mercoledì 21 febbraio 2024

Replica di Innocent! 1 Marzo 2024, Jerago con Orago (VA).

Buongiorno dott. Sermarini, 

Sono sempre io Luigi di Chescenaè;

 

Come sta?

 

Volevo comunicarLe e invitarLa all’ennesima replica dello spettacolo INNOCENT.

Oggettivamente con un tema come questo era inevitabile che l’opera piacesse, e siamo anche onorati di ricevere commenti su come abbiamo tenuto fedeltà al testo orginale.

 

Questa volta ci ha invitato l’associazione BettyBoys a Jerago con Orago in provincia di Varese, per fare questa replica a scopo benefico.

Siamo contentissimi che questo spettacolo piaccia e piano piano inizi a girare, sperando di andare in più città possibili per mandare il messaggio dell’uomo Vivo!

 

La replica sarà venerdì 1 Marzo, e sappiamo che può risultare scomodo per i non lombardi.

 

Buona giornata

 

Luigi Umana

Volentieri pubblicizzo quest'opera teatrale che ha un certo successo, ed è di certo occasione per gli spettatori di assaporare il cambiamento che può imprimere Chesterton alla loro vita.

Marco Sermarini

martedì 20 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Ogni educazione è un'educazione religiosa.

Ogni educazione è un'educazione religiosa, e mai come quando è un'educazione irreligiosa. O insegna una dottrina precisa sull'universo, il che è teologia, o ne dà per scontata una, il che è misticismo. Se non fa questo non fa nulla e non significa nulla, perché tutto deve dipendere da qualche principio primo e riferirsi a qualche causa, espressa o inespressa.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News26 luglio 1924.



lunedì 19 febbraio 2024

L'innocenza di Padre Brown - Domani in diretta su YouTube ne parlerà Fabio Trevisan.

https://www.youtube.com/watch?v=-w0PNdHcvco

Chesterton y la literatura como campo de batalla - Un articolo di Julio Llorente presentato dalla nostra Maria Grazia Gotti.

Ci sono lettori di Chesterton che lamentano la crescente popolarità del loro autore. Ritengono, suppongo con una certa logica, che la popolarità culmini necessariamente in un travisamento. Avrebbero preferito uno scrittore maledetto, perso nelle pieghe della storia, uno il cui pensiero non poteva essere stravolto perché largamente sconosciuto. È comprensibile. Quanto può arrivare a essere irritante, mormorano i chestertoniani puri, che liberali e socialisti citino G.K.C. quando egli combatté le idee di entrambi con uguale passione.

Io comprendo l'irritazione, ma, ottimista almeno in questo concretissimo caso, sono contento che ci siano molti lettori e "parafrasatori" di Chesterton. In primo luogo, perché non credo che la popolarità implichi necessariamente travisamento, ma solo la popolarità. In secondo luogo, perché parto dalla ragionevole premessa che un liberale che non legge Chesterton è peggiore di uno che lo legge: in quest'ultimo caso ci sarà sempre, per quanto flebile, una possibilità di conversione, un motivo di speranza. E, in terzo luogo, perché sono convinto che le citazioni contorte, forse malintenzionate, di liberali e socialisti non facciano altro che esaltare il nostro autore: quanto geniale deve essere stato perché se ne approprino gli uni e gli altri!; quanto deve essere stato grande perché tutti noi possiamo rientrare in lui! 

Per questo motivo festeggio doppiamente Mi hermano Gilbert (Mio fratello Gilbert, ndr), la più recente pubblicazione di Ediciones More....

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Caro presidente e cari chestertoniani tutti, quelle che precedono sono le prime righe - tradotte
- di un interessante articolo che parla dell'edizione spagnola del libro Mio fratello Gilbert pubblicato da Cecil Chesterton nel 1907, quando Gilbert non aveva ancora scritto le sue opere più importanti ma aveva già abbozzato la sua visione cosmica. Scritto allo scopo di mettere ordine nelle idee del gigante londinese.

L'autore dell'articolo è un interessante giornalista di Voz Populi, che di nome fa Julio Llorente, ed è un chestertoniano come noi. Il prologo è di Gilbert stesso, e si intitola "Ricordando Cecil".


Maria Grazia Gotti

sabato 17 febbraio 2024

Tolentino, 25 febbraio 2024, presentazione del San Francesco d’Assisi di G. K. Chesterton.

Aneddoti su Chesterton - Se fossi grasso come te...

George Bernard Shaw, alto e magro, era in netto contrasto con il corpulento Chesterton. I due divergevano anche su altre questioni. Una volta Shaw avrebbe detto a Chesterton: "Se fossi grasso come te, mi impiccherei". Chesterton rispose amabilmente: "E se avessi in mente di impiccarmi, userei te come corda.



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Bartlett's Book of Anecdotes

venerdì 16 febbraio 2024

Giobbe, di G. K. Chesterton, con traduzione di Giulio Mainardi (e qualche proposta originale...).

La casa editrice Il Faro ha appena dato alle stampe la traduzione della famosa prefazione al libro di Giobbe stesa dal nostro Chesterton.

Lo fa con la traduzione di un nostro giovane e valente amico, Giulio Mainardi, il quale ci racconta qualcosa di questa bella traduzione.

Ma già dalla copertina potete vedere che c'è qualche cosa di insolito e di inedito, ossia qualche strano carattere. Allora mi sono permesso di chiedere a Giulio il perché di questa scelta e Giulio mi ha risposto. Volevo condividere con voi questa riflessione.

Marco Sermarini

Avevo un ricordo di gioventù: uno straniero che parlava un buon italiano ma faceva dei buffi errori di pronuncia. Per esempio, leggendo un testo diceva asìno anziché àsino. La cosa, però, a ben guardare non era assurda: vedendo scritto «asino» senza altre informazioni, sia àsino sia asìno sono pronunce perfettamente possibili nell’ortografia italiana. Addirittura, asìno come deduzione è anche più “sensato” di àsino, visto che in italiano la gran maggioranza delle parole in -ino ha l’accento sulla i. Io stesso tante volte ho fatto errori simili apprendendo parole poco comuni per iscritto. Con un certo stupore, notavo quindi delle “mancanze” nella nostra ortografia. La cosa pungeva un po’ il mio senso patriottico: Ma come?, mi dicevo. Noi italiani ci vantiamo sempre che la nostra ortografia è semplice e logica, rispetto a quelle di altre lingue, come il francese e l’inglese, e però in realtà non indica esattamente nemmeno la pronuncia di una parola facile come «asino». C’è qualcosa che non va...

Anni dopo, ormai cinque anni fa, ho poi studiato lo spagnolo da autodidatta. Mi è piaciuto molto e ho ammirato il modo in cui l’ortografia spagnola rappresenta perfettamente e semplicemente tutti i suoni della lingua, per cui quando si legge una parola non ci sono ambiguità sulla pronuncia. Questo mi ha ispirato di nuovo sull’argomento, e sono tornato a ragionarci.

Nel 2021, così, ho pubblicato un libro intitolato Proposta di riforma gráfica dell’italjano, in cui presentavo una possibile ortografia “"perfetta” (per rappresentare i suoni) discutendo e ragionando delle varie possibilità per ottenere un risultato del genere. Nonostante la “"bizzarria” dell’argomento, il libro ha avuto un piccolo successo davvero inaspettato, e ho ricevuto molti commenti seri, interessati e intelligenti.

[Per inciso, la questione è interessante anche perché parecchi letterati e linguisti nei secoli si sono posti lo stesso problema e hanno elaborato delle possibili soluzioni. La mia proposta sotto certi aspetti è simile a una piuttosto famosa che risale addirittura al ’500, di Gian Giorgio Trissino (Trìssino con l’accento sulla prima i… l’aveva letto correttamente? ;-) ). Mentre nel complesso la proposta di Trissino evidentemente non è stata accolta, la sua proposta di distinguere graficamente u e v (che all’epoca erano graficamente indistinguibili, benché pronunciate come le pronunciamo oggi) ha avuto successo, e oggi le scriviamo normalmente come lettere distinte.]

A distanza di qualche anno, seguendo uno di questi commenti ho fatto un piccolo cambiamento alla mia proposta (per quanto riguarda la rappresentazione della z), ma per il resto è rimasta del tutto invariata rispetto a come discussa nel libro. Ho voluto così provare a metterla in pratica fuori dal contesto della linguistica, e ho scelto questo bel testo di GKC che avevo tradotto, mettendo insieme due dei miei interessi.

Naturalmente nel trascrivere nella nuova ortografia ho fatto qualche errore qua e là… Ne faccio in abbondanza scrivendo nella nostra ortografia «normale», figuriamoci in questa «riformata» per cui non ho nemmeno il correttore automatico. Spero che i lettori non le notino troppo! ;-)

Un caro saluto,
Giulio Mainardi


 

https://www.edizionidelfaro.it/libro/introduzione-al-libro-di-giobbe

giovedì 15 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Fratellanza non contraddetta.

Perché gli uomini sono davvero fratelli, e sono solo le persone che non sanno nulla della fratellanza a pensare che questa sia contraddetta dal fatto che si combattono l'un l'altro.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 15 agosto 1903.