sabato 15 settembre 2012
Oggi 15.09.2012 a pagina 24 di Avvenire...
venerdì 14 settembre 2012
Il Ritorno di don Chisciotte
Torniamo a fare uno dei nostri giochini: perché il metodo di padre Brown sarebbe un "esercizio religioso"?
Rassegna stampa - Tristezze di gender e viaggio del Papa in Libano
14 Settembre 2012 - Avvenire
Strasburgo insiste sul gender 96 KB
14 Settembre 2012 - Avvenire
Il Papa in Libano 147 KB
Socci cita Chesterton per rispondere a Vito Mancuso
Socci con Chesterton confuta Martini e risponde a Mancuso.
Maria Grazia Gotti
| DIFENDO LA CHIESA ATTACCATA DA MANCUSO Posted: 12 Sep 2012 04:09 AM PDT Chissà se Corrado Augias e Vito Mancuso, che su "Repubblica" denunciano l' "operazione anestesia" della Chiesa sul cardinal Martini (specie sul "modo in cui Martini ha chiesto di morire", dice Augias), saranno sobbalzati ieri, al titolo di "Avvenire" che recitava "Accudimento non 'accanimento'". Il direttore del giornale della Cei, Tarquinio – senza nominare Martini – negava che l'applicazione del sondino gastrico in caso di grave malattia incurabile sia "accanimento terapeutico" e negava che si tratti di cure "sproporzionate rispetto ai risultati attesi". Aggiungeva: "so bene che qualcuno considera 'accanimento' dare da mangiare e da bere con un sondino a chi ne ha bisogno (e può ricevere utilmente cibo e acqua), ma non può provvedere da solo", ma "io sono tra coloro che giudicano questo gesto di cura e di amore del nutrire e idratare semplicemente l'esercizio di un assoluto dovere di umanità e di solidarietà". Era la risposta a un lettore con moglie malata di Alzheimer, quindi non un commento sul caso del cardinale, ma quelle parole ora potrebbero essere lette in riferimento alla sua vicenda che ha fatto tanto clamore. Infatti il medico che curava Martini, dopo la morte ha subito spiegato che egli, affetto da Parkinson, da questa estate "non è più stato in grado di deglutire nulla" e "non ha voluto alcun altro ausilio: né la Peg, il tubicino per l'alimentazione artificiale… né il sondino naso-gastrico. E' rimasto lucido fino alle ultime ore e ha rifiutato tutto ciò che ritiene accanimento terapeutico". Dunque è accanimento o accudimento? Non c'è solo questa diatriba sull'alimentazione e idratazione. Mancuso denuncia l'"operazione-anestesia" che la Chiesa starebbe facendo su tutta la figura di Martini: "A partire dall'omelia di Scola per il funerale, sulla stampa cattolica ufficiale si sono susseguiti una serie di interventi la cui unica finalità è stata svigorire il contenuto destabilizzante delle analisi martiniane per il sistema di potere della Chiesa attuale". Dunque un "figlio spirituale" del cardinale, come Mancuso, lo elogia per il "contenuto destabilizzante" dei suoi pronunciamenti e protesta perché la Chiesa, sottolineando la fede cattolica di Martini, li starebbe anestetizzando. Come stanno le cose? In effetti, visto il coro scatenato dalla stampa laica per celebrare il prelato in chiave polemica, la Chiesa ha cercato di valorizzare Martini per le cose buone, ma – come ogni madre farebbe con un proprio figlio – ha steso un pietoso velo sui pronunciamenti più "destabilizzanti". Tuttavia – sommessamente – ha messo pure dei punti fermi. Per esempio su "Avvenire" del 1° settembre è uscita un'intervista al cardinale Ruini dove la giornalista, Marina Corradi notava che su temi come fecondazione artificiale o unioni omosessuali "Martini sembrava più aperto alle ragioni di certa cultura laica" e "ha espresso pubblicamente posizioni chiaramente lontane da quelle della Cei". Nel resto dell'intervista Ruini ha elogiato l'arcivescovo defunto per altre cose e ha sottolineato che dentro la Cei "non sono mai emerse divergenze profonde", concludendo che "Martini è stato un grande figlio della Chiesa; cercare di giocare la sua eredità contro di essa sarebbe un'operazione assai misera". Come si vede c'è stato quell'atteggiamento di grande pietà e di amore che la Chiesa ha verso tutti, tanto più verso un suo alto ecclesiastico che ha dedicato la vita a Gesù Cristo, pur dicendo talora (anche) cose discutibili o controverse. Per esempio l'ultima intervista di Martini, uscita postuma, come testamento spirituale, è stata lanciata dal "Corriere della sera" con questo titolo "Chiesa indietro di 200 anni". Erano parole del prelato. Il vaticanista Sandro Magister ha notato che "le alte gerarchie della Chiesa l'hanno passata sotto silenzio". A me questo silenzio pare un gran gesto di carità. Infatti è imbarazzante che un cardinale di Santa Romana Chiesa decida di congedarsi dal mondo con quello che forse nelle sue intenzioni era un grido di dolore sulla Chiesa, ma che ai più è sembrato in realtà un atto d'accusa. Dove Martini sale in cattedra e prescrive a tutti, a partire dal Papa, cosa devono fare: "la Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi". Così oltretutto misconosce la straordinaria opera di purificazione della Chiesa che Benedetto XVI con immenso coraggio ha intrapreso fin da quando era cardinale. Martini – oltreché cardinale – era anche gesuita e il connotato specifico dei gesuiti è proprio il voto di obbedienza al Papa, a difesa di Pietro e della Chiesa. Ma questa difesa non si è vista molto. S. Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, nei suoi famosi "Esercizi spirituali", prescrive loro, per "avere l'autentico sentire della Chiesa militante", queste regole: "Deposto ogni giudizio, dobbiamo tenere l'animo disposto e pronto per obbedire in tutto alla vera sposa di Cristo nostro Signore che è la nostra santa madre Chiesa gerarchica. Lodare finalmente tutti i precetti della Chiesa, tenendo l'animo pronto a cercare ragioni in sua difesa e in nessuna maniera in sua offesa". E ancora: "Dobbiamo essere più pronti ad approvaree lodare tanto le disposizioni e raccomandazioni quanto i comportamenti dei nostri superiori". Ognuno può vedere cosa rimane di queste regole… Del resto, quando Martini denuncia che "la Chiesa è indietro di 200 anni", pretendendo che si adegui ai tempi e si omologhi al mondo, dimentica che compito della Chiesa è guardare indietro di duemila anni, convertendosi continuamente non alle mode mondane, ma alla Verità fatta carne. Venuta nel mondo duemila anni fa. Diceva un grande convertito, Gilbert K. Chesterton: "Non abbiamo bisogno, come dicono i giornali, di una Chiesa che si muova col mondo. Abbiamo bisogno di una Chiesa che muova il mondo". Infatti quelle confessioni protestanti europee che sono andate dietro al mondo (con tutte le sue fissazioni: dal sacerdozio femminile al matrimonio dei preti) sono diventate irrilevanti o si estinguono. C'è pure un "dettaglio" dottrinale che ha fatto discutere. Martini, nell'intervista-testamento, sostiene che "tutte le regole esterne, le leggi, i dogmi ci sono dati per chiarire la voce interna e per il discernimento degli spiriti". Giudizio che il professor De Marco definisce "equivoco" perché "un formula del genere" oggi ha "una recezione soggettivistica: il dogma (quello trinitario, ad esempio) sarebbe dato per 'chiarire' la voce della coscienza individuale". Questa approssimazione equivoca galvanizza Mancuso fino a fargli scrivere che tale "centralità della coscienza personale" sulla Chiesa e sui dogmi corrisponderebbe all' "insegnamento del Vaticano II (vedi Gaudium et spes 16-17)". Ma quei passi della Gaudium et spes dicono cose ben diverse e – ad esempio – sottolineano l'esistenza di "norme oggettive della moralità" e il problema della "coscienza erronea". Sulle pagine dei giornali la teologia lascia il posto alle chiacchiere da salotto giornalistico. Che alimentano divisioni, mentre Benedetto XVI fa un titanico sforzo per evitare alla Chiesa lacerazioni, conflitti e (in certi casi europei) perfino rischi di scismi. I salotti non capiscono la carità del Papa: "La carità è paziente, è benigna la carità… non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta" (1Cor 13).
Antonio Socci Da "Libero", 12 settembre 2012 |
Ancora sulla vicenda della Cattolica - Gianfranco Amato
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
mercoledì 12 settembre 2012
Segnaliamo il nuovo libro di Costanza Miriano!
http://www.sonzognoeditori.it/varia/libro/4542533-sposala-e-muori-per-lei
sabato 8 settembre 2012
Un aforisma al giorno
"Il bambino è davvero felice di una felicità meravigliosa ogni volta che scocca una freccia. Non è affatto certo che lo stesso valga per un uomo di affari ogni volta che spedisce un telegramma. Il nome stesso del telegramma è una poesia, ancora più magica della freccia; poiché ha il significato di una freccia, e per giunta di una freccia che scrive. Immaginate cosa proverebbe il bambino se potesse scoccare una freccia-matita in grado di disegnare una figura dall'altra parte della valle o di una strada. Eppure, raramente l'uomo d'affari danza e batte le mani per la gioia, quando spedisce un telegramma".
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza
venerdì 7 settembre 2012
Distributismo e GKC su Radio Maria
Se potete sintonizzate la radio, eventualmente intervenite.
Ancora su Leah Libresco - di Maria Grazia Gotti
Uno dei nostri è andato a Beaconsfield - Cronaca dell'avventura
giovedì 6 settembre 2012
Tremende Bazzecole - Cinquanta sfumature di grigio secondo Chesterton. Se ne consiglia la lettura ai minori - la nostra Annalisa Teggi da Tempi
Il signor Chesterton era un favoloso disegnatore e oso dire che dovrebbe essere seriamente presa in considerazione l’ipotesi di rendere obbligatoria nella scuola primaria la gioia di leggere agli scolari le descrizioni dei colori che lui fece e le storie che costruì su ciascuno di essi. Una delle prime cose che mi è capitata da quando traduco le sue opere è stata quella di imparare a memoria tutti i nomi ufficialmente catalogati di ogni sfumatura precisa di colore: il “terra d’ombra naturale”, la “lacca di garanza”, il “sangue di drago”. A lui bastava leggere nomi come questi per inventare storie fantastiche.Un simpatico commento sui tanti libri di GKC presenti al Meetingi di Rimini
Bello, no? E c'è anche la Review...
Un aforisma al giorno (ancora Ffinch, ancora Brunelli)
Un aforisma al giorno (Ffinch, Brunelli, Blatchford Controversy)
Un aforisma al giorno (grazie a Michael Ffinch e a Padre Brunelli)
mercoledì 5 settembre 2012
E' possibile acquistare la Chesterton Review II Volume in anteprima...
Basta essere soci.
€ 19.00 + spese postali.
Da Asianews - Mindanao, bambino tribale di 11 anni muore nella guerra per il controllo delle miniere
Jordan Manda era figlio del noto attivista tribale Timuay Locencio Manda, leader della comunità di Subaden (Zamboanga del Sur). Il ragazzo è stato aggredito insieme al padre nel tragitto fra la casa e la scuola da un gruppo di uomini armati. Fonti di AsiaNews denunciano i soprusi della Toronto Ventures Incorporation (Tvi) multinazionale canadese. Con la complicità dei politici essa difende i terreni confiscati illegalmente ai tribali con un esercito privato formato da ex militari.
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Zamboanga (AsiaNews) - "La questione delle miniere è una guerra che coinvolge politici, governo centrale e multinazionali straniere. Le uniche vittime sono i tribali che vivono in stato di totale povertà e guardano inermi la confisca dei loro terreni". È quanto affermano fonti diAsiaNews a Zamboanga del Sur, dove ieri mattina è stato ucciso Jordan Manda, ragazzo di 11 anni, figlio di Timuay Locencio Manda, noto attivista per i diritti degli indigeni locali e leader della comunità di Subaden. L'agguato è avvenuto mentre l'uomo stava portando i figlio a scuola. Sulla strada i due sono stati affiancati da un gruppo di uomini armati che hanno sparato contro l'auto, uccidendo il bambino. Il padre è rimasto ferito. Secondo le associazioni per i diritti umani, il leader tribale è stato punito per la sua campagna contro lo sfruttamento minerario del sottosuolo. Nei giorni scorsi il governo ha concesso tre nuove autorizzazioni a compagnie minerarie per esplorare il sottosuolo nell'area di Zamboanga. Gli attivisti ora chiedono una moratoria immediata per tutte le attività minerarie nella penisola di Zamboanga.
Le fonti di AsiaNews spiegano che i problemi sono iniziati con l'arrivo della Toronto Ventures Incorporation (Tvi), importante compagnia mineraria canadese, giunta nelle zona nel 1997. "Grazie alla collaborazione del governo di Glorya Majapagal Arroyo - spiegano - la Tvi si è impossessata della Pinukis Range Forest, cacciando via tutti i tribali e piazzando un vero e proprio esercito privato, la Blue Gard, formato da ex militari e persone senza scrupoli. I tribali pagano due volte la presenza di questa multinazionale straniera sul loro territorio". Con l'appoggio dei politici locali, la compagnia ostacola con tutti i mezzi lo sfruttamento dei giacimenti da parte di piccole società gestite dagli indigeni. In questi anni essa ha inquinato con mercurio e cianuro le falde acquifere, l'aria e i campi, rendendo impossibile anche coltivare o allevare animali.
Nel 2011 la Tvi è stata costretta ad abbandonare la zona, ma ha lasciato sul posto il suo esercito privato che non permette a nessuno di esplorare i terreni. "Molti minatori - raccontano le fonti - sono ritornati sulla montagna, ma hanno enormi difficoltà a condurre la propria attività". Essi sono aiutati solo dai missionari e da alcuni giovani che con le loro motociclette portano loro cibo, benzina, attrezzi. In luglio quattro ragazzi sono stati fermati da una pattuglia della Blue Gard. Uno è stato ucciso, gli altri tre sono scomparsi. La gente del luogo teme che siano stati gettati nelle cisterne di cianuro.
Con la salita al potere del presidente Benigno Aquino, l'azione della compagnia canadese è stata giudicata illegale. Secondo la legge filippina i tribali hanno la priorità di sfruttare i giacimenti minerari. Le compagnie straniere che vogliono investire nel settore devono prima convocare i capi tribù e le amministrazioni locali e presentare il loro programma, che deve essere firmato dalla maggioranza della popolazione. I locali hanno il diritto di opporsi al loro progetto e rivendicare l'usufrutto del terreno. Se tale documento non viene firmato le compagnie straniere diventano di fatto proprietarie dei terreni. In combutta con le società multinazionali, i politici locali ostacolano la presentazione di questa documentazione, minacciando e a volte eliminando fisicamente chiunque aiuti i tribali. I funzionari locali non hanno alcuna convenienza a trattare con gli indigeni. Essi sono poverissimi e non hanno i soldi per pagare la "tangente" necessaria per sfruttare i terreni e favoriscono il gioco delle multinazionali.
Nel 2008, a Lakewood (Zamboanga del Sur) i tribali hanno trovato degli sponsor messi a disposizioni da uomini d'affari giapponesi e cinesi, che in cambio del 40% del ricavato offrono denaro e attrezzature. Purtroppo le autorità locali non hanno ancora firmato il permesso per iniziare i lavori. Alcuni politici di Manila hanno però appoggiato l'iniziativa, creando una società compartecipata fra minatori e investitori cinesi.
La Chiesa è stata più volte accusata di finanziare, con "milioni di dollari" provenienti dall'estero le piccole cooperative indigene. Alcuni sacerdoti ricevono minacce morte e continuano a ricevere pressioni.
"Fra pochi mesi - concludono le fonti - vi saranno le elezioni per la poltrona di governatore della provincia e tutto gira intorno alla miniera. I candidati sfruttano i problemi dei tribali per guadagnarne i voti, ma una volta saliti al potere girano loro le spalle, perché è più conveniente appoggiare le società straniere".
In questi anni, 36 attivisti sono morti o scomparsi a causa del loro impegno in favore dei diritti dei tribali. Fra le vittime anche p. Fausto Tentorio, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere, ucciso il 17 ottobre 2011 ad Arakan, nella provincia di North Cotabato (Mindanao). (S.C.)



