martedì 3 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un verme e un dio.



Se vogliamo salvare gli oppressi, dobbiamo provare contemporaneamente due emozioni apparentemente antagoniste. Dobbiamo considerare l'uomo oppresso intensamente infelice e allo stesso tempo intensamente attraente e importante. Dobbiamo insistere con violenza sul suo degrado; dobbiamo insistere con la stessa violenza sulla sua dignità. Perché se allentiamo di un solo centimetro l'una delle due affermazioni, gli uomini diranno che non ha bisogno di essere salvato. E se allentiamo di un solo centimetro l'altra affermazione, gli uomini diranno che non vale la pena salvarlo. Gli ottimisti diranno che la riforma è inutile. I pessimisti diranno che la riforma è senza speranza. Dobbiamo applicare entrambe contemporaneamente allo stesso uomo oppresso; dobbiamo dire che è un verme e un dio; e dobbiamo quindi esporsi all'accusa (o al complimento) di trascendentalismo. Questo è, in effetti, l'argomento più forte a favore della concezione religiosa della vita.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.





lunedì 2 marzo 2026

Un aforisma al giorno - In democrazia è impossibile permettere un certo tipo di lassismo.



Se la massa dei cittadini deve governare, è assolutamente necessario che abbia principi di pensiero comuni molto forti. Quando lo Stato è governato da poche volontà (come quelle di un re o di nobili), la sua azione e la sua unità sono preservate dalla semplice impotenza delle altre parti. Ma se deve essere governato da un gran numero di volontà, queste devono avere uno standard che considerano ortodosso o, almeno, di senso comune. Questo è il motivo che sta dietro alla mezza verità di coloro che affermano che l'arte e la scienza (almeno quelle più audaci) prosperano meglio sotto un'aristocrazia. In una democrazia non è possibile permettere un certo tipo di lassismo. È possibile costruire un muro con grandi pietre sciolte, perché sono poche. Ma se si vuole costruire un muro con ciottoli, è necessario disporre di un cemento molto resistente.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 13 gennaio 1912.



domenica 1 marzo 2026

Innocent continua a girare l'Italia! Stavolta tocca a Casalpusterlengo. Complimenti a questi giovani e bravi attori!

Cari amici della Società Chestertoniana,

volevo comunicarle che il nostro spettacolo "Innocent" è stato richiesto numerosissime volte, segno della potenza e soprattutto contemporaneità di questa storia e messaggio, e il giorno 6 marzo ci riesibiremo per la nona volta con questo spettacolo!

Impensabile ai tempi, visto che siamo partiti come 15 ragazzi con nessuna esperienza, voglia di comunicare qualcosa ai nostri amici e alla società più prossima a noi, con la fortuna di avere avuto "Uomovivo" tra le mani solo perché uno tra noi lo aveva suggerito. 

Ecco qui la locandina per lo spettacolo a Casalpusterlengo (LO)! 

È ancora una volta con profonda gratitudine che, a nome della compagnia Chescenaè, ringraziamo la vostra associazione per il patrocinio che ci avete dato per questo spettacolo, e che con orgoglio esponiamo ad ogni replica!

A presto!

Luigi
CheScenaÈ


Una bella immagine di una precedente
replica.



Un aforisma al giorno - Ampliamo i giardini della nostra casa.



Il vero sviluppo non consiste nel lasciarsi le cose alle spalle, come su una strada, ma nel trarne vita, come da una radice. Anche quando miglioriamo, non progrediamo mai. Il progresso, per restare nella metafora della strada, implica che un uomo si lasci la propria casa alle spalle: ma migliorare significa esaltare le torri o ampliare i giardini della propria casa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana in letteratura.



E guardate chi spunta dal discorso di Papa Leone XIV di ieri...? 😜

Ieri papa Leone XIV ha pronunciato un discorso alle comunità di quattro seminari spagnoli (Alcalà de Henares, Toledo, Cataluña e Cartagena) e dopo poche battute compare lui, il Nostro Eroe:

"(...) C’è una frase dell’autore Chesterton che può servire da chiave di lettura di tutto quello che vorrei condividere con voi: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza".

Il resto del discorso è qui sotto:


Grazie della segnalazione a Ciro Dell'Ova!



sabato 28 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Ecco che passa un altro giorno.

Ecco che passa un altro giorno

Durante il quale ho avuto occhi, orecchie, mani

E il grande mondo intorno a me;

E domani ne inizierà un altro.

Perché mi sono concessi due giorni?

Gilbert Keith Chesterton, The Notebook.

 






venerdì 27 febbraio 2026

Schede - Il Napoleone di Notting Hill - 1904

Il Napoleone di Notting Hill


Iniziamo, con Il Napoleone di Notting Hill, a pubblicare delle brevi schede introduttive alle principali opere di Chesterton.

Questo libro è la prova che se un uomo è fedele agli ideali della sua infanzia, se è fedele ai più puri desideri del suo cuore, essi non mentono, non deludono e rendono ciascuno di noi capace di cambiare la propria vita e quella degli altri. Chesterton parte dalla mappa: illustra l’area del campo di battaglia, che si rivela essere la pianta di una zona di Kensington, e andando verso nord si trova Notting Hill, e lì vicino Pump Street.

Questo “romanzo fantastico”, così venne definito da Chesterton in una lettera, è stato scritto per far comprendere agli uomini la potenza di un sentimento fra i più radicati: l’amore per il luogo natio. L’opera è stata composta nel 1904, ma l’azione della storia si svolge 80 anni nel futuro, ovvero nel 1984: il libro di Chesterton non vuole essere futuristico o profetico, aveva semplicemente bisogno di un'ambientazione lontana dai suoi tempi, ma non dal suo quartiere: il nuovo re, Auberon Quin, nominato tramite lotteria, prende tutto per scherzo, compresa la sua stessa regalità. Decreta il ripristino dell'araldica medievale e impone a ogni quartiere di Londra di sventolare i propri colori. Gli interessi commerciali vanno d'accordo con la farsa del re purché non influisca sui loro profitti e purché possano trovare proficuamente il modo di aggirare sciocche idee di patriottismo locale; ma si imbattono in un problema quando il leader di un distretto prende molto sul serio i decreti del re: Adam Wayne porta con sé i colori del suo quartiere, Notting Hill.

Gli altri sono perfettamente disposti a lasciare che il giovane idealista si pavoneggi con la sua spada. Ma presto sorge un problema: vogliono costruire un'autostrada attraverso Notting Hill. Adam Wayne non lo permetterà perché difendere i suoi colori significa difendere il suo quartiere. Improvvisamente la sua spada non è più una decorazione, poiché raduna i residenti locali per formare un esercito e unirsi a lui. Seguono una serie di battaglie surreali in cui Adam Wayne, contro ogni previsione, in qualche modo prevale. Al culmine di una battaglia, il Re, che non prende nulla sul serio, si ritrova a unire le forze con Wayne, che prende tutto sul serio: è l'uomo comune che sa combattere e amare, ridere e morire. Lottiamo tutti per la nostra Pump Street, per il nostro cuore e per il mondo buono.
 
Il libro, con la prefazione di Marco Sermarini, è disponibile su www.pumpstreet.it 

giovedì 26 febbraio 2026

Aforismi in lingua originale - Awakening the sense of something saved from nothing.



Men need thrills to produce thanks, and have to be surprised into surprise. It is the whole aim of religion, of imagination, of poetry and the arts, to awaken that sense of something saved from nothing.

Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.

L'opera, mai tradotta in italiano (si tratta di una raccolta di saggi usciti precedentemente sull'Illustrated London News) è disponibile qui: https://www.gkc.org.uk/gkc/books/GKC_Come_to_Think.html





mercoledì 25 febbraio 2026

To my mother with love - Storia di probabile distrazione e di scioltezza.


Quella che vedete è la riproduzione di un oggetto messo all'asta tempo fa sul sito della nota plurisecolare casa d'aste londinese Sotheby's, forse la casa d'aste per eccellenza.

Si tratta di una copia dell'opera poetica La Ballata di Santa Barbara, una prima edizione fresca di stampa, che riporta la dedica affettuosa "To my mother with love" (a mia madre con affetto), la firma e la grafia inconfondibili del Nostro Gilbert e la data, 16 novembre 1922 (anno dell'uscita del libro).

Un dono affettuoso alla mamma, direte. Certo, lo è senza dubbio.

Sotto poi noterete un'altra dedica che suona così: "To my dear nephew Jack as I have another copy" (al mio caro nipote Jack perché ne ho un'altra copia), con la data, 22 novembre 1926.

Non so come siano andate le cose, però ci sono forti indizi che il Nostro Eroe avesse già omaggiato la mamma del medesimo libro di poesie, e la mamma avesse pensato bene di farne dono con una certa scioltezza al nipote Jack (lo dice: "perché ne ho un'altra copia" -- rientra esattamente nel personaggio), figlio di uno dei suoi fratelli. Forse la ricostruzione è apocrifa, ma potrebbe essere verosimile indizio dell'absentmindedness (cioè della distrazione) di Gilbert e dei costumi familiari. Il giro che poi abbia fatto il libro fino ad arrivare da Sotheby's per essere valutata tra le 2.000 e le 3.000 sterline inglesi ed essere venduta, non sono riuscito a ricostruirlo, però tutta questa storia è interessante.

Il simpatico "descrittore" dell'oggetto messo all'asta dice (affastellando in stile quasi chestertoniano una serie di notizie difficilmente affastellabili): "La madre di Chesterton, Marie Louise Grosjean, sebbene nata a Kensington, era di origini svizzere e scozzesi e apparteneva a una famiglia di fede metodista wesleyana. Santa Barbara è la patrona dei cannonieri e di coloro che sono in pericolo di morte improvvisa. Con un peso di quasi 130 kg, Chesterton non era idoneo al servizio militare. (Quando una volta gli fu chiesto perché non fosse “al fronte”, rispose: “Signora, se va sul lato, vedrà che ci sono”). Ciononostante, era un recluta entusiasta dell'Ufficio Propaganda di Guerra".

Marco Sermarini

martedì 24 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Effetti degli errori di stampa.



La maggior parte dei giornalisti abbonda di battute sul tema degli errori di stampa: gli errori spaventosi che rendono il testo senza senso e quelli ancora più spaventosi che invece hanno senso. Perché solo quelli ragionevoli possono davvero essere rovinosi. Se il tipografo altera “Si separò da Chloe con un ultimo bacio (kiss nell'originale, ndr)” e lo presenta come “Si separò da Chloe con un ultimo kilb (parola priva di senso, ndr)”, non ne risulterà nulla di peggio di una lieve mistificazione, una sorta di delicata nebbia in cui le figure dei due amanti svaniranno. Ma se il tipografo prende la frase “Si separò da Chloe con un ultimo bacio” e la trasforma in “Si separò da Chloe con un ultimo calcio (kick nell'originale, ndr)”, l'intera storia d'amore assumerà una connotazione nettamente diversa; al lettore verrà trasmessa una sfumatura di significato definita ma diversa, che tuttavia la sua esperienza dei rapporti tra i sessi potrebbe indurlo ad accettare come comprensibile e intenzionale. Il lettore potrebbe considerarlo semplicemente un tocco del nuovo metodo realistico, leggermente crudo, un po' neo-primitivo, ma ovviamente un autentico tranche de la vie. Ma l'autore romantico originale, che intendeva davvero che Chloe fosse baciata e non presa a calci, ne sarà chiaramente infastidito.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 3 novembre 1928.

Chissà cosa penserà Chesterton vedendo
gli effetti 
dell'"intelligenza" artificiale sul giornalismo...


lunedì 23 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - La commedia deve essere presa sul serio.



Il concetto fondamentale nella mente della maggior parte dei nostri autori più giovani è che la commedia sia, per eccellenza, una cosa fragile. È concepita come un mondo convenzionale dalla descrizione assolutamente delicata e dozzinale. Storie come “Happy Hypocrite” di Max Beerbohm sono concetti che svanirebbero o cadrebbero nel più totale nonsenso se considerati con un solo grado di serietà in più. Ma la grande commedia, quella di Shakespeare o di Sterne, non solo può, ma deve essere presa sul serio. Non c'è nulla a cui un uomo debba dedicarsi con più fede e abbandono di sé che alla risata genuina. In commedie come queste si ride con gli eroi e non di loro. L'umorismo che permea le storie di Falstaff e dello zio Toby è un umorismo cosmico e filosofico, una genialità che arriva fino in fondo. Non è una lettura superficiale, non è nemmeno, in senso stretto, una lettura leggera. La nostra simpatia è rivolta ai personaggi come se fossero le vittime predestinate di una tragedia greca. Il moderno autore di commedie sembra andare fiero della fragilità dei suoi personaggi. Sembra sempre sul punto di ridurre in mille pezzi le suoe marionette. Quando John Oliver Hobbes scrisse per la prima volta una commedia dai toni seri, la intitolò, con un disprezzo malcelato per la propria opera, “Una commedia sentimentale”. Alla base di questa concezione dell'artificialità della commedia c'è un profondo pessimismo. La vita agli occhi di questi buffoni malinconici è di per sé una cosa assolutamente tragica; la commedia deve essere vuota come una maschera ghignante. È un rifugio dal mondo e, a rigor di termini, non ne fa nemmeno parte. Il loro umorismo è un sottile strato di ghiaccio luccicante che ricopre le acque eterne dell'amarezza.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.



domenica 22 febbraio 2026

Una aforisma al giorno - Bisogna essere seri nel nonsense, che è un'arte.





Non c'è nulla che richieda una cura più meticolosa della nostra scelta del nonsense. Il senso è come la luce del giorno o l'aria quotidiana, e può provenire da qualsiasi fonte o in qualsiasi quantità. Ma il nonsense è un'arte. Come un'arte, raramente ha successo, eppure è del tutto semplice quando ha successo. Come un'arte, dipende dalla parola più piccola, e un errore di stampa può rovinarlo. E come un'arte, quando non è al servizio del cielo è quasi sempre al servizio dell'inferno. Innumerevoli imitatori di Lewis Carroll o di Edward Lear hanno cercato di scrivere nonsense e hanno fallito, ripiegando (si spera) sullo scrivere cose sensate. Ma certamente, come disse il grande Gilbert, ovunque ci sia stato nonsense, è stato nonsense prezioso...

Ho sofferto quanto chiunque altro per l'insulto pubblico causato dagli errori di stampa. Ho visto il mio amore per i libri (books, ndr) descritto come amore per gli stivali (boots, ndr). Ho visto la parola “cosmico” invariabilmente stampata come “comico”; e ho semplicemente riflettuto che le due cose sono molto simili. 

Per quanto riguarda i nazionalisti e i razionalisti, sono giunto alla conclusione che nessuna scrittura a mano o dattiloscritta possa distinguerli chiaramente; e ora permetto tranquillamente che siano intercambiabili, anche se il primo rappresenta tutto ciò che amo e il secondo tutto ciò che detesto. Ma c'è un tipo di errore di stampa che trovo difficile perdonare. Non potrei perdonare un errore nella stampa di “Jabberwock”. Insisto sull'assoluta letteralità in quella bellissima poesia di Lear, “The Dong with the Luminous Nose”. Rovinare queste nuove parole senza senso sarebbe come sparare a un grande musicista che improvvisa al pianoforte. I suoni non potrebbero mai essere recuperati. “And as in uffish thought he stood” (e mentre in pensieri cupi se ne stava, ndr). Se il tipografo lo avesse stampato “affish”, dubito che la prima edizione sarebbe stata venduta. “Over the Great Gromboolian Plain”. Supponiamo che l'avessi visto stampato “Gromhoolian”. Forse non avrei mai saputo, come so ora, che Edward Lear era un uomo ancora più grande di Lewis Carroll.

Il primo principio, quindi, può essere considerato chiaro. Che gli errori siano ammessi nei libri comuni, cioè nelle opere scientifiche, nelle biografie consolidate, nei libri di storia e così via. Non siamo severi con gli errori di stampa quando si verificano solo negli orari, negli atlanti o nelle opere scientifiche. In opere come quelle del professor Haeckel, ad esempio, a volte è piuttosto difficile scoprire quali siano gli errori di stampa e quali le affermazioni intenzionali. Ma in tutto ciò che è artistico, in tutto ciò che si discosta apertamente dalla ragione, dobbiamo esigere l'esattezza dell'arte. Se una cosa è palesemente impossibile, allora la cosa migliore che può fare è essere bella. Se una cosa è assurda, deve essere perfettamente assurda.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 11 marzo 1911.

sabato 21 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Le verità del correttore di bozze.




Ogni correttore di bozze sa che il peggior errore di stampa non è quello che non ha senso, ma quello che ha senso; non quello che è palesemente sbagliato, ma quello che è terribilmente giusto.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.

venerdì 20 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Le ovvietà possono avverarsi.



Al giorno d'oggi sembra essere considerato un prodigio il fatto che le ovvietà possano avverarsi. La scoperta che una nuova nozione è priva di senso viene essa stessa trattata come una nuova nozione. Esiste una tradizione, diciamo, secondo cui saltare da un precipizio è dannoso per la salute; e quindi nessuno lo fa. Poi appare un profeta e riformatore progressista, che fa notare che in realtà non ne sappiamo nulla, perché nessuno lo fa. Egli sostiene, in verità, che tu ed io abbiamo raramente verificato la questione lanciandoci da alte scogliere e annotando attentamente i risultati. Egli insiste sul fatto che raramente c'è una lunga fila, o un corteo continuo di persone, che sfilano davanti a Dover fino alla scogliera di Shakespeare con questo obiettivo scientifico; e che quindi non c'è un numero sufficiente di casi per l'induzione. Alla fine, un personaggio altamente scientifico si lancia dalla scogliera di Shakespeare e viene trovato morto sulle sabbie di Dover. E gli altri scienziati, in piedi attorno al suo cadavere in cerchio, non lo considerano come i resti di uno sciocco o di un eroe o un esempio dell'antica tragedia umana. Lo considerano come se fosse una creatura marina completamente nuova e interessante rigettata dal mare. Hanno fatto una scoperta. Non si rendono conto che si tratta semplicemente della scoperta che tutti i loro padri, nonni e bisnonni avevano ragione. Ma sono costretti ad ammettere che si tratta della scoperta che loro stessi avevano torto. E questa è davvero una scoperta sorprendente.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 9 marzo 1918.



giovedì 19 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Una cosa non può essere completamente meravigliosa finché rimane sensibile.



Il mondo non deve essere solo tragico, romantico e religioso, ma anche irrazionale. E qui immaginiamo che l'irrazionalità, in modo del tutto inaspettato, venga in aiuto alla visione spirituale delle cose. Per secoli la religione ha cercato di far esultare gli uomini davanti alle “meraviglie” del creato, ma ha dimenticato che una cosa non può essere completamente meravigliosa finché rimane sensibile. Finché consideriamo un albero come una cosa ovvia, creata naturalmente e ragionevolmente perché una giraffa la mangi, non possiamo meravigliarcene adeguatamente. È quando lo consideriamo come un'onda prodigiosa di terra viva che si estende fino al cielo senza un motivo particolare che ci togliamo il cappello, con grande stupore del guardiano del parco. Tutto ha infatti un altro lato, come la luna, patrona dell'assurdità. Visto da quell'altro lato, un uccello è un fiore staccato dal suo stelo, un uomo è un quadrupede che mendica sulle zampe posteriori, una casa è un gigantesco cappello per riparare un uomo dal sole, una sedia è un apparecchio con quattro gambe di legno per uno storpio che ne ha solo due.

Questo è il lato delle cose che più tende alla meraviglia spirituale.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



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mercoledì 18 febbraio 2026

Un inedito in lingua italiana: Psicologia infantile e nonsense, di Gilbert Keith Chesterton, traduzione di Marco Sermarini ©.

Illustrazione di W. W. Denslow
tratta da Mamma Oca
(Mother Goose)

In quest'epoca di psicologia infantile nessuno presta attenzione alla psicologia reale del bambino. Tutto ciò che sembra contare è la psicologia dello psicologo e la teoria o il filone di pensiero particolare che egli sostiene contro un altro psicologo. La maggior parte dell'arte e della letteratura ora magnificamente prodotta per i bambini non è nemmeno sinceramente intesa a piacere ai bambini. L'artista difficilmente si abbasserebbe a far ridere un bambino se nessun altro ridesse o addirittura ascoltasse. Queste cose non sono intese a piacere al bambino. Nella migliore delle ipotesi sono pensate per compiacere chi ama i bambini. Nella peggiore delle ipotesi sono esperimenti di metodi educativi scientifici. Testi belli, saggi e spiritosi come quelli di “Il giardino dei versi dei bambini” di Stevenson rimarranno sempre una fonte pura e vivace di piacere... per gli adulti. Ma il significato di molti di essi non solo è tale che un bambino non potrebbe comprenderlo, ma è tale che a un bambino non dovrebbe essere permesso di comprenderlo.

Il bambino che non è pulito e ordinato,
Con tanti giocattoli e cose da mangiare,
È un bambino cattivo, ne sono sicuro,
Oppure il suo caro papà è povero
.

Nessun bambino dovrebbe comprendere l'abisso spaventoso di quel ragionamento a posteriori. Nessun bambino potrebbe comprendere, senza essere uno snob o un riformatore sociale o qualcosa di orribile, l'ironia di quell'illusione sulle disuguaglianze e le iniquità con cui questo mondo malvagio ha insultato la sacra dignità della paternità. Il bambino che potesse davvero sorridere a quella frase sarebbe in grado di sedersi immediatamente a scrivere un romanzo di Gissing e poi impiccarsi alla testata del letto della cameretta. Ma né Stevenson né alcun seguace di Stevenson (e io mi dichiaro un buon seguace di Stevenson) hanno mai davvero sognato di aspettarsi che un bambino sorridesse alla poesia. Era il poeta che sorrideva al bambino, il che è una cosa ben diversa, anche se forse altrettanto bella a modo suo. E questo è il carattere di tutta questa nuova letteratura per l'infanzia. Ha l'obiettivo legittimo e persino onorevole di educare gli adulti all'apprezzamento dei bambini. È una cosa eccellente insegnare agli uomini e alle donne a provare piacere nei bambini, ma è una cosa totalmente diversa dal dare piacere ai bambini.

Ora, le vecchie filastrocche erano sinceramente pensate per divertire i bambini. Molte di esse contengono elementi poetici autentici, ma non sono pensate principalmente come poesia, perché il loro scopo è semplicemente quello di divertire. In questo senso, “Hey Diddle Diddle” è molto più di un idillio. È un capolavoro di psicologia, un modello classico e perfetto di educazione. Il suo ritmo cadenzato e il suo tintinnio sono esattamente il tipo di melodia che un bambino può percepire come tale e trasformare in una danza. Le immagini che evoca sono esattamente quelle che servono ai primi movimenti dell'immaginazione quando sperimenta l'incongruenza. Infatti è piena di oggetti familiari in combinazioni fantastiche. Il bambino ha visto una mucca e ha visto la luna. Ma l'idea che l'una salti sopra l'altra è probabilmente nuova per lui ed è, nel senso più nobile del termine, priva di senso. Gatti, cani, piatti e cucchiai sono tutti suoi compagni quotidiani e persino suoi amici, ma pensare che stiano trascorrendo una vacanza così singolare gli procura una sorta di fresca sorpresa e felicità. Non imparerebbe semplicemente nulla dai nostri tentativi di trovare una sottile sfumatura di umorismo nell'economia politica del povero papà, anche se il povero papà fosse romanticamente impegnato, non a saltare sulla luna, ma almeno a spararle.

Naturalmente c'è molto di più in “Hey Diddle Diddle” (1). La mucca che salta sulla luna non è solo una fantasia molto adatta ai bambini, è un tema molto degno dei poeti. L'avventura lunare può sembrare ad alcuni un'avventura folle, ma è un tema attorno al quale ha sempre ruotato l'immaginazione dell'uomo, specialmente l'immaginazione di figure romantiche come Ariosto (2) e Cyrano de Bergerac (3). L'idea che il bestiame possa volare ha ricevuto un trattamento immaginativo sublime. Il toro alato non solo cammina, come se scuotesse la terra, tra le rovine delle sculture assire, ma volteggia e fiammeggia nel cielo come simbolo apocalittico di San Luca (4). Ciò che combina immaginazioni così istintive e antiche, in una fantasia così semplice e chiara, non è certamente privo della materia prima della poesia. E l'idea generale, quella di una sorta di Saturnali (5) cosmici o stagione in cui tutto può accadere, è di per sé un'idea che ha perseguitato l'umanità in centinaia di forme, alcune delle quali squisitamente artistiche.

Sarebbe facile giustificare un gran numero di altre filastrocche, sulla stessa linea di una critica artistica più seria. Se mi chiedessero di citare quattro versi sufficienti a illustrare quella che è stata definita la ragione immaginativa, quando essa si eleva quasi a toccare un'irragionevolezza priva di immaginazione (poiché quel punto di contatto è la poesia), mi accontenterei di citare quattro versi che erano in un libro illustrato nella mia cameretta:

L'uomo nel deserto mi chiese: 

«Quante fragole crescono nel mare?». 

Io gli risposi, come mi sembrava giusto:

«Tante aringhe rosse quante ne crescono nel bosco».


Tutto in questo è poetico: dalla figura oscura e ultraterrena dell'uomo del deserto, con i suoi misteriosi enigmi, alla perfetta fusione di logica e visione che crea immagini bellissime anche dimostrandole impossibili. Ma questa qualità artistica, sebbene presente, non è primaria; lo scopo principale è il divertimento dei bambini. E noi non stiamo divertendo i bambini; ci stiamo divertendo con i bambini.

I nostri padri aggiungevano un tocco di bellezza a tutte le cose pratiche, quindi introducevano figure fantastiche e ritmi danzanti e saltellanti, che potevano essere ammirati anche dagli adulti, in ciò che avevano progettato principalmente e praticamente per il divertimento dei bambini. Ma non lo facevano sempre e non pensavano mai principalmente a farlo. Ciò che facevano sempre era creare divertimento adatto ai giovani; ciò che non facevano mai era trasformarlo in ironia comprensibile solo agli anziani. Una filastrocca era come un tavolo da asilo o un armadio da asilo: un oggetto costruito per uno scopo umano specifico. Vedevano chiaramente il loro obiettivo e lo raggiungevano. Scrivevano cose senza senso e si preoccupavano di renderle completamente insensate.

Perché ci sono due modi di affrontare il nonsense in questo mondo. Uno è quello di mettere il nonsense al posto giusto, come quando le persone inseriscono il nonsense nelle filastrocche. L'altro è quello di mettere il nonsense al posto sbagliato, come quando le inseriscono in discorsi educativi, critiche psicologiche e lamentele contro le filastrocche o altri normali divertimenti dell’umanità.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 15 ottobre 1921.


(1) Hey Diddle Diddle è una filastrocca molto popolare in Inghilterra ancora oggi. Chesterton la porta ad esempio positivo e ben riuscito di nonsense.


(2) Il riferimento è all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto ed in particolare al personaggio di Astolfo che va sulla luna per ritrovare il senno di Orlando.


(3) Hercule Savinien Cyrano de Bergerac (1619 - 1655), scrittore e filosofo, uomo eclettico e bizzarro, scrisse Gli Stati e gli Imperi della Luna e la sua figura ispirò l'omonimo personaggio della commedia di Edmond Rostand (1868 -  1918).


(4) Il riferimento è al toro che simboleggia l’evangelista San Luca.


(5) Festività della religione pagana professata dagli antichi romani e legata al culto del dio Saturno, caratterizzata dall’idea di fondo della sovversione dell’ordine consueto, per cui nei giorni di tale festa erano gli schiavi che comandavano.


Traduzione e note di Marco Sermarini © - tutti i diritti riservati.


martedì 17 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Una volta abolito Dio, il governo diventa Dio.



Ma la verità è che solo credendo in Dio possiamo criticare il governo. Una volta abolito Dio, il governo diventa Dio. Questo fatto è scritto in tutta la storia dell'umanità, ma è scritto in modo ancora più evidente nella storia recente della Russia, creata da Lenin. Lì il governo è Dio, e lo è ancora di più perché proclama a gran voce col fragore del tuono, come ogni altro Dio degno di essere adorato, l'unico comandamento essenziale: «Non avrai altri dei all'infuori di me".

... La verità è che l'irreligiosità è l'oppio dei popoli. Ovunque i popoli non credano in qualcosa al di là del mondo, adoreranno il mondo. Ma, soprattutto, adoreranno la cosa più forte del mondo. E, per la natura stessa del sistema bolscevico e di molti altri sistemi moderni, così come per il funzionamento pratico di quasi tutti i sistemi, lo Stato sarà la cosa più forte del mondo. L'intera tendenza degli uomini è quella di trattare lo Stato solitario come l'unico standard. Affinché gli uomini possano protestare contro la legge, è necessario che credano nella giustizia; affinché possano credere nella giustizia al di là della legge, è necessario che credano in una giustizia al di là della terra degli uomini viventi. Si può imporre il dominio dei bolscevichi come si può imporre il dominio dei Borboni; ma è ugualmente un'imposizione. Si possono persino rendere contenti i sudditi, come l'oppio li renderebbe contenti. Ma se si vuole avere qualcosa di simile al malcontento divino, allora deve essere davvero divino. Tutto ciò che viene davvero dal basso deve venire davvero dall'alto.

Gilbert Keith Chesterton, Christendom in Dublin.

Assalto al Palazzo d'Inverno nella
ricostruzione del film Ottobre del 1927.


lunedì 16 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - È nella natura dell'uomo legarsi.

La rivolta contro i voti è arrivata ai nostri giorni fino al punto di ribellarsi contro il tipico voto del matrimonio. È molto divertente ascoltare gli oppositori del matrimonio su questo argomento. Sembrano immaginare che l'ideale della costanza fosse un giogo misteriosamente imposto all'umanità dal diavolo, invece di essere, come è in realtà, un giogo che tutti gli amanti si impongono costantemente. Hanno inventato una frase, una frase che è una contraddizione in termini in due parole, “amore libero”, come se un amante fosse mai stato, o potesse mai essere, libero. È nella natura dell'amore legarsi, e l'istituzione del matrimonio si limitava a fare all'uomo medio il complimento di prenderlo in parola. I saggi moderni offrono all'innamorato, con un sorriso di cattivo gusto, le più grandi libertà e la più totale irresponsabilità; ma non lo rispettano come lo rispettava la vecchia Chiesa; non scrivono il suo giuramento nei cieli, come testimonianza del suo momento più alto. Gli danno ogni libertà tranne quella di vendere la sua libertà, che è l'unica che lui desidera.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



domenica 15 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - La tradizione veramente tradizionale.



L'unica tradizione veramente tradizionale è quella che è ancora viva.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 30 agosto 1924.

La copertina del numero della rivista
da cui è tratto questo aforisma
(qui si viaggia in prima classe 😂).

sabato 14 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Non capiamo un popolo finché non troviamo qualcosa che non capiamo.



Quando ero in America avevo la sensazione che fosse un paese molto più straniero della Francia o persino dell'Irlanda. E per straniero intendo affascinante piuttosto che ripugnante. Intendo quell'elemento di stranezza che segna il confine di ogni paese delle meraviglie, o che conferisce al viaggiatore stesso il titolo quasi inquietante di straniero. E lì ho visto più chiaramente che in paesi considerati più lontani da noi, per razza o religione, un paradosso che è una delle grandi verità del viaggio.
Non abbiamo mai nemmeno iniziato a capire un popolo finché non abbiamo trovato qualcosa che non capiamo. Finché troviamo il carattere facile da leggere, stiamo leggendo a lungo il nostro stesso carattere. Se quando vediamo un evento siamo in grado di fornire prontamente una spiegazione, possiamo essere abbastanza certi di aver preparato noi stessi la spiegazione prima di vedere l'evento. Ne consegue che l'immagine migliore di un popolo straniero si trova probabilmente in un'immagine enigmatica. Se riusciamo a trovare un evento il cui significato ci è davvero oscuro, probabilmente questo getterà un po' di luce sulla verità.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



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venerdì 13 febbraio 2026

La corona del Rosario di Chesterton, Londra, Chesterton Collection, Notre Dame University.

Un aforisma al giorno - Chi si biasima è invulnerabile.



La grande forza della santità cristiana è sempre stata semplicemente questa: che i peggiori nemici dei santi non potevano dire dei santi nulla di peggiore di quanto dicevano di se stessi. È scoraggiante continuare a insultare un uomo mentre lui è completamente ignaro della tua presenza, ma sta insultando se stesso con tono basso e furioso. Questo è sempre stato il punto di forza anche del cristianesimo più banale. Supponiamo che l'ateo del villaggio avesse un improvviso e splendido impulso di precipitarsi nella chiesa del villaggio e denunciare tutti i presenti come miserabili trasgressori. Era sempre possibile che irrompesse proprio nel momento in cui stavano dicendo la stessa cosa. Si può dire qualsiasi cosa contro un uomo che si loda, ma un uomo che si biasima è invulnerabile.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 12 ottobre 1907.



giovedì 12 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Sorpresi per pensare.

Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.


Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.




mercoledì 11 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Antologia sull'immaginazione.




Anni fa decidemmo di fare su questo blog un'antologia, da aggiornare progressivamente, del pensiero di Chesterton sulla questione dell'umiltà sulla base degli scritti racchiusi in questo strumento. Proprio perché centrale tra tutti i temi, l'idea era quella di accendere un faro luminosissimo su una virtù incarnata dal nostro Gilbert, e costantemente richiamata nelle sue opere. Pian piano l'aggiorniamo, cercando di mostrare quanto sia centrale l'argomento nella sua filosofia, direi imprescindibile.

Se l'umiltà è importantissima, l'idea dell'immaginazione è il punto di svolta della sua vita giovanile. Il desiderio è di stendere prima o poi un vero studio, ma nel frattempo accendiamo una lucetta su ogni aforisma riguardante il tema per offrire un panorama solido e maturo nell'approccio a chi si avvicina a Chesterton e al suo pensiero.

Marco Sermarini

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La funzione primaria dell'immaginazione è quella di vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate. Nonostante tutti i rivoluzionari, va detto che la funzione dell'immaginazione non è tanto quella di rendere stabili le cose strane, quanto quella di rendere strane le cose stabili; non tanto quella di rendere le meraviglie fatti, quanto quella di rendere i fatti meraviglie.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.

Visitare luoghi turistici è una questione molto più difficile e controversa di quanto molti sembrino supporre; e un uomo che la rifiuta del tutto potrebbe essere un uomo di senno e persino un uomo di immaginazione. Fu il grande Wordsworth a rifiutarsi di tornare a Yarrow; fu solo il piccolo Wordsworth a tornarci, dopotutto. Ricordo la prima grande vista che ebbi al mio arrivo in Medio Oriente, quando guardai per caso fuori dal treno diretto al Cairo e vidi in lontananza, oltre le pianure luminose, una debole forma triangolare: le Piramidi. Potrei capire un uomo che, dopo averle viste, voltasse le spalle e tornasse indietro nel suo paese e nella sua casa, dicendo: «Non andrò oltre, perché ho visto in lontananza le ultime dimore dei re». Posso capire un uomo che, dopo aver visto solo di lontano Gerusalemme sorgere sulla collina, non prosegua oltre e conservi per sempre quella visione. 
Si direbbe, ovviamente, che sia assurdo venire fin qui e vedere così poco. A ciò rispondo che, in tal senso, è assurdo venire fin qui. Tornare indietro per una fantasia del genere non è più assurdo che venire per una fantasia simile. Un uomo non può mangiare le Piramidi; non può comprare o vendere la Città Santa; non ci può essere alcun aspetto pratico né nel suo venire né nel suo andare. Se non è venuto per uno stato d'animo poetico, è venuto per niente; se è venuto per uno stato d'animo simile, non è uno sciocco a obbedire a quello stato d'animo... 
Nessuna grande opera sembrerà grande e nessuna meraviglia del mondo sembrerà meravigliosa, a meno che non sia vista in un'ottica di umiltà storica. 
Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.


Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.


E l'intero scopo della vera arte, del vero romanzo - e, soprattutto, della vera religione - è quello di impedire agli uomini di perdere l'umiltà e la gratitudine che sono riconoscenti per la luce del giorno e per il pane quotidiano; di impedire che considerino la vita quotidiana come noiosa o la vita domestica come angusta; di insegnare loro a sentire nella luce del sole il canto di Apollo e nel pane l'epopea dell'aratro. Ciò di cui c'è più bisogno ora è l'immaginazione forte. Intendo il potere di rivolgere la nostra immaginazione verso l'interno, sulle cose che già abbiamo, e di farle vivere. Non si tratta solo di cercare nuove esperienze, che diventano rapidamente vecchie. È imparare a vivere le nostre esperienze. È imparare a godere dei nostri piaceri. Così com'è, siamo circondati da un trambusto che viene giustificato come l'unico modo di essere giovani, ma che in realtà sembra essere un modo rapido di invecchiare.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 20 settembre 1924,.


E l'intero obiettivo della vera arte, del vero romanticismo - e, soprattutto, della vera religione - è quello di evitare che gli uomini perdano l'umiltà e la gratitudine che sono grate per la luce del giorno e il pane quotidiano; di evitare che considerino la vita quotidiana noiosa o la vita domestica angusta; di insegnare loro a cogliere nella luce del sole il canto di Apollo e nel pane l'epopea dell'aratro. Ciò di cui c'è più bisogno ora è l'immaginazione intensa. Intendo il potere di rivolgere la nostra immaginazione verso l'interno, sulle cose che già abbiamo, e di farle vivere. Non si tratta solo di cercare nuove esperienze, che diventano rapidamente vecchie. È imparare a vivere le nostre esperienze. È imparare a godere dei nostri piaceri. Così com'è, siamo circondati da un tumulto che viene giustificato come l'unico modo di essere giovani, ma che in realtà sembra essere un modo rapido di invecchiare.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 20 settembre 1924.


L'uomo che costruisce un sistema intellettuale deve costruire come Neemia, con la spada in una mano e la cazzuola nell'altra. L'immaginazione, la qualità costruttiva, è la cazzuola, e l'argomentazione è la spada.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types, “Thomas Carlyle”.

L'immaginazione è il segnale dell'istinto. Il giornalismo ci dice solo quello che gli uomini fanno; è la narrativa che ci dice quello che pensano, e ancora di più quello che sentono... Tutta la narrativa è solo un diario di sogni ad occhi aperti invece che di giorni. E questa profonda occupazione delle menti degli uomini con certe cose alla fine ha sempre un effetto anche sull'espressione esteriore dell'epoca. 

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 21 aprile 1923.

                               
Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.

Tutta questa materia mitologica appartiene alla parte poetica dell’uomo. Pare stranamente dimenticato oggidì che il mito è un’opera d’immaginazione, e quindi un’opera d’arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non-poeti, com’è provato dall’origine di tali leggende. Ma - io non ho mai saputo per quale ragione - è sempre la minoranza apoetica che si permette di studiare criticamente questa poesia popolare.

Gillbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

La schiavitù non era per la Chiesa una difficoltà di dottrina, ma un problema di immaginazione. Aristotele e i saggi pagani che avevano definito le arti servili o "utili", avevano considerato lo schiavo come uno strumento, un'ascia per tagliare il legno o qualsiasi cosa fosse da tagliare. La Chiesa non denunciava il taglio; ma le sembrava di tagliare il vetro con un diamante. Era perseguitata dal ricordo che il diamante è molto più prezioso del vetro. Così il cristianesimo non poteva adagiarsi nella semplicità pagana secondo cui l'uomo era fatto per l'opera, quando l'opera era molto meno immortalmente importante dell'uomo. Più o meno a questo punto della storia dell'Inghilterra si racconta generalmente l'aneddoto di un gioco di parole di Gregorio Magno; e questo è forse il vero punto della questione. Secondo la teoria romana, i barbari schiavi dovevano essere utili. Il misticismo del santo si commuoveva nel trovarli ornamentali; e "Non Angli sed Angeli" significava più semplicemente "Non schiavi, ma anime".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.


Qualsiasi pericolo di nevrastenia ci sia per l'uomo, ha origine nella sua ragione, piuttosto che nella sua immaginazione.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non vogliamo perdere di vista la filosofia della sanità di mente, la prima cosa da fare è di eliminare un grosso e diffuso equivoco. Si dice che l’immaginazione, in particolare l’immaginazione mistica, è pericolosa all’equilibrio mentale dell’uomo. I poeti sono di solito ritenuti persone psicologicamente non serie; l’alloro che cinge la chioma richiama non di rado la paglia di cui amano adornarsi i pazzi. I fatti e la storia smentiscono totalmente questo punto di vista. La maggior parte dei poeti veramente grandi sono stati non solo sani, ma anche estremamente pratici nella vita. Se Shakespeare ha realmente allevato i cavalli, vuol dire che lo sapeva fare meglio degli altri. Non è l’immaginazione che produce la pazzia: è la ragione. I giocatori di scacchi diventano pazzi, non i poeti; i matematici, i cassieri possono diventare pazzi; non gli artisti che creano. Con ciò non intendo, come si vedrà, prendere a bersaglio la logica; dico che il pericolo è piuttosto insito nella logica, non nell’immaginazione. La paternità artistica è segno di sanità come la paternità fisica. Se in un poeta c’è stato qualche cosa di morboso, ordinariamente è stato perchè egli aveva nel suo cervello qualche punto debole nella razionalità.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


La qualità originale in ogni uomo che operi con l'immaginazione è la vastità del suo immaginario. E' qualcosa che assomiglia al paesaggio dei suoi sogni; il tipo di mondo che vorrebbe creare o che vorrebbe esplorare, la flora e la fauna del suo piccolo pianeta segreto; è in sostanza ciò che ama pensare e immaginare. Questa atmosfera generale, il modello o la struttura, l'architettura del suo sviluppo, governa tutte le sue creazioni, per quanto possano essere varie e diversificate; e poiché in questo senso egli può creare un mondo, è in questo senso un creatore: l'immagine di Dio.
Gilbert Keith Chesterton, Stevenson.

Le fiabe… non hanno colpa di infondere paura nei bambini, o qualunque forma di paura; non sono le fiabe a formare nei bambini il concetto del male o del brutto: esiste già, nel bambino, perché già esiste nel mondo. Non sono le fiabe a dare al bambino la sua prima idea di orco. Ciò che le fiabe gli danno è la prima idea chiara della possibile sconfitta dell'orco. Il bimbo ha conosciuto intimamente il drago fin da quando possiede l'immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un san Giorgio che uccida il drago.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.


Il mito è un'opera di immaginazione, e quindi un'opera d'arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non poeti, come provato dall'origine di tali leggende.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Quello che qui ci interessa è un singolo aspetto dell’umiltà. Per umiltà si intende soprattutto un freno all’arroganza e all’infinito desiderio dell’uomo. I suoi sentimenti di pietà erano sempre superati da nuovi bisogni. La sua stessa capacità di provare piacere ha distrutto metà dei momenti di gioia. Nella ricerca del piacere, ha perso di vista quello principale, poiché il piacere più grande sta nella sorpresa. Così è diventato evidente che se un uomo vuole allargare i confini del proprio mondo, deve farsi piccolo. Perfino le visioni della superbia, le città costruite in altezza e i pinnacoli sono creazioni dell’umiltà. I giganti che calpestano le foreste come se fossero erba sono creazioni dell’umiltà. Le torri che svaniscono in alto al di sopra della stella più solitaria sono creazioni dell’umiltà. Perché le torri non sono alte finché noi non alziamo gli occhi per guardarle; e i giganti non sono giganti a meno che non siano più grandi di noi. Tutta questa gigantesca immaginazione, la quale, forse, è il piacere più immenso dell’uomo, è, in fondo, assolutamente umile. Senza umiltà è impossibile provare alcun piacere – perfino l’orgoglio.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici.
Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi,se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione.
Sarebbe molto meglio se ogni lunedì anzichè un lunedì nero, fosse un lunedi luminoso,per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedi, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perche fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledi fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perchè queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedi fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdi consacrato ai pesci e ai polli,e cosí via. 
Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltá dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana. Se avessimo la capacitá creativa di allestire una simile festa settimanale della creazione, non ci interesserebbe andare al cinema. 

Gilbert Keith Chesterton, "Fatica settimanale", Radio Chesterton.


È la principale attività terrena di un essere umano rendere la sua casa, e l'ambiente prossimo alla sua casa, il più simbolico e significativo per la propria immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, The Coloured Lands.

Nessuno degno di essere chiamato uomo permette che i suoi sentimenti cambino le sue convinzioni; ma è attraverso il sentimento che comprendiamo le convinzioni degli altri uomini. Il bigotto non è colui che sa di avere ragione; ogni uomo sano di mente sa di avere ragione. Il bigotto è colui le cui emozioni e la cui immaginazione sono troppo fredde e deboli per sentire come è che gli altri uomini fanno del male. 

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and discursions.

Credo che il dire grazie sia la forma più alta di intelligenza e che la gratitudine sia la felicità raddoppiata dall'immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.

Inoltre sul tema vale la pena consultare questi articoli e un saggio inerenti il rapporto tra Chesterton e J.R.R. Tolkien:

Chesterton in altre parole - Ulteriori aspetti dell'influsso chestertoniano su Tolkien:


Chesterton in altre parole - Tolkien e Chesterton, documentazione di una relazione:


Il contributo di un giovane ricercatore su Chesterton, Tolkien ed immaginazione: