Se non sproniamo noi stessi continuamente all’umiltà e alla gratitudine, ci accade col passare del tempo di vedere sempre meno il significato del cielo o delle pietre.
Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles
Se non sproniamo noi stessi continuamente all’umiltà e alla gratitudine, ci accade col passare del tempo di vedere sempre meno il significato del cielo o delle pietre.
Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles
Le dottrine spirituali in realtà non limitano la mente quanto le negazioni materialistiche. Anche se credo nell’immortalità, non ho bisogno di pensarci. Ma se non credo nell’immortalità, devo non pensarci. Nel primo caso la strada è aperta e posso andare avanti quanto voglio; nel secondo caso la strada è sbarrata.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
Dunque, l’accusa contro le principali conclusioni del materialista è che, giuste o sbagliate, distruggono gradualmente la sua umanità; non intendo solo la sua gentilezza, intendo dire la speranza, il coraggio, la poesia, l’iniziativa: tutto ciò che è umano. Per esempio, quando il materialismo porta gli uomini al completo fatalismo (come fa generalmente), è alquanto vano pretendere che sia una forza in qualche maniera liberatrice.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.
Tempo fa vi diedi notizia (qui e qui) dell'esistenza di una traduzione dell'epico The Path to Rome (La via di Roma) di Hilaire Belloc da parte di don Giuseppe De Luca (e per la verità anche della sorella di questi)*, precedente all'edizione, per me unica nota, uscita per i tipi della Cantagalli. La traduzione era del 1935 e uscì sulla rivista illustrata L'Illustrazione Vaticana.
Ecco, ora siamo riusciti a trovare quell'annata de L'Illustrazione Vaticana e ad acquistarla. Mi fa piacere darvene notizia perché essa entra a far parte della nostra piccola collezione di volumi e riviste inerenti Chesterton e Belloc. Piccola ma che si sta ingrandendo. Essa comprende, sinora, Alcuni numeri de Il Frontespizio, de La Ronda, L'Illustrazione Vaticana e un discreto numero di opere dei due nostri eroi in lingua originale, alcune delle quali in prima edizione.
Appena riusciremo ad abbozzare un minimo di catalogazione ve ne daremo notizia. Speriamo di trovare altre cose così belle. Nei prossimi giorni vorrei mostrarvi qualche foto della rivista ultima arrivata, tra l'altro in condizioni buone.
Marco Sermarini
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| Un'edizione di The Path to Rome. |
G. K. Chesterton kimdir? G. K. Chesterton kitapları ve sözleri
https://www.mardinlife.com/g-k-chesterton-kimdir-g-k-chesterton-kitaplari-ve-sozleri.html
Il nostro vicepresidente Paolo Gulisano ha di recente pubblicato un libro su Stevenson che, come sapete, era uno degli autori preferiti di Chesterton. Scrissi qualcosa a proposito del libro di Chesterton su Stevenson qualche anno fa: https://uomovivo.blogspot.com/2012/06/rubbettino-pubblica-lo-stevenson-e-noi.html (in realtà di anni ne sono passati dieci... mamma mia).
A me piace moltissimo, quel libro. Sono contento che Paolo abbia deciso di dedicarsi a Stevenson, che è così importante per Chesterton, per la sua stessa vita. Ricorderete di certo che lo annoverò, in una famosa lettera a Bentley a cui accenno in questo post sugli anni giovanili di Chesterton (https://uomovivo.blogspot.com/2012/02/alcune-notizie-sugli-anni-giovanili.html) tra le letture che lo salvarono.
La recensione rende omaggio al nostro Chesterton, e Paolo è Paolo...
Marco Sermarini
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In un saggio risalente ai primi anni del Novecento, Gilbert Keith Chesterton scriveva che nello scenario culturale dell’epoca si avvertiva la mancanza di una Letteratura della gioia, ovvero di una Letteratura che non solo badasse a trasmettere le angosce dell’uomo moderno, ma anche quella positività che è parte dell’esperienza umana e che può aiutare a essere felici. Secondo Chesterton, dunque, un autore esemplare da questo punto di vista era Robert Louis Stevenson, la cui intera opera potrebbe essere letta come una difesa della possibilità di essere felici e una risposta alla domanda di felicità dell’uomo, che può essere assolta solo ritornando piccoli e capaci di provare stupore...
Il resto qui:
https://www.mangialibri.com/robert-louis-stevenson-lavventura-nel-cuore

Questo senso di immensa gratitudine e di sublime dipendenza (di San Francesco, ndr) non era un aforisma né un sentimento; il punto è che questa era la vera roccaforte della realtà.
La felicità è uno stato dell'anima; uno stato nel quale le nostre nature sono piene del vino di un'antica giovinezza, in cui i banchetti durano per sempre, e le strade portano dovunque, dove le cose sono sotto l'esuberante imperio della fede, della speranza e della carità, le tre più allegre virtù.
Gilbert Keith Chesterton, Dickens, 1903
Ho scoperto solo oggi che William Butler Yeats, premio Nobel 1923 per la letteratura, poeta e irredentista irlandese, inserì due tra le più note poesie di Chesterton nell'antologia intitolata The Oxford Book Of Modern Verse 1892 - 1935.
Le poesie di Chesterton sono The Rolling English Road e Lepanto, rispettivamente la n° 150 e la n° 151 dell'elenco.
Le potete trovare nel collegamento qui sotto, con tutto il resto del libro:
https://archive.org/details/in.ernet.dli.2015.459263/page/n207/mode/2up
Chesterton è in compagnia di amici come Hilaire Belloc (che compare con Tarantella) e Walter De La Mare (fu lui l'estensore del ricordino funebre di Chesterton e della sua definizione di Chesterton come Knight of the Holy Ghost), e di molti altri tra cui spiccano nomi come quello di Thomas Hardy e W.H. Auden, Rudyard Kipling e D.H. Lawrence, Thomas S. Eliot, Oscar Wilde, Tagore, James Joyce, Shri Purohit Swami e Ezra Pound, come pure altri meno noti.
I conoscitori sanno che Chesterton dedicò una parte intinta di ironia della propria Autobiografia proprio al Bardo irlandese. Yeats abitò parte della sua vita, prima di tornare in Irlanda, proprio in quella Bedford Park di Londra dove Chesterton incontrò (e cadde ferito al cuore!) la propria futura moglie Frances Blogg e dove ambientò L'Uomo che fu Giovedì.
Marco Sermarini
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| Yeats nel 1903 |
Jesús Millán Muñoz.- En el año 2019 quedó paralizada a nivel diocesano, la causa de beatificación de Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), ya que el obispo Peter Doyle así lo ha considerado.
Después de varios años de estudios e investigación encargados y llevado a cabo por el sacerdote John Udris, el obispo Peter Doyle, que es el encargado oficialmente, de abrir la causa de beatificación ha considerado que existen tres tipos de razones y causas, que son suficientes, para que por el momento, quede en suspensión dicha causa.
Il resto qui sotto:
https://www.miciudadreal.es/2022/06/09/la-no-beatificacion-de-chesterton/