lunedì 25 luglio 2016

Un aforisma al giorno (proposto e riproposto, sempre più attuale, sempre più bello)

Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l'oltraggiano.

Gilbert Keith Chesterton, Capelli spaccati in quatto, da Il Frontespizio ottobre 1934, annata XII, pp. 8-9

venerdì 22 luglio 2016

Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"Heroism. . . this universal readiness to die is the sign of something divine in man." - #GKChesterton #NewWitness

Un aforisma al giorno

Tutta la differenza tra costruzione  e creazione è esattamente  questa: che  una  cosa  costruita può essere amata solo dopo che sia stata costruita; ma una cosa creata è amata prima che essa venga ad esistere.


Gilbert Keith Chesterton, Appreciations and Criticisms of the Works of Charles Dickens

giovedì 21 luglio 2016

Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
There is no such thing as an uninteresting subject: there is only such a thing as an uninterested person.


martedì 19 luglio 2016

Tommaso Moro: testimoniare con grazia – di Paolo Gulisano | da Riscossa Cristiana

San Tommaso Moro è uno dei santi più amati da GKC (domandò che la chiesa parrocchiale di Beaconsfield fosse intitolata anche a lui, a San Giovanni Fisher e ai Martiri Inglesi, oltre che a Santa Teresina - lasciò una bella somma perché si edificasse al suo interno una cappella nello stile di una cella della Torre di Londra) e Paolo Gulisano ne ha tracciato una biografia.

http://www.riscossacristiana.it/tommaso-moro-testimoniare-con-grazia-di-paolo-gulisano/

lunedì 18 luglio 2016

Le colline e il mare, di Hilaire Belloc (da Crisis Magazine)

Crisis Magazine (@CrisisMag)
Belloc's Hills and the Sea crisismagazine.com/2016/bellocs-h…


Roberto Prisco interagisce sulla questione di Italo Calvino...

Riceviamo da Roberto Prisco in arte Rob e volentieri pubblichiamo (anzi, pubblico io Marco Sermarini, ed abbozzo una risposta):

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Caro Marco,


Vedo dal blog che hai affrontato il problema dei rapporti tra Calvino e GKC.
Ti passo qui sotto delle mie considerazioni scritte trempo fa sul problema.
Aldilà di quanto ho scritto non vedo come equiparare un opportunista come Calvino membro del comitato centrale del partito comunista e dirigente della casa editrice Einaudi al giovane GKC che sfidò tutto l'establishment culturale e politico inglese per affermare il diritto all'indipendenza di quella nazione di puritani schiavisti che era formata dai Boeri.
Se Calvino ammirava così tanto GKC perché non lo ha seguito? Lo stesso possiamo chiederci di Borges.
Perché lo ritenevano un pazzerellone e non apprezzavano la profondità del suo pensiero, che noi adesso dobbiamo rivendicare e difendere. GKC non era un clown!


Ciao
Rob


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Sono lieto che Roberto abbia proposto alla nostra attenzione le sue considerazioni qui sopra riassunte e meglio espresse nell'articolo di cui al collegamento sempre sopra riportato.

Mi fa piacere perché discutiamo e probabilmente ci aiutiamo ad avere delle idee più chiare ed approfondite su Chesterton e poi anche su chi ammira ed ha ammirato Chesterton.

In ogni modo il mio intento, nel sinteticissimo post della scorsa settimana su Calvino e nel riportare alcuni passaggi che Calvino scrisse su di lui (uno dei quali è l'arcinoto "Voltaire cattolico e Chesterton comunista"), era quello di svelare un duplice atteggiamento che si verifica talvolta in chi incontra Chesterton: da una parte una forte attrazione, camuffata da critiche davvero risibili e che nella loro risibilità svelano la loro strumentalità (ossia: servono a far vedere un distacco che non si ha davanti a Gilbert), dall'altra una inspiegabile e misteriosa sosta davanti all'ultimo passo che conduce al gigantesco segreto (che segreto non è) di Chesterton, ossia il suo amore per Nostro Signore Gesù Cristo, manifestantesi nei grandi motivi del suo pensiero (la gratitudine, è meglio esserci che non esserci, l'uso della ragione, eccetera...).

E' l'inspiegabile atteggiamento di Calvino che vorrebbe essere il Chesterton comunista (che significa? Che lo si ammira tanto ma che non si vuole lasciare la vita strana per paura...) e di Borges che dice che la ragione per Chesterton erano solo le credenze cattoliche e lui non le condivideva, ma poi dice: le ore più belle della mia vita le ho passate leggendo Chesterton...

Il contributo di Roberto è notevole e vi consiglio di leggerlo.

E agli "ammiratori" di Chesterton dico: buttatevi dall'altra parte, cavolo, ragazzi, senza perdere tempo! Fate come noi...

Marco Sermarini