martedì 19 settembre 2017

Un aforisma al giorno (grazie, Brunelli!)

Non è qui luogo né tempo di narrare questa storia, la storia dello scandalo deplorato dal Petrarca ed a cui pose fine una persona più geniale del Petrarca. Quando la grande Santa Caterina da Siena, una delle eroine dell'umanità che persino gli umanitari filantropi sono costretti ad ammirare, la donna dalla parola inflessibile tanto se porgeva consiglio al Papa od assisteva un assassino, riuscì finalmente a persuadere gli interessati della necessità di metter fine a tale universale anomalia e poté riportare in trionfo alla città di Roma il suo Vescovo. Qui l'importanza della cosa vale soltanto in quanto presenta un altro esempio del principio che ho imperfettamente seguito lungo la storia, il principio secondo cui gli Imperatori e i Re e tutti i potenti della storia hanno lottato invano per spezzare le triplici gloriose catene di San Pietro che lo legano alla sua residenza così come lo legarono alla sua prigione.

Gilbert Keith Chesterton, La risurrezione di Roma

Un aforisma al giorno

Forse Dio ha l'eterno appetito dell'infanzia; perché noi abbiamo peccato e invecchiamo, e il Padre nostro è più giovane di noi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

Il sole sorge ogni mattina. Io non sorgo ogni mattina; ma la divergenza è dovuta non alla mia attività bensì alla mia inattività.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Siempre Chesterton | Internacional | EL PAÍS

https://elpais.com/internacional/2017/09/14/america/1505341623_237781.html

venerdì 15 settembre 2017

Un aforisma al giorno

L'uomo non è mai veramente a casa eccetto che nella virtù.


Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 18 Giugno 1901

Un aforisma al giorno

Se dobbiamo essere migliori dei nostri padri, dobbiamo essere almeno altrettanto buoni.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 14 Luglio 1906

giovedì 14 settembre 2017

Di nuovo su Brocard Sewell, ed anche su Cecil Chesterton (grazie, Luca Fumagalli)

Rimando all'articolo di Luca Fumagalli su Sewell pubblicato su questo blog.
Lo ringrazio per aver scoperto questo libro e l'interesse di Sewell per Cecil Chesterton, nella copertina vestito (dal punto di vista estetico in maniera discutibile!) da defendant, cioè da imputato che si difende da solo (e che deve indossare "i paramenti" del barrister inglese - tutto ciò in Inghilterra è possibile, anche se non si è avvocati, non altrettanto in Italia). Significativa foto perché ricorda la triste vicenda dello Scandalo Marconi, svelato da Cecil giornalista ma che lo portò ad un processo per diffamazione. Gilbert scrisse le pagine più amare ed aspre del suo giornalismo in occasione di questa triste vicenda, sulla quale non mi dilungo rimandandovi alla lettura del capitolo della sua Autobiografia dedicato al fratello Cecil e alle biografie scritte da Maisie Ward e da padre Ian Ker.
Una vicenda politica - va detto - che vide sul banco d'accusa dell'opinione pubblica più che Cecil il liberalismo inglese. Solo conoscendo queste pagine si possono comprendere le scelte dei Chesterton e di Belloc e la fine del loro rapporto con il liberalismo politico. Cecil chiuse la vicenda con una sorta di multa, i liberali ne uscirono davvero male.
Sul punto vale la pena di ricordare il volume "Partitocrazia" (titolo originale "The Party System") di Cecil e Belloc, tradotto in italiano e pubblicato da Rubbettino. Libro di straordinaria attualità, la situazione non sembra cambiata di una virgola. Leggete e mi darete ragione. Sarebbe bello leggere anche gli articoli di Chesterton di quell'epoca ma non ve ne sono di tradotti. Va menzionata anche la cessazione dei rapporti tra Gilbert e il Daily News: Chesterton iniziò a criticare da quelle colonne Lord Cadbury, il proprietario, liberale di ferro e padrone dell'omonima casa produttrice di dolciumi e giustamente i rapporti si ruppero. Gilbert stesso lo racconta. I dissapori erano di schietta natura politica, ma politica ad alto livello, potremmo dire sui "massimi sistemi". Gilbert non discuteva mai d'altro.
Al di là delle vicende politiche e giornalistiche, Gilbert soffrì davvero tanto per la vicenda processuale del fratello, cui era legato da vincoli di sangue, di profondo affetto e di comuni ideali, e non è da escludere che la crisi che lo portò sul punto di morire tra il 1914 e il 1915 abbia avuto origine anche da questa storia (pur avendo Gilbert di suo una salute non florida).

Marco Sermarini


Fabio Trevisan recensisce per Vita Nuova "Chesterton - La sostanza della fede"


Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa intervistati su GKC da Aleteia in lingua spagnola

https://es.aleteia.org/2017/09/09/chesterton-sufrio-bullying/

lunedì 11 settembre 2017

Echi di Chesterton... e compagni! - Criminal Minds

Marco Consorti, una delle mention di Pump Street, ci scrive:

- Stasera a Criminal Minds ad inizio puntata hanno citato Belloc: " _Loss and possession, death and life are one. There falls no shadow where there shines no sun."_

- E alla fine Madre Teresa: _L'amore comincia prendendosi cura dei più vicini - quelli a casa "._

Se non ricordiamo male, un'altra volta toccò a GKC...

http://uomovivo.blogspot.it/2017/07/chesterton-e-sempre-attuale-molti.html

Luca Fumagalli su Maurice Baring


Luca Fumagalli su Radio Spada dipinge il ritratto di Maurice Baring, uno dei più intimi amici di Chesterton:

https://www.radiospada.org/2017/09/chesterton-belloc-e-baring-quando-ci-si-scorda-del-terzo-moschettiere/

Noi dal canto nostro abbiamo toccato più volte questa figura interessante:



E nel 2008 segnalammo pure la pagina di Catholic Authors su Baring, redatta da Joseph Pearce:


E' importante sapere chi era, per un chestertoniano.

Per la cronaca, questo ritratto lo trovate nella National Portrait Gallery di Londra e il signor Baring è quello in piedi in mezzo ai due cannoni

Marco Sermarini

NPG 3654; Conversation piece (G.K. Chesterton; Maurice Baring; Hilaire Belloc) by Sir James Gunn


venerdì 8 settembre 2017

Chi erano gli Allahakbarries...




Barrie in un'azione di gioco...



Una delle selections...



H. G. Wells, cui si deve L'Uomo Eterno (se Wells non avesse creduto nel darwinismo sociale, Chesterton non avrebbe scritto quel libro che ha convertito Lewis e McLuhan...)


A. A. Milne, alias Winnie the Pooh.

Arthur Conan Doyle, l'unico giocatore "buono"…
Y

Jerome K. Jerome, ossia Tre Uomini in Barca...

Gli Allahakbarries erano i componenti di una surreale ma vera squadra di cricket, parto della fervida fantasia di J. M. Barrie, alias Peter Pan. Fu attiva all'incirca dal 1890 al 1913 e il suo nome nacque dall'erronea idea che "Allah Akbar" significherebbe "Dio, aiutaci" mentre significa "Dio è grande". Incollato con una trovata geniale al cognome di Barrie, avrebbe dovuto incarnare oltre il nome anche un motto e una preghiera, necessaria vista la scarsa levatura di questo dream team, una sorta di traslazione dei Barbarians del rugby nel cricket. 

Molte celebrità letterarie dell'epoca ne fecero parte: oltre a Chesterton, abbiamo già parlato di H. G. Wells, Rudyard Kipling (l'autore del Libro della Giungla e il cantore dell'imperialismo britannico), Jerome K. Jerome (l'autore di Tre Uomini in barca), A. A. Milne (il padre di Winnie the Pooh), ed altri ancora. Il più talentuoso dei giocatori fu comunque Arthur Conan Doyle, l'inventore di Sherlock Holmes, che invece militava sul serio nel Marleybone Cricket Club, insomma, era l'unico che ci capiva...

Barrie scrisse anche un libro di una quarantina di pagine intitolato Allahakbarries C.C., che raccoglieva più che altro gag ed episodi salienti di queste improbabili partite. Gli inglesi, con il loro proverbiale umorismo, dicono che l'entusiasmo di Barrie per il gioco del cricket superava decisamente il suo talento per esso... 

Scarsi in arabo e scarsi nel cricket, però tutti letterati che hanno lasciato un segno.

Decreto - Le vincitrici del Magnifico Concorso di Grande Detective Chestertoniano!

Le vincitrici, decreto con mio insindacabile giudizio di presidente della Società Chestertoniana Italiana, che sono due:

Maria Grazia (che deduco sia Gotti) che ha fatto la sciolta e ha ritrovato per prima l'ineguagliabile episodio che scovai ben cinque anni fa:


e Umbertina Mesina che invece, pur arrivata dopo, ha sparato e ha fatto centro con stile, dicendo che questi signori giocavano a cricket.

Della Gotti premio la rapidità di ricerca e la precisione filologica, oltre che il tocco di ironia.

Della Mesina premio la perfezione della risposta e l'essere stata fino in fondo al gioco.

Per premio?

Fregiarsi entrambe dell'ineguagluabile ed insostituibile titolo di Grandi Detective Chestertoniana!

E poi?

Un bel libro di Chesterton a vostra scelta in regalo da Pump Street!

www.pumpstreet.it

Marco Sermarini

The Inexplicably Enduring Appeal of Hilaire Belloc’s “Cautionary Tales”

Il grande Hilaire sul New Yorker

https://www.newyorker.com/books/page-turner/the-inexplicably-enduring-appeal-of-hilaire-bellocs-cautionary-tales/amp

giovedì 7 settembre 2017

Indovinello Chestertoniano!!!

L'indovinello è il seguente:

- cosa ci fanno insieme Padre Brown, Winnie the Pooh, Sherlock Holmes, Tre Uomini in Barca, Pete Pan, Jeeves e Wooster?

In palio il solito titolo di Grande Detective Chestertoniano e forse... una sorpresa!

mercoledì 6 settembre 2017

È morto il card. Carlo Caffarra, Chestertoniano

È morto improvvisamente il card. Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, persona buona ed amante della famiglia secondo la tradizione cattolica.

La Chiesa Cattolica perde un grande pastore, sincero e buono, un grande vescovo, uno studioso serio.

Siamo addolorati anche perché sappiamo che amava Chesterton e lo aveva citato in scritti ed omelie.

Le nostre condoglianze sincere alla famiglia e a tutti gli amici.

martedì 5 settembre 2017

Immagini di e su Chesterton, connessioni, regali e conseguenze dell'amicizia (una cosa complessa e semplice e al tempo stesso)…

Getty Images è una delle più grandi agenzie fotografiche esistenti.

Pare che possieda un bel numero di foto di e su Chesterton. La presenza del cosiddetto watermark indica che possono essere utilizzate solo a pagamento (anche se noto che molte sono di dominio pubblico, ma se loro dicono così, forse è meglio non insistere). Qui di seguito ne potete trovare diverse. Ho messo uno screenshot (o, più campagnolamente, una foto dello schermo del mio cellulare) giusto per darne un saggio, ma nel collegamento troverete quanto correlato al suo nome, il che significa anche immagini che hanno a che fare con Chesterton.

Un interessante esempio di cose correlate è la serie di immagini legate al film su padre Brown che vide come protagonista Alec Guinness, girato dal regista Hamer (qui sul blog trovate un'ampia e ripetuta trattazione della questione, inclusa la conversione del grande attore inglese al cattolicesimo come conseguenza diretta dell'interpretazione del film).

Troverete anche la riproduzione di alcuni disegni, ma su questo vi abbiamo dato prova più di una volta di essere ben forniti anche noi, grazie alle buone amicizie che intratteniamo con i carissimi Dale Ahlquist e Aidan Mackey (quindi foto di primissima mano). Essere amici di Gilbert comporta tante nuove e buone amicizie, e tanti piccoli regali e tante piccole consolazioni, gioie e cose belle.

Giusto per dire, sempre lieto.

Marco Sermarini



lunedì 4 settembre 2017

L'Uomo che sapeva troppo - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Ci siamo inginocchiati ai finanzieri stranieri così a lungo che ora sarà la guerra o la rovina"

Nel 1922 Gilbert Keith Chesterton pubblicava: "L'uomo che sapeva troppo", una raccolta di otto racconti sulla figura dell'investigatore Horne Fisher e del suo compagno di avventure, il giornalista Harold March.

Al contrario di Mr. Pond e del più celebre Padre Brown, Horne Fisher era una figura di detective proveniente dall'aristocrazia con parecchie conoscenze nel mondo dell'alta politica e della finanza. Era sostanzialmente un uomo che sapeva troppo, probabilmente a conoscenza di legami con la massoneria e di altri circoli esoterici. Era consapevole quindi che le mode, la mondanità, i capricci provenivano dalle classi agiate, così come le idee più bizzarre e tutto questo faceva conoscere all'amico Harold March, che al contrario non sapeva nulla di quel mondo: "Harold March era quel genere di persona che sa tutto di politica e niente dei politici. Sapeva molto anche di arte, letteratura, filosofia e cultura generale; sapeva molto quasi di tutto, tranne che del mondo in cui viveva".

Horne Fisher, a dispetto della sua immane conoscenza, era descritto con un fare apparentemente annoiato, reso ancor più evidente dalle palpebre cascanti e da un pallore quasi cadaverico. Incarnava anch'egli il paradosso, così come Padre Brown e Mr. Pond: "Horne Fisher, a dispetto della sua ostentata indifferenza, era una persona molto curiosa e dalla sensibilità quasi sovrumana nel comprendere le circostanze". Egli rilasciava, in forza della sua conoscenza, pillole di autentica saggezza: "L'intelligenza moderna non tollera niente di ciò che viene detto con autorità, ma tollera tutto ciò che viene detto senza autorità". Nell'emblematico racconto "Il tempio del silenzio" (nel quale veniva sottinteso l'omertà del silenzio) veniva esplicata la parentela di Horne Fisher con la classe che conta: "Aveva cugini e parenti in ogni ramo del grande labirinto della classe governativa inglese", anche se al coraggioso giornalista suo amico, Harold March, non sembrava che quel consorzio di potenti uomini fosse qualcosa di interessante dal punto di vista dell'intimità domestica, dell'amicizia vera e di ogni altra cosa sana e solida. La vita di questo illustre uomo che sapeva troppo era diventata quella di chi vive in una piccola stanza su un'isola deserta: piena di libri, sigari e agi, piena di conoscenza, di interessi e di informazioni, alcune di queste ancor oggi estremamente attuali: "I finanzieri hanno introdotto la manodopera cinese nel nostro paese con il deliberato intento di ridurre alla fame i nostri operai e contadini".

Horne Fisher, l'uomo che sapeva troppo, pertanto confidava all'amico curioso Harold March qualche sottile segreto: "Pensi che io non abbia trovato altro che immondizia negli abissi in cui il destino mi ha precipitato? Credimi, nessuno conosce la parte migliore degli uomini finché non ha conosciuto la loro parte peggiore". Egli metteva in risalto gli sforzi che talvolta questo mondo di aristocratici potenti faceva per salvare la propria anima: "Solo Dio sa quanto hanno provato a essere buoni. Dio solo sa a quanto male può sopravvivere una coscienza e sa anche come un uomo, che ha perso il suo onore, possa ancora sforzarsi di salvare la sua anima".  Negli ultimi racconti, Chesterton delineava in Horne Fisher la figura di un aristocratico che, oltre  a svelare gli omicidi più inquietanti dell'alta società, si faceva promotore sincero di quel pensiero distributista che nei cattolici inglesi era sorto dall'interpretazione del pensiero di Leone XIII: "Perché qualcuno non s'azzarda a fondare un partito di piccoli proprietari terrieri, richiamandosi alle antiche tradizioni contadine?".

Questo pensiero cattolico, scaturito dalla lettura responsabile e attenta del Magistero leonino, lasciava sconcertate molte persone, in quanto era la visione di qualcosa di antico e familiare che non avrebbero mai pensato di veder risorgere. In nome della piccola proprietà e dell'unità della famiglia tradizionale tra un uomo e una donna aveva combattuto Chesterton e aveva fatto combattere Horne Fisher fino alla morte.

Nella descrizione degli ultimi istanti vitali, Chesterton poteva condensare in Horne Fisher la tempra del vero combattente, giunto ora dinanzi al giudizio di Dio: "L'uomo che sapeva troppo conobbe ciò che vale davvero la pena sapere".

domenica 3 settembre 2017

G. K. Chesterton - A Half Century of Views - di D. J. Conlon

È un libro interessante, curato dal professor D. J. Conlon, autore inglese di due cospicue biografie del Nostro.

È una compilazione di giudizi sulla persona e sull'opera di Gilbert Keith Chesterton da parte di autori di lingua e di cultura anglosassone. Come premessa c'è un una compilazione di brani dell'Autobiografia di GKC.

Troverete i nomi di Kingsley Amis, W. H. Aiden, Anthony Burgess, Graham Greene, C. S. Lewis, Evelyn Waugh, A. N. Wilson, Marshall McLuhan, Hilaire Belloc, Ronald Knox, Wilfrid Sheed e di molti, molti altri.

Di alcuni c'è traduzione italiana (si veda McLuhan, di cui abbiamo detto largamente ed in più occasioni), di altri abbiamo fatto cenno in questo blog con brevi citazioni o brevi notizie. Alcuni autori sono decisamente noti, diversi di essi fanno parte di una sorta di famiglia chestertoniana, altri sono meno conosciuti, soprattutto al pubblico italiano, che negli ultimi cinquant'anni ha perso molto della feconda relazione con il miglior mondo anglosassone creata da uomini di cultura come Emilio Cecchi, don Giuseppe De Luca, Gian Dauli, Giovanni Papini ed altri.

Il volume ha trent'anni ma ha una sua perdurante completezza, anche se negli ultimi decenni gli studi sul nostro eroe si sono grazie a Dio moltiplicati. Il professor Conlon, per decenni ordinario di Letteratura e Cultura Inglese all'Università di Anversa, è uno dei massimi esperti viventi di Chesterton.

Spero di darvi presto qualche saggio di ciò che sto leggendo. È il regalo di un caro amico.

Marco Sermarini

sabato 2 settembre 2017

Un aforisma al giorno - Grandissimo

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
The next great heresy is going to be simply an attack on morality; and especially sexual morality.