already. As evidenced by this response, and indeed the whole Overroads affair, England appears to be a land that neither cares for nor knows her prophets of old, but is intent rather on calculating the possible short-term profits to be had from knowing the price of something but not its value.
(nostra traduzione: Ma questa è la Gran Bretagna dei giorni nostri. Oggi Chesterton è forse più conosciuto e amato al di fuori del suo paese. L'ultima serie dei misteri di Padre Brown è attualmente in onda sulla televisione britannica, ma sono pochi coloro che collegherebbero queste drammatizzazioni al loro autore, o che, sentendo il nome di Chesterton, avrebbero qualche cognizione della ricca e variegata produzione di questo grande letterato britannico.
All'inizio di questo mese, dopo aver contattato l'autorità locale per la proposta di demolizione della casa, sono stato trattato con un'esplosione di ufficialità che mi ha detto poco che già non sapessi. Come dimostra questa risposta, e in effetti l'intera vicenda di Overroads, l'Inghilterra sembra essere una terra che non si preoccupa né conosce i suoi profeti di un tempo, ma è piuttosto intenta a calcolare i possibili profitti a breve termine che si possono ottenere conoscendo il prezzo di qualcosa ma non il suo valore).
Qui sotto trovate alcuni dettagli e fotografie di Overroads durante la vendita (è la pagina di un'agenzia immobiliare):
E qui qualcosa che non si può comprare nemmeno con tutto l'oro del mondo, qualcosa che accadeva a Overroads:

domenica 26 gennaio 2020

Un Chesterton al giorno - 24 - Insospettabili... 1



Un giovane Borges
Il Nostro Eroe...













In questo blog abbiamo parlato tante volte degli ammiratori di Chesterton, ed abbiamo spesso trovato degli... insospettabili, cioè personaggi famosi che nessuno avrebbe sospettato potessero ammirare il Nostro Eroe.

Se volete saperne di più ascoltate il podcast e poi venite a cercare qui sul blog, ci sono delle belle sorprese!

Quest'ammirazione è, comunque, significativa della virtù dell'umiltà di Chesterton, della sua magnanimità, della sua affabilità e del suo amore per la Verità.


Marco Sermarini
Italo Calvino

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-al-giorno-24

sabato 25 gennaio 2020

Chesterton in Polonia incontrò anche il Maresciallo Pilsudski e Roman Dmowski.


Chesterton fece un viaggio trionfale in Polonia, acclamato quasi come un capo di stato perché aveva desiderato l'indipendenza della nazione slava. 
Il 3 Maggio 1927, giorno dell'indipendenza polacca, partecipò con la moglie Frances e Dorothy Collins ad una parata militare cui seguì un ricevimento nel palazzo presidenziale, dove incontrò anche il Maresciallo Jozef Clemens Pilsudski, all'epoca primo ministro e uomo forte della Polonia, con cui ebbe una lunga conversazione.
A questo incontro ne seguì un altro due giorni dopo, il 5 Maggio, e lì si parlò di politica. Pilsudski dichiarò di preferire, tra i due mali, la Germania alla Russia, mentre il suo rivale Roman Dmowski  (leader del Partito Nazionale Democratico Polacco, che Chesterton altrettanto incontrò) disse l'esatto contrario.
Dmowski alcuni anni prima aveva fatto visita ai Chesterton a casa loro, a Top Meadows (quindi tra il 1922 ed il 1927).


Marco Sermarini

Aggiornamento del 26 Gennaio 2020 (volentieri aggiorniamo su segnalazione di un'amica polacca, che ringraziamo)Grazie per aver ricordato il legame tra Chesterton e la Polonia. Avrei solo un’osservazione: il 3 maggio la Polonia celebra la festa della Costituzione e non l’indipendenza (festeggiata l’11 novembre). Monica Novak.
Roman Dmowski
Il Maresciallo Pilsudki

venerdì 24 gennaio 2020

L’edizione polacca di un capolavoro del nostro.


GILBERT KEITH CHESTERTON (1874-1936). English journalist; with his Stock Photo 95495941 - Alamy

Una vecchia edizione di questo classico di Belloc...


In Italia, come abbiamo sempre detto, Chesterton e Belloc erano comunemente e continuamente pubblicati.
Dopo il lungo oblio, Chesterton è tornato ad essere pubblicato e discusso, grazie a Dio. Ora tocca fare lo stesso con Belloc, anche se in effetti c’è chi già si sta dedicando a quest’opera. Belloc ha moltissimo da dieci, e i due vecchi compagni d’arme debbono viaggiare insieme.

Hilaire Belloc | Poetry Foundation


La voce su Hilaire Belloc di questo interessante sito di opere poetiche in lingua inglese.

https://www.poetryfoundation.org/poets/hilaire-belloc

Hilaire Belloc | British author | Britannica


L’Enciclopedia Britannica su Belloc.

https://www.britannica.com/biography/Hilaire-Belloc

mercoledì 22 gennaio 2020

Un aforisma al giorno

La cosa più pericolosa del mondo è essere vivi; si è sempre in pericolo di vita. Ma chiunque si ritiri da essa è un traditore del grande schema ed esperimento dell'essere.

Gilbert Keith Chesterton, The Apostle and the Wild Ducks 




Un aforisma al giorno che spiega bene perché amiamo Chesterton (e ditemi che non è un Padre della Chiesa).






Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno

martedì 21 gennaio 2020

G. K. Chesterton in a minute, la nuova serie televisiva di Dale Ahlquist!

G.K. Chesterton in a Minute
In this new series, Dale Ahlquist hosts short videos defending the Church with the wisdom of G.K. Chesterton against many of the criticisms and objections it faces. 

lunedì 20 gennaio 2020

Un Chesterton al giorno - 23 - La grande eresia moderna.

Chesterton ci spiega quale sia la vera gigantesca eresia moderna, l'anima che si adatta alle mode e alle condizioni del mondo. E' l'eresia borghese, in ultima istanza.

Grazie a Dio Chesterton ce lo ripete ad ogni piè sospinto, sta a noi non avere paura di seguire questa chiarissima Verità che ci farà liberi.

Marco Sermarini

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-al-giorno-23-la

“Summa Chestertheologica”: sul ring della vita con G. K. Chesterton - Luca Fumagalli su Radio Spada.

Da qualche anno, di riflesso a quel fenomeno che nei paesi anglosassoni viene chiamato “Chesterton Revival”, anche in Italia sono state progressivamente riportate alla luce le opere migliori del talentuoso giornalista e scrittore inglese, un intellettuale cattolico a tutto tondo, certamente scomodo, ma forse per questo ancora affascinante e attuale. Leggendo un libro di G. K. Chesterton – poco importa se un romanzo o un saggio – si ha sempre la sensazione di avere per le mani un classico intramontabile, un piccolo tesoro di verità e consolazione, il prodotto di un autore che a decenni dalla scomparsa continua, quasi per miracolo, a giudicare con autorevolezza il tempo presente. Il suo pensiero, radicato nell’esperienza cristiana, si fonda perciò su un elemento di eternità che lo rende impermeabile alle mode passeggere, sempre in grado di parlare del “qui e ora”.

Il resto qui sotto:

https://www.radiospada.org/2020/01/summa-chestertheologica-sul-ring-della-vita-con-g-k-chesterton/?fbclid=IwAR0N27E3lhz3HzXxylLU5HHN255N0RDJ064bjWDI95tBl80Q9PYrGyYUmTI

domenica 19 gennaio 2020

Overroads per ora non verrà distrutta ma c’è da lavorare ancora.

L'altro ieri, nell'eccitazione della buona notizie e non avendo altro modo per farlo (lontananza da una tastiera, altre circostanze complicate...), abbiamo pubblicato solo alcuni post in inglese. Ecco il succo della bella notizia.

La richiesta di demolizione di Overroads è stata ufficialmente rifiutata l'altro ieri. Ciò è dovuto a questioni tecniche sollevate da alcuni residenti e alle informazioni insufficienti sulla richiesta.

Ciononostante, la quantità di attività generata in termini di lettere di protesta è stata un vero punto a favore del processo decisionale. In realtà la commissione che si occupa della richiesta di demolizione può considerare la richiesta solo in termini di conformità o meno ai requisiti tecnici necessari per l'approvazione, ma alcuni nostri corrispondenti a Beaconsfield sono convinti che la grande quantità di obiezioni formulate da diverse parti del mondo e non ultima dall'Italia abbia avuto comunque un impatto. 

Per quanto riguarda la domanda volta ad ottenere il permesso di costruire, che comprendeva anche la demolizione, ha oltrepassato la data prevista per la decisione. Al fine di evitare che l'impresa pretenda di che la sua domanda venga considerata accettata per la mancata adozione di una decisione entro i tempi stabiliti, il Dipartimento di Pianificazione ha concordato un'estensione dei tempi per il processo decisionale. La loro nuova scadenza interna è il 24 gennaio e la data di scadenza è il 31 gennaio. 
Siamo ancora fiduciosi di un rifiuto anche per questa richiesta. 

Il Principle Conservation and Listed Building Officer è per ora molto favorevole alle nostre azioni ed è molto contento di aver presentato una richiesta di iscrizione della casa ad Heritage England (una specie di registro dei siti e delle opere di rilievo architettonico, paesistico, storico, letterario, eccetera, inglese). Suggerisce inoltre che, in caso di fallimento della richiesta di iscrizione, prenderà in considerazione l'opportunità di aggiungerla alla bozza di lista del consiglio dei beni locali designati, che offrirebbe nuovamente protezione a Overroads. Abbiamo anche un ottimo sostegno da parte del Presidente e del suo Consiglio comunale locale che si oppongono fermamente alla riqualificazione di Overroads. 

La prima fase è completa, ma è solo la prima battaglia. Potremmo averne molte altre una volta che gli Sviluppatori decideranno la loro risposta alla loro battuta d'arresto. Non possiamo rilassarci finché non si ritireranno completamente o finché non riusciremo a garantire una protezione permanente per Overroads.

Ricordate che potremmo dovervi chiamare di nuovo per la seconda offensiva. Saremo molto più forti. Ci stiamo muovendo da tutto il mondo.

Marco Sermarini

giovedì 16 gennaio 2020

Un volume su padre Stanley Jaki.

Stanley L. Jaki (1924-2009) è stato un sacerdote benedettino e filosofo ungherese che ha dedicato tutta la sua vita di ricercatore a studiare i rapporti tra sapere scientifico e fede cristiana. Autore di più di 50 libri e circa 400 articoli, Jaki ha continuato sulla strada intrapresa all’inizio del XX Secolo da Pierre Duhem, lo scienziato e filosofo francese che ha scoperto come le fondamenta della moderna scienza della natura siano state gettate nel periodo della Scolastica cristiana. Questi argomenti sono al centro del recente volume pubblicato da Alessandro Giostra, Stanley Jaki: Science and Faith in a Realist Perspective (IF Press 2019). Si tratta di una raccolta di saggi in lingua inglese che l’autore aveva già pubblicato in diverse riviste negli anni precedenti. Il libro si concentra sulle tesi essenziali del pensatore ungherese che vertono intorno a tre tematiche principali: un’impostazione realista, le origini cristiane della scienza moderna e l’impossibilità di un reale contrasto tra scienza e fede. Jaki, dunque, ha confermato le idee di Duhem, specificando perché la svolta verso la scienza moderna non è avvenuta all’interno dei contesti religiosi che hanno preceduto il cristianesimo, e neanche nelle culture islamica ed ebraica che condividono con quella cristiana un monoteismo di fondo. In una società come la nostra, profondamente influenzata da un atteggiamento scientista, opinioni come questa possono sembrare assurde. In realtà Jaki, così come ha fatto Duhem anni prima, riesce a presentare le sue argomentazioni con eleganza e linearità esemplari.
Jaki e Chesterton hanno in comune una profonda fede in Cristo e, di conseguenza, condividono un’impostazione cristiano-realista e la critica verso ogni forma di scientismo. Val la pena ricordare che Jaki, oltre a citare spesso Chesterton in tutte le sue opere, ha scritto un libro sull’autore inglese (Chesterton: a Seer of Science, Real View Books 2001). Questi due personaggi ci hanno insegnato un concetto semplice, ma che gran parte del mondo moderno rifiuta di accettare. La scienza, per essere tale in tutta la sua precisione, ha dei limiti e rimanda a una visione che crede nell’universo come una struttura oggettiva e coerente. Da parte sua, la teologia cristiana rappresenta proprio lo sfondo ideale per garantire tutto ciò e difendere l’umanità dagli eccessi dell’applicazione scientifica.  

domenica 12 gennaio 2020

Caramelle croate, amicizia internazionale!

Gli amici chestertoniani croati hanno donato ai nostri ragazzi tanti buoni dolcetti e caramelle, alla maniera di Chesterton e signora durante il Natale!

Grazie, cari amici! Siete molto buoni!

Un aforisma al giorno ☂️✨

Se è vero che Dio ha fatto tutte le cose, tale seria circostanza può essere affermata indicando una stella ✨ o agitando un ombrello ☂️.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 9 giugno 1906.

venerdì 10 gennaio 2020

G.K. Chesterton’s Historic Home in England Faces Demolition

Il nostro appello ha avuto un'eco, cari amici, quindi lottiamo e preghiamo perché Overroads rimanga dov'è.
Diffondiamo!

Marco Sermarini
http://www.ncregister.com/daily-news/g.k.-chestertons-historic-home-in-england-faces-demolition

Rispolveriamo il contenuto di un vecchio post su Chesterton, Emilio Cecchi e Overroads, la "casetta del gigante"...

Visto il serio rischio che sta correndo Overroads di essere rasa al suolo per fare spazio ad una... palazzina (mamma mia, come sono triste...), rispolvero il contenuto di un vecchio post sulla visita di Emilio Cecchi a Chesterton nel 1918. Credo sia molto bello, e fa il pari con le belle memorie della moglie Leonetta Cecchi Pieraccini della cena dei Chesterton a casa loro, finite in un numero della Chesterton Review edizione italiana. Ci entusiasmò tantissimo l'inedito motto chestertoniano che disse alla signora Leonetta: "Viaggio in Italia sapendo solo due parole: vino e sigaro"...!
Su Emilio Cecchi e sui suoi rapporti coi Chesterton c'è molto in questo blog, vi invito a cercare. 
Poi ricordatevi che quel luogo è meta di pellegrinaggi: ce n'è uno che dura da circa dieci anni grazie allo splendido amico Stuart McCullogh, e anche noi della Scuola Chesterton, come vedete, siamo andati (la foto è sulla tomba di Gilbert, Frances e Dorothy). Questo per dire che la faccenda è seria, per noi italiani: significa che gli vogliamo tanto bene!
Intanto però, vi prego, immaginatevi questa scena qui sotto...

Marco Sermarini

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I due cari ragazzi.
Overroads qualche anni fa
(foto di Marco Sermarini)












Il 26 novembre 1918, a guerra appena finita, Emilio Cecchi (Firenze, 1884 - Roma, 1966), prende il treno nella stazione londinese di Paddington e va a trovare  Gilbert Keith Chesterton che viveva in una modesta casetta, significativamente definita "la confluenza di tutti i misteri", nel borgo rurale di Beaconsfield. La visita, da tempo progettata, è preceduto da una accurata lettura delle opere dell'autore inglese, che nel suo ritiro campagnolo, lontano dalla "città di Mammona" (Londra), medita "sulla difficoltà presente del mondo". Dell'incontro Cecchi fornirà il resoconto su "La Tribuna" di Roma il 28 dicembre 1918 col titolo Visita a Chesterton nella rubrica Lettere dall'Inghilterra, prima di raccogliere il "pesce" nel volume Pesci rossi (1920).

La casetta del gigante
Overroads ai tempi in cui vi abitavano i due cari ragazzi...
Overroads oggi visita dall'alto.
La casa di Chesterton è casalinga con le sue idee, è una con le sue idee, è il più completo manifesto delle sue idee. Impossibile trovare una casa che realizzi meglio l'idea della casa e della casa inglese e della casa rurale inglese. Se di qualcosa sentivo la mancanza era d'uno stendardo come quello delle antiche gilde e corporazioni, che sventolasse sul piolo del cancello o in cima al tetto. Ma era un eccesso di pretesa, in tempi così poco cristiani, così poco dediti alle tradizioni e internazionalizzati.
Con intorno l'enorme silenzio del piccolo giardino, era veramente la casa dalla quale un giorno Manalive era fuggito "per il bisogno di ritrovarla", la casa ch'egli aveva dovuto abbandonare "non potendo più sopportare di esserne lontano". Solitaria nella campagna grigia, con la tinta calda de' suoi mattoni e il luccicore dei vetri, degli ottoni e dei lumi dentro, era davvero il simbolo, l'offerta votiva e l'esemplare di quella casa che ciascuno ha posto per nòcciolo luminoso del proprio mondo.
E il mondo come appariva leggendario e misterioso in giro a quella casa, quanto più essa appariva quel che era e doveva essere: una semplice, piccola casa. Io pensavo quanti pittori dal principio della pittura, chi in un modo chi nell'altro, si provarono a dare suggestioni di mistero. E chi cercò di ricordarsi il mistero delle foreste originarie, avanti il diluvio. Ma riusciva solo a dar l'idea che il diluvio fu un innocuo acquazzone, tanto le sue foreste antidiluviane somigliavano al Pincio o a Hyde Park. E chi si dedicò alle misteriosità spaventose, mostruose: ai cerberi, alle orche, ai briarei. Ma in realtà non dava che delle lucertole peggiorate. E chi volle esprimere il mistero della Morte. Ma non esprimeva che il Macabro e il Grottesco. Quanti pochi pensarono che c'era un modo semplicissimo, a portata di chiunque, per cogliere non una sola qualità di mistero ma tutti i misteri, la confluenza di tutti i misteri: quello del cielo, quello del mondo, quello dell'uomo!
Bastava, in un foglio bianco come un cielo, un frego come sa farlo anche un ragazzo: sopra una linea ondulata, figurante la distesa del mondo, un quadratino che figurasse una casa.
Stuart McCullogh e il suo piccolo popolo.
Ma quando sull'uscio della stanza dove l'aspettavo comparve Chesterton, con la sua colossale figura, il soffitto sembrò di colpo abbassarsi e io mi trovai davanti a un mistero tutto impreveduto e profano: come potesse fare un uomo così grande a entrare in una casa così piccola.
I libri in ottavo posati sulle tavole, diventarono improvvisamente libri in sedicesimo. E i libri in sedicesimo, a piramide su quelli in ottavo, ormai erano libri in trentadue. Certi oggetti sembravano scelti in spirito burlesco per intensificare questa qualità di sorprese. Sulla cornice lucida di un mobile un gruppetto di figurine cinesi alte un centimetro pareva una famigliola di formiche in viaggio per il deserto.
Quale casa in tutti i sensi piccina, per un uomo in tutti i sensi tanto grande! Ma Chesterton direbbe che se in qualche modo egli è grande, è soltanto in quella misura che la sua casa è così piccola.
I ragazzi della Scuola Libera Chesterton
in pellegrinaggio a Beaconsfield,
Aprile 2018.
Seduti davanti al camino, nella luce invecchiata della lampada a petrolio, ritrovavo tutto vivente e mosso nella sua conversazione quello che durante molti anni egli mi aveva detto nei libri. La sua voce aveva stranissimi rivolgimenti di tono. Da calda e profonda a un tratto diventava argentina e quasi stridula e si rompeva e spandeva di continuo in deliziose, sane risate di bimbo.
Con i lunghi capelli grigi che spiovevano sul collo e sulla faccia colorita dalla fiamma, non so perché mi pareva parlasse di fondo a un bosco.
E allora la casa si fece anche più accosta, diventò anche più raccolta. E si sarebbe detto che la realtà di fuori la fasciasse anche più strettamente e facesse sentire la sua attenzione e il suo rispetto: come intorno alle celle dove gli eremiti si radunavano a ragionare e pregare nella notte, i cervi e i daini giungevano dalle macchie a grandi salti silenziosi, e fuori nel buio si strisciavano alle mura quietamente, alzando il muso stupito alle piccole roste illuminate e alle voci degli uomini.
Mi pareva parlasse di fondo a un bosco e di fondo a un mito, quanto più pareva parlassimo delle cose più cittadine e meno mitologiche: l'elezione e l'indennità, un famoso uomo politico, un gran giornalista. Nelle sue parole e nella sua voce, queste cose rinascevano, s'inserivano in una qualità originaria, ridiventavano forze semplici ed eterne. I fatti e le figure s'empivano di contrasto e di passione, si chiarivano in un rigore, in una dignità superiori, riportati sotto grandi segni, sotto bandiere che hanno visto mille guerre, sotto quei grandi nomi che nella vita e nei giornali non vengono più adoperati, appunto perché dividono i campi troppo severamente e imprimono responsabilità e doveri indeclinabili: quei cristiani nomi abbandonati, che quando ritornano, come in Péguy, come in Chesterton e come in Belloc, dànno alla polemica l'inusato tono di grandezza delle antiche controversie, la poesia delle antiche battaglie per la fede, nell'invocazione di un Santo o della Vergine, nella luce delle spade degli angioli e nello squillo delle trombe dei paladini.
Emilio Cecchi, mentore italico di Chesterton.
E voglio notare qualcosa che non per un'evidenza logica, spiegata, ma per un'evidenza di sensazione, trovai in lui di diverso dall'idea che me ne ero fatta.
Forse ero andato pensando sopratutto al clown (sia detto con il rispetto che gli porto). E avevo trovato sopratutto il vescovo. Ero andato col gusto della bizzarra gioia lirica della quale egli ha scoperto il segreto. E uscendo dalla sua casa portavo meco sopratutto il senso della sua profonda gravità morale e del suo dolore. Lo credevo più giovane, franco e sicuro. Lo trovavo più provato e più stanco, più complesso, più commosso e più forte. Sapevo bene come si trovasse in politica e come non avesse neanche le simpatie di molti letterati: troppo onesto e poeta per i politici, troppo politico per i poeti d'una poesia così pura che quasi sempre finisce nel puro nulla. E capivo perché, come tutti quelli che lassù hanno voluto, combattuto e costrutto, anche lui era fuggito dalla città di Mammone nella cittadina rurale, nel borgo di Beaconsfield. Me l'aspettavo tranquillo sulla mole del lavoro compiuto. Ed era festoso di lampeggianti certezze. Ma anche pieno di problemi e difficoltà, tutto preso, tenuto, confitto con la sua vasta statura morale nella difficoltà presente del mondo.
E mentre tornavo verso Londra, ripensando la solitudine dove l'avevo lasciato sotto un còmpito enorme, con soltanto, come un cavaliere antico, la sua donna rossa e il suo cane nero, un'immagine si spandeva sulla campagna buia; quell'immagine con la quale egli ha chiuso la sua Short History of England come in un lirico dubbio che, trascorsa l'ora veemente della guerra, davvero si riesca a ritrovare nel mondo l'ordine, la giustizia e la vita.
La città, in fondo, bruciava di bianchi falò, sopra le costruzioni annullate nella notte e sopra la folla sepolta nel buio schema di ferro e di pietre. E per quel popolo e tutti i popoli che vinsero sui confini una guerra così leggendaria e luminosa, che tanto più fa sentire come atroce sarà la nuova guerra che ciascuno di essi ora intraprende per crearsi le sue vere forme: per essi tutti mi dicevo con Chesterton che veramente, nel pensiero di domani, "si vorrebbe a momenti desiderare che l'onda della barbarie tedesca ci avesse spazzati, e insieme a noi i nostri eserciti, e che il mondo non sapesse mai più nulla degli ultimi di noi, se non che tutti morimmo per la libertà".

Emilio Cecchi, Pesci rossi, in Saggi e viaggi, Mondadori, Milano 1997, pp. 79-83.

mercoledì 8 gennaio 2020

Se volete sapere qualcosa in più di Overroads...

La pianta originale di Overroads.
L'interno oggi è cambiato, l'esterno è uguale.
Questa è la targa all'interno del trave che regge
la falda del tetto.
Come si vede non è una blue plaque...
Overroads, esterno. Oggi è come ieri.
Questa è la dichiarazione al Census of England and Wales,
ossia la denuncia del contratto di affitto dei Chesterton.

La prima casa dei Chesterton a Beaconsfield rischia di essere demolita fondamentalmente perché, al contrario di Top Meadows, non è appartenuta ai Chesterton (erano solo affittuari) e perciò non può dotarsi della blue plaque, ossia della targa azzurra che hanno le case che sono state proprietà di personaggi illustri inglesi. Stessa cosa vale per la casa dove Chesterton nacque, a Kensington, che infatti reca solo una targa di bronzo al suo esterno. La casa dove invece Chesterterton è vissuto fino al matrimonio, a Warwick Gardens, era di proprietà dei Chesterton ed ha quindi meritato la blue plaque e la conseguente tutela.

Come i Chesterton arrivarono a Beaconsfield è molto spassosamente raccontato nell'Autobiografia, ed oggi vedere la scarsa considerazione che riservano a questi due illustri cittadini che fecero molto bene anche alla città è piuttosto triste e singolare.

Nel post qui sotto trovate una parte del mio resoconto dell'indimenticabile viaggio a Beaconsfield nel 2014, una festa tra amici; parlo anche di Overroads perché ci sono entrato grazie ai vecchi proprietari. E' una faccenda piuttosto comica e bella:

https://uomovivo.blogspot.com/2014/05/di-ritorno-da-beaconsfield-3.html

Qui un'antologia di post che parlano di viaggi fatti a Beaconsfield (da quelli del sottoscritto a diversi altri):

https://uomovivo.blogspot.com/2019/05/viaggi-beaconsfield.html

Qui un post su un'opera di pubblica utilità di Beaconsfield sostenuta dai Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2019/11/il-luogo-dove-mori-frances-chesterton.html

Se volete interagire e far capire che non siete d'accordo con il progetto di demolire la casa del nostro amico, sempre in termini educati e civili (cioè come farebbe Chesterton, altrimenti desistete, qui non insegniamo a sfogare tossine), potete scrivere (facendo riferimento alla casa chiamata Over Roads sita in 2 Grove Road di Beaconsfield) a:

Shared Planning Services
Chiltern & South Bucks District Council
King George V House
King George V Road
Amersham
HP6 5AW

Chiltern and South Bucks District Councils

In questa pagina trovate i contatti telefonici e mail. L'area che interessa è quella denominata "Planning":


È l'organismo del consiglio del distretto dei Chilterns e South Bucks, parte della contea del Buckinghamshire. Sono informazioni a disposizione del pubblico.

Marco Sermarini


Overroads rischia di essere abbattuta. Facciamo qualcosa.

L'articolo spiega che un'impresa di costruzioni intende abbattere Overroads, la prima casa dei Chesterton a Beaconsfield.
Come si vede, siamo in molti ad esserci già mossi, ma saremo contenti se altri faranno sentire la propria voce. È folle che la casa di Chesterton, gloria della cittadina britannica del Buckinghamshire, venga abbattuta per fare spazio ad appartamenti!

Marco Sermarini


https://www.bucksfreepress.co.uk/news/18145376.shameful-former-home-famous-writer-g-k-chesterton-bulldozed---replaced-flats/

martedì 7 gennaio 2020

G. K. Chesterton's Works on the Web

Ricordo a tutti che la maggior parte dei testi di Chesterton sono disponibili nella loro lingua a questo famoso e benemerito indirizzo internet creato da Martin Ward:

http://www.gkc.org.uk/gkc/books/

È utilissimo per qualsiasi ricerca e confronto con i testi originali (la qual cosa non guasta mai: Chesterton era inglese, scriveva in inglese, pensava in inglese e una lingua non è solo uno strumento ma una mentalità, una cornice, un intero grande pensiero sul mondo e sull'uomo, prescinderne non è mai sano).

Noi della SCI comunque siamo qui per qualsiasi aiuto.

Marco Sermarini

Chesterton controcorrente - di Marco Testi (da L’Osservatore Romano).

https://it.aleteia.org/2020/01/06/chesterton-controcorrente/

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno.

Noi cattolici dobbiamo renderci conto che in questo momento viviamo in terre pagane; e che i barbari attorno a noi non sanno quello che fanno.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.'s Weekly, 31 Dicembre 1932.

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno

Non si tratta più di liberarsi da re, capitani e inquisitori, ma il punto fondamentale è riuscire a liberarsi degli slogan, dai titoli dei giornali, dalle ripetizioni ipnotiche e da tutti gli stereotipi plutocratici imposti dalla pubblicità e dalla stampa.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

lunedì 6 gennaio 2020

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno

Maometto (...) aveva cercato di creare un cristianesimo semplificato, e creò un mondo fatto di fatalismo e ristagno.
Calvino, secoli dopo, cercò di creare un cristianesimo semplificato, e creò un mondo di pessimismo e di devozione diabolica.

Gilbert Keith Chesterton, Chaucer.

domenica 5 gennaio 2020

Un Chesterton al giorno - 22 - Distributismo 2

Ancora sul distributismo, avversario del socialcomunismo e del capitalismo.

Uno dei suoi capisaldi è che ognuno viva del suo lavoro, che significa: non del lavoro dipendente da qualcun altro ma del proprio lavoro.

Altro caposaldo è la cooperazione, la collaborazione, le famiglie e i singoli che si aiutano.

Non si può dire che non funzioni perché chi ci sta provando dice che funziona...

Per chi vuole capire c'è solo da leggere le fonti dirette (non i racconti di altri sul distributismo che non funziona), parlare con chi lo vive e lo pratica. Trovate tutto su www.pumpstreet.it

Marco Sermarini


https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-al-giorno-22


sabato 4 gennaio 2020

Un aforisma al giorno

Mi sono sempre impegnato, e sempre mi impegnerò, in qualsiasi tipo di discussione sui principi primi dell'esistenza umana. 

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 7 luglio 1906

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno

Avverto la difficoltà nel riconoscere il diritto dei cristiani più liberali e dalla mente aperta di scorgere nient'altro che bene in tutte le religioni e nient'altro che male nella mia.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno (attualissimo, bello, entusiasmante).

Stiamo combattendo non per l'Utopia ma per la Cristianità; che si difese attraverso le antiche età oscure, e continuerebbe a difendersi anche se le età oscure ricominciassero. 

Gilbert Keith Chesterton, The New Witness, 5 Agosto 1921.

Un aforisma dalla Summa Chestertheologica al giorno

Apprezziamo la Chiesa perché è una Chiesa militante, e a volte persino perché milita contro noi stessi.

Gilbert Keith Chesterton, La Chiesa - Dove tutte le verità si danno appuntamento (The Catholic Church and Conversion)

giovedì 2 gennaio 2020

La storia di questa statua della Madonna.


Quella che vedete è la foto della statua della Madonna presente nella chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù, San Giovanni Fisher, San Tommaso Moro e dei Martiri Inglesi a Beaconsfield.
Come molti sapranno, la chiesa fu costruita con l'aiuto determinante dei Chesterton, un loro cospicuo lascito testamentario e l'aiuto di tanti chestertoniani in giro per il mondo che la vollero come memoriale del nostro Chesterton. Altre notizie e fotografie potete trovarle qui nel blog.
Questa statua fu comprata dai Chesterton. Eccone la storia dalla penna di Chesterton:

Ho sentito una storia in Irlanda, anni fa, che raccontava di come qualcuno avesse incontrato, tra i rifiuti rocciosi, una bella contadina che portava in grembo un bambino. E quando le fu chiesto il suo nome, lei rispose semplicemente: "Io sono la Madre di Dio, e questo è proprio Lui, ed è il ragazzo che tutti vorrete alla fine". Non ho mai dimenticato questa frase, e me la sono ricordata improvvisamente molto tempo dopo.

Stavo cercando un'immagine della Madonna che volevo donare alla nuova chiesa del nostro paese, e mi fu mostrata una quantità di esemplari molto belli e spesso costosi in uno dei negozi cattolici più famosi e alla moda di Londra... Ma in qualche modo mi sentivo esigente, per la prima volta in vita mia; e sentivo che un tipo era troppo convenzionale per essere autentico e l'altro troppo primitivo per essere popolare... e finii prosaicamente seguendo il padrone al piano superiore, dove c'era una specie di legnaia, piena di pacchi e di cose parzialmente disimballate, e mi sembrò improvvisamente che lei fosse lì, in mezzo a tavole e trucioli e segatura, in piedi nella falegnameria di Nazareth. Dissi qualcosa, e il proprietario rispose in modo piuttosto disinvolto: "Oh, è appena stata disimballata, non l'ho quasi guardata. Viene dall'Irlanda".


Era una contadina ed era una regina. Era scalza come qualsiasi ragazzina irlandese sulle colline; eppure non c'era nulla di puramente locale nella sua semplicità. Non ho mai saputo chi fosse l'artista e dubito che qualcuno lo sappia; so solo che è irlandese, e penso quasi che avrei dovuto saperlo senza che me lo dicessero. Conosco un uomo che cammina per chilometri e chilometri a intervalli regolari per rivisitare la nostra chiesa dove si trova l'immagine. Guarda attraverso la chiesetta con un'intensa serietà in cui c'è qualcosa di infinita giovinezza; e io a volte ho cominciato, come se avessi davvero sentito le parole pronunciate attraverso quel vuoto: "Io sono la Madre di Dio e questo è proprio Lui, ed è Lui il ragazzo che tutti vorrete alla fine".


Gilbert Keith Chesterton, Christendom in Dublin