
martedì 6 luglio 2021
sabato 3 luglio 2021
Parenti... - Maurice Chesterton, cugino di Gilbert…
Maurice Chesterton nasce a Kensington, Londra il 4 agosto 1882, quarto figlio di Sidney Rawlins Chesterton, un agente immobiliare e banditore d'asta (fratello del nostro Mr. Ed, l'Edward Chesterton padre di Gilbert), e di sua moglie Catherine Eleanor nata Smith, che sposò a Kensington nel 1876. Maurice è quindi uno dei cugini del nostro Gilbert.
Educato alla St Paul's School come suo cugino Gilbert, e apprendista nel settore immobiliare presso suo padre e suo zio, nel 1891 vive al 31 di Pembroke Road, Kensington con i suoi genitori e cinque fratelli, Frank Sidney di 14 anni, Sidney James di 12, Frederick di 10, John Arthur di 3 e Hugh di 1 anno, tutti nati a Kensington, e successivamente con un ulteriore fratello Ralph, nato nel 1893. Nel 1911, diventa un imprenditore edile e vive per conto proprio a Bath Road, Chippenham, Wiltshire; più tardi viene eletto membro del Royal Institute of British Architects. Diventa anche membro della Art Worker's Guild per molti anni, e creatore di modelli, esponendo alla Alpine Gallery nel 1925 un modello di uno "Sheltered Water-Garden". Sposa a St George's Hanover Square, Londra, nel 1914, Dorothy Deck, nata nel Suffolk (7 maggio 1888-1982); dal 1939 vivono a The Caravan, Chichester, Sussex con la loro figlia Elizabeth Ursula Chesterton (nata il 12 ottobre 1915), che diventerà anche lei un'affermata professionista come architetto. Uno dei lavori più noti di Maurice Chesterton è quello dello Shakespeare Memorial Theatre al quale lavora con la designer Elizabeth Scott. Dal 1940 circa i Chesterton vivono a Melton, Woodbridge, Suffolk e Maurice diventa responsabile di diversi grandi progetti abitativi nell'allora Samford District del Suffolk. Il secondo interesse di Chesterton, dopo l'architettura, è collegato alla sua passione di artista di acquerelli: frequenterà la St John's Wood Art School negli anni '20 ed esporrà alla Suffolk Street Gallery, alla Royal Academy, al Salon di Parigi; diventa membro ed espositore dell'Ipswich Art Club tra il 1942 e il 1961; nel 1941 espone due acquerelli, "Autumn Leaves" e "Snow on the Deben", nel 1942 "The Quarry, New Quay, Cardigan" e "Dirty Weather", nel 1943 "Ken Wood in November", "Ladies of the Wood" e "While the Earth Remaineth", nel 1944 "Cardigan Bay", "Cold Comfort" e "Lone Hill". Il suo acquerello "From the Yacht Club, Jersey" fu esposto al centenario del Club nel 1974. Morì a Holly Cottage, 12 The Mount, Hampstead, Londra il 7 giugno 1962 e la sua lapide è nel cimitero di Melton con quella di sua moglie Dorothy e della figlia Elizabeth Ursula Chesterton (1915-2002).
Nell'immagine: un acquerello del 1924 di Maurice Chesterton intitolato "Ploughing with Oxen, Italy".
mercoledì 30 giugno 2021
“Il duello del dottor Hirsch”: un Giuda mascherato da scienziato - Luca Fumagalli su Radio Spada.

martedì 29 giugno 2021
Riproposizioni - Come si conobbero Gilbert e Frances e 28 Giugno 1901, i due ragazzi si sposano.
lunedì 28 giugno 2021
Buon compleanno, Frances! Buon anniversario, ragazzi!
Oggi è il compleanno di Frances Alice Blogg, che nacque proprio oggi, 28 Giugno, centocinquantadue anni fa.
26 Giugno 1932 - Il Congresso Eucaristico Internazionale di Dublino…
Questa foto è quella della chiusura.
Chesterton partecipò al Congresso e scrisse al suo ritorno Christendom in Dublin.
sabato 26 giugno 2021
venerdì 25 giugno 2021
Un aforisma al giorno. Lo spirito cortese.
giovedì 24 giugno 2021
Un aforisma al giorno.
Non si ripeterà mai abbastanza che ciò che ha distrutto la famiglia nel mondo moderno è stato il capitalismo.
Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere.
mercoledì 23 giugno 2021
Un aforisma al giorno (ti stimo!).

“Il paradiso dei ladri”: lo spirito latino e il banchiere disonesto - Luca Fumagalli su Radio Spada.
Il paradiso dei ladri (The Paradise of Thieves), secondo racconto del volume La saggezza di Padre Brown (1914), è una delle storie meno interessanti tra quelle che hanno per protagonista il celebre sacerdote investigatore. Per quanto la trama sia piuttosto dinamica e l'ambientazione sia quella suggestiva dell'Italia, si avverte la mancanza del piglio schietto del miglior Chesterton. Ne risulta una storia sicuramente avvincente, ma che offre poca carne al fuoco per il lettore in cerca di paradossi pugnaci.
I pochi aforismi degni di menzione sono quasi tutti dedicati al popolo italiano, secondo l'autore un affascinante miscuglio di religiosità e spensieratezza, di passione e generosità. Tuttavia Chesterton va oltre certi cliché a buon mercato per tentare di comprendere quali siano le ragioni profonde di una così gioiosa attitudine nei confronti della vita: «Gli italiani non possono essere realmente dei progressisti, essi sono troppo intelligenti. Gli uomini che vedono la via più breve che conduce alla felicità non andranno mai per le vie nuove e complicate». Poco oltre: «Il brigantaggio non può essere totalmente estirpato perché la rivolta armata è la naturale reazione degli uomini del Sud. I nostri contadini sono come le loro montagne, ricchi di grazia e di vivace gaiezza, ma con sotto il fuoco. Vi è un grado della disperazione umana, giunti alla quale i poveri del Nord si danno al vino, e i nostri prendono il pugnale». Naturalmente non può mancare nemmeno un'allusione alla proverbiale indole romantica degli italiani, palesata quando il poeta Muscari rimane incantato dalla «bionda testa greca» della dolce Ethel: «Egli stava bevendo il Classicismo che i suoi padri avevano creato».
Un aforisma al giorno (vero pure questo).
Un aforisma al giorno (vero).
martedì 22 giugno 2021
Un (bellissimo) aforisma al giorno.
Un aforisma al giorno.
Al centro Gilbert, tutta a destra Frances.
Eccone qui una prova! Foto pressoché introvabili.
lunedì 21 giugno 2021
G. K. Chesterton ha aiutato ad affondare una struttura abortiva ammiraglia? - nostra traduzione dell'articolo di Kevin Turley apparso il 17 Giugno 2021 sul Catholic Register.
A questi sentimenti ha fatto eco Robert Colquhoun, direttore delle campagne internazionali di "40 Days for Life", con sede nel Regno Unito, che ha dichiarato al Register il 2 giugno che la chiusura "è certamente una risposta alle preghiere dopo 11 anni di veglia di preghiera quasi continua all'esterno". Egli stima che "centinaia di bambini sono stati salvati solo in questa strada". Inoltre, vede quest'ultima notizia come una prova di come, "alla fine, il male sfinisce se stesso".
Come McCullough, Colquhoun percepisce un cambiamento di strategia da parte dell'MSI, sostenendo che ora sta rivolgendo i suoi servizi al mondo in via di sviluppo, in particolare all'Africa. È chiaro che "40 Days for Life continuerà a pregare e a lavorare per un mondo in cui l'aborto sia impensabile e continuerà a pregare fuori dai centri abortivi in tutto il mondo". La testimonianza di strada - in particolare le veglie di preghiera fuori dai centri abortivi - è un modo meraviglioso di testimoniare per i non nati: per salvare vite, ispirare cuori e menti e avere un impatto sulle anime eterne".
A proposito di "eterno", il 26 aprile 2018, giorno della festa di Nostra Signora del Buon Consiglio, è stata celebrata una Messa di ringraziamento per la chiusura del centro di Whitfield Street. Il celebrante, padre Stephen Boyle, non pensa però che la successiva chiusura sia dovuta semplicemente a quella Messa. Ha detto invece che è stata dovuta a "una preghiera continua per anni: un segno del potere della preghiera, a condizione che ci sia perseveranza". Il 3 giugno ha detto al Register che vedeva anche la perseveranza della testimonianza pro-vita nell'ex centro aborti come un chiaro "segno dell'efficacia di un'organizzazione gestita da laici - come The Good Counsel Network - nella causa pro-vita".
Il contrasto, finanziario e organizzativo, tra un gruppo pro-vita come The Good Counsel Network, gestito in gran parte con l'aiuto di volontari, e una multinazionale dell'aborto come la MSI rimane netto.
Nel 2020, nonostante la pandemia globale, il sito web della MSI si vanta di aver "prevenuto 13,4 milioni di gravidanze non volute, [e] 5,6 milioni di aborti non sicuri evitati". Il rapporto di ispezione della Care Quality Commission del governo britannico del 2017 afferma che la MSI esegue circa 70.000 aborti all'anno in Gran Bretagna. Il rapporto prosegue affermando le statistiche specifiche del centro di Whitfield Street: "Da maggio 2016 ad aprile 2017, MSI Central London ha effettuato 1811 procedure di interruzione chirurgica della gravidanza e 1404 aborti medici precoci". Il rapporto annuale 2019 dell'MSI afferma che: "Nel 2019 abbiamo assicurato entrate totali per 308,3 milioni di sterline [437 milioni di dollari]".
Il Register ha contattato MSI per chiedere un commento e una conferma della chiusura dell'attività di Whitfield, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta. Il sito web di MSI, tuttavia, ha rimosso ogni riferimento alla sua ex struttura "ammiraglia". I motori di ricerca su Internet descrivono il centro di Whitfield Street come "permanentemente chiuso".
La data in cui si è diffusa la voce che l'indirizzo di Whitfield avesse chiuso i battenti per l'ultima volta è stata il 29 maggio, vigilia del compleanno di G.K. Chesterton. Curiosamente, lo scrittore cattolico britannico convertito, morto nel 1936, è stato in prima linea nelle veglie di Whitfield Street. Da anni ormai la sua intercessione viene invocata fuori dalla struttura per fermare la pratica dell'aborto che vi si svolge.
Parlando al Register il 2 giugno, Stuart McCullough della Catholic G.K. Chesterton Society ha notato la data della notizia e ha aggiunto: "La notizia della chiusura di questo centro per aborti è stata data da un fotografo che lavorava per la Chesterton's Estate Agents, un'azienda precedentemente di proprietà della famiglia di G.K. Chesterton".
Tutte coincidenze, forse, ma poi McCullough sottolinea il fatto incontrovertibile che, negli "ultimi tre anni, abbiamo chiesto alla gente di recitare la preghiera di G.K. Chesterton per la chiusura di questo centro abortivo".
Ora, a quanto pare, è successo.
Kevin Turley - National Catholic Register.



