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venerdì 24 febbraio 2012

I fedeli cattolici dell'Ordinariato di Walsingham vanno in pellegrinaggio a Roma dal Papa




Il primo pellegrinaggio dei fedeli cattolici ex anglicani dell'Ordinariato di Walsingham assieme al loro Ordinario, mons. Keith Newton (ex "vescovo" anglicano, ora semplice sacerdote cattolico).

C'è una battuta che colpisce: l'anziano signore intervistato dice, tra le altre cose (in inglese): "siamo dove dovremmo essere".

Da RomeReports.

lunedì 2 gennaio 2012

Il nuovo ordinariato per gli anglicani americani che tornano al cattolicesimo

Qui  e qui trovate due articoli sulla creazione da parte del Papa del nuovo ordinariato per gli anglicani convertiti al cattolicesimo negli Stati Uniti.

Si chiama "Personal Ordinariate of the Chair of St. Peter".

Tempo fa avevamo anticipato qualcosa.

Felicitazioni. Gilbert salta di gioia.

venerdì 18 novembre 2011

A Gennaio l'ordinariato cattolico per gli anglicani americani

In questo articolo dal Catholic Herald on line trovate un nuovo passo nell'applicazione dell'Anglicanorum Coetibus, il motu proprio di Papa Benedetto XVI per facilitare e regolare il ritorno a Roma di molti anglicani (continuiamo ad interessarci perché crediamo sia un tema molto chestertoniano, newmaniano e altro ancora...).

Il Cardinale Wuerl ha annunciato che il 1° Gennaio 2012 verrà creato il nuovo ordinariato per i fedeli episcopaliani (così si chiamano gli anglicani americani, per la cronaca). Tra gli altri 67 pastori anglicani hanno chiesto di entrarne a far parte.

domenica 13 novembre 2011

Chi era Conrad Noel?

Pochi sanno che Chesterton deve il suo ravvicinamento alla fede cattolica anche al reverendo Conrad Noel, originalissimo prelato anglicano ribattezzato The Red Vicar (il Vicario Rosso) per le sue esplicite propensioni per il socialismo.

Era anche anglocattolico.

Una vicenda che pochi conoscono seppure GKC l'abbia raccontata nella sua Autobiografia nel capitolo "Il delitto dell'ortodossia". Il che dimostra che non tutto di Chesterton è letto, purtroppo, e che spesso si tratta Chesterton per partito preso (il che è il torto peggiore gli si possa fare).

Un personaggio originalissimo che conferma l'impossibilità di incasellare come meglio vorremmo la vita di un genio come Chesterton, davvero donatoci da Dio stesso nel modo più imprevisto possibile.

Ne parleremo.

venerdì 23 settembre 2011

Il Papa invita il Regno Unito a testimoniare la verità del Vangelo - Messaggio per l'anniversario del viaggio in Inghilterra e Scozia


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 22 settembre 2011 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha inviato i suoi saluti ai cattolici di Inghilterra e Galles – che hanno festeggiato il primo anniversario del suo viaggio nel Regno Unito – incoraggiandoli ad essere testimoni della verità del Vangelo.
Lo ha fatto in un messaggio inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, in occasione di una Messa nazionale di ringraziamento celebrata nella Cattedrale di Westminster a Londra.
La Messa, concelebrata dai Vescovi di Inghilterra e Galles, ha segnato l'anniversario della visita di Stato svoltasi dal 16 al 19 settembre 2010.
Nel messaggio, il Santo Padre invia i suoi “saluti cordiali”, ricordando “con profonda gratitudine il calore dell'accoglienza ricevuta”.
Benedetto XVI ha detto di sperare che l'occasione “serva come rinnovato mandato ad affrontare la sfida [...] lanciata un anno fa in questo stesso luogo: portare una gioiosa testimonianza della verità del Vangelo, che libera la nostra mente e illumina i nostri sforzi di vivere bene e in modo saggio, sia come individui che come membri della società”.
Il Papa ha menzionato in particolare quanti studiano per il sacerdozio, incoraggiandoli a mantenere gli occhi “fissi su Gesù Cristo, a dedicarsi con tutto il cuore alla loro formazione spirituale e intellettuale e ad essere messaggeri fedeli della nuova evangelizzazione”.
Clare Ward, Home Mission Advisor della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles, ha detto a ZENIT in un'intervista che la visita apostolica di Benedetto XVI al Regno Unito “ha avuto un impatto profondo e molto positivo sulla comunità cattolica in Inghilterra e Galles”.
“Molte persone hanno detto di essersi sentite rinnovate nella propria fede e nella loro identità cattolica”, ha aggiunto.

lunedì 13 giugno 2011

Un interessante articolo di Paolo Rodari sulla presa di posizione politica del primate anglicano Rowan Williams


Lo pubblichiamo perché il dott. Rowan Williams ha criticato proprio quelle parti del programma di Cameron (che ha comunque dei punti non accettabili di cui in passato abbiamo parlato su questo blog) che i consiglieri di Cameron hanno attinto alle idee di sussidiarietà (di cui si nutre principalmente Phillip Blond, consigliere distributista e dichiaratamente chestertoniano ed ammiratore di papa Benedetto XVI seppur anglicano).


Si parla anche della deriva modernista e progressista della Comunione Anglicana e dell'emorragia di fedeli verso la Chiesa Cattolica proprio per questi motivi (e pure di questa diamo spessissimo conto su questo blog).

Tutto riporta sempre.

Un Tamigi più stretto. Ingerenza anglicana contro Cameron dell’arcivescovo di Canterbury. E difesa cattolica

Quanto sta accadendo in queste ore nel Regno Unito ha un solo precedente. Era il 1985 e l’allora arcivescovo di Canterbury, Robert Runcie, attaccò pesantemente la politica conservatrice di Margaret Thatcher. Parole aspre che portarono alla luce tensioni esistenti da tempo, almeno da quando, tre anni prima, la Lady di ferro entrò in guerra per le Falkland suscitando critiche delle gerarchie religiose.
Niente a che vedere, però, con l’ultimo imponente affondo di colui che il Guardian ha definito “l’arcivescovo dell’opposizione”, quel Rowan Williams, capo della chiesa anglicana, da sempre su posizioni modernizzatrici e progressiste.
Ingaggiato per una settimana alla guida della storica rivista di sinistra NewStatesman, ne ha approfittato per mettere in pagina quello che i giornali vicini al governo di David Cameron hanno definito “il più sfacciato intervento politico mai fatto da un capo della chiesa inglese”.
Sulla copertina di NewStatesman, la faccia di Williams è immortalata per metà. A fianco c’è la dichiarazione che maggiormente ha provocato polemiche: “Cameron – dice – sta mettendo in campo cambiamenti radicali che nessuno ha votato” e per questo è l’intera “legittimità democratica” della coalizione che viene messa in discussione. La nazione è “spaventata”, “in preda all’ansia”, “frastornata”.
Pietra dello scandalo è principalmente la politica economica del governo, il rigido programma di austerity volto a far scendere intorno allo zero il deficit del paese entro il 2015 e, insieme, il piano di riforme a lungo termine su sanità ed educazione, insomma il cuore del progetto politico-sociale alla base della rivoluzione cameroniana, la cosiddetta “big society”. Secondo Williams i conservatori hanno adottato una sorta di “socialismo associativo” che ha però ignorato “quella parte di programma che contiene davvero iniziative per favorire la nascita di una grande società”.
E ancora: “La politica di afflato imprenditoriale, che cerca con successo sempre calante di affrontare la vita all’ombra dei grandi blocchi finanziari, non genera grande entusiasmo, sia che si etichetti come conservatrice o progressista. In questa confusione, si sente una crescente richiesta di riflessione su cosa siano i principi basilari della democrazia stessa, anche sull’onda di quanto sta accadendo in medio oriente e nord Africa”.
Dura la reazione di Cameron: “Penso che l’arcivescovo di Canterbury sia assolutamente libero di esprimere le sue opinioni politiche. Non ho mai detto che la chiesa debba evitare interventi politici. In ogni modo sono in totale disaccordo con molte posizioni espresse, in particolar modo sul debito, sul welfare e sull’educazione”.
Nelle scorse ore se ha preso la parola un’altra personalità religiosa importante. E’ il primate della chiesa cattolica d’Inghilterra e del Galles, l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols.
Questi ha ringraziato pubblicamente Cameron per aver messo il matrimonio e la famiglia al centro delle sue politiche. La chiesa cattolica guarda di buon occhio il modello della “big society” britannica e Nichols ha voluto ricordarlo: non soltanto a Cameron ma anche a Williams. Nell’idea di società civile di Cameron un ruolo importante ricoprono la comunità cattolica e le sue istituzioni educative, “charities”, e anche le organizzazioni non profit.
E’ una sorta di “sussidiarietà” all’inglese che piace sia a Nichols sia al Vaticano. Beninteso, i rapporti tra anglicani e cattolici non sono ai ferri corti. Seppure l’emorragia di fedeli anglicani verso Roma abbia contribuito recentemente al montare di un certo malcontento all’interno dell’establishment di Canterbury. Proprio domani sessanta pastori anglicani saranno ordinati preti cattolici nella Westminster Cathedral. Per Williams un boccone un po’ più amaro, dopo le ultime uscite pro Cameron del dirimpettaio Nichols.
Pubblicato sul Foglio sabato 11 giugno 2011

mercoledì 30 marzo 2011

La traduzione dell'articolo sulle 4700 persone che nella Settimana Santa entreranno nella Chiesa Cattolica

Qui di seguito abbiamo, grazie alla collaborazione del nostro amico Gianmaria Spagnoletti, la traduzione dell'articolo del Catholic Herald (su un argomento caduto nel quasi totale silenzio dei mezzi di comunicazione italiani e non solo) sull'ingresso nella Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles di circa 4700 persone nella prossima Settimana Santa.
Ci sembrava un'argomento da non trascurare, visto che Chesterton (e Newman, e Benson, e tanti altri...) è uno dei primi che li ha preceduti.

Un numero record di persone verrà accolto nella Chiesa cattolica nella Settimana Santa e a Pasqua in Inghilterra e Galles.
Più di 4700 persone hanno preso parte alle cerimonie del rito di elezione che si sono tenute in diocesi inglesi e gallesi nello scorso fine settimana, marcando un anno eccezionale nel numero dei nuovi fedeli, sia catecumeni che candidati all’entrata nella Chiesa.
Il numero era insolitamente alto grazie ai gruppi di anglicani che diventeranno membri della Chiesa cattolica durante la Settimana Santa attraverso l’ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham: circa 800 laici e 61 chierici.
L’Arcidiocesi di Westminster conta il maggior numero dei candidati e catecumeni che si presenteranno: quasi 900, 62 dei quali entreranno nell’ordinariato la Settimana Santa, mentre 829 persone verranno accolte o battezzate a Pasqua. Queste cifre segnano un lieve calo rispetto al 2009, anno record in cui a Pasqua furono accolte 850 persone. L’Arcidiocesi di Southwark detiene il secondo record con 684, delle quali 167 si uniranno all’ordinariato.
Nel frattempo, secondo le statistiche rese pubbliche dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, la Diocesi di Brentwood [non lontano da Londra n.d.T.] ha il più alto numero di ex anglicani che entreranno nell’ordinariato (240) rispetto a tutte le altre diocesi inglesi e gallesi. La maggior parte di tutte le persone che entreranno nell’ordinariato proviene dal sud dell’Inghilterra mentre altre 11 diocesi, che si trovano prevalentemente nel nord dell’Inghilterra e del Galles, non avevano nessun candidato all’ordinariato presente al rito di elezione. Per gli ex anglicani destinati a entrare nell’ordinariato la partecipazione al rito di elezione è facoltativa.
La Diocesi di Portsmouth ha avuto un record di candidati e catecumeni, senza contare i 61 ex anglicani che entreranno nell’ordinariato.
Parlando in occasione del rito dell’elezione, il vescovo Crispian Hollis ha detto: “Questa è la mia ventireesima celebrazione del rito dell’elezione in questa cattedrale e in questa diocesi, e quest’anno ci sarà il più alto numero di partecipanti all’ultimo grado del percorso verso i Sacramenti pasquali che io abbia visto finora”.
Durante l’omelia ha indirizzato un saluto speciale a coloro che entreranno a far parte dell’ordinariato e ha aggiunto: “Da qualunque posto voi veniate e qualunque sia stato il carattere del vostro cammino di fede, siamo benedetti dalla vostra presenza. Voi portate una enorme varietà ed esperienza di vita cristiana e i vostri personali cammini di fede a questa celebrazione, alle vostre parrocchie e comunità, alla Diocesi e alla Chiesa. Tutti voi avete molto da offrire”.
Parlando dei futuri membri dell’ordinariato il vescovo Kieran Conry, capo dell’Ufficio episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi, ha affermato: “La testimonianza di così tante persone che compiono un passo che cambia la vita è incoraggiante. Ogni anno c’è gente che arriva da qualunque itinerario di vita, portando con sé esperienze e talenti unici. La comunità cattolica dà loro il benvenuto con amore e assicura la preghiera. Se state pensando di compiere un passo del genere o non siete ancora certi venite a vedere. Fate una telefonata alla vostra chiesa cattolica locale o chiedete aiuto a un amico cattolico”.
Peter Jennings, portavoce dell’Arcidiocesi di Birmingham, ha dichiarato che quest’anno c’è un numero più significativo di persone che chiedono di entrare nella Chiesa Cattolica rispetto all’anno scorso. In passato l’Arcidiocesi ha avuto una sola cerimonia per il rito dell’elezione ma quest’anno ce ne sono state due: una sabato e una domenica, che includevano quattro gruppi di ordinariato (due per ogni giorno in cui il rito veniva celebrato).

domenica 20 marzo 2011

A Pasqua circa 4700 inglesi diverranno cattolici

http://www.catholicherald.co.uk/news/2011/03/15/record-number-of-people-to-be-received-into-church-at-easter/
Nel collegamento qui sopra c'è una notizia forse troppo "ecclesialmente scorretta" per essere ripetuta in giro: a Pasqua 4700 persone entreranno nella Chiesa Cattolica, di cui circa 900 attraverso l' Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham.

Qui sopra c'è Keith Newman, Ordinario della prelatura sopra richiamata, che giorni fa è stato nominato monsignore da Papa Benedetto XVI assieme agli altri due ex pastori anglicani entrati nella Chiesa Cattolica lo scorso gennaio.

La notizia proviene dal Catholic Herald, settimanale dei cattolici inglesi, ed è ovviamente in lingua inglese.

domenica 16 gennaio 2011

L'erezione dell'Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham.



Newton durante l'ordinazione diaconale.



EREZIONE DI ORDINARIATO PERSONALE DI OUR LADY OF WALSINGHAM E NOMINA DEL PRIMO ORDINARIO
In data 15 gennaio 2011, la Congregazione per la Dottrina della Fede, a norma della Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus, ha eretto l'Ordinariato Personale di Our Lady of Walsingham nel territorio della Conferenza Episcopale dell'Inghilterra e Galles.
Nel contempo, il Santo Padre ha nominato primo Ordinario il Rev. Keith Newton.

 Rev. Keith Newton
Il Rev. Keith Newton è nato a Liverpool, Regno Unito, il 10 aprile 1952, secondo di due fratelli, è sposato con Gill Donnison dal 25 agosto 1973 ed ha tre figli.
Ha frequentato dapprima la Alsop High School di Liverpool tra il 1963 e il 1970, intraprendendo successivamente gli studi di Teologia al King's College dell'Università di Londra tra il 1970 e il 1973, dove ha conseguito il grado di Bachelor of Divinity e gli è stato poi conferito il titolo diAssociate of King's College. Ottenuto il "Post Graduate Certificate of Education" presso il Christ Church College di Canterbury nel 1974, ha proseguito la formazione in vista del sacerdozio nella Chiesa d'Inghilterra al St. Augustine's College di Canterbury.
Ordinato diacono nel 1975 e presbitero nel 1976 per la diocesi anglicana di Chelmsford, ha svolto come primo incarico quello di vicario parrocchiale nella chiesa di St. Mary a Great Ilford. Nel 1978 è stato nominato parroco all'interno del Wimbledon Team Ministry nella diocesi anglicana di Southwark. Dal 1985 al 1991 si è posto a servizio della diocesi di Southern Malawi, nella Provincia anglicana dell'Africa Centrale. Tra il 1986 e il 1991 è stato decano nella Cattedrale di St. Paul a Blantyre, in Malawi. È rientrato nel Regno Unito nel 1991, nella diocesi anglicana di Bristol, ed è stato parroco a Knowle dal 1992 al 2002, nella parrocchia di Holy Nativity.
È stato ordinato Vescovo anglicano il 7 marzo 2002 dall'Arcivescovo di Canterbury, George Carey, svolgendo dal 2002 al 2010 il ministero diSuffragan Bishop of Richborough e l'incarico di Provincial Episcopal Visitor nella Provincia di Canterbury.
Assieme alla moglie, è stato accolto nella piena comunione con la Chiesa Cattolica nella Cattedrale di Westminster il 1° gennaio 2011 da parte di S.E. Mons. Alan Hopes.


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: L'ORDINARIATO PERSONALE DI NOSTRA SIGNORA DI WALSINGHAM IN INGHILTERRA E GALLES
In conformità con le disposizioni della Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus di Papa Benedetto XVI del 4 novembre 2009 e dopo accurata consultazione con la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha eretto in data odierna un Ordinariato Personale nel territorio d'Inghilterra e Galles per quei gruppi di pastori e fedeli anglicani che hanno espresso il loro desiderio di entrare nella piena visibile comunione con la Chiesa Cattolica. Il Decreto che istituisce l'Ordinariato specifica che esso sarà denominato Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham e avrà come patrono il Beato John Henry Newman.
Un Ordinariato Personale è una struttura canonica che consente una riunione in forma corporativa, così da permettere a coloro che erano anglicani di entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando elementi del loro caratteristico patrimonio anglicano. Con tale struttura, la Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus mira a comporre da un lato l'intento di salvaguardare, all'interno della Chiesa Cattolica, le venerande tradizioni liturgiche, spirituali e pastorali anglicane e, dall'altro, il fatto che questi nuovi gruppi ed i rispettivi pastori siano pienamente integrati nella Chiesa Cattolica.
Per ragioni dottrinali, la Chiesa non ammette in alcun caso l'ordinazione episcopale di uomini sposati. Nondimeno, la Costituzione Apostolica prevede, a certe condizioni, l'ordinazione come sacerdoti cattolici di ministri sposati già anglicani. Oggi, nella Cattedrale di Westminster a Londra, S.E.R. Mons. Vincent Nichols, Arcivescovo di Westminster, ha ordinato sacerdoti cattolici tre ex-vescovi anglicani: il Rev. Andrew Burnham, il Rev. Keith Newton e il Rev. John Broadhurst.
Ancora, in data odierna, Papa Benedetto XVI ha nominato il Rev. Keith Newton quale primo Ordinario dell'Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham. Il Rev. Newton, unitamente al Rev. Burnham e al Rev. Broadhurst, curerà la preparazione catechetica dei primi gruppi di anglicani in Inghilterra e Galles, che a Pasqua saranno ricevuti nella Chiesa Cattolica insieme ai loro pastori, così come l'accompagnamento dei ministri che si stanno preparando ad essere ordinati al sacerdozio cattolico, attorno a Pentecoste.
La normativa di questa nuova struttura è coerente con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica. L'iniziativa che ha portato alla pubblicazione della Costituzione Apostolica e all'erezione del suddetto Ordinariato Personale è venuta da diversi gruppi di Anglicani, che hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica così come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolicae di riconoscere il ministero petrino come voluto da Cristo stesso per la Chiesa. Per essi è giunto il momento di esprimere tale unità implicita nella forma visibile della piena comunione.
[00078-01.01] [Testo originale: Inglese]
15 Gennaio 2011

venerdì 7 gennaio 2011

Tre ex vescovi anglicani verranno ordinati preti cattolici il 15 Gennaio 2011

http://www.catholicherald.co.uk/news/2011/01/03/ex-anglican-bishops-to-be-ordained-to-priesthood-on-january-15/

La notizia viene dal Catholic Herald inglese. Giorni fa abbiamo dato la notizia del ingresso nella Chiesa Cattolica. Si tratta di Andrew Burnham, ex vescovo anglicano di Ebbsfleet, John Broadhurst, ex vescovo anglicano di Fulham, e Keith Newton, ex vescovo anglicano di Richborough, saranno ordinati diaconi il 13 e preti il 15 Gennaio.

Continua il processo di formazione del primo ordinariato per gli anglicani accolti nella Chiesa Cattolica. Si presume che verranno incardinati nell'ordinariato e quindi che questo verrà formato prima del 13. Qualcuno sostiene l'11.

I commentatori dicono che si tratta dell'atto più significativo dai tempi del movimento di Oxford, cioè dai tempi della conversione di Newman. I tre ex vescovi dovrebbero essere seguiti da un numero di persone che va da 500 a 800. Presto toccherà anche agli altri due ex vescovi anglicani che da tempo erano più in attività ma che hanno espresso il desiderio di fare lo stesso passo verso la Chiesa Cattolica.

lunedì 3 gennaio 2011

Abbiamo bruciato tutti...

... con la notizia dei tre vescovi anglicani passati alla Chiesa Cattolica.

Anche i più blasonati vaticanisti.

Merito di Gilbert...

domenica 2 gennaio 2011

Tre ex vescovi anglicani sono stati accolti nella Chiesa Cattolica

http://www.catholicherald.co.uk/news/2011/01/01/three-ex-anglican-bishops-are-received-into-full-communion/

La notizia è di ieri e la trovate (in inglese) in questo articolo del Catholic Herald (nel collegamento qui sopra).

Qui sotto ve ne diamo una breve sintesi.

La cerimonia si è svolta durante una Messa nella Westminster Cathedral.

John Broadhurst, Andrew Burnham e Keith Newton – rispettivamente gli ex vescovi anglicani di Fulham, Ebbsfleet e Richborough – dovrebbero avere un ruolo di riguardo nell'Ordinariato personale di Inghilterra e Galles che prenderà vita nei primi mesi del 2011. Sono stati accolti anche le mogli di due degli ex vescovi e tre suore di Walsingham.

Il vescovo ausiliare di Westminster Alan Hopes, egli stesso ex anglicano, era il celebrante principale della messa.

Padre Seán Finnegan, prete cattolico e blogger, presente alla Messa ha commentato: "Solo i tre "flying bishops" (erano vescovi che si occupavano dei fedeli "tradizionalisti" anglicani, cioè quelli che rifiutavano sacerdozio alle donne e ordine sacro a persone omosessuali oltre altre questioni, ndr) sono stati ricevuti nella Chiesa Cattolica, tutti vestiti umilmente e modestamente in cravatta, assieme ad alcuni membri delle loro famiglie, oltre le tre suore di Walsingham (tra gli anglicani sopravvivono diversi ordini di suore, ndr)".

Anche John Broadhurst, battezzato cattolico, è stato ricevuto nella stessa forma. Tutti hanno ricevuto la cresima ed alcuni, in ossequio alla tradizione, hanno preso dei nomi diversi: uno degli ex vescovi ha preso il nome di Benedict, un altro di Joseph (scelte eloquenti), altri hanno usato il loro nome di battesimo. Hanno tutti ricevuto la Comunione sulla lingua.

venerdì 17 dicembre 2010

Il vescovo anglicano: ecco perché gli inglesi si sentono sempre più cattolici



INT. de Il Sussidiario a Edwin Barnes

venerdì 17 dicembre 2010

Il 31 dicembre Edwin Barnes, vescovo della Chiesa anglicana, entrerà in piena comunione con la Chiesa cattolica insieme ad altri quattro vescovi inglesi. Intervistato in esclusiva da Ilsussidiario.net, Barnes rivela le ragioni profonde della sua scelta, dal problema delle donne vescovo all’incontro con Papa Benedetto XVI, in cui ha trovato «la gioia di essere accolto da un autentico Padre in Dio». Rivelando inoltre: «Spero che presto la Chiesa cattolica diventi la Chiesa della Nazione inglese».

Avendo sempre fatto parte del gruppo anglo-cattolico, ci può dire qual è la sua posizione all’interno della Chiesa Anglicana?

L’anglo-cattolicesimo si è sviluppato dal movimento di Oxford nel 19esimo secolo, fondato da Pusey, un professore di Oxford, Keble, un parroco di campagna, e Newman, vicario della cappella dell’università di Oxford. E’ cresciuto e fiorito fino alla fine del 20esimo secolo, da quando i paramenti liturgici eucaristici e le regolari e frequenti celebrazioni dell’Eucarestia sono diventati la norma in oltre la metà delle chiese parrocchiali. La nostra adorazione nella maggior parte dei luoghi ha l’aspetto esteriore del Cattolicesimo piuttosto che del Protestantesimo.
 
Che cos’è Church Union e quali sono stati i suoi frutti in Inghilterra?

La Church Union è stata fondata oltre un secolo fa per promuovere le relazioni tra la Chiesa anglicana e quella cattolica. Ha lavorato per proteggere e supportare i sacerdoti che erano perseguitati per il fatto di introdurre le pratiche di culto cattoliche. I suoi membri giocarono un ruolo importante nei Colloqui di Malines (nel corso del quale si discusse la possibilità di una riunificazione tra cattolici e anglicani, Ndr). E a guidare il gruppo anglicano c’era Lord Halifax, fondatore della Church Union. In seguito i membri della Church Union furono influenti nel corso dei colloqui di Arcic, le discussioni internazionali tra la Chiesa cattolica e l’Associazione delle chiese anglicane.
 
Quali sono stati i fattori decisivi che l’hanno convinto a entrare nella Chiesa cattolica?


Nel 1992 la Chiesa anglicana, attraverso il Sinodo generale, ha deciso di procedere con l’ordinazione delle donne-prete. Molti di noi hanno sentito che questa era una decisione che andava oltre la competenza di una piccola parte della Chiesa universale. Infatti la Chiesa anglicana si è sempre detta parte della Chiesa «Una, Santa, Cattolica e Apostolica». Era tuttavia possibile continuare a rimanere nella Chiesa anglicana, dal momento che la nostra Chiesa aveva deciso che la questione non era definita una volta per tutte. Si diceva che noi ci trovavamo in un periodo di «transizione». Eventualmente avremmo potuto decidere che ci eravamo sbagliati, e nel frattempo sono stati designati alcuni vescovi (uno dei quali ero io) per amministrare le parrocchie e le singole persone che non potevano accettare le donne-prete. Ora, avendo deciso di consacrare alcune donne-vescovo, non c’è più spazio per alcun dubbio, e tutt’al più avremmo potuto consentire una tolleranza «a denti stretti».
 
Che ruolo hanno giocato le prese di posizione di Benedetto XVI nella sua conversione?

L’Anglicanorum Coetibus (il documento di Ratzinger rivolto agli anglicani che si convertono al cattolicesimo, Ndr) mi è sembrata un’offerta molto generosa da parte del Santo Padre, in risposta alle richieste degli Anglicani, e che io dovevo prendere molto seriamente. Ho visto per la prima volta Papa Benedetto a Fatima all’inizio di quest’anno; e la sua visita in Inghilterra ha rafforzato la mia convinzione di trovarmi di fronte a un autentico Padre in Dio. Credo che siano state le preghiere de Cardinal Newman, piuttosto che la sua attuale beatificazione, ad avere portato molti di noi verso la Chiesa cattolica.
 
Come vive il suo rapporto con l’autorità del Papa e con la sua infallibilità?


Sono stato via via sempre più preoccupato per il modo con cui la Chiesa anglicana ha rivendicato autorità per se stessa. Arrivando a sviluppare una teoria sull’autonomia provinciale che ha consentito a una parte dei fedeli anglicani di dissentire in modo drammatico su punti cruciali della fede, senza nessun rimprovero dell’arcivescovo di Canterbury, che è come minimo un Primus inter Pares nella nostra comunione. Quello che vedo nel Santo Padre non è tanto l’infallibilità quanto una sensazione di guida paterna. Potrebbe essere necessario accettare un’autorità infallibile, ma non lo trovo molto confortevole. Ma è un fatto amabile e gioioso essere accolto, e anche rimproverato quando necessario, da un autentico Padre in Dio.

Fino a che punto la Chiesa anglicana è una realtà ancora viva e incisiva e fino a che punto invece è in crisi?

La Chiesa anglicana conserva un affetto residuo nel cuore di molti uomini e donne inglesi. La celebrazione dell’Armistizio (la fine della Prima guerra mondiale, Ndr) è un momento in cui la gente si aspetta che la Chiesa nazionale assuma un ruolo guida. Ma ora è diventata così confusa in ciò che afferma sulla morale o su altre questioni che non è più in grado di fornire consigli chiari a nessuno.

Ma perché trova così inaccettabile l’ordinazione delle donne-prete?

Numerosi anglicani hanno prontamente accettato le donne-prete, e probabilmente faranno lo stesso quando saranno consacrate come vescovi. In molti però credono che questo sia contrario alle Sacre scritture (per esempio le lettere a Timoteo) e che la scelta di Gesù di scegliere soltanto uomini come suoi apostoli sia definitiva. Anche perché Gesù era pronto a rompere qualsiasi tabù sociale del suo tempo; se quindi non ha introdotto le donne prete, non è perché era un ebreo palestinese vissuto nel I secolo.

E sull’introduzione delle donne-vescovo, che cosa ne pensa?


Nelle questioni relative ai Sacramenti, è sempre meglio prendere il percorso più sicuro. Nel momento in cui dovessero essere ordinate delle donne vescovo, come potremo essere certi della validità dell’ordinazione dei sacerdoti da parte loro? La Chiesa anglicana stessa ha detto che l’ordinazione delle donne è ancora un problema aperto; e tuttavia continua a comportarsi come se avesse, in completa autonomia, risolto la questione.
 
Nei Cori da la Rocca, Eliot ha descritto la crisi drammatica della Chiesa. Fino a che punto la sua lettura è ancora attuale?

C’è un numero di preti in continuo calo, nonostante l’afflusso delle donne ordinate. Le parrocchie stanno per essere chiuse o amalgamate. E i nuovi seminaristi sono sempre più spesso anziani in pensione o cinquantenni. In molti fanno i preti part-time, e sembrano non prendere in minima considerazione i sacrifici che dovrebbe comportare il ministero. Al contrario, tra quanti cercano di entrare a far parte dell’Ordinariato (la struttura riservata a quanti vogliono diventare cattolici, Ndr) ci sono molti giovani sacerdoti che sono pronti ad abbandonare le loro case e i loro stipendi. Temo che entro un tempo molto breve Chiesa anglicana e Chiesa inglese smetteranno di essere sinonimi, e non riuscirà più a fornire il ministero pastorale in tutto il Paese.

Fino a che punto i cattolici inglesi sono ancora considerati cittadini di serie B?

Il grande successo del movimento anglo-cattolico è stato il fatto di rendere il cattolicesimo possibile per gli inglesi. Un tempo, la Chiesa cattolica era vista come un corpo alieno, composto in larga parte da irlandesi venuti qui in cerca di lavoro e governato dagli italiani. Oggi le cose sono molto cambiate; e prego perché l’Ordinariato aiuti molte persone a vedere la Chiesa cattolica come la Chiesa della nostra Nazione. Questo richiederà tempo; ma credo che accadrà.

(Pietro Vernizzi)

giovedì 11 novembre 2010

Per i godimento di Gilbert, ecco gli anglicani pronti ad "attraversare il Tevere"

di Gianfranco Amato

ROMA, martedì, 2 novembre 2010 (ZENIT.org).- La Comunione anglicana è costituita dall’insieme delle Chiese che si riconoscono in quella forma di religione cristiana che va sotto il nome di anglicananesimo. La compongono trentotto provincie sparse in tutto il mondo e dotate di autonomia, sotto la guida spirituale di un primate, l’Arcivescovo di Canterbury della Chiesa d’Inghilterra, detta anche Chiesa madre. Delle provincie fanno parte anche la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti e la Chiesa Episcopale Scozzese. Quella anglicana è comunque una Comunione che scricchiola.
I primi dissensi sono sorti quando l’ala liberale, mossa dallo spirito politically correct e dal mito dell’emancipazione femminile, ha chiesto ed ottenuto l’ordinazione di preti e vescovi donna. Quello del sacerdozio femminile è stato uno dei principali motivi di divisione all’interno della Comunione, e poiché diverse parrocchie non lo hanno accettato, l’Arcivescovo di Canterbury ha deciso di nominare degli appositi Pastori, i Provincial Episcopal Visitors, popolarmente chiamati PEV o “flying bishop” (vescovi volanti), affidando loro i fedeli tradizionalisti.
E’ nata persino un’associazione mondiale denominata Forward in Faith (avanti nella fede), costituita da religiosi e laici anglicani che si sono opposti alla consacrazione sacerdotale delle donne, per tre sostanziali ragioni. Primo, tale pratica viene considerata contraria alle Sacre Scritture, come insegna la tradizione bimillenaria della Chiesa cristiana occidentale ed orientale. Secondo, l’ordinazione femminile, decisa unilateralmente e senza previo accordo da parte di alcune Chiese della Comunione anglicana, si è posta come un grave atto scismatico. Terzo, le donne-sacerdote creano un ulteriore ed insormontabile ostacolo nel cammino ecumenico di riconciliazione con la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.
A seguito delle sempre più numerose richieste di conversione da parte di anglicani, Benedetto XVI, dando ancora una volta prova di intelligente sensibilità, ha emanato, il 4 novembre 2009 (memoria di San Carlo Borromeo), la Costituzione apostolica Anglicanorum Coetibus, con la quale si è consentita l’istituzione di Ordinariati personali, per permettere a gruppi di ministri e fedeli anglicani di entrare nella piena comunione con la Chiesa cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano. Ciascun ordinariato - giuridicamente assimilato ad una diocesi – avrà, infatti, facoltà «di celebrare l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, la Liturgia delle Ore e le altre azioni liturgiche secondo i libri liturgici propri della tradizione anglicana approvati dalla Santa Sede, in modo da mantenere vive all’interno della Chiesa cattolica le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione anglicana, quale dono prezioso per alimentare la fede dei suoi membri e ricchezza da condividere».
Nel frattempo, la situazione della cosiddetta Comunione anglicana è andata peggiorando.
Come se non bastasse, al problema del sacerdozio femminile si è aggiunto quello dei Vescovi omosessuali.
Dopo le polemiche sorte nel maggio 2003 a seguito della nomina Jeffry John a Vescovo di Reading, ed alla successiva revoca dopo due mesi (John non era solo un omosessuale dichiarato ma per anni era stato anche un convinto attivista delle lobby gay), l’Arcivescovo di Canterbury ha chiesto una moratoria sulla consacrazione dei presuli omosessuali e delle consorelle dedite all’amore saffico. La tregua si è però rotta lo scorso 15 maggio quando la Chiesa Episcopale Americana ha approvato la nomina della reverenda Mary Glasspool a Vescovo ausiliario di Los Angeles. La Glasspool, infatti, non solo è una lesbica dichiarata, ma convive ufficialmente con la propria compagna. Inutili sono stati gli strepiti dell’Arcivescovo di Canterbury, mentre furiosa è montata l’indignazione tra i Vescovi ed i fedeli di numerose comunità anglicane.
Peter Jensen, Arcivescovo di Sydney ha condannato la decisione di nominare Vescovo un’omosessuale convivente (“partened lesbian”), ritenendo che tale decisione non solo «avalli uno stile di vita contrario alle Scritture», ma crei un’ulteriore seria divaricazione all’interno della Comunione Anglicana, tale da metterne a rischio la stessa esistenza. La Chiesa Episcopale Scozzese, invece, lo scorso agosto, ha dichiarato, per bocca del suo Primus, il rev. David Chillingworth, che la questione della nomina dei Vescovi omosessuali deve essere serenamente affrontata «senza veli o infingimenti». Facile immaginare come tutto ciò abbia creato sconcerto e smarrimento tra il popolo dei fedeli anglicani.
Questo era il quadro della situazione quando Benedetto XVI ha messo piede nel Regno Unito lo scorso 17 settembre, in occasione della sua visita di Stato. Il Santo Padre durante tutto il tour britannico non ha mai smesso di rivolgere la propria attenzione al disagio vissuto dalle comunità anglicane tradizionaliste, ed al loro desiderio di ricongiungersi alla Chiesa di Roma. Non è un caso, infatti, che al termine della visita, prima di ripartire, il Pontefice, parlando ai vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, riuniti a Birmingham, abbia rinnovato loro l'invito ad «essere generosi nel porre in atto la Costituzione apostolica Anglicanorum Coetibus».
I frutti della provvidenziale visita papale, del resto, non si sono fatti attendere.
Lo scorso 15 ottobre, parlando all’Assemblea Nazionale di Forward in Faith, il suo presidente John Broadhurst ha annunciato di voler chiedere entro l’anno la piena comunione con il Papa, formalizzando la propria conversione al cattolicesimo. John Broadhurst nel mondo anglicano non è un quisque de populo. Oltre ad essere, infatti, Vescovo di Fulham nella diocesi di Londra, è da sempre considerato la “big beast”, il leader carismatico, del movimento anglo-cattolico tradizionalista. Che si tratti di una conversione sincera e convinta lo dimostra anche il fatto che nell’Ordinariato cattolico non potrà mantenere la carica di Vescovo, in quanto sposato e padre di quattro figli (uno dei quali, peraltro, si chiama Benedict). Sarà comunque un ottimo sacerdote.
Arguto uomo di spirito, dalla battuta sempre pronta, colto, intelligente e combattivo, John Broadhurst ha anche dichiarato che rimarrà presidente di Forward in Faith, poiché l’associazione non dipende direttamente dalla Chiesa anglicana. Per Broadhurst si tratta di un vero ritorno a casa, dato che egli proviene da una famiglia cattolica, ed è stato battezzato secondo il rito di Santa Romana Chiesa. Che non si tratti, comunque, di una folgorazione improvvisa ma di un percorso preparato e meditato, lo dimostra l’incontro riservato avuto alla fine di luglio del 2009 con il Cardinale di Vienna Christoph Schönborn, espressamente voluto da Benedetto XVI.
All’ultima Assemblea di Forward in Faith, oltre all’annuncio di Broahurst, si è potuto ascoltare anche il raffinato e lucido discorso di padre James Patrick, al secolo His Honour Judge James Patrick. L’ex magistrato, ora sacerdote cattolico, ha spiegato che l’idea dell’Ordinariato è sempre stata «al centro della missione del Papa», ed ha esortato tutti coloro che hanno mostrato interesse per tale struttura, a formare una grande «prima ondata». Poiché padre Patrick ha parlato di un «percorso quaresimale», qualcuno ha voluto intravvedere in quella espressione una conferma dei rumours che riecheggiano circa una trasmigrazione di massa nella Chiesa Cattolica a pasqua. Già si sa di altri presuli.
Non solo John Broadhurst, infatti, ma anche il Presidente della Church Union, Edwin Barnes, Vescovo emerito di Richborough, è in procinto di “cross the Tiber” (attraversare il Tevere), come si usa dire da quelle parti.
E così sarebbero in totale quattro i Vescovi della Chiesa d’Inghilterra che intendono ricongiungersi alla Comunione cattolica: John Broadhurst, Vescovo di Fulham; Andrew Burnham, Vescovo di Ebbsfleet; Keith Newton, Vescovo di Richborough; ed il suo predecessore Edwin Barnes. Mentre corrono voci ufficiose di altri religiosi pronti a diventare cattolici, resta un fatto comunque clamoroso e significativo che ben tre dei quattro Vescovi nominati dal Sinodo anglicano per accudire i fedeli tradizionalisti stiano per aderire alla proposta della Anglicanorum Coetibus.
Qualcuno nutriva legittime perplessità sul fatto che la Costituzione Apostolica rivolta agli anglicani potesse determinare un fenomeno di popolo ed indurre singole comunità a chiedere di far parte degli Ordinariati personali. Si pensava più ad un processo “clero-guidato”, che ad un movimento scaturente dal basso.
Il caso della parrocchia di San Pietro a Folkestone, città dell’Inghilterra sud-orientale situata nella contea del Kent e affacciata sullo stretto di Dover, ha smentito gli scettici. Il Consiglio parrocchiale di quella comunità, infatti, alla fine di settembre ha deciso, con voto unanime, di contattare e informare Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, circa la volontà di aderire all’Ordinariato. Questo il testo della dichiarazione ufficiale: «Nella riunione del 28 settembre, il Consiglio parrocchiale della Chiesa di San Pietro di Folkestone all’unanimità ha dato mandato ai Churchwardens di scrivere all’Arcivescovo di Canterbury, nostro Vescovo diocesano, chiedendogli un incontro per manifestare la volontà del Consiglio parrocchiale e di molti fra i parrocchiani di aderire all’Ordinariato inglese della Chiesa cattolica quando esso verrà eretto. Desideriamo che questo passaggio possa essere reso il più semplice possibile, non solo per noi, ma per la famiglia diocesana di Canterbury, che con rammarico dovremo lasciare». Bisogna peraltro precisare che nella Chiesa d’Inghilterra il Consiglio parrocchiale, a differenza di quanto avviene nella Chiesa Cattolica, agisce come vero e proprio organo esecutivo di una parrocchia, ed è costituito dal parroco, dai Churchwardens (principali collaboratori del parroco), e da rappresentanti eletti dei laici.
Non v’è dubbio che il successo della visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna abbia decisamente contribuito ad accelerare i processi di avvicinamento di religiosi e fedeli alla Chiesa cattolica, attraverso la geniale intuizione dell’Ordinariato personale. E non c’è dubbio che lo spirito della Anglicanorum Coetibus sia stato al centro dei pensieri del Santo Padre durante tutta la sua visita. Fonti attendibili riferiscono, ad esempio, che il Papa in persona abbia espresso al cerimoniere pontificio, mons. Guido Marini, la sua personale preoccupazione che la cerimonia religiosa presso la Cattedrale di Westminster si svolgesse in modo appropriato e solenne, per dimostrare agli anglicani tradizionalisti l’attenzione ed il rispetto che la Chiesa cattolica attribuisce alla liturgia. Non pochi sono stati i cambiamenti imposti da mons. Marini su espressa disposizione del Papa.
L’indubbio successo della visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna ha certamente contribuito a far rompere gli indugi a tanti di coloro che nel mondo anglicano guardavano con sempre maggiore interesse all’ipotesi di un approdo cattolico. Il colpo magistrale della Anglicanorum Coetibus – certamente non casuale – ha compiuto l’opera.
Tutto ciò sta realizzando un sommovimento epocale nel panorama ecclesiastico britannico, al punto che qualcuno ha parlato di un vero e proprio “earthquake”, un terremoto spirituale. Molti intravedono in questo fenomeno – con quale ragione – il compimento naturale dello spirito e degli obiettivi che hanno caratterizzato il Movimento di Oxford, e la risposta a numerose preghiere. A cominciare, ovviamente, da quelle del Beato John Henry Newman.

giovedì 28 ottobre 2010

Il Vescovo ausiliare anglicano di Londra diventa cattolico


E lo seguiranno probabilmente un migliaio di parrocchie anglicane in tutto il mondo: grande successo per l'Ordinariato degli ex anglicani costituito un anno fa da Benedetto XVI
da Avvenire

Il vescovo ausiliare anglicano di Londra, John Broadhurst, si dimetterà entro fine anno per diventare cattolico a pieno titolo. Ne ha dato notizia ieri l’edizione online del Daily Telegraph. Il vescovo, secondo quanto riferito dal quotidiano, ha annunciato la sua decisione intervenendo ieri a Londra all’assemblea nazionale di «Forward in Faith» (FiF), – organizzazione che si oppone all’ordinazione sacerdotale ed episcopale delle donne – di cui è presidente e di cui rimarrà tale in quanto, come ha sottolineato, «non è un’organizzazione della Chiesa d’Inghilterra». Broadhurst, sposato e con quattro figli, è il primo vescovo del movimento anglo-cattolico ad annunciare che si unirà all’Ordinariato che Benedetto XVI, con la costituzione apostolica «Anglicanorum Coetibus», ha voluto istituire un anno fa per garantire agli anglicani che rientrano nella Chiesa cattolica, il rispetto della liturgia e delle tradizioni. La sua decisione, al di là dell’eco che ha avuto oltremanica, non è arrivata tuttavia inattesa. Fin da quando la Chiesa d’Inghilterra, all’inizio degli anni Novanta, avviò il dibattito sull’ordinazione femminile, infatti, Broadhurst s’era posto in prima linea nella corrente che si opponeva a tale svolta. Fif nacque nel 1992, dalla fusione di preesistenti organizzazioni anglo-cattoliche non solo britanniche, e attualmente raccoglie un migliaio di parrocchie anglicane in tutto il mondo. Adesso si pensa che con l’annuncio del vescovo, il quale, oltre all’incarico di ausiliare del quartiere londinese di Fulham, era incaricato della «cura pastorale delle parrocchie con una più tradizionale visione della loro fede e che si oppongono all’ordinazione delle donne», saranno in molti a seguire il suo esempio. (...)

da Avvenire, 17 ottobre 2010

martedì 21 settembre 2010

Owen, vaticanista del Times: "il Papa ci ha conquistati!"


“Con la sua umiltà Ratzinger conquista gli scettici inglesi”

di Richard Owen, vaticanista del Times. Inviato a Birmingham


Richard Owen,consensi e partecipazione oltre ogni aspettativa: il Papa ha sorpreso gli inglesi?

«Gli attacchi alla visita in Gran Bretagna erano basati sulla sua fama di "Panzer-Kardinal", di ultraconservatore. In più è anche tedesco e in Gran Bretagna è un ostacolo. A ribaltare gli stereotipi e a far cambiare idea all'opinione pubblica inglese è stata la comparsa sulla scena di un personaggio completamente diverso da quello atteso. Un uomo mite, umile, che parla in modo gentile. Riflessioni profonde, proposte a voce bassa. Alla gente poi il Papa ha saputo regalare magia».


Magia?

«Sì, l'esordio nel castello scozzese con la regina è stata una carta vincente della visita. Gli inglesi hanno avvertito il fascino della tradizione unito al prestigio dell'autorità. La magia del papato accanto a quella della corona. Passo dopo passo, la diffidenza della vigilia è divenuta calore».


I tradizionalisti anglicani, però, hanno chiesto di tornare con Roma....

«Dopo aver conosciuto Benedetto XVI gli inglesi si fidano e non temono più la "campagna acquisti" verso gli Anglicani. Con l'arcivescovo di Canterbury il Papa ha puntato su ciò che unisce invece che su quanto ancora li divide. Il Papa ha stretto la mano ad una donna prete, si è congratulato per la bellezza e la suggestione della liturgia anglicana. Il viaggio ha cambiato sia il Pontefice sia noi inglesi».


Il Papa ha proposto un’alleanza tra le fedi...

«Sì, con musulmani ed ebrei ha puntato sulla comune fede in Dio. È la prima volta che viene detto così chiaramente: la società multiculturale non indebolisce i valori religiosi ma è una straordinaria opportunità. È un passo fondamentale che rende storica questa visita cominciata sotto i peggiori auspici ed esplosa come uno dei maggiori successi del pontificato. Il "muro contro muro" è diventato, strada facendo, un abbraccio. È la "sorpresa spirituale", il dono di Papa Benedetto all’isola, conquistata dalla forza tranquilla della sua predicazione. Proprio come accadde da queste parti all’epoca dei primi evangelizzatori».


© Copyright La Stampa, 20 settembre 2010 via blog amici di PapaRatzinger3

lunedì 20 settembre 2010

A.M.Valli su BXVI in UK

Riceviamo dall'amico e socio Alessandro Canelli e volentieri pubblichiamo:


Anche se so che è un giornale ed un commentatore che esula un po' dai "soliti" che appaiono sul blog UomoVivo, vi segnalo i reportage di Aldo Maria Valli su Europa, in cui ha accenti di vera adesione ai lati più forti del magistero pontificio.
http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=121249
http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&auth=262
Vi segnalo anche la recensione che ha fatto al libro di Tornielli e Rodari, in cui si pone su un piano perfino più radicale:
http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=123
"
Se tanti anni fa Giovanni Paolo II venne messo fisicamente nel mirino di un attentatore, oggi Joseph Ratzinger è preso di mira, grazie a Dio, in un altro modo, ma l'attacco odierno è più devastante. La partita è fra verità e relativismo. E chi vuole che l'umanità cada totalmente in preda al relativismo ha capito che il primo ostacolo da rimuovere è proprio Benedetto XVI."

Sorprende come persone che sembra stiano su fronti opposti del dibattito si trovino così vicine sui fondamenti e sui quelli più scomodi....

Ciao

Alessandro Canelli

domenica 19 settembre 2010

Rodari ci informa che anche Tolkien oggi incontrerà Benedetto XVI...

Anche Tolkien dal Papa

A Birmingham Papa Benedetto XVI ha incontrato oggi il pronipote di J.R.R. Tolkien. Tim Tolkien, uno scultore, ha ricevuto la commissione di creare una statua speciale del Cardinale John Henry Newman al centro oggi della cerimonia di beatificazione.

Ci sono collegamenti tra Newman e l'autore della Trilogia del Signoer degli Anelli: Cofton Park, il luogo della beatificazione, era uno dei parchi preferiti dello scrittore quando da piccolo viveva a Birminghm. Lo stesso Tolkien, alla morte della madre, fu affidato ai padri dell'Oratorio di San Nlippo Neri, fondato dal cardinale e oggi visitato dal Pontefice, perche' crescesse da buon cattolico.

Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 19 settembre 2010