sabato 17 novembre 2018

Un aforisma al giorno

L'oggetto di tutta l'eloquenza è di trovare il minimo comune denominatore delle anime degli uomini.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types

venerdì 16 novembre 2018

Un aforisma al giorno

Non c'è grande danno nel fatto che le persone si vantino sempre dei loro vizi; è quando cominciano a vantarsi delle loro virtù che diventano insopportabili.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles 

Un aforisma al giorno (molto vero, molto commovente, molto difficile per la mentalità attuale...)

La gente dimentica come essere grata se non impara ad essere umile.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News. 15 dicembre 1906.

mercoledì 14 novembre 2018

Il giovane Aidan stasera al lavoro a Londra... Aidan uno di noi!

Catholic Chesterton (@CatholicGKCSoc)
Aidan is up first. He first read The Man Who Was Thursday in 1936. ⁦‪@AmChestertonSoc‬⁩ ⁦‪@GKCdaily‬⁩ ⁦‪@CSUFChesterton‬⁩ [There is a video camera but not live streamed] pic.twitter.com/WZpzynu3s5


Un aforisma al giorno

Siamo chiamati pazzi per aver tentato di tornare alla sanità mentale.

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 13 Giugno 1925

martedì 13 novembre 2018

View from the same old chestertonian house...

Un'interessante conversazione su Chesterton con Melanie McDonagh a Londra


14 Novembre 2018


'G.K. Chesterton: Polemicist...and Theologian' 



Join the London Global Gateway for a discussion on G.K. Chesterton, 
with a talk from journalist Melanie McDonagh

McDonagh will talk about the theology of G.K. Chesterton in the sense
that he was a theologian in everything he wrote, the novels and the
journalism and the criticism, not just the purely polemical books like
Orthodoxy and Heretics. Everything he wrote tended towards God.
McDonagh will look at the novels as well as the journalism,
to say that they expressed the same world view as the
apologetics in relation to his view of creation.

6:00 p.m. Arrival and Registration
6:30 p.m. Keynote
7:15 p.m. Q&A
7:30 p.m Reception



About Melanie McDonagh

McDonagh is an Irish journalist living in London. She has been
a lead writer for the Evening Standard for many years and writes
columns for other papers, including The Tablet and, most recently,
the Mail on Sunday. She also contributes to The Spectator.
McDonagh has a doctorate in medieval history from Cambridge.

https://www.eventbrite.co.uk/e/gk-chesterton-polemicistand-theologian-tickets-51986014569

Words of Consolation: Chesterton, Tolkien, and the Crisis in the Church - OnePeterFive

https://onepeterfive.com/consolation-chesterton-tolkien/

lunedì 12 novembre 2018

Un aforisma al giorno - Solito diario della Scuola Chesterton (acquistabile su Pump Street...)

Un aforisma al giorno (dai, spettacolo...)

Il matrimonio non è né un'estasi né una schiavitù: è una repubblica; è una cosa a sé che lavora e lotta come una nazione. Re e diplomatici parlano di "stringere alleanze" quando concludono matrimoni; ma in verità ogni matrimonio è prima di tutto un'alleanza.

Gilbert Keith Chesterton, Shaw

Sherlock Holmes e Padre Brown, se ne parla in un libro (grazie, Maria Grazia Gotti)

Caro presidente (e cari amici chestertoniani)
sicuramente ricorderai che lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni per l'80° anniversario della scomparsa di Gramsci, la fondazione Gramsci ha organizzato a Bologna una serie di appuntamenti sotto il titolo "Gramsci in giallo". Il primo di questi incontri aveva come tema Sherlock Holmes e Padre Brown. Due modi per scoprire il colpevole. Ne parlavano Carlo Lucarelli, Jean-Louis Ska e Gian Mario Anselmi (per rinfrescare la memoria… se ne era parlato qui http://uomovivo.blogspot.com/2017/10/celebrare-gramsci-parlando-di-giallo-e.html).
Ebbene in questo mese di novembre, a poco più di un anno da quell'appuntamento, la casa editrice Marietti uscirà con un libretto dal titolo Sherlock Holmes & Padre Brown, che ha come autori Carlo Lucarelli e Jean-Louis Ska (oltre a Chiara Daniele), e che, anche se non è indicato nella presentazione, penso raccolga parte delle riflessioni raccolte nell'incontro omonimo (anche la copertina riprende la locandina che pubblicizzava "Gramsci in giallo").
ciao
MGrazia

domenica 11 novembre 2018

Un (potente ed attuale) aforisma al giorno


La questione del voto in sé e per sé m'interessa relativamente poco, purché non sia configurato in un modo tale da consentire al plutocrate di sfuggire alla responsabilità per suoi i crimini fingendo di essere molto più progressista, o molto più sensibile alle rivendicazioni popolari, di quanto non sia mai stato.

Gilbert Keith Chesterton, L'utopia degli usurai

Chesterton e Giussani, i rivoluzionari dell'uomo comune | Peppino Zola su Tempi

https://www.tempi.it/chesterton-giussani-rivoluzionari-uomo-comune/

sabato 10 novembre 2018

Strenna Natalizia Chestertoniana 2019 - Istruzioni per l’uso


Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.
Insieme alla Casa Editrice Leardini e al Centro Missionario Francescano delle Marche, stiamo per dare alle stampe «LA FAMIGLIA, REGNO DELLA LIBERTA'» (288 pagine)
Sono 365 brani, molti dei quali inediti (tradotti da Umberta Mesina)

Gennaio: La grandezza della famiglia
Febbraio: La regina del castello
Marzo: Il gigantesco uomo comune e vivo
Aprile: La coppia, il sesso, l'amore
Maggio: Il voto del matrimonio
Giugno: Il regno familiare
Luglio: I nemici della famiglia
Agosto: Il dovere del riposo
Settembre: Il dogma dell'educazione
Ottobre: Una rivoluzione per la famiglia
Novembre: La superstizione del divorzio
Dicembre: Il Dono più grande

La copertina è di Lorenzo Zappalà.

Il costo del pacco dono?
1 copia: € 18,00 spedizione compresa
2 copie: € 25,00 spedizione compresa
3 copie: € 36,00 spedizione compresa
5 copie: € 45,00 spedizione compresa
10 copie: € 70,00 spedizione compresa
20 copie: € 130,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!
Nel pdf un assaggio del testo...

Precisiamo che fra qualche mese il volume sarà nelle librerie al costo di € 18,00 a copia.
Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
Prenotate entro il 20 novembreESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it(non usate altri canali!!! ):
Per il pagamento, dopo che avrete ricevuto i libri, l'intestazione è:
Centro Missionario Onlus Ofmconv Marche - Buona stampa
alle poste: ccp: 3130793
in banca: IBAN: IT22 Y076 0102 6000 0000 3130 793
CIN: Y ABI: 07601 CAB: 02600 N° Conto: 000003130793
oppure con Postepay N° 5333 1710 4395 8269 intestata a Roberto Brunelli
I libri vi arriveranno tramite corriere espresso SDA entro il 10 Dicembre.
Spargete la voce a tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!!
La Segreteria Volante

Un sorso di birra è un sorso d’eternità: una nuova edizione dell’ “Osteria volante” di G. K. Chesterton | Radio Spada

https://www.radiospada.org/2018/11/un-sorso-di-birra-e-un-sorso-deternita-una-nuova-edizione-dell-osteria-volante-di-g-k-chesterton/

Strenna Natalizia bellissima e familiare!!!

Un aforisma al giorno

Agli uomini non piacerà ciò che non osano difendere.

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 12 Dicembre 1931

A proposito del G. K.’s Weekly

Le lettere al direttore provenivano da scrittori famosi come Marshall McLuhan (ben prima della sua successiva fama), Owen Barfield, H.G. Wells, e il dottor Oscar Levy, uno dei primi traduttori inglesi di Nietzsche. Forse il fatto più interessante è che Chesterton pubblicò il primo saggio di uno scrittore di nome E.A. Blair, che sarebbe diventato più noto come George Orwell.

Dale Ahlquist, The Distributist Review, Chesterton's Scrapbook, 26 Giugno 2010.

venerdì 9 novembre 2018

Un aforisma al giorno

Lenin di Leon Trotsky. La pubblicazione di questo libro ha causato l'esilio di Trotsky; ma ogni settimana ci sono libri egualmente mal scritti senza che alcuna specifica punizione venga inflitta…

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 11 April 1925.

Sierra Leone News: 65 homes with women and girls benefit from startup kits - Awoko Newspaper Awoko Newspaper

https://awoko.org/2018/11/07/sierra-leone-news-65-homes-with-women-and-girls-benefit-from-startup-kits/

mercoledì 7 novembre 2018

La filosofia di Pimlico secondo Umberta Mesina

https://initaliano.wordpress.com/2015/10/19/la-filosofia-di-pimlico/

Uno scorcio del quartiere londinese di Pimlico

martedì 6 novembre 2018

Come restituire ai ragazzi la gioia dell'esperienza? | Alessandro D'Avenia - Corriere.it

Vi si cita Chesterton ed è interessante.

https://www.corriere.it/alessandro-davenia-letti-da-rifare/18_ottobre_29/noia-cavallette-alessandro-d-avenia-letti-da-rifare-fa2244ac-dac8-11e8-aca4-abf222acb144.shtml

Sull’ascetismo - di Fabio Trevisan - da Riscossa Cristiana

"Insistiamo che gli asceti erano pessimisti perché gettavano via settant'anni di vita per un'eterna felicità. Dimentichiamo che la semplice proposta di un'eterna felicità è, per sua stessa natura, diecimila volte più ottimistica di diecimila saturnali pagani"

Con il saggio: "Twelve Types" del 1902, Chesterton elaborò alcune riflessioni sul significato dell'ascetismo, provvedendo a fornire alcune idee per una più profonda comprensione, esaminandolo non dal solo punto di vista religioso: "L'ascetismo non si limita affatto all'ascetismo religioso: c'è l'ascetismo scientifico che afferma che solo la verità soddisfa; c'è l'ascetismo estetico che afferma che solo l'arte soddisfa; c'è l'ascetismo amatorio che afferma che solo l'amore appaga. C'è perfino un ascetismo epicureo, il quale afferma che solo rose e fiori soddisfano". Qual era il significato di questa concezione allargata dell'ascetismo? Chesterton non voleva superare il solo fraintendimento di chi lo attribuiva in modo restrittivo alla sfera religiosa, ma desiderava cogliere l'essenza spirituale di chi lo piegava, di fatto, in altri ambiti, in altri vissuti. Quali erano le caratteristiche dell'ascetismo scientifico, estetico, amatorio, epicureo? Ciascun ascetismo era autoreferenziale e particolare, legato spiritualmente alla sola mente del soggetto e privo quindi, rispetto a quello religioso, di universalità e di trascendenza. Tutte queste forme ascetiche della modernità (o post-modernità, secondo alcune definizioni sociologiche) richiamavano un simulacro del vero ascetismo e riflettevano, come in un narcisistico specchio, l'immagine egocentrica del se stesso. Nell'ascetismo religioso ci si ritirava dal mondo per lasciare spazio a Dio, al respiro dell'anima nella preghiera e nella contemplazione; nelle altre forme di ascetismo evocate, ci si ritirava e ci si isolava per ammirare, nelle cose, le proprie idee. Come le virtù, che isolate le une dalle altre, creavano maggiori danni dei vizi, così le variegate forme di ascetismo moderne confondevano e fraintendevano il vero significato dell'ascetismo religioso, provocando a loro volta ingenti guai. Di fatto, tutte queste forme alternative di ascetismo si potevano ricondurre a quella che l'amico-scrittore Hilaire Belloc (1870-1953) aveva chiamato "l'isolamento dell'anima". Chesterton era convinto dell'importanza dell'ascetismo religioso: "L'ascetismo è il ripudio della gran massa di gioie umane a causa della gaiezza suprema dell'unica gioia, la gioia religiosa". A coloro che, come ai giorni nostri, con atteggiamenti superficiali e frasi banali, deridevano o non consideravano adeguatamente la portata dell'ascetismo religioso, Chesterton mostrava lo squilibrio delle loro considerazioni: "I più formidabili filosofi liberali hanno definito tristi i monaci perché si negavano i piaceri della libertà e del matrimonio. Se, per qualunque motivo, accade che una classe o una generazione perda la comprensione del particolare tipo di gioia che si celebra, subito cominciano a chiamare quelli che ne godono cupi e autolesionisti". Chesterton ironicamente faceva vedere cosa sarebbe accaduto se questo sentimento poco comprensivo dell'ascetismo religioso si fosse spostato, ad esempio, nell'infatuazione moderna dello sport, dell'atletismo: "Se mai accadesse che l'apparato dell'atletica inglese scomparisse dalle scuole e dall'università, se la scienza fornisse qualche maniera nuova e non agonistica di migliorare il fisico; se l'etica pubblica si convertisse a un atteggiamento di totale disprezzo e indifferenza verso il sentimento chiamato sport, allora è facile vedere quel che accadrebbe. Gli stori del futuro semplicemente affermerebbero che nei giorni bui della regina Vittoria giovani uomini a Oxford e a Cambridge erano sottoposti a un'orrenda sorta di tortura religiosa. Era loro proibito, da bizzarre regole monastiche, di concedersi vino e tabacco durante certi periodi di tempo fissati arbitrariamente, pri9ma di certi brutali scontri e festeggiamenti. I bigotti insistevano a farli alzare a orari disumani e a farli correre energicamente intorno ai campi senza alcuno scopo. Molti uomini si rovinarono la salute in questi covi di superstizione, molti vi perirono". Il grande scrittore inglese mostrava così, con il suo umorismo cristiano, quanto l'umanità criticasse l'amore per i doveri religiosi. Chesterton si interrogava su quale fosse la gioia degli antichi asceti cristiani e già questa domanda costituiva un esempio della mancanza dell'uomo moderno di comprendere i fatti principali della storia umana: "Guardiamo all'ascetismo cristiano e lo immaginiamo come l'ascesa della rinuncia e del pessimismo. Non ci viene in mente che anche solo l'affermazione che questo universo  tempestoso e sconcertante è governato dalla giustizia e dalla misericordia è una prova di ottimismo impressionante da far saltare d'allegrezza ogni uomo. Il dettaglio che rendeva quei monaci pazzi di gioia era l'universo stesso: l'unica cosa davvero degna di godimento".

lunedì 5 novembre 2018

Un aforisma al giorno dal Diario della Scuola Chesterton..

Gli amici croati hanno organizzato un incontro di preghiera per chiedere la glorificazione di Chesterton.

Riceviamo e lietamente vi presentiamo la mail che ci ha mandato Nikola Bolšec, presidente del Club Chesterton Croato. È un amico e c'è una vera e propria alleanza tra noi. Leggete con piacere!

Marco Sermarini

————————-


Miei cari amici chestertoniani,

dopo molto tempo posso finalmente scrivervi del nostro incontro di preghiera per l'intercessione e la beatificazione di G.K. Chesterton. Noi come Club abbiamo organizzato l'incontro insieme a Duhovni Kutak, un gruppo cattolico per l'evangelizzazione. Circa 60-70 persone si sono riunite giovedì 20 settembre alle 19:30 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Zagabria. La serata è iniziata con una Messa, ma prima abbiamo distribuito i santini con la preghiera per la beatificazione di GKC, che abbiamo usato. Subito dopo abbiamo ricevuto la Comunione.
Dopo la messa, ho tenuto una breve conferenza di 15 minuti sul perché Chesterton è un santo e perché dovremmo pregarlo. 
 Ho parlato della sua vita, della sua conversione, del suo lavoro ecc. e ho detto che, secondo me, è il santo patrono di coloro che sono disperati, tristi, di spirito depresso, e che ci insegna come apprezzare la vita, Dio, la sua Chiesa, come essere grati e gioiosi, ecc. 
 Ho anche dato la mia testimonianza personale su come Chesterton mi ha aiutato personalmente, e come pregandolo ho scoperto cosa significa veramente la comunione dei santi - avere un amico in cielo che prega per te! 
Dopo di me ha parlato Stjepan Arnuš, il responsabile di Duhovni Kutak. Ha parlato della sua esperienza personale di lettura di Chesterton e di qual è il potere della preghiera nel guarire le ferite e sperimentare l'amore di Dio.
Poi abbiamo avuto l'Adorazione che è stata animata da Duhovni Kutak (potete sentire le loro canzoni su questo link: https://www.youtube.com/watch?v=wph0JKnf78k) e che è durata circa 50 minuti.
Tutto si è concluso intorno alle 22:00 e ci siamo separati con spirito molto alto. Tutti erano veramente felici. Noi chestertoniani poi siamo andati a prendere una pinta di birra, naturalmente.
Potete vedere altre foto sulla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/chesterton.hr/posts/2261895117372901

Cercheremo di organizzare ancora  questi incontri di preghiera e speriamo di ascoltare alcune testimonianze di persone che pregano, per intercessione di GK.

Dio vi benedica tutti! 

Sinceramente,

Nikola

Un aforisma al giorno

domenica 4 novembre 2018

Un aforisma al giorno (ma bello)

Io stesso (per prendere un vile cadavere) divento ogni giorno più conservatore; ma non divento meno radicale. Perché una delle cose che voglio conservare è il Radicalismo; la vecchia semplicità popolare e la violenza che è sempre più sommersa dalla sofisticazione e dall'ipocrisia del nostro tempo.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, "What Is a Conservative?", 8 Settembre 1906.

👌🏽

Chesterton e Tolkien: le tracce del re dei paradossi nelle opere del professore di Oxford | Luca Fumagalli su Radio Spada

Interessante articolo sulle influenze di Chesterton in Tolkien, spesso decantate ma poco note.

https://www.radiospada.org/2018/11/g-k-chesterton-e-j-r-r-tolkien-le-tracce-del-re-dei-paradossi-nelle-opere-del-professore-di-oxford/

sabato 3 novembre 2018

Un aforisma al giorno (😂👌🏽)


L'umanità non è una tribù di animali a cui dobbiamo compassione. L'umanità è un club a cui dobbiamo il nostro abbonamento.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 10 aprile 1906.

Un aforisma al giorno

La Famiglia non è solo un'istituzione, ma una fondazione, la fondazione di pressoché tutte le istituzioni.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News


Un aforisma al giorno (sistematico - avete letto L’Uomo Eterno...?)

Anche quando c'è davvero progresso, come quando c'è certamente crescita, il progresso non è un progresso in tutto, perfettamente semplice e universale e tutto di un pezzo. Le civiltà vanno avanti in alcune cose, mentre in altre vanno indietro.

Gilbert Keith Chesterton, Chaucer.

venerdì 2 novembre 2018

Un aforisma al giorno (spettacoloso)

Se un uomo vuole rimanere in perfetta apertura mentale e libertà, è meglio che non pensi affatto. Il pensiero è un processo di restringimento. Porta a quello che la gente chiama dogma. Un uomo che pensa duramente a qualsiasi argomento per diversi anni è in un orribile pericolo di scoprire la verità su di esso... È una cosa terribile quando un uomo comprende davvero che la sua mente gli è stata data per essere usata e non per giocarci, o, in altre parole, che gli dèi gli diedero una grande brutta bocca con cui rispondere alle domande, e non solo per porne. 


Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 Settembre 1909

Un aforisma al giorno

Molti uomini sono stati fortunati nello sposare la donna che amano. Ma il più fortunato è colui che ama la donna che sposa.

Gilbert Keith Chesterton, La Sorpresa 

giovedì 1 novembre 2018

Un aforisma al giorno nel giorno di Ognissanti.


Ancora ogni generazione cerca per istinto il suo santo. Ed egli è non ciò che la gente vuole, ma piuttosto colui del quale la gente ha bisogno (…). Da ciò il paradosso della storia che ciascuna generazione è convertita dal santo che la contraddice maggiormente.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi

mercoledì 31 ottobre 2018

Un aforisma al giorno


L'ipocrita è il più sfortunato degli attori che non è mai senza lavoro.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 13 Giugno 1914

martedì 30 ottobre 2018

Un aforisma al giorno

Preferirei che un ragazzo imparasse nella scuola più difficile il coraggio di colpire un politico, o ottenesse nella scuola più difficile l'apprendimento per respingerlo - piuttosto che conquistasse nella scuola più illuminata l'astuzia di copiarlo. 

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 31 Agosto 1912

lunedì 29 ottobre 2018

Un aforisma al giorno

Tutti su questa terra dovrebbero credere, in mezzo a qualsiasi follia o fallimento morale, che la tua vita e il tuo temperamento hanno qualche scopo sulla terra. Credete di avere qualcosa da dare al mondo che non può essere dato altrimenti.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning 

domenica 28 ottobre 2018

Un aforisma al giorno in lingua originale



Orthodoxy




Gilbert Keith Chesterton

                 
CHAPTER VIII.—The Romance of Orthodoxy

To us Trinitarians (if I may say it with reverence)—to us God Himself is a society.

Un aforisma al giorno

Su vaste distese ventose e oltre
Alfred attraversò la boscaglia,
sferzato dalla gioia dei giganti
quella gioia senza un motivo.


Gilbert Keith Chesterton, La ballata 
del cavallo bianco

(ma quanto è  bella...)

sabato 27 ottobre 2018

Chesterton in altre parole - Il Saltimbanco di Nostra Signora

Fu un liberatore cristiano. Come una bomba benefica, sparò fuori dalla Chiesa una quantità di vetri oscuri di un periodo molto povero, e fece entrare raffiche d'aria fresca, in cui le foglie morte della dottrina danzavano con tutta l'energia e la mancanza di decoro del Saltimbanco di Nostra Signora.

Dorothy L. Sayers

venerdì 26 ottobre 2018

Regalar 'chestertons'




Regalar 'chestertons'


G.K. Chesterton, periodista y escritor inglés
A veces he regalado libros de Chesterton, y más de una vez he fracasado; lo entiendo a la perfección. Su lectura es complicada, a veces penosa. Es algo farragoso, las frases son largas, demasiado poético, etc.; pero cuando concluye, cuando cierra una argumentación, cuando una descripción sirve como término de comparación es cuando su genio brilla y entendemos mejor nuestra realidad; lo hace como pocos.
Leyendo el modo en que Chesterton habla de Walter Scott, de sus Ivanhoe, de Rob Roy, de sus personajes, utiliza términos que luego nos han llegado a través de los documentos del Concilio Vaticano II, como que somos "un pueblo de reyes"; esto es grande en Chesterton.
Actuall depende del apoyo de lectores como tú para seguir defendiendo la cultura de la vida, la familia y las libertades.
Haz un donativo ahora
Él, que citaba de memoria centenares de fragmentos de la Biblia esparcidos por sus escritos, ¿conocía explícitamente la doctrina de la participación en el sacerdocio profético y real de Jesucristo de la que hablaría el Concilio Vaticano II?; sí, puede que lo supiera, pero lo maravilloso es que llega a ella por otro camino, el camino de la lectura de Walter Scott… Fascinante.
Como este ejemplo tenemos miles. Benedicto XVI tiene fragmentos brillantes sobre el valor sacramental de la comida y Chesterton los tiene a millares, pero sesenta años antes. La teología del cuerpo de Juan Pablo II ha sido uno de sus grandes regalos a la Iglesia y al mundo, pero Chesterton, cincuenta años antes, ya combatía contra la tendencia excesivamente espiritualista que no se tomaba suficientemente en serio el cuerpo del hombre, la cerveza y la grandeza del arado y de las verduras que crecen de la Tierra; por eso consideraba herético querer solo cosas espirituales en Navidad; en Navidad -escribía en un artículo de periódico- lo que se vive es precisamente un regalo.
El regalo consiste en pasar un buen deseo a un objeto material, que significa y que muestra la buena disposición del que regala. La Navidad es por eso, un regalo: la donación, en un cuerpo material, de Dios mismo, que revela así a los hombres lo importantes que son; pero más aún, antes del propio Nacimiento, la idea del regalo navideño está en los reyes magos que se ponen en camino trayendo cosas materiales como el oro, el incienso y la mirra.
No trajeron paz y bondad, pero con sus regalos materiales trajeron los inicios de la cultura, el arte y la civilización cristiana. Teología de altos vuelos en artículos de periódico, simplemente asombroso.
Quería hablar, en este artículo, de uno de sus últimos libros de ensayos, 'Monstruos y lógica', publicado por Editorial Renacimiento, pero no me ha dado tiempo; así que lo dejo para la próxima.

Un aforisma al giorno in lingua originale - Ortodossia


The Christian admits that the universe is manifold and even miscellaneous, just as a sane man knows that he is complex. The sane man knows that he has a touch of the beast, a touch of the devil, a touch of the saint, a touch of the citizen. Nay, the really sane man knows that he has a touch of the madman. But the materialist's world is quite simple and solid, just as the madman is quite sure he is sane. The materialist is sure that history has been simply and solely a chain of causation, just as the interesting person before mentioned is quite sure that he is simply and solely a chicken. Materialists and madmen never have doubts.

Il cristiano ammette che l'universo è molteplice e persino miscellaneo, così come un uomo sano di mente sa di essere complesso. L'uomo sano di mente sa di avere un pizzico di bestia, un pizzico di diavolo, un pizzico di santo, un pizzico di cittadino. No, l'uomo davvero sano di mente sa di avere un pizzico del pazzo. Ma il mondo del materialista è abbastanza semplice e solido, così come il pazzo è abbastanza sicuro di essere sano di mente. Il materialista è sicuro che la storia sia stata semplicemente ed esclusivamente una catena di causalità, così come l'interessante persona prima menzionata è abbastanza sicura di essere semplicemente ed esclusivamente un pollo. Materialisti e pazzi non hanno mai dubbi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

giovedì 25 ottobre 2018

Un aforisma al giorno

Dio non è un simbolo della bontà. La bontà è un simbolo di Dio.

Gilbert Keith Chesterton, William Blake

Gilbert Keith Chesterton: Létající zlaté rybky | Dvojka

Domenica la radio ceca manderà in onda Chesterton...

https://dvojka.rozhlas.cz/gilbert-keith-chesterton-letajici-zlate-rybky-7645020

lunedì 22 ottobre 2018

Inedito Chestertoniano - Il Natale e l’arte di vendere (Christmas and Salesmanship) - GKC, Illustrated London News, 28 Dicembre 1935 (traduzione di Umberta Mesina ©)

L'opera è inedita in italiano - grazie a Umberta Mesina che ne ha curato la traduzione.
Provo un cupo e malinconico piacere nel ricordare agli scribacchini e sgobboni  prezzolati che mi sono compagni nel terribile mestiere del giornalismo che il Natale appena finito dovrebbe continuare per il resto dei dodici giorni. Dovrebbe terminare nella Dodicesima Notte, in occasione della quale Shakespeare in persona ci ha assicurato che dovremmo star lì a fare Quel che ci Pare.[1]
Invece una delle cose più bizzarre riguardo al nostro tempo scombinato è che tutti abbiamo sentito tanto parlare del Natale appena prima che arrivasse e, dopo che è arrivato, all'improvviso non ne sentiamo più dir niente. Il mio mestiere, la tragica gilda che ho già menzionato, è ammaestrato a cominciare a profetizzare il Natale in un qualche momento verso l'inizio dell'autunno; e le profezie in proposito sono come profezie sull'Età dell'Oro e il Giorno del Giudizio combinati insieme. Chiunque scrive di che glorioso Natale avremo. Nessuno, o pressoché nessuno, scrive mai a proposito del Natale che abbiamo appena avuto.
Intendo fare di me stesso un'esasperante eccezione in proposito. Ho intenzione di invocare un più lungo periodo nel quale scoprire che cosa realmente s'intendesse con il Natale; e una più piena riflessione su ciò che abbiamo realmente trovato. C'è un numero infinito di leggende, perfino leggende moderne, su ciò che accade prima di Natale; si tratti della preparazione dell'albero di Natale, che si dice risalga solo ai tempi del marito tedesco della regina Vittoria, o della vasta popolazione di Babbi Natale che oramai affollano i negozi quasi allo stesso ritmo dei clienti. Ma non c'è nessuna leggenda moderna su ciò che avviene subito dopo Natale; a parte una tetra battuta circa l'indigestione e l'arrivo del dottore. E tanto più, allora, sono spinto a inviare a tutti un saluto post-natalizio o, se fossi abbastanza operoso, un biglietto post-natalizio; e in verità c'è una folla pusillanime che se la cava ripiegando sui biglietti per l'Anno Nuovo. Ma vorrei esaminare questo problema degli usi e festeggiamenti del dopo-Natale un po' più attentamente.
È di certo un segno distintivo di una comunità commerciale che essa faccia pubblicità in tal modo durante l'Avvento. Tutto l'obiettivo di un simile sistema è di consegnare merci. Una volta che siano state consegnate, c'è un silenzio di tomba; quantomeno come assenza di qualunque esplosione di gioia per la creazione di cose nuove; un relativo silenzio circa le stelle del mattino che cantano insieme o le grida dei figli di Dio.[2] In altre parole, una volta consegnati i beni, non è del tutto certo che qualcuno li abbia esaminati e abbia visto che sono buoni.[3] E l'immensa importanza dell'annuncio diffuso ovunque diminuisce la corrispondente importanza dell'apprezzamento. So che nel caso del commercio ci sono a volte delle prove di apprezzamento. So che nobildonne e attrici (spero che questo sia l'ordine corretto di precedenza) scrivono testimonianze del loro piacere nel consumare un qualche tipo di sapone; e che intellettuali di primo piano sono pescati a dichiarare che praticamente sarebbero stati dei mezzi scemi se non fosse stato per qualche particolare allenamento della mente. Ma prendendo i moderni annunci e avvisi pubblicitari e attestazioni nell'insieme, non c'è paragone tra il volume delle promesse e il volume degli apprezzamenti. Tutti conoscono gli annunci, ma pochi potrebbero citare gli apprezzamenti. Questo è tanto più ovvio nel caso del Natale, perché il Natale è tuttora giustamente considerato una festa per i bambini. È forse naturale che dire a un ragazzino che a breve avrà delle caramelle sia più esplicito ed esplicativo del ragazzino stesso quando sta effettivamente mangiando le caramelle; quando è rimpinzato e incollato alla sedia dalle caramelle; e non è dell'umore adatto per simboleggiare la gratitudine altro che con l'ingordigia. Non gli chiederemmo neanche un lirico grido che possa diventare un inno di ringraziamento; tanto meno un brano di prosa perfetta in cui analizzi le sue impressioni. I bambini andrebbero visti e non sentiti.  In altre parole, vengono per comprare caramelle, non per elogiarle. Purché non si producano rumori eccessivi nella masticazione dei dolciumi, dispenseremo la gioventù da qualunque lungo esercizio retorico in forma di rendimento di grazie. E una certa quota di questa sproporzione naturale tra l'eccitazione dell'attesa e ringraziamento bisogna consentirla a tutti i giovani. La triste agonia che tanti ragazzini devono stare attraversando in questo momento, allo scopo di scrivere tre righe di ringraziamento alla nonna che gli ha dato le caramelle, di per sé non è una riflessione sulle caramelle. La gratitudine, essendo quasi il più grande dei doveri umani, è anche quasi il più difficile. E se persone adulte non pensano praticamente mai ad essere grate per il sole e la luna e i loro stessi corpi e anime, è facile scusare una persona immatura se trova difficile dirti grazie per un sacchetto di dolci. Soltanto, dicevo, una volta fatte tutte queste concessioni, c'è ancora una sproporzione tra le promesse di qualunque festa simbolica tanto grande e lo strano adempimento della promessa. E ciò è connesso con una certa consuetudine commerciale di certe persone che promettono tutto o di tutto, così che le altre persone sviluppano una tendenza a non ringraziarle per niente. C'è una specie di silenzio circa l'assorbimento di molte cose moderne, in confronto alle alte grida che ne hanno annunciato l'arrivo.
Non so fare a meno di sospettare che ci sia, in questo, un problemino riguardo a ciò che è chiamato entusiasticamente l'Arte delle Vendite. Non dico che vendere non possa essere un'arte; non dico neanche che sia diventata troppo artefatta. Tuttavia non sono i suoi nemici ma i suoi amici ad alludere di continuo che essa non significa far comprare alle persone ciò che non vogliono. Una transazione di tal genere spiegherebbe in pieno i gioiosi schiamazzi dei negoziati d'apertura in confronto al silenzio successivo. È un trionfo per il venditore quando fa comprendere al cliente di aver avuto bisogno da tempo di uno spazzolino elettrico o di una matita automatica, dei quali mai prima aveva sentito parlare. Ma non è sempre un trionfo per il cliente quando questi in seguito si mette ad esaminare giustamente e seriamente quelle cose. E a me pare che la nostra civiltà sia in qualche misura andata fuori posto, proprio nel punto esatto di questa congiunzione tra un'offerta accanita e zelante e una domanda piuttosto debole e tentennante. C'è una tale carica di elogio e raccomandazione, da un lato, e una tale mancanza di reazione, sia di elogio sia di protesta, dall'altro, che dubito che il consumatore stia fornendo allo Stato una critica abbastanza costruttiva.
Dopotutto, il fondamento originale di ogni commercio è stato che le idee provenivano dal consumatore; e che questi era ben certo di ciò che voleva consumare. I sogni e le visioni del consumatore erano poi concretizzati e, per così dire, incarnati, nelle arti e nei mestieri che li soddisfacevano. Naturalmente, artisti e artigiani facevano nel dettaglio cose che il consumatore non poteva fare da sé; ma il consumatore faceva qualcosa non nel dettaglio ma nel disegno. In un certo senso, lui era l'architetto e loro i costruttori. Se però l'architetto deve ritrovarsi al riparo di tutt'altro tipo di edificio e sentirsi dire che quello è ciò che veramente voleva senza saperlo, allora non gli si sta dando un alloggio ma un sepolcro.
Il mio unico punto al momento è che, in fin dei conti, egli è ora piuttosto silenzioso nella sua tomba. So che c'è una gran difficoltà a organizzare qualsivoglia espressione da parte di coloro che hanno veramente avuto ciò che gli piaceva; principalmente perché ciò implicherebbe l'allarmante alternativa che si esprimano su ciò che non gli è piaciuto. Suppongo che non ci sia mai stato un annuncio pubblicitario veramente convincente per il sapone Smith o una testimonianza davvero convincente per il tè Tomkinson. Perché l'unica affermazione veramente entusiasmante riguardo al sapone Smith sarebbe che è molto meglio del sapone Brown; e il solo encomio totalmente convincente  del tè Tomkinson sarebbe una testimonianza che dicesse "Che sollievo è stato dopo il sapore assolutamente schifoso del tè Wilkinson". E questo è vietato da ogni usanza commerciale; e immagino che lo sia perfino dalle leggi vigenti. Non dico neanche per un momento che sarebbe facile ottenere un vero resoconto del ricevimento di cose buone, specialmente quando sono buone davvero; e se il mondo moderno fosse di quell'umore, immagino che ci sarebbe un più lungo periodo di apprezzamento, e forse perfino qualche festività finale di ringraziamento dopo la festività del Natale. I Puritani in America inventarono il Giorno del Ringraziamento per evitare il giorno di Natale.[4] Sarebbe una vera riconciliazione anglo-americana combinarli insieme; e avere un Giorno del Ringraziamento per il tacchino che abbiamo mangiato a Natale.
Gilbert Keith Chesterton (traduzione di Umberta Mesina © gratitudine nostra)
… … …  
[1] Il titolo intero della commedia di Shakespeare "la dodicesima notte" è The Twelfth Night, or What You Will, cioè "La Dodicesima Notte, o Quel che Volete Voi", intendendo che nella storia ciascuno può vedere ciò che gli pare.
[2] Una citazione del libro di Giobbe, capitolo 38, verso 7.
[3] In inglese "buono" si dice good, al singolare e al plurale; "merci" si dice goods, cioè "beni" (che noi usiamo come termine economico o legale o in espressioni particolari come "beni di prima necessità", ma in genere non usiamo come termine colloquiale).
[4] I Puritani storici, come i Padri Pellegrini che nel 1620 arrivarono in America con la Mayflower, non celebravano il Natale. In Inghilterra lo abolirono come festa nazionale, attraverso il parlamento, dal 1645 al 1660, ma nel New England Uniti, oltre a non celebrarlo, lo misero proprio fuorilegge, dal 1659 fino agli anni Ottanta dello stesso secolo. Anche quando il Natale smise di essere fuorilegge, comunque, i puritani d'America continuarono a non celebrarlo. Per ulteriori informazioni, "When Americans banned Christmas"The Week, December 20, 2011.

sabato 20 ottobre 2018

Gilbert Keith Chesterton. Pisarz współczesny, choć urodzony w XIX w. - Dwójka - polskieradio.pl

Nella rassegna stampa internazionale non poteva mancare la Polonia, tanto amata da Gilbert cordialmente ricambiato.

http://www.polskieradio.pl/8/3664/Artykul/2161044,Gilbert-Keith-Chesterton-Pisarz-wspolczesny-choc-urodzony-w-XIX-w

ESSAI : Penseurs d'une foi compatible avec la raison | Lire pour croire…

Tra i cinque difensori ci sono volti a noi noti, tra di loro il nostro Gilbert...

https://livre-religion.blogs.la-croix.com/essai-penseurs-dune-foi-compatible-avec-la-raison/2018/10/14/

Petites choses formidables - Essais - Littérature - Livres - famillechretienne.fr

Sempre sulla raccolta degli articoli dal Daily News...

https://www.famillechretienne.fr/livres/litterature/essais/petites-choses-formidables-243391

Chesteron, el autor de novela negra camino de los altares - Cultura - Mundiario

https://www.mundiario.com/articulo/cultura/chesteron-autor-novela-negra-camino-altares/20181017083612135102.html

G.K. Chesterton, chroniques de l’infime - da Liberation

Una raccolta di articoli dal Daily News viene tradotta in francese...
Un commento compiaciuto su Liberation.

https://next.liberation.fr/livres/2018/09/21/gk-chesterton-chroniques-de-l-infime_1680359

giovedì 18 ottobre 2018

Un aforisma al giorno (principio primo del distributismo, calcoli e grafici lasciamoli a chi si accontenta dello status quo...)

L'attuale sistema sociale che, nella nostra epoca e nella nostra cultura industriale, subisce seri attacchi ed è afflitto da problemi penosi, è tuttavia normale. Mi riferisco all'idea che la comunità è costituita da alcuni piccoli regni nei quali un uomo e una donna diventano il re e la regina esercitando un'autorità ragionevole, soggetta al buon senso della comunità, finché coloro che essi educano diventano adulti e fondano regni simili ed esercitano a loro volta un'autorità simile. Questa è la struttura sociale dell'umanità, molto più antica di ogni sua cronaca e più universale di tutte le sue religioni; i tentativi di modificarla sono solo parole al vento e baggianate.


Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

Un aforisma al giorno

La libertà è già di per sé una gloria.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

mercoledì 17 ottobre 2018

Da Maria Grazia Gotti, dalla Spagna, dall’America, da Dale...

Ciao Presidente! 
Gli spagnoli di Religion en Libertad hanno tradotto questo bell'articolo di Dale: peccare va bene, parlare di peccato, no. 
Molto molto bello
In fondo c'è anche il link all' articolo originale.


https://www.religionenlibertad.com/opinion/283377845/Pecar-esta-bien-visto-hablar-del-pecado-no.html

Un aforisma al giorno (quest’uomo ci vede sempre bene - è così).


La prossima grande eresia sarà semplicemente un attacco alla morale, e soprattutto alla morale sessuale. E viene non da pochi socialisti sopravvissuti alla Società Fabiana, ma dall'energia esultante e vivente dei ricchi decisi a divertirsi finalmente, senza che né il papato, né il puritanesimo, né il socialismo li trattengano... Le radici della nuova eresia, Dio lo sa, sono profonde come la natura stessa, il cui fiore è la lussuria della carne e la lussuria dell'occhio e l'orgoglio della vita. Dico che l'uomo che non sa vedere questo non può vedere i segni dei tempi; non  vede nemmeno le insegne luminose nelle strade che sono il nuovo tipo di segni del cielo. La follia di domani non è a Mosca ma molto di più a Manhattan - ma la maggior parte di ciò che era a Broadway è già a Piccadilly.

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 19 Giugno 1926, citato in Maycock, 
The Man Who Was Orthodox, 123.


Chesterton sovranista? di Fabio Trevisan - da Riscossa Cristiana

"La democrazia vera e duratura si basa sul fatto che tutti gli uomini sono parimenti idioti"

Ne: "Il Napoleone di Notting Hill", Chesterton descriveva la deriva della democrazia attraverso due figure emblematiche, il pazzo e il re. Già nel 1903 con questo suo primo romanzo, lo scrittore londinese aveva preso a bersaglio tutto ciò che ai nostri tempi è sovente discusso: i pericoli del cosmopolitismo (ancora non c'era in uso la parola "globalizzazione"), il potere finanziario (contro cui si scontra Adam Wayne, il Sindaco folle di Notting Hill), l'assenza di democrazia (derisa dal Re umorista Auberon Quin). Andiamo con ordine, poiché merita qui approfondire il pensiero di Chesterton su questi temi. Nel deplorare il cosmopolitismo, egli faceva entrare in scena, sin dalle prime pagine del romanzo, un deposto presidente del Nicaragua, ardente patriota cattolico, che difendeva la Chiesa e l'antica sacralità dei colori: "Non riesce a comprendere l'antica sacralità dei colori? La Chiesa possiede i suoi colori simbolici e pensi a ciò che significano i colori per noi". Attraverso le parole dell'immaginario presidente nicaraguense, in un contradditorio con un influente personaggio politico inglese, Chesterton attaccava successivamente il cosmopolitismo: "Ecco cosa deploro, nel suo cosmopolitismo. Quando lei dice di volere l'unione di tutti i popoli, in realtà vuole che tutti i popoli si uniscano per imparare i trucchi del suo…noi uomini d'oggi riponiamo fede in una grande civiltà cosmopolita, destinata a conglobare tutti i talenti dei popoli assimilati". Potremmo adattare, seppur con le dovute cautele, il sovranismo anti-cosmopolita del presidente nicaraguense all'attuale situazione socio-politica che stiamo vivendo. Chesterton aveva visto come queste lusinghe cosmopolitiche falsamente unitarie fossero inconsistenti, in quanto mascheravano l'essenza di un dominio liberal-capitalistico. Egli amava la Patria, a cui aveva cercato di restituirle la Verità tutta intera, quella Cattolica; egli era conscio, da buon pittore qual era, dell'importanza dei colori e delle forme artistiche vivide che la stessa Chiesa aveva preservato nelle grandi cattedrali, negli stemmi araldici, nei gonfaloni, nelle vesti liturgiche. Chesterton detestava le forme sbiadite impressionistiche, la sciattezza e banalità dei costumi moderni, l'uniformità del pensiero globalizzato. A quella monotona vita grigia della città, emblema dell'industria capitalista, contrapponeva l'amore per le cose piccole e ben fatte, tipiche dell'artigianato locale. Per sconvolgere questa struttura peccaminosa che era la modernità ci voleva l'audacia di un folle e l'umorismo di un Re: questi due personaggi del romanzo potevano mettere in crisi e svelare l'atrocità di un cosmopolitismo spersonalizzante e disumano, l'aggressività di un'apparente democrazia, le speculazioni finanziarie, le ideologie pacifiste che sostenevano questa aberrante visione del mondo. L'umorismo, quello sano e cristiano, costituiva l'ingrediente fondamentale per capovolgere l'iniquità: "L'umorismo, cari amici, è la sola cosa sacra che rimanga all'umanità ed è la sola cosa di cui avere realmente paura". Attraverso il Re umorista, Chesterton poteva prendersi gioco di tutti quei mali che affliggevano la sua epoca e, mediante l'anti-pacifismo di Adam Wayne, cercava di sollevare l'animo di un popolo reso inerme: "Guerra! Guerra per la bellezza, guerra per la società, guerra per la pace". La grandezza della follia stravagante del Sindaco di Notting Hill rivelava l'autentica pazzia dell'umanità, secondo le parole incredibili del Re umorista: "La serietà fa impazzire la gente. Tu sei pazzo perché dai peso alla politica, tu sei pazzo perché ti premono i quattrini, perché credi di essere un uomo rispettabile…credevate di rovinarmi tutto il gioco, di buttare tutto all'aria diventando sempre più moderni, sempre più pratici, razionali, affaccendati. Che spasso è stato rispondervi diventando sempre più augusto, più solenne, più affabile e all'antica!". Un romanzo "sovranista", quello di Chesterton, molto lungimirante che coglieva il malessere della modernità nell'apparente trambusto, il quale celava un'autentica pigrizia e confusione: "Terribilmente fermo: due semplici parole racchiudono lo spirito di questa nostra epoca, quale l'ho percepito sin dalla culla. Spesso mi sono domandato quante fossero le persone che, al pari di me, avvertivano l'oppressione di questo strano connubio fra la quiete e il terrore. Vedo strade insulse e ben tenute e uomini che girano tetri in volto e le cose vanno avanti così, senza che mai succeda nulla…la guerra è meno atroce di questa pace sciagurata. I giovanotti che strinsero queste spade erano forse terribilmente rumorosi, ma non erano come noi: terribilmente fermi".

Last Call, Gentlemen – GK Chesterton and the recruitment drive of autumn 1918

https://www.irishtimes.com/opinion/last-call-gentlemen-gk-chesterton-and-the-recruitment-drive-of-autumn-1918-1.3661617

giovedì 11 ottobre 2018

Un po’ di Chesterton dall’Italia a North East Minneapolis...


Questa bella ed elegante felpa è stata creata da Pump Street per il Northeast Catholic Collective, una bella invenzione dei nostri amici preti della parrocchia di Holy Cross.

Un po’ di Chesterton andava preciso preciso come una freccia al cuore della beatitudine e di Northeast Minneapolis, e ci è arrivato! È andata a ruba al Fall Festival della parrocchia ed è un bel programma.

mercoledì 10 ottobre 2018

Un aforisma al giorno

Solo a quest'età appartiene una classe [.....] che punta deliberatamente ad uno standard basso e spesso lo manca.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 2 Marzo 1901

martedì 9 ottobre 2018

Un aforisma al giorno

Non ho bisogno di dirti che ti amo ancora.
Sai come il mio cuore opprime
L'intollerabile tenerezza
Che ha infranto il mio corpo quando ci siamo incontrati.
Non ho bisogno di dire che ti amo ancora.

Ma permettimi di dire che ti temo ancora
Tu i lunghi anni non hai reso volgari,
Tu apri i tuoi occhi immortali
E noi per la prima volta ci siamo incontrati.
Copri il tuo viso; ti temo ancora.

G.K. Chesterton, lettera a Frances per ricordare le loro nozze d'argento.