martedì 7 giugno 2022

Riproposizioni - Un aforisma sulla grandezza dell’umiltà e la tristezza dell’orgoglio.

C'è un corollario alla concezione di essere troppo orgogliosi per combattere. È che gli umili debbano fare la maggior parte dei combattimenti. 

Gilbert Keith Chesterton, L'uomo Eterno.


Gilbert Keith Chesterton, di Maisie Ward. Una prima edizione con sovraccoperta.


È la prima edizione con rara sovraccoperta della prima grande biografia di Chesterton firmata da Maisie Ward. Maisie ha firmato la prima biografia documentata cui è seguito Return to Chesterton, sorta di secondo volume di approfondimento di aspetti rimasti un po' in ombra nel primo volume e provvisti di documentazione e testimonianze.

Volevo farvela vedere. Io non avevo mai visto la sovraccoperta, pur possedendo una prima edizione. È raro che sopravvivano alle ingiurie del tempo e degli uomini.

Prossimamente vi mostrerò altri dei libri che la Società ha ricevuto in dono, con perle dalla produzione di Belloc e Chesterton.

Marco Sermarini

 

lunedì 6 giugno 2022

Cent’anni fa Chesterton si convertiva, entrando nella bella e ilare compagnia | Peppino Zola su Tempi.

Caro direttore,


è tempo di “centenari”, che ci ricordano la grandezza di tanti uomini e di tante donne che hanno onorato la loro vita, aiutandoci a vivere meglio. Nel 2022 stiamo facendo memoria del Servo di Dio don Luigi Giussani, nato il 15 ottobre del 1922. In quello stesso anno entrava definitivamente nella Chiesa Cattolica il grande Chesterton,quando aveva poco meno di 50 anni, nel pieno della sua maturità, dopo avere scritto, nel 1908 (ben 14 anni prima), il suo capolavoro “teologico” e cioè “Ortodossia”. E’ entrato ufficialmente nella Chiesa maturando la decisione con alcuni sacerdoti intelligenti e con alcuni grandi amici. Una bella e ilare compagnia lo ha aiutato nella sua definitiva conversione, anche se essa era maturata guardando, senza pregiudizi alla realtà delle cose e alla grande storia della Chiesa stessa, dove, diceva, tutte le verità, comprese tutte le contraddizioni, si sono date appuntamento. Si tratta, allora, di un centenario, quello della conversione di GKC, da ricordare e da studiare. Tale conversione, infatti, ci testimonia, nel momento in cui tanti voltano le spalle alla Chiesa (con i risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti, guerre comprese), che invece, da uomini maturi e intelligenti, possiamo anche oggi entrare nella Chiesa, perché essa è l’unica che salva e proclama (malgrado le attuali troppe timidezze) tutto ciò che rende grande e irripetibile ogni essere umano. Si può, anche in questo secolo (ancora da definire), entrare orgogliosamente e gioiosamente nell’esperienza cattolica, perché è l’unica che evita le pazzie del “mondo”. Essere cattolici conviene al nostro equilibrio psicofisico ed alla capacità di essere utili (grazie alla forza di un Altro). Spero che l’intellighenzia cattolica, almeno questa, si fermi a ricordare questo “centenario” di GKC, che, ricordo, Papa Pio XI definì “difensore della fede”, cosa che effettivamente fu, con tutta la sua intelligenza, la sua enorme cultura, i suoi numerosissimi scritti, la sua fantastica ironia, che lo rese amico anche dei suoi avversari (in questo mi ricorda Amicone).

In un’epoca di “pazzie” come la nostra, si sente la mancanza di uno come Chesterton. Per questo, sto rileggendo uno dei suoi libri più significativi e cioè “L’UOMO COMUNE”, edito da Lindau, che ha così sottotitolato l’opuscolo: “Un elogio del buon senso e della tradizione”. Esso contiene una serie di saggi che affrontano i più svariati temi, tutti verificati dal punto di vista del buon senso che scaturisce dalle verità professate dal cristianesimo. Lettura molto godibile e stimolante. Mi soffermo brevemente su due di tali articoli.

Il primo, che è anche quello introduttivo del libro e che, appunto, si intitola “L’uomo comune”, costituisce una sferzante critica al potere intellettuale che vuole dominare il mondo (non solo quello culturale), il cui potere è di molto aumentato nei giorni nostri. Un potere che emargina e perseguita (anche nel senso più negativo del termine) il pensiero dell’uomo comune, che si basa su di una saggezza popolare che rispetta le dimensioni “elementari” di ogni esistenza. Sono le stravaganze degli intellettuali che portano ai più grossi errori ed alle più incredibili deviazioni. GKC scriveva queste cose più di cent’anni fa, ma la situazione, sotto questo profilo, è enormemente peggiorata. Basti pensare al fatto che si vorrebbe far passare per “diritto” la soppressione di una vita umana e che si vorrebbe definire l’uomo e la donna non in base all’inconfutabile dato biologico, ma in base al capriccio anche totalmente momentaneo del singolo individuo e che GKC definisce come “smania e follia causate dalla volubilità della classe istruita”. Giustamente Chesterton, in questo contesto, afferma che “il progresso, inteso come il progresso che è progredito a partire dal XVI secolo, ha perseguitato soprattutto l’uomo comune ….. il progresso è stato solamente una persecuzione dell’uomo comune”. Soprattutto oggi tutto ciò è evidente, visto che si vuole perseguitare il pensiero comune dell’uomo anche attraverso leggi liberticide. E Chesterton aggiunge una sottolineatura molto vera: solitamente questa classe dirigente che perseguita l’uomo comune è anche quella più ricca, perché la più potente. Come è vero! E’ vero che la classe istruita e ricca sta perseguitando la classe comune e più povera. Un’osservazione che potrebbe apparire banale, ma che nessuno fa.

Il secondo articolo è intitolato “Un nuovo argomento in favore delle scuole cattoliche” ed il nuovo argomento consiste nel fatto che all’uomo non basta un’istruzione qualsiasi, perché ha bisogno di una “cultura completa, basata su una sua filosofia e una sua religione”. Cioè, occorre una istruzione piena di senso, affinché la persona sia veramente aperta ad affrontare gli impegni della vita. Chesterton usa una figura insolita per dire che le scuole cattoliche vanno in questa direzione quando scrive che “la conoscenza non può mai essere racchiusa in compartimenti stagni” e che i critici delle scuole cattoliche dovrebbero sapere che esse assicurano la completezza dell’istruzione attraverso “l’atmosfera cattolica”, cioè attraverso un insieme coerente di istruzione e significato. Penso che molte scuole “cattoliche” dovrebbero rileggere questo articolo di Chesterton, perché molte di loro, soprattutto le più grosse, sicure di sopravvivere per via dei loro clienti ricchi, mi sembrano più preoccupate di arrivare prime nei sondaggi della Fondazione Agnelli che di assicurare una “atmosfera cattolica” che aiuti lo studente a crescere come persona “nuova” e completa prima che come efficiente strumento di lavoro e di business, tanto gradito al “mondo”. 

 

Tutti coloro che hanno vergogna di dirsi pubblicamente cattolici dovrebbero guardare alla testimonianza di Chesterton che  nel 1922 entrò nella Chiesa, scrivendo anche decine di libri per dire a tutto il mondo che l’appartenenza alla Chiesa costituisce l’unica vera convenienza umana, perché Gesù ha promesso a chi lo segue niente meno che il centuplo. I suoi libri trasudano di positività, di acume critico, di profonda cultura, di intelligente ironia. E, soprattutto, insieme a tutta la sua bellissima (e santa?) vita, di grande amore per l’uomo “comune”, quello voluto da Dio creatore e non dalle malsane ideologie.

 

Peppino Zola 


https://www.tempi.it/cento-anni-fa-chesterton-conversione/?highlight=zola

domenica 5 giugno 2022

Un aforisma al giorno (mmmh…).

Quando un uomo discute di ciò che Gesù voleva dire, lasciategli dire prima di tutto ciò che Egli disse, non ciò che l'uomo pensa che Egli avrebbe detto se si fosse espresso più chiaramente.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.

Un aforisma al giorno.

Ciò che per il cattolicesimo rappresentò la morte diede invece vita al capitalismo. 

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede.

Un aforisma al giorno.

Il primo effetto di non credere in Dio è il perdere il senso comune e non poter vedere le cose come sono... e tutto questo perché si ha paura di poche parole: "Egli si è fatto Uomo".

Gilbert Keith Chesterton, Padre Brown, L'oracolo del cane.

sabato 4 giugno 2022

Belloc, Chesterton, la Polonia 🇵🇱 e la Madonna di Chestochowa secondo don Giuseppe De Luca (ma c'è anche Manalive, The Path to Rome, Cecchi...).

Non appena ho letto che giungeva in Roma in questi giorni il Cardinal Primate di Polonia, mi son tornati in mente quei giorni, quegli uomini, e tutte le avemarie (quante, Madonna mia, quante: ce ne ubriacavamo) che si recitavano spesso insieme alla Madonna di Czestochowa. E mi son tornati in mente inoltre (oh che brutta malattia è la letteratura) uno scrittore e la ballata che egli scrisse e dedicò alla Madonna di Czestochowa. Che dico dedicò? Belloc, perché si tratta di lui, si recò in persona nel 1928 in Polonia. Non fu un viaggio, il suo; e lui ne aveva farti tanti, di viaggi, tutti descritti in divertentissimi libri. Fu un pellegrinaggio vero e proprio, come quelli di Péguy a Chartres. Péguy pativa, e portava le sue poesie come un ex-voto per i figli malati alla Madonna; Belloc portò una sua ballata, un po' alla brava, spavaldamente. Era una ballata all'antica. Era venuto qui, nella città eterna, a piedi, dal cuore della Francia; e il suo In via per Roma (The Path to Rome). lo diedi tradotto nell'Illustrazione Vaticana del 1935. Non io dovevo tradurlo, avrebbe dovuto tradurlo uno come Cecchi a quel modo che tradusse Manalive di Chesterton: amico dell'uno e dell'altro, e amico degnissimo di loro, a loro egli ha consacrato pagine parecchio belle. 

Narra il biografo di Belloc*:

[Nel 1928] Belloc si recò in pellegrinaggio in Polonia; questo pellegrinaggio, per importanza, vien secondo a quello che aveva fatto a Roma, Sua mèta, il santuario della Madonna di Czestochowa; recava con sé la ballata che porta il nome di Lei. Ascoltata la messa nella grande chiesa del monastero, la quale domina tutta la regione intorno per la sua situazione, e domina tutta la Polonia per la sua leggenda, Belloc portò la ballata, montata in una cornice nera, nella cappella dove la faccia dolorosa della Madre di Dio guarda sulla folla che le prega davanti. L'appende alla parete a fianco dell'altare, a destra, in mezzo a spade, medaglie, vascelli d'oro, braccia e gambe, testimonianze della intercessione della Madonna, Dopo, ne fece una traduzione strana in un latino maccheronico, e la depositò negli archivi del monastero. Se oggi un pellegrino polacco guarda un po' da vicino queste sante mura, vedrà che un poeta inglese fu il primo tra gli amici della sua nazione.

Qual è questa ballata? Eccola, nella traduzione di Augusto Guidi:

Donna, e Regina, e multiplo Mistero,
E Reggitrice dello sgombro cielo,
Madonna che Sant'Ilda vide in sogno,
E una silvestre musica ascoltava;
'attenderai nell'ora vespertina,
Che le nubi sono alte e rientra il gregge.
Questa è la fede che ho nutrito e nutro,
E questa è quella in cui morire voglio.
Scoscesi sono i flutti, irosi, freddi,
Terribili a tentarsi nei marosi;
Tu mi restituirai, fedele amica
Alla vendetta e alle glorie dei forti.
Questa è la fede che ho nutrito e nutro,
E questa è quella in cui morire voglio.
Licenza, Principe d'onta che ti compri e vendi,
Scritti nella tua tana rovinante,
Questi versi proclaman la mia fede,
Proclamano che in lei voglio morire.

Oh no, non è una gran poesia, forse nemmeno è una poesia. Sarà preghiera? Ne dubito, la preghiera e la poesia essendo cose estremamente più sfuggenti, segrete. A Belloc, più di una volta, come al suo amico Chesterton, piacevano troppo scrivendo i fuochi artificiali. Come piaceva il vino. Si sarebbero vergognati di dare per soggetto alla poesia, persino alla prosa, la cronaca nera oggi d'uso alla quale preferirono sempre le storielle allegre. Incontrarono, tuttavia, la preghiera e la grazia, tutti e due, e più d'una volta. A loro stessa insaputa, ma le incontrarono; e un giorno qualcuno lo dirà, io spero.

Don Giuseppe De Luca, Bailamme. Ovverosia pensieri del sabato sera.

* Robert Speaight, The Life of Hilaire Belloc, London, 1957.

venerdì 3 giugno 2022

Chesterton i sprawa polska - Chesterton e la questione polacca | da Do Rzeczy.

Szymon Stanula | Jeden z najbardziej znanych angielskich pisarzy katolickich, Gilbert Keith Chesterton, zyskuje coraz większe uznanie również w Polsce dzięki licznym tłumaczeniom jego dzieł, a także poprzez poświęcane mu publikacje.

(Szymon Stanula | Uno dei più famosi scrittori cattolici inglesi, Gilbert Keith Chesterton, sta ottenendo un crescente riconoscimento anche in Polonia grazie a numerose traduzioni delle sue opere e a pubblicazioni a lui dedicate.

Si è guadagnato un pubblico affezionato in tutto il mondo per il suo stile unico, che comprende, tra le altre qualità, la capacità di presentare questioni spesso intrattabili attraverso paragoni illustrativi, a volte paradossali, che stimolano ancora di più l'attenzione del lettore. Inoltre, affronta problemi solitamente sollevati con riluttanza da pubblicisti e scrittori dell'epoca. Con un fervore apologetico, difende questioni che cominciavano a essere negate dalla società in cui viveva. Oggi sono ancora più contestate, come il modello di famiglia tradizionale, l'attaccamento alle radici cristiane della cultura europea e quindi alla religione cattolica.

(...)

Non è un caso che Wojciech Golonka sia l'autore di questo libro su Chesterton. Ha già dedicato una parte considerevole del suo lavoro di ricerca a Chesterton, scrivendo la sua tesi di dottorato in filosofia sul suo pensiero. L'opera è stata poi pubblicata in francese come "Gilbert Keith Chesterton - Portrait philosophique d'un écrivain (1874-1936)". (Gilbert Keith Chesterton - Ritratto filosofico di uno scrittore). Ha pubblicato anche un libro intitolato "Il protestantesimo attraverso gli occhi di Chesterton", pubblicato anche in francese e in inglese, in cui critica la dottrina del filone del cristianesimo iniziato da Martin Lutero nel XVI secolo.

Il resto qui:

https://dorzeczy.pl/kultura/301156/chesterton-recenzja-ksiazki-polska-i-polityka-chestertona.html

mercoledì 1 giugno 2022

The G.K. Chesterton Collection with Ronan Doheny

 

Notizie dal Notre Dame London Global Gateway, dove oggi si trova la Chesterton Library (oggi Chesterton Collection).

 

Welcome

Dear Friends of the G.K. Chesterton Collection,
As the weather begins to turn the corner from spring into summer, we write to update you on the happenings around the Chesterton Collection here at the Notre Dame London Global Gateway.
We're very excited to announce that we've received a $10,000 grant from ND Research, the office at Notre Dame that promotes and supports efforts to enhance research opportunities at Notre Dame. This generous gift will be used to restore and digitize Chesterton's Toy Theatre. We've engaged the British Library's digitization team to assist in the work. It's very exciting to join with them in this effort, and we foresee an ongoing relationship with them as we move to preserve and digitize more of the items in the Collection over time.
Our long awaited and much anticipated Chesterton Conference will take place on Friday, October 28, 2022, at the Notre Dame London Global Gateway. We're excited to be welcoming several Chesterton scholars to gather and discuss their work on Chesterton, and the impact of this polymath on a whole array of fields. We would ask you to mark your calendars and know that you would be most welcome to attend.
Yours,
Fr. Jim
Rev. James M. Lies, C.S.C.
Senior Director for Academic Initiatives and Partnerships
Notre Dame London Global Gateway

News & Stories

Notre Dame London students explore the G.K. Chesterton Collection

This semester, students taking Hadas Elber-Aviram’s London in the Literature of the Fantastic course were some of the first to interact with the G.K. Chesterton Collection at the Notre Dame London Global Gateway. Having previously read the Father Brown novels via digital copies, access to the original physical manuscripts allowed the students a fuller experience, gaining insight into the author’s thoughts and experiences while writing the text. 
These students were among other classes: Literary Séance (Trish Bredar) and the Kennedy Scholars Research Seminar (Alice Tyrell and Charlotte Parkyn), who were also able to benefit from time spent with the collection!

A closer look


The Toy Theatre
During childhood, Chesterton's father introduced him to a toy theatre, a play device he would use for the rest of his life. Well into his adult life, Chesterton would write plays for his toy theatre, creating the illustrated characters and scenery from cardboard. As well as putting on plays for his own pleasure, Chesterton would put on plays for the children of Battersea, and later for the children of Beaconsfield. 
The images above are of the Spanish Toy Theatre. As well as his own scenery and characters, Chesterton used this beautiful commercial. 




martedì 31 maggio 2022

G.K. Chesterton Became Catholic 100 Years Ago, Drawn In By Jerusalem And Our Lady - di Kevin Turley (EWTN e Catholic Register).

But why did the writer’s conversion take so long?



On July 30, 1922, at the Railway Hotel, in Beaconsfield, England, G.K. Chesterton became a Catholic. In the absence of a local Catholic church, the Railway Hotel’s Irish landlady had allowed the ballroom to be converted into a makeshift chapel. It was there, beneath a corrugated-iron roof and surrounded by bare wooden walls, the 48-year-old writer entered into full communion with the Church.

What were the reasons for Chesterton taking this step?

And, given his thought and writings on Christianity for many years, why had it taken him so long?

(...)

“Something happened at the Basilica of Ecce Homo,” said Marco Sermarini, president of the Italian Chesterton Society. Speaking to the Register, Sermarini said he thinks that Holy Land trip clarified things irrevocably for the Englishman. “Frances’ diary records that they went three times to the Basilica of Ecce Homo. The first visit, on March 4, was by Frances alone; then they went together, on March 26, in the morning,” he explained, “and, again, for a blessing the next day in the afternoon. There, they had a long conversation with an English nun. We have no other record of this, but it is certain that Chesterton was particularly touched by this place or, perhaps more correctly, everything became clear there.”

C'è dell'altro ancora, con contributi di Dale Ahlquist (presidente della Society of G. K. Chesterton, la Società Chestertoniana Americana), di Karl Schmude (presidente della Società Chestertoniana Australiana) e, come vedete, di Marco Sermarini (il nostro presidente).

Il resto qui sotto:





Chesterton Day, anche quest'anno Chesterton Day...

17 Giugno 2022, San Benedetto del Tronto, Centro Educativo La Contea, Chesterton Day. 

Tema: A cento anni dalla conversione di Gilbert Keith Chesterton al cattolicesimo...

Sarà una bella giornata indimenticabile. Ospiti speciali. I giovani e baldanzosi verranno, chi starà a casa...

The Railway Hotel/The Earl of Beaconsfield - Beaconsfield Historical Society

In una sala di questo hotel, il Railway Hotel (oggi purtroppo non c'è più), 
il 30 Luglio 1922 Chesterton fu accolto nella Chiesa Cattolica.

Un dono inaspettato e graditissimo per la nostra balda Società.

Per la nostra gioia ci sono stati regalati questi (ed altri) bei libri. La maggior parte sono di Hilaire Belloc, ma ci sono delle perle di Chesterton che mancavano alla nostra piccola biblioteca in lingua originale. Ci sono anche dei libri di Belloc illustrati da Chesterton (ma che belli! Che bello vedere come questi due cari amici collaborassero!). Ci sono delle prime edizioni. Cose preziose, appartenute ad una bravissima persona ed arrivate a noi tramite un'altra brava persona, con l'aiuto di altre brave persone.
Una bella e brava catena, di cui noi siamo onorati e lieti di essere l'ultimo anello!

Così da oggi avrete a disposizione (per chi di voi verrà a trovarci a San Benedetto del Tronto, dove ha sede la Società Chestertoniana Italiana) anche questi bei libri.

Un grazie di cuore da parte mia a nome di tutti i Chestertoniani d'Italia per questo dono.

Questi volumi (ma forse ne arriveranno altri...) andranno ad aggiungersi a quelli che ci furono donati da Francis Manion, il nostro amico americano esecutore testamentario di padre Stanley Jaki, un grande cervello con una grande fede ed un cuore appassionato a Chesterton e Belloc.

Sono tanto contento e tanto ammirato. Grazie.

Marco Sermarini













 

lunedì 30 maggio 2022

Aforismi in lingua originale - Quel famoso passaggio de La ballata del cavallo bianco...

"The wise men know all evil things

Under the twisted trees,

Where the perverse in pleasure pine

And men are weary of green wine

And sick of crimson seas.

"But you and all the kind of Christ

Are ignorant and brave,

And you have wars you hardly win

And souls you hardly save.

"I tell you naught for your comfort,

Yea, naught for your desire,

Save that the sky grows darker yet

And the sea rises higher.

"Night shall be thrice night over you,

And heaven an iron cope.

Do you have joy without a cause,

Yea, faith without a hope?"


Sull'argomento:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/07/una-riflessione-di-annalisa-teggi-su-la.html

Maggio 2018, Scuola Chesterton
dal Cavallo Bianco...


domenica 29 maggio 2022

Oggi è il centoquarantottesimo compleanno di Chesterton, per cui due ottime cose di cui disporre...

Il siluro è arrivato qui e questo centro
grazie a Dio e a Gilbert
ha chiuso i battenti...
il primo di questa organizzazione...



La preghiera per l'intercessione di Chesterton: 

https://uomovivo.blogspot.com/2009/07/la-santita-di-chesterton-ora-ce-una.html

Qui un esempio dei clamorosi siluri che si possono tirare con la preghiera a Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/06/g-k-chesterton-ha-aiutato-ad-affondare.html

Per cui non lesinerei, non esiterei, non andrei di fioretto, non starei a cincischiare...

Marco Sermarini


Riproponiamo The Man Who Was Thursday messo in scena da Orson Welles.

Orson Welles fu un grande ammiratore di Chesterton, lo stimava ed amava (sue sono queste parole). Non si limitò a ciò, ma decise di produrre una riduzione dell'Uomo che fu Giovedì in radio il 5 settembre 1938.

Anni fa la proponemmo traendola dal sito del Mercury Theatre, ora abbiamo trovato anche quest'altra fonte, dal sito dell'Indiana University che presenta tra l'altro la raccolta di tutte le riduzioni radiofoniche di opere letterarie fatte da Welles, qui. Chesterton è in ottima e degnissima compagnia, potete vedere, come sempre.
Qui di seguito, oltre che la performance su L'Uomo che fu Giovedì, trovate gli altri post in cui in passato ci siamo già occupati di Welles:




Orson Welles on the Air, 1938-1946

THE MAN WHO WAS THURSDAY

https://orsonwelles.indiana.edu/items/show/2200





Aforismi in lingua originale - L'"esorcismo" di Chesterton in inglese.

I saw him still gazing at me fixedly. Some nerve snapped in me under the hypnotic stare. I leapt to my feet and cried, "In the name of God and Democracy and the Dragon's grandmother—in the name of all good things—I charge you to avaunt and haunt this house no more." Whether or no it was the result of the exorcism, there is no doubt that he definitely went away.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles, The Dragon's Grandmother.

Ecco l'italiano:

https://uomovivo.blogspot.com/2011/12/lesorcismo-di-chesterton.html

Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri al vecchio Gilbert...!



Inchinandomi con la mia cieca credulità di sempre di fronte alla mera autorità e alla tradizione dei padri, bevendomi superstiziosamente una storia che all'epoca non fui in grado di verificare di persona, sono fermamente convinto di essere nato il 29 maggio del 1874 a Campden Hill, Kensington; e di essere stato battezzato secondo il rito anglicano nella piccola chiesa di Saint George, che si trova di fronte alla torre dell'acquedotto, immensa a dominare quell'altura. Non attribuisco nessun significato al rapporto tra i due edifici; e nego sdegnosamente che la chiesa possa essere stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della zona occidentale di Londra per fare di me un cristiano.


Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



A proposito di questa simpatica immagine, visto che è il compleanno del nostro eroe approfittiamo per parlarne. Si tratta di una caricatura di Strickland uscita sul numero del 21 Febbraio 1912 di Vanity Fair a corredo di un articolo intitolato Men of the Day.

La rubrica aveva acceso i suoi riflettori su uomini come Arnold Bennet, Lev Tolstoj, Rudyard Kipling, Matthew Arnold, John Stuart Mill, George Meredith, Thomas Hardy, Robert Browning, Anthony Trollope, Benjamin Disraeli, Gladstone... Tra l'altro caso vuole che di molti dei suoi "colleghi" egli si sarebbe poi interessato professionalmente. Dunque l'immagine dice del livello di popolarità e di fama raggiunta nel 1912 dal nostro caro Gilbert, che viene ritratto... come egli è: allegro, fumatore, gioviale e sbadato al punto giusto, immerso nelle sue idee che spuntano dalle tasche.

In realtà Chesterton aveva fatto capolino tra le pagine della popolare rivista britannica nel Marzo 1903, quando un anonimo recensore parlò di lui e del suo Robert Browning appena uscito.

A proposito della notazione sulla chiesa in cui fu battezzato, ecco qualche post che troverete nel blog in cui essa è nominata:

qui sotto c'è la pianta:


qui sotto il registro dove è stato annotato il battesimo del piccolo Gilbertino:


qui il testo del post del compleanno dello scorso anno (con la famosa pagina dell'Autobiografia in originale):


qui una foto che dovrei aver scattato io stesso nel 2017 durante una visita con la mia famiglia:


qui un piccolo album fotografico che gli dedicammo qualche anno fa:


qui gli auguri del 144° compleanno con i ragazzi della splendida Scuola Chesterton in pellegrinaggio (sì, in pellegrinaggio) da quelle parti (qui è casetta sua di quando era nato), con mie foto dentro e fuori la chiesa:


qui la famosa torre dell'acquedotto (ragazzi, approfittatene, è roba introvabile, la torre da mo' che l'hanno abbattuta!):


qui la torre ancora meglio:


per il 140° compleanno:


per il 141°:


e poi queste bellissime lettere di Gilbert alla moglie, dai:


Insomma, tanti auguri a Gilbert e a noi!

Marco Sermarini

Un aforisma al giorno.



Non c'è limite alla pazzia degli uomini quando si ritengono superiori sia alla risata che all'umiltà.


Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 2 Marzo 1907

venerdì 27 maggio 2022

Un aforisma al giorno (provate a smentirlo, se ce la fate...).

Se oggi l'umiltà è stata screditata come virtù, non sarà del tutto superfluo osservare che questo discredito coincide con il grande regresso della gioia nella letteratura e nella filosofia contemporanea.


Gilbert Keith Chesterton, L'imputato