È la principale attività terrena di un essere umano rendere la sua casa, e l'ambiente prossimo alla sua casa, il più simbolico e significativo per la propria immaginazione.
In una lettera a Tatiana Schucht dell'11 agosto 1930, Gramsci spiega che stava cercando di riprendere con forza a scrivere nonostante le condizioni alle quali lo sottoponeva la detenzione e consigliava a Tatiana di recuperare un libro capace di emozionarla: «Sai che è stata pubblicata la continuazione delle avventure di padre Brown? Il libro è uscito presso la casa editrice Alpes di Milano e si intitola La saggezza di padre Brown; ti informo perché il primo volume, mi pare, ti era piaciuto molto e se nel primo il padre Brown era ingenuo mentre nel secondo è saggio chissà quali progressi avrà fatto la sua capacità di induzione e di introspezione psicologica».
Gramsci era rimasto molto colpito dalla narrativa di Chesterton tanto che in una successiva missiva del 6 ottobre analizza la qualità delle sue storie mettendole a confronto con quelle di un altro autore: «Chesterton ha scritto una delicatissima caricatura delle novelle poliziesche più che delle novelle poliziesche propriamente dette. Il padre Brown è un cattolico che prende in giro il modo di pensare meccanico dei protestanti e il libro è fondamentalmente un'apologia della Chiesa Romana contro la Chiesa Anglicana. Sherlock Holmes è il poliziotto protestante che trova il bandolo di una matassa criminale partendo dall'esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull'induzione. Padre Brown è il prete cattolico che attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri, pur senza trascurare la scienza e l'esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull'introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno, lo fa apparire un ragazzetto pretenzioso, ne mostra l'angustia e la meschinità».
La letteratura è una finestra sul passato che l'ha prodotta. Per questo motivo immergersi nelle opere di Chaucer insegna al lettore più di quanto pile di tomi e manuali di storia medievale potrebbero mai fare. Questa, in buona sostanza, è anche l'idea dietro a Geoffrey Chaucer libro del 1932 figlio della fervida penna del grande polemista, apologeta e scrittore britannico G.K. Chesterton.
Quella che si presenta come una semplice biografia del poeta medievale inglese più famoso di sempre, scritta da un autore che si definisce ignorante di tutto tranne che dell'esperienza umana, è in realtà una vera e propria guida turistica per l'uomo moderno che dovesse mai trovarsi catapultato nel XIV secolo. Nelle pagine di Geoffrey Chaucer le opere del poeta permettono a Chesterton di far luce su un mondo che, in fin dei conti, è stato tutt'altro che buio.
Non è un caso che il comunismo debba produrre massacri, incendi dolosi, torture e la distruzione di tutte le cose belle. Una teoria perversa produce atti perversi. La storia è stata raccontata più e più volte, ma non può mai essere raccontata troppo spesso.
Hilaire Belloc, Social Justice Weekly, 13 Giugno 1938