venerdì 24 novembre 2017

Un aforisma al giorno - Chesterton su Dickens

È stato un padre non solo affettuoso, ma perfino troppo indulgente. I figli della sua fantasia sono figli viziati. Fanno tremare la casa come scolaretti incuranti e rumorosi; fanno a pezzi le storie quasi fossero mobili. Quando noi moderni scriviamo una storia, i nostri personaggi sono più controllabili. Ma, ahimè, i nostri sono molto più facili da controllare. Noi non corriamo alcun pericolo di giganteschi sgambetti da parte di creature come Mantalini e Micawber. Non corriamo il rischio di fornire ai nostri lettori troppo Weller o troppo Wegg. Non ne abbiamo. Quando sperimentiamo l'ingovernabile senso della vita che in Dickens si accompagna alla vecchia concezione di libertà, sperimentiamo il meglio della rivoluzione. Siamo stufi del primo dogma della dottrina democratica, che afferma essere tutti gli uomini degni di interesse: Dickens ha tentato di rendere opachi alcuni suoi personaggi, ma non ce l'ha fatta. Non poteva creare un uomo monotono. Le persone noiose dei suoi libri sono più brillanti degli spiriti vivaci degli altri.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens (1906)

Chesterton in altre parole - Chesterton su Chesterton

È solo un uomo che esprime le proprie opinioni perché ne prova piacere, ma sarebbe altrettanto pronto a esprimerle a una persona incontrata in autobus (…). È l'ultimo uomo al mondo, direi, che possa essere spinto da una forte ambizione, e le sue attività, per lo più, sono le ultime a cui un uomo veramente ambizioso si dedicherebbe. È il puro piacere di combattere e il desiderio di esporsi che lo tengono costantemente in prima linea e gli impediscono di trascurare una sola occasione in cui esporre e difendere le proprie idee.



Cecil Chesterton sul fratello Gilbert in G. K. Chesterton: A Criticism

CHESTERTON, Gilbert Keith in "Enciclopedia Italiana"

Come molti sanno, l'Enciclopedia Italiana pubblicata da Treccani e da qualche anno su internet, ha delle voci di cui si possono selezionare differenti versioni. Su GKC vi vorrei proporre il collegamento alla versione di Enrico Caprile del 1931, con qualche arbitrarissimo estratto che ha colpito me e forse colpirà anche voi. Notate che il Nostro Eroe era ancora vivo e vegeto, il che deve farci pensare. E poi sapete che vi dico? A me quest'italiano d'altri tempi piace molto più di quello sempre più sciatto oggi in uso. Ogni frase è una pennellata. Gli scrittori odierni più gioviali al suo confronto sembrano depressi.
Marco Sermarini 
Dalla versione del 1931 di Enrico Caprile della voce "Gilbert Keith Chesterton"
«Lottò contro l'egoismo e il convenzionalismo fin-de-siècle, e contro la nuova generazione impregnata di quelle idee, perché fosse iniziata un'epoca di sincerità e di virilità, nei limiti d'una morale e d'una tradizione bene intesa.
Iniziato il suo pensiero politico come liberale, si staccò dal liberalismo e fondò quel "distribuzionalismo", al quale è legato anche il suo grande amico e compagno Hilaire Belloc (...). Molto discusso e molto letto (...). Sempre presente a sé stesso, il Ch. è sincero anche quando sembra che non lo sia. Anche il suo riso è una manifestazione di serietà, una conseguenza della sua concezione morale della vita e del mondo. Ne consegue che non può essere considerato come un semplice umorista. Se si va al di là delle apparenze, se ci si fa largo fra le stranezze, le incongruenze, i paradossi, le sortite, che spesso sconcertano, si trova un filo conduttore che ci porta dove l'autore vuole che si vada. Quando poi impugna la spada del critico, si getta avanti con grandi fendenti, senza timori e senza riguardi, contro avversarî come Nietzsche, Shaw, Kipling, Wells. Né meno interessante è nell'apologia: basterebbero i saggi su Browning e su Dickens per metterlo fra i critici più acuti e più serî della sua generazione. Non raggiunge la stessa altezza, nel teatro e nella poesia.
Nel 1922 si convertì al cattolicesimo, avendo già da molto tempo professato idee assolutamente cattoliche. Da allora si è sempre più avvicinato spiritualmente a Roma; e a Roma, dove soggiornò nel 1929, è dedicato uno dei più recenti suoi libri.
Nel 1925 l'Università di Edimburgo gli ha conferito la laurea in lettere ad onore. Vive e lavora in campagna, nel Buckingamshire».

giovedì 23 novembre 2017

Ecco il padrone di casa...

104 Cheyne Walk, London, Casa Belloc...

Un aforisma al giorno - Un grande classico

Il solo genere di semplicità che vale la pena di preservare è la semplicità di cuore, la semplicità che accetta e gioisce. Possono esserci ragionevoli dubbi su quale sistema la preservi; sicuramente, non possono esserci dubbi sul fatto che un regime preordinato la distrugga. C'è più semplicità nell'uomo che mangia il caviale perché ne ha voglia che nell'uomo che mangia uva e noci per principi.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Aneddoti su Chesterton - Uno sulla sua proverbiale mole...

I Barrie (Barrie era il creatore di Peter Pan, ne abbiamo parlato più volte, ndr) avevano afittato dagli Asquith una casa nei Costwolds. Sulle scale incontrarono il maggiordomo di Michael Asquith, con in mano lo smoking dello scrittore (di Chesterton, che era ospite a casa loro, ndr) appena stirato. «I pantaloni - osservarono - fanno venire in mente le scale della metropolitana».


Michael Ffinch, Chesterton

mercoledì 22 novembre 2017

È il più bel regalo di Natale che potrete fare, amici! È la Strenna di Natale 2017!

STRENNA NATALIZIA
Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima.
Insieme alla Casa Editrice Leardini e al Centro Missionario Francescano delle Marche, stiamo per dare alle stampe «IL NAPOLEONE DI NOTTING HILL». La stupenda copertina è di Lorenzo Zappalà. All'interno anche quest'anno la VIGNETTA DI GRUPPO a cui possono aggiungersi eventuali ritardatari (spedite subito la vostra foto a: laperlapreziosa@libero.it)!!!
Il costo del pacco dono?
1 copia: € 18,00 spedizione compresa
2 copie: € 25,00 spedizione compresa
3 copie: € 36,00 spedizione compresa
5 copie: € 45,00 spedizione compresa
10 copie: € 70,00 spedizione compresa
20 copie: € 130,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 5,00 a copia, spedizione compresa!
Precisiamo che fra qualche mese il volume sarà nelle librerie al costo di € 18,00 a copia. Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
Prenotate entro il 1 dicembre ESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it (non usate assolutamente altri canali!!! ):
Per il pagamento, dopo che avrete ricevuto i libri, l'intestazione è:
Centro Missionario Onlus Ofmconv Marche - Buona stampa
alle poste: ccp: 3130793
in banca: IBAN: IT22 Y076 0102 6000 0000 3130 793
CIN: Y ABI: 07601 CAB: 02600 N° Conto: 000003130793
oppure con Postepay N° 4023600644387302 intestata a Roberto Brunelli
I libri vi arriveranno tramite corriere espresso SDA entro il 16 Dicembre.
Spargete la voce a tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!!
La Segreteria Volante

Chesterton in altre parole - Alfred Noyes / Un aforisma al giorno


Alfred Noyes
A Chesterton il gioco interessava quanto la verità: per quella che il poeta Alfred Noyes considerava una delle menti più originali nell’Europa del tempo, nulla era più insulso della critica comunemente rivolta a colui che ride delle proprie freddure. «Se non si ride dei propri scherzi, di quali mai si dovrebbe ridere? - domandò Chesterton una volta. - Forse che un architetto non può pregare nella cattedrale che egli stesso ha
progettato?».


Michael Ffinch, Chesterton

Gli amici di Chesterton - Stopford Brooke

Chesterton aveva degli strani amici e tra il cosiddetto clero anglicano. Di colui che sposò lui e Frances (Conrad Noel detto il Vicario Rosso, the Red Vicar) abbiamo già parlato, stavolta facciamo parlare Chesterton di Stopford Brooke.


"Anch'io mi ero inchinato davanti a Stopford Brooke, oratore poeta dal cuore generoso, accettando a lungo il teismo ottimista che andava insegnando, e che non era dissimile da quanto avevo imparato da bambino, sotto la forma del misticismo estetizzante di George MacDonald. È una fede piena e solida nella paternità di Dio, in cui non vi era nulla di eccepibile, anche dal punto di vista dottrinale, tranne che ignorava il libero arbitrio. Il suo universalismo si apparentava a una sorta di calvinismo ottimista: questa fu la mia prima fede, prima che si potesse ragionevolmente parlare del mio primo dubbio".

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Stopford Brooke (1832 - 1916) nacque in Irlanda, figlio del rettore di una chiesa anglicana in un piccolo villaggio vicino Letterkenny. Studiò al Trinity College a Dublino. Fu ordinato nella Chiesa d'Inghilterra, divenne  cappellano della figlia della Regina Vittoria andata in sposa al Kaiser Federico III e anche cappellano reale della Regina Vittoria stessa, fin quando non decise di lasciare la Chiesa d'Inghilterra (=anglicani) perché non riusciva più ad accettarne i dogmi. Esercitò allora il suo ministero da indipendente, su unitariane. Fu uomo di lettere, oratore e scrittore. Sposò Emma Wentworth-Beaumont (1830-1874) che gli diede sei figlie e due figli. Il figlio Stopford fu membro del parlamento e il nipote Henry (figlio di una figlia) ministro dell'interno.

Dylan Dog - la signora ricciuta aveva tre amici di nome Gilbert, Keith e Chester. Mah!

martedì 21 novembre 2017

(I) Chesterton in altre parole - Eleanor Belloc

Da Battersea non ci voleva molto per raggiungere a piedi, oltrepassato il Tamigi, Chelsea e Cheyne Walk, dove i Belloc avrebbero abitato fino al giorno del loro trasferimento definitivo a Shipley, nel Sussex, nel 1906. La figlia dei Belloc, Eleanor, moglie di Rex Jebb, avrebbe sempre ricordato «zio Gilbert» e «zia Frances»:

Quando stava a Battersea, ancora giovane giornalista, e noi frequentavamo un asilo di Chelsea, veniva a trovarci con zia Frances e ci offriva avvincenti squarci di fantasia con le marionette dalla testa di gesso, vestite in modo adeguato secondo la favola. Finché stavano nella scatola, le teste erano nude, lugubri e senza vita. I burattini si animavano quando le teste e i vestiti si univano alle mani dello zio Gilbert, alle sue dita, animandosi alle sue buffonate e alle sue fantasie. Non avevano bisogno di un palcoscenico né di uno scenario. Prendevano vita all'istante, appena zio Gilbert si disponeva pericolosamente sul bordo di una sedia e dava tonante avvio all'azione teatrale! Quale delizioso fracasso! Con quale gioia ululante ci accompagnava in territori da lungo tempo scomparsi e dimenticati! Abbiamo ancora, qui a King's Land, una piccola spada dal manico dorato con cui faceva vibrare all'eroe molte stoccate in nome della giustizia op pure infiggeva coraggiosamente la morte ai malvagi, con nostra grande soddisfazione. Gilbert uccideva sempre senza nessuna cattiveria né odio né crudeltà.

Michael Ffinch, Chesterton

(I) Chesterton in altre parole - Rann Kennedy, Saxon Mills

I Chesterton trovarono a Battersea un ambiente cordiale; il costo della vita era molto basso e ciò fu di notevole aiuto, dato che Gilbert, pur acquistando fama rapidamente, era ancora povero, decisamente povero secondo i parametri della classe media di quel tempo. «Eravamo poveri in quei giorni - ricorda mrs. Saxon Mills, amica della coppia. - Quando eravamo al verde, erano i Chesterton a darci una mano. Quando erano loro a essere al verde, provvedevamo noi». I Mills, che avevano conosciuto Cecil per primo, rimasero amici dei Chesterton per tutta la vita, come del resto i Kennedy. Rann Kennedy era un lettore avido e possedeva una biblioteca ragguardevole, soprattutto di letteratura classica. Ad alta voce leggeva spesso «lunghi brani di Platone» a Gilbert e questi se ne veniva poi via con le tasche rigonfie dei libri me no voluminosi. Invariabilmente si dimenticava di restituirli, sicché Frances di tanto in tanto li riuniva, riportandoli con un biglietto: «Chiedo scusa, come al solito, per quel ladro di mio marito». Kennedy si meravigliava per la capacità di Chesterton di «cogliere il nocciolo di qualcosa che aveva appena ascolta to. Sapeva ciò che gli scrittori più autorevoli sapevano; solo che loro non lo sapevano. In tre ore, ciondolando davanti a uno scaffale, avrebbe lasciato da parte tutto il superfluo per assorbire soltanto gli elementi vitali. Era animato dallo stesso spirito demoniaco di Socrate». Era come se Chesterton - così pareva a Kennedy - fosse stato istruito dallo Spirito Santo.

Michael Ffinch, Chesterton

Gilbert Keith Chesterton - Wikipedia, in lingua basca!

https://eu.wikipedia.org/wiki/Gilbert_Keith_Chesterton

venerdì 17 novembre 2017

Un aforisma al giorno

Il male è così malvagio da farci pensare che il bene sia solo un caso; ma il bene è così buono da darci la certezza che dev'esserci una spiegazione per il male.
Gilbert Keith Chesterton, L'uomo che fu Giovedì - Un incubo 
(il titolo originale è questo...)

Come si conobbero Frances e Gilbert.


Della moglie di Gilbert si parla poco, anche se noi abbiamo cercato in questi anni di darvi qualche notizia di questa donna forte e gentile che valeva tanto quanto suo marito, che lei amò sempre di tenero amore.

Ora qualche parola in più su come i due giovanotti si conobbero. In ogni caso esiste un'etichetta specifica nel nostro blog dedicata a lei ("Frances Blogg"), ed il motore di ricerca interno è adatto a cercarla comunque. Esiste anche un'etichetta "Il matrimonio di Gilbert e Frances" e altre belle notizie sui due nostri cari amici. Che buon pro vi facciano. Io, per parte mia, da diverso tempo ho smesso di pensare Gilbert senza Frances. Ho sentito tante storie belle su di loro quando sono stato in Inghilterra, e mi sembrano ancor più inseparabili. Se devo dirla tutta, li considero dei buoni amici, come lo furono per i loro concittadini di Beaconsfield ed i loro amici.

Frances Blogg era più grande di Gilbert di cinque anni, forse non tutti lo sanno.

Nel 1896, la famiglia Blogg teneva degli incontri culturali la domenica pomeriggio nella propria casa, con amici e vicini che potevano partecipare per un tè ed una vivace conversazione (gli avvisi che venivano mandati si intitolavano "Tea and Lively Conversation": originali, i Blogg!).


Durante uno di questi vivaci pomeriggi culturali, Lucian Oldershaw, compagno di scuola e di dibattiti di Gilbert (anche lui faceva parte del Junior Debating Club, la prima palestra di scrittura e di discussione di Gilbert, nata tra i banchi di scuola alla St. Paul's School) invitò il nostro Eroe. Lucian si era innamorato delle ragazze Blogg e i suoi occhi caddero sulla bionda Ethel. Lo disse a Gilbert, e descrisse la casa ed il suo clima ma in particolare le ragazze, che per lui erano davvero graziose. Lo invitò a partecipare nella successiva occasione.

Gilbert e Frances non si erano mai incontrati prima, anche se avevano diversi amici in comune. Si incontrarono per la prima volta in una imprecisata domenica dell'autunno del 1896, nella sala della casa di Frances al numero 8 di Bath Road, che si trovava a Bedford Park, quello che allora era un sobborgo non lontano da casa di Gilbert. Un quartiere molto originale di artisti, socialisti, intellettuali. Dobbiamo sapere che la famiglia Blogg era molto intima della famiglia Yeats, ricordate William Butler Yeats? Era il vate della Rinascita Celtica, una sorta di bardo dell'indipendenza irlandese. Ecco, stava da quelle parti e conosceva bene Frances e la sua famiglia. 
Gilbert s'innamorò a prima vista, un vero colpo di fulmine, e pensò e credette subito che lei sarebbe stata fedele e leale (insomma, vide subito che era una brava ragazza):
“Se avessi qualcosa a che fare con questa ragazza, cadrei immediatamente in ginocchio davanti a lei: se le parlassi, lei non mi ingannerebbe mai: se dovessi confidare in lei, lei non mi rifiuterebbe: se la amassi, non giocherebbe mai con me: se mi affidassi a lei, non mi tradirebbe mai: se mi ricordassi di lei, lei non si scorderebbe mai di me". (GKC in Nancy Carpentier Brown, The Woman Who Was Chesterton, ACS Books, 2015)
Marco Sermarini

mercoledì 15 novembre 2017

Un aforisma al giorno

Questo senso di immensa gratitudine e di sublime dipendenza non era un aforisma, non è un sentimento; il punto è che questa era la vera roccaforte della realtà.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi

Un aforisma al giorno





Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi

Ogni tanto lo rimettiamo...

Chesterton è un cratere da impatto sulla superficie del pianeta Mercurio,  in prossimità del polo nord del pianeta.
È intitolato allo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton.
https://planetarynames.wr.usgs.gov/Feature/15033



Chesterton, Gilbert Keith nell'Enciclopedia Treccani

Chesterton ‹čèstëtën›, Gilbert Keith. - Scrittore e giornalista inglese (Londra 1874 - Beaconsfield 1936). Fecondissimo autore, reagì contro il tardo romanticismo in difesa della tradizione, con stile umoristico e scintillante di paradossi. È, con Belloc, uno dei maggiori rappresentanti cattolici della letteratura inglese del 20º secolo. Al cattolicesimo si convertì nel 1922. I suoi primi libri furono due raccolte di versi pubblicate nel 1900The wild knight Greybeards at play (umoristico). Seguirono una serie di romanzi paradossali tra cui, notissimi, quelli accentrati sul personaggio di padre Brown, prete poliziotto: The innocence of father Brown (1911), The wisdom of father Brown (1914), The secret of father Brown (1927), ecc. Espresse le sue idee filosofico-religiose in Heretics (1905), Orthodoxy (1909), The everlasting man (1925). In campo critico diede opere vive e ricche con: RLStevenson (1902), RBrowning (1903), ChDickens (1906), The victorian age in literature (1913), A short history of England (1917).