lunedì 5 gennaio 2026

Aforismi in lingua originale - He is the Man, the most terrible of the beasts.

We make our friends; we make our enemies; but God makes our next-door neighbour. Hence he comes to us clad in all the careless terrors of nature; he is as strange as the stars, as reckless and indifferent as the rain. He is Man, the most terrible of the beasts. That is why the old religions and the old scriptural language showed so sharp a wisdom when they spoke, not of one’s



Gilbert Keith Chesterton, Heretics.


domenica 4 gennaio 2026

L’Attualità Profetica de "L’Osteria Volante" di Chesterton: Un Viaggio tra Ismi, Ribellione e Modernità | Saverio Grimaldi su Edunews24.

 




(...)

"L’osteria volante" di Chesterton non è soltanto una critica sociale travestita da avventura picaresca, ma un viaggio tra i temi fondanti della libertà, della convivialità e dell’umanesimo.

Il romanzo si apre in un’Inghilterra trasfigurata, dove la vendita e il consumo di alcolici sono stati vietati per un singolare accordo tra i ceti aristocratici e una componente islamica. Il tutto appare come uno scenario tanto surreale quanto inquietante, dove la perdita della tradizione e delle radici popolari viene proiettata all’estremo, con i rappresentanti del potere che impongono la loro visione "igienista" ed estremista della società.

(...)

Il resto nel collegamento qui sotto:

sabato 3 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - Parole oltremodo sagge e profonde sul divorzio. Diffondiamole!



Noi in Inghilterra siamo quella che viene definita una nazione arretrata. E la cosa più arretrata che stiamo facendo è cercare di estendere ai poveri il divorzio che ha già portato alla disperazione le due nazioni più avanzate [cioè Francia e America].

Lo svantaggio di questo tipo di divorzio è che introduce nella vita quotidiana un elemento perpetuo di disturbo (o un dubbio di disturbo) che la natura umana è incapace di sopportare. È come se il battente bussasse alla porta e poi scappasse via, portando con sé la porta stessa. È come se la scala cominciasse a scivolare giù dalla ringhiera. Ci deve essere una struttura solida per la vita umana. Anche se l'uomo è un attore che blatera e sbraita per un'ora sul palcoscenico, non può stare al sicuro per un'ora se il palcoscenico cede sotto di lui. E il palcoscenico su cui l'uomo bianco ha recitato finora la sua parte, in modo abbastanza mediocre, ma a volte nobile, è una sorta di piccolo teatro, chiamato casa. E il suo arredamento essenziale è la sua famiglia. Se rompi e ripari, e rompi di nuovo quell'arredamento, scoprirai ciò che scopriresti con un braccio o una gamba: che è stato rotto una volta di troppo. L'arto viene mozzato e l'uomo non è più vivo. Se fai a pezzi quella struttura e cerchi di rappezzarla e rappezzarla di nuovo, alla fine scoprirai che è irreparabile.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 1 agosto 1914.



venerdì 2 gennaio 2026

Un aforisma al giorno - Mettere a tacere, errore strategico.



Spesso mettere a tacere un uomo è un errore strategico, perché dà al mondo l'impressione che egli avesse qualcosa da dire.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 14 agosto 1915.



giovedì 1 gennaio 2026

Buon Anno 2026 e buone riproposizioni!

Riproporre per il nostro Chesterton è una delle parti importanti della sua filosofia: è lui che diceva che 

C’è una legge scritta nell’oscuro Libro della Vita ed è questa: se guardi una cosa per 999 volte, puoi stare perfettamente tranquillo; se la guardi per la millesima volta corri il serio pericolo di vederla per la prima volta

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill,

E allora perché privarsi del lusso di vedere alcune sue parole per la prima volta? 

Ecco qui gli splendidi aforismi che sempre vi riproponiamo, lo faremo per mille altre volte, lo facciamo per correre anche noi il famoso felicissimo rischio di risvegliarci ancora una volta e trovarli nuovissimi...

Ancora una volta, come sempre, auguri fervidi a mio nome, della mia famiglia, dei consiglieri, della Segreteria Volante e della Società Chestertoniana Italiana intera, che spero raggiunga anche quest'anno il suo obiettivo: portare quante più persone possibile a Gesù Cristo tramite il nostro caro vecchio Gilbert, dare speranza a tutti tramite Chesterton. Sarebbe una buona scusa per provare a non andare all'inferno e di stare allegri in questo mondo.

Vostro

Marco Sermarini

Di solito faccio i miei propositi per il nuovo anno verso la fine di maggio, perché appartengo a quell'ordine superiore di esseri che non solo dimentica di mantenere le promesse, ma anche di farle. Inoltre, il mio compleanno è più o meno in quel periodo; e mi piace rinascere nel momento in cui sono nato.

Gilbert Keith Chesterton, 11 Gennaio 1913, Daily News.


L'obiettivo di un Nuovo Anno non è che abbiamo un nuovo anno. È che abbiamo una nuova anima e un naso nuovo; nuovi piedi, una nuova schiena, nuove orecchie e occhi nuovi. A meno che un particolare uomo non prenda decisioni per il Nuovo Anno, non prenderà alcuna decisione. A meno che un uomo non cominci da capo con le cose, senz'altro non farà niente di efficace. A meno che un uomo non parta con la strana ipotesi di non essere mai esistito prima, è certissimo che non esisterà mai in seguito. A meno che un uomo non nasca di nuovo, non entrerà in nessun modo nel Regno dei Cieli.

Gilbert Keith Chesterton, Lunacy and Letters, "January One".






mercoledì 31 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Mangiare i prigionieri e non poter mantenere la propria posizione...



Se uno Stato europeo, in guerra con altri Stati, iniziasse improvvisamente a mangiare i propri prigionieri, gli altri Stati sarebbero giustificati nel rompere ogni rapporto e discussione internazionale e nel distruggerlo senza ulteriori indugi. Ma se gli altri Stati iniziassero, anche se con riluttanza, a mangiare un prigioniero qua e là, potrebbero comunque mantenere gran parte della loro logica e persino una sorta di superiorità morale piuttosto relativa. Ma ovviamente c'è una cosa che non potrebbero assolutamente mantenere, ed è il disgusto innocente e immediato alla sola vista del cannibale. Eppure sarebbe proprio su quel disgusto innocente che baserebbero tutta la loro pretesa di schiacciare un semplice nido di cannibali. Anche se solo in rare occasioni avessero dato un morso a un uomo, anche se fossero stati trovati solo a mordicchiare cautamente e con considerazione un uomo, avrebbero minato la loro stessa posizione: avrebbero minato gli istinti naturali che erano i loro principali alleati in tutta la guerra. Avrebbero reso il crimine del loro nemico una cosa meno eccezionale e quindi lo schiacciamento del loro nemico una cosa più eccezionale.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 settembre 1916.



martedì 30 dicembre 2025

Un aforisma di grande profondità al giorno - Bello, davvero...



È uno dei paradossi dell'uomo che una cosa piccola sembri molto più grande di una cosa grande. Notiamo un cartellone pubblicitario quando non notiamo il cielo; ci rendiamo conto di un punto di riferimento quando difficilmente ci rendiamo conto del territorio; e guardiamo con stupore le stelle che ruotano sopra di noi, senza renderci conto della stella su cui ci troviamo. Una piccola cosa è un oggetto; una grande cosa è solo uno sfondo. La verità ha, ovviamente, radici molto profonde, vicine a ciò che la religione ha sempre detto della dipendenza e dell'ingratitudine dell'uomo. Potrebbe non essere delicato da parte del filosofo, incontrando un uomo con un sassolino nella scarpa, ricordargli che è molto fortunato ad avere le gambe. Potrebbe essere imprudente per il mistico, quando la casalinga si lamenta di una ragnatela sul soffitto, dirle che il soffitto potrebbe caderle addosso da un momento all'altro. Ma il filosofo e il mistico hanno perfettamente ragione, nonostante tutto; e la verità di ciò che dicono viene spesso alla luce nel terremoto della guerra, quando gli arti vengono davvero portati via dalle palle di cannone o i tetti crollano sotto lo shock delle granate. In questo, la guerra è molto simile a un terremoto, perché un terremoto è un evento in cui la cosa più grande che conosciamo inizia a muoversi e ci ricorda per la prima volta da quanto tempo era immobile.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 dicembre 1916.

"Notiamo un cartellone pubblicitario
e non notiamo il cielo..."