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mercoledì 11 novembre 2009

Chesterton teologo


New light on writer who converted CS Lewis | Aidan Nichols,GK Chesterton'
Quello che vedete qui a fianco è un nuovo volume che affronta il pensiero e l'opera di Chesterton dal punto di vista teologico.
Il domenicano Aidan Nichols mostra che dietro il paradosso chestertoniano e la pirotecnicità delle parole e delle immagini troviamo in realtà una salda formazione teologica.

Una parte del libro è dedicata alla vita e ai tempi di Chesterton. La seconda affronta cinque temi di natura teologica: gli argomenti chestertoniani sull'esistenza di Dio, la sua antropologia teologica, la sua cristologia, la sua morale e la sua ecclesiologia o in senso più ampio il senso della Chiesa Cattolica e della fede.

Una teologia attraverso gli scritti di Chesterton, possiamo definire questo volume. Padre Aidan Nichols è un domenicano di Cambridge, e lettore nella università della famosa città inglese, uno dei più prolifici scrittori di teologia di lingua inglesi.

Il volume è in lingua inglese, of course...

Oscar Wilde, il desiderio di Dio dentro una vita disordinata


Paolo Gulisano (Foto by FABRIZIO RADAELLI)

Monza - Uno scrittore irlandese, da molti considerato “maledetto” e dalla vita molto complessa, è stato al centro della prima serata degli incontri culturali promossi dall’Azione Cattolica in San Carlo per l’anno sociale 2009/2010. Quella di porre al centro del primo incontro annuale uno scrittore sta divenendo tradizione a san Carlo, come ha ricordato Manuel Vigano, presidente dell’Azione Cattolica, introducendo l’incontro. «Lo scorso anno iniziammo con Guareschi, non solo incontro, ma anche mostra aperta al pubblico per due settimane. E l’anno precedente un altro scrittore di lingua inglese Gilbert Chesterton» ha ricordato prima di lasciare la parola a Paolo Gulisano relatore della serata.

Gulisano, medico di professione, ha fatto dello studio della letteratura inglese degli ultimi due secoli la sua vocazione. Soprattutto gli scrittori cattolici e i convertiti dall’anglicanesimo. Tolkien, Lewis, Belloc, Chesterton sono stati oggetto di studi e di saggi. L’ultima sua opera riguarda appunto Oscar Wilde (“Il ritratto di Oscar Wilde” editore Ancora, pagine 208, euro 14,00) autore con una avventura umana un poco diversa dagli altri citati. «Comunemente si pensa che Wilde sia inglese- esordisce- mentre è irlandese. Irlandese di famiglia protestante. Amava l’Irlanda, ma era attratto dall’Inghilterra». Ma perché interessarsi di Wilde - si è subito chiesto - «Wilde peccatore, personaggio controverso e scandaloso del quale vennero bruciate, dopo la condanna penale, le opere in Inghilterra?». Ma dello scrittore, celebre per i suoi aforismi ma autore anche di favole per bambini, sono sempre state date immagini parziali, quasi di comodo, utilitaristiche.

Una è quella di icona gay e martire omosessuale. Ma Wilde è stato sposato con Clarence Lloyd e padre di due figli. «Ma l’aspetto che fa scandalo è che nelle sue opere parla dell’abisso del male che c’è in ciascuno di noi e che si riflette nella società». Il relatore si è soffermato sull’opera più famosa “Il ritratto di Dorian Gray”, la cui versione cinematografica è attesa fra poco, considerato il manifesto dell’estetismo. Ma dietro la ricerca quasi esasperata del bello si nascondeva un desiderio più ampio. Ed emerge un aspetto sottaciuto di Wilde. La sua tensione religiosa. Attratto dal pensiero di Newmann. La religiosità è presente nelle sue opere, pur nel disordine morale della sua esistenza. Disordine che non lo abbandonerà fino alla rovina. Ma anche la conversione al cattolicesimo negli ultimi giorni di vita. Una conversione desiderata e mai precedentemente condotta a compimento. Auguratagli da Pio IX che lo scrittore incontrò a Roma: «la sua vita sia un lungo cammino per incontrare Cristo» fu il commiato del Papa.
gigi brioschi

martedì 10 novembre 2009

Lo sapevate?

When the Nazi party began removing crucifixes from Bavarian schools beginning in 1937, there was a strong reaction by Catholic Bavarians. It culminated in the summer of 1941 with large protests. In one particular town, a crowd of more than 500 confronted the mayor after Mass, obtained the keys to the school, and restored the crucifixes to their place of prominence. Professor Ian Kershaw says in his bookPopular Opinion and Political Dissent in the Third Reich: Bavaria 1933-1945 that the extent of civil disobedience during this time was greater than at any previous time during the Third Reich in Bavaria.



Inviato da iPhone

Card. Caffarra: "Togliete anche il crocifisso, e l'uomo disprezzerà se stesso" e cita Chesterton


«Togliete pure il crocifisso dai muri, togliete anche questo ricordo e l’uomo non potrà che avere un profondo disprezzo di se stesso. Non lasciamoci ingannare dalla retorica della giustizia, dei diritti, e da simili cose. Sono orpelli». Lo sottolinea «con molta tristezza» il card. Carlo Caffarra in un editoriale che compare su Bologna Sette, supplemento domenicale al quotidiano cattolico Avvenire, curato dall’Arcidiocesi.

«Non è la prima volta – aggiunge Caffarra – che la Chiesa deve affrontare momenti difficili, anche se credo che in una situazione di tale radicato vuoto non si sia mai trovata». Ma la Chiesa «non ha paura di sfidare questo mondo, perchè possiede l’unico messaggio che può convincere l’uomo che la sua vita e la sua morte non sono un nulla. Perchè la Chiesa sa che Dio ha tanto amato l’uomo da morire sulla croce».

«Togliete la possibilità all’uomo di stupirsi di frontea lla sua dignità che ha il fondamento su quell'amore che spinge un Dio fin sulla croce, e a quel punto – afferma l’arcivescovo, citando il poemetto di Chesterton 'La ballata del cavallo bianco' – succederà che 'dall’onta scesa su Dio e sull'uomo, dalla morte e dalla vita rese un nulla riconoscerete gli antichi barbari. Saprete che i barbari sono tornatì».

lunedì 9 novembre 2009

Papa: un “Ordinariato” per fedeli e preti anglicani, anche sposati, che diventano cattolici

Pubblicata oggi la costituzione apostolica di Benedetto XVI Anglicanorum coetibus, che consentirà la piena comunione e la conservazione di riti e tradizioni dell’anglicanesimo. Il documento, sottolinea padre Lombardi "non è minimamente in contraddizione con l'impegno ecumenico della Chiesa Cattolica”.


Città del Vaticano (AsiaNews) – Conserveranno riti e tradizioni e, a certe condizioni, i loro pastori, anche se sposati, i fedeli, individui e comunità, anglicani che decideranno di entrare nella “piena comunione cattolica”. Lo prevede la Costituzione Apostolica di Benedetto XVI Anglicanorum coetibus pubblicata oggi, la quale istituisce una nuova struttura canonica che provvede ad una tale riunione, gli Ordinariati Personali, con a capo un Ordinario.

Questi non rapresentano una nuova figura nell’ordinamento canonico, ma diffusa dal Vaticano – “applica la figura dell’Ordinariato Personale, già prevista per la cura pastorale dei militari”, con alcune differenze dovute alla diversità delle situazioni. Comunque “ci muoviamo nell’ambito di figure che sono dalla Chiesa create per far fronte a varie situazioni particolari che eccedono dall’ordinarietà della vita e delle necessità dei fedeli”.

Gli Ordinariati, dunque, sono, spiega padre Ghirlanda, “circoscrizioni personali, in quanto la giurisdizione dell'Ordinario, e di conseguenza dei parroci, non è circoscritta da un territorio all'interno di una Conferenza Episcopale, come una Chiesa particolare territoriale, ma è esercitata ‘su tutti coloro che appartengono all'Ordinariato’”. “Come gli Ordinariati Militari non sono previsti espressamente nel Codice di Diritto Canonico così non lo sono gli Ordinariati Personali per gli Anglicani che entrano nella piena comunione con la Chiesa Cattolica. Tuttavia, come gli Ordinariati Militari nella Costituzione Apostolica Spirituali militum curae sono considerati peculiari circoscrizioni ecclesiastiche e vengono giuridicamente assimilati alle diocesi, così anche gli Ordinariati Personali per i fedeli provenienti dall'Anglicanesimo nella Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus sono giuridicamente assimilati alle diocesi". Con le quale è prevista la possibilià di collaborazione.

Quanto alla questione dei pastori e vescovi anglicani sposati il documento afferma che, “se non impediti da irregolarità e altri impedimenti, possono essere accettati dall'Ordinario come candidati ai Sacri Ordini nella Chiesa Cattolica". "Un Vescovo già anglicano e coniugato – precisa l’undicesima norma complementare - è eleggibile per essere nominato Ordinario. In tal caso è ordinato presbitero nella Chiesa Cattolica ed esercita nell'Ordinariato il ministero pastorale e sacramentale con piena autorità giurisdizionale". Le norme complementari precisano che "l'Ordinario può accettare come seminaristi solo i fedeli che fanno parte di una parrocchia personale dell'Ordinariato o coloro che provengono dall'Anglicanesimo e hanno ristabilito la piena comunione con la Chiesa Cattolica".

La Costituzione apostolica, peraltro, ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi "non è minimamente in contraddizione con l'impegno ecumenico della Chiesa Cattolica, che continua esattamente come prima”. Padre Lombardi ha anche rilevato che nel documento c’è "uno sforzo di composizione degli elementi caratteristici dell'Anglicanesimo con una piena integrazione nella Chiesa Cattolica". Il provvedimento, ha aggiunto, "non da’ vita a un nuovo rito nella Chiesa cattolica, come lo sono quello greco-cattolico e maronita, ma a una 'variazione' del rito latino, come è ad esempio il rito ambrosiano, che non è una Chiesa distinta". Infatti "l'Ordinariato personale è inserito nella Conferenza episcopale, anche se ha libri liturgici propri, un Consiglio di governo e norme sue sul celibato".

Dal Prof. Carlo Bellieni

Current BiologyNewborns' Cry Melody Is Shaped by Quand ils crient, les bébés français ont la voix qui monte, tandis que les bébés allemands vont de l'aigu vers le grave, selon une étude publiée par une équipe franco-allemande.Their Native Language

Lo studio in questione mostra che appena nati i bambini piangono in modo diverso a seconda della nazionalità e dunque della lingua parlata dalla madre. Perché? Perché l'hanno imparato prima di nascere. Stupefacente? Certo, ma esistono altri studi che spiegano questo effetto dell'apprendimento pre-natale. E poi ci dicono che non sono persone...

Prevenire la derisione della disabilità non è di moda?

di Carlo Bellieni*

ROMA, lunedì, 9 novembre 2009 (ZENIT.org).- La promozione dei diritti dei disabili ha fatto un passo indietro nel decennio scorso mentre le scuole si concentravano sul razzismo e sull’omofobia”, riferisce l’articolo pubblicato il 6 novembre sul quotidiano britannico l'Independent dal titolo "Attenti al linguaggio: le parole possono provocare un danno terribile".

Già: dei disabili si parla sempre di meno e certamente i modo insufficiente. Ora vediamo che se ne parla anche in maniera scorretta e offensiva. Si parla di (leggi tutto...)

Ferie sospese ai medici Così gli ospedali affrontano l’emergenza

Gli ospedali sono affollati: ovvia conseguenza e anche comprensibile, se ti dicono che è arrivata la nuova peste. E l'ansia è diffusa, è contagiosa e anche medici e giornalisti ci mettono il loro carico, in un mondo in cui abbiamo tutti paura di tutto, con messaggi ambivalenti, titoli di prima pagina con bollettini dei morti, rassicurazioni e contemporaneamente allarmi. Insomma, non dipende certo tutto dalla paura endemica nella popolazione, ma è anche vero che nella società del "tutto-sotto-controllo" non sopportiamo neanche un minimo di febbre. Certo, attenti se abbiamo dei fattori di rischio, o se possiamo contagiare qualcuno che li ha. Ma davvero non sappiamo nemmeno gestire in proprio un'influenza? Insomma, c'è qualcosa di endemico: la nostra paura, in un mondo che ha smarrito il contatto con la realtà.

domenica 8 novembre 2009

Uccidiamo un gemello su tre per tutelare la "depressione" delle mamme.

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=47594

Il titolo dice bene il contenuto dell'articolo qui sopra, che si apre
con una citazione di Eugenetica di Chesterton...

Ortodossia all'asta...

Angelo Bottone, miniera inesauribile, ci segnala...

"Una curiosità. Nei giorni scorsi su Ebay è stata messa all’asta una copia della prima edizione di Ortodossia in inglese.
Alla fine è stata pagata 325 euro!

http://cgi.ebay.com/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=200398780756&ssPageName=STRK:MEWAX:VRI#ht_500wt_975".

Antonio Gramsci stupisce.


Cari Amici,

giorni fa vi abbiamo messo alla prova con un brano di Antonio Gramsci più... papalino del Papa, a momenti.

Qui trovate una delle sue lettere dal carcere in cui si parla di Chesterton e di Padre Brown, di cui dà un giudizio interessante (i Racconti vengono definiti un'apologia della Chiesa Cattolica contro la Chiesa Anglicana, Padre Brown il prete cattolico che tratta come un ragazzetto Sherlock Holmes, il prototipo del detective protestante...)

Tanto per continuare a stupirvi.

La prova della nostra scoperta della "chestertonianità" di Papa Montini...

















In questo post e in quest'altro trovate la recensione di Ortodossia e quella del San Francesco a firma di Giovanni Battista Montini.

Li evidenziamo nuovamente perché oggi Papa Benedetto XVI è a Brescia tra l'altro anche per il bresciano Papa Paolo VI, cioè Giovanni Battista Montini, all'epoca assistente nazionale della FUCI.

Gli scritti sono tratti rispettivamente dalle riviste Il Frontespizio e Studium e li dobbiamo alla pazienza e all'amore per le cose belle di Angelo Bottone che li riesumò... Gliene siamo ancora grati.

Kryziu Kalnas, la Collina delle Croci (Lituania)










Giorni fa abbiamo messo sul blog una foto di Kryziu Kalnas, la Collina delle Croci. E' un luogo suggestivo e quanto mai attuale oggi, che la Croce di Gesù Cristo torna ancora una volta ad essere scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani.
Qualche foto e questo articolo possono aiutarci a comprendere la sua storia e la nostra attualità. Qui sotto due testimonianze su questo luogo:


Giovanni Paolo II - 7 settembre 1993 - la collina delle Croci - Lituania.
" …Veniamo qui - sul Monte delle Croci - per ricordare tutti i figli e le figlie della vostra terra, anch'essi sottoposti a condanne, anch'essi mandati in prigione, nei campi di concentramento, deportati in Siberia oppure a Koluma e condannati a morte.
....Si condannavano degli innocenti. Nella vostra Patria allora infuriava un terribile sistema improntato a violenza totalitaria. Un sistema che calpestava ed umiliava l'uomo…
...I figli e le figlie della vostra terra portavano su questo Monte croci che erano simili a quella del Golgota su cui morì il Redentore. Proclamavano in tal modo la certezza della loro fede che cioè quanti tra i loro fratelli e sorelle erano morti - o piuttosto: erano stati uccisi in modi diversi - 'avevano la vita eterna'…".

Juozas Sileikis - Collina delle croci - Siauliai - Lituania
"Vedete tutte queste Croci, nel 1974 furono tutte distrutte, ma poi la gente tornò qui e poco a poco le rimise tutte. Alcuni passavano con le croci per i campi, altri raggiungevano la collina per la strada.
C’era sempre la milizia e chi aveva paura veniva di notte, ma comunque la Croce in processione si poteva portare fino a qui solo la notte, c’era troppa paura".

Papa Montini chestertoniano, si sapeva, ma giova ripeterlo...

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/183170/

Papa Paolo VI aveva Chesterton in biblioteca.

Leggete qui sopra.

Ma noi lo sapevamo...

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sabato 7 novembre 2009

Un aforisma al giorno - 144

“Siamo tutti d'accordo che c'è un collasso dell'intelletto, altrettanto certo quanto il crollo di un edificio. Gli uomini negano l'inferno, ma, non ancora, Hanwell*”.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

*Hanwell è la zona in cui sorge il manicomio di Londra

Un aforisma al giorno - 143

“Alla scienza rimangono da spiegare due grandi transizioni: l'origine dell'universo e l'origine della vita. Molti filosofi vi aggiungono un terzo mistero - l'origine dell'uomo. In altre parole un terzo ponte fu costruito attraverso un terzo abisso dell'incomprensibile quando comparve nel mondo quello che noi chiamiamo ragione o volontà. L'uomo non è soltanto una evoluzione ma una rivoluzione”.

(Gilbert Keith Chesterton, L’uomo eterno)

Salvate i cristiani e il Pakistan dalla legge sulla blasfemia


Martedì 10 novembre alle 11.30 presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, in piazza Pio XII, si terrà una conferenza stampa sulla blasfemia e l’islamizzazione in Pakistan.

Alla conferenza stampa parteciperanno:



- P. Emmanuel Y. Mani, direttore nazionale di Giustizia e Pace in Pakistan;

- Mr Peter Jacob, segretario nazionale di Giustizia e Pace in Pakistan;

- Ms Kiran Afzaal, collaboratrice di Giustizia e Pace;

- P. Bernardo Cervellera direttore di AsiaNews.



L’incontro è parte della campagna lanciata da AsiaNews contro la famigerata legge che in poche settimane ha fatto decine di morti, uccisi in prigione o bruciati vivi per vendetta.

Fabio Trevisan - Togliete il Crocifisso, togliete la ragione!


La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro La sfera e la croce, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.

Tutti gli strumenti del professor Lucifero parevano gli antichi strumenti dell’uomo resi irriconoscibili da un’improvvisa pazzia, quasi senza più traccia della loro origine… del suo aereo tutto insomma egli aveva inventato, tranne, forse, se stesso. In realtà egli era nato troppo tardi per potersi inaugurare; ma era tuttavia convinto d’essersi almeno notevolmente perfezionato… Come ti stavo dicendo – parlò il monaco – un uomo aveva adottato l’opinione che il segno del cristianesimo fosse un simbolo di barbarie e di irragionevolezza. E’ una storia assai interessante. Ed è una perfetta allegoria di ciò che accade ai razionalisti come te, Lucifero. Egli cominciò, naturalmente, col bandire il crocifisso da casa sua, dal collo della sua donna, perfino dai quadri. Diceva, come tu dici, che era una forma arbitraria e fantastica, una mostruosità; e che la si amava soltanto perché era paradossale. Poi diventò ancora più furioso, ancora più eccentrico; e avrebbe voluto abbattere le croci che si innalzavano lungo le strade del suo paese, che era un paese cattolico romano. Finalmente, s’arrampicò sopra il campanile di una chiesa, ne strappò la croce e l’agitò nell’aria, in un tragico soliloquio sotto le stelle. Una sera d’estate, mentre ritornava lungo un viale, a casa sua, il demone della sua follia lo ghermì di botto gettandolo in quel delirio che trasfigura il mondo agli occhi dell’insensato. S’era fermato un momento, fumando la sua pipa di fronte a una lunghissima palizzata: e fu allora che i suoi occhi si spalancarono improvvisamente. Non brillava una luce, non si muoveva una foglia; ma egli credette di vedere, come in un fulmineo cambiamento di scena, la lunga palizzata tramutata in un esercito di croci legate l’una all’altra, su per la collina, giù per la valle. Allora, facendo volteggiare nell’aria il suo pesante bastone, egli mosse contro la palizzata come contro una schiera di nemici. E, per quanto era lunga la strada, spezzò, strappò, sradicò tutte quelle croci che trovava sul suo cammino. Egli odiava la croce: ed ogni palo era per lui una croce. Quando arrivò a casa, era pazzo da legare”.

Gli illustri professori della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sono anche loro nati troppo tardi per potersi inaugurare e, sono convinto, pensano anche loro di essersi tuttavia notevolmente perfezionati. Meditiamo su quest’allegoria di Chesterton di cento anni fa.

Fabio Trevisan

venerdì 6 novembre 2009

Il New York Times intervista Chesterton...

> http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?_r=1&res=9A06E3DA123BE633A2575BC1A96E9C946396D6CF
>
> Qui sopra trovate il collegamento al numero del 18 Agosto 1912 del
> New York Times contenente un'intervista a Chesterton, dalla sua
> "Overroads", la casa di Beaconsfield.
>
> Era popolarissimo già allora.

Dal prof. Carlo Bellieni

Ian Birrell: Mind your language: words can cause terrible damage

"La promozione dei diritti dei disabili ha fatto un passo indietro nel decenio scorso mentre le scuole si concentravano sul razzismo e sull'omofobia", riferisce l'articolo. Noi crediamo che ogni discriminazione debba essere stigmatizzata e combattua, e che non si debba andare "per moda". E giustamente l'articolo sotolinea che si debba bandire il termine "ritardo mentale" dal linguaggio comune, talvolta usato come dispregiativo, mentre -aggiungiamo- è molto più corretto parlare di "malattia dell'apprendimento".

L'articolo poi ci ricorda come la nostra società sia piena di esempi di discriminazione culturale verso i disabili: le offese alle minoranze non solo offendono, ma ERODONO, cioè creano una cultura, o piuttosto distrugono una cultura. A proposito, un esempio è la satira sui politici relativa alla loro bassa statura. Può sembrare motivo di ilarità, ma cosa pensate che pensino le persone davvero affette da ritardo di crescita, quando sentono che la loro malattia è spunto per prendere in giro qualcuno? Si dirà che chi fa satira così vuole solo far ridere. Sì: ma credo che le persone di bassa statura (quelli che scorrettamente vengono chiamate "nane"), che già hanno problemi per la loro situazione, non siano felici di sentire che il nanismo viene usato per deridere qualcuno.


Staccarlo o no? Londra si divide su Baby Rb
L
a giustizia britannica è stata posta di fronte a un dilemma dalle dimensioni colossali, (...)
. La vicenda rimanda alla delicata questione dei criteri etici da seguire nell’assistenza ai malati irreversibili ( o che tali vengono considerati dalla scienza che ci vorrebbe tutti sani e perfetti): termini come diritto di vivere, diritto di morire, diritto di cura sono diventati ormai parte del linguaggio comune e sempre più presenti nel dibattito culturale e sociale. « Ci sono innanzitutto due cose da tener presenti – commenta Carlo Bellieni, neonatologo del Dipartimento di pediatria, ostetricia e medicina della riproduzione dell’Università di Siena –, che sono concetti molto semplici. Si tratta dei criteri da seguire nell’assistenza a questo tipo di malati, che sono quello di utilità e di sopportabilità.
Come prima cosa occorre capire se ciò che si intende fare è utile a prolungare la vita del paziente in maniera significativa. Se la risposta è affermativa, si deve poi rispettare il secondo criterio: va bene tenere in vita il paziente a lungo, ma può sopportare il trattamento? Qualunque medico deve muoversi su questi due livelli» .

S
econdo Bellieni, subentrano poi altre due questioni importanti che è bene puntualizzare. « I genitori, al pari dei medici – aggiunge – non possono essere arbitri della vita di un’altra persona, anche se si tratta del loro figlio. Il caso della coppia inglese mostra come possano non essere d’accordo sulle decisioni da prendere. Si corre poi il rischio che le cure vengano sospese perché sono i genitori stessi a non sopportare la situazione. Infine, la nostra cultura associa la disabilità all’idea di una vita invivibile.
Spesso, invece, se sono presenti condizioni esterne di affetto e di cura adeguate, quella vita è come qualsiasi altra. Quindi: no all’accanimento terapeutico, ma no anche all’handifobia sempre più dilagante» .Elisabetta Del Soldato e Alessandra Turchetti

Riceviamo da Morganti Editori e volentieri pubblichiamo


Abbiamo ricevuto un commento alla notizia data ieri sera di Terence Hill-Don Matteo che cita Padre Brown e che espone un volume, Il Candore di Padre Brown, durante la puntata. Il commento è di Stefania Conte, direttrice di Morganti Editori, con cui da anni collaboriamo nell'opera di "reviviscenza" di Chesterton:

"Quando la casa di produzione di Don Matteo ci ha contattato perchè Terence Hill aveva sentito che la Morganti editori ripubblicava Chesterton e voleva inserire i nostri libri in una puntata, non ci credevamo. Pensavamo ad un solito burlone. Un burlone chestertoniano supponevamo. Invece stamattina riceviamo più voci della splendida notizia. Un motivo in più per continuare la sfida editoriale. Grazie a tutti. Stefania Conte, Morganti editori"

Un aforisma al giorno - 142 - Visto che la Croce a qualcuno darebbe fastidio...

"La croce apre le sue braccia ai quattro venti: è un segnale indicatore per viaggiatori in libertà".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

giovedì 5 novembre 2009

Don Matteo e Chesterton...


Nel secondo episodio di stasera (5 Novembre 2009) di "Don Matteo" il protagonista dice ad uno dei personaggi che Il candore di Padre Brown (edizione Morganti!) era il libro preferito della mamma del personaggio con cui parla, e che se voleva, poteva avere altri libri di Padre Brown in canonica.

Che don Matteo leggesse Chesterton lo sapevamo. Che lo leggesse in edizione Morganti, no!

Fosse diventato socio della Società Chestertoniana...?

Bella prova, Morganti!

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