sabato 14 giugno 2025

14 giugno 1936 - 14 giugno 2025. In terra viventium da ottantanove anni.

MI piace ancora quello che ho scritto lo scorso anno per la ricorrenza della morte del Nostro Amico Gilbert, per cui, per l'ottantanovesimo anniversario della sua morte, mi ripeterò. Non è detto che non si produca qualche altra cosa, però è tutto vero, e il vero non passa mai di moda.

Marco Sermarini

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Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le ore dieci del mattino Chesterton morì. Era la domenica nell'Ottava della solennità del Corpus Domini.

«In quello stesso giorno sua moglie Frances scrisse una lettera a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...».

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270 - nostra traduzione).

Oggi, pensando alla ricorrenza della morte del nostro caro amico Chesterton occorsa proprio nell'Ottava del Corpus Domini, mi è tornata alla mente una nota che lessi nella biografia di Maisie Ward.

Maisie Ward racconta che una delle sorelle Nicholl (giovanissime ragazze e bambine che rimasero legate per sempre con un affetto speciale assieme alla propria famiglia ai coniugi Chesterton --- il fratellino piccolo di queste ragazze, l'unico maschietto, chiamava Chesterton "Uncle Chestnut", Zio Castagna, per l'assonanza tra il cognome del nostro eroe e il nome della castagna in inglese... - aggiunta 2025!) ricordava che la redazione del libro su San Tommaso d'Aquino segnò un visibile e profondo cambiamento in Chesterton.

Tra le varie cose che questo lavoro provocò c'è che Gilbert imparò a memoria la sequenza Lauda Sion Salvatorem, inno eucaristico composto da San Tommaso. Recitava ripetutamente a memoria, numerose volte, le ultime due strofe il cui testo è poco sotto.


Lo faceva battendo il pugno ritmicamente sul bracciolo della sedia ove abitualmente sedeva in casa. 


Poi diceva con soddisfazione:


«che riassunto del Paradiso: l'esatto capovolgimento dell'espressione colloquiale "giù tra i morti". Là hai - letteralmente "la terra dei viventi". Sì, amici miei, noi vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi».


Vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi, perché quella è la terra dei viventi.


Un'altra definizione che usava per il Paradiso erano le due parole latine "in patria": 


«Ti spiega tutto: "la nostra terra natia"».


Ti spiega tutto, è vero. Queste parole riecheggiano quelle del primo eroe della mia vita, il beato Pier Giorgio Frassati, che parlava della "Vera Patria".


Ecco le strofe che Chesterton più amava ripetere, nella lingua latina in cui sono state composte e nella traduzione italiana:


Bone Pastor, panis vere,

Iesu, nostri miserére:

tu nos pasce, nos tuére:

tu nos bona fac vidére

in terra vivéntium.


Tu, qui cuncta scis et vales:

qui nos pascis hic mortales:

tuos ibi commensáles,

coherédes et sodales

fac sanctórum cívium. Amen.

Allelúia.


(trad.: Buon pastore, pane vero,

o Gesù, abbi pietà di noi:

Tu nutrici, proteggici,

Tu fa' che noi vediamo le cose buone

nella terra dei viventi.


Tu, che tutto sai e puoi,

che qui pasci noi mortali:

facci lassù Tuoi commensali,

coeredi e compagni

dei santi cittadini. Amen.

Alleluia).


Poi un'altra cosa.


È sempre Maisie Ward che ce la racconta. È un episodio che raccolse in occasione della stesura della seconda parte della biografia di Chesterton intitolata Return to Chesterton. Riguarda Edward Macdonald, uno dei suoi collaboratori al G. K.'s Weekly, il suo settimanale, ed è una vivissima testimonianza della vicinanza alla gente comune del nostro caro amico Gilbert:


«Il giorno dopo la sua morte (di Gilbert, ndr) Edward Macdonald passò davanti al negozio di un barbiere più in là di Chancery Lane (una strada centrale di Londra, vicino Fleet Street, ndr). L'uomo stava insaponando il viso di un cliente ma riconoscendo Macdonald lasciò il cliente e corse fuori col pennello in mano. "Voglio solo dire che mi è dispiaciuto di sentire la notizia", "era un grande uomo". Macdonald gli chiese se conoscesse Chesterton. "Mai letto una parola di quello che ha scritto" rispose il barbiere "ma lo ascoltavo sempre per radio. Sembrava che stesse seduto a fianco a me nella stanza"».


(dall'Introduzione di Radio Chesterton, già in Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton)


Mi immagino la scena di quest'omino comune, un barbiere con il pennello in mano, che esce per strada e vuole rendere il suo umile omaggio ad un grande uomo al quale si era sentito così vicino da pensarlo seduto a fianco a lui nella bottega di barbiere, nelle sue cose quotidiane, pur non avendo letto una sola parola delle sue meravigliose opere. Non lo aveva sentito estraneo, lontano, pur sentendolo parlare poeticamente di ogni bella cosa, lo aveva sentito ed avuto vicino, mistero della nostra fede e della nostra umanità abbellita e redenta da Cristo.



Chiaramente l'omino non è quello della foto però mi immagino una scena così, manca lo scatto che ritrae quest'uomo comune che deve dire ad uno degli amici di Chesterton che è dispiaciuto di aver perso anche lui un amico. La scena la immagino, sono passato vicino quella stradina di Londra.

Chancery Lane, City of London

Oggi la strada è così e si affaccia su Fleet Street, che una volta era la sede di quasi tutti i giornali inglesi che contavano, ed era il regno incontrastato di Chesterton.

Ci andai la prima volta con il mio caro amico padre Spencer Howe e ci ho portato la mia famiglia al completo ed alcuni miei coraggiosi e fortunati alunni.

Questo è l'anno del centocinquantesimo compleanno di Gilbert, e vorrei celebrarne altri cinquemila, qui e in terra viventium. Cinquemila è un numero per dire per sempre, concetto che applico a tutte le persone care e a tutti quelli di cui divento amico (per sempre), lascito involontario di Chesterton a tutti i suoi amici, qui ed in terra viventium.

Ho già detto mille volte della rilevanza della carità che fece, della speranza che elargì a piene mani e della fede che propagò e difese. Oggi vorrei che facessimo mente locale sul fatto che quella carità ci ha raggiunto per vie apparentemente casuali ma in realtà segno di un bene insostituibile che Dio vuole per noi, che quella speranza è arrivata qui e ne ha generata altra e che quella fede ce l'ha fatta amare anche lui. Per cui oggi possiamo dire questa fede, questa speranza e questa carità, qui presenti per noi, grazie a Dio e all'eroismo allegro che Gilbert ha usato.

Non mi stancherò mai di stupirmi davanti a questo portento, che ha portato alla Vera Fede gente già da quando non era convertito e che ha continuato a fare conquiste a Cristo dopo la conversione e che continua anche adesso da morto. 

Ma che morto, quale morto... È più vivo lui in terra viventium che...

Ricordo pure quest'anno che si dice che le sue ultime parole siano state queste:

«La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte».


Fate un bel gesto: comprate su Pump Street (www.pumpstreet.it) e cominciate un bel libro di Chesterton proprio oggi e non mollatelo, e poi non mollate più Chesterton, non vi deluderà mai. Fatene un altro: pregate la preghiera che ripropongo e chiedetegli di farvi qualche bel miracolo, ad esempio di avere il suo stesso buon cuore, di vivere allo stesso suo modo l'amicizia anche con il più piccolino dei piccoli.



È il giorno più adatto per recitare questa preghiera, per tutte le nostre necessità, per gli amici, per i nemici, per la Santa Chiesa (e ricordo che abbiamo a disposizione migliaia di santini di tutti i tipi, colori e fattezze, guarda qui).


Marco Sermarini




Dio Nostro Padre,

Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton 

di un senso di meraviglia e gioia, 

e desti a lui una fede 

che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.

Possano la sua innocenza e le sue risate, 

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, 

convinzione e calore ai tiepidi 

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. 

Ti chiediamo di concedere le grazie che Ti imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore.

Amen.


(Ecco, caro Gesù, dacci 

questa stessa fede, 

questa stessa speranza 

e questa stessa carità, 

e daccele per intercessione di Gilbertone. 

Amen, evviva, alè)

https://uomovivo.blogspot.com/2024/06/88-anni-dopo-luomo-vivo-e-sempre-piu.html

venerdì 13 giugno 2025

Aforismi in lingua originale - There is non such thing on earth as an uninteresting subject.



There is no such thing on earth as an uninteresting subject; the only thing that can exist is an uninterested person. Nothing is more keenly required than a defence of bores. When Byron divided humanity into the bores and bored, he omitted to notice that the higher qualities exist entirely in the bores, the lower qualities in the bored, among whom he counted himself. The bore, by his starry enthusiasm, his solemn happiness, may, in some sense, have proved himself poetical. The bored has certainly proved himself prosaic.

We might, no doubt, find it a nuisance to count all the blades of grass or all the leaves of the trees; but this would not be because of our boldness or gaiety, but because of our lack of boldness and gaiety. The bore would go onward, bold and gay, and find the blades of grass as splendid as the swords of an army. The bore is stronger and more joyous than we are; he is a demigod—nay, he is a god. For it is the gods who do not tire of the iteration of things; to them the nightfall is always new, and the last rose as red as the first.

Gilbert Keith Chesterton, Heretics.



giovedì 12 giugno 2025

Un aforisma al giorno - È tutta una questione di fedeltà militare (ogni tanto un po' di Ortodossia ci vuole...).

Il concetto basilare che il mondo è bello anche se è strano (...), è meglio espresso nelle fiabe. Il lettore può, se vuole, passare alla fase successiva della narrativa di guerra o anche della letteratura patriottica, come fanno generalmente i ragazzi quando crescono. Se una sana moralità è comunemente diffusa, lo dobbiamo in gran parte ai romanzi d’appendice. Comunque, mi sembrava, e mi sembra tuttora, che il nostro atteggiamento verso la vita si possa meglio esprimere in termini di una specie di fedeltà militare piuttosto che in termini di critica e di approvazione. La mia accettazione dell’universo non è ottimista, è qualcosa che assomiglia di più al patriottismo. È una questione di fedeltà primaria.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



mercoledì 11 giugno 2025

Il giorno del trasloco, alla maniera di Chesterton - i nostri cugini americani cambiano sede.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

La Società di G.K. Chesterton si è ufficialmente trasferita nella sua nuova sede, un ex convento dall'altra parte del parcheggio (il parcheggio che fronteggia la Chesterton Academy di Hopkins, sobborgo di Minneapolis, Minnesota, dove finora si trovava la sede della società americana, ndr)! 

A rendere possibile il trasloco sono stati 170 studenti della Chesterton Academy of the Twin Cities (per Twin Cities, cioè le Città Gemelle, si intendono le città di St. Paul e Minneapolis, divise dal grande fiume Mississippi, ndr), che hanno contribuito a trasportare centinaia di scatole e pesanti scrivanie, librerie e schedari. 

Con cuore allegro e tanta forza, hanno trasformato il giorno del trasloco in un gioioso atto di servizio, come si conviene a Chesterton.

i giovani studenti della Chesterton Academy
aiutano nel trasloco

Parte dello staff della società americana,
riconoscibile Dale Ahlquist
(con un sobrio cappello...) e Emily Rotstein
(chinata con un foglio in mano)



martedì 10 giugno 2025

Un aforisma al giorno - "Tutte le strade puntano infine a una locanda finale..." (bello!).

Ma almeno questo è parte di ciò che Dickens intendeva dire: che il cameratismo e la gioia seria non sono intermezzi nel nostro viaggio, ma che piuttosto i nostri viaggi sono intermezzi di amicizia e gioia, che grazie a Dio dureranno per sempre. La locanda non indica la strada, ma la strada indica la locanda. E tutte le strade puntano infine a una locanda finale, dove incontreremo Dickens e tutti i suoi personaggi; e quando berremo di nuovo sarà dai grandi boccali della taverna alla fine del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens.



lunedì 9 giugno 2025

Un aforisma al giorno - Conterà da che parte abbiamo combattuto (sei un grande!).



Alla fine non conterà se abbiamo scritto bene o male, se abbiamo combattuto con i flagelli o con le canne. Conterà molto da che parte abbiamo combattuto.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.

Combattere coi flagelli


domenica 8 giugno 2025

Un aforisma al giorno - La cosa più sorprendente di Dickens.

Questa è la cosa più sorprendente di Dickens, la quantità di opere che ci sono arrivate. Ha scritto, come minimo, sedici libri importanti e spessi, zeppi di creazioni originali. E se li aveste bruciati tutti, avrebbe potuto scriverne altri sedici, come un uomo scrive lettere oziose al suo amico.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens.



sabato 7 giugno 2025

Chesterton in altre parole: Émile Cammaerts, Chesterton si fermava per le scale a scrivere...

Overstrand Mansions, Battersea, dove era il
secondo appartamento dei Chesterton appena
sposati...

All'epoca (quando era sposato da poco, ndr) viveva in un appartamento, all'ultimo piano di una grande casa che si affacciava su Battersea Park. In mancanza di un ascensore, non riusciva a salire le scale senza sedersi sui poggioli posti su ciascun pianerottolo. Per non perdere tempo, l'instancabile giornalista utilizzava questi intervalli per scrivere i suoi articoli. Si racconta che alcune delle storie del suo Tremendous Trifles, iniziate al primo piano, fossero quasi finite quando aveva raggiunto la sua porta.

Émile Cammaerts, The Laughing Prophet.



Ecco la casa dei Chesterton a Battersea e qualche aneddoto ad essa legato (che conferma storicamente che la Buonanima scriveva per le scale...):

https://uomovivo.blogspot.com/2021/08/overstrand-qui-la-seconda-casa-dei.html

Un episodio bellissimo, divertente, di grande insegnamento ed estremamente significativo della vita dei giovani sposi Chesterton e dei loro amici:

https://uomovivo.blogspot.com/2020/07/chesterton-in-altre-parole-i-mills-e-i.html

A Battersea c'erano zio Gilbert e zia Frances (il racconto di Eleanor Belloc), bellissimo racconto di una bimba:

https://uomovivo.blogspot.com/2017/11/i-chesterton-in-altre-parole-eleanor.html


Sir Philip Gibbs che temeva che Chesterton a Battersea cadesse... 😂

https://uomovivo.blogspot.com/2024/11/aneddoti-su-chesterton-sir-philip-gibbs.html

venerdì 6 giugno 2025

Chesterton in alte parole - Émile Cammaerts: mai vista tanta agilità intellettuale in una tale goffaggine fisica...

Non è necessario ricordare al lettore che fisicamente Chesterton non era fatto per correre. Coloro che lo ricordano da ragazzo mi dicono che era piuttosto magro e con gli arti sciolti, ma quando lo conobbi, a trent'anni, aveva già acquisito la grossa mole a cui amava riferirsi bonariamente. La mia prima impressione fu il contrasto tra la sua mente incredibilmente veloce e il suo corpo che si muoveva lentamente. Gli ci voleva mezzo minuto per fare qualche passo, ma non gli ci voleva un secondo per arrivare alla conclusione del ragionamento più complesso e, dato che gli piaceva parlare mentre camminava per la stanza, il risultato era a dir poco sbalorditivo. Avevo incontrato prima uomini che pensavano mentre si muovevano, lentamente o velocemente. Non avevo mai incontrato un uomo che associasse una tale agilità intellettuale a una tale goffaggine fisica.

Émile Cammaerts, The Laughing Prophet.

Chesterton attorno ai ventisei anni
(circa 1900) con la sua futura moglie
Frances Blogg.


giovedì 5 giugno 2025

Un aforisma al giorno - Umiltà, è lei che preserva dal torto.

È l'umiltà, e non il dovere, che preserva le stelle dal torto, dal torto imperdonabile della rassegnazione casuale; è grazie all'umiltà che i cieli più antichi per noi sono freschi e forti.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



mercoledì 4 giugno 2025

Aforismi in lingua originale - Humility preserves the stars from wrong.



It is humility, and not duty, which preserves the stars from wrong, from the unpardonable wrong of casual resignation; it is through humility that the most ancient heavens for us are fresh and strong.

Gilbert Keith Chesterton, Heretics.



martedì 3 giugno 2025

Chesterton in altre parole - Emile Cammaerts: la fretta nel giornalismo di Chesterton.



È necessario tenere in considerazione anche l'elemento della fretta. La fretta è l'essenza stessa del giornalismo. Un buon giornalista non è solo uno scrittore che riesce a condensare o a diluire i suoi pensieri, a seconda dei casi, in poche centinaia di parole, ma uno scrittore che riesce a raggiungere questo obiettivo, nelle circostanze più sfavorevoli, nel più breve tempo possibile. Chesterton racconta che i suoi articoli venivano consegnati “nel momento prima che fosse troppo tardi”. Faceva costantemente una gara contro il tempo su e batteva il suo stesso record. La sua professione lo spingeva a sviluppare le sue doti satiriche e ad aumentare il ritmo di produzione. Anche se non fosse nato umorista, sarebbe stato costretto ad assumere un tono frivolo. Anche se non fosse stato per natura uno scrittore straordinariamente fecondo, non avrebbe potuto avere il successo che ha avuto se non avesse scritto molto in pochissimo tempo.

Émile Cammaerts, The Laughing Prophet.



lunedì 2 giugno 2025

Aforismi in lingua originale - Easy and hard...



It is so easy to be solemn, it is so hard to be frivolous.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



domenica 1 giugno 2025

Gli animali hanno un anima? Bella domanda! Shaw e Chesterton a confronto esattamente cento anni fa.

Cento anni fa esatti Shaw e Chesterton si confrontavano su questo tema. Ce ne dà prova il quotidiano inglese The Guardian che tira fuori dai suoi archivi una breve cronaca dell'evento (veramente lo fece più di nove anni fa, noi ce ne siamo accorti adesso, ma va benone così...).


Do animals have souls? Shaw and Chesterton debate - archive


15 April 1925: Writers George Bernard Shaw and GK Chesterton address the question of whether animals, as well as humans, are immortal beings

In a contribution to the second instalment of a symposium on “Have Animals Souls?” which appears in the May number of “Animals,” Mr. George Bernard Shaw says: –

“What is a soul? Unless it is a specific acquisition like a spine, appearing at a certain stage in evolution, it is difficult to regard it as an exclusively human characteristic. However, there is nothing unreasonable or improbable in this view, which is virtually that of the Roman Catholic Church, and is indeed the common view amongst us.

(nostra traduzione: In un contributo alla seconda puntata di un simposio su “Gli animali hanno un'anima?” che appare nel numero di maggio di ‘Animals’, George Bernard Shaw dice: - "Che cos'è un'anima? "Che cos'è un'anima? A meno che non si tratti di un'acquisizione specifica come la spina dorsale, che compare in un certo stadio dell'evoluzione, è difficile considerarla una caratteristica esclusivamente umana. Tuttavia, non c'è nulla di irragionevole o improbabile in questa visione, che è praticamente quella della Chiesa cattolica romana, ed è in effetti la visione comune tra noi).

Il resto qui sotto: