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lunedì 23 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - La commedia deve essere presa sul serio.



Il concetto fondamentale nella mente della maggior parte dei nostri autori più giovani è che la commedia sia, per eccellenza, una cosa fragile. È concepita come un mondo convenzionale dalla descrizione assolutamente delicata e dozzinale. Storie come “Happy Hypocrite” di Max Beerbohm sono concetti che svanirebbero o cadrebbero nel più totale nonsenso se considerati con un solo grado di serietà in più. Ma la grande commedia, quella di Shakespeare o di Sterne, non solo può, ma deve essere presa sul serio. Non c'è nulla a cui un uomo debba dedicarsi con più fede e abbandono di sé che alla risata genuina. In commedie come queste si ride con gli eroi e non di loro. L'umorismo che permea le storie di Falstaff e dello zio Toby è un umorismo cosmico e filosofico, una genialità che arriva fino in fondo. Non è una lettura superficiale, non è nemmeno, in senso stretto, una lettura leggera. La nostra simpatia è rivolta ai personaggi come se fossero le vittime predestinate di una tragedia greca. Il moderno autore di commedie sembra andare fiero della fragilità dei suoi personaggi. Sembra sempre sul punto di ridurre in mille pezzi le suoe marionette. Quando John Oliver Hobbes scrisse per la prima volta una commedia dai toni seri, la intitolò, con un disprezzo malcelato per la propria opera, “Una commedia sentimentale”. Alla base di questa concezione dell'artificialità della commedia c'è un profondo pessimismo. La vita agli occhi di questi buffoni malinconici è di per sé una cosa assolutamente tragica; la commedia deve essere vuota come una maschera ghignante. È un rifugio dal mondo e, a rigor di termini, non ne fa nemmeno parte. Il loro umorismo è un sottile strato di ghiaccio luccicante che ricopre le acque eterne dell'amarezza.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.



mercoledì 25 maggio 2022

Un aforisma al giorno (verissimo).

Il segreto della vita risiede nel riso e nell'umiltà.


Gilbert Keith Chesterton, Eretici


mercoledì 29 aprile 2020

Un aforisma impareggiabile ed inimitabile al giorno.


L'importante nella vita non è mantenere un sistema costante di piacere e di compostezza (cosa che può essere ottenuta abbastanza bene indurendo il cuore o ispessendo la testa), ma mantenere vivo in se stessi l'immortale potere dello stupore e della risata, e una sorta di giovane riverenza.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11 Gennaio 1908.

sabato 25 aprile 2020

Un aforisma al giorno 😆😂🤣😁

Non c'è limite alla pazzia degli uomini quando si ritengono superiori sia alla risata che all'umiltà.


Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 2 Marzo 1907

venerdì 3 novembre 2017

Un aforisma al giorno (bello, aiuta molto...)

Nessun uomo ha mai riso di nulla fintanto che non abbia riso di se stesso.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 30 Agosto 1913

mercoledì 2 aprile 2014

Un aforisma al giorno


«Stevenson aveva scoperto che il segreto della vita risiede nel riso e nell’umiltà».

Gilbert Keith Chesterton, Eretici 

venerdì 27 marzo 2009

Eutrapelia papale

Questa articolo di cronaca che il nostro vicepresidente Paolo Gulisano ha voluto scrivere è ovviamente immaginario, ma se ci pensate non lo è troppo... se riguardiamo indietro a tutte le chiacchiere degli scorsi giorni sulle (giustissime) affermazioni del Papa a proposito di Aids.

E' eutrapelia, cioè la virtù di saper fare sorridere.

E' veramente gustoso!


Di ritorno dall’Africa, appena atterrato a Roma in un pomeriggio soleggiato, il Papa avrebbe esclamato con i giornalisti: “Che bel tempo, oggi!”.


Questa frase imprudente ha sollevato nel mondo emozione e perplessità e sta alimentando una polemica crescente. Riportiamo alcune delle reazioni più significative.

L’arcivescovo di Salisburgo: “Ribadiamo la piena fedeltà della Chiesa austriaca al Pontefice e ci stringiamo a lui. Ma è spontaneo chiedersi se per caso egli non voglia far regredire la Chiesa ad una setta animista di adoratori del sole. Dopo tale frase, il numero di persone che chiedono la cancellazione dai registri fiscali per il sostegno alla Chiesa cattolica è considerevolmente aumentato

Alain Juppé, ex primo ministro francese e ora sindaco di Bordeaux: “Nell’istante in cui il papa pronunziava queste parole, a Bordeaux pioveva a catinelle. Questa contro-verità, prossima al negazionismo, mostra che il papa vive in uno stato di totale autismo. Questo distrugge, se ve n’era ancora bisogno, il dogma dell’infallibilità pontificale".

Il Rabbino-Capo di Roma: “Come si può ancora pretendere che faccia bello dopo la Shoah? Solo il giorno in cui si deciderà a farmi visita alla Sinagoga di Roma allora, forse, potremo insieme verificare come sarà il tempo

Margherita Hack, astronoma e astrofisica: “Affermando senza mezzi termini e senza prove obbiettive indiscutibili “che bel tempo oggi”, il papa dimostra il disprezzo ben noto della Chiesa per la Scienza, che combatte il dogmatismo da sempre. Che cosa c’è di più soggettivo e di più relativo di questa nozione di “bello”? Su quali prove sperimentali indiscutibili si appoggia? I meteorologi e gli specialisti della materia non sono giunti a mettersi d’accordo sul punto nell’ultimo Colloquio Internazionale a Caracas. E ora Benedetto XVI, ex cathedra, pretende decidere lui con tale arroganza. Si vedranno presto accendere roghi per tutti quelli che non concordano interamente con la nozione papalina di bello e cattivo tempo?

L’Associazione delle Vittime del Riscaldamento Globale: “Come non vedere in questa dichiarazione provocatoria un insulto per tutte le vittime passate, presenti e future dei capricci del clima, delle inondazioni, degli tsunami, della siccità? Questa acquiescenza al “tempo che fa” mostra chiaramente la complicità della Chiesa con questi fenomeni distruttori, nei quali pretende vedere disegni “provvidenziali” di un Dio vendicatore e punitivo. E, quel che è peggio, simile attitudine non fa che incoraggiare coloro che causano il riscaldamento del pianeta, poiché potranno ora far valere l’avallo del Vaticano.

Il Consiglio Mondialista: “Il papa finge di dimenticare che mentre splende il sole a Roma, una parte del pianeta è sprofondata nell’oscurità notturna. Ecco un segno intollerabile di disprezzo per vastissime porzioni del mondo e un chiaro segno, se ve n’era ancora bisogno, dell’eurocentrismo neocoloniale di questo papa tedesco”.

Il Direttivo americano delle Associazioni femministe: “Perché il papa ha voluto dire “che bel tempo” usando termini che, nell’originale in italiano della frase, sono al maschile? Avrebbe potuto benissimo utilizzare parole femminili come “che bella giornata”, o meglio ancora “che tempo attraente”, usando così un aggettivo “inclusivo” perché non declinabile differentemente al maschile al femminile. E’ evidente che questo papa, che già ha fatto condannare la formula del battesimo e delle benedizioni non maschilista (“In the name of the Creator, the Redeemer and the Sanctifier”), mostra ad ogni occasione il suo attaccamento ai principi più retrogradi. E’ sconsolante che nel 2009 si sia ancora a tali punti di arretratezza

La Lega dei Diritti dell’Uomo: “Questo tipo di dichiarazioni non può che ferire profondamente tutte le persone che hanno della realtà uno sguardo diverso da quello del papa. Pensiamo in particolare alle persone immobilizzate in ospedale, o imprigionate, il cui orizzonte di limita a quattro mura; e così pure alle vittime di malattie rare i cui sensi non permettono di percepire lo stato della situazione atmosferica. C’è qui, è evidente, una volontà di discriminazione tra il “bello”, secondo il canone che si vorrebbe imporre a tutti, e coloro che, per scelta o per impossibilità, percepiscono le cose in modo differente. Noi proporremo a titolo dimostrativo querele giudiziarie per discriminazione contro questo papa”.

Alberto Melloni, della Scuola di Bologna: “Si vede bene la profonda differenza tra questo papa introverso e chiuso in sé e nel suo mondo sorpassato, che si limita ad un’osservazione climatica senza trarne le dovute conseguenze, ed invece la paterna apertura al mondo di Papa Giovanni XXIII che, dopo aver osservato la luna in cielo, invitava tutti a portare ai loro bambini la carezza del Papa. A quando un Giovanni XXIV che riprenda in mano la spinta dello Spirito conciliare, che gli ultimi papi hanno tentato di soffocare?

Beppe Severgnini, giornalista: “Il Papa è il Papa. Punto. Ma non si può pensare con un po’ di nostalgia che Giovanni Paolo II le stesse parole le avrebbe dette magari in romanesco (“ggiornata bbona!”) e agitando lo zucchetto bianco ai fedeli che lo riaccoglievano a casa”.


L’Osservatore Romano ha pubblicato una versione leggermente differente delle parole esatte del Papa (egli avrebbe detto, secondo l’Osservatore: “qualcuno potrebbe dire che faccia bel tempo”). Ma le registrazioni audio e video dei giornalisti hanno smentito la versione edulcorata. Molti hanno anche attaccato l’ingenuità di P. Lombardi che, pur essendo al fianco del Papa, non è intervenuto per impedire quell’affermazione o subito chiarirne meglio il senso.


Membri influenti della Curia hanno tentato di attenuare la gravità della frase del Papa, facendo rilevare la sua stanchezza dopo il viaggio africano, vista la avanzatissima età del Pontefice, nonché dichiarando che la frase incriminata è stata mal compresa e voleva avere un significato teologico-metafisico e non climatico, come grossolanamente è stata interpretata.

Ma la polemica non accenna a placarsi.