lunedì 16 aprile 2007

Chesterton è attuale - 7

Qui, oltre all'attualità di Chesterton che è sempre più provata e bella, c'è una bella notizia: la conversione di un'anima. In cielo -ci assicurano- si fa festa. Quindi gioia anche noi!

Da Il Giornale n. 14 del 16.04.2007 pagina 1

La conversione a piedi nudi di Castelli
di Stefano Zurlo

Un pellegrino s’inerpica a piedi nudi sulle pietraie scoscese di Medjugorje. Sarà lui? Sì, è proprio lui: Roberto Castelli, l’ex paganeggiante ministro leghista. Le sacre ampolle, i riti celtici, il pantheon germanizzante sono lontanissimi. «Anch’io ho un mio percorso e mi pongo delle domande», afferma lui, stranamente timido e quasi indispettito per quelle foto scattate a sua insaputa il giorno di Pasqua. Occorre insistere, a lungo, per strappare al presidente del gruppo leghista al Senato qualche parola. E per scoprire che quel viaggio non è stato un caso, ma una scelta: «Mia moglie Sara è molto religiosa, accende Radio Maria alle 6 del mattino, appena si sveglia. Io sono assai più dubbioso, però sono affascinato dalla figura di Cristo, anche se faccio fatica a pensarlo il figlio di Dio, e ho sempre seguito per ragioni personali le apparizioni di Medjugorje. Non posso pensare che tutti quelli che vanno in Erzegovina siano matti o creduloni. C’è qualcosa, qualcosa di inspiegabile, una scintilla divina, anche se faccio molta fatica a definire il mistero Medjugorje».
«La cosa più incredibile dei miracoli - amava ripetere Chesterton - è che qualche volta accadono davvero». Anche fra le montagne della ex Jugoslavia? Castelli osserva col binocolo della ragione. Scruta, con la pellicola di scetticismo che tutti noi nati dopo l’Illuminismo ci portiamo dietro. E non giudica.
L’ex ministro esita, centellina le parole, chiede ripetutamente il rispetto della privacy. «Vede, io sono un personaggio pubblico, e non ho problemi a declinare davanti agli italiani anche i miei hobby e le mie passioni: ho commentato la vela in tv, non solo la politica. Ma questa è un’altra storia. Molto, molto personale».
Una trama di incontri, suggestioni, riflessioni. «A dieci anni sapevo a memoria la messa in latino, poi, non trovando risposte, mi sono allontanato dalla Chiesa». Per molti anni il Castelli ingegnere acustico, cresciuto a equazioni e formule, ha cacciato l’altro Castelli, immerso nel mistero del cosmo, da qualche parte, in un angolino invisibile. Poi è arrivato Bossi e con lui lo scintillante armamentario dell’ideologia leghista, quel mix fra l’acqua celtica dell’Eridano e i vessilli di Lepanto.
Invece, l’altro Castelli, quel fanciullo chierichetto, era sopravvissuto e bussava alle porte della coscienza. Fino a trovare un passaggio: «È la seconda volta che vado a Medjugorje, anche per ragioni personali. Mi sono tolto le scarpe spontaneamente, perché volevo immedesimarmi nel clima di sacrificio del luogo. Poi non è che sia stata una grande fatica, figurarsi, per un montanaro come me», e per un attimo riaffiora l’orgoglio lumbard. Quel temperamento roccioso, assai lontano dall’iconografia del baciapile.
Ma subito, ecco la rettifica: «Tutti continuano a ripetere che mi sono sposato col rito celtico, ma naturalmente non è vero. È vero che un giorno sui prati di Pontida io e mia moglie Sara, insieme a tante altre coppie, abbiamo fatto una promessa di matrimonio davanti a Bossi. E questo è tutto, ma non ho più alcuna intenzione di smentirlo. Tanto ogni volta si ricomincia da capo».
Difficile seguire il perimetro della religiosità dell’ex ministro. Difficile classificarlo, nel ricchissimo supermarket della spiritualità postmoderna. Difficile raccapezzarsi fra teorie scientifiche con venature antipositivistiche, ricordi del catechismo, suggestioni di altre religioni. Però qualche dato certo c’è: sotto la scorza ruvida, il «colonnello» leghista coltiva quelle domande che molti considerano una zavorra dell’adolescenza. Sorpresa: fra una polemica con Prodi e un faccia a faccia con il suo successore Clemente Mastella, Castelli cerca sempre i colori dell’arcobaleno nel cielo brumoso della vita. «Il giorno di Pasqua sono salito con Sara sul monte Krizevac, dominato da una grande croce bianca eretta nel 1933 e contenente un frammento della vera Croce di Cristo. A Medjugorje volevo sciogliere un voto».
Di più, il senatore non sillaba. Ma c’è da scommetterci: tornerà da quelle parti. L’anno scorso, intanto, senza dire niente a nessuno, è andato da padre Eligio, altra figura fondamentale nel suo planetario, e si è confessato. Come non gli capitava da quarantasei anni.
Stefano Zurlo

venerdì 13 aprile 2007

Chesterton è attuale - 6

LIBERTA' di giovedì 5 aprile 2007 > Provincia

Borgonovo - Lo scrittore Agnoli ha presentato il suo libro "Voglio una vita manipolata"
«Troppe mistificazioni sul fronte della bioetica»

All rights reserved to legal owner.BORGONOVO - Le principali questioni bioetiche, dalla fecondazione artificiale all'aborto, dall'uso delle droghe all'eutanasia, ma anche le problematiche legate ai Pacs e al nuovo concetto di famiglia che sottintendono, sullo sfondo, una più generale riflessione del nichilismo verso il quale sembra incamminata la società contemporanea. Sono alcuni dei temi affrontati da Francesco Agnoli nel libro Voglio una vita manipolata (edizioni Ares), che è stato presentato all'auditorium della rocca di Borgonovo, in una serata organizzata dall'assessorato alla cultura del Comune. All'iniziativa è intervenuto l'assessore Franco Cravedi. L'autore, collaboratore del Foglio e di Avvenire, fondatore del circolo culturale "Il castello", nel volume segue un preciso filo conduttore: mettere in luce «tutte le modalità attuali, violente, contro natura, con cui la vita viene riplasmata, pianificata, ricostruita o distrutta dal piacere del singolo, dell'individuo». Sotto accusa finisce «la scienza che oggi rischia di tradire se stessa e la sua storia», rinnegando «l'ammirazione e lo stupore originari, sostituendoli con la presunzione e l'orgoglio».
Pubblicato nel 2005, quando si dibatteva sul referendum abrogativo della legge 140 sulla fecondazione assistita, il libro è recentemente uscito in una seconda edizione riveduta e ampliata. Nella prefazione, il direttore di Avvenire, Dino Boffo, cita il romanziere cattolico inglese G. K. Chesterton (papà dell'investigatore padre Brown), che nel 1922 aveva dato alle stampe il saggio Eugenetics and other evils (Eugenetica e altri mali), «tra le primissime denunce pubbliche delle teorie eugenetiche». Pochi anni dopo sarebbero state applicate con agghiacciante sistematicità nella civilissima Europa, ma allora - fa notare Boffo - costituivano «il verbo della scienza à la page, all'avanguardia». Chi vi si opponeva, rischiava accuse di «ingenuo allarmismo» o di «scarsa comprensione delle dinamiche del progresso». Anche Agnoli nella sua esposizione non ricerca il politicamente corretto. Espone con chiarezza e senza giri di parole il suo pensiero contrario a quello che ritiene, scrive Boffo, «un sistema di progressiva mistificazione sul fronte della bioetica», conseguenza di un relativismo, per il quale «ogni scelta è messa sullo stesso piano». Per arrivare a soluzioni condivise l'auspicio di Agnoli è che si cominci a evitare contrapposizioni preconcette, come quella tra laici e credenti: «La ragione è il minimo comune denominatore di tutti. Guarda prima i fatti e poi ci discute sopra, non viceversa».
Anna Anselmi

Welby e Nuvoli.

Sempre da stranau.it, un bel punto su eutanasia, Welby e Nuvoli, massimo scorno degli amici della morte dolce. Grazie ad Assuntina Morresi.

A ridosso di Natale si è concluso il "caso Welby", con la sua morte, fra mille polemiche, e se ne sta parlando ancora, da mesi.


A ridosso di Pasqua si è risolto il caso Nuvoli, ma stavolta senza troppo clamore. Niente conferenze stampa, niente talk show, niente di niente, insomma...ma d'altra parte, dov'era la notizia? Nuvoli non si è fatto uccidere e non ha neppure rifiutato le cure, ma se n'è tornato a casa contento. "Morire? Staccare la spina del respiratore? «Non lo chiede più da settimane» riferisce Maddalena, la moglie".

Andiamo per ordine e ricostruiamo i fatti.

26 settembre 2006: pochi giorni dopo l'appello di Piergiorgio Welby a Napolitano, altra lettera, altra richiesta per un altro caso disperato: "Sono pronta ad accompagnare mio marito in Belgio o in Olanda, dove l'eutanasia è legale, anche correndo il rischio di essere arrestata al mio ritorno." Lo scrive Maddalena, moglie di Giovanni Nuvoli, malato di sclerosi laterale amiotrofica da sette anni.

"Che senso ha ritardare la mia morte? Non è questa una violenza contro la natura?", scrive Giovanni Nuvoli nella lettera.

Non solo: "La storia di Giovanni Nuvoli e la sua battaglia per l'eutanasia, ha annunciato la moglie, saranno raccontate in un libro che uscirà dopo la sua morte". Insomma, pure il libro era in programma.

L'8 febbraio di nuovo una sua lettera su l'Espresso, un appello a "ogni medico anestesista onesto e coraggioso", in un pezzo titolato: "Fatemi morire come avete fatto con Welby".

Il pm dice no alla richiesta di Nuvoli di staccare la spina. Il pezzo che il 14 febbraio il Corriere gli dedica inizia così: "Ha lo stesso male di Piergiorgio Welby, ma non potrà morire allo stesso modo".

Ma la vicenda non è proprio così chiara. Nuvoli è ricoverato in terapia intensiva da molti mesi, dice di voler morire, poi però accetta le cure, e si scatena il putiferio dopo che lo va a visitare Mario Melazzini, un malato di sclerosi laterale amiotrofica che ha duramente criticato tutta la conduzione del caso Welby. Pare che a Melazzini Nuvoli abbia fatto capire di volere accettare le cure, e di aver piacere di vederlo ancora. E' il 25 febbraio.

Al Foglio la ricostruzione.

Il 6 marzo il Dr. Santi, di Sestri Levante, si offre gentilmente di staccare la spina a Nuvoli, il quale ringrazia ma "prima di tutto voglio andare a casa, poi vedremo'

L'associazione Luca Coscioni precisa che il Dr. Santi non fa parte del collegio dei medici che seguirà Nuvoli.

Il 7 marzo Nuvoli conferma ai giornalisti di Porta a Porta che vuole staccare la spina, ma a casa.

il 9 marzo l'immancabile Viale dà la disponibilità a staccare la spina, per sicurezza, casomai ci fosse bisogno lui non si negherà di sicuro.

Il 10 marzo una commissione parlamentare d'inchiesta che ha visitato Nuvoli stabilisce che: "Nel caso di Giovanni Nuvoli sono chiarissime due volonta' del paziente: vuole tornare a casa e vuole continuare le cure, pertanto dovranno essere compatibili questi due elementi".

Il giorno dopo l'Associazione Coscioni risponde che la Commissione non ha compreso la situazione.

Ma intanto è il 12 marzo, ed è arrivato il sintetizzatore vocale per permettere a Nuvoli di esprimersi al meglio. L'Associazione Coscioni denuncia il fatto che "non e' stato consentito alla moglie di Giovanni Nuvoli di accedere alla camera del marito, proprio nel momento in cui un tecnico era intento a spiegare il funzionamento del sintetizzatore vocale". Chissà mai perchè.

E Nuvoli riesce a tornare a casa. La moglie è molto stanca "sono con le budella per terra", commenta con delicatezza la signora, che aggiunge anche che adesso sono felici, e che lui le ha confidato "vado a gonfie vele".

Sul Corriere del 7 aprile una bella cronaca del ritorno a casa: tutti felici, commosso Nuvoli quando rivede i suoi cani, la casa con le immagini di Padre Pio, la Madonna di Fatima, e l'assistenza 24 ore su 24.

Cosa sarebbe successo se si fosse "rispettosamente" eseguito quanto liberamente ha chiesto per mesi Nuvoli, anche davanti alle telecamere della TV? Il problema sta proprio qui: cos'è la libera scelta? Quando una scelta è veramente libera? Quando Nuvoli è stato libero di scegliere? E se fosse stata a disposizione una legge sull'eutanasia, o anche la possibilità di un testamento biologico in forma spinta, chissà se Nuvoli avrebbe mai usato il sintetizzatore vocale.

Dicono i radicali che solo con il loro intervento è arrivato il sintetizzatore. Può darsi che sia stato così. Non sarebbe la prima volta che un caso si risolve solo sotto i riflettori dei media. Ma la richiesta fatta ai radicali, e che loro erano pronti ad accogliere, era di altro tipo, come possiamo leggere dall'ANSA il 17 febbraio:

(ANSA) - SASSARI, 17 FEB -La casa di Giovanni Nuvoli ad Alghero e' pronta per accoglierlo, con una camera allestita da sala rianimazione, quando lascera' l'ospedale. La moglie del malato di Sla, che chiede di morire, ha detto di 'non sapere ancora quale medico decidera' di fare quello che ieri Giovanni ha ribadito di volere e in fretta'. Fretta di morire confermata dall'eurodeputato radicale e segretario dell'Associazione Coscioni, Marco Cappato,che ieri ha visto Nuvoli nel reparto rianimazione dell'ospedale di Sassari.

Buona giornata

Assuntina Morresi

Pro Bagnasco. Pro Pontifice.

Diamo la nostra incondizionata e affettuosissima solidarietà a Mons. Angelo Bagnasco, presidente della CEI, ed al carissimo Papa, attaccati dai vili.
Riportiamo il pensiero della carissima Assuntina Morresi di Stranau.it, che ci va bene:

"Intanto anche a Torino, oltre che a Genova, appaiono scritte contro Bagnasco, il Presidente della CEI, e il Papa. In un clima politicamente avvelenato e isterico, come quello che si sta respirando in Italia sostanzialmente dall'epoca dei referendum sulla fecondazione artificiale, è il minimo che possa succedere. Ed è preoccupante. Non sappiamo quanto questi fatti siano dovuti ad emulazione, e quanto invece siano stati pianificati e organizzati. Sappiamo solo che non è un caso che arrivino proprio adesso, dopo la violenta campagna contro la Chiesa, per via dei DICO.
Che il Presidente della CEI debba andare in giro sotto scorta, in Italia, nel 2007, è veramente roba da non credersi. Vedremo se almeno adesso si abbasseranno un po' i toni".

Papa Benedetto pubblica un libro su Gesù.




Presentato oggi in Vaticano e da lunedì 16 aprile – giorno dell’ottantesimo compleanno di Joseph Ratzinger – in 22 edizioni linguistiche in tutto il mondo, il volume – di 448 pagine, edito da Rizzoli al costo di 19,50 euro – è “frutto di un lungo cammino interiore” del quale rappresenta la prima parte, “i primi dieci capitoli che vanno dal battesimo nel Giordano alla confessione di Pietro ed alla trasfigurazione”, mentre la futura seconda parte si occuperà dell’infanzia di Gesù. L’opera, “non è in alcun modo un atto magisteriale”, per cui “ognuno è libero di contraddirmi”.

La fede, dice il Papa, “si fonda sulla storia che è accaduta sulla superficie di questa terra”. Altrimenti “la fede cristiana viene eliminata e trasformata in un’altra religione”.

Splendida cosa. Pensate: un Papa che dice: "ognuno è libero di contraddirmi".

Cliccando il nostro titolo si va all'articolo di Franco Pisano della bella Agenzia Asianews, del caro padre Bernardo Cervellera.

LA COSA PIU' INCREDIBILE DEI MIRACOLI E' CHE ACCADONO...

...e chi crede ai miracoli ha delle prove a favore, chi non crede lo fa per delle teorie contrarie ai miracolo.


Gilbert Keith Chesterton: “Chi crede ai miracoli lo fa perchè ha delle prove a loro favore. Chi li nega è perchè ha una teoria contraria ad essi“.

Amici TRUE CHESTERTONIANS,

apriamo con questa memorabile citazione del buon vecchio Gilbert per accogliere a braccia aperte il suggerimento tutto "chestertoniano" inviatomi da una nuova amica, Soeur Claire Boutin, che saluto e ringrazio calorosamente, a proposito del miracolo attribuito a Karol Jozef Wojtyla.

Soeur Claire Boutin, ve la presento, è, oltrechè nostra attenta e preziosa lettrice, la segretaria della Casa Generalizia Ocso - Ordine Cistercensi della Stretta Osservanza - meglio conosciuto con il nome di Monache e Monaci Trappisti (http://www.ocso.org).

Mi ha scritto pochi giorni fa per indicarmi un bell'articolo di Isabelle De Gaulmyn apparso sul blog del quotidiano cattolico francese "La Croix" lo scorso 30 Marzo, intitolato "Miracle et Raison", che inizia proprio con la famosa frase sui miracoli del nostro GKC (che abbiamo preso in prestito per il titolo).
Se foste interessati, e pratici di lingua francese, si può accedere all'articolo in questione semplicemente cliccando sul nostro titolo in alto.

Come probabilmente già saprete, sono già diverse le testimonianze di episodi miracolosi attribuibili a Papa Giovanni Paolo II, tutte al vaglio della Congregazione Vaticana per le cause dei Santi e del Postulatore Mons. Slawomir Oder.
Tra le tante, spicca quella della suora francese Marie Simon Pierre guarita dal cancro proprio grazie all'intercessione di Papa Wojtyla.

Dalle parole di Mons. Stanislaw Dziwisz, che lo conobbe meglio forse di chiunque altro:


"...
Sono a conoscenza di diversi casi di guarigione, avvenuti in questi ultimi sei mesi e inspiegabili con criteri medico-scientifici.
Il caso più impressionante è avvenuto in un convento in Francia. Una suora, gravemente malata, si trovava ormai in una situazione disperata. Le consorelle si sono radunate per lunghe ore in preghiera, chiedendo la grazia per intercessione di Giovanni Paolo II.
Ebbene, quattro giorni dopo, la suora era completamente guarita, i medici non hanno più riscontrato alcuna traccia del suo terribile male."

Merci beaucoup Soeur Claire!

Lex

giovedì 12 aprile 2007

L'Italia e l'Italietta.


"Cari amici, l'Italia senza il Papa sarebbe un Italietta, credetemi!".

(Padre Livio Fanzaga, 12 Aprile 2007)

Che dire? Semplicemente grande!

giovedì 5 aprile 2007

Ancora Buona Pasqua!


Spesso ruba la gente
perchè non ha niente
Così crede la gente
d’esser nullatenente
Ma se ciò che hai
fosse quello che ti resta da un naufragio sopra un isola deserta
grideresti di gioia
d’avere una coperta da mettere addosso
ed un bottone d’osso, un berrettino rosso
una cannuccia, un temperino
nelle tue mani...
Avresti un piffero dai suoni strani
per fare il verso ai gabbiani
Sapessi che bellezza
Sapessi che ricchezza
Sapessi che allegria ..."

(
da Padre Brown, cantata da Renato Rascel, sigla della bellissima serie di film degli anni '70)

E noi abbiamo molto di più di queste bellissime cose, grazie a Dio...

L'ultima parola l'avrà il Bene.


"Il Male, in tutte le sue forme, non ha l’ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, della verità e dell’amore! Se con Lui siamo disposti a soffrire ed a morire, ci ricorderà san Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diventa la nostra vita (cfr Rm 6,9). Su questa certezza riposa e si costruisce la nostra esistenza cristiana".

Papa Benedetto XVI, Udienza Generale del 4 Aprile 2007.

Il testo integrale su www.vatican.va oppure cliccando il nostro titolo sul sito dell'Avvenire (per cambiare...).

mercoledì 4 aprile 2007

Buona Pasqua!!!


“Ho capito che un difensore è particolarmente necessario dal momento che i terrestri disprezzano la terra, che un avvocato difensore non sarebbe stato fuori luogo in quel terribile giorno in cui il sole si oscurò e l’Uomo fu rinnegato dagli uomini”.

G.K. Chesterton, The defendant

domenica 1 aprile 2007

Caso Welby - il GIP di Roma rinvia alla Procura il fascicolo che volevano archiviare.

E' di oggi la notizia che il Giudice per le Indagini Preliminari di Roma ha inteso non accogliere la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per il procedimento penale nei confronti del dott. Michele Riccio, indagato di omicidio del consenziente. Il dott. Riccio è il medico che si è prestato a staccare il ventilatore causando così la morte di Piergiorgio Welby, previa sedazione.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha rinviato il fascicolo in Procura per la formulazione dell'imputazione e ha fissato un'udienza per la discussione sulla decisione relativa all'archiviazione.

Allora esiste un pallore di giustizia in tutta questa storia?

Non ho idea di ciò che accadrà, potrebbero anche essere le prove tecniche di legalizzazione dell'eutanasia. Un'archiviazione a seguito di un'udienza potrebbe dare nell'opinione pubblica il sentore che si tratti di un provvedimento più ponderato -e quindi più serio e meditato, di maggior valore- di un'archiviazione "tacita", passata in sordina ed emessa nel silenzio di un ufficio di Tribunale, senza parti e senza clamore.

D'altra parte, un rigetto dell'archiviazione provocherà un'udienza preliminare e forse anche un dibattimento, con tutto ciò che ne potrà conseguire: una discussione pubblica in un'aula di tribunale sulla questione giuridica e metagiuridica se comportamenti simili possano integrare reati oppure non integrino un bel nulla.

Altro che processo di Cogne! Pensate che tritume mediatico. Pensate ai Vespa, ai Santoro, ai Floris... Pensate quanto ben pensare!

Tutto è possibile.

C'è il partito della morte che sostiene -falsamente ed in chiarissima malafede, complici anche dei giuristi- che l'eutanasia è già possibile con le leggi vigenti. C'è un altro partito che vuole una legge per disciplinare quelli che loro considerano "i casi limite", "la tragedia delle atroci sofferenze prive di disciplina legislativa" (lo stato deve dire tutto di tutto e su tutto...), e hanno sacrificato il povero Welby sull'altare della loro campagna.

In tutto questo, in questo clima disonesto creato ad arte, complice certa informazione di regime, una qualunque pronuncia giurisprudenziale assumerà valore. Anche solo mediatico. A solo favore del partito dello sdoganamento dell'eutanasia.

E allora che il Padre Eterno illumini quel giudice. Che -ontologicamente- prima che con la costituzione italiana, dovrà vedersela -cronologicamente dopo- con il Padre Eterno.

Come ciascuno di noi.

Se passano i Dico perché dire no all'incesto?

Da Il Giornale di oggi, l'articolo di Andrea Tornielli sulla recente polemica sulle giustissime dichiarazioni del presidente della CEI mons. Angelo Bagnasco.

I vescovi: «Se passano i Dico perché dire no all’incesto?»

di Andrea Tornielli - domenica 01 aprile 2007

Roma - Se non esiste un criterio oggettivo per giudicare ciò che è buono e vero, se il parere dell’opinione pubblica diventa l’unico criterio di giudizio morale, «è difficile valutare i comportamenti». È questa la riflessione che il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha proposto sabato sera agli animatori della comunicazione della diocesi di Genova. L’arcivescovo ha citato esempi concreti, affermando che senza un riferimento a criteri oggettivi non si capisce perché si debba dire di no alla legalizzazione dell’incesto e della pedofilia. E il suo intervento ha provocato una bufera di reazioni.
Bagnasco, dopo aver spiegato che la Nota della Cei sui Dico «cerca di parlare soprattutto, all’intelligenza comune, al buon senso, alla ragione attraverso delle motivazioni di tipo antropologico», ha aggiunto: «Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per individuare il vero e il falso, l’unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell’opinione generale. Diventa allora difficile dire dei no, scoprire indirizzi in ordine al bene». Bagnasco ha quindi proseguito con una serie di domande: «Perché dire di no all’incesto, rifacendosi a una nota situazione in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano?».
«Oggi ci scandalizziamo – ha concluso il presidente della Cei – ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell’etica che riguarda la persona, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile poi dire dei “no”. Se il criterio unico e assoluto del bene e del male è la libertà di ciascuno, come scelta, allora diventa possibile tutto. È necessario guardare la natura umana, ciò che la persona è in se stessa, per poter agire con coerenza verso ciò che si è per esprimere se stessi al meglio».
Come si vede, Bagnasco, spiegando il senso della recente Nota della Cei sulla famiglia e sui progetti di legalizzazione delle unioni di fatto e gay, non ha affatto messo questi ultimi sullo stesso piano dell’incesto e alla pedofilia. Ha detto, invece, che la mancanza di un criterio oggettivo, fondato sulla morale naturale e condiviso non sulla base di un presupposto confessionale ma sulla base della ragione, la mancanza di un riferimento alla realtà della persona può arrivare a giustificare tutto. E gli accenni all’incesto e al partito che vuole autorizzare la pedofilia tra persone consenzienti, non sono invenzioni o immotivati timori clericali. Si tratta, invece, di «germogli iniziali», di esempi già presenti nella nostra Europa, come nel casi specifici citati. Quello dei due fratelli conviventi che hanno avuto dei figli (i media avevano inizialmente ambientato la storia in Inghilterra, ma in realtà si è verificata a Lipsia, in Germania), quello del partito olandese che si batte per rendere legale il rapporto erotico tra un adulto e un bambino che abbia compiuto dodici anni. «Oggi tocchiamo con mano – ha detto l’arcivescovo di Genova – le conseguenze di questi movimenti che sono nati anni addietro. Tutti vanno a parare su un’unica questione che sta alla base di tutte le altre questioni sensibili: l’uomo, la concezione antropologica». Il presidente dei vescovi italiani ha definito «profetica» l’intuizione del suo predecessore Camillo Ruini che nel 1994 ha dato vita al Progetto Culturale della Chiesa italiana capendo prima di altri «dove stavano andando alcuni movimenti culturali europei».
Nella serata di ieri, dopo l’infuriare delle polemiche, la Curia genovese ha diffuso un comunicato nel quale si afferma che l’intervento dell’arcivescovo «è stato male riportato con titolazioni e sintesi sommarie che risultano parziali e fuorvianti». In mattinata Bagnasco aveva partecipato insieme a Ruini alla consacrazione del vescovo di Macerata, Claudio Giuliodori. Ai giornalisti che gli domandavano se vada negata la comunione ai parlamentari che disobbediranno sui Dico, il presidente dei vescovi ha risposto: «Mi pare che nella Nota non se ne parli».

Voi lo pensate, noi lo diciamo - 3


"L'Arcidiocesi di Genova: «Male riportato il suo pensiero»
Bagnasco: nuova bufera sui Dico
Il presidente della Cei: «Se cade l'etica, poi è difficile dire di no anche a incesto e pedofilia». È polemica. In serata la precisazione".

Eccellenza Reverendissima, questo è il titolo de Il Corriere della Sera di oggi, edizione internet, sulle nuove prese di posizione sull'argomento Dico.

Noi chestertoniani d'Italia le volevamo dire: non precisi, non prenda distanze da se stesso, vada pur tranquillo!
Le sia buon viatico questo nostro titolo: voi lo pensate, noi lo diciamo!
Noi le pensiamo e Lei, Eccellenza, le dica pure, le dica tutte!
Grazie mille!

Fedor Dosto'evskij, buon'anima, disse che morto Dio tutto era possibile.
Gilbert Chesterton, buon'anima pure lui e Lei sa quanto ci teniamo, previde che spade si sarebbero incrociate per affermare che le foglie sono verdi d'estate, e che il guaio di oggi non è che non si crede più a niente, ma che si crede a tutto!

Per cui vada pure avanti: noi lo pensiamo da un sacco di tempo che avrebbero cominciato col divorzio, poi con l'aborto, poi ci volevano far credere che la fecondazione assistita è roba buona, e che i cattivi siamo noi cattolici, poi ci hanno detto che siamo cattivi pure perché se la gente muore è colpa nostra che non facciamo fare la ricerca sui cristiani morti cioè le cellule staminali embrionali, poi ci hanno fatto credere che Piergiorgio Welby è stato un caso di rinuncia all'accanimento terapeutico clerical-ecclesiastico...

Adesso aspettiamo la prossima campagna, e Lei -grazie ancora!- ce le ha anticipate!
Guardi come si stracciano le vesti!
Non si preoccupi, Nostro Signore ce lo aveva detto.

Per cui andiamo avanti insieme.

E poi, ci scusi l'ardire, se lo lasci dire, Lei ha pure un bel sorriso, centomila volte meglio delle facce torve e tristi di quelli che oggi s'indignano a comando perché Lei sta dicendo la Verità!

venerdì 30 marzo 2007

Eroi. Santi. Eccone uno.


È morto p. Paolo Noè, l’ultimo missionario del Pime in Myanmar (la ex Birmania).
Con lui si chiude l’epopea della prima evangelizzazione del Paese. Il Pime, presente dal 1867, ha fondato 6 diocesi. Fra le popolazioni Shan e Karen, i missionari sono stati anche promotori di sviluppo.

Leggete questo articolo scritto da padre Bernardo Cervellera e pubblicato su Asianews. Lo trovo commovente, bello.
Eroi, questi uomini. Santi, diciamo noi cattolici.
Dovremmo metterci ogni sera davanti al fuoco e raccontare ai nostri figli un uomo e una vita così. Altro che dico, pacs, telefonini, grandi fratelli, prodi, furbi, birbi, corone, scettri, cocaine, canne, schifezze...

Chi le penserebbe più?!?

E poi guardate che bella faccia!

Leggete. Cliccate il titolo e leggerete.
Bella storia.

Cina, la casa nel cantiere.

Cina, la casa nel cantiere.

Una coppia resiste alla costruzione di un centro commerciale: e la storia fa il giro del mondo.
Vedete il servizio su Repubblica (non ho trovato di meglio, scusate...). Cliccate il nostro titolo.
Guardate, per me meritano. Anche se lo facessero solo per i soldi. Meritano.
Tosti, così.

Viva la libertà!

Eccolo!


Abbiamo citato mons. Bagnasco, ed allora eccolo qua!
Monsignor Bagnasco, il nuovo Presidente della CEI, viene definito su questo blog dal nostro Paolo Gulisano "un uomo all'apparenza un pò timido, magro, minuto, dallo sguardo acuto e penetrante. Le parole tranquille, quasi sommesse, ma precise e affilate come una lama, come il giudizio, netto e chiaro. Un padre Brown ligure, insomma".
Eccolo, il padre Brown ligure!

Benvenuto, Eccellenza!
Benvenuto dai chestertoniani italiani!
La aiuteremo di certo, come potremo, ma stia sicuro!

giovedì 29 marzo 2007

Nello!

Cari amici,
giusto per stemperare la nostra imperante serietà (gli argomenti sono stringenti in questi ultimi tempi! il flusso di notizie è torrenziale!), vi annuncio che ho dato vita ad uno splendido blog cui verrete portati cliccando il nostro titolo.
E' in onore di un nostro amico, che chestertonianamente potremmo definire il Patrick Dalroy della costa adriatica, e diversi chestertoniani storici lo conoscono: è Nello!

Andate a vedere, è solo agli inizi ma merita.
Evviva Nello!

mercoledì 28 marzo 2007

BENVENUTO MONSIGNOR BAGNASCO

True Chestertonians,
oggi vi proponiamo l'intervento del Monsignor Bagnasco, erede di Ruini alla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in materia di famiglia ed iniziative legislative attuali su unioni di fatto.
Il documento ci arriva dal nostro PAOLO GULISANO che ci regala anche un suo commento finale al riguardo.
Buona Lettura, dunque, e buoni e liberi commenti!
Lex Sioux


Conferenza Episcopale Italiana

Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto

L'ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famiglia ci chiama in causa come custodi di una verità e di una sapienza che traggono la loro origine dal Vangelo e che continuano a produrre frutti preziosi di amore, di fedeltà e di servizio agli altri, come testimoniano ogni giorno tante famiglie.
Ci sentiamo responsabili di illuminare la coscienza dei credenti, perché trovino il modo migliore di incarnare la visione cristiana dell'uomo e della società nell'impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune.
La Chiesa da sempre ha a cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuova e la difenda. Per questo, la presentazione di alcuni disegni di legge che
intendono legalizzare le unioni di fatto ancora una volta è stata oggetto di riflessione nel corso dei nostri lavori, raccogliendo la voce di numerosi Vescovi che si sono già pubblicamente espressi in
proposito.
È compito infatti del Consiglio Episcopale Permanente «approvare dichiarazioni o documenti concernenti problemi di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia, che
meritano un'autorevole considerazione e valutazione anche per favorire l'azione convergente dei Vescovi» (Statuto C.E.I., art. 23, b).
Non abbiamo interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi. Siamo
convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera.
Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell'affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita.
E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l'impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli.
Anche per la società l'esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana (cfr artt. 29 e 31). Anzitutto per il bene della procreazione dei figli: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni. È quindi interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile.
A partire da queste considerazioni, riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l'intenzione di chi propone questa scelta, l'effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro.
Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume. Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile.

Queste riflessioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona; a tutti confermiamo il nostro rispetto e la nostra sollecitudine pastorale. Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell'esistenza. Siamo consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive.

A questa attenzione non siamo per principio contrari. Siamo però convinti che questo obiettivo sia perseguibile nell'ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che
sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare.
Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici che operano in ambito politico.
Lo facciamo con l'insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica
post-sinodale Sacramentum Caritatis: «i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza,
rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana», tra i quali rientra «la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna» (n. 83).
«I Vescovi – continua il Santo Padre – sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato» (ivi). Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto.
In particolare ricordiamo l'affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, nel caso di «un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge» (Considerazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede circa i progetti di riconoscimento legale delle
unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003, n. 10).
Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l'insegnamento del Magistero e pertanto non «può appellarsi al principio del pluralismo e
dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società» (Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 5).
Comprendiamo la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica.
Affidiamo queste riflessioni alla coscienza di tutti e in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, affinché si interroghino sulle scelte coerenti da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. Questa Nota rientra nella sollecitudine pastorale che l'intera comunità cristiana è chiamata quotidianamente ad esprimere verso le persone e le famiglie e che nasce dall'amore di Cristo per tutti i nostri fratelli in umanità.

Roma, 28 marzo 2007
I Vescovi del Consiglio Permanente della C.E.I.

" I laicisti italioti avevano da tempo lanciato una aspra polemica nei confronti del Cardinale Ruini, oggetto di attacchi vari e lazzi televisivi indecenti.
Ora se la dovranno vedere con monsignor Bagnasco, il nuovo Presidente, un uomo che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente lo scorso novembre nel corso di un convegno dei medici cattolici.
Un uomo all'apparenza un pò timido, magro, minuto, dallo sguardo acuto e penetrante. Le parole tranquille, quasi sommesse, ma precise e affilate come una lama, come il giudizio, netto e chiaro. Un padre Brown ligure, insomma.
Bene, monsignor Bagnasco, che la Società Chestertoniana italiana, nella persona del suo Vicepresidente, saluta con filiale e deferente entusiasmo, ha oggi licenziato un chiarissimo documento sulle cosiddette convivenze che dice con perfetta sintesi esattamente tutto quello che c'è da sapere sulla questione.
Immaginiamo che non mancherà la risposta, la gazzarra laicista, la canea anticlericale con i suoi (pochi) personaggi simbolo: il Grillini parlante (a vanvera) e Cecchi Pa(v)one. Li aspettiamo chestertonianamente a piè fermo, saldi come Adam Wayne intorno alla nostra bandiera biancogialla.
Facendo poi seguito a ciò che scrivevo ieri, voglio sottolineare un paio di passaggi cruciali del documento CEI: "Non abbiamo interessi politici da affermare; - dicono i Vescovi- solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune…" Molto chiaro.
E poi ancora: "Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l'insegnamento del Magistero e pertanto non «può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società".
Più chiaro di così... e vale non solo per i "dico", ma anche per tutte le altre questioni su cui il Magistero si è pronunciato, dalla bioetica alla guerra ingiusta. Per meno di così non ci si può dire cristiani."
Paolo Gulisano

martedì 27 marzo 2007

LA CHIESA E' CATTOLICA E ABBRACCIA TUTTO!

Chestertonians di fine marzo,
sono lieto di offrirvi un articolo "fresco" di stampa che il nostro caro amico scrittore, PAOLO GULISANO (alla vostra destra trovate il link al suo bel blog), fondatore e Vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana, ci ha appena donato.
Il suo intervento, come scoprirete leggendolo, ci evidenzia alcuni lati più dark ed ambigui dell'operato di Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony Blair, primo ministro del Regno Unito dal lontano 1997...


Cari amici, avanti con giudizio…


Paolo Gulisano

La politica è una faccenda piuttosto particolare: per molti è il proseguimento dell’economia (e degli affari) con altri mezzi, per molti è interesse, per altri è passione. Oggi in Italia è soprattutto tifo. E’ bandiera, è fazione, o stai di qua o stai di là. Già, ma dove?
Bene ha fatto il nostro Blog a ricordare che, come diceva il cardinale Newman, anche la Chiesa è un soggetto politico, termine molto più pregnante che non “partito”, che esprime un concetto – appunto- di “parte”, di porzione, mentre la Chiesa è Cattolica, ovvero abbraccia e comprende il tutto.

Comunque, per dei cattolici, la propria bandiera, la propria Patria, la propria Causa, è la Chiesa, anzitutto. Se la Chiesa per i credenti che fanno politica viene prima della sinistra e della destra, di Prodi e Berlusconi, di qualunque “fedeltà” parziale, le cose non potranno che andare meglio.

Lo sapeva bene Gilbert Chesterton, che non si schierò mai né a destra né a sinistra, ma solo dalla parte del buon senso e della Fede.

Se si seguirà questo metro di giudizio, si eviteranno gli errori commessi dai cattofaziosi che stanno prima col loro partito che con le ragioni della Fede. E questi non sono errori solo delle varie rosibindi.

Pensate alla cantonata presa nei confronti di Tony Blair e dalla sua politica dal settimanale di centrodestra Tempi, il quale per lungo tempo ha cantato le lodi del premier inglese Tony Blair, meritevole soprattutto di aver portato in Regno Unito in guerra coll’Irak. Nel giugno 2003, ad esempio, il periodico diretto da Gigino Amicone elogiava la politica “thatcheriana” dell’inquilino di Downing Street in termini apologetici: “In fatto di lotta alla criminalità, poi, il premier ha sfidato tutti con scelte controcorrente, da molti ritenute addirittura draconiane, come la riapertura dei manicomi criminali poiché «non possiamo permetterci che dei pazzi girino indisturbati per le strade».

Vogliamo parlare di immigrazione? Profughi e rifugiati che non hanno diritto all'asilo in Gran Bretagna verranno espulsi dal Paese in un massimo di sei mesi dal loro arrivo e nel corso della permanenza, non riceveranno alcun contributo finanziario in contanti - come invece hanno fatto fino al 2001 - ma solo buoni per cibo e vestiti.
Le riforme sono partite con un'accelerazione delle procedure per esaminare le richieste d'asilo, che, con i nuovi parametri, verranno concluse entro due mesi dall'arrivo del profugo. Una volta raggiunta una decisione, ci sarà un'unica possibilità d'appello (a differenza del sistema attuale, che prevede diversi ricorsi), che verrà considerata entro quattro mesi.

In caso di esito negativo, il richiedente verrà immediatamente trasferito dal tribunale in un centro d'accoglienza e sarà rispedito in patria. Oggi, inoltre, Blair ha chiesto l'istituzione di centri di permanenza per clandestini fuori dai confini dell'Ue per evitare la loro presenza su suolo comunitario in attesa dell'espulsione.

Scozia e Galles vogliono più autonomia? Nessun problema, c'è la devolution, altra scommessa vinta dal primo premier britannico a indossare i jeans quando lavora in ufficio a Downing Street: responsabilizzare e decentrare, questa la ricetta.
Nemmeno Maggie
avrebbe osato tanto.

Blair di sinistra? Certo, nelle piccole cose che fanno contenti i perditempo della politica: apertura alle coppie gay (con un paio di outing istituzionali a colorare il tutto con le tinte del gossip) e dibattito sull'abolizione della caccia alla volpe. Sulle cose serie, però, i provvedimenti hanno in calce il timbro di "Iron Maggie". E la Gran Bretagna va.”

Già, e dove è andata? “Sotto la guida di Tony Blair il Governo e il Parlamento hanno fatto piombare il Paese in un abisso dell’etica, in cui non esiste giusto o sbagliato, ma semplici aspetti amministrativi e tecnici da risolvere attraverso l’attuazione di nuovi approcci contrari alla vita.
Due delle prime misure messe in atto da Tony Blair riguardano l'aver avviato una politica relativa alla gravidanza adolescenziale e l'aver dato spazio alle proposte dirette a modificare la legge sulla fine della vita.

La prima concerne la possibilità di far abortire e di fornire farmaci e dispositivi anticoncezionali alle ragazze anche di 11 anni senza la conoscenza o il consenso dei genitori. La seconda ha portato al varo di una legge – la Mental Capacity Act 2005 – che consente, e in determinate circostanze impone, ai medici di far morire d’inedia e disidratazione pazienti indifesi.
Il Governo Blair sta esportando l’aborto su richiesta nei Paesi in via di sviluppo sotto il pretesto degli Obiettivi di sviluppo del Millennio ed ha aumentato il finanziamento per le agenzie dedite al controllo demografico quali la International Planned Parenthood Federation e il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, coinvolte peraltro anche nella politica cinese del figlio unico.

Tony Blair ha promosso anche la sperimentazione distruttiva degli embrioni umani clonati. In generale, non esiste sostanzialmente nessun ambito eticamente sensibile per la vita e la famiglia che non sia stato peggiorato durante il Governo Blair.

Inoltre, il Regno Unito esercita una influenza decisiva nell’ambito dell’Unione europea e di molte altre parti del mondo, a sostegno di politiche contrarie alla vita e alla famiglia.” Il Regno Unito sta esportando valori contrari alla vita e alla famiglia, insomma, e questa non è l’articolata opinione di uno storico nemico della perfida Albione, ma di un autentico british, che però è cattolico, e quindi dotato di buon senso: John Smeaton, Direttore di un’organizzazione impegnata a promuovere legislazioni pro vita, la Society for the Protection of Unborn Children.

A differenza dei tifosi “tempisti” di Blair, che erano rimasti abbagliati dal suo carisma mediatico (un “Berlusconi” a Downing Street?) e soprattutto dal suo intransigente appoggio a Georgie Bush, il cattolico inglese Smeaton, implacabilmente chestertoniano, svela tutte le nequizie luciferine di Blair, come l’essere riuscito a sancire l’eutanasia per omissione nella legge dell’aprile 2005, mentre al contempo assicurava ai politici e ai leader religiosi di essere completamente contrario alla legalizzazione dell’eutanasia.

Altri provvedimenti presi dal pessimo Tony fanno morire d’invidia Zapatero, la bestia rossa dei cons, come il fatto che in Gran Bretagna grazie a Blair l’aborto e i contraccettivi vengono resi disponibili ai bambini minori di 16 anni a scuola – anche nelle scuole cattoliche – senza necessità di informare oppure ottenere il consenso dei genitori.
Inoltre, il Governo britannico ha emanato una normativa sulle pari opportunità nel lavoro tra uomini, donne, omosessuali e transessuali, che deve essere attuata pena pesanti sanzioni.

La Gran Bretagna, insomma, ha completamente perso la sua bussola morale. E questo, se sicuramente addolora Gilbert sulla sua enorme nuvola in Paradiso, deve far riflettere tutti noi qui e ora, e soprattutto dovrebbe far meditare sul fatto che non si fa politica da cattolici anteponendo, alle ragioni di Dio e dell’uomo, quelle della fazione ideologica o economica.
Non tifosi, ma testimoni, proprio come GKC

Pillole di Gilbert -1


«La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto».

Gilbert Keith Chesterton, Eretici, 1905