lunedì 17 giugno 2024

Un ex libris dei Chesterton.


 

La scrittura sembra quella di Frances.

Il libro era nella biblioteca dei Chesterton ed ora negli uffici della parrocchia cattolica di Santa Teresa e dei Martiri Inglesi di Beaconsfield.

"Please return to Top Meadows Cottage Beaconsfield Bucks" cioè "per favore restituite presso Top Meadow Cottage Beaconsfield Buckinghamshire".

Bella cosa.

sabato 15 giugno 2024

Riproposizioni - Uomini comuni e uomini straordinari.

Tutti gli uomini sono uomini comuni; gli uomini straordinari sono quelli che si rendono conto di tutto ciò.


Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù.




venerdì 14 giugno 2024

La famosa sedia del barbiere di Chesterton, oggi presso la Chesterton Collection.

La famosa sedia del barbiere...



 

Chesterton e la sua tomba e i suoi amici.

Italiani ed americani
sulla tomba di Chesterton
in una bella foto, Ottobre 2022.


Dale Ahlquist offre del tabacco
al Nostro Eroe, Marzo 2014.

 
Una rappresentanza della
Scuola Libera G. K. Chesterton,
Aprile 2018.

Il ricordino di Chesterton scritto da Walter de la Mare ("Knight of the Holy Ghost...") e il famoso telegramma di Papa Pio XI ("defender of the catholic faith").

Il ricordino della morte
di Chesterton 
con i versi del suo amico 
Walter de la Mare.

Il famoso telegramma di Papa Pio XI
in occasione della morte di Chesterton
(ne abbiamo una copia donataci da Aidan Mackey)

88 anni dopo l'Uomo Vivo è sempre più vivo.

 

Gilbertone lieto in terra viventium.



Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le ore dieci del mattino Chesterton morì. Era la domenica nell'Ottava della solennità del Corpus Domini.

«In quello stesso giorno sua moglie Frances scrisse una lettera a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...».

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270 - nostra traduzione).

Oggi, pensando alla ricorrenza della morte del nostro caro amico Chesterton occorsa proprio nell'Ottava del Corpus Domini, mi è tornata alla mente una nota che lessi nella biografia di Maisie Ward.

Maisie Ward racconta che una delle sorelle Nicholl (giovanissime ragazze e bambine che rimasero legate per sempre con un affetto speciale assieme alla propria famiglia ai coniugi Chesterton) ricordava che la redazione del libro su San Tommaso d'Aquino segnò un visibile e profondo cambiamento in Chesterton. 

Tra le varie cose che questo lavoro provocò c'è che Gilbert imparò a memoria la sequenza Lauda Sion Salvatorem, inno eucaristico composto da San Tommaso. Recitava ripetutamente a memoria, numerose volte, le ultime due strofe il cui testo è poco sotto.


Lo faceva battendo il pugno ritmicamente sul bracciolo della sedia ove abitualmente sedeva in casa. 


Poi diceva con soddisfazione: 


«che riassunto del Paradiso: l'esatto capovolgimento dell'espressione colloquiale "giù tra i morti". Là hai - letteralmente "la terra dei viventi". Sì, amici miei, noi vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi».


Vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi, perché quella è la terra dei viventi.


Un'altra definizione che usava per il Paradiso erano le due parole latine "in patria": 


«Ti spiega tutto: "la nostra terra natia"».


Ti spiega tutto, è vero. Queste parole riecheggiano quelle del primo eroe della mia vita, il beato Pier Giorgio Frassati, che parlava della "Vera Patria".


Ecco le strofe che Chesterton più amava ripetere, nella lingua latina in cui sono state composte e nella traduzione italiana:


Bone Pastor, panis vere,

Iesu, nostri miserére:

tu nos pasce, nos tuére:

tu nos bona fac vidére

in terra vivéntium.


Tu, qui cuncta scis et vales:

qui nos pascis hic mortales:

tuos ibi commensáles,

coherédes et sodales

fac sanctórum cívium. Amen.

Allelúia.


(trad.: Buon pastore, pane vero,

o Gesù, abbi pietà di noi:

Tu nutrici, proteggici,

Tu fa' che noi vediamo le cose buone

nella terra dei viventi.


Tu, che tutto sai e puoi,

che qui pasci noi mortali:

facci lassù Tuoi commensali,

coeredi e compagni

dei santi cittadini. Amen.

Alleluia).


Poi un'altra cosa.


È sempre Maisie Ward che ce la racconta. È un episodio che raccolse in occasione della stesura della seconda parte della biografia di Chesterton intitolata Return to Chesterton. Riguarda Edward Macdonald, uno dei suoi collaboratori al G. K.'s Weekly, il suo settimanale, ed è una vivissima testimonianza della vicinanza alla gente comune del nostro caro amico Gilbert:


«Il giorno dopo la sua morte (di Gilbert, ndr) Edward Macdonald passò davanti al negozio di un barbiere più in là di Chancery Lane (una strada centrale di Londra, vicino Fleet Street, ndr). L'uomo stava insaponando il viso di un cliente ma riconoscendo Macdonald lasciò il cliente e corse fuori col pennello in mano. "Voglio solo dire che mi è dispiaciuto di sentire la notizia", "era un grande uomo". Macdonald gli chiese se conoscesse Chesterton. "Mai letto una parola di quello che ha scritto" rispose il barbiere "ma lo ascoltavo sempre per radio. Sembrava che stesse seduto a fianco a me nella stanza"».


(dall'Introduzione di Radio Chesterton)


Mi immagino la scena di quest'omino comune, un barbiere con il pennello in mano, che esce per strada e vuole rendere il suo umile omaggio ad un grande uomo al quale si era sentito così vicino da pensarlo seduto a fianco a lui nella bottega di barbiere, nelle sue cose quotidiane, pur non avendo letto una sola parola delle sue meravigliose opere. Non lo aveva sentito estraneo, lontano, pur sentendolo parlare poeticamente di ogni bella cosa, lo aveva sentito ed avuto vicino, mistero della nostra fede e della nostra umanità abbellita e redenta da Cristo.



Chiaramente l'omino non è quello della foto però mi immagino una scena così, manca lo scatto che ritrae quest'uomo comune che deve dire ad uno degli amici di Chesterton che è dispiaciuto di aver perso anche lui un amico. La scena la immagino, sono passato vicino quella stradina di Londra.

Chancery Lane, City of London

Oggi la strada è così e si affaccia su Fleet Street, che una volta era la sede di quasi tutti i giornali inglesi che contavano, ed era il regno incontrastato di Chesterton.

Ci andai la prima volta con il mio caro amico padre Spencer Howe e ci ho portato la mia famiglia al completo ed alcuni miei coraggiosi e fortunati alunni.

Questo è l'anno del centocinquantesimo compleanno di Gilbert, e vorrei celebrarne altri cinquemila, qui e in terra viventium. Cinquemila è un numero per dire per sempre, concetto che applico a tutte le persone care e a tutti quelli di cui divento amico (per sempre), lascito involontario di Chesterton a tutti i suoi amici, qui ed in terra viventium.

Ho già detto mille volte della rilevanza della carità che fece, della speranza che elargì a piene mani e della fede che propagò e difese. Oggi vorrei che facessimo mente locale sul fatto che quella carità ci ha raggiunto per vie apparentemente casuali ma in realtà segno di un bene insostituibile che Dio vuole per noi, che quella speranza è arrivata qui e ne ha generata altra e che quella fede ce l'ha fatta amare anche lui. Per cui oggi possiamo dire questa fede, questa speranza e questa carità, qui presenti per noi, grazie a Dio e all'eroismo allegro che Gilbert ha usato.

Non mi stancherò mai di stupirmi davanti a questo portento, che ha portato alla Vera Fede gente già da quando non era convertito e che ha continuato a fare conquiste a Cristo dopo la conversione e che continua anche adesso da morto. 

Ma che morto, quale morto... È più vivo lui in terra viventium che...

Ricordo pure quest'anno che si dice che le sue ultime parole siano state queste:

«La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte».


Fate un bel gesto: comprate su Pump Street (www.pumpstreet.it) e cominciate un bel libro di Chesterton proprio oggi e non mollatelo, e poi non mollate più Chesterton, non vi deluderà mai. Fatene un altro: pregate la preghiera che ripropongo e chiedetegli di farvi qualche bel miracolo, ad esempio di avere il suo stesso buon cuore, di vivere allo stesso suo modo l'amicizia anche con il più piccolino dei piccoli.



È il giorno più adatto per recitare questa preghiera, per tutte le nostre necessità, per gli amici, per i nemici, per la Santa Chiesa (e ricordo che abbiamo a disposizione migliaia di santini di tutti i tipi, colori e fattezze, guarda qui).


Marco Sermarini




Dio Nostro Padre,

Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton 

di un senso di meraviglia e gioia, 

e desti a lui una fede 

che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.

Possano la sua innocenza e le sue risate, 

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, 

convinzione e calore ai tiepidi 

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. 

Ti chiediamo di concedere le grazie che Ti imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore.

Amen.


(Ecco, caro Gesù, dacci 

questa stessa fede, 

questa stessa speranza 

e questa stessa carità, 

e daccele per intercessione di Gilbertone. 

Amen, evviva)


Un aforisma al giorno - Profetizzare con sicurezza.

L'unica cosa che possiamo profetizzare con sicurezza è quella che viene sempre definita impossibile. Ogni volta ci viene detto, da ogni tipo di persona presuntuosa e progressista, che l'umanità non può tornare indietro. La risposta è che se l'umanità non può tornare indietro, non può andare da nessuna parte. Ogni cambiamento importante nella storia è stato fondato su qualcosa di storico: e se il mondo non avesse cercato più volte di rinnovare la sua giovinezza, sarebbe morto da tempo.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.



Su www.pumpstreet.it

giovedì 13 giugno 2024

Un aforisma al giorno - Avventure in giorni di noia.

Scoprì il fatto che tutti i romantici sanno... che le avventure capitano nei giorni di noia e non in quelli di sole. Quando la corda della monotonia è tesa al massimo, allora si rompe con un suono simile a quello di una canzone.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.

Su www.pumpstreet.it

mercoledì 12 giugno 2024

Echi di Chesterton - J. M. Barrie, cioè Peter Pan.

Abbiamo parlato diverse volte del creatore di Peter Pan, J. M. Barrie, che era un “ottimo amico” di Chesterton (è lui stesso che ne dà atto nella sua Autobiografia), e infatti Chesterton e Shaw (e un paio di altri soggetti interessanti) apparvero in un film muto girato da Barrie e intitolato Rosy Rapture. Per saperne di più potete cercare nel nostro blog scrivendo Barrie, J. M. Barrie o usando la relativa etichetta oppure guardando questo collegamento ed altri presenti nel nostro blog.

Dopo la morte di GKC, Barrie scrisse queste belle parole:

Era un uomo glorioso, amabile oltre ogni dire e credo che sia la più grande figura letteraria che ci sia rimasta. Un aspetto di lui che non ho visto menzionato ma che per me è chiaro è che era un gentiluomo. Il perfetto cavaliere gentile di Chaucer.

(di queste parole trovate traccia nel bel libro su Frances Blogg, moglie di Chesterton, scritto dalla nostra cara amica Nancy Carpentier Brown dal titolo The Woman Who Was Chesterton, oggetto di un Chesterton Day, quello semiclandestino della pandemia).

Barrie aveva inventato anche una squadra di cricket, gli “Allahakberries”, composta da famosi personaggi letterari, tra cui Chesterton, A.A. Milne (Winnie the Pooh), Arthur Conan Doyle (Sherlock Homes), H.G. Wells (amico/nemico ampiamente bersagliato da Chesterton), Jerome K. Jerome (Tre Uomini in barca), P. G. Wodehouse (Jeeves), Rudyard Kipling (autore del Libro della giungla e cantore dell'imperialismo britannico... forse non è il caso di chiamarlo Mowgli...?) e un gruppo di altre persone di un certo rilievo letterario. 

Giustamente qualcuno ha detto che, messa così, sembra una delle classiche barzellette stile "c'erano Giulio Cesare, Napoleone e..."), il fatto è che è tutto vero. 

Trovate traccia di questa storia surreale ma vera qui.


J. M. Barrie



martedì 11 giugno 2024

Uno scatto della sera del compleanno di Gilbertone…

Echi di Chesterton - Michael Crichton.

Michael Crichton (1942 - 2008), scrittore, regista e sceneggiatore americano e autore tra l'altro del libro da cui è stato tratto il film Jurassic Park per la regia di Steven Spielberg, nella bibliografia del suo romanzo Next ha incluso due libri di Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo e Eugenetica e altri malanni.


Nella descrizione del primo, Crichton osservava che “Chesterton ha visto le implicazioni della visione [dei suoi contemporanei] della società del ventesimo secolo, e ha previsto esattamente ciò che ne sarebbe derivato”. 

A proposito del secondo libro, ha scritto che «Chesterton fu una delle poche voci ad opporsi all'eugenetica all'inizio del XX secolo. La vedeva come una frode a tutti i livelli e prevedeva dove avrebbe portato, con grande accuratezza. I suoi critici erano legioni; lo hanno denunciato come reazionario, ridicolo, ignorante, isterico, incoerente e ciecamente prevenuto, notando con sgomento che “la sua influenza nel condurre la gente nel modo sbagliato è considerevole”. Eppure Chesterton aveva ragione, mentre il consenso degli scienziati, dei leader politici e dell'intellighenzia era sbagliato... Questo libro vale la pena di essere letto perché, in retrospettiva, è chiaro che le argomentazioni di Chesterton erano perfettamente sensate e meritevoli di una risposta, eppure si è semplicemente gridato al fallimento».