martedì 28 luglio 2015

Catholic World Report (o meglio Dale Ahlquist) recensisce "Chesterton and the Jews" di Ann Farmer

La recensione di «Chesterton and the Jews» (Angelico Press, 2015) del nostro Dale Ahlquist.

Avevamo già segnalato il volume qualche giorno fa sul nostro blog.

Il giudizio di Dale su questo libro è da non perdere, anche perché ha letto il libro e quindi lo commenta a dovere (l'ho visto io, Marco Sermarini, mentre lo leggeva qui in Italia, a casa mia...).

Il titolo dell'articolo è eloquente: «Difendere il difensore degli ebrei». E così finalmente buttiamo nella fogna tutte le infondatissime accuse di antisemitismo a lui rivolte...

Questa è una ricerca seria e non uno sproloquio ideologicamente (in)fondato.

Lo potete pubblicizzare, anzi, sarebbe bello tradurlo e pubblicarlo in italiano, anche perché è ora che i chestertoniani italiani leggano cose più impegnative sul nostro Chesterton, smuovendosi dai luoghi comuni e dalle interpretazioni di comodo.

Noi nel nostro piccolo stiamo cercando di farlo (commenti, recensioni, aforismi, analisi del suo pensiero, segnalazioni di articoli e di studi seri). Aiutateci.

Qui sotto il collegamento.

Dale ha un grande pregio: parla e scrive in un inglese molto comprensibile, per cui anche i sedicenti dummies non si spaventino...

http://www.catholicworldreport.com/Item/4058/defending_the_defender_of_the_jews.aspx

lunedì 27 luglio 2015

Un aforisma al giorno (sempre sull'eresia, tema in cui si fa sempre confusione) - 3

Riprendiamo l'esame di alcune fonti chestertoniane sulla questione dell'eresia, per fare chiarezza, spero una volta per tutte.

Sull'eretico Chesterton ci dice quanto segue, tornando ancora sul concetto di "mezza verità":

"L'eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa. Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel mucchio della sapienza di tutto il mondo"

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune

Per cui, insisto e approfondisco, la "propria verità" è una "mezza verità", cioè non è la verità.

Spade s'incroceranno... - I Gruppi Chestertoniani Veronesi vi invitano il 30 Luglio

Riceviamo da Roberto Prisco (in arte Rob) il consueto invito ad accendere i falò la sera del 30 Luglio:


Falò del 30 luglio 2015 sul Monte Cavro a Quinzano – Verona

Ore 18,30 e 19 Partenza dei due gruppi da via Nuova, 22 (100 m. slm)
                        il primo dei due gruppi passa dalla Valle dei Ronchi
                        il secondo fa la strada dell'anno scorso passando da San Rocchetto
                        uno porta il formaggio, l'altro il rum.

Ore 19,30  Arrivo sul Monte Cavro (190 m. slm) e cena al sacco.

Ore 20  Accensione del falò
            ricordo dell'amico Emanuele Morandi
            a seguire:
            lettura di brani di Chesterton: quelli soliti e poi quello allegato tolto da
            Ortodossia che verrà commentato dai presenti.
           snudamento delle spade
           taglio e degustazione del formaggio
           distribuzione del rum
           spegnimento del fuoco.
ore 22 o 23 al più tardi ritorno a casa
           fumata finale del sigaro nel giardino


Brano della serata:

Da Ortodossia Capitolo III

I vizi – rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall'altra e vagano senza mèta. Così alcuni scienziati coltivano la verità; ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà e la loro pietà (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità. Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane. La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale. Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare.


Un giudizio su Radio Chesterton di un lettore fra i tanti

Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo:

Gentile Presidente,

ho preso carta e penna (virtualmente) per scriverle che sono molto contento di aver acquistato e letto "Radio Chesterton" perché è un bellissimo volume.
Mi affascina l'idea che Chesterton parlasse di cose così belle ed elementari a tutti, a migliaia e migliaia di persone, e ricordasse a tutti la bellezza e la grazia di essere vivi, l'amore per la verità e tante altre belle ed insostituibili cose.
Mi colpisce pure - leggendo il carteggio sulla libertà - il fatto che GKC fosse davvero orgoglioso di essere cattolico e che non perdesse neppure una battuta pur di rispondere alle critiche pur articolate dei suoi avversari puntutissimi ma in ultima analisi fiacchi. Lui era sempre lieto, loro sempre con quella sfumatura giallognola in viso tipica del bilioso.
Credo che il capitolo più bello sia "Per noi finirà col botto", in cui Gilbert risponde a tutti i critici e i superficiali laudatori dell'epoca moderna, che credono che i giovani si divertano mentre sono solo preda di un triste silenzio nonostante i mille sovrastimoli che ricevono e che dovrebbero renderli lieti (e così non è). Pensi quanto è più vero oggi: ma come faceva a vedere così a lungo?
Risponde anche a T. S. Eliot e alla sua "desolazione", in cui sembra davvero perdersi ed in cui in fondo, in maniera molto borderline, crediamo tutti sia bello e ovvio stare. Le dirò, mi sembra una moda molto in voga anche oggi tra tanti cattolici doc.
Chesterton è davvero un grande perché ci dimostra come essere felici, e la ringrazio (come ringrazio la traduttrice che ha reso il tutto così bene) di aver tirato fuori dalla immensa cassapanca delle opere di Chesterton questa perla insostituibile.

Ovviamente l'ho comprata su Pump Street, perché così ha un sapore più forte...

Ancora grazie e gradisca i migliori saluti e auguri per questa calda estate. A quando il seguito (mi sembra di capire che ce ne sia uno, vero?)?

Mario Fabbri

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton - "Per noi finirà col botto")


Disponibile su www.pumpstreet.it - lì ha più sapore!

domenica 26 luglio 2015

Un aforisma al giorno

Voglio dirvi qualcosa che è la più difficile da esprimere a parole, qualcosa che è più privato della vita privata. È il fatto che siamo vivi, e che la vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza che può capitarci durante la vita.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Seduto in prima fila al centro Chesterton diciassettenne,
assieme ai suoi amici di scuola


sabato 25 luglio 2015

Tweet di Chesterton Society su Twitter

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"When politics were more local, they were more truthful." - #GKChesterton


venerdì 24 luglio 2015

Un aforisma al giorno


Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici. 

Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi, se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione. Sarebbe molto meglio se ogni lunedì, anziché essere un lunedì nero, fosse un lunedì luminoso, per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedì, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perché fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledì fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perché queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedì fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdì consacrato ai pesci e ai polli, e così via. Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltà dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Disponibile su www.pumpstreet.it

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton! Compratelo su Pump Street!)

La scienza antica, la scienza di epoca vittoriana dei giorni di Charles Darwin, sosteneva quella bizzarra intuizione in base a cui tutto è credibile se avviene molto lentamente. Che è come dire che si può credere all'ippogrifo, a patto che a un cavallo sia cresciuta una piuma alla volta; o che si può credere all'unicorno, solo se il corno non salta fuori all'improvviso, ma comincia a svilupparsi come un piccolo brufolo. Ma, qualsiasi cosa sia, questa non è scienza moderna. La vera scienza moderna, la nuova scienza, per quel che può valere, tende sempre più ad avvicinarsi alla visione mistica di un disegno matematico, che potrebbe benissimo essere fuori dal tempo. In base alle ultime teorie scientifiche, il cosmo sarebbe potuto nascere in sei giorni, o in sei secondi, o più probabilmente in meno sei secondi o forse nella radice quadrata di meno sei secondi. Io però non voglio mettermi a insistere sulla verità letterale dei sei giorni, perché la mia fede non lo richiede e qui non sto parlando della fede di nessuno. Voglio parlare delle grandi idee che quel simbolo suggerisce, ovvero il fatto che il potere creativo è stato tale per sei giorni e il settimo è stato contemplativo. Perché il vero fine di tutta la creazione è il compimento, e il vero fine del compimento è la contemplazione.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Radio Chesterton è acquistabile su www.pumpstreet.it, dove ci sono sconti riservati ai soci della SCI.

giovedì 23 luglio 2015

Un aforisma al giorno (ancora sull'eresia, tema su cui si fa sempre molta confusione) - 2

Vorremmo contribuire, a puntate, fior da fiore, un pezzetto per volta, a far chiarezza sull'argomento dell'eresia, così centrale in Chesterton e così confuso oggi.

Sentiamo spesso citare aforismi mai pronunciati da Chesterton e "spacciati" per tali, nella maggioranza dei casi solo per approssimazione o "sentito dire", qualche volta - va detto - con il malcelato intento di far passare altri messaggi che Chesterton non ha mai dato. Altre volte semplicemente perché non si è capito cosa volesse dire Chesterton.

Siamo la Società Chestertoniana Italiana, non siamo il Supremo Tribunale della Chestertonianità, però un'autorità ci viene riconosciuta in giro e comunque abbiamo un grande amore per il nostro Gilbert e per Nostro Signore che ce l'ha donato proprio per fare chiarezza in mezzo alla confusione teoretica per cui il tutto e il niente sono molto vicini, o il bianco e il nero coinciderebbero, che in fondo tagliare tutto con la spada non è giusto... Chi conosce bene Chesterton conosce pure la sua venerazione per la Verità.

Allora ecco un altro pezzetto di questo mosaico che mosaico non è, è un bell'affresco che non può essere spezzettato e che mai presenta contraddizioni al suo intero (e questo, credeteci, desta ancora più stupore: uno che ha scritto e pronunciato milioni di parole non ha una sola frase che contraddica qualche altra sua affermazione). Questa può essere considerata la sua vera definizione di eresia:

L’eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico - San Tommaso Moro

La coerenza interna di Chesterton è confermata dal confronto con l'altro aforisma, pubblicato qualche giorno fa:

Le eresie consistono sempre nell'indebita concentrazione su di una singola verità, o mezza verità. È pertanto giusto insistere sulla onniscienza di Dio, ma è un'eresia insistervi, come fece Calvino a scapito dell'Amore divino; è giusto desiderare una vita semplice, ma è un'eresia desiderarla a costo di rinnegare la benevolenza e le buone maniere.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune


L'eresia è quindi una verità che trascura le altre verità, e perciò non è mai una verità "intera", completa, quindi alla fine è una "mezza verità", cioè non è la verità. Come vedete, ne L'Uomo Comune Chesterton chiarisce meglio questo concetto esemplificandolo.


Una riflessione attuale di Peppino Zola a partire da Chesterton

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-il-buonismo-di-certi-cattolici-e-i-due-pericoli-mortali-13328.htm#.VbB54foayc0