mercoledì 21 marzo 2012

Un aforisma al giorno

"Il corpo non era più ciò che era quando Platone e Porfirio e i vecchi mistici lo avevano abbandonato perché morto. Era stato appeso al patibolo. Era risorto da una tomba. Non era più possibile per l’anima disprezzare i sensi, che erano divenuti gli organi di qualcosa che era più dell’uomo. Platone poteva disprezzare la carne, ma Dio non l’aveva disprezzata".
Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d’Aquino

Un aforisma al giorno

"Un sistema del tutto basato sulla divisione del lavoro è semi-intelligente nel vero senso del termine. Vale a dire che chiunque esegua la metà di un'operazione usa di fatto solo la metà del suo ingegno".
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Un aforisma al giorno

"Se Dio non ci fosse, non ci sarebbero gli atei".
Gilbert Keith Chesterton, Where all roads lead

Un aforisma al giorno

"Gran parte del lavoro consiste in un lavoro di traduzione, nello scoprire il significato reale di parole che la Chiesa utilizza in modo corretto e il mondo no".
Gilbert Keith Chesterton, La Chiesa Cattolica - Dove tutte le verità si danno appuntamento (titolo originale: The Thing)

martedì 20 marzo 2012

Capita...


... Sì, capita che una mattina, scorrendo distrattamente una pubblicazione andando al lavoro, mentre parli al telefono con un'amica, lo sguardo, che non legge ma in qualche modo cattura le parole, improvvisamente si fermi, rendendosi conto di aver rilevato qualcosa di conosciuto  ma senza metterlo a fuoco e allo stesso tempo ...pensando a un'allucinazione

- hei Grazia, ci sei, sei viva?
- NON CI CREDO... un rettangolino rosa emerge da un articolo su fondo bianco, i consigli di lettura del mensile...

lo metto in allegato, così lo potete vedere anche voi (il formato lascia un po' a desiderare... ma non sono riuscita a fare di meglio!)...

E' stato un bell'inizio di giornata!

La rivista si chiama "Il Centone", ed è un mensile che si pubblica a Cento (FE); il numero è quello di febbraio (che ora purtroppo non sembra scaricabarile).

Ciao

Maria Grazia Gotti

Un articolo di Gianfranco Amato - Gli angeli della morte di Amsterdam

Un aforisma al giorno (ah ah ah!)

"Quando tutti saranno senza sesso ci sarà uguaglianza. Non ci sarà né donna, né uomo. Non ci sarà che  fraternità, libera ed eguale. L'unica consolazione sarà che ciò non durerà che per una sola generazione".

Gilbert Keith Chesterton, GK’s Weekly, 26 Luglio 1930

Rassegna triste

20 Marzo 2012 - Libero
Omosessuali
Europa e giudici calpestano il buonsenso 436 KB

20 Marzo 2012 - CorrieredellaSera
Omosessuali
Rimini: il silenzio del legislatore 111 KB

20 Marzo 2012 - Europa
Omosessuali
Nozze gay, i tempi sono maturi 88 KB

20 Marzo 2012 - Unita'
Omosessuali
Il governo non pu trascurare i diritti civili 75 KB

lunedì 19 marzo 2012

Da Il Foglio, 17 marzo: Il realismo dei geni (di Carlo Valerio Bellieni)


Il Foglio, 17 marzo 2012

Carlo Bellieni

Ci hanno insegnato che dire DNA è dire determinismo; ma la scienza ci mostra invece l'esatto opposto. Partiamo da una ricerca svizzera pubblicata in questi giorni: trattare male i bambini altera l'espressione del loro DNA con il serio rischio che queste alterazioni diventino ereditabili. Questo inquietante scenario riguarda non solo i maltrattamenti, ma anche gli insulti ambientali e fisici e ci apre ad una realtà imprevedibile solo vent'anni fa: il DNA "riceve ordini" dall'ambiente e potrebbe trasmetterli alle generazioni future! Il tutto regolato da una nuova branca della biologia: l'epigenetica.

Attenti i dogmatici e i fan dell'immobilismo: l'epigenetica (regolazione ad un livello superiore –"epi"- dell'espressione dei geni) ci dice che se credevamo di arrivare a conoscere la vita decifrando il DNA, ora ci sentiamo dei bambinetti presuntuosi: Il DNA parla, ma è l'ambiente che lo fa parlare tramite una struttura ancora più complessa, ancora tutta da decifrare. Il DNA parla in rapporto a quello che gli chiede l'ambiente. Capite come cambia la prospettiva? Quello che siamo non è "già scritto", e quello che è scritto, può essere letto dalla natura in vari modi. "Nella mente del pubblico, l'identificazione di geni responsabili di malattie era un passo sulla via di una medicina personalizzata. Sfortunatamente, si è mostrato essere un passo molto piccolo" spiega l'oncologo Nahid Turan sulla rivista Epigenetics.

Per un pediatra, l'epigenetica è l'uovo di Colombo: certi stimoli arrivati nel pancione o nei primi momentidella vita, "svegliano" o "addormentano" dei geni. Ad esempio, se ai feti arriva meno nutrimento, questo sveglierà dei geni che predispongono da adulti allo sviluppo dell'ipertensione o del diabete. Se invece il bambino ancora in fasce riceve meno coccole –come risulta da studi su animali- , la loro mancanza è in grado di addormentare dei geni che prevengono lo stress. E queste attivazioni di geni si trasmettano alle generazioni seguenti, tanto che se uno nasce dopo una carestia trasmette il ritardo di crescita alla nascita alle generazioni seguenti.

I ricercatori italiani proprio in questi giorni hanno pubblicato la loro importante scoperta in questo campo: una proteina, Zfp57, che insieme ad altri fattori garantisce la conservazione dei segnali epigenetici dall'embrione all'adulto: questo lasciar parlare o zittire alcuni geni avviene infatti attraverso certe molecole che solo ora iniziamo a conoscere.

Roba solo da scienziati? Mica tanto. Pensiamo ad esempio alla fecondazione in vitro: avviene in vitro e non nel pancione delle mamme, a contatto con le cellule della tuba uterina e con le proteine che queste cellule producono. Può questo ambiente attivare o disattivare dei geni in modo diverso da quanto farebbe l'utero materno? Essendo malattie rarissime, ancora non lo sappiamo; tuttavia leggiamo che disordini dell'imprinting, legati a modificazioni epigenetiche, "possono essere aumentati in seguito alla fertilizzazione in vitro" (Best Pratice and Research, luglio 2007) Ma se l'ambiente influisce su come il DNA si esprime, e dato che quest'influenza si eredita, si capisce come si apra una prospettiva verso nuove frontiere evoluzionistiche: come diceva il chimico Enzo Tiezzi, l'evoluzione è stocastica, non casuale, cioè è armonica con l'ambiente da cui riceve e cui dà collaborazione. Le variazioni dell'ambiente non sono solo "selettive" di chi "non è adatto", ma anche indirizzano il DNA ad esprimersi in armonia con le variazioni stesse, pur senza modificarne la struttura.

Eva Jablonka, genetista dell'università di Tel Aviv, nel suo libro "Evoluzione a quattro dimensioni" (UTET, 2009) sostiene, parlando dell'ereditarietà, che essa: "non ha a che vedere soltanto con i geni; alcune variazioni ereditarie non sono casuali in origine; certe informazioni acquisite vengono ereditate". E aggiunge: "Simili affermazioni rischiano di suonare eretiche alle orecchie di chiunque abbia appreso sui banchi di scuola la solita versione della teoria evoluzionista di Darwin secondo cui l'adattamento ha luogo attraverso la selezione casuale di variazioni genetiche casuali. Trovano tuttavia saldo fondamento nei nuovi dati".Ovviamente a chi vuole dimostrare che la vita a tutti i costi  è casuale, questo non va giù; ma i dogmi scricchiolano: abbiamo iniziato il 21° secolo col mito del sequenziamento del DNA, e ora ci troviamo la porta spalancata su un mistero mille volte maggiore.


Il pensiero di tre magistrati sulla recente sentenza della Corte di Cassazione sui matrimoni tra gay

Da Il Sussidario un articolo di Guido Piffer, Tommaso Epidendio e Giuseppe Ondei.


Rassegna stampa del 19 marzo 2012 (tristezza! tristezza! tristezza!)



17 Marzo 2012 - CorriereMercantile
Omosessuali
SI PARLA DI NOI :: Giudici creativi 133 KB

17 Marzo 2012 - Avvenire
Fecondazione Artificiale
Sconfitte le lobby gay 247 KB

17 Marzo 2012 - Avvenire
Omosessuali
Non il sentire comune 469 KB

19 Marzo 2012 - ItaliaOggi
Omosessuali
Si parte dalla forma 178 KB

17 Marzo 2012 - Repubblica
Omosessuali
Prove di accordo bipartisan 120 KB

19 Marzo 2012 - Unita'
Omosessuali
...e ora le leggi 116 KB

17 Marzo 2012 - Europa
Omosessuali
Il nostro no alle nozze gay 183 KB

17 Marzo 2012 - Foglio
Omosessuali
Date alle famiglie i diritti dei conviventi 72 KB

17 Marzo 2012 - Foglio
Omosessuali
A ciascuno la sua casa 112 KB

17 Marzo 2012 - CorrieredellaSera
Omosessuali
Bufera tra gli anglicani 114 KB

18 Marzo 2012 - RomaSette
Famiglia, primo valore per gli italiani 360 KB

17 Marzo 2012 - Avvenire
Famiglia E Lavoro
Donne senza aiuti 109 KB

18 Marzo 2012 - Avvenire
Lo straordinario si fa ordinario 783 KB

18 Marzo 2012 - Avvenire
CISF. La coppia scoppia se solo un aggregato 121 KB

sabato 17 marzo 2012

Roberto Prisco recensisce La Nuova Gerusalemme

Da Roberto Prisco, che ringraziamo, la recensione a La Nuova Gerusalemme.

giovedì 15 marzo 2012

Il protagonista de Il Circo della Farfalla è anche protagonista di Bella

Qui trovate un articolo de Il Foglio sul film Bella, uscito circa tre anni fa, un bel film che consigliamo a tutti che vede tra i suoi protagonisti proprio quell'Eduardo Verastegui, protagonista anche del corto Il Circo della Farfalla (o se preferite The Butterfly Circus o El Circo de la Mariposa).

E' un bel tipo, Verastegui. Ritornato alla sua sana tradizione cattolica messicana, ha cambiato decisamente orientamento alla sua vita di attore e modello per accettare solo ruoli che vadano d'accordo con la sua fede e con le sue idee cattoliche.

Recentemente ha interpretato anche il martire Anacleto Gonzales Flores nel film Cristiada, sulla gloriosa e dolorosa epopea dei Cristeros messicani.

Qualche notizia in più sui Doctor Deseo

Sui Doctor Deseo (letteralmente, "Dottor Desiderio") ecco qualcosa in più.


Il gruppo è composto dal paroliere e cantante Francesco Díez Bilbao, Josi Jimenez al basso, Raul Lomas alle tastiere, Aitor Agiriano Toro alle chitarre e Txanpi alla batteria.

L'album, ispirato anche a concetti cari a Chesterton, si intitola Al amanecer seguir soñando (letteralmente, "All'alba continuare a sognare").

Ecco cosa ne dice il giornale on line propostoci da Maria Grazia:

«E' un "lavoro collettivo" è stato pubblicato come un libro-CD con dieci brani, uno in Euskera (la lingua basca, ndr) con testi di Marta Ortiz e quattro micro-narrazioni di scrittori baschi Kirmen Uribe, Bernardo Atxaga Edorta Jimenez e Itziar Ziga... La terza fonte di ispirazione dovrebbe essere la citazione dello scrittore inglese GK Chesterton dice che "le fiabe sono vere, non solo perché ci dicono che i draghi esistono, ma perché ci dicono che i draghi si possono vincere"».

Allora è un vizio! E' una malattia! Un altro gruppo musicale che si ispira a Chesterton! I Doctor Deseo

Un gruppo musicale di Bilbao, i Doctor Deseo, sta pubblicando il suo tredicesimo album, intitolato Al amanecer seguir soñando: indovinate chi c'è fra gli ispiratori dei testi...


Maria Grazia Gotti

Un aforisma al giorno (Bello! Bellissimo!)

"Io rappresento l'allegra massa del genere umano. Sono il cristiano felice e spericolato".

G.K. Chesterton, Daily News, 13/12/1907

«Liberate Asia Bibi»: petizione all'Onu per salvare la cristiana condannata a morte in Pakistan

Asia Bibi, madre cristiana, è stata condannata nel novembre del 2009 in Pakistan per false accuse di blasfemia. Ora attende la sentenza della corte d'appello in carcere. All'Onu 50 attivisti hanno presentato una petizione per liberarla. Nell'appello si ricordano anche le sue "colpe": aver infettato un pozzo, per il semplice fatto di avervi attinto un bicchiere d'acqua.

Trovate qui l'articolo, su Tempi.

Diffondetelo con tutti i mezzi. Asia Bibi è nostra.

Nozze gay, la UE ci riprova (da La Bussola Quotidiana)

Lo trovate qui.

Bhatti santo subito, lo chiede il popolo.

Lo trovate qui.

Da La Bussola Quotidiana - Niente croci siamo inglesi (Rino Cammilleri)

Lo trovate qui.

mercoledì 14 marzo 2012

In Spagna celebrano insieme GKC e JLB (sono morti lo stesso giorno...)

L'Imputato recensito su La Sicilia (grazie, Beppe Seminara!)

Matrimonio e manette (da Avvenire di oggi 14 Marzo 2012) - In Gran Bretagna colpiscono ancora...

Vorrebbero mettere in galera il cardinale O' Brien...


Da Il Corriere del Sud

Da L'Indice dei libri del mese - Il revival editoriale dell'inventore di Padre Brown (con copertina dedicata a Gilbert)





Cristiani licenziati - di Lorenzo Albacete (da Il Sussidiario)

http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2012/3/14/Cristiani-licenziati/255223/

L'ultima fatica del nostro amico Gianfranco Amato, I nuovi Unni.



Eccolo qui, il libro di Gianfranco Amato, nostro caro amico, chestertoniano inossidabile e agguerrito editorialista di Avvenire, Cultura Cattolica e Corrispondenza Romana. Sapete che ospitiamo spessissimo i suoi interventi e lo facciamo con grande piacere e con gratitudine nei suoi confronti.

Gianfranco fu ospite nel Giugno 2010 della festa del beato Pier Giorgio Frassati all'interno della quale si colloca anche il Chesterton Day (infatti sarà anche quest'anno a Grottammare, precisamente la sera del 23 Giugno 2012, per presentare questo bel volume e per affiancare don Gabriele Mangiarotti, mentore del bellissimo sito di Cultura Cattolica, nella presentazione del martire cattolico pakistano Shahbhaz Bhatti) e tenne una serata molto interessante ed animata, molto apprezzata dai partecipanti.

Ora esce questo volume il cui titolo è I nuovi Unni - Il ruolo della Gran Bretagna nell'imbarbarimento della civiltà occidentale, per i tipi di Fede & Cultura e con la collaborazione di Cultura Cattolica.

Il libro è impreziosito dalla prefazione di un altro nostro grande amico anche lui chestertoniano, mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino - Montefeltro, e dell'introduzione di don Gabriele Mangiarotti, ideatore di Cultura Cattolica.

La Gran Bretagna è diventata il nuovo laboratorio sociale della società scristianizzata (oggi parliamo di Dante che vogliono estromettere dalla nostra cultura, dell'Europa che vuole imporci il matrimonio tra omosessuali, legislazioni sempre più invadenti che vogliono imporci principi non nostri...). Gianfranco cerca di dare delle risposte alle domande principali: perché accade ciò? Perché proprio in Gran Bretagna? Perché si vuole questo imbarbarimento ad ogni costo?

Il libro è diviso in due sezioni, una che tratta delle ragioni storiche e culturali che hanno portato all'attuale stato di cose (dal titolo Le cause), l'altra (dal titolo Gli effetti) un'immagine di ciò che accade tutti i giorni da quelle parti (chi venne a Grottammare nel 2010 sicuramente ricorderà la storia della hostess licenziata perché portava al collo il Crocifisso, e tante altre storie che Gianfranco ci ha saputo narrare in maniera brillante e veritiera: ricordate anche il vostro stupore?).

Costa € 18,00, acquistatelo e leggetelo, così aprirete gli occhi su quella che potrebbe essere la nuova frontiera anche qui in Italia.

Poi se volete sentirne parlare, pronti a Grottammare il 23 Giugno 2012.

Rassegna stampa (tristezze! tristezze!)


14 Marzo 2012 - Sole24ore
Divorzio Breve
Si allungano i tempi per l'approvazione 47 KB

14 Marzo 2012 - Avvenire
Omosessuali
Da Strasburgo nuovo spot gay 98 KB

14 Marzo 2012 - Stampa
Omosessuali
La famiglia anche gay 245 KB

14 Marzo 2012 - Giornale
Omosessuali
Hanno vinto i gay 157 KB

14 Marzo 2012 - libero
Omosessuali
La lobby gay piega l'Europa 100 KB

Non ci dovevano toccare Dante, dice Annalisa Teggi... - Da Tempi - Bravo, Tempi, bravissima la nostra Annalisa!

Dante spiegato da Chesterton è estremista e fazioso. Cioè libero fin nel midollo

A proposito dell'idea dell'Onu di estromettere dalla scuola la Divina Commedia, ci sarebbe qualche domanda impertinente da porre sull'estremismo dell'Alighieri. «L'orizzonte che Dante suggerisce è un invito aperto - cioè da uomo libero - sulla necessità di renderci conto che l'encomiabile parola "tolleranza" oggi spalanca un orizzonte davvero aperto, cioè inconsistente».
14 Mar 2012

Spulciando in un qualche sito di letteratura mi sono imbattuta in questa citazione di Ennio Flaiano che non conoscevo: «L’amor che muove il sole e le altre stelle. Ecco un verso di Dante che vede oltre il telescopio di Galilei» (da Autobiografia del Blu di Prussia). È più tipico della nostra epoca trascurare gli strumenti che permettono una visione d'insieme, e ammirare invece tutti quei marchingegni che ci rendono capaci di smembrare ogni cosa in dettagli. 
E così anch'io, come molti, ho letto l'argomentazione, dettagliatamente giustificata, in base a cui sarebbe opportuno espungere la Divina Commedia di Dante dai programmi ministeriali o «almeno di inserire i necessari commenti e chiarimenti».


Per saperne di più

Sono pienamente d'accordo, riguardo al fatto che certi chiarimenti siano necessari. E, una volta  puntualizzati questi chiarimenti, risulterà necessario continuare a farci accompagnare da Dante nel cammin di nostra vita. Perché siamo noi l'anello debole, non i suoi versi.



Io faccio parte di quella grande truppa di gente che di qui a qualche mese s'imbarcherà nell'avventura del Tfa (il tirocinio per ottenere l'abilitazione all'insegnamento) e, dunque, mi sto rimettendo a studiare in vista degli esami previsti; il primo scoglio da superare sarà, a quel che si dice, un quiz a risposte multiple, in cui se Dante c'entrerà in qualche modo, sarà perché ci verrà chiesto se il verso «fu viso a me cantare essa sustanza» contiene una sineddoche, una sinalefe o una sinestesia. Anche questa puntigliosità è molto giusta, perché penso davvero che lasostanza con cui Dante ci abbraccia sia più vivamente commovente grazie agli strumenti (metrici, retorici, ecc) con cui l'ha cantata.



Ma una volta compiuto il mio tirocinio, una volta superato un concorso, probabilmente in un tempo ancora assai lontano, entrerò in classe e comincerò a fare quello che molti insegnanti fanno tutti i giorni. Leggere e far studiare Dante, tra le altre cose. 



È su questo che comincio a farmi delle domande. È su questo che urgono chiarimenti e commenti. Che non sono le note a piè pagina da far studiare ai ragazzi per risolvere l'enigma del veltro. Il punto è capire se io saprò parlare in modo sensato del medioevo, se saprò giustificare l'estremismo di cui Dante fu davvero capace, senza giustificarmi di fronte all'alunno islamico perché il nostro sommo poeta ha davvero usato immagini crude e cruente per parlare di Maometto. 



Probabilmente in un eccesso di fervore dantesco, intuisco che proprio con il XXVIII dell'Inferno (là dove compare l'immagine atroce di Maometto squartato) Dante mi offrirebbe un'opportunità imperdibile come insegnante di alunni che, verisimilmente, saranno sempre più eterogenei (e confusi in ogni senso). Potrebbe essere l'opportunità coraggiosa di mettere da parte per un attimo la parafrasi e di parlare di un'epoca in cui ciò che noi, con le nostre etichette moderne, classifichiamo come razzismo era il guardarsi reciproco di due civiltà assolutamente diverse, ma così sane da ricordarselo a vicenda (e, va detto, non solo in modo rispettosamente e politicamente corretto). 



L'orizzonte che Dante suggerisce, mostrandosi a noi in modo così clamorosamente fazioso, è un invito aperto - cioè da uomo libero - sulla necessità di renderci conto che l'encomiabile parola "tolleranza" oggi spalanca un orizzonte davvero aperto - cioè inconsistente. Questa ipotesi mi è sorta da quando frequento con assiduità il signor Chesterton e mi sono convinta che queste sue parole siano il chiarimento introduttivo davvero necessario a chi insegna la Divina Commedia:



«Il Medioevo fu un’epoca razionale, l’età della dottrina. La nostra epoca è, bene che vada, un’età poetica, l’età del pregiudizio. Una dottrina è un punto ben marcato; un pregiudizio è un’indicazione di direzione. Una direzione è sempre e di gran lunga più fantasiosa di un progetto. Preferirei avere in mano la più antica delle cartine su cui è tracciata la strada per Brighton piuttosto che una generica raccomandazione di girare a sinistra. . 

Non è strettamente vero che un credo unisce gli uomini. Al contrario, la diversità di credo unisce gli uomini – fintanto che la diversità resta chiara. Un confine unisce. Molti magnanimi musulmani e cavalieri crociati, essendo entrambi dogmatici, dovettero sentirsi molto più uniti di due vagabondi agnostici. 
La differenza tra questi due sistemi mentali è netta e inconfondibile. E la differenza essenziale è questa: i pregiudizi sono divergenti tra loro, mentre le fedi sono sempre in aperta collisione tra loro. I credenti sbattono l’uno contro l’altro, mentre i bigotti si tengono alla larga tra di loro. E funziona proprio così riguardo alle nostre attuali divisioni: ci tengono l’uno alla larga dall’altro» (da Cosa c'è di sbagliato nel mondo).



Verrebbe da sintetizzare il tutto dicendo che solo gli estremisti possono essere veri mediatori tra loro; ma questo è solo un giochetto linguistico dovuto all'eccessiva frequentazione del signor Chesterton. Vero è, invece, che la tolleranza di cui si parla oggi ha molto a che fare con la nebbia indistinta in cui, procedendo per sottrazioni politicamente corrette, la geometria di base salta e rimaniamo senza un punto fermo, senza un centro. 



A un uomo come il signor Chesterton, che studiava con il telescopio la storia, anziché col microscopio, capitò di pronunciare, pressoché un secolo fa, quella che potrebbe benissimo essere scambiata per una profezia calibrata al millimetro su questo nostro tempo, ma invece è solo la voce realista di chi intuisce che «noi non comprenderemo il problema del passato finché non comprenderemo che quel problema riguarda anche il presente, e persino il futuro». Era in compagnia delle parole del poeta medievale Chaucer (quello che si potrebbe definire il corrispettivo di Dante nella letteratura inglese) e stava parlando di quell'epoca - attraversata anch'essa come la nostra da serie contraddizioni - in cui giovani ragazzi partivano per le crociate: «Senza considerare l'aspetto religioso, dobbiamo renderci conto che c'è stato un momento, e potrà esserci ancora, in cui l'Europa aveva un centro. E noi tutti dobbiamo aspettarci, nel futuro, molti patetici tentativi di centralizzare l'Europa senza un centro».


martedì 13 marzo 2012

Un aforisma al giorno

"La serietà non è una virtù. Sarebbe un'eresia, ma un'eresia molto più assennata, dire che la serietà è un vizio. È una tendenza o un errore davvero naturale prendersi con gravità, perché è la cosa più facile da fare. È molto più facile scrivere un articolo di fondo sul Times che una bella battuta sul Punch. Perché la solennità sgorga spontaneamente dagli uomini, invece la risata richiede uno sforzo. È facile essere pesanti: difficile essere leggeri. Satana è caduto per la forza di gravità".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Rassegna stampa (nuovi candidati al trofeo "Uomini e tristezza")


   
04 Marzo 2012 - VeronaFedele
Divorzio Breve
SI PARLA DI NOI :: La famiglia sempre più sola 384 KB

13 Marzo 2012 - Giornale di Reggio
Omosessuali
Rissa interna al Pd sulla Bindi omofoba 198 KB

13 Marzo 2012 - Repubblica
Fecondazione Artificiale
Quei bambini nati in provetta grazie alla Corte 492 KB