martedì 20 ottobre 2020

Una riproposizione bellissima sulla Russia e il suo rapporto con Chesterton.

Anni fa parlammo di Chesterton e della Russia.

E' una pagina bellissima, questa che vi riproponiamo. Nel frattempo abbiamo anche conosciuto qualche chestertoniano russo!

Abbiamo ritrovato questo intervento del nostro presidente, una piccola antologia di notizie interessanti del rapporto tra la Russia e Chesterton. L'avevamo racchiuso in un post con l'intento di far leggere, cliccando il titolo, una intervista alla grande Natal'ja Trauberg sul sito di Road to Emmaus, ma oggi l'intervista è reperibile in un altro collegamento, ed altre cose cui faceva riferimento il post si sono purtroppo perse nel web (ad esempio il ricordo di Averincev da parte di Andrea Monda), ed allora abbiamo preferito riprendere il contenuto del nostro articolo e riproporvelo con qualche piccolo adattamento.

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Chesterton era noto e letto in Russia, lui ancora vivente, tanto che il poeta russo Nicholas Gumylov lo considerava lo scrittore inglese maggiore e più popolare. Gumylov aveva una strana teoria, essa sosteneva che i poeti avrebbero dovuto governare le nazioni, e fece sapere a Chesterton che lui avrebbe avuto diritto alla corona inglese! Circa una ventina d'anni dopo Chesterton menzionò nella sua Autobiografia quel "pazzo poeta russo".




un ritratto di Nicholas Gumylov

Chi ci dà queste preziosissime informazioni è Natalia Trauberg. La Trauberg è russa, una leggenda per i russi amanti della letteratura inglese. Legge la prima volta Chesterton nel 1944 e ne iniziò subito a tradurre le opere, per la maggior parte usciti durante il periodo sovietico attraverso il samizdat, la stampa clandestina russa quasi sempre manoscritta. Oggi (quando il post fu scritto, nel 2008, era ancora viva, la nostra chestertoniana è passata a miglior vita nel 2009, ndr) è monaca ortodossa (oltre che madre di sei figli) e continua a dare lezioni a giovani traduttori e a partecipare a trasmissioni radiofoniche. Ne abbiamo trovato un'interessantissima intervista nel sito internet della rivista americana Road to Emmaus, risalente al 2002.
La Trauberg ci riferisce che Chesterton era noto e letto tra i nobili e gli eruditi russi in grado di comprendere e parlare l'inglese, anche se ci viene testimoniato che negli anni '10 del Novecento c'era chi aveva già abbozzato traduzioni di Chesterton ("Un giorno un'anziana donna mi mandò la traduzione di Chesterton eseguita da sua nonna. Sua nonna l'aveva scoperto e lo traduceva già prima della rivoluzione").
C'erano in quegli anni molti russi che amavano l'Inghilterra, dice Natalia Trauberg, e la letteratura inglese, e notarono subito il grande successo presto raggiunto, già nei primi anni del secolo, dallo scrittore di Beaconsfield. Uno dei paradossi è che la popolarità di Chesterton crebbe anche dopo la Rivoluzione d'Ottobre. Nei primi anni Venti gente di cinema ed intellettuali di sinistra iniziarono ad apprezzarlo, anche se molti di loro furono presto delusi. Molti però continuarono ad apprezzarlo come un moderno inglese eccentrico. Lo stesso Eisenstein (il regista dei film "Alexander Nevskij" e "La Corazzata Potemkin", per intenderci), leggendolo, ne sottolineava i passaggi da lui ritenuti migliori. Un passaggio da lui apprezzato, per esempio, è quello in cui Gilbert si chiede il perché del fatto che diciamo che un uomo è bianco quando invece è rosaceo-giallastro-beige, o perché diciamo "vino bianco" quando è giallastro. Solo che Eisenstein apprezzava solo questa idea dei cliches. In effetti alcuni intellettuali russi di quel decennio credevano che Chesterton li avrebbe aiutati a scardinare i cliches in voga e che gli stessi avrebbero potuto essere rimpiazzati dalle loro idee. Alcuni addirittura arrivarono a pensare di Chesterton che fosse ideologicamente l'ala più a sinistra dell'estrema sinistra... ma qualche tempo dopo si accorsero che era cristiano, come dire? al cento per cento, e non si capacitavano che uno come lui potesse esserlo...

nella foto: Sergej Eisenstein

"Il ruolo di Chesterton - dice Natalia Trauberg - qui in Russia fu molto strano. Per venti o anche trent'anni sino al 1958 egli fu un tesoro seminascosto (non del tutto proibito, ma non interamente permesso) della cultura degli anni Venti".

La Trauberg riferisce che alla prima lettura ne apprezzò la mistura di "chiacchierata intima e sorprendente libertà", e si accorse "che 'religioso' e 'libero' erano la stessa cosa". Ma il vero amore per Chesterton nacque nel 1946 all'università, quando lesse il Ritorno di Don Chisciotte (inedito in Italia). Dice ancora la Trauberg: "Da studente osservavo la gente che incontravo così: davo loro Chesterton da leggere, e quelli che lo apprezzavano, sapevo, erano più vicini a me di quelli che non lo apprezzavano. Erano persone di una diversa libertà d'animo, persone non programmate, e io sono molto grata a loro per questo. Nella mia università ce n'erano cinque così".
Dice ancora la studiosa russa: "Ciò che mi prese (di Chesterton, ndr) fu la sua bellezza, e poi... la sua purezza. Quella tremenda purezza. Io ero impaurita dalla purezza angelica. Era importante per me perché la mia famiglia era molto bohemienne. Fu nel 1946, un tempo bruttissimo, ma quando presi quel libro vi trovai il paradiso. Non potevo vivere senza di lui. Ero quasi pazza per tutte quelle calamità ed egli mi salvò". In quel momento, dice ancora la Trauberg, le uniche voci di sanità e virtù cui attaccarsi "erano la Bibbia e Chesterton". Riferisce poi che i suoi saggi non potevano essere letti, perché considerati letteratura religiosa, ed essi erano introvabili. Erano invece reperibili le Storie di Padre Brown e qualche altro romanzo. Nel 1953, a Mosca, trovò saggi e opuscoli, iniziò a leggerli e a tradurli per il samizdat. Tradusse quattro romanzi: L'Uomo che fu GiovedìL'Osteria Volante, La Sfera e la Croce e il Don Chisciotte. Dei saggi tradusse L'Uomo EternoSan TommasoSan FrancescoDickens e metà di Ortodossia, nonché l'Autobiografia.
Anche altri in Russia si interessarono a Chesterton, ad esempio Muravyov tradusse Il Napoleone di Notting Hill e Kourney Chukovsky l'Uomo Vivo.

Va pure detto che esiste una Società Chestertoniana Russa, nata in occasione dell'anniversario della nascita di Gilbert nel 1974, fondata dalla Trauberg, Sergei Averincev (lo studioso, oggi defunto, tenne una lezione al Senato della Repubblica Italiana di cui ci diede conto Andrea Monda qualche anno fa, e iniziò con una citazione di Chesterton. Su Averincev, qui), i fratelli Muravyov eYuri Schrader.
Non ci crederete ma esiste anche un sito internet su Chesterton in russo anzi meglio in caratteri cirillici oltre che in lingua russa all'indirizzo www.chesterton.ru.



nella foto: Sergej Averincev

L'intera intervista, in lingua inglese (in questo articolo ne ho riportato qualche stralcio, liberamente tradotto dal sottoscritto), a Natalia Trauberg è reperibile a questo link in formato pdf insieme ad un saggio intitolato Chesterton in Russia.

Marco Sermarini

Altri collegamenti sulla Russia e Chesterton:




lunedì 19 ottobre 2020

Chesterton in altre parole - Etienne Gilson per intero (3).

A padre Kevin Scannell, che era stato curato presso padre O'Connor e che aveva ereditato la sua collezione di Chesterton, Gilson scrisse: "Il mio motivo per ammirare il suo Tommaso d'Aquino così come lo ammiro io, è proprio che lo trovo sempre giusto nelle sue conclusioni sull'uomo e sulla dottrina, anche se in realtà sapeva così poco di lui". Ha sempre sentito che Chesterton era "più vicino al vero Tommaso", poi lo è stato anche dopo aver letto e insegnato il Dottore Angelico per sessant'anni.

Etienne Gilson a p. Kevin Scannell, 7 gennaio 1966, citato in Ian Ker, Chesterton.


Chesterton in altre parole - Etienne Gilson per intero (2)

Gilson considerava il libro (San Tommaso d'Aquino, ndr) come "senza possibilità di confronto il miglior libro mai scritto su San Tommaso... Niente di meno che il genio può rendere conto di un tale risultato...". La "cosiddetta arguzia" di Chesterton aveva fatto vergognare gli studiosi. Aveva indovinato tutto quello che "cercavano di dimostrare" e che avevano cercato "più o meno goffamente... di esprimere in formule accademiche". Secondo Gilson era "uno dei pensatori più profondi che siano mai esistiti".

Cyril Clemens, Chesterton, citato in Ian Ker, Chesterton.

Chesterton in altre parole - Etienne Gilson per intero (1)

Etienne Gilson, il filosofo tomista francese e storico della filosofia medievale, nonché pioniere della rinascita tomista del XX secolo insieme a Jacques Maritain, ha detto con disappunto in occasione della sua pubblicazione: "Chesterton fa disperare. Ho studiato San Tommaso per tutta la vita e non avrei mai potuto scrivere un libro del genere".

Ian  Ker, Chesterton, in Maisie Ward, Chesterton.

«Un profeta in un tempo di falsi profeti»: un profilo bio-bibliografico di G. K. Chesterton | Luca Fumagalli su Radio Spada.

https://www.radiospada.org/2020/10/un-profeta-in-unepoca-di-falsi-profeti-un-profilo-bio-bibliografico-di-g-k-chesterton/

In the Place of the Tiger – Dale Ahlquist parla di Thomas Howard e Chesterton su Catholic World Report.

https://www.catholicworldreport.com/2020/10/17/in-the-place-of-the-tiger/

domenica 18 ottobre 2020

La bella copertina dell'edizione Tan Books and Pub 2018 illustrata da Ben Hatke di The Ball and the Cross.


 

Il Napoleone di Notting Hill, edizione Paoline 1966.


 

La sfera e la croce, editrice Città Armoniosa 1991.


 

La sfera e la croce, edizione Ultra 1945.























 

Un'antica edizione del Giovedì...


 ... anche questa con una rielaborazione del titolo.

E' del 1933, edito dalla scomparsa editrice Bietti.

Una "vecchia ma non troppo" edizione di The Napoleon of Notting Hill.


 Non è più in catalogo alla TEA.

Il titolo è singolare, come pure la presenza di un sottotitolo. Il disegno è molto bello.

sabato 17 ottobre 2020

venerdì 16 ottobre 2020

Riproposizioni - Un vecchio aforisma...

L'isolamento del pensiero nell'orgoglio conduce all'idiozia. Tutti gli uomini che hanno il cuore duro debbono rassegnarsi a finire col cervello tenero.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno.

Una tradizione è una cosa viva, non morta.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 24 Dicembre 1910.


mercoledì 14 ottobre 2020

Sabato 17 ottobre 2020 ore 21:00 il distributismo è su Radio Maria.


 

"La Dottrina sociale della Chiesa, oggi",


trasmissione a cura dell'Osservatorio Internazionale "Card. Van Thuan"

 

 

Sabato 17 ottobre 2020 (ore 21.00-22.30), argomento della trasmissione:

 

ATTUALITA' DEL DISTRIBUTISMO

 

Parte introduttiva:

 

• Saluti iniziali, presentazione della trasmissione e degli ospiti (Fabio Trevisan)

 

 

ospiti:

 • Matteo Mazzariol, presidente del Movimento Distributista italiano.

• Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana.

martedì 13 ottobre 2020

Un aforisma al giorno.

Per dirla in breve, il male di cui sto cercando di avvisarvi non è l'eccessiva democrazia, non è l'eccessiva bruttezza, non è l'anarchia eccessiva. Si potrebbe definirlo così: è un livellamento su un livello qualitativo basso.

Gilbert Keith Chesterton, Culture and the Coming Peril.

lunedì 12 ottobre 2020

Chesterton, Phelps e A. E. Russell.

Chesterton in altre parole - Card. Giacomo Biffi.





Card. Giacomo Biffi, Pinocchio, Peppone, L'Anticristo e altre divagazioni.


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Un aforisma al giorno.

L'ideale che intossica in minor misura è l'ideale veramente ideale; questo ci fa bruscamente rinsavire, come è proprio di tutte le vette e i precipizi e le grandi distanze.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici


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Un aforisma al giorno.


Occorrerebbe realmente un Santo per scrivere la vita di un Santo.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco.

venerdì 9 ottobre 2020

Un aforisma al giorno (bellissimo ed attuale, vale proprio la pena di provare che è vero...).

Quando il signor Shaw proibisce agli uomini di avere rigorosi ideali etici, agisce come uno che proibisse loro di avere figli. All’asserzione: «la regola aurea è che non c’è alcuna regola aurea», si può, in realtà, rispondere semplicemente rovesciandola. La circostanza che non vi sia alcuna regola aurea, costituisce di per sé una regola aurea, anzi, assai peggio che una regola aurea. È una regola di ferro, un ceppo apposto al primo movimento di un uomo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

Un aforisma al giorno.

L’essere buoni è una impresa molto più violenta e audace del fare il giro del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

giovedì 8 ottobre 2020

Un aforisma al giorno.





Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



Un aforisma al giorno.




Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno

IL DISTRIBUTISMO: FAMIGLIA, VITA CITTADINA, SOLIDARIETÀ ECONOMICA. È uscito il “BOLLETTINO” 3/2020 dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan.


È uscito il terzo fascicolo 2020 della rivista dell'Osservatorio, il Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa.

Il Bollettino, generalmente molto interessante, questa volta tocca le nostre corde più profonde. C'è anche un breve saggio del nostro presidente.
E' uno strumento che può essere utilizzato per diffondere e far comprendere le idee del distributismo in una chiave attuale. 

Vedi il Sommario  [qui ]

Articoli di: Mons. Giampaolo Crepaldi, Matteo Mazzariol, Thomas Storck, Marco Sermarini, Fabio Trevisan, Giovanni Lazzaretti.


Dall'Editoriale di Mons. Crepaldi:

"A leggere ora le opere del distributismo classico si rimane colpiti dalla attualità di tante riflessioni e analisi. Vorrei qui sottolinearne almeno qualcuna. Al primo posto metterei l'attenzione per la famiglia, come ambito di vita naturale e come esempio di primordiale socialità che sta alla base di ogni altra forma di socialità successiva e ulteriore.

Vorrei secondariamente indicare la valorizzazione dei corpi intermedi, come realtà aggregative nelle quali è possibile sviluppare armonicamente il lavoro, garantire la giustizia, fornire una solidarietà non burocratica ma realmente condivisa.

Infine segnalo l'aspetto più direttamente distributista, ossia la diffusione della piccola proprietà".

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Acquista il Fascicolo (euro 8,00)

Abbonati (euro 30 per 4 numeri annui)

versando l'importo sul conto dell'Osservatorio: IT04X 02008 02210 00004 0096979

e comunicando il tuo indirizzo a info@vanthuanobservatory.org


https://www.vanthuanobservatory.org/ita/il-distributismo-famiglia-vita-cittadina-solidarieta-economica-e-uscito-il-bollettino-32020/

mercoledì 7 ottobre 2020

Oggi, 7 Ottobre, è la Festa della Madonna della Vittoria, la Vittoria di Lepanto...

Chesterton scrisse uno splendido poema intitolato così, egli fu letteralmente inebriato dal racconto che udì da padre O'Connor sulla battaglia.
Voglio suggerirgli il giudizio sulla poesia dato da Hilaire Belloc. Capite perché Lepanto è così bella! Questa poesia fa sentire lo squillo di tromba.

 

"Quello viene da Lepanto, ed è un suono di tromba! Ma in effetti tutta quella poesia, Lepanto, non è solo il culmine del successo di Chesterton in versi, ma il culmine dei versi retorici più alti di tutta la nostra generazione. L'ho detto così spesso che sono quasi stanco di ripeterlo, ma devo continuare a dirlo. Coloro che non vedono il valore di Lepanto sono mezzi morti. Che rimangano così".

Un invito dal G. K. Chesterton Institute for Faith and Culture per oggi.

domenica 4 ottobre 2020

Un aforisma al giorno.


Il patriottismo comincia a casa.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 10 Novembre 1906

Un’introvabile foto con dedica di Chesterton.

sabato 3 ottobre 2020

Un aforisma al giorno.


E' curioso che vi siano persone che parlano di separare i dogmi dall'educazione. Invero i dogmi sono l'unica cosa che non può essere disgiunta dall'educazione: i dogmi sono l'educazione. Un insegnante non dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.

Un aforisma al giorno.


Educazione è una parola come "trasmissione"" o "ereditarietà"; non è un oggetto, ma un metodo, e con essa si intende la trasmissione di certe cose, idee e caratteristiche ai nuovi nati.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo 

Un aforisma al giorno.


L'unica cosa che non è mai insegnata in nessun caso nell'atmosfere delle scuole pubbliche è questa: vi è una verità tutta intera delle cose, e che nel conoscerla e parlarne siamo felici.

Gilbert Keith  Chesterton, All Things Considered.


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