giovedì 17 agosto 2017

Riproponiamo John Kanu e La storia di questa bandiera | Scuola libera G. K. Chesterton

Per capire bene chi è John Kanu leggete questo post dal sito della Scuola Chesterton di San Benedetto del Tronto.

È una storia di vera libertà, non di posti fissi, lagne e cervelli in fuga ("non tornerò mai in Italia..."), o di paesi che ci vanno stretti.

La Società Chestertoniana contribuisce a costruire occasioni come queste, non lavora per la nuova schiavitù.

http://www.scuolachesterton.org/la-storia-di-questa-bandiera/

Disastro in Sierra Leone, John Kanu e i suoi stanno bene

La Sierra Leone 🇸🇱 è stata funestata da un disastro naturale. Oltre trecento persone (stima provvisoria) hanno perso la vita a Freetown, la capitale, a causa di un'inondazione.

Alcuni di voi, con buon cuore, ci hanno chiesto notizie di John Kanu, il nostro eroe sierraleonese che sta salvando il suo popolo dalla nuova schiavitù del capitalismo con il distributismo di Chesterton e Belloc. John è stato nostro ospite due volte, nel 2013 e nel 2016, e anche con il vostro aiuto ha potuto dare vita alla Chesterton Tools for Development Vocational School, una scuola professionale nata coi nostri martelletti, zappette, cucine, piccoli trapani... una cosa bellissima.

Abbiamo contattato John Kanu che ci ha risposto così:

«Yes Marco, we are all fine. Thank God we survived.
Thanks Marco for your moral support. Things are improving today... less rain. We hope it will be ok. Greetings to you all».

Allora ringraziamo Nostro Signore e preghiamo per le vittime, mentre ricordiamo che in Africa abbiamo amici.

lunedì 14 agosto 2017

Un aforisma al giorno




tratto dalla prefazione a La ballata del cavallo bianco

Fotografie del falò del 30 luglio 2017

Le performance dei nostri amici chestertoniani veronesi in una pagina di Roberto Prisco, in arte Rob (che ringraziamo per le foto e l'entusiasmo).


http://www.chesterton.it/gkc/Foto%202017.htm

domenica 13 agosto 2017

Un aforisma al giorno

Lo riproponiamo perché è verissimo e perché contrasta la diabolica mentalità del successo, dell'io al centro, del narcisismo e altro ancora.

L'umiltà è la madre dei giganti. Si vedono cose grandi dalla valle, solo cose piccole dalle cime.

Gilbert Keith Chesterton, L'innocenza di padre Brown 

venerdì 11 agosto 2017

Chesterton's “Father Brown” Tackles the Decalogue

Ignatius Press (la casa editrice fondata dal gesuita padre Joseph Fessio che sta pubblicando tutta l'opera omnia di Chesterton) pubblica una raccolta dei Racconti di Padre Brown incentrata sui Dieci Comandamenti.

http://m.ncregister.com/blog/kschiffer/chestertons-father-brown-tackles-the-decalogue#.WY34HUHOPYU

La Divina Poltrona al Meeting

Venerdì 25 agosto alle ore 11:00 ci sarà la presentazione del libro La divina poltrona ed altre comodità di Gilbert Keith Chesterton - a cura dei ragazzi della Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton.

Il simpatico e interessante evento si terrà al Meeting di Rimini, Padiglione A, nello stand dell'Associazione Santa Caterina da Siena.

L'evento è sostenuto da Pump Street.

Sarà una cosa molto bella! Invitate i vostri amici!

mercoledì 9 agosto 2017

Un aforisma al giorno

Ogni educazione insegna una filosofia; se non col dogma, con il by suggerimento, l'implicazione, l'atmosfera. Ogni parte di quella educazione ha un nesso con ogni altra parte. Se non  converge nel trasmettere una qualche visione generale della vita,  non è per nulla un'educazione.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo comune

martedì 8 agosto 2017

G.K. Chesterton su Jane Austen - Jane Austen Society of Italy (JASIT)

Un altro articolo di Chesterton su Jane Austen tradotto dalla nostra Umberta Mesina è stato ripreso anche dalla Società Austeniana Italiana. Lo condividiamo volentieri anche perché l'altro ha destato un certo interesse ed è stato letto da molte persone.

Un grazie ad Umberta che ci ha messo a disposizione i suoi sforzi (tradurre Gilbert non è mai una passeggiata - ci sono spessissimo significati non immediati da cogliere).

http://www.jasit.it/g-k-chesterton-su-jane-austen/#more-7328

Chesterton presenta la grande libertà della storia medioevale d’Inghilterra (e d’Europa) - don Andrea Lonardo

https://it.aleteia.org/2017/04/30/monasteri-gilde-chesterton-medioevo/

Chesterton c'entra qualcosa ma è in ungherese... 🇭🇺

http://valasz.hu/itthon/megejto-szavak-korbehajozta-a-vilagot-de-most-eloszor-jart-erdelyben-fa-nandor-124874

Que torni Chesterton | Cultura | EL PAÍS Catalunya

https://cat.elpais.com/cat/2017/07/18/cultura/1500394349_278824.html

Invece in 🇫🇷 Francia si pubblica Perché sono cattolico

http://www.libertepolitique.com/Actualite/Coup-de-projecteur/Notre-religion-est-actuellement-la-plus-rationnelle-de-toutes-les-religions

In 🇪🇸 Spagna si ristampa El hombre que fue Jueves (L'Uomo che fu Giovedì)

http://m.diariodesevilla.es/ocio/hombre-Jueves_0_1157584326.html

sabato 5 agosto 2017

Un aforisma al giorno

L'educazione è solo la verità in uno stato di trasmissione, e come possiamo trasmettere la verità se non è mai passata per le nostre mani?

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo 

venerdì 4 agosto 2017

Un aforisma al giorno

La verità è che oggi il mondo moderno si è votato a due concezioni completamente diverse ed inconsistenti dell'educazione. Tenta sempre di espandere lo scopo dell'educazione; e tenta sempre di escludere da essa tutta la religione e la filosofia. Ma ciò è un'assurdità bell'e buona. Si può avere un l'educazione che insegna l'ateismo perché l'ateismo è vero, e può essere, dal suo punto di vista, un'educazione completa. Ma non si può avere un'educazione che pretende di insegnare tutta la verità e poi rifiutarsi di discutere se l'ateismo è vero. 

Gilbert Keith Chesterton, L'uomo comune

Un aforisma al giorno

È tipico dei nostri tempi che piu dubitiamo del valore della filosofia, più siamo certi del valore dell'educazione. Il che significa che più siamo dubbiosi di possedere qualsiasi verità, più siamo certi (apparentemente) di saperlo insegnare ai bambini. Più piccola è la nostra fede nella dottrina, più grande sarà quella verso i dottori.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 12 Gennaio 1907.


Inviato da iPhone

mercoledì 2 agosto 2017

La famiglia sotto l’attacco del «dispotismo commerciale» - Notizie Pro Vita

Bravo, Hofer, che lavori su Chesterton e ne trae buoni insegnamenti.

Altrimenti rimangono solo chiacchiere. Chesterton ha molto altro da dirci, e il distributismo è la chiave non solo per capire ma anche per cambiare la nostra vita.

https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/la-famiglia-sotto-lattacco-del-dispotismo-commerciale/

Intervista a G. K. Chesterton - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)



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1° agosto 2017

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INTERVISTA A G. K. CHESTERTON

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di Fabio Trevisan

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Qualcuno mi ha chiesto qualche consiglio di lettura riguardo l'opera di Gilbert Keith Chesterton. Premettendo che in italiano non è stata ancora tradotta almeno la metà dei suoi scritti (più di un centinaio di volumi tra saggi, romanzi, poemi oltre a migliaia di articoli in qualità di giornalista) e sperando di fare cosa gradita, suggerisco la lettura di alcune sue significative opere attraverso un'intervista immaginaria.

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Mr. Chesterton, lei ha scritto un saggio (Ortodossia, appunto) che è in realtà un sensazionale libro di sana dottrina cattolica. Potrebbe chiarire  che cosa intende per "ortodossia"?

La parola ortodossia vuol dire il Credo degli Apostoli, nel senso in cui è inteso da chiunque si chiami cristiano. Mi scusi se sorrido, ma non posso dimenticare le mie difficoltose avventure alla caccia dell'evidenza. Sono io che ho scoperto con inaudito coraggio quel che era stato scoperto prima. Quando fantasticavo di stare in piedi da solo, mi appoggiavo, senza saperlo, a tutto il cristianesimo.

Può precisare che cos'è per lei la fede?

Vorrei chiarire come la mia fede risponda ad un duplice bisogno spirituale, il bisogno di cose familiari e di cose stravaganti, quello che il cristianesimo ha chiamato romanzo. Romanzo ha in sé il mistero e l'antico significato di Roma. Questo è il sensazionale romanzo dell'ortodossia, della sana dottrina cattolica. Non c'è niente di così pericoloso ed eccitante come l'ortodossia. Mi creda, l'ortodossia è la saggezza e l'essere saggi è più drammatico che l'esser pazzi; è l'equilibrio di un uomo dietro cavalli – eretici – che corrono a precipizio. Ecco perché le dottrine, i dogmi devono essere definiti rigorosamente.

Perché, se mi consente di interromperla?

Perché l'uomo possa godere delle libertà umane. La Chiesa deve avere tutte le cure se si vuole che il mondo possa esser senza cura! Mi creda, è facile essere eretici, modernisti, magari un po' snob. Come ho già scritto, è sempre facile lasciare che un'epoca, come la nostra, si metta alla testa di qualche cosa; difficile è conservare la propria testa e, con la propria testa, la fede.

Mr. Chesterton, nella nostra epoca dove non solo non si riconosce la regalità di Cristo, ma si calpestano le radici cristiane tradizionali fino a voler bandire il crocifisso da tutti i luoghi, mi ha fatto ricordare quel brano tratto dal serratissimo confronto tra il Professor Lucifero e il monaco Michele…

 Allude quindi alla Sfera e la Croce …

Certo! A quell'apologo in cui il monaco si scontra con il professor Lucifero.

Si comincia con lo spezzare la croce e si finisce col distruggere il mondo abitabile. Si comincia a dire che nessuno deve entrare in chiesa contro la sua volontà e si finisce col dire che nessuno ha la volontà di entrarvi. La fede non è soltanto la madre di tutte le energie del mondo, ma i suoi nemici sono i padri di tutta la confusione nel mondo. I padri, i laicisti, non soltanto vogliono mettere da parte le questioni divine, ma distruggere, come i titani o i giganti, il mondo abitabile.

Lei ha scritto che il cristiano è il superstite di un naufragio, proprio come Robinson Crusoe: che cosa intendeva dire?

Robinson Crusoe è un uomo sopra un piccolo scoglio con poca roba strappata al mare: io ho sempre detto che la parte più bella del libro è la lista degli oggetti salvati dal naufragio. Ogni uomo è come fosse stato salvato da un naufragio: è sfuggito miracolosamente ad una triste sorte come quegli infanti che non vedono la luce. Un ottimo esercizio spirituale sarebbe quello di rammentare – come fa Padre Brown – che tutti gli uomini siano sfuggiti per poco, per un capello alla perdizione! Potremmo non esserci e invece ci siamo: non è meraviglioso?

Nella sua Autobiografia lei ha scritto che ciò che è meraviglioso nella fanciullezza è che in essa tutto è meraviglia e che il mondo non è semplicemente un mondo pieno di miracoli, ma un mondo miracoloso. Lei non ha mai dimenticato la sua fanciullezza?

Le confido che non ho mai tralasciato di giocare, e avrei voluto che ci fosse stato più tempo per giocare.

In un'altra opera, The Defendant (tradotta in italiano con il titolo: "Il bello del brutto") lei ha parlato della necessità di un difensore…

Esattamente! Un difensore è particolarmente necessario nel momento in cui i terrestri disprezzano la terra, la terra dei loro padri e non ne comprendano le radici, come nella nostra vecchia Europa cristiana.

Anche Innocent Smith, il protagonista del romanzo: "Le avventure di un uomo vivo", inseguiva lo scientista Dr. Warner cercando di riporgli sulla testa il cappello che un vento bizzarro aveva sollevato e fatto impigliare sui rami di un albero. "Ogni uomo è un re ed ogni cappello è una corona" diceva quell'uomo vivo…

Proprio così! Bisognava indurre gli uomini, persino il detestabile Dr. Warner, a comprendere la meraviglia e lo splendore di essere vivi. Il fine della vita dovrebbe essere l'apprezzamento, non lo svilimento. Non c'è senso nel non valutare le cose e nemmeno nell'averne tante, se si stimano poco. Questo nostro mondo ha uno scopo, e se c'è uno scopo c'è una persona. C'è Dio. Ho sempre inteso la vita come una storia: e se c'è una storia ci deve essere chi la racconta.

Qual è il motivo per cui vi siete unito alla Chiesa cattolica?

Soprattutto per liberarmi dai miei peccati. Non c'è nessun altro sistema religioso che dichiari veramente di liberare la gente dai peccati. La Chiesa ribadisce che il peccato confessato e pianto adeguatamente, vien di fatto abolito. Il peccatore inizia di nuovo a vivere come se non avesse mai peccato. Nel Sacramento della Penitenza Dio rifà il peccatore veramente a Sua immagine e, dopo la Confessione, l'uomo ritorna ad essere un esperimento del Creatore. Questa grazia viene fatta ad un prezzo ed è condizionata appunto dalla confessione dei peccati. In altre parole, il nome del prezzo è Verità, che può essere chiamata anche Realtà.

Anche il monaco Michele nella Sfera e la croce sembra assaporare quella gioia del confessionale ….

Il monaco sentì tutta l'intensità di quella gioia che gli orgogliosi non conoscono, perché nasce dall'umiltà. Coloro che per un miracolo sono sfuggiti alla morte, proprio come il monaco, coloro che si vedono perdonati i loro peccati; coloro che, inaspettatamente, si vedono riamati dalla persona amata: tutti costoro conoscono e sentono una simile gioia.

Mr. Chesterton, lei ha spesso attinto frasi dai Vangeli e dall'Antico Testamento, come ad esempio questo riferimento al Libro dei Proverbi"La Sapienza grida per le vie, sulle pubbliche piazze leva la voce". Ha voluto mettere in rilievo la dimensione pubblica della fede?

Certo! Ho sempre coltivato l'idea che la santità non si identificasse con la segretezza, anche se spesso il Santo si confonde con l'ordinarietà. Per questo motivo tutti i Santi assurgono a modelli di vita per il quotidiano: i Santi hanno testimoniato la possibilità di vivere il Vangelo giorno dopo giorno. Noi dovremmo imparare dai Santi: per me, San Francesco d'Assisi, San Tommaso d'Aquino e San Tommaso Moro sono stati estremamente preziosi e, quindi … (sorridendo) mi sono permesso di derubarli (scoppiando in una fragorosa risata).

Mi ha fatto improvvisamente ricordare il confronto tra Innocent Smith e il curato nelle Avventure di un uomo vivo, in cui fa dire loro: "Bisognerebbe rubare ai Santi e ai saggi, anziché rubacchiare le piccole cose del mondo" …

Il coraggio, talvolta fino al martirio, l'ardente carità e le nobili passioni che sono il patrimonio dei Santi dovrebbero essere rese pubbliche per poter essere messe a disposizione di tutti per il saccheggio. La funzione dei Santi, il loro modello eroico di virtù umane e cristiane, dovrebbero essere maggiormente conosciute per poter indicare come il cristianesimo possa essere effettivamente vissuto. I martiri cristiani erano ben più che dimostrazioni: fungevano da vera e propria propaganda dell'amore di Dio.

Lei ha parlato pure esplicitamente, nel San Tommaso d'Aquino, del paradosso dei Santi. Potrebbe spiegarne il significato?

Certamente il paradosso di cui faceva riferimento è una tendenza di ogni epoca a cercare di fare a meno dell'apporto salvifico dei Santi per ritrovarsi, paradossalmente, ad averne urgente bisogno.

Anche nel saggio su San Francesco d'Assisi ha rilevato quegli aspetti paradossali del poverello. Potrebbe illustrarli?

San Francesco ha manifestato degli atteggiamenti che avrebbero potuto apparire oscuri e incomprensibili per il loro ironico contrasto. Ho cercato di far vedere queste apparenti contraddizioni del Santo: "Perché Messer Sole si nascondeva sovente in un'oscura spelonca? Perché il Santo, così cortese con Frate Lupo, fu tanto severo con Frate Asino (così chiamava il suo corpo)? Perché il trovatore che diceva l'amore fiamma del suo cuore, si tenne lontano dalle donne? Perché il cantore, che gioiva della vitalità del fuoco, si rotolava deliberatamente nella neve?". Questo è il paradosso umoristico dei Santi, che sfugge al mondo moderno.

Mr. Chesterton, cosa potremmo fare per difendere la famiglia e proteggere la vita? Lei ne ha parlato nei saggi: "La superstizione del divorzio" e "Eugenetica e altri mali". In un'epoca, come la nostra, contrassegnata appunto dall'aborto, dal divorzio, dalla confusione sull'identità di genere, dalle convivenze e dalle unioni di fatto, che cos'è il matrimonio?

Non posso che ripetere quanto ho già scritto in difesa dell'indissolubilità del matrimonio: "E' la nebulosa vecchia idea dello scapolo, l'idea che l'unità del matrimonio, l'essere una sola carne, abbia qualcosa a che vedere con l'essere completamente felici, o essere completamente buoni, o anche completamente e continuamente innamorati! Ve lo dico io: un uomo di sani principi è parte di sua moglie anche quando non vorrebbe esserlo. Ve lo dico io: una donna di sani principi è parte di suo marito anche quando vorrebbe vederlo in fondo al mare. Ve lo dico io: siano i coniugi in armonia oppure in collera, felici o infelici, la Cosa continua a marciare".

 La Cosa?

Certo, la grande Cosa a quattro zampe, il quadrupede della casa, la famiglia! I coniugi sono una società, sono una sola carne! Nulla c'è di più grande di questo vincolo sacro ed a nulla valgono quelle unioni che lo indeboliscono.

C'è poi il problema dell'educazione, come lei ne ha parlato in "Ciò che non va nel mondo".

L'educazione è tradizione ed è una parola come "trasmissione" o "ereditarietà". Con essa si intende la trasmissione di certe idee ai nuovi nati. Può trattarsi anche di cose banali, ma se tuttavia sono tramandate da una generazione all'altra si chiamano educazione. Un insegnante si deve porre in continuità con il ruolo fondamentale educativo dei genitori e ciò che li accomuna è il condiviso concetto di autorità.

Non ci si può quindi sbarazzare dell'autorità nel campo educativo e formativo.

L'educatore deve trovare un credo e insegnarlo. In poche parole, deve essere ortodosso, dogmatico. Vi sono delle persone che vorrebbero separare i dogmi dall'educazione, ma i dogmi sono l'unica cosa che non può essere disgiunta dall'educazione.

Perché?

Perché i dogmi sono l'educazione. Un insegnante non dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

martedì 1 agosto 2017

Un aforisma al giorno (da caratteri cubitali)

La maggior parte degli uomini sono il frutto delle proprie teorie: la maggior parte degli uomini uccide o si sposa, o anche solo si sdraia a non far nulla,  proprio a causa di una certa teoria di vita, affermata attivamente o anche solo accettata passivamente.

Gilbert Keith Chesterton, Il poeta e i pazzi

Un bell'articolo di Joseph Pearce - Chesterton and the Meaning of Education - The Imaginative Conservative

http://www.theimaginativeconservative.org/2014/02/chesterton-and-the-meaning-of-education.html

Un aforisma al giorno

L'educazione è semplicemente l'anima di una società che passa da una generazione all'altra.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Dal Corriere della Sera - Pubblicata la pièce perduta di J. M. Barrie, l'autore di Peter Pan ed amico di GKC

 


Per chi vuole sapere un po' di più dei rapporti tra Chesterton e Barrie, che erano amici, basta cercare in questo blog! Grazie a Maurizio Serio per la segnalazione.


lunedì 31 luglio 2017

I pellegrini chestertoniani di quest'anno

Grazie mille, Stuart!

Domenico Giuliotti commenta Chesterton (grazie, Brunelli!)

Caro Brunelli,

tu sai che io ti voglio bene, ma ricacciare dai tuoi cassetti e dai tuoi scaffali (che ormai hanno preso i tuoi stessi morbi irreparabili e incurabili) un Domenico Giuliotti (grande di per sé: non cito una sua famosa riga sulla modernità che prende a pesci in faccia) grandioso su Chesterton e su Ortodossia non ha prezzo, per cui questo è un alto motivo per cui continuerò a volerti bene.

Qui un assaggio e sotto nel collegamento un bel pranzo di nozze.

Grazie, Brune'.

Marco Sermarini



In conclusione, Ortodossia, tardi conosciuta dagli italiani — ma meglio tardi che mai — (pochissimi i lettori del testo inglese, pochi più quelli della traduzione francese, qua è là inesatta, del Grolleau) è un grande, originale, e a volte strano o stranissimo ma sempre profondo libro.
E dunque non facile; e soprattutto non facilmente riassumibile. Malgrado la forma brillante, la cristallina chiarezza e iridescenza delle immagini, e quel continuo caprioleggiamento del pensiero, che sembra un giuoco ed è, invece, un modo bizzarro di procedere a zig-zag, verso o dentro la Verità, è un libro non già oscuro, ma luminosamente laberintico. (L'autore stesso lo chiama « caotico » — e non è —). Eppure, con un filo tra le dita, il cui capo ci viene offerto all'ingresso, possiamo, passando di meraviglia in meraviglia, girarlo tutto ed uscirne più agguerriti contro l'errore, più fiduciosi nella Provvidenza e più tranquilli e sereni, per continuare (fino all'apparizione della piena luce sul limitare della morte) il nostro breve viaggio su questo magico ed enigmatico mondo.


Domenico Giuliotti, Le due luci, La filosofia delle fate

Ecco il preannunciato pranzo di nozze (ma dove vanno gli scrittorini di oggi!):

Domenico Giuliotti (destra) con Giovanni Papini
http://franoi.forumcommunity.net/?t=60162694#entry426739371

P.S.: per piacere, non mi dite: "ma Giuliotti era conservatore! Era tradizionalista! Era questo! Era quello!". Tenetevi le vostre pecette ed etichette ("tag", fa più "social"), io mi tengo Gilbertone e Giuliotti (e pure Papini).

Un aforisma al giorno

Detesto l'imperialismo, dubito dell'internazionalismo e diffido del senso di classe, sempre che ne conosca il significato.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù 

Ancora sul libro di P. Gulisano e D. De Rosa

https://www.informarexresistere.fr/vi-racconto-chesterton-linventore-di-don-matteo/

domenica 30 luglio 2017

Spade incrociate...

Spade si stanno incrociando... - I Gruppi Chestertoniani Veronesi al Monte Cavro barilotto al seguito

La resurrezione di Roma di GKC richiamata da Carlo Ossola

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/commenti-e-idee/2017-07-29/roma-rinasce-sogno-se-e-futuro--122148.shtml?uuid=AEUpvWyB&refresh_ce=1

Ieri si è tenuto il 7^ Pellegrinaggio a piedi da Notting Hill a Beaconsfield

Stewart è un bravo ragazzo! Padre di famiglia, cattolico, impegnato nella difesa della vita, organizza questo pellegrinaggio per celebrare l'anniversario della conversione di Chesterton al cattolicesimo, avvenuto proprio oggi, il 30 Luglio 1922, cioè 95 anni fa, a Beaconsfield.

Stuart ha organi e celebrato la settima edizione che si è tenuta ieri. La foto è relativa alla precedente edizione, ma è per capirci. Si parte da Notting Hill, al centro di Londra, si passa per la Chiesa di San Giorgio (anglicana), a Kensington (precisamente a Campden Hill), dove GKC fu battezzato, e a poche miglia dall'arrivo (in tutto sono 27) c'è la celebrazione della messa in rito antico.

È anche l'occasione per raccogliere fondi per Good Counsel, un'opera che si occupa di contrastare l'aborto ed aiutare le mamme che ne vorrebbero usufruire. Questa raccolta rende tutto ancor più bello ed istruttivo. Chesterton approva: in vita amava la vita, i bambini e non amava le idee sballate, e lo diceva chiaro.

Ho chiesto a Stuart di mettere dei bei fiori sulla tomba anche a nome nostro.

Direi che l'anno prossimo si potrebbe andare, no?

Grazie, Stuart, di quello che fai.

Marco Sermarini

venerdì 28 luglio 2017

Un aforisma al giorno

Ogni uomo dev'essere trattato seriamente e cordialmente dalla nuova critica, dal momento che ogni uomo ha qualcosa da dire, se solo glielo si lascia dire, qualcosa che non è mai stata detta sin dall'origine delle cose, e che, se non viene detta potrebbe non venire mai detta fino al giudizio universale.

G. K. Chesterton, Politica

giovedì 27 luglio 2017

Notizie Pro Vita riprende la poesia To the babe unborn.

Siamo lieti che la rivista Notizie Pro Vita (che si è interessata in passato alla Scuola Chesterton, tra le altre buone cose) abbia ripreso la poesia To the babe unborn di Chesterton, da noi pubblicata più e più volte, e ha dato anche notizia della fonte (il nostro blog) e della traduzione (della nostra amica Annalisa Teggi).

Giorni fa l'avevamo ripresa senza alcun commento (il post si intitola Per il piccolo Charlie) per commentare silentemente le brutte notizie sulla sorte del piccolo Charlie Gard per il quale abbiamo tanto pregato e anche un po' lottato (se mandare qualche tweet o condividere qualcosa su internet è lottare... non so, mi sembra davvero tanto poco! Forse non lo è, sicuro è meglio che niente, però... penso e ripenso, cari amici! Penso e ripenso e ripenso ancora una volta che non possiamo fermarci ed accontentarci).

Alcuni diranno: ma la poesia è dedicata al bambino non nato, Charlie è nato...

Io dico: leggetela bene! Se Charlie potesse farsi intendere, la sottoscriverebbe con umilissima decisione!

Tutte le volte che penso a quel bimbo in mano al leviatano che ha stordito tutti, ma proprio tutti, ripenso a quella poesia che Chesterton scrisse (ne scrisse almeno due versioni, questa è una) dopo aver capito che la vita è una cosa bella, bellissima in sé e per sé, e aver capito che non c'è motivo per darle una fine innaturale o per considerarla "minore", meno valida, troppo sofferente. Aveva circa venti anni. Forse le strofe che mi colpiscono di più sono quelle che seguono:

Penso che se mi permettessero
di stare in quel mondo
sarei buono per un tempo pari
a questo lungo giorno nel regno delle fate.

Non udrebbero da me una sola parola
di egoismo o disprezzo,
se solo riuscissi a trovare la porta,
se solo nascessi.

Io mi ripeto queste parole tutte le volte che sento la vita pesarmi per qualche futile o grande motivo. Penso e ripenso, e dico che tutti - se riusciamo a rimanere nelle condizioni in cui Dio Padre un bel giorno ci volle, che sono le uniche vere e buone per noi - dico tutti le pronuncerebbero con umile fermezza.

Non esiste la "qualità della vita", cari amici cattolici e non cattolici. Esiste la vita e Charlie la vuole, sono io l'avvocato di Charlie.

«Non udrete da me una sola parola di egoismo o di disprezzo, sarò buono se mi permetterete di stare in questo mondo. Sarò buono!». Ripetiamolo come una litania e nascerà qualcosa di nuovo e di buono anche se il mondo la luce la vuole cacciare fuori.

Marco Sermarini

https://www.notizieprovita.it/aborto-cat/aborto-chesterton-e-quella-poesia-by-the-baby-unborn/

lunedì 24 luglio 2017

Per il piccolo Charlie




Invito al Falò del 30 luglio 2017

I Chestertoniani Veronesi come sempre ci invitano al falò del 30 luglio. Ovviamente l'estensore dell'invito è il mitico Roberto Prisco, in arte Rob... il perché e il percome sta tutto qui.

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Cari chesters,
Vi ricordo l'appuntamento del 30 luglio

Rob

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Falò del 30 luglio 2017 sul Monte Cavro a Quinzano – Verona
Ore 18,30 e 19 Partenza dei due gruppi da via Nuova, 22 (100 m. slm)
                       il primo dei due gruppi passa dalla Valle dei Ronchi
                       il secondo fa la strada dell'anno scorso passando da San Rocchetto
                       uno porta il formaggio, l'altro il rum.
Ore 19,30  Arrivo sul Monte Cavro (190 m. slm) e cena al sacco.
Ore 20  Accensione del falò
           lettura di brani di Chesterton: quelli soliti e poi quello allegato tolto da
           
Politica che verrà commentato dai presenti.
          snudamento delle spade
          taglio e degustazione del formaggio
          distribuzione del rum
          spegnimento del fuoco.
ore 22 o 23 al più tardi ritorno a casa
          fumata finale del sigaro nel giardino

Da Politica Capitolo 2
Ogni uomo dev'essere trattato seriamente e cordialmente dalla nuova critica, dal momento che ogni uomo ha qualcosa da dire, se solo glielo si lascia dire, qualcosa che non è mai stata detta sin dall'origine delle cose, e che, se non viene detta potrebbe non venire mai detta fino al giudizio universale.
 
Gilbert Keith Chesterton "Politica", Nova Europa, Milano 2017

sabato 22 luglio 2017

Un'aforisma al giorno - La poesia per Chesterton




Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning 

venerdì 21 luglio 2017

Chesterton a proposito di padre Vincent McNabb


«È uno dei pochi grandi uomini che ho incontrato nella mia vita; è grande in molte maniere, mentalmente e moralmente e misticamente e praticamente…. Nessuno che abbia incontrato o visto o sentito padre McNabb l'ha mai dimenticato….».

Gilbert Keith Chesterton (nostra traduzione)

More Vincent McNabb...



Siccome ha destato un certo interesse il post su padre Vincent McNabb, eccovi riproposti un certo numero di collegamenti al nostro blog che riportano notizie su di lui.

Ci stupiamo di quanta merce contenga questo blog e vi invitiamo a consultarlo il più possibile, e soprattutto ad evitare "fontane avvelenate" (siti che danno notizie parziali, accomodate e accomodanti). Non ci riferiamo a nulla in particolare ma il web è una grossa trappola. Qui è tutto sano, fresco e autentico, ci potete rimettere l'orologio e viaggiate (come disse uno) sempre in prima classe.

Poi in regalo un aforisma di McNabb e la foto della sua tomba e di altri suoi confratelli.



http://uomovivo.blogspot.it/2010/07/fabio-trevisan-ci-parla-di-padre.html











Il Chesterton che nessuno si sa spiegare.


Questo, cari amici, è il Chesterton che non rientra in nessuna ideologia. Questo è il Chesterton che contraddice liberals and conservatives, chi gli tira la giacchetta da una parte e chi dall'altra.

Questo è il nostro Chesterton, e con umiltà rivendico che è il vero Chesterton.

Questo è il vero Chesterton. Chi lo seguirà, si salverà.

Marco Sermarini

Difendere queste ed altre cose.



Cari amici,

Io credo fermamente nella ripetizione delle cose, soprattutto delle cose belle che negli anni abbiamo affastellato in questo piccolo blog. Non credo nella novità per la novità, credo che le cose vadano spesso ripetute, è talmente facile abituarvisi che ripeterle può solo essere un grandissimo esercizio spirituale, un'attività avventurosa e seria, come potare olivi o zappare la terra.

Per cui vi ripropongo questo pezzetto de L'Imputato, un pezzetto finale (quel libretto è un capolavoro). Leggetelo, non voglio ammorbarvi oltre, ma leggetelo e rileggetelo, e soprattutto traetene delle pratiche conseguenze, perché le cose pratiche ben fatte possono essere originate solo dai grandi ideali. 

Ve ne sarò molto, molto grato!

Marco Sermarini, vostro amico

giovedì 20 luglio 2017

Chesterton, matrimonio e divorzio

Jane Austen e le elezioni politiche


Ho letto di recente un commento su Jane Austen in relazione alle elezioni politiche. La maggior parte di noi ha visto un bel po' di osservazioni su Jane Austen in relazione alla Maschietta o alla Donna Nuova o alla Moderna Concezione del Matrimonio o altre di queste buffe cosette. E quei pochi fortunati di noi che hanno davvero letto Jane Austen sono perlopiù giunti alla conclusione che quelli che fanno riferimento a lei non l'hanno letta. Le femministe sono, come suggerisce il loro nome, contrarie a qualunque cosa sia femminile. Ma certe volte denigrano le precedenti forme del femminile perfino quando queste mostrano qualità comunemente definite maschili. Parlano di Senno e sensibilità senza sapere che la morale della storia sta dalla parte del senno. Parlano di svenire. Non ricordo che nessuna donna svenga in nessun romanzo di Jane Austen. Può esserci un'eccezione che ho dimenticato; c'è in effetti una signora che capitombola giù al Cobb di Lyme Regis. Ma poche signore farebbero una cosa simile per una pura affettazione di sentimento. Ma di rado una signora si getta dalla Shakespeare's Cliff o dal Monument solo per assumere una posa aggraziata quando arriva di sotto. La stessa Jane Austen di sicuro non era del tipo che sviene. Né lo erano le sue eroine preferite, come Emma Woodhouse o Elizabeth Bennet. L'accusa che davvero si potrebbe portare a Jane Austen (ammesso che qualcuno sia tanto meschino e ingrato da volerla accusare di qualcosa) non è che sia sentimentale, ma che sia piuttosto cinica. Tenendo presenti le differenti convenzioni in materia nei due periodi, ella era più che altro simile alla signorina Rose Macaulay. Ma la signorina Rose Macaulay si trova in un mondo in cui gli svenimenti sarebbero una forma assai blanda di eccitazione. C'è qualcosa di molto divertente in questo richiamo a confrontare i romanzi delle due epoche. L'eroina di molti romanzi moderni si contorce e barcolla per la sua strada lungo la storia, mastica e getta via cinquanta sigarette fumate a mezzo, è sempre lì a trattenere un grido oppure a non trattenerlo, a piagnucolare perché vuol solitudine o a piagnucolare perché vuol compagnia, a pungolare ogni umore fino all'orlo della pazzia, a vedersi nebbie rosse davanti agli occhi, a veder fiamme verdi che le danzano nel cervello, a correre dal farmacista per poi collassare sulla soglia dello psicanalista; e tutto il tempo si compiace con se stessa per la sua razionale superiorità rispetto alla debole sensibilità di Jane Austen.
Non dico che la donna nuova sia come la nuova eroina nevrotica; non più di quanto pensi che la donna vecchia fosse come l'eroina finta che sveniva. Ma se i critici hanno il diritto di ragionare partendo dai vecchi romanzi, noi abbiamo il diritto di ragionare partendo dai nuovi. E ciò che dico io è vero dei romanzi di alcuni romanzieri nuovi; ciò che dicono loro non è vero dei romanzi di Jane Austen. Ma, come ho detto, ci è già familiare questo genere di commenti giornalistici sui romanzi di Jane Austen. È sempre stato un genere abbastanza superficiale e banale, basato com'è su una confusa associazione relativa a signore che portavano i capelli in boccoli all'ingiù e che perciò si suppone dovessero andarsene all'ingiù. Ma il particolare esempio che ho osservato era più singolare e interessante perché ha una ricaduta speciale oggi. Un redattore di uno dei quotidiani principali, durante un resoconto estremamente ottimistico del nuovo atteggiamento della donna riguardo agli uomini, come apparirebbe dalle elezioni politiche, ha osservato che una ragazza moderna avrebbe compreso l'insincerità del signor Wickham, in Orgoglio e pregiudizio, nel giro di cinque minuti.
Ecco, questo è un interessantissimo esempio del genere d'ingiustizia che si fa a Jane Austen. La massa (voglio dire la massa ragguardevole) di coloro che leggono quel quotidiano e non leggono quell'autrice sarà senz'altro rimasta con l'idea che il signor Wickham fosse una specie di vistoso e volgare impostore; uno come il signor Mantalini. Ma Jane Austen era una psicologa molto più avveduta e robusta di così. Non ha fatto di Elizabeth Bennet una persona facile da ingannare e non ha fatto del suo ingannatore un volgare impostore. Il signor Wickham è una di quelle persone davvero temibili che raccontano menzogne dicendo la verità. Non si limita a pavoneggiarsi o a fare il sentimentale o ad assumere pose; semplicemente racconta alla ragazza, ma quasi con riluttanza, che gli era stato promesso un beneficio ecclesiastico dal signor Darcy padre e che il giovane signor Darcy non ha dato compimento al progetto. Questo è vero, fin dove arriva; chiunque avrebbe potuto crederci; la maggior parte delle persone ci avrebbe creduto, se gli fosse stato raccontato con modestia e ritegno.
Si poteva contare sul signor Wickham perché raccontasse la cosa con modestia e ritegno. Quello per cui non si poteva contare sul signor Wickham era che raccontasse il resto della storia; cosa che la rende una storia del tutto diversa. Egli non ritiene necessario menzionare il fatto che si era comportato male in una maniera così eclatante che nessun gentiluomo responsabile avrebbe mai pensato di farne un parroco; per questo il gentiluomo lo aveva compensato in altro modo e lui infine era diventato ufficiale in un reggimento alla moda. Ebbene, questo è un genere di avvenimento molto tranquillo, ordinario, quotidiano, ed è il genere di avvenimento che capita per davvero. È un esempio perfettamente sano e realistico del modo in cui persone del tutto sensate possono essere ingannate da persone del tutto inaffidabili. E la romanziera conosceva il suo mestiere troppo bene per rendere la persona inaffidabile evidentemente inaffidabile. Quel genere di tranquillo e credibile bugiardo esiste davvero; e io proprio non vedo ragioni per pensare che abbia smesso di esistere. Penso che Jane Austen fosse nel giusto immaginando che Elizabeth Bennet avrebbe potuto credergli. Penso che la stessa Jane Austen avrebbe potuto credergli. E sono sicurissimo che la Ragazza Moderna potrebbe credergli in qualunque momento.
Ma la bizzarra applicazione di tutto questo al caso delle elezioni politiche non è priva di una morale, dopotutto. Il giornalista ottimista, che si gloriava dell'intuito infallibile del Voto delleMaschiette, ha scelto un esempio davvero sfortunato rispetto al suo scopo quando ha scelto l'abile signor Wickham. Perché il signor Wickham era, o è, esattamente il tipo d'uomo che fa una buona riuscita nelle elezioni politiche. A volte è un pochino troppo riuscito per riuscire bene. A volte in effetti viene pescato, per qualche caso fortuito, ad agire con molta destrezza nell'arte della finanza; e sparisce all'improvviso, ma comunque in silenzio. Ma il più delle volte è fatto apposta per la vita parlamentare. E deve la sua riuscita a due qualità che sono mostrate entrambe nel romanzo in cui compare. Primo, il talento di raccontare una menzogna raccontando metà della verità. E secondo, l'arte di raccontare una menzogna non ad alta voce e in maniera offensiva, ma con un'apparenza di garbato rincrescimento degno di un gentiluomo. Fu un giorno assai fortunato per i politici di professione quando alcuni reazionari cominciarono ad accusarli di essere demagoghi. La verità è che raramente osano essere demagoghi; e il loro maggior successo è quando parlano con delicatezza e misura come diplomatici. Un dittatore deve essere un demagogo; un uomo come Mussolini non può vergognarsi di gridare. Non può permettersi di essere un gentiluomo. Tutto il suo potere dipende dal convincere il popolino che egli sa quel che vuole e che lo vuole di brutto. Ma un politico sarà molto più saggio se si traveste da gentiluomo. Il suo potere consiste in grandissima parte nell'indurre le persone a prender le cose alla leggera. Nell'indurli ad accontentarsi della sua abbozzata e superficiale versione del vero stato delle cose. 
Niente porta verso un simile risultato più felicemente che le scintillanti qualità del signor Wickham: buone maniere e buon carattere e un tocco leggero. C'è una varietà di risposte date da ministri a certe domande poste in Parlamento, che solo in questa maniera si potevano dare. Se un'insensatezza altrettanto palese fosse rovesciata sul pubblico da un oratore, o gridata da un demagogo, o resa in qualche modo sensazionale e decisiva, perfino la Camera dei Comuni si solleverebbe in rivolta o scoppierebbe di risate. Un'insensatezza così insensata come quella si può esprimere solo coi toni di un uomo sensato. 
Davvero, vedo così vividamente il signor Wickham a fare il politico che mi sentirei propenso a riscrivere tutto Orgoglio e pregiudizio per adattarlo alla politica dei giorni nostri. Sarebbe divertente vedere le ragazze Bennet che se ne vanno in giro a raccogliere voti: Elizabeth divertita e Jane con dignitosa riluttanza. Quanto a Lydia, sarebbe un successone nella politica moderna. Ma suo marito sarebbe il successo più grande di tutti; e potrebbe diventare un ministro del governo mentre il povero vecchio Darcy se ne resterebbe in provincia col broncio: un rispettabile, leale, onorevole Ultraconservatore che maledice le tasse e giura che il paese sta andando al diavolo – e soprattutto ai diavoli piccoli.

Gilbert Keith Chesterton - traduzione di Umberta Mesina

Fonte: XXXII. On Jane Austen in the General Election, dalla raccolta Come to Think of It, http://www.personal.reading.ac.uk/~spsolley/GKC/Jane_Austen_GE.html 
Prima pubblicazione: Illustrated London News 1 giugno 1929 
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Note

1 * In Persuasion (Persuasione, 1817). The Cobb è il porto di Lyme Regis. 

2 * Shakespeare Cliff (Scogliera di Shakespeare) è una scogliera vicino a Dover, così chiamata perché sembra che abbia ispirato un passaggio di Re Lear. The Monument (Il Monumento) a Londra è l'opera che ricorda il grande incendio del 1666. 

 Un personaggio del romanzo Nicholas Nickleby di Charles Dickens.

I paradossi di ogni essere umano secondo Gilbert Keith Chesterton - Chesterton e la sostanza della fede

Libro da acquistare rigorosamente su www.pumpstreet.it - aiuta il distributismo, i chestertoniani e le cose normali!

https://it.aleteia.org/2017/07/17/i-paradossi-di-ogni-essere-umano-secondo-gilbert-keith-chesterton/

Chesterton - La sostanza della fede - Intervista a Paolo Gulisano

Il libro compratelo da www.pumpstreet.it - Aiutate il vero distributismo ed una banda di giovani chestertoniani, non il big business (sarà comodo ma se permettete non è la stessa cosa!!!)

http://www.interris.it/2017/07/20/123957/posizione-in-primo-piano/schiaffog/vi-racconto-chesterton-linventore-di-don-matteo.html

Padre Vincent McNabb, op

Grazie a Luca Fumagalli - Ecco Padre McNabb, con la sua tonaca tessuta da vero distributista con le sue stesse mani (attenzione: non solo cucita, anche tessuta). Si dice che possedesse solo la tonaca, gli scarponi da militare che indossava sempre (necessità?), il suo Breviario e la Summa di San Tommaso d'Aquino in latino. Sono stato ad Hyde Park e l'ho immaginato lì anzi l'ho proprio rivisto con i miei occhi per il mistero della Comunione dei Santi concionare le folle dei miscredenti, atei e adoratori della ragione per convincerli che è molto meglio essere amici di Cristo che di chissà chi.

mercoledì 19 luglio 2017

Chesterton - La sostanza della fede

 
 
Comunicato stampa
In arrivo in libreria:
Paolo Gulisano – Daniele De Rosa
CHESTERTON
La sostanza della fede
La più completa analisi mai pubblicata in Italia
sul pensiero del grande scrittore inglese
 
 
IL LIBRO
Gilbert Keith Chesterton: il più brillante giornalista dell'Inghilterra del XX secolo, scrittore poliedrico che seppe spaziare dai gialli, dov'era protagonista il suo personaggio più fortunato, il prete-detective Padre Brown, ai saggi storici, dalla politica alla filosofia, il tutto espresso con magnifica leggerezza, con l'uso magistrale del paradosso. Un uomo intenso, appassionato cercatore della Verità, un polemista che finiva per diventare amico dei suoi avversari. Un lucidissimo e profetico interprete della modernità. A ottant'anni dalla sua morte Chesterton è più interessante che mai, e questo libro è la più completa guida al «Chesterton-pensiero» mai pubblicata.
 
GLI AUTORI
Paolo Gulisano è nato a Milano nel 1959. Ha pubblicato nel 2002 la prima monografia italiana su Chesterton: Chesterton e Belloc: apologia e profezia. È considerato uno dei maggiori esperti di J.R.R. Tolkien a cui ha dedicato: La mappa della Terra di Mezzo, La mappa del Silmarillion,  La Mappa dello Hobbit,  Tolkien il mito e la grazia,Gli eroi de «Il Signore degli Anelli». Si è occupato inoltre del beato John Henry Newman e di san Tommaso Moro con il volume Un uomo per tutte le utopie. L'eredità di Tommaso Moro. Il suo sito è www.paologulisano.com.
Daniele De Rosa è nato nel 1980 ad Arzignano. Nel 2008 è stato ordinato presbitero per la diocesi di Vicenza. Ha al suo attivo due volumi sulla figura e spiritualità di san Francesco di Paola: San Francesco di Paola. Mistico e riformatore del suo tempo e San Francesco di Paola, il profeta dell'essenziale.
 
 
 
UFFICIO STAMPA
 
Per informazioni, presentazioni, richiesta di materiali e di contatti con l'Autore:
Alessandro Rivali, 0229514202 int. 204, cell. 3493344541,alessandro.rivali@ares.mi.it