sabato 27 settembre 2025
Chesterton in altre parole - Étienne Gilson, Chesterton è troppo pericoloso per non tentare di squalificarlo.
venerdì 25 marzo 2022
La lista degli "outsider"...
Brescia, 26 Luglio 1932.
Caro De Luca,
Stavo proprio per chiederLe notizie e mi sono giunte graditissime le Sue due lettere.
(...)
3) Conosco il libro del Benson "Cristo nella Chiesa" nell'edizione francese. È bello e parrebbe pure a me consigliabile ma Le dirò su questo in altra mia insieme con le decisioni per Olivero.
(...)
8) Abbiamo scritto o stiamo per scrivere a Chesterton, Belloc, Gilson; Maritain, Hildebrand, Wust, Lévaux e ci raccomandiamo a Lei di scrivere a Brémond e di insistere con Giordani.
(...)
11) Per la lista degli "outsiders" faccio tesoro delle Sue indicazioni. Messi insieme una ventina di contratti degli scrittori migliori e più significativi sì italiani che stranieri, preferiamo sostare un poco, e, come soggetti da trattare, ci vorremmo attenere ai più noti, preferibilmente moderni. Per Manzi attenda un poco, perché Gide è forse impegnato. A Olivero potremo scrivere dopo sentita la scelta fatta, se aderiranno, come spero, da Chesterton e Belloc. La terrò informata via via dei nostri inviti e delle accettazioni, così completa via via la lista; se ha idee, ce le comunichi sempre.
(...)
Con affetto Suo
F. Minelli
don Giuseppe De Luca - Fausto Minelli, Carteggio.
giovedì 28 gennaio 2021
San Tommaso secondo Chesterton: «L'agente della realtà e del riconoscimento della realtà» - Il timone
Il resto nel collegamento qui sotto:
https://www.iltimone.org/news-timone/santommaso-chesterton/
venerdì 30 novembre 2018
«Il vero mistero rimane il fatto che esista qualcosa». Parola di Chesterton - di Giovanni Fighera
sabato 30 dicembre 2017
Chesterton in altre parole - Etienne Gilson
lunedì 18 gennaio 2016
Chesterton e San Tommaso d'Aquino - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Furono proprio il credo e il dogma a salvare l'integrità del mondo".
.
Secondo Etienne Gilson (1884-1978), grande studioso francese di filosofia e storia medievale, il saggio di Chesterton su San Tommaso d'Aquino era senza possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su San Tommaso. Nulla di meno del genio può rendere ragione di tale risultato. Quest'opera chestertoniana matura del 1933 è infatti, soprattutto nella seconda parte, stupefacente e filosoficamente molto profonda, come si evince anche da questo breve stralcio: "San Tommaso sostiene che in qualsiasi momento una comune cosa è qualcosa; ma non tutto ciò che potrebbe essere. C'è una pienezza dell'essere, in cui essa potrebbe essere tutto ciò che può essere". Il sano realismo tomistico coincideva, per Chesterton, nell'esaltazione dell'essere e nell'affermazione risoluta di una prodigiosa filosofia permanente solida e oggettiva.
Era la filosofia del senso comune, come brillantemente il pensatore di Beaconsfield sottolineava: "Da quando nel sedicesimo secolo ha avuto inizio il mondo moderno, nessun sistema filosofico è venuto a coincidere con il senso di realtà dell'uomo qualsiasi; con ciò che gli uomini comuni lasciati a se stessi, chiamerebbero realtà". Cosa rimproverava lo scrittore inglese, sulle orme dell'Aquinate, al mondo moderno? L'aver abbandonato il credo e il dogma, proponendo una religione alternativa dell'intuizione e del sentimento: "Fu il rigido credo a resistere all'assalto del sentimento suicida…A tenere il pensiero in contatto con un pensiero più sano e più umanistico fu semplicemente e unicamente il dogma".
Con l'eresia di Martin Lutero il pensiero aveva lasciato posto definitivamente, secondo le testuali parole di Chesterton, alla suggestione. Alle derive, appunto, suggestive ed esilaranti (nel senso peggiore del termine) delle filosofie moderne, lo scrittore londinese contrapponeva con vigore ed umoristicamente la filosofia perenne tomistica: "La filosofia si San Tommaso è fondata sull'universale comune convinzione che le uova sono uova. L'hegeliano potrà dire che l'uovo è in realtà una gallina, poiché è parte dell'incessante processo del divenire; il berkeleiano potrà sostenere che un uovo in camicia esiste solo come esiste un sogno; il pragmatista potrà credere che otterremo il massimo dalle uova strapazzate dimenticando il fatto che sono state uova, e ricordando soltanto lo strapazzamento. Ma nessun discepolo di San Tommaso avrà bisogno di rimescolarsi il cervello allo scopo di ben rimescolare le uova o di andarsi a mettere in una particolare angolatura per guardare le uova; di guardare le uova di traverso o di strizzare l'occhio così da vedere una nuova semplificazione delle uova. Il tomista sta alla luce del sole della confraternita umana, nella comune consapevolezza che le uova non sono galline né sogni né meri assunti pratici, ma cose attestate dall'autorità dei sensi, che viene da Dio".
Credo che l'esempio di Chesterton possa aiutarci a capire, anche ai nostri giorni, quale tipo di battaglia si debba intraprendere. Egli coniugava ortodossia e umorismo cristiano, miscelando intelligentemente provocazione e sorpresa in quella sintesi mirabolante chiamata "paradosso". Con un gioco di parole molto serio egli definiva in questo modo l'importanza del dogma e dell'ortodossia: "Insegui il dosso (nel significato di doxa=opinione), persegui il dosso affinché il dosso sia ortodosso". Egli non tralasciava nulla di intentato per favorire la conversione dell'uomo e credeva che la filosofia di San Tommaso sarebbe stata la garanzia permanente della sanità mentale. Chesterton era consapevole che il crollo, prima ancora che essere di carattere morale, aveva a che fare con il pensiero, con l'ortodossia.
martedì 15 aprile 2014
Chesterton in altre parole - Etienne Gilson (ancora)
Chesterton in altre parole - Etienne Gilson
martedì 19 aprile 2011
Chesterton in altre parole (e anche San Tommaso d'Aquino...)
"È la vittoria radicale sul manicheismo, che aveva lasciato qualche sua pericolosa traccia nella tradizione cristiana; ed è un atteggiamento appartenente al «talento istintivo», o «caratteriale» del Dottor Comune: il rilievo è del geniale Chesterton, nel suo San Tommaso d'Aquino, che Étienne Gilson considerava «senza possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su san Tommaso»".
Inos Biffi in Maestro concreto e passionale, L'Osservatore Romano, 7 Marzo 2010
venerdì 16 aprile 2010
Chesterton è attuale - Una sua citazione spiega sempre tutto.
domenica 29 marzo 2009
Il San Tommaso visto da Il Velino.
“San Tommaso - scrive Chesterton - allo stesso modo di san Francesco, percepiva a livello inconscio che le convinzioni della sua gente si stavano allontanando dalla rigida dottrina e disciplina cattolica, logorata da oltre mille anni di routine, e che la fede doveva essere rappresentata in una luce nuova e affrontata da un altro punto di vista. Ma il suo unico scopo era di diffonderla per la salvezza della gente”. E al “bue muto”, definizione ironica affibbiata all’Aquinate dai suoi compagni di studi per i suoi silenzi pensosi, l’autore inglese riconosce il merito della “sfida del razionalismo”, ovvero di aver costruito un sistema filosofico in cui fede e ragione si potenziano reciprocamente. Un merito che ne ha reso imperitura la fama, ha dato vita a uno dei pensieri filosofici più significativi dell'età medievale, tanto da trovare ancora ampio consenso, come accade fra gli studiosi protestanti statunitensi.
E che è uno strumento ancora utile alla Chiesa di oggi, assicura il vescovo di San Marino e Montefeltro, monsignor Luigi Negri, nella prefazione al volume: “All'inizio del terzo millennio ci troviamo in una situazione stranamente analoga a quella in cui san Tommaso visse la sua grande esperienza, nel senso che tanta tradizione cattolica è sentita dal popolo cattolico come una difficoltà, come un peso, come un condizionamento, e la tentazione di fuga verso compromessi con le ideologie secolari è più forte che mai. In questo quadro Tommaso ha ancora molto da dire alla Chiesa di oggi, non solo per le sue soluzioni di carattere strettamente filosofico - argomenta Negri - ma soprattutto per lo spirito che ha incarnato, quello perennemente giovane della Chiesa, per il quale la fede va proposta nella sua radicale essenzialità e nella sua capacità di prendersi carico dell'esistenza concreta degli uomini e della società”.


