sabato 14 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Un terribile sospetto che a volte mi ha ossessionato è che Hudge (i conservatori, ndr) e Gudge (i Progressisti, ndr) siano segretamente uniti. Che la lite che tengono in pubblico è una messa in scena, e che il modo in cui perpetuamente giocare nelle mani degli altri non è una coincidenza eterna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Un aforisma al giorno

Un consiglio particolarmente cattivo viene costantemente dato agli scrittori moderni, specialmente ai teologi moderni: che si adattino allo spirito del tempo.  Se c'è una cosa che ha fatto naufragare l'umanità fin dall'inizio è stato lo spirito del tempo, che significa sempre esagerare ancora di più qualcosa che è già grossolanamente esagerato.

Gilbert Keith Chesterton, Lunacy and letters

venerdì 13 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Niente è più materialistico del riservare il nostro orrore soprattutto alle ferite materiali.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

giovedì 12 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Perché la nostra è l'età degli idoli. Ogni volta che la religione è seriamente indebolita non è solo vero che l'idolatria può seguire, è vero che l'idolatria deve seguire. La religione è, in un modo o nell'altro, un amore per il potere universale. Nel momento in cui gli uomini cessano di sentire quell'amore, gettano tutta la gioia e la violenza di esso nell'amare qualcosa che non è universale. Hanno ucciso il Re del Cielo e della Terra, e hanno a che fare con tutto ciò che ha a che fare con la regalità. Così, invece di pensare a tutto ciò che esiste di buono per scopi universali, cominciano a pensare a qualcosa di buono per il loro bene personale, il che è idolatria. 

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 25 maggio 1904.

martedì 10 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Gli uomini non sono poeti perché strappano il velo al sesso. Al contrario, è perché tutti gli uomini sono poeti che tutti appendono un velo sul sesso (…) Il Decoro non è una convenzione eccessivamente civilizzata. Il decoro non è addomesticato; il decoro è selvaggio, selvaggio come il vento di notte (…).

La modestia è troppo feroce ed elementare per essere compresa dai pedanti moderni (…). Ha in sé la gioia della fuga e l'antica timidezza della libertà.

Gilbert Keith Chesterton, William Blake

Un aforisma al giorno (imprescindibile)

... Stevenson aveva scoperto che il segreto della vita risiede nel riso e nell'umiltà.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici

lunedì 9 luglio 2018

Un aforisma al giorno

Non è nulla che un uomo si soffermi sulle tenebre delle cose oscure; tutti gli uomini sani lo fanno. È quando si sofferma sulle tenebre delle cose luminose che abbiamo motivo di temere qualche malattia delle emozioni.

Gilbert Keith Chesterton, Appreciations and Criticisms of the Works of Charles Dickens 

venerdì 6 luglio 2018

Li riconoscerete dai loro frutti (di Fabio Trevisan) - da Riscossa Cristiana

"Ci sono le foglie della cultura sufficienti a riempire una biblioteca; ci sono i fiori della retorica che durano il tempo di una conferenza"

 

 

Foglie della cultura, fiori della retorica ma niente frutti! Così Chesterton dipingeva il manifesto dei futuristi: "Non sarò offensivo affermando che redigono un bel manifesto ma privo di sostanza. Mi esprimerò in modo poetico dicendo che ci sono belle foglie e fiori, ma niente frutti". Il grande scrittore inglese si scagliava in particolare contro Christopher Richard Wynne Nevinson (1889-1946), che era un pittore e incisore inglese che lavorò anche con Modigliani e Severini e che nel 1913 aderì al futurismo. Nevinson aveva spiegato che l'arte pittorica avrebbe dovuto essere indipendente da fatti naturali come la musica: non avrebbe dovuto imitare, ma comunicare. Chesterton imputava a Nevinson la superficialità della sua filosofia artistica: "Nevinson e i futuristi, non avendo mai visto un fatto nella loro vita, si aggrappano a questo e rincorrono l'automobile del progresso…la loro deduzione è la seguente: come la canzone preferita suscita il ricordo di un amico anche se non contiene il suo brontolio, così il suo ritratto evocherebbe meglio le sue fattezze se non contenesse alcuna traccia dei suoi occhi, naso, bocca, capelli". L'affermazione dei futuristi che le emozioni potevano essere trasmesse da aerei, colori arbitrari e astratti, proporzioni matematiche, ecc. era contestata radicalmente da Chesterton, che li invitava da par suo ad osservare con attenzione i fatti: "Il motivo è semplicemente che questi filosofi futuristi, come tanti altri filosofi moderni, non hanno la pazienza di osservare ciò che danno per scontato". Chesterton partiva dall'evidenza del senso comune e considerava il futurismo e quello che apostrofava "Pensiero Moderno" (accentuandone le maiuscole per colpirne l'ideologia sottesa) semplicemente un errore progressista: "Questo è il Pensiero Moderno. E' così sicuro di sapere dove stiamo andando che non sa da dove proveniamo". Egli credeva che il futurismo non avesse affatto a che fare con il futuro perché non apparteneva al passato ed era considerato alla stregua di una bolla scoppiata a causa della sua stessa serie esplosiva di sciocche teorie progressiste: "Mi diverte osservare che gli stessi agnostici che citano ancora la frase di Galileo sulla terra: "Eppur si muove!", sono le stesse persone che parlano come se la verità fosse diversa da epoca a epoca, come se tutto il mondo potesse avere una forma diversa se io e voi avessimo una diversa conformazione mentale". Credo sia necessario constatare la drammatica attualità di quest'ultima riflessione chestertoniana, soprattutto se la confrontiamo con le ideologie moderne e mondane del nostro tempo, dal gender alla dissoluzione dei costumi, dalle mode al soggettivismo. La deriva di questo sistema di pensiero (che si celava anche nel futurismo) stava nei frutti che si potevano "assaporare": negazione dell'oggettività del reale e della legge naturale, sintetizzabile in una frase molto tagliente di Chesterton: "Non hanno alcun fatto obiettivo duraturo al quale riferirsi". In questo movimento futurista e in tutti i manifesti moderni, egli riscontrava una medesima debolezza progressista: la mancanza del compimento finale, paragonabile a quell'atleta (seguendo un esempio di Chesterton) che non riesce a saltare in alto perché non ha preso sufficiente rincorsa. Il futurismo e le sue fantasie astratte andavano contro il senso comune e pertanto non corrispondevano all'intima essenza della realtà. Il quadro futurista, secondo Chesterton, non era un quadro perché non ritraeva alcunché. Non solo, il movimento futurista non permetteva di conoscere ulteriormente il significato dell'arte: "Perché un'arte può fare a meno delle forme e un'altra delle parole e un'altra del movimento…? Tutto questo lo sapremo quando conosceremo il significato dell'arte e non posso certo affermare che i futuristi ci abbiano aiutato a scoprirlo".

giovedì 5 luglio 2018

Un aforisma al giorno

La verità, naturalmente, deve per forza essere più strana della finzione,  perché abbiamo creato la finzione per soddisfarci.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Le pagine del tempo di guerra dell’Illustrated London News in un archivio online

In questa pagina trovate in numeri dell'Illustrated London News, il giornale per cui scrisse il nostro Gilbert dal 1905 fino alla morte, riguardanti il periodo di guerra. Troverete certamente anche i suoi articoli.

http://www.1914.org/projects/browse-the-wartime-pages-of-the-illustrated-london-news-in-a-new-online-archive/