venerdì 18 maggio 2018

II Concorso Chesterton - alcuni lavori

II Concorso Chesterton - esultanza dei vincitori ed il loro elaborato

II Concorso Chesterton - altre immagini

II Concorso Chesterton - Immagini

Oggi c’è stata la premiazione del secondo Concorso Chesterton...

La nostra società ha organizzato, in collaborazione con la Scuola Libera Chesterton di San Benedetto del Tronto, il II Concorso Chesterton dedicato agli alunni delle scuole elementari e medie.

Il tema di quest'anno riguardava l'eroe più famoso del nostro autore, il prete investigatore padre Brown.

È stata una giornata molto bella, al concorso hanno partecipato decine e decine di ragazzi, con una classe venuta addirittura da Verona, la partecipazione di un doposcuola di Ferrara, quattro classi da Martinsicuro ed altri partecipanti provenienti dalla città di San Benedetto del Tronto e dintorni.

Come vedete il numero dei partecipanti sta crescendo come pure l'interesse. Pubblicheremo in un altro post alcune foto della giornata.

I giurati (Annalisa Teggi, Rodolfo Casadei e Fabio Trevisan), oltre a giudicare i lavori pervenuti, tutti bellissimi e frutto di una riflessione elaborata, hanno reso la giornata bella ed indimenticabile con alcune loro brevi e piacevoli riflessioni che hanno coinvolto i bambini e gli adulti presenti.

Ci premeva però farvi leggere la lettera che gli alunni della classe IV della scuola elementare Maria Immacolata, risultata vincitrice del primo premio, hanno voluto scrivere al nostro caro Gilbert. È proprio una cosa bella! L'obiettivo che ci proponevamo era quello di far conoscere meglio il nostro caro amico, di farlo diventare amico di tanti bambini, perché anche loro possano averlo come aiuto, conforto, guida e allegro compagno.

Abbiamo anche lanciato il tema dell'anno prossimo: "Un'avventura sotto casa". Il senso dell'avventura è uno dei motivi principali della scrittura di Chesterton, E vorremmo di nuovo provocare un incontro fruttuoso e piacevole tra il nostro amico di bambini e ragazzi di tante nuove scuole.

La Ballata del cavallo bianco, quando l'epica ci parla del nostro tempo - Fabio Trevisan su Riscossa Cristiana



https://www.riscossacristiana.it/langolo-di-gilbert-k-chesterton-grandezza-e-attualita-di-uno-scrittore-cattolico-rubrica-quindicinale-di-fabio-trevisan-10/

LA BALLATA DEL CAVALLO BIANCO,

QUANDO L'EPICA CI PARLA DEL NOSTRO TEMPO


di Luca Biffi e Chiara Gnocchi

 
 

 

Sabato 19 maggio alle ore 16 presso la "Casa Sacro Cuore" (via Vandelli 46, Colombaro di Formigine, Modena) l'appassionato studioso di Chesterton Fabio Trevisan terrà un incontro dal titolo "La Ballata del Cavallo Bianco: immagini, musiche e brevi letture", incentrato su questo poema epico, scritto da uno dei più importanti autori cristiani del Novecento. Avremo così modo di coglierne non solo il significato profondo, ma anche la bellezza poetica.

Proprio in occasione di questo intervento, abbiamo chiesto a Fabio Trevisan di anticiparci alcuni degli aspetti più interessanti della Ballata, con particolare attenzione circa l'attualità e il contenuto spirituale del poema.

Qual è stato il motivo che l'ha spinto a presentare questa conferenza-spettacolo sulla Ballata del cavallo bianco.

Dopo aver letto e meditato a lungo su questo poema epico che Chesterton pubblicò nel 1911, ho creduto opportuno far sentire e far intravedere la bellezza di questo capolavoro attraverso musiche e immagini che accompagnassero i versi. Il grande scrittore inglese infatti insisteva nel poema ad utilizzare verbi come "scrutare", "guardare", "cantare", "vedere" per farci assaporare la continuità della tradizione. Si parla infatti di ballata laddove cantori, poeti tramandano storie antiche, leggende che altrimenti sarebbero andate perdute.

Qual è il significato del cavallo bianco?

Chesterton si faceva accompagnare dall'autista nel villaggio di Uffington, nel sud dell'Inghilterra, dove dall'età preistorica era apparsa tra l'erba sulle colline di gesso la figura stilizzata di un cavallo bianco lunga più di 100 metri e larga più di 32 metri. Nei pressi di quel cavallo bianco preistorico si era combattuta, nel IX secolo, la battaglia decisiva tra i cristiani capeggiati da Re Alfred (venerato dalla tradizione popolare come Santo) contro i pagani Danesi. A Chesterton non interessava comprendere il vero significato di quel cavallo bianco (tante ipotesi sono state prodotte nei secoli) ma piuttosto desiderava recuperare la purezza, l'integrità di quel disegno.

In che senso?

Il candore del cavallo era metafora dell'anima e le possibili erbacce che avrebbero potuto coprirlo erano i peccati degli uomini, le eresie, le forze del male che avrebbero potuto sfigurarlo. Bisognava quindi, come avevano fatto da tempi remoti, custodire innanzitutto il proprio cuore, sradicando la zizzania, piegandosi e inginocchiandosi con cura per preservare la purezza del disegno, la pulizia del contorno, il lindore dell'anima gradita a Dio.

Un poema cristiano quindi?

Un poema cattolico scritto, pensato e visto da un uomo che ufficialmente aderirà alla Chiesa Cattolica Romana (così amava chiamarla) nel 1922, il che significa che cattolico pienamente lo era già prima. Non a caso due dei suoi saggi più famosi: "Eretici" "Ortodossia" datano rispettivamente 1905 e 1908 e nello stesso anno 1911 iniziava i famosi racconti di Padre Brown.

In poche parole può dirci i contenuti del poema epico?

La ballata del cavallo bianco si apre con un ringraziamento, segno dell'umiltà di Chesterton, verso coloro e soprattutto colei, la moglie Frances, che "ha messo la croce nelle sue mani". Da allora, come scriveva Chesterton, i suoi occhi si aprirono e poté vedere il segno di salvezza, la croce di Cristo. Si tratta quindi, sin dalla dedica iniziale, del manifesto esplicito della sua fede cattolica che si innesta nella tradizione popolare della santità di Re Alfred. C'è l'iniziale desolazione spirituale del Re che, vinto dai pagani, chiede soccorso alla Madonna in preghiera. C'è la visione della Vergine Maria che lo incoraggia, lo sprona. C'è l'adunata di tutte le forze amiche per combattere il male, c'è la battaglia, la vittoria, l'impegno per preservare la purezza dal peccato.

Sembrerebbe quasi un programma di esercizi spirituali…

Una suora dell'ordine di sant'Alfonso Maria de' Liguori, suor Bernadette Sheridan, ha dedicato parte della sua vita a meditare sul poema epico di Chesterton quale salutare esercizio spirituale. Nel poema si colgono le due anime che caratterizzano l'opera di Chesterton: quella poetica-pittorica e quella spirituale-filosofica. Arte, spiritualità, contemplazione permeano il poema e rivelano la profondità concettuale, la bellezza delle immagini suggerite, il fascino delle leggende evocate.

Qualcuno ha parlato della lungimiranza "profetica" di Chesterton, come scaturisce dal finale.

"Profezia" è un termine talmente abusato che non lo utilizzerei. Parlerei piuttosto di saldezza nella fede, nell'ortodossia, nella difesa del dogma e di un corretto concetto di tradizione. Come egli scrisse nella prefazione "la tradizione è come un telescopio che permette di allargare la visione della storia". Re Alfred nel finale ha infatti una "visione" e non una profezia; egli raccolse la cura che sin dai tempi antichi i contadini ebbero per salvaguardare l'integrità di quel cavallo bianco e la fece presente ai suoi tempi, il IX secolo, affinché quel cavallo non sbiadisse per l'incuria e i peccati dell'uomo.

Si può parlare di un'attualità di questo poema?

Quello che è stupefacente e sconvolgente è la freschezza, a distanza di più di un secolo, di questo componimento epico. Chesterton sembra, nel proiettare la tradizione che dal cavallo bianco passa attraverso gli occhi di Re Alfred, che ci inviti a scrutare dagli occhi di Alfred, come scrive sin dalla dedica iniziale. Questo significa che le tristi condizioni di Alfred possono essere assimilate alle nostre condizioni attuali. Infatti la desolazione del Re nel vedere la sua terra e l'amabile croce di Cristo calpestate e oltraggiate dai pagani, i cattolici dispersi e confusi, remissivi e incapaci di vedere; l'incapacità di riconoscere i propri peccati e di lottare per la salvezza dell'anima portano il Re cattolico a ritirarsi presso l'isola di Athelney a pregare, a chiedere luce, grazia e conforto spirituale.

Ed è qui che avvenne la visione della Vergine Santissima?

Proprio così! Questa grande visione supporta infatti la visione finale e costituisce l'esplicito mandato a lottare nella fede e a riunire nella lotta tutti i cattolici ormai senza speranza e questo a partire dalla costatazione umile della propria inadeguatezza. La Madonna infatti riporta alla realtà delle condizioni: "Voi siete ignoranti e coraggiosi". Questo appello richiama in parte all'inconsapevolezza dei destini ma stimola alla battaglia che, prima di tutto, è un combattimento spirituale.

Può dire qualcosa riguardo le musiche che si ascolteranno?

Sappiamo che la tradizione ci ha consegnato Re Alfred che, durante il ritiro sull'isola e prima dell'adunata dei capi dei combattenti cristiani, suonava un'arpa che portava sulle spalle. Questo strumento musicale può essere assimilabile anche nelle dimensioni all'arpa celtica. Pertanto il sottofondo musicale doveva essere un'arpa celtica. Non solo, ad avvalorare questo accostamento c'è la chiamata di Colan il Celto, uno dei capi cristiani più coraggiosi a soccorrere il Re. Ho inserito pure una musica che richiamasse un altro grande scrittore inglese, Tolkien, che esplicitamente con l'amico Clive Staple Lewis riconobbe l'influsso positivo (lo si può leggere nel meraviglioso saggio "Sulle fiabe") che esercitò Chesterton nei suoi confronti.

Un invito quindi a venire, ascoltare e vedere…

Ho voluto parlare di Chesterton attraverso questo poema per invitare a guardare, com'egli fece, la visione del Re che vide la Madonna. Non è un gioco di parole, è la sostanza spirituale della lotta di un cristiano che ho cercato di condensare in un'oretta di immagini, musiche, brevi letture.

Arrivederci allora il 19 maggio…

A Dio piacendo!

giovedì 17 maggio 2018

#ChestFest – Chesterton Festival in Kroatien - Echi tedeschi...

#ChestFest – Chesterton Festival in Kroatien

#ChestFest – Chesterton Festival in Kroatien

Themen jenseits der Pater Brown Geschichten. Hochkarätige Vortragende aus aller Welt diskutieren den herausragenden englischen Denker und Journalisten.

Zagreb (kath.net), Am Wochenende von 11. bis 13. Mai lädt der Kroatische Chesterton Club zu einem internationalen Symposium über Gilbert Keith Chesterton ein. Während Chesterton durch seine Detektivgeschichten rund um Pater Brown auch im Deutschen Sprachraum bekannt wurde, hat er seinen brillianten Wortwitz, seinen scharfen Verstand und seine spitze Feder wiederholt in den Dienst der Kirche und des Glaubens gestellt. C.S. Lewis schrieb beispielsweise, Chestertons „The Everlasting Man" habe ihn zum Christentum bekehrt und Erzbischof Fulton Sheen nannte ihn einen bedeutsamen Einfluss auf sein Leben. Papst Pius XI ernannte Chesterton posthum zu einem „defensor fidei" – einem Verteidiger des Glaubens. „Heretics" und „Orthodoxy" sind nur zwei seiner bekanntesten Werke die seine klare Sicht auf die Entwicklungen seiner Zeit und die Antwort des Glaubens formulieren.

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Als Referenten treten unter anderem Dale Ahlquist, der Präsident der American Chesterton Society, Marco Sermarini, der Präsident der italienischen Chesterton Society sowie Martine Thompson, Vorsitzender der English Chesterton Society sowie der Russische Dichter und Übersetzer Aleksandr Pravikov auf. Die Vorträge werden in englischer Sprache gehalten.

Kontakt / Organisation: nbolsec@yahoo.com







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Echi dalla stampa croata su Chestfest...

HARRIS 'Chesterton je predvidio da će kršćanstvo biti zadnji zaštitnik razuma protiv poganskog relativizma'

HARRIS 'Chesterton je predvidio da će kršćanstvo biti zadnji zaštitnik razuma protiv poganskog relativizma'

Na Filozofskom fakultetu družbe Isusove na zagrebačkom Jordanovcu održan je drugi i središnji dan prvog ChestFesta, festivala posvećenog životu i djelu velikog engleskog književnika i mislioca Gilberta Keitha Chestertona.

Chesterton (1874.-1936.) je jedna od najvećih književnih pojava u kulturnom životu Velike Britanije u prvoj polovici 20. stoljeća. Pored glasovitih krimića u kojima najneobičnije zločine umješno rješava skromni svećenik otac Brown a kojima je stekao vrlo široku popularnost, Chesterton je najznačajniji kao branitelj kršćanske vjere, te se i sam 1922. godine preobratio na katoličanstvo.

Njegov opus je ogroman, čini ga nekoliko desetaka knjiga, bilo da je riječ o visoko inovativnim biografijama svetaca (sv. Toma Akvinski i sv. Franjo Asiški), maštovitim romanima (Čovjek koji je bio Četvrtak, Napoleon iz Notting Hilla i dr.), filozofično-teološkim knjigama (među kojima su na hrvatski prevedene, primjerice, Vječni čovjek Pravovjerje), nizu pjesama ili stotinama novinskih članaka i eseja.

Chestertonov stil obilježava nesvakidašnja dovitljivost u spoju s rijetko viđenom vedrinom duha, koja se nerijetko očituje u njegovim slavnim paradoksima, putem kojih je kratko, sažeto, upečatljivo i dinamično izricao nebrojene istine kršćanske vjere.

Požar pravovjerja

Uvodnu riječ na skupu na Jordanovcu održao je Ivan Koprek, dekan Fakulteta filozofije i religijskih znanosti. Podsjetivši na Chestertonov navod kako se prema Katoličkoj crkvi ne može biti ravnodušan, već čovjek - čim joj se prestane svjesno opirati - automatski biva privučen, Koprek je istaknuo kako je Chesterton dobro polazište za dijalog znanosti i vjere, ali i više različitih znanosti i više različitih vjera.

Predsjednik Hrvatskog čestertonijanskog kluba Nikola Bolšec dodao je kako  Chesterton simbolizira "revoluciju pravovjerja", koja je od znanih nam povijesnih revolucija drukčija zato što je u ovome slučaju riječ o "revoluciji duha" o kojoj je govorio i papa Franjo. Za par tjedana vjerojatno će započeti i proces za proglašenje Chestertona blaženim, najavio je Bolšec, podsjetivši kako su ga spominjali i na nj se referirali i mnogi prethodni pape, od Benedikta XVI. i Ivana Pavla II., pa sve do Pija XI., koji ga je posmrtno proglasio "braniteljem vjere".

Najentuzijastičniji pronositelj Chestertonove riječi u Hrvata i osnivač Hrvatskog čestertonijanskog kluba Ivo Džeba u svojem je govoru istaknuo kako ne bi inicirao čestertonovski pokret u Lijepoj našoj da nije mislio kako se i kod nas može proširiti "požar pravovjerja". Na Chestertona je, kaže, naletio posve slučajno ili providonosno.

"Chesterton je zaslužan za 3/4 moje dioptrije", dodao je, referirajući se na činjenicu da je prije desetak godina u Hrvatskoj bio preveden mali broj Chestertonovih djela, pa je njegov bogat opus morao iščitavati kroz loše pdf-ove na internetskim prostranstvima. Zahvaljujući novim medijima, blogu i Facebooku, Džeba je postupno popularizirao Chestertona, što je rezultiralo i s nekoliko novih prijevoda, od Pravovjerja u izdanju Verbuma, pa do knjige Katolička Crkva i obraćenje, predstavljene upravo na subotnjem ChestFestu.

Chesterton i hrvatski duh

Glasovit britanski povjesničar s hrvatskom adresom Robin Harris, široj publici vjerojatno najpoznatiji po proučavanju lika i djela bl. Alojzija Stepinca, održao je predavanje naslovljeno "Chesterton i hrvatski duh".

"Da je Chesterton zašao u Hrvatsku, nedvojbeno bi je zavolio", rekao je Harris, prebacujući se s engleskog na hrvatski i natrag. "Katoličanstvo mu je mnogo značilo, baš kao i Hrvatima, a bio je sklon i zadovoljstvima koje bi mu mogle pružiti aromatične dubine Dolca, sa špekom, kulenom i kobasicama, pa i mladim sirom i kajmakom te čvarcima", dodao je, nasmijavši publiku.

Zastranjenja se mijenjaju, ali Crkva ostaje istom, istaknuo je Harris. "Prije stotinu godina Crkva nije morala braniti naravni zakon spolnog identiteta, jer čak niti njezini neprijatelji nisu bili toliko mahniti da spol i rod proglašuju društvenim konstruktom", dodao je. "U 19. stoljeću, Crkva se protivila pobačaju i eutanaziji, ali to i nije bilo kontroverzno, budući da su im se tada protivili više-manje svi".

"U Hrvatskoj smo sada na rubu novog sukoba države i Crkve, oko pobačaja", rekao je Harris, naglasivši kako je upravo Chesterton prepoznao da Katolička crkva zapravo brani razum od proturazumske, poganske svijesti. "Kršćanstvo će ostati jedinom racionalističkom religijom; ostale religije neće biti racionalističke, već relativističke, prikazujući i sam razum relativnim", pisao je Chesterton.

Novo mračno doba

I dok je osnivač zajednice i škole utemeljenih na Chestertonovim načelima Marco Sermarini govorio o svojim iskustvima pronalaženja istomišljenika, kako u svojoj domovini Italiji, tako i na drugim krajevima svijeta, predsjednik Američkoga čestertonijanskog društva Dale Ahlquist upozorio je na ona Chestertonova predviđanja o kretanjima zapadnih društava koja se danas ostvaruju.

"Učimo kako činiti mnoge pametne stvari... Idući veliki zadatak će biti naučiti da ih ne činimo", podsjetio je Ahlquist na Chestertonove riječi koje mogu poslužiti i kao svojevrsni amblem našemu vremenu, u kojemu - kako je pisao Benedikt XVI. - postoji dubinska razlika između onoga što nam je znanost omogućila činiti i onoga što je moralno učiniti.

Chesterton je Crkvu vidio kao svijetli most koji spaja stari Rim sa suvremenom europskom civilizacijom, a ne kao središnju točku tobožnjeg srednjevjekovnoga mraka. No dolazi "novo mračno doba", rekao je Ahlquist, čiji barbari, kao i oni koji su srušili Rimsko Carstvo, ne teže za istinom, već isključivo za zadovoljstvom.

Kao što je govorio Chesterton, ono što je za našu kulturu nekada bila Crkva, kao zaštitnica razuma, kulture i znanosti, ubrzo će postati - obitelj.

Misa za proglašenje Chestertona blaženim

Na drugom danu ChestFesta okupio se velik broj ljudi, no ono što je posebno zanimljivo jest da je velika većina posjetitelja festivala bila izrazito mlada, uglavnom ispod 30 godina. U opuštenoj atmosferi i duhu čestertonovske spontanosti, ustanovio sam da je velik dio okupljenih doista podrobno upoznat s Chestertonovom mišlju i djelovanjem.

Festival se nastavlja i u nedjelju, svečanom svetom misom za proglašenje Chestertona blaženim, koja će se u 11 sati održati u Bazilici Srca Isusova u Palmotićevoj ulici 33. Organizatori najavljuju da će se potkraj mise objaviti i - malo iznenađenje.



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lunedì 14 maggio 2018

A proposito di discussioni...

Chesterton disegnatore bravissimo, simpatico ed autoironico che fa dell’ironia su Shakespeare...





Natural annoyance of William Shakespeare on being asked (while engaged on Macbeth) for the exact line of one of his Sonnets by a journalist from Beaconsfield.

Naturale fastidio di William Shakespeare per essergli stata chiesta (mentre è impegnato con Macbeth) l'esatta riga di uno dei suoi Sonetti da un giornalista di Beaconsfield.

Chesterton in altre parole - Gilbertino buon bambino


Sulla strada da e per la scuola, incrociavamo un negozio di giocattoli molto attraente lungo Hammersmith Road, ma avevo proprio pochi soldi. Chesterton una volta mi disse: "Ho dieci scellini a casa, te li darò- io non li voglio". Naturalmente i miei non mi avrebbero mai permesso di accettare.

Stafford Aston, amico e compagno di scuola elementare di Chesterton. I due bimbi avevano circa sette anni. Citato in Maisie Ward, Return to Chesterton

Un aforisma al giorno (e pace a quelli che dicono che non si può e non si deve discutere)

I credi debbono non essere d'accordo: è tutto lì il divertimento della cosa. Se io penso che l'universo sia triangolare e tu pensi che sia quadrato, non ci può essere spazio per entrambi i due universi. Possiamo discutere educatamente, possiamo discutere umanamente, possiamo discutere con grande mutuo beneficio: ma, ovviamente, dobbiamo discutere.

Gilbert Keith Chesterton, The History of Religions, Illustrated London News, 10 Ottobre 1908

domenica 13 maggio 2018

Un aforisma in lingua originale al giorno



Orthodoxy

Gilbert Keith Chesterton

CHAPTER V.—The Flag of the World

The world is not a lodging-house at Brighton, which we are to leave because it is miserable. It is the fortress of our family, with the flag flying on the turret, and the more miserable it is the less we should leave it. The point is not that this world is too sad to love or too glad not to love; the point is that when you do love a thing, its gladness is a reason for loving it, and its sadness a reason for loving it more.


Un aforisma in lingua originale al giorno



Orthodoxy

Gilbert Keith Chesterton

CHAPTER V.—The Flag of the World
  

Whatever the reason, it seemed and still seems to me that our attitude towards life can be better expressed in terms of a kind of military loyalty than in terms of criticism and approval. My acceptance of the universe is not optimism, it is more like patriotism. It is a matter of primary loyalty.



giovedì 10 maggio 2018

Il Cavallo Bianco a...

A Zagabria da domani e fino a domenica Chestfest, il Festival Chestertoniano!





Da domani a Zagabria verrà celebrata la grande festa Chestertoniana denominata ChestFest.

La organizzano dei bravissimi ragazzi croati che hanno fondato il Club Chesterton, la Società Chestertoniana Croata. Ci sarà il nostro presidente a fare compagnia a Dale Ahlquist (eccolo, lo vedete? Come sempre… aspetta l'arrivo del suo gemello italiano…), Martine Thompson della Chesterton Society inglese, William Griffiths da Londra (è uno degli amici che si occupa della Chesterton Library, lo hanno appena incontrato i ragazzi della Scuola Chesterton!) e ospiti anche dalla Russia.

Sarà una bella occasione, nasceranno tante nuove belle cose, ne siamo certi. Di sicuro i vincoli tra Chestertoniani del mondo fioriranno sempre più.

Vi racconteremo.



Un aforisma al giorno

Il primo effetto del non credere in Dio è che perdi il tuo senso comune.

Gilbert Keith Chesterton, I Racconti di Padre Brown, L'oracolo del cane