lunedì 5 dicembre 2016

Condoglianze al nostro caro amico Angelo Bottone


Vittorio Giuseppe Bottone è il babbo del nostro socio, socio della Società Chestertoniana Irlandese e tante altre belle cose, e mio carissimo amico Angelo Bottone, a cui vanno le condoglianze più vive e sincere e l'assicurazione della preghiera in suffragio del caro babbo, senza il quale noi chestertoniani non avremmo avuto tante cose (in primis il nostro carissimo Angelino!) tra cui anche gli articoli (che pubblicammo primi in Italia dopo tantissimi anni di oblio) di Mons. Giovanni Battista Montini su Chesterton e i suoi San Francesco d'Assisi e Ortodossia.


In ogni caso gli mandiamo tutti un grandissimo abbraccio per alleviare con la cristiana amicizia e il cristiano suffragio l'indubbio dolore per il momentaneo distacco dal suo caro babbo.

Marco Sermarini



Hanwell (chi vuole e può capire capisce)

Dimmi con ti vai e ti dirò chi sei! Io inizierei a preoccuparmi...
Il muro di contenimento sotto di noi dice tanto...
Un applauso a Lorenzo Zappalà che ha passato tre notti a disegnarla.
Padre Brownelli gli ha promesso in premio tante birre... Se le merita tutte!!!
P.S.: Se abbiamo dimenticato qualcuno, abbiate pazienza. Ci correggeremo quando la rifaremo a colori il prossimo anno




sabato 3 dicembre 2016

Dal sito di Città Nuova

Gialli – Gilbert Keith Chesterton, "Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale", Fuorilinea, euro 18,00 – Chi immaginava che nella sterminata produzione di Chesterton scrittore, polemista e conferenziere fossero comprese anche delle detectives stories? Pur ammirando l'eroe di Conan Doyle, Sherlock Holmes, in questi 8 racconti basati su casi criminosi da sciogliere egli inventa un protagonista lontano mille miglia dal celebre investigatore che considera solo gli indizi materiali: è lo strampalato pittore e poeta Gabriel Gale, che rifugge dai luoghi comuni ed è interpellato dall'inconsueto. La sua indagine poliziesca, per quanto fuori dai canoni, penetra più a fondo nell'anima umana ed è frutto di una ricerca spirituale. Un "giallo" che inaugura un nuovo filone, nello stile prorompente e brillante tipico dell'autore inglese.

Tratto da:

venerdì 2 dicembre 2016

Chesterton, il Papa, giacchette e citazioni

Recentemente (il 3 Novembre scorso) Andrea Monda ha firmato un articolo per l'Avvenire catalogato tra le opinioni dal titolo "Insensata pretesa di usare Chesterton contro il Papa". L'articolo è qui sotto:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/insensata-pretesa-usare-gkc-contro-il-papa

Ha risposto poi il 25 Novembre Paolo Gulisano dalle "colonne" (virtuali) de La Nuova Bussola Quotidiana con un articolo dal titolo "Chi tira per la giacca Chesterton?", qui sotto:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chi-tiraper-la-giaccachesterton-18147.htm

Da ultimo (12 Dicembre) c'è l'articolo di Fabio Trevisan su Riscossa Cristiana dal titolo "Date a Chesterton quel che è di Chesterton (e a Bergoglio quel che è di Bergoglio)", eccolo qui sotto:

http://www.riscossacristiana.it/langolo-di-gilbert-k-chesterton-grandezza-e-attualita-di-uno-scrittore-cattolico-rubrica-quindicinale-di-fabio-trevisan-011216/

Sono tutti e tre amici chestertoniani che discutono o almeno fanno eco ad una serie di questioni sollevate da Andrea Monda. Riteniamo utile metterli tutti insieme a vostra disposizione perché serenamente si discuta. 
Chi vuole può intervenire attraverso i commenti (che sono moderati dalla redazione e che quindi non avranno il carattere del "botta e risposta" che tanto piace a qualcuno che ha tossine da spurgare, ma molto meno a noi che stiamo dietro a questo blog, che invece amiamo la discussione pacata e tranquilla, calda, anche animata ma mai con lo stile da mercato delle vacche tanto diffuso nei social network, e che poi non è che stiamo ventiquattro ore al giorno puntati sul macchinario a leggere i commenti… Poi le pause facilitano le discussioni: si riflette, si medita, si pondera, non si sbrocca!).

Quindi adesso il ring è organizzato… ;-)

In questo articolo si parla di altro ma anche (bene) di Chesterton

https://bombacarta.com/2016/11/30/lantico-istinto-del-meraviglioso/

giovedì 1 dicembre 2016

Just printed... che cosa aspettate?

Solo su www.pumpstreet.it

Un aforisma al giorno (da La Divina Poltrona...)

I più formidabili filosofi liberali hanno definito tristi i monaci perché si negavano i piaceri della libertà e del matrimonio. Tanto valeva chiamare tristi quelli che viaggiano nei giorni di vacanza perché, di regola, si negano i piaceri del silenzio e della meditazione. C'è però a portata di mano un esempio più semplice e incisivo. Se mai accadesse che l'apparato dell'atletica inglese scomparisse dalle scuole e dalle università, se la scienza fornisse qualche maniera nuova e non agonistica di migliorare il fisico, se l'etica pubblica si convertisse a un atteggiamento di totale disprezzo e indifferenza verso il sentimento chiamato sport, allora è facile vedere quel che accadrebbe. Gli storici del futuro semplicemente affermerebbero che nei giorni bui della regina Vittoria giovani uomini a Oxford e Cambridge erano sottoposti a una orrenda sorta di tortura religiosa. Era loro proibito, da bizzarre regole monastiche, di concedersi vino o tabacco durante certi periodi di tempo fissati arbitrariamente, prima di certi brutali scontri e festeggiamenti. I bigotti insistevano a farli alzare a orari inumani e a farli correre energicamente intorno ai campi senza alcuno scopo. Molti uomini si rovinarono la salute in questi covi di superstizione, molti vi perirono

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco, in La Divina Poltrona

Questo, come qualcuno erroneamente potrebbe pensare, non è tratto dal San Francesco d'Assisi ossia dalla biografia scritta da Chesterton, ma dal breve profilo che Chesterton ne tracciò prima della conversione sull'Illustrated London Newse che finì in Twelve Types. Un po' di storia e filologia non guastano e tengono sempre in luce l'argomento Chesterton, sempre facile ad argomentazioni un po' comode e fantasiose.

mercoledì 30 novembre 2016

La copertina intera di La divina poltrona

Bellissima, eh?

Aneddoti su Chesterton - "Non sono di questa taglia..."

La corpulenza di Chesterton è stata, come è ovvio, l'occasione di molte storie divertenti (che egli stesso diffondeva, amplificava, eccetera…).
Si racconta che una volta disse all'inizio di una conferenza a Pittsburgh (USA):

«Vorrei rassicurarvi che non sono di questa taglia, in realtà… Miei cari, sono amplificato dal microfono…»

L'Uomo che fu Giovedì, frontespizio vergato da Gilbert stesso

martedì 29 novembre 2016

lunedì 28 novembre 2016

Ne La Divina Poltrona c'è anche questo!

Come David Casaleggio, Raul Castro, Kim Jong-un e Hillary Clinton ci insegnano, siamo in tempi di monarchia ereditaria.

Esiste però una eccezione, come già rimarcava Chesterton nel 1914

IL CONTADINO CHE DIVENNE PAPA
Tra le molte sincere e toccanti manifestazioni di rispetto per la morte di Pio X, la maggior parte ha rilevato il fatto che il defunto Papa era per nascita un contadino.
Tuttavia pochi o nessuno, mi pare, hanno seguito le tracce di questa verità fino alla sua più interessante e perfino terribile conclusione. Perché la verità è che l'antico Papato è praticamente l'unica autorità nell'Europa moderna in cui questo possa accadere. È il più antico, senza paragone il più antico, trono d'Europa; ed è l'unico a cui possa salire un contadino. Negli Stati semiasiatici ci sono indubbiamente incursioni e usurpazioni. Ma si tratta di briganti più che di contadini; io invece parlo del contadino vero e proprio che si fa strada grazie al solo merito. Questa è la sola vera monarchia elettiva rimasta nel mondo; e qualunque contadino potrebbe esservi eletto.
C'è qualcosa di spaventoso e inquietante nella brillante cecità degli illuminati. Hanno telescopi e non vedono; hanno telefoni e non odono. Una qualche segreta paralisi della mente o dei nervi impedisce loro di essere consapevoli di qualunque cosa sia evidente e presente. Mi son sentito dire in un club di dibattito che le guerre erano oramai praticamente impossibili, roba del passato, proprio mentre gli strilloni davano notizia dell'ultimatum dell'Austria alla Serbia. Scommetterei che lo stanno ancora dicendo, in quel club di dibattito. E se andassi a dir loro che la moderna epoca scientifica è stata, di gran lunga più di qualunque altra epoca, l'Epoca del Militarismo, essi chiamerebbero questo semplice fatto un paradosso...
Quelli che più lo ammiravano, ne ammiravano la semplicità e ragionevolezza da contadino. Quelli che più mormoravano contro di lui, si lagnavano della caparbietà e della riluttanza da contadino. Ma proprio per quel motivo è stato chiaro che la più antica istituzione rappresentativa d'Europa funziona: mentre tutte le nuove sono crollate. È ancora possibile trovare il tipo forte, paziente, arguto che mantiene vivi buon umore e carità tra milioni di persone, vivi e supremi in un'istituzione pubblica.
Ma penso che si troverebbero in imbarazzo i Parlamentaristi e i Suffragisti e i Rappresentativisti Proporzionali e tutti gli altri emendatori del nostro complesso macchinario, a dirmi dove altro questo sia possibile: se non nel posto che ora è rimasto vuoto.
Come è stato sottolineato, con sottile potenza e tutta la delicatezza del caso, in innumerevoli giornali liberali e di mentalità aperta, il grande e buon prete ora morto aveva tutti i pregiudizi di un contadino. Aveva quel pregiudizio per cui la mistica parola "sì" dovrebbe essere distinta da quell'altrettanto insondabile espressione che è "no". Molti viaggiatori girovaganti in paesi contadini hanno trovato tracce di tale credenza...
Questa credenza ostinata che due volte due fa quattro, e tre volte tre fa nove, senza dubbio impregnava l'intelligenza del grande contadino quando discuteva con tutta l'Intellighenzia d'Europa. Essi erano i più fini intelletti del tempo. Così dicevano; e se non lo sapevano loro... Il Papa non pretese mai di avere un intelletto fuori dal comune, ma sosteneva di essere dalla parte del giusto; e infatti c'era. Ogni ateo onesto, ogni calvinista onesto, ogni uomo onesto che intende qualcosa o che crede o nega qualcosa, avrà ragioni per ringraziare la sua buona stella (un costume pagano) per il contadino in quell'alta posizione. Egli soppresse l'enorme eresia che due teste siano meglio di una; quando crescono sul medesimo collo. Soppresse l'idea pragmatista di volere la botte piena e la moglie ubriaca. Lasciò che le persone concordassero o no con il suo credo ma non le lasciò libere di travisarlo.
Ciò fu esattamente quello che qualunque contadino preso da qualunque colle o pianura avrebbe detto. Ma c'era in lui qualcosa di più, che non sarebbe stato nel comune contadino. Per tutto il tempo ha pianto a causa delle nostre lacrime; e gli si è spezzato il cuore per il nostro spargimento di sangue.

(Chesterton, Il Contadino che divenne papa, in La Divina Poltrona e altre comodità) Prenotate il prima possibile per la strenna natalizia, e inviate la vostra foto per la vignetta di gruppo! laperlapreziosa@libero.it

domenica 27 novembre 2016

Prima colazione con...

... Gilbert!!!

Solo ed esclusivamente su www.pumpstreet.it !

venerdì 25 novembre 2016

Un aforisma al giorno (per pochi ma dovrebbe essere per tutti)

When it comes to life the critical thing is whether you take things for granted or take them with gratitude.

Gilbert Keith Chesterton

giovedì 24 novembre 2016

La divina poltrona e altre comodità - Per comprendere il titolo della Strenna 2016...



L'aggiustare è basato sull'idea che la natura originale di una cosa è buona; il terminare è basato sull'idea che la natura originale di una cosa è cattiva o che perlomeno ha perduto ogni capacità di essere buona.
Se io "aggiusto" una poltrona è perché voglio una poltrona. Aggiusto la poltrona perché desidero ricondurla in uno stato di più compiuta poltronità. La mia obiezione alla poltrona nel suo stato non-aggiustato è che i suoi difetti le impediscono proprio di essere una poltrona nel senso più vero. Se (per dire) lo schienale s'è staccato e tre zampe sono scomparse, io mi accorgo, guardandola, non semplicemente che colpisce lo sguardo per un'aria di generale irregolarità; mi accorgo che sotto questo e quest'altro aspetto essa decisamente non è all'altezza della Divina e Archetipica Poltrona, la quale, avrebbe fatto notare Platone, esiste in cielo...
Se avete intenzione di terminare un locandiere, si può farlo facilmente con un'accetta. Ma se avete intenzione di aggiustare un locandiere, dovete farlo con tenerezza, dovete farlo con rispetto. Dovete attaccare una gamba o un braccio extra alla sua persona, tenendo sempre presente l'immagine platonica del locandiere perfetto, alla cui forma voi cercate di ricondurre il vostro.


G. K. Chesterton, Dell'aggiustare e terminare le cose, in La Divina Poltrona e altre comodità, Leardini 2017

p.s. Prenotate i libri al più presto e mandate la vostra foto per la vignetta!

Il costo del pacco dono?
1 copia: € 18,00 spedizione compresa
2 copie: € 25,00 spedizione compresa
3 copie: € 36,00 spedizione compresa
5 copie: € 45,00 spedizione compresa
10 copie: € 70,00 spedizione compresa
20 copie: € 120,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 4,50 a copia, spedizione compresa!


prenotazioni: laperlapreziosa@libero.it

Un aforisma al giorno

martedì 22 novembre 2016

Un aforisma al giorno

Una norma morale deve rimanere la stessa altrimenti non è una norma morale.

Gilbert Keith Chesterton

lunedì 21 novembre 2016