Dal blog dell'amico Andrea Tornielli questa triste e sconcertante notizia: un hotel vietato ai bambini (alla stregua di cani e telefonini...).
Bella roba!
Cliccando il titolo, si viene riportati al blog di Tornielli.
martedì 6 novembre 2007
venerdì 2 novembre 2007
Ancora sull'obiezione di coscienza - Flores d'Arcais e la democrazia
Mettiamo il link ad un articolo uscito il 31 Ottobre su Liberazione (...) a firma di Paolo Flores d'Arcais, che vorrebbe abolire l'obiezione di coscienza dei medici e farmacisti rispetto all'aborto ed alle altre questioni sollevate in questi giorni. Cliccando il titolo si ottiene la pagina della preziosa rassegna stampa del Forum delle Famiglie.
Non so quanto si possa essere in buona fede quando si dicono certe cose. Non è la prima volta che dai paladini delle istanze più libertarie del mondo, del diritto dei diritti, sento dire cose del genere. Paolo Flores d'Arcais vorrebbe che chiunque intraprenda la professione medica o farmaceutica debba necessariamente assicurare qualunque prestazione si ritenga fattibile allo stato dell'arte. Il che è veramente impensabile, dittatoriale, statalista, giacobino.
Lo mettiamo, questo articolo, giusto per far capire a che punto arrivano le pretese dei laicisti e quanto siano assurde le loro tesi, che essi giustificano tirando in ballo proprio la democrazia...
Va detto ad alta voce e a chiare lettere che quello che lì è scritto è totalmente assurdo, infondato e liberticida.
Continuiamo a non credere alle nostre orecchie.
Non so quanto si possa essere in buona fede quando si dicono certe cose. Non è la prima volta che dai paladini delle istanze più libertarie del mondo, del diritto dei diritti, sento dire cose del genere. Paolo Flores d'Arcais vorrebbe che chiunque intraprenda la professione medica o farmaceutica debba necessariamente assicurare qualunque prestazione si ritenga fattibile allo stato dell'arte. Il che è veramente impensabile, dittatoriale, statalista, giacobino.
Lo mettiamo, questo articolo, giusto per far capire a che punto arrivano le pretese dei laicisti e quanto siano assurde le loro tesi, che essi giustificano tirando in ballo proprio la democrazia...
Va detto ad alta voce e a chiare lettere che quello che lì è scritto è totalmente assurdo, infondato e liberticida.
Continuiamo a non credere alle nostre orecchie.
mercoledì 31 ottobre 2007
L'obiezione di coscienza altro che balcanizzare la Sanità.
Dal sito del quotidiano cattolico Avvenire vi proponiamo l'editoriale di oggi a firma del prof. Francesco D'Agostino, filosofo cattolico per anni membro del Comitato Nazionale di Bioetica, sulla questione della obiezione di coscienza dei farmacisti sollevata da Papa Benedetto XVI e da noi segnalata.
Il discorso che Benedetto XVI ha rivol to ai partecipanti al XXV Congresso internazionale dei farmacisti cattolici, stigmatizzando la commercializzazione di farmaci abortivi ed eutanasici, è im portante sotto diversi profili, su almeno due dei quali mi sembra opportuno ela borare in questa sede alcune riflessioni. In primo luogo, il discorso del Papa è ri levante sotto l’aspetto propriamente bioetico. Egli torna ad insistere sul dove re di lottare contro la progressiva «anestetizzazione » delle coscienze che caratterizza il nostro tempo e che induce così tante donne a pensare all’aborto non più come ad un’eventualità estrema, eccezionale e tragica, ma come ad una banale possibilità, gestibile attraverso altrettanto banali sussidi farmacologici (o meglio pseudo-farmacologici).
Ma c’è anche un altro punto da sottolineare e che per me possiede un rilievo ancora maggiore, per la sua forte carica di novità: il Papa delinea, in poche, ma perfette espressioni, l’essenza della deontologia del farmacista, che, se non vuole relegarsi al rango, indubbiamente onesto, ma riduttivo, del mero commerciante, deve percepire se stesso come in termediario tra medico e paziente ed esercitare nei confronti di quest’ultimo u na funzione di fondamentale informazione, che – data la delicatezza delle que stioni sanitarie – diviene inevitabilmente una funzione 'educativa'. Non è una mera e neutrale informazione lo spiega re a una donna che quella pillola che es sa sta per comprare non si limita a ren dere impossibile il concepimento, ma può produrre la morte di un figlio già concepito: quando è in questione né più né meno che la vita stessa ogni informa zione o è 'educativa' oppure, se il valo re della vita non viene adeguatamente ricordato e promosso, è per forza di co se 'diseducativa'.
In secondo luogo, il discorso del Papa ha una forte e legittima valenza politica. Sap piamo che già molti laicisti sono tornati a reiterare le loro logore proteste contro le 'invadenze' vaticane. Si tratta di pro teste indebite, per una ragione formale e per una ragione sostanziale. Formal mente, perché l’eutanasia in Italia è illegale e lo è anche l’aborto, se non viene praticato nel rispetto di una procedura difficilmente compatibile con la vendita in farmacia di pillole abortive (e qui pen so non solo alla RU 486, ma anche alla 'pillola del giorno dopo', che può di fat to produrre effetti abortivi): quindi, au spicare l’obiezione di coscienza alla ven dita di prodotti abortivi ed eutanasici è paradossalmente un ammonimento per ché non si violino, surrettiziamente, i principi normativi vigenti.
Ma il cuore della questione, ovviamente, non è formale, ma sostanziale. Nella sostanza, l’appello del Papa per il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza per i farmacisti va molto al di là del caso, pur delicatissimo, che lo ha provocato: è un appello perché non si perda la consapevolezza che quando sono in gioco temi etici fondamentali (e quelli della vita e della morte sono – se così si può dire – i più fondamentali di tutti), te mi che suscitano gravissime questioni di coscienza, è dovere di tutti fermarsi e at tivare una riflessione ampia ed articolata, per evitare che simili questioni ven gano degradate a mere dispute di carattere ideologico o meno che mai confessionale. Fa impressione la superficialità con cui Repubblica del 30 ottobre (pag. 2) afferma che accogliere l’appello del Papa (definito riduttivamente «una parola d’ordine») equivarrebbe ad una «balcanizzazione » del nostro sistema sanitario, con una evidente allusione ai conflitti in sensati, ciechi ed ottusi, pregiudiziali e violenti, che hanno insanguinato i Balcani. Tutto, tranne questo, si può dire a ca rico di chi promuove la difesa della vita, affidandola all’obiezione di coscienza: dovrebbero ricordarselo soprattutto quei laicisti, che in altre occasioni hanno giu stamente e laicamente lottato perché l’obiezione ottenesse un doveroso ricono scimento nel nostro ordinamento.
Il discorso che Benedetto XVI ha rivol to ai partecipanti al XXV Congresso internazionale dei farmacisti cattolici, stigmatizzando la commercializzazione di farmaci abortivi ed eutanasici, è im portante sotto diversi profili, su almeno due dei quali mi sembra opportuno ela borare in questa sede alcune riflessioni. In primo luogo, il discorso del Papa è ri levante sotto l’aspetto propriamente bioetico. Egli torna ad insistere sul dove re di lottare contro la progressiva «anestetizzazione » delle coscienze che caratterizza il nostro tempo e che induce così tante donne a pensare all’aborto non più come ad un’eventualità estrema, eccezionale e tragica, ma come ad una banale possibilità, gestibile attraverso altrettanto banali sussidi farmacologici (o meglio pseudo-farmacologici).
Ma c’è anche un altro punto da sottolineare e che per me possiede un rilievo ancora maggiore, per la sua forte carica di novità: il Papa delinea, in poche, ma perfette espressioni, l’essenza della deontologia del farmacista, che, se non vuole relegarsi al rango, indubbiamente onesto, ma riduttivo, del mero commerciante, deve percepire se stesso come in termediario tra medico e paziente ed esercitare nei confronti di quest’ultimo u na funzione di fondamentale informazione, che – data la delicatezza delle que stioni sanitarie – diviene inevitabilmente una funzione 'educativa'. Non è una mera e neutrale informazione lo spiega re a una donna che quella pillola che es sa sta per comprare non si limita a ren dere impossibile il concepimento, ma può produrre la morte di un figlio già concepito: quando è in questione né più né meno che la vita stessa ogni informa zione o è 'educativa' oppure, se il valo re della vita non viene adeguatamente ricordato e promosso, è per forza di co se 'diseducativa'.
In secondo luogo, il discorso del Papa ha una forte e legittima valenza politica. Sap piamo che già molti laicisti sono tornati a reiterare le loro logore proteste contro le 'invadenze' vaticane. Si tratta di pro teste indebite, per una ragione formale e per una ragione sostanziale. Formal mente, perché l’eutanasia in Italia è illegale e lo è anche l’aborto, se non viene praticato nel rispetto di una procedura difficilmente compatibile con la vendita in farmacia di pillole abortive (e qui pen so non solo alla RU 486, ma anche alla 'pillola del giorno dopo', che può di fat to produrre effetti abortivi): quindi, au spicare l’obiezione di coscienza alla ven dita di prodotti abortivi ed eutanasici è paradossalmente un ammonimento per ché non si violino, surrettiziamente, i principi normativi vigenti.
Ma il cuore della questione, ovviamente, non è formale, ma sostanziale. Nella sostanza, l’appello del Papa per il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza per i farmacisti va molto al di là del caso, pur delicatissimo, che lo ha provocato: è un appello perché non si perda la consapevolezza che quando sono in gioco temi etici fondamentali (e quelli della vita e della morte sono – se così si può dire – i più fondamentali di tutti), te mi che suscitano gravissime questioni di coscienza, è dovere di tutti fermarsi e at tivare una riflessione ampia ed articolata, per evitare che simili questioni ven gano degradate a mere dispute di carattere ideologico o meno che mai confessionale. Fa impressione la superficialità con cui Repubblica del 30 ottobre (pag. 2) afferma che accogliere l’appello del Papa (definito riduttivamente «una parola d’ordine») equivarrebbe ad una «balcanizzazione » del nostro sistema sanitario, con una evidente allusione ai conflitti in sensati, ciechi ed ottusi, pregiudiziali e violenti, che hanno insanguinato i Balcani. Tutto, tranne questo, si può dire a ca rico di chi promuove la difesa della vita, affidandola all’obiezione di coscienza: dovrebbero ricordarselo soprattutto quei laicisti, che in altre occasioni hanno giu stamente e laicamente lottato perché l’obiezione ottenesse un doveroso ricono scimento nel nostro ordinamento.
martedì 30 ottobre 2007
Ancora su Papa e farmacisti.
Una bella intervista ad un farmacista cattolico con le braghe su, come avrebbe detto la Buon'anima.
Si chiama Piero Uroda e sta a Fiumicino.
Lui la pillola del giorno dopo non la vende perché è un farmaco abortivo e non fa finta che non lo sia.
Dice alle donne queste cose, e qualcuna lo va a ringraziare perché ora ha un figlio.
Questo si chiama essere uomini.
Cliccate il titolo e verrete rinviati all'articolo, grazie al servizio di rassegna stampa del Forum delle Famiglie.
Si chiama Piero Uroda e sta a Fiumicino.
Lui la pillola del giorno dopo non la vende perché è un farmaco abortivo e non fa finta che non lo sia.
Dice alle donne queste cose, e qualcuna lo va a ringraziare perché ora ha un figlio.
Questo si chiama essere uomini.
Cliccate il titolo e verrete rinviati all'articolo, grazie al servizio di rassegna stampa del Forum delle Famiglie.
L'Uomo che sapeva troppo è in edicola.
Per gli incolti come me, faccio presente che il titolo L'Uomo che sapeva troppo lo troverete in edicola e non in libreria.
Fa parte della collana Il Giallo Mondadori, che si vende in edicola.
E' una soddisfazione averlo tra le mani e leggerlo, anzi propongo che chi vorrà ne parli su questo post, così apriamo una piccola discussione su Chesterton e il giallo.
Va bene?
Fa parte della collana Il Giallo Mondadori, che si vende in edicola.
E' una soddisfazione averlo tra le mani e leggerlo, anzi propongo che chi vorrà ne parli su questo post, così apriamo una piccola discussione su Chesterton e il giallo.
Va bene?
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Nuove edizioni dell'opera di Chesterton
Chesterton è attuale - 14

Stavolta chi cita Chesterton non è uno qualunque, ma il più chestertoniano dei cardinali di Santa Romana Chiesa (e che Dio ce lo conservi quanto più è possibile), il Cardinale Giacomo Biffi, che chiude un suo pezzo su L'Occidentale, intitolato Piccola contestazione al Grande Digiunatore, così:
"Ma forse qui è il caso di ricordare l’osservazione di Chesterton: «Coloro che usano la ragione non la venerano, la conoscono troppo bene; coloro che la venerano non la usano».
Cliccare il titolo, leggere l'articolo.
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Chesterton è attuale
Chesterton è attuale - 13

Da Il Velino.
L'articolo, che riguarda Salvador Allende, presidente socialista del Cile degli anni '70, si apre addirittura con una citazione del caro nostro Gilbert:
“È più facile morire in battaglia che dire la verità in politica”. Con questa massima di Gilbert Keith Chesterton, uno degli scrittori inglesi che conobbe le difficoltà della piccola editoria inglese, si apre il volume del germanista e docente di filosofia Victor Farìas Salvatore Allende. La fine di un mito (Medusa), uno dei libri più controcorrente dell’ultimo decennio".
Io forse mi ripeterò, ma Chesterton è sempre il più grande. Non abbiamo ancora scoperto abbastanza della sua grandezza.
Cliccate il nostro titolo, andrete all'articolo.
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Chesterton è attuale
Luca Volontè e... il suo Furore!
E' uscito questo interessantissimo libro, casa editrice Aliberti www.alibertieditore.it, che mi permetto di segnalarvi per due validissimi ordini di motivi:1) è una bella ed utile sintesi di due anni e mezzo di attacchi frontali alla Chiesa Cattolica, oltre che di accesi confronti su tanti argomenti. Dalla morte di Giovanni Paolo II, al referendum sulla legge 40, le minacce a Bagnasco, il Family Day (Luca c'era, lo abbiamo visto in maniche di camicia con il popolo, e questo gli fa onore... abbiamo sudato molto quel giorno...) e tanto altro. E' interessante perché svolge una prima funzione: quello di mettere insieme i tanti fatti, forti e ravvicinati nel tempo, che testimoniano l'esistenza di questo furore laicista e giacobino. Poi perché li narra, li rappresenta con occhi "nostri".
2) è giusto che la segnali perché Luca Volontè è chestertoniano a tutti gli effetti, e allora invito tutti a fare altrettanto, iscrivendosi alla nostra beneamata Società, visto che -come vedete- fa bene alla salute...
Il Papa e i farmacisti.
Ieri il Santo Padre ha fatto un bel discorso ai farmacisti cattolici, e ha ribadito che pure loro sono tenuti a rispettare le leggi della Chiesa sulla morale, e che hanno diritto di obiettare. Ha fatto anche un chiaro riferimento alla pillola del giorno dopo.
Il discorso vale la pena di essere letto. Cliccando il nostro titolo si viene rimandati alla buona sintesi che ne fa l'amico Andrea Tornielli su Il Giornale di oggi.
Devo dire che spesso, negli ultimi anni, mi sono trovato a parlare con certi medici e farmacisti che facevano dei distinguo circa quello che dice la scienza e quello che dice "la morale" (virgoletto perché spesso si fa riferimento alla morale come si fa riferimento all'amore, alla libertà, alla giustizia e alla pace, cioè parlando di una cosa e intendendone un'altra; per fare qualche esempio: amore=sesso, libertà=faccio quello che mi pare...), tirando poi la conclusione che se vuoi essere un buon medico o un buon farmacista, il primato ce l'ha sempre la Scienza. Attenzione: la Scienza, non la scienza, che già sarebbe qualcosina di meglio, seppure...
Ecco, questo discorso secondo me casca a fagiolo. Non ce l'ho con le categorie sanitarie (si può dire altrettanto a tutti i professionisti...), ma con la strana idea per cui la Scienza (?) è la panacea di tutti mali del mondo e che in fondo far prevalere il proprio approccio religioso su
quello tecnico è profondamente sbagliato, "medioevale", eccetera...
Grazie, Papa.
Il discorso vale la pena di essere letto. Cliccando il nostro titolo si viene rimandati alla buona sintesi che ne fa l'amico Andrea Tornielli su Il Giornale di oggi.
Devo dire che spesso, negli ultimi anni, mi sono trovato a parlare con certi medici e farmacisti che facevano dei distinguo circa quello che dice la scienza e quello che dice "la morale" (virgoletto perché spesso si fa riferimento alla morale come si fa riferimento all'amore, alla libertà, alla giustizia e alla pace, cioè parlando di una cosa e intendendone un'altra; per fare qualche esempio: amore=sesso, libertà=faccio quello che mi pare...), tirando poi la conclusione che se vuoi essere un buon medico o un buon farmacista, il primato ce l'ha sempre la Scienza. Attenzione: la Scienza, non la scienza, che già sarebbe qualcosina di meglio, seppure...
Ecco, questo discorso secondo me casca a fagiolo. Non ce l'ho con le categorie sanitarie (si può dire altrettanto a tutti i professionisti...), ma con la strana idea per cui la Scienza (?) è la panacea di tutti mali del mondo e che in fondo far prevalere il proprio approccio religioso su
quello tecnico è profondamente sbagliato, "medioevale", eccetera...
Grazie, Papa.
lunedì 29 ottobre 2007
Sulle beatificazione di questi giorni
Dall'agenzia Zenit
Al termine della beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa avvenuta in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso, Benedetto XVI ha presentato la lezione che lasciano al mondo di oggi: “la misericordia, la riconciliazione e la convivenza pacifica”.
L’allocuzione del Papa in occasione della preghiera mariana dell’Angelus è stata il fiore all’occhiello della celebrazione, svoltasi in piazza San Pietro in Vaticano, alla quale hanno partecipato circa 50.000 pellegrini e presieduta, a suo nome, dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.
“Rendiamo grazie a Dio per il grande dono di questi eroici testimoni della fede che, mossi esclusivamente dal loro amore per Cristo, hanno pagato con il sangue la loro fedeltà a Lui e alla sua Chiesa”, ha riconosciuto il Pontefice parlando in spagnolo dalla finestra del suo studio al termine della beatificazione del più alto numero di martiri della storia.
Si tratta di uomini e donne, laici, religiose, religiosi e sacerdoti assassinati nel 1934, durante la Seconda Repubblica Spagnola, e tra il 1936 e il 1939, negli anni della Guerra Civile.
“Con la loro testimonianza illuminano il nostro cammino spirituale verso la santità, e ci esortano a dedicare la nostra vita come offerta d’amore a Dio e ai fratelli”, ha spiegato Benedetto XVI nella sua allocuzione.
“Allo stesso tempo, con le loro parole e i gesti di perdono verso i loro persecutori, ci spingono a lavorare instancabilmente per la misericordia, la riconciliazione e la convivenza pacifica”, ha aggiunto.
“La fecondità del loro martirio produca abbondanti frutti di vita cristiana nei fedeli e nelle famiglie; il loro sangue versato sia seme di numerose e sante vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie”, ha auspicato.
Il Papa ha ricordato che in questo mese di ottobre la Chiesa ha proclamato altri beati martiri, come nel caso di Franz Jägerstätter, contadino austriaco che sfidò Adolf Hitler, elevato alla gloria degli altari il 26 ottobre nella cattedrale di Linz (Austria).
Il 20 ottobre è stata beatificata nella piazza della cattedrale di Tubarão (Brasile) Albertina Berkenbrock, nata nel 1919 e martirizzata a dodici anni perché aveva voluto preservare la sua purezza e la sua verginità.
Il giorno dopo, sempre in terra brasiliana, sono stati beatificati Manuel Gómez González, sacerdote diocesano spagnolo, e il suo accolito, il giovanissimo laico brasiliano Adílio Daronch, entrambi martirizzati da un gruppo di soldati anticlericali il 21 maggio 1924 vicino a Nonai.
“Il loro esempio sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita”, ha spiegato il Papa.
“Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento. C’è però un ‘martirio’ incruento, che non è meno significativo”, ha aggiunto, ricordando che sabato è stata beatificata nella basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma, la polacca Celina Chludzińska Borzęcka (1833-1913), moglie, madre di quattro figli, vedova, fondatrice della Congregazione delle Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, dedita all’educazione cristiana delle ragazze povere.
“È la testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri”, ha affermato il Papa.
“Questo martirio della vita ordinaria è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo”.
“E’ la pacifica battaglia dell’amore che ogni cristiano deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte”, ha aggiunto.
Al termine della beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa avvenuta in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso, Benedetto XVI ha presentato la lezione che lasciano al mondo di oggi: “la misericordia, la riconciliazione e la convivenza pacifica”.
L’allocuzione del Papa in occasione della preghiera mariana dell’Angelus è stata il fiore all’occhiello della celebrazione, svoltasi in piazza San Pietro in Vaticano, alla quale hanno partecipato circa 50.000 pellegrini e presieduta, a suo nome, dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.
“Rendiamo grazie a Dio per il grande dono di questi eroici testimoni della fede che, mossi esclusivamente dal loro amore per Cristo, hanno pagato con il sangue la loro fedeltà a Lui e alla sua Chiesa”, ha riconosciuto il Pontefice parlando in spagnolo dalla finestra del suo studio al termine della beatificazione del più alto numero di martiri della storia.
Si tratta di uomini e donne, laici, religiose, religiosi e sacerdoti assassinati nel 1934, durante la Seconda Repubblica Spagnola, e tra il 1936 e il 1939, negli anni della Guerra Civile.
“Con la loro testimonianza illuminano il nostro cammino spirituale verso la santità, e ci esortano a dedicare la nostra vita come offerta d’amore a Dio e ai fratelli”, ha spiegato Benedetto XVI nella sua allocuzione.
“Allo stesso tempo, con le loro parole e i gesti di perdono verso i loro persecutori, ci spingono a lavorare instancabilmente per la misericordia, la riconciliazione e la convivenza pacifica”, ha aggiunto.
“La fecondità del loro martirio produca abbondanti frutti di vita cristiana nei fedeli e nelle famiglie; il loro sangue versato sia seme di numerose e sante vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie”, ha auspicato.
Il Papa ha ricordato che in questo mese di ottobre la Chiesa ha proclamato altri beati martiri, come nel caso di Franz Jägerstätter, contadino austriaco che sfidò Adolf Hitler, elevato alla gloria degli altari il 26 ottobre nella cattedrale di Linz (Austria).
Il 20 ottobre è stata beatificata nella piazza della cattedrale di Tubarão (Brasile) Albertina Berkenbrock, nata nel 1919 e martirizzata a dodici anni perché aveva voluto preservare la sua purezza e la sua verginità.
Il giorno dopo, sempre in terra brasiliana, sono stati beatificati Manuel Gómez González, sacerdote diocesano spagnolo, e il suo accolito, il giovanissimo laico brasiliano Adílio Daronch, entrambi martirizzati da un gruppo di soldati anticlericali il 21 maggio 1924 vicino a Nonai.
“Il loro esempio sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita”, ha spiegato il Papa.
“Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento. C’è però un ‘martirio’ incruento, che non è meno significativo”, ha aggiunto, ricordando che sabato è stata beatificata nella basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma, la polacca Celina Chludzińska Borzęcka (1833-1913), moglie, madre di quattro figli, vedova, fondatrice della Congregazione delle Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, dedita all’educazione cristiana delle ragazze povere.
“È la testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri”, ha affermato il Papa.
“Questo martirio della vita ordinaria è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo”.
“E’ la pacifica battaglia dell’amore che ogni cristiano deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte”, ha aggiunto.
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giovedì 25 ottobre 2007
Un altro piccolo Chesterton
Vi segnaliamo che è uscito L'ammiraglio alla deriva, esempio di scrittura collettiva, riproposto da Mondadori nella collana dedicata ai Classici del Giallo.
E' un giallo particolare: tredici grandi giallisti, da Agatha Christie a G.K. Chesterton, da Antony Berkeley a Dorothy Sayers a Freeman Wills Crofts, come in una staffetta, hanno costruito la trama del racconto, un capitolo ciascuno. C'è anche mons. Ronald Knox, e tutti gli autori sono membri del Detection Club. Vi daremo altre notizie su questa gang molto simpatica.
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Il giorno è venuto!

Cari amici,
grazie alla segnalazione di Orthodox, un nostro lettore non meglio identificato, vi comunico che la Mondadori ha pubblicato questo libro mai pubblicato in Italia del Nostro Eroe!
Dicevano (e dicono...) gli irredentisti irlandesi: Thiocfaid ar la, che significa Il giorno (della vittoria) verrà!
Sono contento che qualcuno stia ripubblicando Gilbert. Per serietà non posso dirvi altro, ma tra poco avrete delle novità, se tutto andrà per il verso giusto!
Cliccando il nostro titolo si viene rimandati al sito di Thriller Magazine che segnala la pubblicazione con una brevissima recensione. Il volume non è ancora reperibile sui canali internet, ma Orthodox ci dice di averlo visto al supermercato... quindi è vero!
Grazie a Orthodox, annunciatore di un grande ritorno!
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mercoledì 24 ottobre 2007
Culle vuote, aborto ed eutanasia ci negano il futuro.

"Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere quando una vita non merita più di essere vissuta". È il monito che arriva dalla Cei, contenuto nel Messaggio per la 30^ Giornata nazionale per la vita che si celebrerà il 3 febbraio. "Servire la vita - scandiscono i vescovi - significa non metterla a repentaglio sul posto di lavoro e sulla strada e amarla anche quando è scomoda e dolorosa, perché una vita è sempre e comunque degna in quanto tale. Ciò vale anche per chi è gravemente ammalato, per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche".
Da Il Giornale di oggi.
Cliccando il titolo si può leggere l'articolo.
Nella foto il cardinale designato mons. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Non ho parole - 2
Stamattina è veramente un'esperienza eloquente sfogliare su internet il Corriere, che -ripeto- sapevamo più serio. Stavolta non metto il link, non voglio più fare involontariamente pubblicità a questa gente.
Hanno messo su un bell'articolo di cronaca sulla campagna pubblicitaria antidiscriminazione fatta dalla Regione Toscana pubblicando una foto dove si vede un bel bimbetto appena nato in ospedale con al polso una fascetta con su scritto "homosexual".
Credo che sia una cosa ridicola far credere al mondo che si nasca omosessuali, perché non è vero, perché anche la scienza lo nega.
Ha ragione il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, amico e chestertoniano, che giustamente giudica il manifesto raccapricciante: «Strumentalizzare i neonati per far credere che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata — dice — è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico e sociale».
Per la cronaca anni fa avevano messo in giro una ricerca, che più falsa non si poteva, con la quale volevano dimostrare che omosessuali si nasce (e, guardate, c'è tanta gente che lo crede a forza di sentire questi discorsi di scienziati-da-bar di cui è stracolma la televisione, i magazine che non filtrano niente e pubblicano tutto in barba alla deontologia professionale giornalistica...).
L'amico Bruto Maria Bruti, tostissimo medico e psicologo, l'ha smontata pezzo per pezzo in un articolo che trovate cliccando il nostro titolo.
Sempre dell'amico Bruto trovate altre cose interessanti sull'omosessualità sempre nel sito www.alleanzacattolica.org.
Hanno messo su un bell'articolo di cronaca sulla campagna pubblicitaria antidiscriminazione fatta dalla Regione Toscana pubblicando una foto dove si vede un bel bimbetto appena nato in ospedale con al polso una fascetta con su scritto "homosexual".
Credo che sia una cosa ridicola far credere al mondo che si nasca omosessuali, perché non è vero, perché anche la scienza lo nega.
Ha ragione il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, amico e chestertoniano, che giustamente giudica il manifesto raccapricciante: «Strumentalizzare i neonati per far credere che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata — dice — è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico e sociale».
Per la cronaca anni fa avevano messo in giro una ricerca, che più falsa non si poteva, con la quale volevano dimostrare che omosessuali si nasce (e, guardate, c'è tanta gente che lo crede a forza di sentire questi discorsi di scienziati-da-bar di cui è stracolma la televisione, i magazine che non filtrano niente e pubblicano tutto in barba alla deontologia professionale giornalistica...).
L'amico Bruto Maria Bruti, tostissimo medico e psicologo, l'ha smontata pezzo per pezzo in un articolo che trovate cliccando il nostro titolo.
Sempre dell'amico Bruto trovate altre cose interessanti sull'omosessualità sempre nel sito www.alleanzacattolica.org.
Sempre su Padre Pio, dal blog di Tornielli.
Con maggiore pacatezza e rigore giornalistico l'amico Andrea Tornielli dice le stesse cose che ho detto nel post precedente.
Cliccate il nostro titolo e si va al post in questione nel blog di Tornielli.
Sono contento che qualcuno queste cose le dica e non taccia.
Non ho parole.
L'ennesima bufala su Padre Pio.
Cliccando il titolo, si viene rimandati al sito del Corriere, che sapevamo un po' più serio ma che si sta allineando agli stereotipi dell'anticlericalismo di fine '800, in cui si parla della storia ritirata fuori da Sergio Luzzatto secondo il quale le stimmate di San Pio da Pietrelcina sarebbero state provocate con l'acido fenico.
La tesi fu sbugiardata vivente padre Pio, al quale furono "sigillate" le mani con tanto di bolli, sigilli e quant'altro.
Non mi dilungo.
Pur di vendere qualche copia in più si direbbe anche che Cristo è morto di freddo, pur essendo il padrone della legna... ma d'altronde Dan Brown ha fatto scuola a tutti come fare qualche soldo.
venerdì 19 ottobre 2007
Ancora su mons. Ronald Knox


Non ci crederete, cari amici, ma in Italia si pubblica Ronald Knox! Eccovene la prova. Un giallo, Orme sul ponte, pubblicato dall'editore Polillo. Molto interessante.
Cliccando qui troverete la pagina del sito dell'editore con un breve schizzo della trama del libro qui sopra.
Di Knox abbiamo pure trovato questa citazione che segue:
“È molto stupido che la civiltà moderna abbia smesso di credere nel diavolo, quando il diavolo è l’unica spiegazione della civiltà moderna”.
Non era stupido, la buon'anima.
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Ronald Knox
giovedì 18 ottobre 2007
Ancora sul caso Englaro
Cliccando il titolo trovate un giudizio di Eugenia Roccella uscito su Il Giornale di ieri.
La Roccella paventa giustamente un altro caso Terry Schiavo.
Ringrazio il Forum delle Famiglie per il buon servizio di rassegna stampa che fa.
Leggere.
La Roccella paventa giustamente un altro caso Terry Schiavo.
Ringrazio il Forum delle Famiglie per il buon servizio di rassegna stampa che fa.
Leggere.
Non so com'è, ma lui aveva sempre ragione...
"Se c'è qualcosa di peggio dell'odierno indebolirsi dei grandi principi morali è l'odierno irrigidirsi dei piccoli principi morali".
(G. K. Chesterton, Tremendous Trifles)
Dichiarazioni sul caso Englaro.
"E' una sentenza inaccettabile. Non si possono avallare testimonianze orali di pazienti in coma. Bisogna dare le stesse garanzie che il Codice Civile assicura al testamento patrimoniale. Il coma irreversibile è una condizione impossibile da accertare. Si profila un altro caso Terry Schiavo": questa è la dichiarazione di Francesco D'Agostino, docente di Filosofia del diritto ed ex presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, cattolico, a proposito della sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro, che riapre il dibattito sul tema dell'eutanasia e -secondo me- la porta all'eutanasia stessa.
"Noi Vescovi ribadiamo la difesa della vita fino alla sua naturale conclusione, e il riconoscimento dell'idratazione indotta come diritto della persona alla vita e non come accanimento terapeutico" dice mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Metto queste dichiarazioni perché di quelle pro eutanasia sono stracolmi i giornali a caratteri cubitali, e questo fa veramente vomitare.
Invito tutti a riflettere su una circostanza: siamo arrivati al punto che bisogna che un vescovo dica agli italiani che dare acqua e cibo a una persona non è curare, ma nutrire, far vivere, e che acqua e cibo non sono medicine ma nutrimento.
Aveva ragione Chesterton quando in "Eretici" diceva che spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate, o che due più due fa quattro...
"Noi Vescovi ribadiamo la difesa della vita fino alla sua naturale conclusione, e il riconoscimento dell'idratazione indotta come diritto della persona alla vita e non come accanimento terapeutico" dice mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Metto queste dichiarazioni perché di quelle pro eutanasia sono stracolmi i giornali a caratteri cubitali, e questo fa veramente vomitare.
Invito tutti a riflettere su una circostanza: siamo arrivati al punto che bisogna che un vescovo dica agli italiani che dare acqua e cibo a una persona non è curare, ma nutrire, far vivere, e che acqua e cibo non sono medicine ma nutrimento.
Aveva ragione Chesterton quando in "Eretici" diceva che spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate, o che due più due fa quattro...
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