martedì 7 giugno 2011
Il più piccolo chestertoniano d'Italia!!!
Riapriamo su segnalazione di Paolo Pegoraro la rubrica "Uomini e tristezze" con una segnalazione che... Non lo sa nemmeno l'Uomo Vivo che cosa dire...
http://it.notizie.yahoo.com/storia-di-storm--il-bambino-«asessuato».html
Che cosa deve dire l'Uomo Vivo?
Altro che le foglie verdi d'estate... Siamo cotti come la verdura!
Grazie a Paolo Pegoraro, la notizia si piazza in testa alla classifica per ordine di grandezza della tristezza...
lunedì 6 giugno 2011
L'esplosione chestertoniana continua: questa volta a Torino.
Spargete la notizia attraverso i vostri canali e partecipate a questo incontro che sarà sicuramente interessante!
domenica 5 giugno 2011
Un aforisma al giorno
Article: Incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale e imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i leaders religiosi, 4 giugno 2011, Benedetto XVI
Incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale e imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i leaders religiosi, 4 giugno 2011, Benedetto XVI
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20110604_cd-croazia_it.html
Benedetto XVI a Zagabria sul matrimonio
Benedetto XVI sull'aereo ha parlato di Stepinac
Molti speravano che in occasione del suo viaggio potesse avvenire la canonizzazione del beato cardinale Stepinac. Qual è l'importanza della sua figura oggi?
Il cardinale era una grande pastore un grande cristiano e così anche un uomo di un umanesimo esemplare. Io direi ora la sorte del cardinale Stepiac che ha dovuto vivere in due dittature contrastanti ma erano due dittature antiumanistiche. Prima il regima Ustascia che sembrava adempiere il sogno dell'autonomia dell'indipendenza, ma in realtà era un'autonomia che era una menzogna ed era strumentalizzato da Hitler per i suoi scopi. Il cardinale Stepianc ha capito molto bene questo e ha difeso l'umanesimo vero contro questo regime difendendo serbi, ebrei, zingari… Ha mostrato, per così dire, la forza del vero umanesimo, anche soffrendo. E poi la dittatura contraria del comunismo dove di nuovo ha lottato per la fede per la presenza di Dio nel mondo, per il vero umanesimo che è dipendente dalla presenza di Dio, solo l'uomo è immagine di Dio, in questo modo l'umanesimo fiorisce. Così era diciamo il suo destino quello di combattere in due lotte diverse contrastanti, e proprio in questa decisione per la verità contro lo spirito dei tempi, questo vero umanesimo che viene dalla fede cristiana, è il grande esempio non solo per i Croati ma per tutti noi.
Due passaggi significativi del discorso di Papa Benedetto XVI al mondo politico e imprenditoriale a Zagabria (4 Giugno 2011)
Li riprendiamo dal blog di Andrea Tornielli perché tradotti in italiano (l'originale è in lingua croata e non ci sembrava il caso, ed inoltre il sito del Vaticano riporta una sola traduzione in lingua inglese).
Riguardano la coscienza, argomento molto caro al nostro Papa.
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Qui vorrei introdurre il tema centrale della mia breve riflessione: quello della coscienza. Esso è trasversale rispetto ai differenti campi che vi vedono impegnati ed è fondamentale per una società libera e giusta, sia a livello nazionale che sovranazionale. Penso, naturalmente all'Europa, di cui la Croazia è da sempre parte sul piano storico-culturale, mentre sta per entrarvi su quello politico-istituzionale. Ebbene, le grandi conquiste dell'età moderna, cioè il riconoscimento e la garanzia della libertà di coscienza, dei diritti umani, della libertà della scienza e, quindi, di una società libera, sono da confermare e da sviluppare mantenendo però aperte la razionalità e la libertà al loro fondamento trascendente, per evitare che tali conquiste si auto-cancellino, come purtroppo dobbiamo constatare in non pochi casi. La qualità della vita sociale e civile, la qualità della democrazia dipendono in buona parte da questo punto "critico" che è la coscienza, da come la si intende e da quanto si investe sulla sua formazione. Se la coscienza, secondo il prevalente pensiero moderno, viene ridotta all'ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale, la crisi dell'occidente non ha rimedio e l'Europa è destinata all'involuzione. Se invece la coscienza viene riscoperta quale luogo dell'ascolto della verità e del bene, luogo della responsabilità davanti a Dio e ai fratelli in umanità – che è la forza contro ogni dittatura – allora c'è speranza per il futuro.
[…]Ritorniamo dunque alla coscienza come chiave di volta per l'elaborazione culturale e per la costruzione del bene comune. È nella formazione delle coscienze che la Chiesa offre alla società il suo contributo più proprio e prezioso. Un contributo che comincia nella famiglia e che trova un importante rinforzo nella parrocchia, dove i bambini e i ragazzi, e poi i giovani imparano ad approfondire le Sacre Scritture, che sono il "grande codice" della cultura europea; e al tempo stesso imparano il senso della comunità fondata sul dono, non sull'interesse economico o sull'ideologia, ma sull'amore, che è "la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera" (Caritas in veritate, 1). Questa logica della gratuità, appresa nell'infanzia e nell'adolescenza, si vive poi in ogni ambito, nel gioco e nello sport, nelle relazioni interpersonali, nell'arte, nel servizio volontario ai poveri e ai sofferenti, e una volta assimilata la si può declinare nei più complessi ambiti della politica e dell'economia, collaborando per una polis che sia accogliente e ospitale e al tempo stesso non vuota, non falsamente neutra, ma ricca di contenuti umani, con un forte spessore etico. È qui che i Christifideles laici sono chiamati a spendere generosamente la loro formazione, guidati dai principi della Dottrina sociale della Chiesa, per una autentica laicità, per la giustizia sociale, per la difesa della vita e della famiglia, per la libertà religiosa e di educazione.
Papa Benedetto difensore delle famiglie - Il telegramma al Presidente della Repubblica Italiana in occasione della partenza per Zagabria (4 Giugno 2011)
A SUA ECCELLENZA
ON. GIORGIO NAPOLITANO
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PALAZZO DEL QUIRINALE
00187 ROMA
MI È CARO RIVOLGERE A LEI SIGNOR PRESIDENTE UN DEFERENTE SALUTO NEL MOMENTO IN CUI LASCIO ROMA PER RECARMI IN CROAZIA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLE FAMIGLIE CATTOLICHE E MENTRE INVOCO SULL'INTERA NAZIONE ITALIANA COPIOSI DONI DI LUCE E SAPIENZA AFFINCHÉ CONTINUI A RICONOSCERE L'ISTITUTO FAMILIARE CELLULA FONDAMENTALE DELLA SOCIETÀ SOSTENENDOLO CON ADEGUAI INTERVENTI PORGO A LEI ED AI SUOI COLLABORATORI FERVIDI AUGURI DI PROFICUO IMPEGNO A SERVIZIO DEL POPOLO ITALIANO A CUI INVIO LA MIA BENEDIZIONE
Un interessante articolo de Il Foglio su Marshall McLuhan e ovviamente su Chesterton
5 giugno 2011
Il teorico del sessantanove
Il Kamasutra di Marshall McLuhan, cattolico gaudente che intrecciò cultura alta e cultura bassa
Ci sono quelli che hanno fatto il Sessantotto e quelli che hanno fatto il Sessantanove, diceva Alberto Arbasino, ed è una distinzione che mette in chiaro molte cose. Serge Gainsbourg apparteneva alla seconda categoria. Le barricate del maggio parigino preferì seguirle in televisione da una stanza dell'Hotel Ritz perché, confessò, lì almeno c'era l'aria condizionata. Ma non disertò l'avvento dell'anno successivo, il 1969 appunto, e anzi volle salutarlo cantando a duetto con la sua nuova fiamma Jane Birkin la benaugurante "69 année érotique". Il 45 giri uscì a febbraio. A marzo dell'"anno erotico", appena un mese più tardi, sul paginone centrale di Playboy si poteva ammirare una ventiduenne del New Jersey di nome Kathy MacDonald, una bionda tutta lentiggini e frangetta morbidamente adagiata su un lenzuolo giallino disseminato di fumetti di Dick Tracy e di Charlie Brown. A Gainsbourg sarebbe piaciuta, non c'è dubbio, e con lui a tutta l'allegra brigata del Sessantanove. Ma per gli adepti del Sessantotto quella dea dell'abbondanza sorridente e rotondetta con la sua cornucopia di comics e rotocalchi era l'incarnazione di tutto quel che dicevano di combattere, una Circe insidiosa e maliarda sulle rotte dell'Ulisse rivoluzionario.
Ma torniamo ai nostri saponi, e alla réclame del detergente Lysol. "Perché tutto questo isterismo da raduno religioso a proposito dell'igiene personale?". La risposta, fulminante, cadeva due pagine dopo: "Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale". Dopodiché, tra citazioni di D. H.
Chesterton in altre parole - John Updike
sabato 4 giugno 2011
venerdì 3 giugno 2011
Benedetto XVI va in Croazia, dal beato Alojzjie Stepinac
http://www.paolorodari.com/2011/06/03/benedetto-xvi-torna-da-stepinac-il-vescovo-croato-che-salvo-ebrei-e-serbi/
La Conference della Chesterton Society Inglese: chi è Lynette Burrows
Un membro del pubblico ha presentato una denuncia alla polizia e un ufficiale di polizia ha contattato la signora Burrows il giorno dopo per comunicarle che un "incidente omofobico", era stato segnalato contro di lei.
La Conference 2011 della Società Chestertoniana Inglese si terrà il prossimo 2 Luglio. Eccovi i dettagli (in inglese, of course!)
Conference 2011
The Prophetic Voice of G.K.Chesterton
A one day conference to be held on Saturday July 2, 2011, at the Catholic Chaplaincy, St Aldates, Oxford, at 10 a.m.
For directions, see the Oxford University Catholic Chaplaincy website
The speakers will be Lynette Burrows, Dale Ahlquist, Ian Ker andWilliam Oddie.
Chesterton, wrote his brother Cecil, 'is primarily . . . the preacher of a definite message to his own time. He is using all the power which his literary capacity gives him to lead the age in a certain direction.'
'The very sound of his name', the historian Sir Arthur Bryant put it at the time when he died in 1936, 'is like a trumpet call.… If any literary name of our age becomes a legend, it will be his…. He was the kind of man of whom Bunyan was thinking when he drew the picture of Mr. Greatheart.'
His premature death was seen as the stilling of a prophetic voice at a time when it was desperately needed: Eliot wrote of his sense of loss at Chesterton's 'disappearance from a world such as that we live in.'
By the end of the last century, his prophetic voice was being rediscovered. Chesterton's distaste for state socialism, his suspicion of monopoly capitalism, and his support for the independence from imperial domination of small nations like Poland had once more become understood as being at the centre of Catholic thinking, and they were validated by the disintegration of Yugoslavia and the Soviet bloc.
His anti-modernism was paralleled by Pope John Paul's counter-revolution against the theological liberalism of the 1960s and 1970s, a liberalism even more powerful (as it had also been during the first decade of the century) within Protestantism; here, too, Chesterton's transcendentalist arguments against the immanentism of his own day seems almost uncannily prescient.
Chesterton's ideas on on marriage and the family, on eugenics, above all on the dignity of the human person and the central importance of the defence of free will in a determinist age, all became uncannily relevant to the world of the twenty-first century.
The conference on July 2 will explore this new understanding of Chesterton as a prophet for our own times.
Application Form
Simply print out and post this straightforward form.
A one day conference to be held on Saturday July 2 at the Catholic Chaplaincy, St Aldates, Oxford, at 10 a.m.
The speakers will be
Lynette Burrows,
Dale Ahlquist,
Ian Ker
and William Oddie.
Dale Ahlquist è il presidente della Società Chestertoniana Statunitense, Ian Ker è il più recente biografo di Chesterton e il massimo esperto di Newman, William Oddie è il presidente della Società Chestertoniana Inglese, Lynette Burrows e giornalista ed attivista per i diritti della famiglia.
Dall'amico Roberto Prisco dei Gruppi Chestertoniani Veronesi
Sotto la voce curiosità ho inserito il testo del blog.
http://www.chesterton.it/gkc/poconoti.html
Nella pagina della galleria si possono trovare alcune immagini caricaturali, inserite da pochi giorni, di e su GKC con una citazione dalla "Nuova Gerusalemme" inopportunamente accorciata.
http://www.chesterton.it/gkc/galleria.htm
Ciao
Rob".
Una voce diversa nel coro del referendum sull'acqua
Referendum 12-13 giugno: sorella acqua ma quanto ci costi?
http://www.tempi.it/referendum-12-13-giugno-sorella-acqua-ma-quanto-ci-costi
giovedì 2 giugno 2011
Un aforisma al giorno
Gilbert Keith Chesterton, The Listener, 20 febbraio 1935
Chesterton recensì don Icilio Felici
Tra i suoi innumerevoli capolavori possiamo citare "Il Nobiluomo mio Padre", "Strapaese", "Rosolacci e fiordalisi", "Campane in festa", "Tra i lupi", "L'Amico", "Scampanellate".
Il 15 Settembre 1965 moriva serenamente a Pisa, nella sua casa di Piazza de' Cavalieri accanto alla Chiesa Nazionale di S. Stefano, della quale era Rettore da circa dieci anni.
Inosservato dalla critica letteraria del tempo; ebbe comunque un buon successo di lettori.
Felici scriveva la parola buona, trasparente, piena, intatta, epifanica, adeguata, nel senso della parola che si adegua all'intelletto, non lo inganna: (adaequatio verbi ad intellectum). La parola oggi ha significati inflazionati, è cangiante, psichelica. Ma si sa, vulgus vult decipi e gli scrittori che lo sanno hanno gioco facile".
Chesterton fu anche autore televisivo.
Ancora da Maria Grazia Gotti, su Rodney Stark ripreso da Luca Negri
riguarda un nuovo libro di Rodney Stark, grande sociologo delle
religioni, non cattolico, che da un po' di anni si dedica a
distruggere i falsi miti che riguardano la Chiesa cattolica
confutandoli con approfondite analisi sociologiche.
L'articolo senza dubbio merita (come anche il libro).
Luca Negri si è occupato di noi in passato, in un bell'articolo sulla
rinascita chestertoniana.
Maria Grazia Gotti
La Chiesa ha le sue colpe ma non è mai stata un potere totalitario
<http://www.mascellaro.it/print/node/51000>
Un saggio di Rodney Stark fa chiarezza
di Luca Negri
Tratto da L'Occidentale
<http://www.mascellaro.it/linkest.php?linkest=http://www.loccidentale.it>
il 29 maggio 2011
Forse è vero che l'anticristianesimo, o meglio l'anticattolicesimo, è
l'antisemitismo dei colti. Colti mica tanto, però; i pregiudizi e i
luoghi comuni sulla storia della Chiesa paiono fondarsi soprattutto
sull'ignoranza settoriale dei pretesi intellettuali, sul pigro affidarsi
alla propaganda ideologicamente partigiana di certo illuminismo
settecentesco e della massoneria ottocentesca. Diversi luoghi comuni
privi di riscontro scientifico sono stati ereditati di sciatteria in
sciatteria fino a giungere alle bocche dei fanatici che scrivono sul
forum dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti e all'anticlericalismo da
classifica di Piergiorgio Odifreddi. Ogni tanto, però, esce qualche
libro che fa un po' di chiarezza, come A gloria di Dio. Come il
cristianesimo ha prodotto le eresie, la scienza, la caccia alle streghe e
la fine della schiavitù, appena edito da Lindau. La lettura di questo
tomo di oltre cinquecento pagine dovrebbe essere imposta ai sacerdoti, i
primi che spesso ignorano la storia dell'istituzione di cui fanno parte
e non si risparmiano castronerie tenendo la predica domenicale. Ma
soprattutto sarebbe un ottimo libro di testo per molti corsi
universitari.
Infatti l'autore, Rodney Stark, è docente di Scienze sociali presso
la Baylor University del Texas. Un particolare non da poco; Stark non è
un apologeta cattolico (nemmeno è di confessione cattolica) né un
libellista che intende stupire con tesi controcorrente ed originali. E'
un sociologo, uno scienziato che lavora su fonti storiche, dati,
statistiche. Raramente offre a lettori e studenti opinioni proprie,
semmai teorie sempre motivate, ed ampie bibliografie per suffragare le
sue conclusioni (quella del libro in questione conta circa cinquanta
pagine). Così è stato per le sue opere precedenti, fra le quali
ricordiamo il fondamentale "Gli eserciti di Dio", dove dimostrava che le
crociate non furono atti di guerra imperialista dell'Europa malvagia
contro il pacifico islam ma "una reazione obbligata all'aggressività di
un'orda che si spingeva sempre più in là e che doveva essere fermata".
Le leggende metropolitane che Stark demolisce per mezzo di questo nuovo
saggio sono in sintesi le seguenti: la civiltà cattolica medioevale e
moderna ha ferocemente sterminato gli eretici, messo sul rogo centinaia
di migliaia, se non milioni, di streghe, impedito il progresso della
scienza, benedetto la politica colonialista e schiavista delle potenze
europee. Però la verità, quella che rende liberi, è un'altra. Così si
deduce volendo leggere veramente la storia, non fermandosi ai
capitoletti dei libri delle scuole medie o alle divulgazioni televisive.
Stark ci ricorda che dal VI secolo fino all'XI inoltrato Roma "non
intraprese alcuna azione nei confronti delle eresie" e fu molto
tollerante nei confronti del paganesimo ancora diffuso in gran parte
dell'Europa. Con quasi tutte le sette passò "secoli in futili tentativi
di compromesso ideologico". Infine diede dimostrazione di gran capacità
nell'assorbire le eresie, nell'"incapsulare l'impulso settario
all'interno della propria struttura istituzionale", soprattutto grazie
agli ordini religiosi. I nemici dell'ortodossia divennero pungolo
inevitabile, stimolo al cambiamento, allo scuotimento del "lassismo nel
gruppo di potere religioso" (proprio il "lassismo dei monopoli"
descritto da Adam Smith). I grandi massacri, come quelli dei catari o
degli ugonotti, ebbero motivi certamente più politici che dottrinali. La
tolleranza cattolica si interruppe al cospetto della seria minaccia
esterna rappresentata dall'islam; la mobilitazione per le imprese in
Terrasanta ridusse gli spazi di libertà ed ispirò le prime stragi di
ebrei; compiute da cavalieri improvvisati, però, e condannata,
ostacolata per quanto possibile dalle gerarchie ecclesiastiche.
Dunque nessun olocausto di eretici. Ma per quanto riguarda le
streghe? "Pochi argomenti hanno generato così tante sciocchezze e
assolute invenzioni come la caccia alle streghe", scrive Stark. "Perfino
l'attuale letteratura abbonda di cifre assurde sul numero delle streghe
condannate". Non furono milioni, ma 60. 000 circa (facendo una stima
abbondante) nel corso di ben tre secoli. Certo non sono poche, ma la
differenza degli zeri è significativa: è quella che corre fra il
controllo sociale della devianza e la tirannia totalitaria. Ma le
sorprese non finiscono qua. Siete affezionati all'immagine
dell'inquisitore medioevale che getta nel fuoco carrettate intere di
belle e conturbanti streghette? Dimenticatela. Prima di tutto, almeno un
terzo dei condannati erano uomini, stregoni insomma. Poi i tribunali
ecclesiastici, in primis la famigerata Inquisizione spagnola, risultano
dai documenti di gran lunga più garantisti e cauti di quelli sotto il
controllo del potere politico o improvvisati dal popolo (oggi diremmo
dalla "società civile"). I cattolici, comunque, assolvevano quasi
sempre, mentre i protestanti erano di gran lunga più severi (il record
della condanne spetta alla Svizzera, seguita dalla Germania, fanalino di
coda una sorprendete Spagna). A proposito di protestanti, furono loro a
scovare un nesso accusatorio fra la pratica della magia naturale e il
satanismo; ossessione invece rarissima nei paesi mediterranei.
Forse queste streghe e stregoni erano proletari che praticavano una
primitiva lotta di classe contro i potenti? Mica tanto. Spesso
appartenevano alla classe media urbanizzata. Senza dubbio ci andarono di
mezzo molti innocenti, ma non è escluso che certe accuse non fossero
completamente infondate e comprendessero altri reati come lo stupro, la
circonvenzione, l'infanticidio. La caccia alle streghe terminò comunque
con la pace di Vestfalia, nel 1648, con la fine della guerra dei
Trent'anni, e della conseguente tensione così simile a quella dell'epoca
delle Crociate che avevano messo nei guai gli eretici di qualche secolo
prima. Quante condanne vi furono in Italia? Poche, nemmeno un centinaio
in tre secoli; il diritto canonico prescriveva la pena di morte solo in
casi eccezionali.
Ma nel Medioevo, tutti credevano che la terra fosse piatta?
Figuriamoci, basterebbe andare a leggersi Tommaso d'Aquino, rileggersi
Dante, scoprire che già nel VII secolo il Venerabile Beda (il padre
della datazione "prima e dopo Cristo") scriveva di trovarsi su di una
sfera rotante e non su di un tavoliere galleggiante nello spazio. Stark
afferma il contrario di Odifreddi e dei sui fan: "non esiste nessun
conflitto intrinseco fra religione e scienza, anzi la teologia cristiana
fu essenziale per la nascita della scienza". Il Medioevo non fu
un'epoca buia d'ignoranza e superstizione, tutt'altro: vi fu un "rapido e
profondo progresso tecnologico" che ci lasciò le ruote idrauliche, i
mulini, gli orologi meccanici, le bussole (inventate anche dai cinesi,
che però non sapevano che farsene). Le principali figure scientifiche
del XVI e XVII, secolo erano poi tutti devoti cristiani e non certo
aspiranti soci dell'UAAR e l'eliocentrismo era un prodotto con sopra il
marchio delle università cattoliche, dall'insegnamento di Ockham a
quello di Copernico. Sulla vera storia del processo a Galileo si sono
sovrapposte un bel po' di esagerazioni, e le omissioni sulla profonda
fede e gli studi teologici di Newton hanno un che di vergognoso. La
scienza moderna, dunque è figlia in gran parte del tomismo e lo stesso
si può dire del concetto stesso di libertà.
"Per l'opposizione morale alla schiavitù fu essenziale la teologia
cristiana", afferma Stark. Il possedere schiavi fu considerato peccato
grave e venne proibito dalla Chiesa durante tutto il Medioevo, dai temi
di Clodoveo (VII secolo d. C.) in poi. Quella deprecabile usanza
conosciuta in tutto il mondo antico, nessuna civiltà esclusa, scomparve
in Europa solo con l'affermarsi del società feudale. Ma l'ultimo dei
marxisti può obbiettare che c'erano comunque i "servi della gleba", no?
Niente a che vedere, come riconoscono tutti gli storici del periodo,
Marc Bloch compreso. I contadini che zappavano all'ombra del castello
"godevano di libertà assolutamente sconosciute agli antichi schiavi":
avevano un'anima, erano persone e non oggetti di proprietà del padrone,
potevano gestirsi i tempi di lavoro, ed avevano diritto a giorni di
riposo santificati. Non erano paria, ma individui pienamente inseriti
nello schema di "obblighi reciproci" tipico della società feudale. Non
appena la vera schiavitù ricomparve nel XV secolo per trovare forza
lavoro diretta nel Nuovo Mondo, cominciò la secolare sfilza di bolle
pontificie che condannavano il fenomeno. L'evidenza storica del fatto
che non fossero inascoltate dal potere politico e da quello economico
dimostra solo quanto poco potere detenesse la stessa Chiesa di Roma.
Furono comunque i gesuiti a mettere in crisi il modello schiavista nel
centro e sud America, mentre altri cattolici fecero la loro parte, in
compagnia dei quaccheri, all'interno del movimento abolizionista
statunitense. Certo rimane la macchia indelebile del turpe commercio di
uomini praticato da europei battezzati, con la complicità però dei
mercanti africani delle coste che catturavano e vedevano gli uomini e le
donne del loro stesso continente. E la macchia è condivisa dal mondo
islamico, che mai smise di schiavizzare, e perfino da alcune tribù
indiane del Nord America. Vi furono europei favorevoli alla schiavitù,
ma non cercateli fra i cattolici. Li trovate nei salotti intellettuali
degli illuministi. I loro nomi? Hobbes, Voltaire, Montesquieu, Mirabeau.
--
Società Chestertoniana Italiana
Via San Pio X, 4/C
63039 San Benedetto del Tronto (AP)
http://uomovivo.blogspot.com
C.F.: 91022790447 ccp 56901515
"Quando vale la pena di fare una cosa, vale la pena di farla male" (G.K.
Chesterton)
Maria Grazia Gotti ci aiuta a scannerizzare il mondo con occhio chestertoniano
Vi segnalo i link a due articoli arrivati recentemente sulla mia posta: nel primo -in italiano- si parla di Chesterton e di Tommaso Moro; non conosco chi l'ha scritto ma l'ho trovato interessante (e interessante è il commento in calce).
Il secondo, in inglese, è del presidente della American Chesterton Society, Dale Ahlquist, che, in occasione del compleanno, racconta sinteticamente chi sia GKC rispondendo alla domanda "Who is this guy and why haven't I heard of him?" - domanda che si fa chi si imbatte per la prima volta in Chesterton!
Se poi qualcuno vuole continuare a dire che Chesterton era triste e pessimista, forse è meglio che inizi a farsi qualche domanda....
http://www.f052.it/articoli/
http://insightscoop.typepad.
Buona lettura!
ah: sul sito americano ci sono svariati altri articoli interesanti (almeno a giudicare dai titoli)!
mercoledì 1 giugno 2011
L'articolo sulla giornata chestertoniana di Roma uscito su Tempi (in un formato più semplice da leggere...)
Abbiamo trovato questo post del blog di Costanza Miriano piuttosto divertente ed interessante e allora lo riproponiamo (tanto più che l'autrice si proclama ad ogni pié sospinto chestertoniana e ci ha messo tra i suoi blog preferiti! Brava!)
Un cartello all'ingresso spiega: "Potete visitare il nostro negozio UNA SOLA VOLTA. Ci sono sei piani, e la qualità della merce migliora a ogni piano. Le clienti possono entrare al piano e scegliere qualsiasi prodotto, oppure salire a visitare il piano successivo, ma non possono tornare ai piani inferiori". Una donna entra nel negozio. Al primo piano il cartello sulla porta recita:
PIANO 1: UOMINI CHE HANNO UN BUON LAVORO
"Non male! – pensa – Ma voglio qualcosa di più". E sale al piano di sopra.
PIANO 2: UOMINI CHE HANNO UN BUON LAVORO E AMANO I BAMBINI
La donna è intrigata, ma prosegue lo stesso verso il terzo piano,
PIANO 3: UOMINI CHE HANNO UN BUON LAVORO, AMANO I BAMBINI E SONO MOLTO ATTRAENTI
"Wow!" pensa la donna, ma è più forte di lei e sale ancora.
PIANO 4: UOMINI CHE HANNO UN BUON LAVORO, AMANO I BAMBINI, SONO MOLTO ATTRAENTI E AIUTANO NELLE FACCENDE DOMESTICHE.
"Ma cosa si può desiderare di più?!" esclama la donna. Poi una vocina dentro di lei mormora "Magari si può avere di meglio..." E così sale ancora.
PIANO 5: UOMINI CHE HANNO UN BUON LAVORO, AMANO I BAMBINI, SONO MOLTO ATTRAENTI, AIUTANO NELLE FACCENDE DOMESTICHE E HANNO UN GRAN SENSO DELL'UMORISMO
Ora che ha trovato quello che cercava, la donna è tentata di fermarsi; ma qualcosa la spinge al sesto piano, dove campeggia il cartello:
PIANO 6: Lei è la visitatrice numero 42.215.602. Qui non ci sono uomini disponibili. Questo piano esiste solo per dimostrare che le donne sono incontentabili. Grazie per aver visitato il negozio dei mariti.
NOTA BENE: Per evitare accuse di sessismo il proprietario ha aperto sull'altro lato della via un negozio di mogli. Al primo piano ci sono le mogli che amano il sesso. Al secondo piano ci sono le mogli che amano il sesso e sono sempre gentili. Il terzo piano offre mogli che amano il sesso, sono sempre gentili e amano lo sport. Il quarto, quinto e sesto piano non sono mai stati visitati.
Comincia così un libro in un certo senso gemello del mio. Si chiama Sposalo (casa editrice Vallardi) ed è di Lori Gottlieb, una giornalista e scrittrice americana da best seller. A differenza di me, lei non può essere accusata di essere una antifemminista accecata da una fede cattolica tradizionalista, perché è una firma di punta del New York Times, del Los Angeles Times, di Glamour e altri giornali, nessuno dei quali esattamente l'organo ufficiale della Santa Sede. Trovare conferma alle mie sperimentali impressioni nel libro di una quarantaduenne madre single non cattolica mi conforta molto. Per questo ho cominciato con questa storiella rubata a Sposalo la presentazione del mio libro di sabato scorso alla libreria Aquisgrana di Roma. E nessuna delle presenti, che ringrazio di cuore per essere venuta, mi ha tirato una scarpa. Vorrei condividere con voi una dritta preziosa che ci ha dato, a tutti noi presenti, un francescano minore, padre Emidio che è venuto ad ascoltare, ma che alla fine sono riuscita a far parlare (che ti ascolti, Emidio, se quasi tutto quello che so l'ho imparato da te?). La dritta in sostanza è questa: l'uomo, il maschio, è semplice, non è difficile da capire, e a volte noi donne ci incartiamo perché vorremmo capire i suoi presunti retropensieri quando lui in realtà il più delle volte non ne ha. Se dice "ho sonno" ha sonno, e non vuole intendere come invece capita a noi "vorrei parlare con te ma mi sono sentito trascurato ultimamente e così vado in camera nella speranza che tu mi segua senza che io neanche te lo chieda". Noi donne invece di ogni cosa vogliamo capire le cause, e poi le cause delle cause, e così ci perdiamo. Il Vangelo, che ovviamente è il libretto di istruzioni anche per la vita di coppia, invece, è qualcosa che si capisce solo dopo che si provato a metterlo in pratica. La testa segue a ruota, dopo le mani e dopo il sudore. Quando le situazioni sono troppo ingarbugliate conviene smettere di chiedersi perché e cominciare a lavorare concretamente, per esempio sul lato pratico della giornata, perché prenda una buona piega, senza farsi troppe domande. Perché molto probabilmente la risposta è dentro di te, ma è sbagliata.
Rassegna stampa varia ed eventuale
Il problema principale è l'uccisione dei bambini, ma se i prolife continuano a porre l'accento sulla salute della donna sono destinati alla sconfitta come una squadra di calcio che sta sempre in difesa anche se sta già perdendo
di Mario Palmaro
LEGGI >>>
IL BIMBO CHE SI SCEGLIERA' IL SESSO DA SOLO
L'ultima follia della dittatura del relativismo: la libertà assoluta, cioè sciolta dalla realtà, porta a imporre il peggior conformismo unisex
di Rino Cammilleri
LEGGI >>>
CINQUECENTO PERSONE DA OGNI PARTE D'ITALIA SONO GIUNTE A DESENZANO PER LA MARCIA PER LA VITA
Invece all'altra marcia (organizzata dal Movimento della Vita a Roma una settimana prima) c'erano un decimo dei partecipanti (una cinquantina): non sarebbe più bello che i prolife italiani marciassero insieme?
da La Bussola Quotidiana
LEGGI >>>


