mercoledì 9 febbraio 2022

Emilio Cecchi recensisce Manalive su La Tribuna del 2 agosto 1917.

Ecco una chicca che non vi aspetterete di certo: la recensione di Manalive da parte di Emilio Cecchi, uscita sul quotidiano romano La Tribuna del 2 Agosto 1917.

E' la recensione dell'edizione inglese, visto che fu proprio Cecchi a portarla in Italia e tradurla a puntate su La Ronda. Pare che non vi fosse ancora un'edizione in altre lingue (come invece accadde per Ortodossia, ad esempio, che vide un'edizione francese che fu la prima ad approdare in Italia - ne abbiamo traccia nel blog nei vari carteggi che sono intercorsi in quegli anni tra critici e letterati che iniziavano ad interessarsi a Chesterton e compagni).

Buona lettura!

Marco Sermarini







 

Qui Cecchi parla di Chesterton.

martedì 8 febbraio 2022

Ancora su Emilio Cecchi e Chesterton.

Emilio Cecchi

Alla ricerca delle tracce di Chesterton tra i suoi estimatori italiani, ho ritrovato una recensione di Heretics a firma del grande Emilio Cecchi che data al 1910.

Allo stato attuale forse è lo scritto su Chesterton in lingua italiana più vetusto che si trovi. Cecchi presentò Chesterton e Belloc agli italiani nel 1919, dopo averli incontrati e conosciuti fisicamente in quell'anno a Londra, dove si trovava per lavoro. L'interesse di Cecchi per i nostri eroi è antico e ben radicato.

Carlo Bo

Tanti ammirarono Chesterton in Italia in quei due o tre decenni, e lo resero noto: oltre a Cecchi, Giovanni Papini, Domenico Giuliotti, Nicola Lisi, Carlo Bo, don Giuseppe De Luca, Fausto Minelli, Piero Bargellini, Alessandro Casati, Giuseppe Prezzolini, Raffaello Ferruzzi, Mario Praz e altri.

E' mia intenzione riproporvi questo articolo che è interessante, e spero di farcela in breve.

Marco Sermarini


lunedì 7 febbraio 2022

Un aforisma al giorno.

"Lei mi ha convinto che è veramente malvagio e pericoloso per un uomo fuggire da sua moglie". 

"E perché è pericoloso?", chiesi. 

"Be', perché nessuno potrà più trovarlo", rispose quello strano personaggio, "e invece noi tutti abbiamo bisogno di essere trovati".

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

venerdì 4 febbraio 2022

Un aforisma al giorno.

Ho vissuto molti anni sotto questa meteora di una stabile apocalisse, ma non sono mai riuscito a vivere oltre le sensazioni di quel momento. Gli uomini mangiano e bevono, comprano e vendono, si sposano, vengono fatti sposare, e per tutto il tempo c'è qualcosa nel cielo che non possono guardare. Devono essere molto coraggiosi.

Gilbert Keith Chesterton, Luce diurna e incubo.


mercoledì 2 febbraio 2022

David Fagerberg racconta la visita di Chesterton all'Università di Notre Dame.

Chesterton passò molti mesi in America nel 1930 per tenere un seminario partecipatissimo presso l'Università di Notre Dame nell'Indiana. Qui ne trovate traccia:

https://uomovivo.blogspot.com/2019/01/g-k-chesterton-alluniversita-di-notre.html

Come molti sapranno, la sede londinese di quest'università americana ha acquisito la Chesterton Library costituendo la Chesterton Collection (ampia traccia di tutto ciò nel blog, basta cercare); hanno allora pensato di far raccontare quella visita a David Fagerberg (docente di teologia nella sede americana e chestertoniano di ferro nonché membro del board del mensile Gilbert). Nel video, che trovate su YouTube e sul sito della Chesterton Collection, ci sono delle bellissime immagini, che si aprono con la vista dello stadio dove fu accolto Chesterton. Bello!

Osservate, ascoltate, dura pochi minuti.

Marco Sermarini

martedì 1 febbraio 2022

Gli amici di Chesterton - Lance Sieveking.

Abbiamo parlato qualche volta, seppur incidentalmente, di Lance Sieveking, che fu portato a battesimo da Chesterton e che ricorda questo simpaticissimo episodio:

https://uomovivo.blogspot.com/2016/12/un-aneddoto-su-chesterton-da-lance.html

Ritroviamo Sieveking anche qui, a fianco del suo padrino (tanto di cappello):

https://uomovivo.blogspot.com/2021/12/la-royal-academy-of-arts-annovera.html

Ora raccontiamo qualcosa della sua vita.

Qui in questo collegamento, trovate questa bellissima foto di Sieveking fatta da Anthea Sieveking, che ritengo sia la nipote, bravissima fotografa:

https://www.antheasieveking.co.uk/lance---sieveking

Lancelot De Giberne Sieveking, D.S.C. (questo il suo nome completo) nacque il 19 marzo 1896 a Harrow, Middlesex. Era un bambino molto creativo, scriveva dall'età di sei anni e iniziò a scrivere un romanzo all'età di tredici anni che vide la stampa quando l’autore aveva compiuto ventisei anni (Stampede!, ne parleremo più avanti). Fu un sostenitore del movimento delle suffragette sino allo scoppio della I Guerra Mondiale.


Sieveking (come suo fratello, Valentine Edgar Sieveking) durante la I Guerra si arruolò negli Artists Rifles prima di unirsi al Royal Navy Air Service, [e vincere] la Distinguished Flying Cross, una prestigiosa onorificenza britannica riservata ai membri della Royal Air Force e ad altre unità aerotrasportate della difesa britannica, prima di essere abbattuto sul Reno nel 1917 e cadere prigioniero di guerra dei tedeschi.


Dopo il suo servizio in guerra, andò al St Catherine's College di Cambridge, ma non riuscì a qualificarsi per il tripos (l'esame finale). Divenne un attore itinerante, accettò un lavoro come ispettore fiscale nel Sussex nel 1922, e poi rientrò nella RAF, e prestò servizio in India per due anni. Tornato in Inghilterra, accettò un lavoro con la relativamente nuova British Broadcasting Corporation, nel 1925, dove si fece conoscere per la sua abilità, iniziando come assistente del Direttore dell'Educazione, prima di dedicarsi all’adattamento di numerosi classici per il radiodramma, all’epoca molto popolare. Può essere considerato il creatore del radiodramma. Si ritiene giustamente che la produzione del primo spettacolo televisivo della BBC nacque anche dalla sua ingegnosità e dal suo impegno. Fu autore di sceneggiature di drammi per dieci anni (1940-50) prima di andare in pensione sei anni dopo, nel 1956.


Scrisse The Stuff of Radio (1934), e la sua drammatizzazione radiofonica del primo titolo (cronologicamente) delle Cronache di Narnia di C. S. Lewis, Il nipote del mago, fu approvata da Lewis personalmente.


Un altro dei primi produttori di radiodrammi della BBC, Val Gielgud, disse del "non del tutto fortunato" Sieveking:


"Fu forse troppo influenzato durante i suoi anni più impressionabili da G. K. Chesterton,[11] e dalla teoria di quel maestro del paradosso secondo cui, poiché alcune cose erano meglio guardate al rovescio o alla rovescia, tale punto di vista doveva essere invariabilmente adottato. Dotato di un talento e di un'immaginazione fuori dal comune, con gli occhi rivolti verso orizzonti lontani, egli era suscettibile di trascurare ciò che si trovava immediatamente davanti ai suoi piedi".


Una definizione del genere, dal tono ingeneroso, se l’avessero data a me l’avrei incorniciata in cucina. Il signor Gielguld parla di Chesterton come un pericoloso contagio, io ne parlerei come una graziosa circostanza.  Credo che molti di noi lo avrebbero sposato anche solo per quello, pensa i punti di vista... 


In ogni caso quest'uomo aveva qualcosa di originale, comunque inventore di generi radiofonici, del primo programma televisivo inglese... Non so...


Harry Heuser interpreta le parole di Gielgud nel modo seguente:


"Sieveking era un audio-visionario, un sperimentatore di tecniche radiogeniche a cui attori e colleghi guardavano con un certo muto smarrimento" mentre lui "li esortava a recitare 'in un umore verde intenso', o parlava con fluente entusiasmo di 'suonare il pannello di controllo drammatico, come si suona un organo". Non c'era molta utilità per uno così alla radio, concludeva Heuser aggiungendo che, come disse Gielgud, anche le trasmissioni radiofoniche britanniche "non gli fornivano alcun laboratorio in cui si potessero fare esperimenti”. 


Tutto ciò conferma l'intelligenza del signor Lance, di sicuro influenzato da Chesterton, e la limitatezza di sguardo di altri, molto attratti dal lato utilitaristico - pratico delle cose.



Nel 1930, mentre il radiodramma era ancora relativamente una novità, Sieveking trovò nel mezzo ancora più nuovo della televisione un luogo in cui sperimentare nuove idee. A tal fine, (in collaborazione con Gielgud) portò in televisione un adattamento della breve commedia di Luigi Pirandello L'uomo dal fiore in bocca (1923), in onda il 14 luglio 1930 - la prima commedia televisiva britannica. Val Gielguld interpretò appunto il protagonista, l'uomo dal fiore in bocca. Purtroppo molto poco del lavoro di Sieveking sopravvive (a parte alcune sceneggiature), ma le poche battute iniziali di questo primo lavoro - narrate direttamente da Sieveking - sono state conservate e possono essere riascoltate attraverso il collegamento che si trova alla fine dell'articolo che essa riporta:


https://broadcastellan.blogspot.com/2007/03/many-happy-reruns-lance-sieveking-man.html


Scusate, ma debbo dire anche un'altra cosa, e cioè che Val Gielguld era il fratello di John Gielguld, notissimo attore britannico. Per chi ha visto il film Momenti di Gloria, era il Master del College che viene inquadrato durante la bellissima scena del Certame di Caius.


Se è vero che lavorò per la BBC tra il 1925 e il 1956 e produsse almeno duecento spetta
coli radiofonici e il primo spettacolo televisivo nel 1930, fu anche scrittore.


Sieveking al lavoro
nell'allestimento di un programma
radiofonico.
Quello dietro al pannello è Val Gielguld.


Egli stesso adattò radiofonicamente il suo romanzo, A Tomb With a View del 1950; si trattava di un thriller gotico. Le sue memorie letterarie, The Eye of the Beholder (1957), includevano ritratti di figure di interesse per la Science Fiction come George Bernard Shaw e H. G. Wells (che per lui erano di casa, come abbiamo visto). 


Il suo primo romanzo Stampede! del 1924 - dedicato a Chesterton, da lui illustrato, e sicuramente da lui ispirato - è un romanzo scientifico con una macchina del pensiero usata da anarchici per trasmettere comandi telepatici. All Children Must Be Paid For del 1929, non datato ma implicitamente ambientato nel futuro prossimo, è una satira sull'eugenetica.




lunedì 31 gennaio 2022

Tracce postume del buon Cecil Chesterton.

Tempo fa mi ero messo alla ricerca di notizie sulla morte di Cecil. Ne abbiamo parlato altre volte in questo blog, di sicuro in questo post ma anche in altri. Mi aveva sempre colpito l'unità e la vicinanza dei due fratelli, l'affetto e la stima reciproci, la condivisione delle cose più vere e più intime. Di cose più tenere e belle della loro infanzia ho già parlato, e ne parla Chesterton nella sua Autobiografia.

Qui volevo condividere con voi i risultati di una breve ricerca su un sito molto noto in Inghilterra utile per scandagliare le proprie origini, il paese di nascita, dove pagavano le tasse i nonni, tutte cose che a noi suonano piuttosto strane ma per chi vuole ricostruire il suo passato sono utilissime.

Siccome è un sito a pagamento e si paga anche caro, ho approfittato di un'offerta che mi dava modo di cercare gratuitamente per un paio di giorni, se non ricordo male, anche se non di scaricare il risultato delle mie ricerche. Ecco il motivo delle non splendide immagini.

Sono andato a scavare nei registri della forza militare inglese. Ho trovato tante cose, è stato anche bello, appassionante e commovente incrociare tanti nomi di giovani morti in guerra: considerate che nel 1916, ad esempio, anche un cugino carnale dei Chesterton, Frank Sydney Chesterton, figlio di Sydney (il fratello e socio in affari di Mr. Ed, il babbo dei nostri eroi), morì in guerra. Pensate che dolore dovettero portare i due fratelli Edward e Sydney in quegli anni.

Sapevo che il Reggimento di Cecil era il 18th Highland Light Infantry, per la precisione il 2° battaglione (il primo era sul fronte mediorientale). Da lì sono riuscito a risalire a queste non bellissime (me ne scuso, ma lo sapete, se una cosa vale la pena di farla... ciao!) ma significative foto.



In questa prima foto qui sopra potete vedere il registro dei soldati deceduti, tenuto in maniera molto ordinata ed efficiente. Cecil è il secondo dall'alto. 18 H.L.I. significa 18th Highland Light Infantry. Il numero è la matricola del soldato, poi c'è il cognome e il grado (Pte. è la sigla che significa Private, cioè soldato semplice) e l'iniziale del nome, C. cioè Cecil. Da ultimo la data di morte, 6 Dicembre 1918.


In una pubblicazione a stampa (osservate qui sopra) disponibile presso gli uffici della British Army troviamo qualcosa di più: 

CHESTERTON, Pte. Cecil Edward, 356419. 18th Bn. Highland Light Inf. Died of disease 6th December 1918. Age 39. Son of Edward and Marie Louise Chesterton, of Kensington London. Born at Kensington, London. XII. B. 38.



In queste altre due foto si può vedere (qui sopra) l'epigrafe del registro dell'Imperial Ward Graves Commission, la commissione che si occupava di dare degna sepoltura ai soldati morti in guerra, in particolare a quelli che, come in questo caso, morirono all'estero e lì rimasero. Il registro specifica il contenuto riga per riga dell'iscrizione posta sulla pietra tombale. In quella di Cecil c'è scritto (e lo si dovrebbe vedere nella foto più in alto):

First line (prima riga)

DEARLY LOVED (molto amato)

Second line (seconda riga)

AND DEEPLY REGRETTED (e profondamente rimpianto)

Third line (terza riga)

BY HIS WIFE AND HIS PARENTS (da sua moglie e dai suoi genitori)

e poi sotto il nominativo e l'indirizzo dell'autore della brevissima epigrafe, e cioè Edward Chesterton, 11 Warwick Gardens, Kensington, London.

Cecil, come già saprete, è sepolto nel Terlinchtun British Cemetery, a Wimille, nel dipartimento del Passo di Calais, Haute France. La posizione della sua sepoltura, qualora qualcuno di noi volesse andarlo a trovare, dire una preghiera e portare fiori (in fondo morì senza figli, come il fratello, e oggi è ben difficile che qualcuno si occupi di lui...) è XII. B. 38.

Tanto dolore in questa famiglia, sia quella di Mr. Ed e Marie Louise che assistettero alla morte del loro caro figlio, che in quella di Ada, che vide andare via per sempre il marito sposato da poco.

Un piccolo sogno nel cassetto è partire con la mia macchina, attraversare la Francia e andare a trovare quest'uomo, Louis figlio di Belloc (è sepolto a pochi chilometri da lì, sempre nell'area di Calais, leggete bene in questo post), poi in Inghilterra presso la tomba dei Belloc e da ultimo dal nostro Gilbert. Potete anche pensare che io sia pazzo, perché è vero. Che vi devo fare? Sono molto legato a questi uomini che mi hanno dato così tanto. Almeno una volta l'anno chiedo al mio amico Stuart di portare fiori sulla tomba di Chesterton, e lui e sua moglie lo fanno sempre, a nome mio e di tutti voi chestertoniani italiani. Sono cuori gentili e capiscono.

Ecco, ho cercato di dare un po' più di luce a quest'uomo tanto amato dal nostro Gilbert, la cui morte lo provò profondamente. Vi invito a leggere il capitolo dell'Autobiografia dedicato a Cecil, vale la pena. Capita raramente di ascoltare parole così piene di stima e d'amore.

Marco Sermarini

domenica 30 gennaio 2022

Il Fondo Chesterton presso la British Library.




Nel collegamento qui sotto trovate la pagina del motore di ricerca del sito della British Library che riguarda Chesterton.

E' interessante vedere come questo copiosissimo fondo sia stato messo insieme non solo dalla sua segretaria Dorothy Edith Collins, che lo ha detenuto sino alla sua morte nel 1988, ma anche dal padre Edward Chesterton. Infatti ci sono scritti ed oggetti che il babbo devotamente metteva da parte man mano che il giovane Gilbert si affermava.

Una delle cose che spicca è il libretto che egli fece stampare per darlo ai suoi figli, una storia per bambini intitolata The Wonderful Story of Dunder van Haeden, che fece stampare solo nel 1902 e di cui abbiamo parlato anche in questo blog.

In ogni caso c'è tanta altra roba che varrebbe la pena di esplorare dal vivo. Qualcuno dei nostro soci in passato lo ha fatto, e questo ci ha dato molte soddisfazioni.

Marco Sermarini 




La British Library a Londra,
Euston Road.

Una bella vecchia edizione del San Francesco d’Assisi.


È l'edizione dell'Istituto di Propaganda Libraria (che pubblicò anche l'Autobiografia con la traduzione e il saggio introduttivo di mons. Castelli, molto validi, e La Resurrezione di Roma).

È molto bella anche la sua traduzione.

Marco Sermarini

sabato 29 gennaio 2022

Un aforisma al giorno.

Il problema reale di questo nostro mondo non è che sia irragionevole e nemmeno che sia ragionevole. Il tipo di problema più comune è che il mondo è quasi ragionevole, ma non completamente. La vita non è illogica, eppure è una trappola per logici. Sembra solo un po’ più matematica e regolare di quanto non sia; la sua esattezza è ovvia, ma la sua inesattezza è nascosta, la sua stranezza sta in agguato.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

venerdì 28 gennaio 2022

La biografia di Chesterton firmata da Maisie Ward con tanto di sovraccoperta (raro!).


Personalmente ho una edizione senza dustjacket, come dicono gli anglofoni, senza sovraccoperta, come diciamo noi italici.

È rara perché comprenderete come sia difficile che resistano alle ingiurie del tempo. Comunque non è la prima biografia di Chesterton (cronologicamente la prima dovrebbe essere il breve profilo di Bill Titterton) ma è sicuramente la più importante. Maisie Ward ed il marito Frank Sheed diedero vita ad una casa editrice, la Sheed & Ward, che si occupò anche di pubblicare questo libro. Chesterton era molto legato ai due coniugi, che gli chiesero pure di tenere a battesimo il loro figlio Wilfrid.

È un'ottima base per un'eventuale positio in caso di apertura del processo sulle virtù eroiche, che sempre speriamo si apra.

Marco Sermarini

mercoledì 26 gennaio 2022

Un'edizione italiana poco conosciuta de L'Uomo che fu Giovedì (con dieci delle storie di Padre Brown).


 

Il numero dell'Illustrated London News del 20 Giugno 1936 dedica la copertina al suo caro editorialista Gilbert Keith Chesterton.


 

Un aforisma al giorno.

Come minimo per sei volte, in questi ultimi anni, mi sono trovato in situazioni tali da non avere altra scelta che quella di farmi cattolico. E l'avrei fatto, se questo passo avventato non mi fosse stato impedito dalla fortunata coincidenza che già lo ero.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere.

Un aforisma al giorno.

Stevenson non era un cattolico; non ha finto di essere rimasto un puritano; ma era un pagano altamente onorevole, responsabile e valoroso, in un mondo traboccante di pagani che erano per la maggior parte molto meno cavalieri e onorevoli. Io, per esempio, se posso dirlo, sono pronto a difendere il mio modo di pensare o a giudicare gli altri in base al loro. Ma la pretesa vittoriana che ogni eroe ben vestito d’un romanzo, che possa contare su cinquecento sterline l’anno, sia nato immune dalle tentazioni per combattere le quali i più straordinari santi si sono cinti di cilici e di rovi – beh, questo non mi interessa affatto e non lo discuterò ancora.


Gilbert Keith Chesterton, Robert Louis Stevenson.

domenica 23 gennaio 2022

Chesterton in altre parole - John Sullivan e il team di Sir Edmund Hillary.


A una cena per Sir Edmund Hillary (1), il mio vicino, un perfetto estraneo, citò Chesterton abbastanza a ampiamente. Si scoprì che era un membro della squadra di Hillary e in tre scalate dell’Himalaya e nella spedizione al Polo Sud del 1957-58 aveva sempre portato con sé un libro: era Wine, Water and Songs (2). No, non aveva letto altro di Chesterton, ma quello lo conosceva a memoria.

John Sullivan, A Liberal Education, in John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal 

(1) Sir Edmund Hillary è colui che riuscì per primo a scalare il Monte Everest;
(2) Sono le canzoni presenti in L'Osteria Volante e raccolte in un volume indipendente.

Aneddoti - Frances, Gilbert, Dorothy e i precipizi.

Dorothy accompagnò Chesterton e signora dall'Inghilterra in Francia, Spagna ed Italia. Guidò la propria autovettura e li portò anche a Firenze per la famosa conferenza al Maggio Fiorentino, quella su letteratura inglese e tradizione latina (edita in Italia da Raffaelli, per la cronaca, e disponibile su Pump Street).

Il viaggio ebbe un buon successo per l'autista, che sostenne che i passeggeri fossero "meravigliosi". Poi c'è questo piccolo aneddoto:

"Una volta Gilbert osservò in modo piuttosto lamentoso: «Frances, vorrei che tu evitassi di continuare a dire a Dorothy di ammirare il panorama quando siamo appesi ai precipizi»".

Dorothy Collins, Recollections, in John Sullivan, G. K. Chesterton - A Centenary Appraisal.


Rapallo - Qui fu officiato il funerale di un amico di Chesterton, Max Beerbohm. Poi qualche altra notizia su di lui e su Chesterton.




È l'ex chiesa anglicana di St. George a Rapallo.

Fu costruita nel 1902 e serviva alle esigenze religiose degli inglesi anglicani soggiornanti all'epoca in gran numero nella cittadina del Tigullio. Dopo l'8 settembre 1943 fu requisita dai tedeschi e adibita a deposito di merci e alimentari. Riprese il suo uso originario dopo la guerra ma nel 1975 fu messa in vendita. Oggi è di proprietà privata ed è chiusa.

Dal maggio 2001 è monumento nazionale. 

Qui furono celebrati i funerali del caricaturista e scrittore inglese Max Beerbohm il 20 maggio del 1956.

Visse a Rapallo dal 1910, quando vi fece il viaggio di nozze, fino alla morte nel 1956, a Villino Chiaro.

Chesterton era suo amico e gli fece visita diverse volte; in una circostanza incontrò a casa Beerbohm anche Ezra Pound; Chesterton, secondo il resoconto di Dorothy Collins, comparve in un affresco che Beerbohm aveva dipinto sulle pareti del villino, assieme ad altri noti personaggi dell'epoca.

Queste famose caricature con cui Beerbohm aveva decorato le pareti del Villino Chiaro furono staccate dopo la sua morte nel 1956 e sono oggi esposte al Merton College di Oxford, dove Max aveva studiato.