mercoledì 28 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Tutti gli uomini sono uomini comuni; gli uomini straordinari sono quelli che si rendono conto di tutto ciò.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù 

Un aforisma al giorno

lunedì 26 giugno 2017

Su Rod Dreher, sulla Benedict Option...

Approssimandosi l'incontro di mercoledì 28 Giugno 2017 sul libro di Rod Dreher "The Benedict Option" a San Benedetto del Tronto nell'ambito della Festa del beato Pier Giorgio Frassati e voluto dall'Associazione di Promozione Sociale Santa Caterina d Siena, vi riportiamo qualche articolo sul tema già apparso sul nostro blog:


Rod Dreher si interessa alla Scuola Chesterton ed ai Monaci di Norcia:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/03/rod-dreher-si-interessa-alla-scuola.html

Rod Dreher continua a parlare della Scuola Chesterton partendo da Chesterton:


Do We Need The Benedict Option? Yes, Says Bishop:

domenica 25 giugno 2017

Rod Dreher a San Benedetto del Tronto

Il 28 Giugno 2017 dalle ore 19.30 (l'incontro vero e proprio inizierà alle 21.15) Rod Dreher incontrerà i lettori italiani del suo ultimo libro, The Benedict Option, primo in classifica per diverse settimane secondo il Bew York Times.

Tra i protagonisti del libro sono anzi siamo noi chestertoniani distributisti e loschi di San Benedetto del Tronto, quelli della Scuola Chesterton, per capirci. E pure i monaci di Norcia, per i quali interverrà padre Benedetto Nivakoff, il loro priore.

Tutto parte dall'ultima pagina del libro di Alasdair McIntyre, After Virtue: non aspettiamo un nuovo Godot ma un nuovo Benedetto che ricrei luoghi di vita vera in un luogo in cui non solo sono arrivati i nuovi barbari ma ci governano.

Che debbo dirvi? Vi aspetto a San Benedetto del Tronto presso il centro educativo la contea sul colle di Santa Lucia. Se volete capire un po' di più, è sufficiente che andiate a visitare il blog di Rod su The American Conservative, oppure cerchiate de Benedict option su internet.

Marco Sermarini

giovedì 22 giugno 2017

Oggi è San Giovanni Fisher e San Tommaso Moro, due dei santi preferiti di Chesterton...

La Chiesa festeggia i due santi inglesi Giovanni Fisher (vescovo) e Tommaso Moro (laico, marito e padre).

Chesterton ebbe un rapporto strettissimo con le vicende dei Martiri Inglesi, di cui i due festeggiati oggi sono solo tra i primi di una lunga e quasi ignota schiera che la Chiesa ha inteso porre come esempio da ormai un centinaio d'anni, da quando sono state possibili le ricerche e la raccolta delle informazioni sulle vite di queste centinaia e migliaia di cattolici che resistettero all'eresia dando anche la vita. Una lunga schiera davvero. Il Martirologio Romano si è caricato dei nomi di Edmund Campion, John Southwell, di mamme che accoglievano in casa preti e catechisti e che morirono per questo. In Inghilterra è possibile visitare luoghi in cui ci sono ancora i priest hole, i buchi nel pavimento dove i poveri preti clandestini potevano nascondersi per giorni agli aguzzini anglicani. La morte che ebbero i malcapitati fu sempre tremenda: impiccati, squartati, ridotti a pezzi. Vicino ad Hyde Park, se andate a Londra è una visita obbligatoria, c'è il loro Santuario, retto da monache benedettine adoratrici. è proprio lungo il lato est del parco, a poche centinaia di yarde dallo Speaker's Corner (basta attraversare la strada).

Il rapporto di Chesterton coi Martiri fu davvero stretto: scrisse molto su Thomas More, diede una famosa conferenza a Roma in occasione della sua beatificazione:

http://uomovivo.blogspot.it/2011/08/unaltra-novita-chestertoniana-al.html

C'è anche chi qui in Italia gli ha dedicato un'antologia dei suoi scritti moreani:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/02/una-mente-come-un-diamante-scritto-su.html

Qui di seguito altri accenni dal nostro blog:

http://uomovivo.blogspot.it/2009/09/dallamico-maturin-chesterton-e-san.html

http://uomovivo.blogspot.it/2008/05/chesterton-in-altre-parole.html

Considerate che Chesterton, grande finanziatore della sua parrocchia a Beaconsfield, avrebbe voluto che la stessa fosse intitolata ai Martiri Inglesi, ma non fu accontentato, in quanto il titolo originario fu dedicato a Santa Teresina del Bambin Gesù (di Lisieux). Solo dopo la sua morte a tale titolo furono aggiunti Thomas More e John Fisher e gli English Martyrs.

Qui ci sono due vecchie foto, di cui una ritrae anche il sottoscritto ai piedi del "collega" avvocato More (lo so che chi esce massacrato dal paragone sono io, gloria a Tommaso!). Sono foto fatte nella cappella dei Martiri Inglesi finanziata a Beaconsfield nella Chiesa parrocchiale da Chesterton, con l'altare antico e le catene e gli anelli esattamente come quelli della cella di Thomas More nella Torre di Londra. Quelli ritratti sono solo un piccolo gruppo del ben maggiore di cui man mano si scoprono e si ricostruiscono gli atti. Posso testimoniare dell'esistenza della conversione e della vocazione al sacerdozio di un mio carissimo amico americano che si convertì dal luteranesimo e scelse il sacerdozio dopo aver conosciuto le storie dei preti che difesero la vera messa con il loro sangue.

Personalmente ho visitato tutti questi luoghi e ne sono uscito diverso ed edificato.

Ecco, questo amore per loro è molto significativo, specie oggi che sembrerebbe necessario elidere le differenze e far finta che non esistano.

Marco Sermarini


     

mercoledì 21 giugno 2017

Lyme Regis Sed Sine Regina - Chesterton dedica una poesia alla piccola città che lo accoglie in vacanza e gli fa trovare piccole nuove amiche.

When last I went riding

Through Lyme of the King

I heard the town's Crier

I heard the bell ring.

But not for the lost King

That's over the water

It wailed through the West

For a Queen and a daughter
Ah woe for the townland

That wails for its queen

For the Unicorn fled

Where Fame's garland is green.

For in quest of the Laurel

She went up to town

— Ah, if I were the Lion

We'd fight for the Crown.

XV Chesterton Day - Manca poco...

martedì 20 giugno 2017

Lyme Regis, qualche foto...

I Chesterton passarono diverso tempo in vacanza nella cittadina di Lime Regis nel Dorset, una località di mare. Qui conobbero la famiglia Nicholl, di cui al precedente post.

Soggiornarono al Three Cups Hotel, che oggi è chiuso e di fatto abbandonato.

Qui c'è anche una foto con Gilbert dinanzi all'hotel.

Approfondiremo.

Three Cups Hotel, come è oggi
Chesterton davanti al Three Cups Hotel
Lyme Regis, oggi

XV Chesterton Day - Si avvicina...

Sagoma per il teatrino delle marionette di Chesterton fatta con le sue mani - I Chesterton e i bambini

Questa che vedete è una delle tante sagome che Chesterton creava con le sua mani per il teatrino delle marionette, per la gioia dei grandi e soprattutto dei piccini. Lo trovate alla Chesterton Library, dove presso i Padri dell'Oratorio si conservano tante belle cose di Chesterton. La Library è gestita da un gruppo di Trustees ed è stata fondata tra gli altri dal nostro amico Aidan Mackey e dal compianto amico Stratford Caldecott. Andateci a nome nostro, dei Chestertoniani d'Italia e mio personale. Capiranno subito che non siete normali ma vi accoglieranno con comprensione e affetto…

Della passione di Gilbert per il teatrino abbiamo parlato diverse volte. Ne parla in lungo e in largo anche la sua Autobiografia. Le migliori biografie si soffermano sull'amore di Gilbert per quest'arte insegnatagli dal babbo Edward detto Ed. Si parla anche dell'amore per i bambini di Gilbert e Frances.

E' noto che Gilbert e la moglie organizzassero spesso feste e intrattenimenti per i bambini di Beaconsfield, e che con loro fossero affettuosi e generosi. La festa davvero mitica era quella che si svolgeva tutti gli anni in prossimità del Natale quando i bambini venivano tutti invitati a casa Chesterton e passavano un intero pomeriggio con giochi e spettacoli organizzati da Gilbert e Frances, e regalini per tutti. A raccontarlo mi commuovo tutte le volte.

Voi direte: stranezze di due poveretti che non avevano avuto figli. No, carissimi. Non è scontato fare così quando Nostro Signore ha deciso di darti altre gioie o di farti esercitare la paternità e la maternità altrimenti (noi non siamo tutti loro figli?). E soprattutto ci vuole uno spirito davvero innocente e l'aver capito che l'infanzia spirituale è la chiave di tutto, è il modo di salvarsi (se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli, mi pare che la cosa suonasse così, giusto? C'è ancora nel Vangelo e mi pare non sia assoggettabile a particolari interpretazioni…).

Quando sono andato a Beaconsfield la prima volta mi hanno raccontato che doveva essere morta da poco una vecchietta che da bambina aveva conosciuto Chesterton. In pratica la bimba veniva di sovente mandata dalla mamma a casa dei Chesterton con un cestino di funghi freschi, e veniva accolta e ringraziata da Frances o dalle persone che accudivano la famiglia dei nostri eroi. Chesterton lo seppe e disse che d'ora in avanti avrebbe voluto ringraziare di persona tutte le volte che si fosse presentata quella gentilissima bambina… E così fece: non con lo scontato atteggiamento dei grandi verso i piccoli ma con la serietà di un piccolo verso un grande. La trattava come un'ospite vero. Divennero amici.

La mia cara amica Nancy Carpentier Brown ha scritto un bellissimo libro (The Chesterton and the Golden Key) in cui racconta la storia dell'amicizia tra le Sorelle Nicholl ed i Chesterton: le ragazze Nicholl incontrarono i Chesterton a Lyme Regis, un posto dove questi si recavano in vacanza e dove si sarebbero dovuti trattenere per soli due giorni, e dove rimasero per due settimane e tornarono tante volte. Le ragazze che conoscevano i libri di Gilbert li invitarono per un tè a casa loro. Gilbert e Frances accettarono subito (invito alle tre per il tè delle cinque) e rimasero amici per tutta la vita. Una pagina poco nota, soprattutto a chi seleziona il Chesterton più o meno gradito o più o meno adatto alle proprie idee, ma di Chesterton ce n'è uno solo.

Infanzia ed amicizia. Infanzia ed amicizia. Che bella coppia! Ci salveranno! L'essere adulti spirituali mi preoccupa molto, moltissimo. L'essere infanti è la strada, ce lo dice Nostro Signore e ce lo ripete Gilbert.

Marco Sermarini



lunedì 19 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Ciò che avvelena il mondo non è l'eccesso di critica, ma l'assenza di autocritica.

Gilbert Keith Chesterton, Sidelights on New London and newer York


Inviato da iPhone

sabato 17 giugno 2017

Piccola rassegna stampa chestertoniana internazionale non riletta...

Sottopongo alla vostra attenzione, con somma imprudenza, alcuni articoli usciti su siti internet. Non ho fatto in tempo a leggerli, per cui se ci trovate degli strafalcioni sappiate che non li avevo visti.

Non sono dell'avviso che ogni cosa che parli di Chesterton sia valida, anzi. Faccio parte di quella categoria di chestertoniani che pensano fermamente che Chesterton abbia detto esattamente quello che pensavano loro, per cui non tutto quello che viene scritto e detto mi piace e non considero tutto vero, esatto, sottoscrivibile.

Per cui con somma imprudenza ecco alcuni articoli che riguardano GKC.

Marco Sermarini

Dagli Stati Uniti:


Dalla Francia:


Dalla Croazia!

giovedì 15 giugno 2017

Sul tempo libero - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Gran parte del disordine moderno nasce dalla confusione e contraddizione che riguarda l'espressione "tempo libero"


Nel 1927 Chesterton pubblicava sull' Illustrated London News un articolo, ancor oggi molto attuale, sul significato del "tempo libero". Sin dal titolo scelto: "Il tempo libero nella nostra cultura" il grande scrittore inglese intendeva riflettere non solo sulla confusione del concetto ma anzitutto sul fraintendimento della libertà: "Tanto per cominciare l'espressione "tempo libero" non andrebbe mai confusa con la parola "libertà". Avvicinandosi l'estate e le tante agognate ferie, ho pensato che alcune considerazioni chestertoniane potessero valere anche per tutti coloro che reputassero pericolose alcune conclusioni osservate acutamente dal pensatore londinese: "Uno schiavo può avere molte ore di tempo libero se il suo guardiano è andato a dormire…Se un uomo è praticamente costretto, per una certa pressione sociale, a correre nel parco la mattina, giocare a golf nel pomeriggio, andare a una cena di gala la sera, per poi finire la giornata in un club notturno, noi descriveremo tutte queste ore come tempo libero. Ma non sono affatto ore di svago, nel senso che, per esempio, possiamo immaginare che questa persona ami passare del tempo con se stesso, che voglia intraprendere un hobby solitario o persino asociale, che gli piaccia poltrire o, in un'ipotesi più remota, addirittura pensare". 

Quotidianamente capita anche a me di vedere oggigiorno i "forzati del tempo libero" correre per le strade, magari con un cane al guinzaglio e fare simili cose a quelle descritte da Chesterton ai suoi tempi. Sappiamo che egli temeva, prima ancora della questione etica, la questione intellettuale, ossia l'incapacità di pensare, di riflettere oggettivamente sul reale. La preoccupazione di Chesterton non era quantitativa ma qualitativa e poneva il dilemma se davvero si sapesse il significato di "tempo libero": "E' nella natura della statistica occuparsi della quantità e non della qualità e soprattutto nessuno si è occupato in modo adeguato degli effetti del sistema sociale sulla qualità del tempo libero". 

Nell'approssimarsi delle ferie, cogliendo lo spunto chestertoniano, dovremmo preoccuparci di valorizzare il nostro tempo libero anziché enumerare i giorni di vacanza. Credo che la provocazione di Chesterton sia tuttora stimolante, anche per verificare se siamo davvero liberi (per il bene), com'egli sottolineava: "Sto solo evidenziando che la struttura sociale determina la natura del tempo libero dell'uomo, tanto quanto la natura del suo lavoro". Lungi dall'equivocarlo alla stregua di uno strutturalista o determinista, Chesterton voleva brillantemente argomentare sulla sostanziale libertà e sull'utilizzo ragionevole del tempo libero, rilevando il lato paradossale dell'intera faccenda: "Da quando la scuola ha permesso più giochi, ha forse diminuito il divertimento e di sicuro limitato la libertà". Per una maggiore comprensione del paradosso egli invitava a considerare tre significati di "tempo libero" completamente differenti: "Il primo è la possibilità di fare qualcosa. Il secondo è la possibilità di fare qualsiasi cosa. Il terzo (forse il più raro e prezioso) è la possibilità di non fare alcunché". 

Chesterton chiamava quest'ultima "la nobile arte del dolce far niente" e si contrapponeva ai forzati dell'attivismo, agli ideologi del corpo da ostentare, alle persone socialmente e culturalmente coatte, incapaci di pensare con la propria testa. Egli additava loro quel "tempo libero" che consola maggiormente, quello più puro e sacro, in definitiva quello più prezioso. Invitava a chiedersi: "Che tipo di vacanze il sistema sociale permette di fare?". Credo che intendesse che il ritrovare se stessi, anima e corpo, fosse recuperabile nella possibilità di gustare la grande opera del creativo "dolce far niente", anche nella dimensione contemplativa dello "stare a guardare".

Ragazzi, ricordatevi del XV Chesterton Day...

Notate bene dove si terrà, non nella solita Casa San Francesco, ma a Santa Lucia, in territorio di San Benedetto del Tronto…

mercoledì 14 giugno 2017

Chesterton in altre parole - T. S. Eliot

Chesterton leaves behind a permanent claim upon our loyalty, to see that the work he did in his lifetime is continued in ours.

—T. S. Eliot

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis

Chesterton (whom I love) has done it: I could only water his wine.

—C. S. Lewis
(letter to Walden Howard, 1947)

Chesterton in altre parole - Mons. Ronald Knox

If posterity neglects Chesterton, it will pronounce judgment not upon him, but upon itself.

—Msgr. Ronald Knox
(from his panegyric on GKC)

Chesterton in altre parole - Evelyn Waugh

Chesterton, of all men of our times, wrote especially for the common man, repeating in clear language his simple, valuable messages.

—E. Waugh

Chesterton in altre parole - Dorothy L. Sayers

G. K.'s books have become more a part of my mental make-up than those of any writer you could name.

—Dorothy L. Sayers
(to Mrs. Chesterton)

14 Giugno 1936 - 14 Giugno 2017 - Ecco Frances...

Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le dieci Chesterton morì.
Più tardi quel giorno, sua moglie Frances scrisse a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...".

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270 - nostra traduzione).

14 Giugno 1936 - 14 Giugno 2017 - Chesterton a proposito del paradiso (e Tommy...)

Riprendo un vecchio post di cui avevo dimenticato l'esistenza (come di molte altre cose, d'altronde…):


Una delle sorelle Nicholl (giovanissime ragazze e bambine che conobbero i Chesterton durante una vacanza e rimasero loro legate per sempre con un affetto speciale) ricordava che la stesura del San Tommaso d'Aquino segnò un grande cambiamento in Chesterton. Imparò a memoria la sequenza del Corpus Christi di San Tommaso e recitava ripetutamente a memoria, numerose volte, le ultime due strofe che trovate nella foto qui sopra. 

Lo faceva battendo il pugno sul bracciolo della sedia ove abitualmente sedeva in casa. 

Poi diceva: "che riassunto del Paradiso: l'esatto capovolgimento dell'espressione colloquiale 'giù tra i morti'. Là hai - letteralmente 'la terra dei viventi'. Sì, amici miei, noi vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi".

Un'altra definizione che usava per il Paradiso erano le due parole latine "in patria": "Ti spiega tutto: 'la nostra terra natia'".

Marco Sermarini

Le ultime parole di GKC

La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte.

Le ultime parole di Gilbert Keith Chesterton

14 Giugno ì1936 - 14 Giugno 2017 - Un significativo episodio

«Il giorno dopo la sua morte (di Gilbert, ndr) Edward Macdonald passò davanti al negozio di un barbiere più in là di Chancery Lane (una strada centrale di Londra, vicino Fleet Street, ndr). L'uomo stava insaponando il viso di un cliente ma riconoscendo Macdonald lasciò il cliente e corse fuori col pennello in mano. "Voglio solo dire che mi è dispiaciuto di sentire la notizia", "era un grande uomo". Macdonald gli chiese se conoscesse Chesterton. "Mai letto una parola di quello che ha scritto" rispose il barbiere "ma lo ascoltavo sempre per radio. Sembrava che stesse seduto a fianco a me nella stanza"».

dall'Introduzione di Radio Chesterton

14 Giugno 1936 - 14 Giugno 2017 - Preghiera

Dio Nostro Padre,
Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton di un senso di meraviglia e gioia,
e desti a lui una fede che fu il fondamento del suo incessante lavoro,
una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari,
e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.
Possano la sua innocenza e e le sue risate,
la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede,
la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria
e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri,
portare allegria ai disperati,
convinzione e calore ai tiepidi
e la conoscenza di Dio a chi non ha fede.
Ti chiediamo di concedere le grazie cheTi imploriamo
attraverso la sua intercessione (e specialmente per...)
perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti
e la Chiesa possa proclamarlo beato.
Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore


Amen. 

In memoria di Gilbert Keith Chesterton a 81 anni dalla morte




martedì 13 giugno 2017

Hugh Kenner, a Chesterton per McLuhan



Sfogliando le bibliografie su Chesterton, si scopre l'esistenza di un nome tra i primissimi autori di studi sul Nostro Eroe. Si tratta di Hugh Kenner, anzi, per essere più precisi di William Hugh Kenner, canadese di Peterborough nato nel 1923 e morto nel 2003.

Nome piuttosto misconosciuto in ambiente italiano ed europeo, è in realtà il critico e studioso della letteratura che inquadrò per primo ex professo l'aspetto dei paradossi di Chesterton. Infatti nel 1948 diede alle stampe, con la prefazione di Marshall McLuhan stesso, suo maestro, un testo di un certo interesse e di una certa importanza nello studio di Chesterton, Paradox in Chesterton, edito da Sheed and Ward, la casa editrice fondata da Frank Sheed e da sua moglie Maisie Ward (a cui tutti noi dobbiamo essere più che grati perché è stata la prima a redigere una biografia dello scrittore di Beaconsfield anzi due, perché c'è anche il sequel intitolato Return to Chesterton -  entrambe sono inedite in italiano: ma possiamo vincere la guerra? Naturalmente scherzo ma non troppo).

Di McLuhan abbiamo detto qualcosa negli anni, e a causa sua ci incrociamo con Kenner. Non appena riuscirò ad averne una copia, vorrei infastidirvi con il contenuto di questo Paradox, per cui debbo rimandarvi ad una prossima puntata. Ma già da adesso posso dirvi che Kenner non è un autore da sottovalutare, visto che valorizzò e studiò anche l'opera di Ezra Pound e contribuì a farlo uscire dall'isolamento causatogli dalle scelte politiche. Anche qui c'è lo zampino di McLuhan, che di ritorno da un viaggio, lo portò nel luogo di internamento di Pound a Washington D.C. nel St. Elizabeths Hospital. Scrisse anche di James Joyce e di Wyndham Lewis.

Cercherò di raccontarvi qualcosa di questo volume più avanti.

Marco Sermarini

P. S.: come vedete, i "crocevia" dove incontriamo Chesterton sono davvero molteplici, e noi qui da questo blog cerchiamo di richiamarli uno ad uno. Spero solo che tutto questo vi sia utile a comprendere davvero chi era Chesterton in vita e chi è oggi.

M. S.

lunedì 12 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Il senso comune ha tutte le qualità della pura religione mistica. Come la religione, il senso comune è inspiegabile, specialmente nelle donne.

Gilbert Keith Chesterton

Fabio Trevisan giurato e cronista del I Concorso Chesterton per i ragazzi delle scuole elementari e medie

Tra le mille cose che accadono, non abbiamo avuto tempo e modo di raccontare il I Concorso Chesterton per i ragazzi delle scuole elementari e medie che abbiamo indetto e tenuto assieme alla Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton lo scorso 2 Maggio.

E' stata una cosa molto molto bella e debbo ringraziare compiutamente i giurati che si sono prestati con affetto e sincera partecipazione a valutare le opere dei partecipanti. Fabio, Annalisa e Rodolfo sono stati davvero bravi, ognuno dando del suo con talento ed amicizia.

L'esperienza si ripeterà l'anno prossimo, e questa volta vorremmo estenderla a tutta l'Italia. Per quest'anno abbiamo voluto sondare il terreno limitandoci al territorio della provincia di Ascoli Piceno, visto che chi se ne occupa, se ne occupa da volontario e nel tempo libero.

Ringrazio Fabio perché ha dato spazio al nostro evento nel settimanale triestino Vita Nuova col quale collabora: tutto ciò dà lustro ad una piccola iniziativa che però vuole contribuire a far conoscere il Grande.

Marco Sermarini



L'incontro della Civiltà Cattolica a Roma


sabato 10 giugno 2017

Il terzo signore da sinistra disse: «Che genio supremo è Chesterton! Non ho mai incontrato un uomo che sapesse parlare in maniera così brillante ed interessante!».

Questo è il famoso Mount Rushmore in South Dakota e il terzo signore da sinistra è un ammiratore di Chesterton.

Chi è?

È il 26esimo presidente degli Stati Uniti d'America, Theodore Roosevelt, e quella frase la pronunciò dopo aver cenato con Chesterton a Londra in un evento organizzato dai giornalisti inglesi in suo onore.

- Vicino a chi vuole cenare, signore presidente?

- Vicino a Gilbert Chesterton!

...

Marco Sermarini

Sotto l'ombrellone con Padre Brown, l'uomo che sapeva troppo - Giornale di Brescia

http://www.giornaledibrescia.it/tempo-libero/sotto-l-ombrellone-con-padre-brown-l-uomo-che-sapeva-troppo-1.3180376

venerdì 9 giugno 2017

Dal baule di 🏡 casa nostra: Slavoj Žižek, il comunista che cita Chesterton.

Lo riproponiamo in occasione del convegno di domani a Roma. È un post di circa sei anni fa apparso in questo medesimo blog. Appunto, lo tiriamo fuori dal baule di casa nostra.

Una specie di fan piuttosto eretico di Chesterton, Slavoj Žižek. Marxista, hegeliano ma che per sintetizzare la posizione Cristiana usa GKC e in particolare il Giovedì.

Non diteci che Chesterton non insorgerebbe.

Una storiaccia come questa non pensavo di sentirla mai.

Facciamo qualcosa. Non è normale, non è umano.

Marco Sermarini

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-l-inghilterra-ha-deciso-charlie-condannato-a-morteora-resta-solo-la-speranza-della-corte-europea-20107.htm

I luoghi chestertoniani in Italia ed Inghilterra

Don Andrea Lonardo di Roma ha fatto un bel lavoro, mettendo insieme i luoghi italiani ed inglesi di Chesterton e connettendoli ai libri e alle citazioni ad essi riferibili, e c'è anche la mappa del buon Ciro Dell'Ova che anni fa pubblicammo assieme ad un suo affettuoso e coinvolgente diario di viaggio.

Grazie dell'idea, molto bella, è una di quelle cose che vorrei aver fatto io, ma visto che qualcun altro l'ha fatta ne rendo grazie a Nostro Signore Gesù Cristo e la metto a disposizione di tutti perché la sfruttino. Stiamo organizzandoci per rendere stabili dei brevi pellegrinaggi inglesi sui luoghi di Chesterton approfittando anche di quelli di John Henry Newman e dei Martiri Inglesi. Vi terremo informati. Abbiamo forti agganci in quell'isola...

http://www.gliscritti.it/blog/entry/1926

Marco Sermarini

giovedì 8 giugno 2017

Rod Dreher e la Benedict Option alla Festa del beato Pier Giorgio Frassati

Il 28 Giugno 2017 a San Benedetto del Tronto alle ore 21.15 presso il bel Centro Educativo La Contea (ecco un'immagine!) interverrà Rod Dreher, giornalista e blogger americano, a presentare il bel libro The Benedict Option. Interverrà anche padre Benedetto Nivakoff, priore dei Monaci di Norcia. I monaci, i tipi loschi e i chestertoniani sono alcuni dei maggiori protagonisti di questo libro che prende le mosse da un'intuizione di Rod partita dalla lettura del libro Dopo la virtù di Alasdair Macintyre.

Il Distributismo è molto attinente alla Benedict Option, la Scuola Chesterton anche, il modo in cui i monaci di Norcia vivono, pregano e lavorano altrettanto.

Venite, merita.

Comincia la bella festa del beato Pier Giorgio Frassati...

martedì 6 giugno 2017

XV Chesterton Day - 30 Giugno 2017 ore 19.30 - San Benedetto del Tronto, Santa Lucia

Anzitutto segnatevi che il posto non è, come al solito, Casa San Francesco di Paola a Grottammare (AP) bensì SANTA LUCIA, IL NOSTRO SPLENDIDO CENTRO EDUCATIVO, A SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP).

30 Giugno 2017 alle ore 19.30, mangeremo lì ed il tema sarà

L'INNOCENZA DI GILBERT CHESTERTON


Queste immagini rendono solo parzialmente l'idea. Il posto, il Centro Educativo La Contea sito sul colle di Santa Lucia a San Benedetto del Tronto, è davvero bellissimo! Queste sono immagini dei ragazzi della Scuola Libera Chesterton a lavoro durante le giornate di studio che li separano dagli esami annuali.



domenica 4 giugno 2017

Un aforisma (eccezionale! educativo!) al giorno





Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning 

sabato 3 giugno 2017

La rubiamo dai cugini americani e ve la rilanciamo...

È una foto davvero poco vista.
C'è un Chester ton abbastanza giovane (a spanne sembra degli anni Dieci) ma altrettanto abbastanza in carne, con sua moglie ed un amico. Ci è piaciuta, l'abbiamo vista nella pagina Facebook dei cugini americani e ve la rilanciamo.

In Polonia 🇵🇱 Chesterton antologico

Cari Amici,

avevo notato alcune frizzanti copertine simili a questa che vi riproduco. Avevo anche rilevato che erano in lingua polacca. La Polonia vede, come l'Italia, la Spagna ed anche la Francia, una rinascita chestertoniana che si manifesta in particolare con nuove edizioni della sua opera. Ho cercato di tradurre questo titolo ed ho visto che significa "difesa della fede". Ho notato anche che esistono altre opere simili come titolo, ossia difesa di qualcosa. Allora ho chiesto al mio amico polacco chestertoniana Pawel Kaliniewski e ho appreso che si tratta di brevi antologia di brani sul tema riportato in copertina tratti dalle opere di Chesterton. Ringrazio l'amico Pawel che mi dà notizie di prima mano sulla Polonia, dove è in atto anche una grande riscoperta del distributismo, e questo, in un mondo ammorbato da capitalismo e statalismo di nuova marca, non può essere che una felicissima novità.

Marco Sermarini

giovedì 1 giugno 2017

In difesa della vita - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Forse non tutti sanno che in età giovanile Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) scrisse una poesia in difesa della vita umana ("By the babe unborn"). Prima del 1900 il grande saggista, romanziere e poeta inglese aveva dovuto fare i conti con l'eugenetica, ossia con il tentativo ideologico (supportato da pretese scientifiche) di determinare il controllo delle nascite. Erano i tempi in cui le teorie maltusiane si intrecciavano con l'evoluzionismo darwinista e le istanze del superuomo, costituendo una miscela esplosiva che lo stesso Chesterton denunciò con vigore e coraggio in opere come "Eugenetica e altri mali", scritta precedentemente alla prima guerra mondiale e in innumerevoli articoli apparsi su riviste e giornali dell'epoca. Nella traduzione di Annalisa Teggi (che ha pure tradotto il poema epico "La ballata del cavallo bianco" del 1911) invito alla riflessione, collocandomi, come fece Chesterton, dalla parte del bambino non nato.

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Dal bambino non nato

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Se ci fossero alti tronchi d'albero e ciuffi d'erba bassa,

come nella fantasia di certe fiabe,

e se più oltre si scorgesse a tratti un mare blu

a rompere la pallida linea dell'orizzonte,

se ci fosse una palla di fuoco appesa in aria

a riscaldarmi durante il giorno,

e se una folta chioma verde ondeggiasse sulle valli,

là saprei cosa fare.

Me ne sto nel buio: sognando che esistano

grandi occhi severi o gentili,

e strade storte e porte silenziose,

e uomini vivi dietro ad esse.

Che venga la bufera: meglio un'ora,

e poter piangere e combattere,

piuttosto che questo infinito vuoto

a misurare l'impero della notte.

Penso che se mi permettessero

di stare in quel mondo

sarei buono per un tempo pari

a questo lungo giorno nel regno delle fate.

Non udrebbero da me una sola parola

di egoismo o disprezzo,

se solo riuscissi a trovare la porta,

se solo nascessi.