mercoledì 5 luglio 2017

Grande ritorno del grandissimo concorso per l'aggiudicazione del titolo di Grande Detective Chestertoniano!

Ecco il grande ritorno!

Era tanto che non lo facevamo più!

Il titolo in palio è sempre quello: Grande Detective Chestertoniano!

Lo so, è stupido, ma solo i migliori accettano di misurarsi!

Il quiz di questa volta (con cui vi aggiudicherete il sunnominato titolo, vantato da un numero esiguo di eroi) è il seguente:

QUAL È IL NOME DEL CANE DEI CHESTERTON RITRATTO NELLA FOTO DEL POST PRECEDENTE?

Le risposte saranno valide solamente se date come commento al presente post: no Facebook, no Twitter, no posta elettronica (voglio vedere chi mi sente!).

Pronti, partenza... via!!!

Marco Sermarini

L'immaginetta di quest'anno...



Il tema generale della festa del beato Pier Giorgio Frassati è tratto da un'opera di Chesterton, La serietà non è una virtù.

L'immagine della festa del beato Pier Giorgio Frassati quest'anno era più essenziale del solito: alle schiere di santi e buoni amici quest'anno abbiamo preferito i "soliti" Tipi Loschi originari (alla sinistra dell'immagine, o meglio alla sinistra dell'olivo per chi guarda) e per la prima volta, assieme a Gilbert, abbiamo aggiunto sua moglie Frances.

Ci sembrava bello farlo, perché Frances ha sempre condiviso tutto della vita di Gilbert e poi ci è simpatica. Teneva nei binari il nostro eroe, troppo spesso dimentico di sé e delle sue esigenze fisiche (absentmindedness is absentmindedness, even if it's presentmindedness in Something else...).

L'immaginetta che abbiamo stampato per il Chesterton Day comprendeva come sempre la preghiera per ottenere la beatificazione di Chesterton. Chi vuole, può richiederla a www.pumpstreet.it, e nell'occasione magari compra anche qualche bel libro (aumenta il piacere, fa crescere la conoscenza di Gilbert, approfondisce l'amore a Nostro Signore Gesù Cristo e incentiva il distributismo).

Nessuno si scandalizzi per la presenza del cane: era uno di famiglia, ormai! E adesso faccio un vecchio giochetto...

Marco Sermarini



 

lunedì 3 luglio 2017

Immagini dal XV Chesterton Day

Qualche immagine dal XV Chesterton Day.

Abbiamo dovuto cambiare all'ultimo momento il posto: Santa Lucia, dove volevamo celebrarlo inizialmente, è un posto bellissimo ma non disponeva di un luogo per il cosiddetto piano B (pioveva), per cui abbiamo ritrasferito tutto a San Francesco, sede storica della nostra rissa annuale, con un bello sforzo dei nostri ragazzi, amici e collaboratori.

Purtroppo, per problemi vari dell'ultima ora, tre dei nostri relatori non hanno potuto partecipare.

Ma ci siamo divertiti lo stesso!

Il tema affrontato è stato quello dell'innocenza e delle radici. I tre amici hanno dato buona prova di sé e  tanti nuovi spunti di riflessione sul nostro Gilbert. Paolo Gulisano ha presentato il suo nuovo libro "Chesterton - La sostanza della fede", uscito per l'editore Ares, di cui ho avuto il piacere di firmare l'Invito alla lettura. E' un bel libro, che Paolo ha scritto a quattro mani con don Daniele De Rosa, giovane sacerdote vicentino; apre finalmente la riflessione sul pensiero di Chesterton, cosa che sinora in Italia non era ancora avvenuta.

Spero di potervi dare più in là qualche traccia delle conversazioni, davvero ricche e interessanti, non riesco a rendervi il bel clima che si respirava tra tutti i presenti. La serata è stata allietata da una buona cenetta di pesce preparata dai Tipi Loschi, e questo ha allietato ancor più la serata. C'era pure la Birra Nursia scampata dal terremoto e rimasta per nove mesi nel bollitori a maturare… forzatamente (il birrificio è tornato agibile solo di recente).

Il Chesterton Day si aggiunge all'altra bella serata col giornalista americano Rod Dreher, che ha parlato della Benedict Option, così Chestertoniana, e di noi qui a San Benedetto del Tronto con parole sin troppo lusinghiere. Se andrete a leggere il suo blog troverete tanta gioia e gratitudine, ma anche noi gli siamo grati. Quella sera eravamo davvero tanti, sono venuti gli amici da tutt'Italia.

Per ora stop, spero di potervi dire dell'altro più avanti.

Marco Sermarini




domenica 2 luglio 2017

Chesterton - La sostanza della fede

di Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa

Invito alla lettura di Marco Sermarini

Edizioni Ares

€ 16,00

Su www.pumpstreet.it

L'importanza della filosofia - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Ognuno dovrebbe, per il bene degli uomini e la salvezza della propria anima, credere che è possibile essere amici di Dio"

.

Chesterton, in uno dei suoi primi saggi letterari, "Robert Browning" del 1903, rilevava l'importanza della filosofia: "Browning aveva un intelletto forte e poiché aveva una forte capacità di convincere, concepì e sviluppò e affermò queste dottrine dell'incompletezza dell'Uomo e del sacrificio dell'Onnipotente". Accostandosi appassionatamente alla poetica di Robert Browning (1812-1889), leggendo tutte le sue opere e gran parte delle osservazioni dei critici letterari dell'epoca, Chesterton aveva riassunto nell'ultimo capitolo del saggio le conclusioni attraverso cui poter interpretarlo correttamente. Parlava così di dottrine, di sano e forte intelletto, di ottimismo incarnato; in sostanza esponeva una serie di alte riflessioni incredibilmente provocatorie e attuali: "L'ottimismo di Browning non era basato su opinioni che erano opera sua, ma sulla vita che è opera di Dio…Egli era veramente interessato a tutte le cose umane, ma sarebbe stato impossibile dire di lui che amasse l'umanità. Non amava l'umanità ma gli uomini".

Di questo grande poeta inglese Chesterton aveva sottolineato la speranza: "Le sue due grandi teorie circa l'universo si possono esprimere con due frasi relativamente parallele. La prima era ciò che si potrebbe chiamare la speranza che si trova nell'imperfezione dell'uomo…e da questa Browning deduce una decisa speranza nell'immortalità e in una vita più grande. La seconda può essere adeguatamente definita come la speranza che si trova nell'imperfezione di Dio". Parlare di "imperfezione di Dio" non significava porre dei limiti all'onnipotenza e onniscienza divina, ovvero non andava compresa dal punto di vista ontologico; era riferita alla compassione riguardo la profonda caduta del peccato originale: "Browning riteneva che il dolore e la capacità di rinuncia, se sono i fardelli dell'uomo, sono anche i suoi privilegi. Riteneva che questi ostinati dolori e valori nascosti potessero aver suscitato l'invidia dell'Onnipotente…e questa terribile storia di gelosia divina Browning la leggeva nel racconto della Crocefissione".

Chesterton era consapevole dell'arditezza che rasentava la blasfemia di questa concezione ma, allo stesso tempo, era convinto che Browning andasse interpretato secondo quella particolare filosofia, nella quale faceva esprimere nobili verità attraverso personaggi meschini e grotteschi: "Browning credeva che ogni uomo vissuto sulla terra ricevesse una specifica e particolare confidenza da Dio". Da chi accusava Browning di essere solo un metafisico, nascosto dietro la composizione poetica, Chesterton lo difendeva innanzitutto come poeta. Per lui Browning sapeva cogliere, alla pari del grande musicista, la nota dominante: "Il supremo e più concreto valore della poesia è questo: che in poesia, come nella musica, viene emessa una nota che esprime, più della potenza di un'espressione razionale, la condizione mentale". La poesia complessa e difficile di Browning attestava comunque un'ordinaria sanità mentale e bisognava cogliere, come nella grande musica, il carattere particolare e, in filigrana, la sua filosofia, la sua umiltà primitiva, la sua spaventosa sincerità.

Grande merito di Chesterton è stato quello, come farà successivamente anche con Dickens, di farlo apprezzare, di farlo gustare, mantenendosi sempre nell'oggettività dei versi poetici che nel libro vengono, seppur parzialmente, testualmente citati e analizzati. Per Chesterton, in particolare in "The Ring and the Book" di Browning, si trattava di un grande epica del XIX secolo, di un'epica che sottolineava l'importanza delle piccole cose, dei tesori nascosti nei cuori degli uomini, che appaiono spesso insignificanti agli occhi di molti.

L'originalità della poesia di Browning rifletteva così l'importanza della filosofia e dell'ortodossia teologica: "La poesia può solo esprimere ciò che è originale in un unico senso: nel senso in cui parliamo di "peccato originale". Esso è originale, non nel senso meschino di essere nuovo, ma nel senso profondo di essere vecchio; è originale nel senso che ha a che fare con le origini".

Chesterton e Waugh: ridere per non dimenticare | Radio Spada

Luca Fumagalli avrebbe dovuto prendere la parola al GKC Day appena celebrato ma un impedimento dell'ultima ora lo ha tenuto a casa.

Ecco un articolo a sua firma sull'argomento che gli avevamo commissionato.

https://www.radiospada.org/2017/07/chesterton-e-waugh-ridere-per-non-dimenticare/

venerdì 30 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Se guardi una cosa novecentonovantanove volte, sei perfettamente al sicuro; se la guardi per la millesima volta, corri il terribile pericolo di vederla per la prima volta.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill

Riproponiamo un passo di Hanna Arendt su Chesterton, Peguy e Bernanos, sul borghesismo e altro...

(…) Ciò a cui aspiravano era la libertà per il popolo e la ragione per le menti. In loro vi era un odio profondo per la società borghese, che sapevano essere essenzialmente antidemocratica e fondamentalmente corrotta. Ciò contro cui si battevano senza requie era l'insidiosa invasione della morale e dei valori borghesi in tutti gli stili di vita e in tutte le classi sociali. In effetti combattevano contro qualcosa di molto sinistro di cui raramente i socialisti - il cui partito politico, secondo Péguy, «era composto unicamente da intellettuali borghesi» - si rendevano pienamente conto, mi riferisco all'influenza onnipervasiva della mentalità borghese nel mondo moderno.
E' un fenomeno degno di nota, e qualcosa che dovrebbe far riflettere i nostri progressisti, che in termini di mera polemica tali cattolici convertiti o neocattolici si sono rivelati i veri vincitori. Non vi sono polemiche più devastanti, divertenti o meglio scritte contro quell'insieme di superstizioni moderne che vanno dalla scienza cristiana alla ginnastica come mezzo di salvezza, dal proibizionismo a Krishnamurti, di quelle contenute nei saggi di Chesterton (…).

Hanna Arendt, in Archivio Arendt, 1. 1930-1948, a cura di Simona Forti, Feltrinelli, Milano. Originariamente pubblicato in The Nation, 161/12, 22 Settembre 1945

Il resto lo trovate qui sotto:

http://uomovivo.blogspot.it/2008/10/chesterton-in-altre-parole-17.html


XV Chesterton Day

XV CHESTERTON DAY A GROTTAMMARE, CASA SAN FRANCESCO, E NON A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

CARI AMICI, CAMBIAMENTO DI PROGRAMMA DEL CHESTERTON DAY 2017!!!

A causa delle precarie condizioni meteo (probabilmente pioverà), il CHESTERTON DAY 2017 SI TERRÀ AL SOLITO POSTO CIOÈ A GROTTAMMARE CASA SAN FRANCESCO

A San Benedetto del Tronto, al Colle di Santa Lucia, non possiamo garantire il famosissimo piano B. 

PER CUI TUTTI A CASA SAN FRANCESCO ORE 19.30!!! VI ASPETTIAMO!!!


mercoledì 28 giugno 2017

Un aforisma al giorno

Tutti gli uomini sono uomini comuni; gli uomini straordinari sono quelli che si rendono conto di tutto ciò.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù 

Un aforisma al giorno

lunedì 26 giugno 2017

Su Rod Dreher, sulla Benedict Option...

Approssimandosi l'incontro di mercoledì 28 Giugno 2017 sul libro di Rod Dreher "The Benedict Option" a San Benedetto del Tronto nell'ambito della Festa del beato Pier Giorgio Frassati e voluto dall'Associazione di Promozione Sociale Santa Caterina d Siena, vi riportiamo qualche articolo sul tema già apparso sul nostro blog:


Rod Dreher si interessa alla Scuola Chesterton ed ai Monaci di Norcia:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/03/rod-dreher-si-interessa-alla-scuola.html

Rod Dreher continua a parlare della Scuola Chesterton partendo da Chesterton:


Do We Need The Benedict Option? Yes, Says Bishop:

domenica 25 giugno 2017

Rod Dreher a San Benedetto del Tronto

Il 28 Giugno 2017 dalle ore 19.30 (l'incontro vero e proprio inizierà alle 21.15) Rod Dreher incontrerà i lettori italiani del suo ultimo libro, The Benedict Option, primo in classifica per diverse settimane secondo il Bew York Times.

Tra i protagonisti del libro sono anzi siamo noi chestertoniani distributisti e loschi di San Benedetto del Tronto, quelli della Scuola Chesterton, per capirci. E pure i monaci di Norcia, per i quali interverrà padre Benedetto Nivakoff, il loro priore.

Tutto parte dall'ultima pagina del libro di Alasdair McIntyre, After Virtue: non aspettiamo un nuovo Godot ma un nuovo Benedetto che ricrei luoghi di vita vera in un luogo in cui non solo sono arrivati i nuovi barbari ma ci governano.

Che debbo dirvi? Vi aspetto a San Benedetto del Tronto presso il centro educativo la contea sul colle di Santa Lucia. Se volete capire un po' di più, è sufficiente che andiate a visitare il blog di Rod su The American Conservative, oppure cerchiate de Benedict option su internet.

Marco Sermarini

giovedì 22 giugno 2017

Oggi è San Giovanni Fisher e San Tommaso Moro, due dei santi preferiti di Chesterton...

La Chiesa festeggia i due santi inglesi Giovanni Fisher (vescovo) e Tommaso Moro (laico, marito e padre).

Chesterton ebbe un rapporto strettissimo con le vicende dei Martiri Inglesi, di cui i due festeggiati oggi sono solo tra i primi di una lunga e quasi ignota schiera che la Chiesa ha inteso porre come esempio da ormai un centinaio d'anni, da quando sono state possibili le ricerche e la raccolta delle informazioni sulle vite di queste centinaia e migliaia di cattolici che resistettero all'eresia dando anche la vita. Una lunga schiera davvero. Il Martirologio Romano si è caricato dei nomi di Edmund Campion, John Southwell, di mamme che accoglievano in casa preti e catechisti e che morirono per questo. In Inghilterra è possibile visitare luoghi in cui ci sono ancora i priest hole, i buchi nel pavimento dove i poveri preti clandestini potevano nascondersi per giorni agli aguzzini anglicani. La morte che ebbero i malcapitati fu sempre tremenda: impiccati, squartati, ridotti a pezzi. Vicino ad Hyde Park, se andate a Londra è una visita obbligatoria, c'è il loro Santuario, retto da monache benedettine adoratrici. è proprio lungo il lato est del parco, a poche centinaia di yarde dallo Speaker's Corner (basta attraversare la strada).

Il rapporto di Chesterton coi Martiri fu davvero stretto: scrisse molto su Thomas More, diede una famosa conferenza a Roma in occasione della sua beatificazione:

http://uomovivo.blogspot.it/2011/08/unaltra-novita-chestertoniana-al.html

C'è anche chi qui in Italia gli ha dedicato un'antologia dei suoi scritti moreani:

http://uomovivo.blogspot.it/2016/02/una-mente-come-un-diamante-scritto-su.html

Qui di seguito altri accenni dal nostro blog:

http://uomovivo.blogspot.it/2009/09/dallamico-maturin-chesterton-e-san.html

http://uomovivo.blogspot.it/2008/05/chesterton-in-altre-parole.html

Considerate che Chesterton, grande finanziatore della sua parrocchia a Beaconsfield, avrebbe voluto che la stessa fosse intitolata ai Martiri Inglesi, ma non fu accontentato, in quanto il titolo originario fu dedicato a Santa Teresina del Bambin Gesù (di Lisieux). Solo dopo la sua morte a tale titolo furono aggiunti Thomas More e John Fisher e gli English Martyrs.

Qui ci sono due vecchie foto, di cui una ritrae anche il sottoscritto ai piedi del "collega" avvocato More (lo so che chi esce massacrato dal paragone sono io, gloria a Tommaso!). Sono foto fatte nella cappella dei Martiri Inglesi finanziata a Beaconsfield nella Chiesa parrocchiale da Chesterton, con l'altare antico e le catene e gli anelli esattamente come quelli della cella di Thomas More nella Torre di Londra. Quelli ritratti sono solo un piccolo gruppo del ben maggiore di cui man mano si scoprono e si ricostruiscono gli atti. Posso testimoniare dell'esistenza della conversione e della vocazione al sacerdozio di un mio carissimo amico americano che si convertì dal luteranesimo e scelse il sacerdozio dopo aver conosciuto le storie dei preti che difesero la vera messa con il loro sangue.

Personalmente ho visitato tutti questi luoghi e ne sono uscito diverso ed edificato.

Ecco, questo amore per loro è molto significativo, specie oggi che sembrerebbe necessario elidere le differenze e far finta che non esistano.

Marco Sermarini


     

mercoledì 21 giugno 2017

Lyme Regis Sed Sine Regina - Chesterton dedica una poesia alla piccola città che lo accoglie in vacanza e gli fa trovare piccole nuove amiche.

When last I went riding

Through Lyme of the King

I heard the town's Crier

I heard the bell ring.

But not for the lost King

That's over the water

It wailed through the West

For a Queen and a daughter
Ah woe for the townland

That wails for its queen

For the Unicorn fled

Where Fame's garland is green.

For in quest of the Laurel

She went up to town

— Ah, if I were the Lion

We'd fight for the Crown.

XV Chesterton Day - Manca poco...

martedì 20 giugno 2017

Lyme Regis, qualche foto...

I Chesterton passarono diverso tempo in vacanza nella cittadina di Lime Regis nel Dorset, una località di mare. Qui conobbero la famiglia Nicholl, di cui al precedente post.

Soggiornarono al Three Cups Hotel, che oggi è chiuso e di fatto abbandonato.

Qui c'è anche una foto con Gilbert dinanzi all'hotel.

Approfondiremo.

Three Cups Hotel, come è oggi
Chesterton davanti al Three Cups Hotel
Lyme Regis, oggi

XV Chesterton Day - Si avvicina...

Sagoma per il teatrino delle marionette di Chesterton fatta con le sue mani - I Chesterton e i bambini

Questa che vedete è una delle tante sagome che Chesterton creava con le sua mani per il teatrino delle marionette, per la gioia dei grandi e soprattutto dei piccini. Lo trovate alla Chesterton Library, dove presso i Padri dell'Oratorio si conservano tante belle cose di Chesterton. La Library è gestita da un gruppo di Trustees ed è stata fondata tra gli altri dal nostro amico Aidan Mackey e dal compianto amico Stratford Caldecott. Andateci a nome nostro, dei Chestertoniani d'Italia e mio personale. Capiranno subito che non siete normali ma vi accoglieranno con comprensione e affetto…

Della passione di Gilbert per il teatrino abbiamo parlato diverse volte. Ne parla in lungo e in largo anche la sua Autobiografia. Le migliori biografie si soffermano sull'amore di Gilbert per quest'arte insegnatagli dal babbo Edward detto Ed. Si parla anche dell'amore per i bambini di Gilbert e Frances.

E' noto che Gilbert e la moglie organizzassero spesso feste e intrattenimenti per i bambini di Beaconsfield, e che con loro fossero affettuosi e generosi. La festa davvero mitica era quella che si svolgeva tutti gli anni in prossimità del Natale quando i bambini venivano tutti invitati a casa Chesterton e passavano un intero pomeriggio con giochi e spettacoli organizzati da Gilbert e Frances, e regalini per tutti. A raccontarlo mi commuovo tutte le volte.

Voi direte: stranezze di due poveretti che non avevano avuto figli. No, carissimi. Non è scontato fare così quando Nostro Signore ha deciso di darti altre gioie o di farti esercitare la paternità e la maternità altrimenti (noi non siamo tutti loro figli?). E soprattutto ci vuole uno spirito davvero innocente e l'aver capito che l'infanzia spirituale è la chiave di tutto, è il modo di salvarsi (se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli, mi pare che la cosa suonasse così, giusto? C'è ancora nel Vangelo e mi pare non sia assoggettabile a particolari interpretazioni…).

Quando sono andato a Beaconsfield la prima volta mi hanno raccontato che doveva essere morta da poco una vecchietta che da bambina aveva conosciuto Chesterton. In pratica la bimba veniva di sovente mandata dalla mamma a casa dei Chesterton con un cestino di funghi freschi, e veniva accolta e ringraziata da Frances o dalle persone che accudivano la famiglia dei nostri eroi. Chesterton lo seppe e disse che d'ora in avanti avrebbe voluto ringraziare di persona tutte le volte che si fosse presentata quella gentilissima bambina… E così fece: non con lo scontato atteggiamento dei grandi verso i piccoli ma con la serietà di un piccolo verso un grande. La trattava come un'ospite vero. Divennero amici.

La mia cara amica Nancy Carpentier Brown ha scritto un bellissimo libro (The Chesterton and the Golden Key) in cui racconta la storia dell'amicizia tra le Sorelle Nicholl ed i Chesterton: le ragazze Nicholl incontrarono i Chesterton a Lyme Regis, un posto dove questi si recavano in vacanza e dove si sarebbero dovuti trattenere per soli due giorni, e dove rimasero per due settimane e tornarono tante volte. Le ragazze che conoscevano i libri di Gilbert li invitarono per un tè a casa loro. Gilbert e Frances accettarono subito (invito alle tre per il tè delle cinque) e rimasero amici per tutta la vita. Una pagina poco nota, soprattutto a chi seleziona il Chesterton più o meno gradito o più o meno adatto alle proprie idee, ma di Chesterton ce n'è uno solo.

Infanzia ed amicizia. Infanzia ed amicizia. Che bella coppia! Ci salveranno! L'essere adulti spirituali mi preoccupa molto, moltissimo. L'essere infanti è la strada, ce lo dice Nostro Signore e ce lo ripete Gilbert.

Marco Sermarini