venerdì 27 maggio 2016

Le virtù impazzite, non la verità impazzita...



Per confermare la solidità e la sistematicità del pensiero di Chesterton (diciamolo una volta per tutte: Chesterton è un pensatore sistematico perché dice costantemente ed in modo ordinato la Verità su tutto. Finiamola di fare gli originali dicendo che "Chesterton è un pensatore non sistematico" perché non è una cosa originale in quanto sono in molti che ripetono questa affermazione purtroppo priva di fondamento e perché non è vera. Chesterton potrebbe misurarsi con cervelli alla San Tommaso d'Aquino per cui se non è sistematico lui chi lo è? Un po' di sana polemica ogni tanto ci vuole) vi propongo le due paginette di Ortodossia che parlano delle virtù incontrollate e sprecate che fanno più danno dei vizi. Virtù, non verità. È dalle virtù impazzite che nasce l'eresia, e dalle "mezze verità" (che non sono mai la verità intera).

Qui sotto vi ripropongo i post in cui approfondii la cosa tempo fa:

http://uomovivo.blogspot.it/2015/07/un-aforisma-al-giorno-eresie-tema.html

http://uomovivo.blogspot.it/2015/07/un-aforisma-al-giorno-ancora-sulleresia.html

http://uomovivo.blogspot.it/2015/07/un-aforisma-al-giorno-sempre-sulleresia.html

http://uomovivo.blogspot.it/2015/07/un-aforisma-al-giorno-torniamo-sulla.html

Marco Sermarini

Il quotidiano indiano The Hindu si occupa di Chesterton


The story of a storyteller


With around 80 books, several hundred poems and 200 short stories to his credit, Gilbert Keith Chesterton was a prolific writer. Let's learn more about him…


Gilbert Keith Chesterton's career as a storyteller began when he dictated a story to his aunt Rose. Chesterton began writing at a very young age and went on to become one the greatest detective story writers English literature ever saw. The writer remained true to the unspoken rule of detective writing — the reader and the sleuth should have an equal chance of finding out who the culprit is. Let's find out more about the author.

The man that was Chesterton

At 6'4'', Chesterton was, supposedly, a formidable figure to look at. But, once he spoke, the dread went away with the quick-witted words that gushed out of his mouth. To call him just a witty speaker is a disservice to the man. He was a theologian, journalist and literary critic who gave the world the most sympathetic detective — Father Brown. G.K. Chesterton was born on May 29, 1874 in London and completed his education from the University College there. He married Frances Blogg in 1901. He was writing a weekly column for the Daily News when he was given a column at The Illustrated London News , which he went on to do for 30 years. From 1932 till his death, Chesterton also gave radio talks at the BBC. He wrote about 80 books, several hundred poems, 200 short stories and several plays. Critics have hailed The Man who was Thursday as his best book. The man with the boisterous pen breathed his last in 1936 but left us with his jocularity.

Humility is the mother of giants. One sees great things from the valley; only small things from the peak.

— Father Brown, The Hammer of God

Have you ever noticed this — that people never answer what you say? They answer what you mean — or what they think you mean.

— Father Brown, The Invisible Man

Poets have been mysteriously silent on the subject of cheese.

— G.K. Chesterton

All men are ordinary men; the extraordinary men are those who know it.

— The Everlasting Man




mercoledì 25 maggio 2016

Dal nostro amico Roberto Prisco in arte Rob: riflessioni su Chesterton e la Guerra Anglo-Boera

La Guerra Anglo-Boera fu un passaggio molto importante per la vita di Chesterton, non foss'altro perché gli permise di incontrare il suo amico Hilaire Belloc, ma non solo per quello, ovviamente.

Roberto Prisco ha promosso un approfondimento sul punto, ne trovate traccia qui sotto (è la mail che Rob ci invia):


Visitate la nuova pagina dedicata alla visione che GKC ebbe della Guerra Anglo-Boera, e sorprendetevi oper le analogie. Altre sorprese nei prossimi giorni.


http://www.chesterton.it/gkc/GAB/index.html

Buona lettura
Rob

martedì 24 maggio 2016

Angelo Bottone ci garantisce che in cinese si scrive così...

Dal Catholic Herald: Books blog: A common sense introduction to Chesterton - di Francis Phillips

Chesterton 'addresses the narrowness and slipperiness of modern thinking', says the author of a new guide to his work

A friend has kindly given me a present of Dale Ahlquist's Commonsense: 101 Lessons from GK Chesterton. Ahlquist, for those who don't know of him, is the president of the American Chesterton Society. Having now read the book, which struck me as full of prophetic insights about the current age as well as providing some wonderfully witty quotations I asked the author a few questions.

il resto lo trovate qui sotto:

http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2016/05/24/books-blog-a-common-sense-introduction-to-chesterton/#.V0R6wa2x1Jc.facebook

lunedì 23 maggio 2016

Il brindisi in onore di Rudyard Kipling in Canada - Una delle poche testimonianze della voce di Chesterton



Lo abbiamo messo altre volte, ma lo riproponiamo.

E' il brindisi durante un'occasione onorifica per Rudyard Kipling in Canada, e Chesterton fu chiamato come toastmaster per promuovere un brindisi in onore di Kipling, il vate dell'imperialismo britannico.

Dura circa tredici minuti, Chesterton fa battute di continuo e sembra di stare a casa con un caro e buon amico.

Si sta bene con lui.


sabato 21 maggio 2016

Un aforisma al giorno (non è male, eh?)

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
Those who leave the tradition of truth do not escape into something which we call Freedom. They escape into something else, called Fashion.




Inviato da iPhone

venerdì 20 maggio 2016

Un aforisma al giorno

Platone vi ha detto una verità, ma Platone è morto. Shakespeare vi ha emozionato con una rappresentazione, ma Shakespeare non può più crearne altre. Ma immaginate che cosa sarebbe vivere insieme a questi uomini se fossero ancora tra noi, sapere che Platone domani potrebbe impartire una lezione o che in qualunque momento Shakespeare potrebbe far vibrare la terra con una nuova canzone. L'uomo che vive in contatto con quella che crede essere una Chiesa viva è un uomo che si aspetta sempre di incontrare Platone o Shakespeare domani a colazione.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

giovedì 19 maggio 2016

I nuovi secoli bui - di G. K. Chesterton (traduzione di Umberta Mesina)

I nuovi secoli bui da The Distributist Review


Date il vostro 2X1000 alla Società Chestertoniana Italiana!

Qui è sepolto Cecil Edward Chesterton, fratello di Gilbert Keith.

Cecil Edward Chesterton era il fratello di Gilbert Keith, quello di cui fu detto nella famosa e bellissima Autobiografia del Nostro: "Finalmente avrò un pubblico!", quello con cui Gilbert discusse per tutta la vita e che egli era sicuro avrà discusso anche nelle trincee in Francia dove incontrò la malattia che lo uccise. Quanto si volevano bene!

Il racconto di come Cecil trovò la morte in guerra il 6 Dicembre 1918 meriterebbe ben più di questo piccolo post, che non ha nulla di funesto. Come abbiamo ricordato il grande Hilaire Belloc, era giusto ricordare anche Cecil, un altro di quella bella compagnia di amici che ebbe tanti ideali per cui combattere.

Cecil morì a 39 anni, convertito al cattolicesimo nel 1912 e sposato da non tanto tempo con la giornalista Ada Jones (donna dal non facile carattere che ebbe parole non sempre delicate per sua cognata Frances, come ci raccontano le biografie e in prima persona il nostro grande Aidan Mackey che ebbe la ventura di conoscerla e frequentarla per molto tempo).

Cecil era "private", cioè soldato semplice, del 18° Battaglione degli Highland Light Infantry (Fanteria Leggera). E' sepolto in questo cimitero di guerra a Terlincthun, in Francia, vicino a Calais, quindi non lontano da Lousi Belloc figlio di Hilaire.

Cecil era un grande. In italiano di suo abbiamo Partitocrazia (titolo originale The Party System, edito da Rubbettino e reperibile su Pump Street), che scrisse a quattro mani con Hilaire Belloc. Giornalista prolifico, fondò The Eye Witness che poi divenne il The New Witness che fu preso in mano da Gilbert. Era il terrore dei politicanti. Passò molti guai a causa della politica, ben ricordati da Gilbert nella sopra ricordata Autobiografia.

Mi piace ricordare che Cecil e Gilbert erano gli spettatori dei piccoli spettacoli che organizzava il loro babbo Edward con il teatrino delle marionette fatto da lui, che era l'Uomo dalla Chiave d'Oro (per saperne di più, leggete l'Autobiografia). Non è cosa da poco, ricordiamocelo.

La tomba di famiglia dei Belloc

L'altro giorno vi abbiamo mostrato il santuario inglese in cui riposano i Belloc, questa è l'immagine della tomba di famiglia.

Qui riposano Hilaire, la sua moglie Elodie (morta molto giovane nel 1914: per lei Hilaire aveva attraversato l'Oceano quattro volte…), il figlio Peter e la moglie di questi Stella. Il figlio Peter (anzi: Peter Gilbert Marie Sebastian… indovinate da chi avrà preso quel Gilbert… va bene, Chesterton fu suo padrino di battesimo), trentasei anni, capitano del 5° Battaglione dei Royal Marines, morì nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale, ed un altro figlio di Belloc,  Louis (sottotenente del 209° Squadrone della Royal Flying Force), morì nel 1918 durante la Prima Guerra Mondiale in un'azione nella Francia Settentrionale. Egli è sepolto ad Arras (vicino a Calais), e nella vicina Cattedrale di Cambrai si può vedere una lapide a sua memoria fatta mettere dal babbo. Louis fece parte dei Royal Flying Corps, una parte della futura Royal Air Force. Aveva venti anni.

Il povero Hilaire fu certo molto provato, ma mantenne sempre una fede adamantina e indomabile. Amava la moglie ed i figli di amore sincero.

In Irlanda, per la cronaca, vive uno dei pronipoti di Belloc, Matthew Jebb (pronipote per parte della figlia di Hilaire, Louise), e tra l'altro è membro della Belloc Society irlandese (dentro c'è anche il nostro insostituibile Angelo Bottone).