martedì 2 ottobre 2012

lunedì 1 ottobre 2012

I post più visitati dell'ultimo mese.


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14/set/2012, 2 commenti

Andrea Monda ha un suo sito internet...

Andrea Monda è un nostro valentissimo e simpaticissimo amico, oltre che chestertoniano, tolkieniano, lewisiano...

E' autore di bei libri (gli ultimi? Quello sulle diete della moglie e quello su Benedetto XVI) uno dei mentori dell'incontro (che stia diventando annuale? Crediamo di sì) di Roma a La Civiltà Cattolica.

Adesso ha fatto un suo sito internet intitolato RI-PENSANDOCI che vi consigliamo di visitare. Vario, ampio, personale e pubblico. Bello e ancora in progress.

Ecco il collegamento:

La rassegna curata dal nostro amico Andrea Bartelloni

Ecco il collegamento alla rassegna stampa curata dal nostro amico Andrea Bartelloni che ci scrive anche:

"Chesterton non manca mai anche se solamente nominato nel caso della conversione della blogger Usa.
Grazie".

domenica 30 settembre 2012

Papa Benedetto e San Giacomo Apostolo distributisti

Il discorso di Papa Benedetto XVI all'Angelus di oggi 30 settembre 2012 (sottolineato e grassetto nostri):


"Il Vangelo di questa domenica presenta uno di quegli episodi della vita di Cristo che, pur essendo colti, per così dire, en passant, contengono un profondo significato (cfr Mc 9,38-41). Si tratta del fatto che un tale, che non era dei seguaci di Gesù, aveva scacciato dei demoni nel suo nome. L'apostolo Giovanni, giovane e zelante come era, vorrebbe impedirglielo, ma Gesù non lo permette, anzi, prende spunto da quella occasione per insegnare ai suoi discepoli che Dio può operare cose buone e persino prodigiose anche al di fuori della loro cerchia, e che si può collaborare alla causa del Regno di Dio in diversi modi, anche offrendo un semplice bicchiere d'acqua ad un missionario (v. 41). Sant'Agostino scrive a proposito : «Come nella Cattolica – cioè nella Chiesa – si può trovare ciò che non è cattolico, così fuori della Cattolica può esservi qualcosa di cattolico» (Agostino, Sul battesimo contro i donatistiPL 43, VII, 39, 77). Perciò, i membri della Chiesa non devono provare gelosia, ma rallegrarsi se qualcuno esterno alla comunità opera il bene nel nome di Cristo, purché lo faccia con intenzione retta e con rispetto. Anche all'interno della Chiesa stessa, può capitare, a volte, che si faccia fatica a valorizzare e ad apprezzare, in uno spirito di profonda comunione, le cose buone compiute dalle varie realtà ecclesiali. Invece dobbiamo essere tutti e sempre capaci di apprezzarci e stimarci a vicenda, lodando il Signore per l'infinita 'fantasia' con cui opera nella Chiesa e nel mondo.

Nella Liturgia odierna risuona anche l'invettiva dell'apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi (cfr Gc 5,1-6). Al riguardo, Cesario di Arles così afferma in un suo discorso: «La ricchezza non può fare del male a un uomo buono, perché la dona con misericordia, così come non può aiutare un uomo cattivo, finché la conserva avidamente o la spreca nella dissipazione» (Sermoni 35, 4). Le parole dell'apostolo Giacomo, mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli.

Cari amici, per intercessione di Maria Santissima, preghiamo affinché sappiamo gioire per ogni gesto e iniziativa di bene, senza invidie e gelosie, e usare saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni".

sabato 29 settembre 2012

Padre Ian Ker sulla filosofia della meraviglia di GKC

showyou.com/s/kv8r9a

Un aforisma al giorno

"Dal momento in cui gli uomini hanno cominciato a contraddire la Chiesa con il loro giudizio soggettivo, ogni loro opera è stata incredibilmente mal concepita; coloro che hanno rotto con le fondamenta della Chiesa quasi subito si sono staccati dalle proprie fondamenta; coloro che hanno tentato di reggersi in piedi da soli, senza l'Autorità, non ci sono riusciti".


Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere


venerdì 28 settembre 2012

giovedì 27 settembre 2012

Un aforisma al giorno


"Avere il diritto di fare una cosa non è affatto la stessa cosa di essere in diritto di farla".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra

mercoledì 26 settembre 2012

Dal blog di Costanza Miriano

Che c'è di male?

http://costanzamiriano.com/2012/09/25/che-male-ce/#more-5302

Un aforisma al giorno


"In un modo o in un altro, si è concretizzata l’idea straordinaria che chi non crede nei miracoli li considera con distacco e con imparzialità, mentre chi vi crede li accetta soltanto in relazione ad un dogma. Chi crede nei miracoli li accetta (a torto o ragione) perché ne ha delle prove. Chi non crede nei miracoli non li accetta (a torto o ragione) perché ha una dottrina contro di essi. È tanto corretto, imparziale e democratico credere a una vecchia fruttivendola quando rende la testimonianza di un miracolo, quanto credere a una vecchia fruttivendola quando rende testimonianza di un assassinio. È tanto semplice e popolare prestare fede a un contadino sull’esistenza dei fantasmi quanto prestare fede a un contadino sull’esistenza del padrone".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

lunedì 24 settembre 2012

È morto p. Giancarlo Bossi, missionario del Pime, già rapito nelle Filippine - Anche noi pregammo per lui

È morto p. Giancarlo Bossi, missionario del Pime, già rapito nelle Filippine
Aveva 62 anni. Dal 10 giugno al 19 luglio 2007 è stato sequestrato da un gruppo di guerriglieri musulmani fuoriusciti dal Milf. Ha vissuto come missionario nelle Filippine per circa 32 anni. La sua testimonianza davanti ai 300mila giovani a Loreto. Il suo incontro con Benedetto XVI.

Roma (AsiaNews) - P. Giancarlo Bossi, il missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) che nel 2007 era stato rapito a Mindanao, è morto stanotte alle 3 nella clinica Humanitas di Rozzano sul Naviglio (Milano).

Da oltre un anno aveva sviluppato un tumore ai polmoni e la sua salute si era debilitata sempre più.

P. Bossi, chiamato dagli amici col nomignolo di "gigante buono" per la sua statura atletica e corpulenta, era divenuto noto in tutta l'Italia e nel mondo quando è stato rapito da un gruppo di miliziani musulmani nelle Filippine, il 10 giugno del 2007. In tutta Italia e nel mondo si sono diffusi momenti di preghiera, digiuni, interrogazioni ai governi per la sua liberazione. Anche Benedetto XVI ha fatto un appello ai rapitori e ha pregato per lui. Il 19 luglio viene liberato, grazie anche alla collaborazione del governo italiano e di quello filippino.

Tornato in Italia dopo il suo sequestro, ha la possibilità di incontrare Benedetto XVI durante un raduno del pontefice con i giovani italiani a Loreto. Qui egli dà la sua testimonianza sul modo in cui ha vissuto i quasi 40 giorni insieme ai suoi rapitori, dei musulmani fuoriusciti dal Milf (Moro Islamic Liberation Front), che egli ha sempre difeso, dicendo che lo "hanno trattato bene e ho pregato per loro": "Durante i 40 giorni del mio deserto nella foresta - egli dice davanti a 300mila giovani -  mi sono sentito rinnovare. La mia preghiera è diventata più essenziale e forte. La mia disponibilità a Dio più incisiva. Nelle difficoltà con forza si sperimenta la tenerezza di Dio" (cfr 01/09/2007 P. Bossi: Nei giorni del rapimento, la tenerezza di Dio). Ricordando il suo incontro col papa, egli parla della "emozione di un figlio che ritrova il padre".

Nel gennaio 2008 ritorna nelle Filippine e vorrebbe ritornare a Payao (Mindanao), dove era stato rapito, ma i vescovi lo frenano e lui si stabilisce a Paranaque (Metro Manila) per un anno; poi si sposta nella missione di Mindoro Occidentale.

P. Bossi era nato ad Abbiategrasso (Milano), il 19 febbraio 1950. Era entrato nel PIME a Genova nel 1973 come vocazione adulta. Ha emeso il giuramento perpetuo il 3 febbraio 1978 ed è stato ordinato sacerdote il 18 marzo 1978 da mons. Aristide. Pirovano. Destinato alle Filippine, vi ha trascorso - con qualche intermezzo in Italia - circa 32 anni.


venerdì 21 settembre 2012

Oggi esce La mappa de Lo Hobbit del nostro Paolo Gulisano

21 settembre 1937: esce Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien

 

21 settembre 2012: nel 75° anniversario

PAOLO GULISANO

pubblica

 

La mappa de Lo Hobbit

         

Testi di Paolo Gulisano                                        Illustrazioni e mappa di Elena Vanin

 


La mappa de Lo Hobbit


«C'è in te più di quanto tu stesso non sappia»: queste parole di Thorin Scudodiquercia a Bilbo Baggins racchiudono il segreto de Lo Hobbit. Un mondo, quello creato da Tolkien, tutto da scoprire, tra luoghi della fantasia e simboli nascosti. Questo libro offre una mappa per addentrarvisi e una guida per scoprire i significati e i segreti della più bella fiaba del '900, all'origine dell'epica del Signore degli Anelli.

giovedì 20 settembre 2012

Un aforisma al giorno


"Il sistema capitalista, buono o cattivo che sia, giusto o sbagliato, si basa su due idee: che i ricchi saranno sempre abbastanza ricchi per poter assumere, e che i poveri saranno sempre abbastanza poveri per voler essere assunti".

Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Un aforisma al giorno


"Crusoe è un uomo su un piccolo scoglio, con le poche comodità strappate al mare: le pagine migliori del libro sono quelle che descrivono la lista degli oggetti salvati dal naufragio. La poesia più bella è un inventario. Ogni utensile da cucina è idealizzato perché Crusoe avrebbe potuto gettarlo in mare. È un buon esercizio, nelle ore vuote o nei momenti difficili della giornata, osservare qualsiasi cosa, il secchio del carbone o la cassa dei libri, e considerare quanto si possa essere contenti di averli portati dalla nave che affondava fino all’isola deserta. Tuttavia, un esercizio migliore di questo è ricordare come tutte quelle cose si sono salvate per un soffio dall’essere inghiottite mentre la nave affondava. Ogni uomo ha rischiato l’orribile eventualità di una nascita prematura, seguendo così la sorte dei tanti bambini non nati. Quando ero ragazzo sentivo spesso parlare di geni mancati o boicottati, ed era consuetudine dire di tanti che erano un Avrebbe Potuto Essere Un Grande. Secondo me, è un fatto molto più concreto e sorprendente che l’uomo comune, come se ne incontrano tanti, sia un Grande Avrebbe Potuto Non Essere".

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia


lunedì 17 settembre 2012

Venerdì 21 Settembre 2012, Roma, Via Sabiniano n° 30 - Al Cesanese Jazzfest un evento chestertoniano.

Gli amici di LabCom hanno organizzato un bel festival di jazz a Roma.
Venerdì 21 Settembre 2012 dalle ore 18.00 (programma più dettagliato qui sotto) si apriranno gli stand.
Alle ore 20.00 ci saranno Federico Iadicicco, consigliere provinciale e tra gli organizzatori, il nostro Andrea Monda e il nostro presidente Marco Sermarini che parleranno di vino, canzoni e distributismo (continuiamo a battere il ferro, dopo l'incontro con Stratford Caldecott al Chesterton Day 2012 e la trasmissione su Radio Maria).

Inutile dire che aspettiamo tutti gli amici di Roma!

__________________________


Ore 18.00 stand associazioni della “Rete per la Sussidiarietà”
Alcune delle oltre 60 associazioni della Rete: arte, famiglia, ambiente, sociale a servizio della Persona e del Bene Comune.

Ore 20.00 aperitivo letterario/ “L’Osteria Volante: vino, canzoni e distributismo”

Parteciperanno:
Federico Iadicicco (vicepresidente Commissione Cultura Provincia di Roma)
Andrea Monda (giornalista dell'Avvenire)
Marco Sermarini (Società Chestertoniana Italiana)


Ore 21.30 cabaret/ “Teodoro sciò”/ di e con Gianfranco Teodoro

Ore 22.00 concerto/ Armando D'Elia Jazz Band / swing
Tradizione e innovazione tra Europa e America, una rivisitazione originale dei classici del jazz da Thelonius Monk, a Duke Ellington, a Miles Davis, a John Coltrane tra echi di esecuzioni classiche e “intuizioni” contemporanee.

Armando D'Elia - Sax Alto
Emiliano D'Avack - Pianoforte
Emiliano Salvati - Basso
Gianni Savinetti - Chitarra
Luigi Moretti - Batteria

domenica 16 settembre 2012

Roberto Prisco risponde al quesito sul segreto di padre Brown (perché sarebbe un esercizio religiosi).


Risponde Roberto Prisco:

mi sembra che il significato possa intendersi in relazione al principio cristiano secondo cui siamo tutti peccatori e quindi nulla del male, che è presente nel mondo, può essere ritenuto estraneo a ciascuno di noi. Padre Brown anche grazie alla pratica della confessione (dei peccati altrui) conosce le diverse forme del male meglio di noi laici che conosciamo soltanto il male che compiamo con le nostre azioni; i confessori, al contrario, conoscono anche i peccati che confidano loro tante altre persone.

E' per questo che pensare il male gli è possibile in modo più completo. E' per questo che può soltanto essere un prete cattolico a compiere l'esercizio religioso di immedesimarsi interamente nel male senza giungere a volerlo.

Religioso quindi potrebbe voler dire soltanto "esercizio dei contenuti della religione".

Riferimenti si trovano in quanto  GKC racconta nella sua "Autobiografia" a proposito dell'incontro con padre O'Connor che fu uno degli ispiratori del personaggio e nel finale de "La Croce Azzurra".

A margine possiamo anche qui riproporre il problema della traduzione. Infatti nella traduzione che possiedo della raccolta completa dei racconti di Padre Brown (Edizioni Paoline) non è scritto esercizio religioso, ma esercizio spirituale.  Questa traduzione appare incomprensibile ove si confronti con l'originale che suona inequivocabilmentereligious exercise.

A proposito della traduzione aggiunge R.P. (14.9.12):
L'espressione esercizio spirituale  toglie determinazione all'altra traduzione spostando l'attenzione dalla condizione sacerdotale propria di Padre Brown ad uno spiritualismo  indefinito, del quale sappiamo bene (vedi ad esempio La Forma Non Giusta) quanto GKC diffidasse.

Questa risposta la trovate anche qui:

http://www.chesterton.it/gkc/discuss.htm