giovedì 8 febbraio 2024

Flamboyant Gilbert.


Un aforisma al giorno - Ambizione microscopica.

Forse una cosa veramente grande cerca sempre di diventare piccola; e qui si nasconde un mistero di ambizione microscopica. Infatti, anche se il Magnificat magnifica il Signore, è solo dopo che il Signore ha minimizzato se stesso.

Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.




mercoledì 7 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Credulità moderna e medievale.

È una curiosa ironia che [...] un uomo moderno pensi che la gente del Medioevo credesse a tutto ciò che gli veniva detto. In realtà lo pensa solo perché lui stesso crede a tutto ciò che gli viene detto sul Medioevo. È la credulità moderna che ha inventato la credulità medievale.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 18 novembre 1922.



martedì 6 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Vecchie e nuove tirannie, anche della scienza (Chesterton, come sempre avevi visto tutto e noi qui ancora a discutere...).

Così come era il segno della vecchia tirannia estendere la legge, sarà il segno della nuova tirannia creare una legge che possa essere estesa. Almeno in larga misura, quella che veniva chiamata common law utilizzava il linguaggio del senso comune. Cioè, usava parole un po' troppo popolari per essere completamente stravolte dal loro senso ordinario. Rubare non poteva certo significare rubare dieci minuti del tempo di un uomo. L'omicidio difficilmente poteva includere qualsiasi tipo di inconveniente materiale, che chiunque potesse dire di avergli accorciato la vita. Ma se la legge comincia a occuparsi di nuove parole scientifiche, che non corrispondono ancora a nessuna cosa popolare e riconosciuta, non abbiamo alcuna protezione pubblica contro la loro estensione a qualsiasi cosa o persona.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 17 marzo 1923.



lunedì 5 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - A chi tocca l'educazione del bambini.

Ogni tipo di burocrate si è affollato intorno alla casa del povero fino a quando la sua autorità è stata scavata e divorata. I bambini non possono trattare come autorità i genitori che le autorità trattano come schiavi. La conseguenza è che quasi tutta la normale attività di cura dei bambini è passata dal genitore al poliziotto.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 24 marzo 1923.



domenica 4 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Lo scetticismo sulle cose ovvie causa disastri.

Ma non ci sono dubbi solo sulle cose mistiche, e nemmeno solo su quelle morali. Ci sono soprattutto dubbi sulle cose razionali. Non voglio dire che io provi questi dubbi, sia razionali che mistici; ma voglio dire che un numero sufficiente di persone moderne li prova da rendere l'unanimità un'ipotesi assurda....Questo scetticismo sta gettando migliaia di persone in una condizione di dubbio, non sulle cose mistiche ma su quelle ovvie. Presto ci troveremo in un mondo in cui un uomo potrà essere sgridato per aver detto che due più due fa quattro, in cui si leveranno furibonde grida di partito contro chiunque dica che le mucche hanno le corna, in cui si perseguiterà l'eresia di chiamare un triangolo una figura a tre lati, e si impiccherà un uomo per aver fatto impazzire una folla con la notizia che l'erba è verde.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 14 agosto 1926.

sabato 3 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Conoscenza della natura umana, questo sì.

I nostri padri non parlavano di psicologia; parlavano di una conoscenza della natura umana. Ma loro l’avevano e noi no. Sapevano per istinto tutto ciò che noi abbiamo ignorato con l’aiuto dell’informazione. Perché sono proprio i primi fatti della natura umana quelli che ora l’umanità ignora.

Gilbert Keith Chesterton, Sidelights of New London and Newer York.



venerdì 2 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Variazioni personali e impercettibili...

È possibile che una donna che cucina non lo faccia sempre in modo creativo, anche se può cucinare in modo creativo. Può introdurre variazioni personali e impercettibili nella composizione di una zuppa. Un amministratore non viene esortato a introdurre variazioni personali e impercettibili nelle cifre di un libro di contabilità.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



giovedì 1 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Blasfemia, banalità.

La nuova scuola di arte e pensiero si veste senza dubbio di una certa aria di audacia, ed esplode ovunque in blasfemie, come se fosse necessario qualche tipo di coraggio per dire una blasfemia. C’è solo una cosa che richiede un autentico coraggio per pronunciarla, ed è la banalità.

Gilbert Keith Chesterton, G. F. Watts.





mercoledì 31 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Scambia le buste e via!

Penso che il miglior consiglio che darei a un giovane giornalista sarebbe semplicemente questo: scrivere un articolo per lo Sporting Times e un altro per il Church Times e poi spedirli nelle buste sbagliate… il vero problema di quasi tutti i giornali è che sono pieni di cose appropriate a quel giornale.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.





martedì 30 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Ammettono tutte le questioni.

Il nome parla della filosofia e della teologia come se fossero qualcosa di specializzato, arido e accademico, ma la filosofia e la teologia non sono le uniche cose democratiche, sono democratiche al punto da essere volgari, al punto, direi piuttosto, da essere tumultuose. Solo loro ammettono tutte le questioni; solo loro sono aperte a tutti gli attacchi.

Gilbert Keith Chesterton, G. F. Watts.



lunedì 29 gennaio 2024

Hilaire Belloc, Le due culture - Sopravvivenze e sopravvenienze. Recensione di Marco Sermarini.

Hilaire Belloc, Le due culture - Sopravvivenze e sopravvenienze (titolo originale: Survivals and New Arrivals), OAKS Editrice, Sesto San Giovanni 2023; pp. 232. Traduzione di Frida Ballini. Prefazione di Martino Cervo. € 20,00.

Lo abbiamo segnalato qualche mese fa. Oggi lo riprendiamo.

Di Belloc questa casa editrice ha pubblicato in tempi recenti, oltre il testo che presento, anche Napoleone - Condottiero e politico europeo, La Rivoluzione Francese, Storia d'Inghilterra (voll. 1 e 2), e di Chesterton la Piccola storia d'Inghilterra (a cura del nostro Paolo Gulisano).

Il libro di oggi è del 1929 e si chiama Survivals and New Arrivals, titolo originale cui si è voluto sostituire o meglio aggiungere il nuovo titolo Le due culture che "libera dalle asperità dell'originale e un po' contabilizzante Sopravvivenze e sopravvenienze", dice il prefatore Martino Cervo, vicedirettore del quotidiano La Verità. L'editore si avvale della prima traduzione di Frida Ballini, che verté in italiano tra gli altri L'Uomo che fu Giovedì e L'Uomo Comune. Essa è del 1947, e io non ho nulla in contrario, l'italiano di ottanta anni fa mi piace, e ripeto anche qui che è la conferma - se ce ne fosse ancora bisogno - che i nostri cari eroi Chesterton e Belloc avevano un ampio seguito e la loro cattedra anche qui in Italia: per questo vi invito a cercare sempre su questo blog le tracce del Chesterbelloc su La Ronda, Il Frontespizio, le brevi note sui carteggi che coinvolsero Bargellini, De Luca, Minelli, Ferruzzi, Papini, Giuliotti, la pubblicazione a puntate di The Path to Rome su L'Illustrazione Vaticana a cura di don Giuseppe De Luca, le lettere di Belloc a Cecchi giacenti presso il Gabinetto Vieusseux (qui un estratto, per invogliarvi) e tanto altro ancora, il tutto da annoverare nell'ideale capitolo dei rapporti tra Chesterton, Belloc e l'Italia. Non metto collegamenti perché sarebbero davvero tanti e quindi vi invito a cercare questi riferimenti tramite il motore di ricerca interno del blog.

La tesi del libro è esposta nell'Introduzione o capitolo primo, ove Belloc afferma che "taluni spiriti indagatori hanno notato come ormai da diciannove secoli una sola istituzione sia stata fatta segno ad attacchi, non da parte di un unico principio opposto, ma bensì di argomentazioni le più discordi. Ogni suo aspetto è stato di volta in volta condannato per cause contrastanti anche tra loro ed essa si trovò a dover subire il disprezzo, l'odio e la apparenza della sconfitta da parte di nemici tanto diversi fra loro quanto li poteva produrre la disparità delle ragioni. Codesta istituzione è la Chiesa cattolica". Spiega Martino Cervo nella sua prefazione che "si tratta in effetti di una specie di Sillabo laico, che ebbe la ventura di uscire nell'anno della Grande crisi, e che ha la pretesa di elencare da un punto di vista baldanzosamente dogmatico la natura e i caratteri degli attacchi culturali, antropologici e filosofici portati dal mondo alla Chiesa cattolica". 

Belloc oggi ha la sorte di vedersi nominato se ed in quanto si nomina Chesterton, seppure - dice sempre Cervo - "l'autonomia intellettuale dell'autore di questo lungo pamphlet si staglia per quantità e qualità purtroppo largamente trascurate nel nostro Paese";  in realtà negli ultimi anni ha avuto anche lui la ventura di un piccolo risveglio, grazie alle riedizioni di OAKS, di Fede e Cultura, Cavinato e Morcelliana, oltre che la tiratura di lungo corso de Lo stato servile da parte dell'editore maceratese Liberilibri (uscito la prima volta nei primi anni Novanta e purtroppo ultimamente accantonato e non più ristampato). Dico sempre che comunque il primo ad essere pubblicato degli "ospiti" di Emilio Cecchi su La Ronda fu proprio Belloc con l'articolo La buona donna (The Good Woman).

Sottolinea il prefatore come "con grave ma comune parallasse si è portati a pensare che lo sguardo cristiano, specie se militante e rivendicato, sia un orientamento limitante la percezione del reale. Belloc ribalta fin dall'introduzione questo pregiudizio", ed infatti l'autore anglofrancese afferma - con la sua prosa chiarissima, dall'incedere marziale e sicuro (non per niente Mario Praz lo definì "il maresciallo di Napoleone"), assertiva ma dall'"eleganza curvilinea", tanto "implacabile" quanto quella di Chesterton, dotata di "icastica sintesi" (Cervo) - che "la struttura di tutte le società dipende dalla loro filosofia". E giustamente si dice che i rischi di un'esperienza religiosa che si consideri subordinata ad una costruzione sociale liberale sono quelli di vedere trattata la fede cristiana "come una setta fra le tante altre, e noi abbiamo la tendenza ad accettare questa posizione".

In effetti l'idea di Belloc, esposta sul piano economico e sociale ne Lo stato servile, è qui riassumibile nel concetto per cui le istituzioni e le leggi, i riferimenti diffusi della politica estera ed interna degli stati liberali occidentali appaiono costitutivamente contrarii all'idea di uomo e di società della Chiesa cattolica. In altre parole, come dice San Giovanni nel Prologo del suo Vangelo, la Luce venne nel mondo ma il mondo non la riconobbe, e l'illusione da cui vuole distoglierci Belloc è quella di credere che il mondo in qualche modo possa aprire con leggerezza e con favore le porte al cattolicesimo.

Lo sforzo di Belloc è di cogliere la posizione della Chiesa oggi (cento anni fa, in realtà, ma si coglie tuttora l'attualità di quest'idea) e "giudicare quali tra le forze che le si oppongono stanno oggi indebolendosi, quali oggi sono nel loro pieno rigoglio e quali nuovi antagonismi appaiono oggi, non ancora vigorosi ma in via di sviluppo". Questo perché "è di massima attualità e di grande importanza per tutta la civiltà nostra", in quanto "la filosofia di ogni società si concretizza in ciò che è praticamente una religione sia di una specie che dell'altra. La sorgente ultima della vita sociale è l'atteggiamento dello spirito, così come al centro di ogni cultura stanno un credo e un codice morale formulati, ovvero accettati a priori", e non "le circostanze economiche a decidere il destino delle società": ecco che Belloc asserisce con chiarezza e forza che "il capitalismo industriale non si sviluppò da sé, ma sorse al contrario come lento prodotto di una religione falsa", cioè la Riforma "e più esattamente dell'influenza di Calvino" di cui lo definisce figlio. Belloc è certo che "se la Riforma non fosse avvenuta, oggi questo particolare sistema non ci darebbe tante noie", perché "è radicato nella religione così che un mutamento di ordine religioso lo ucciderebbe e con lui ucciderebbe quel suo servo parassita che è il socialismo". 

Questa chiarezza e questo atteggiamento guascone ci mancano, oggi, al massimo sento qualche grido strozzato ed un po' isterico nel silenzio assenso verso il mondo, ma mai tanta virilità cattolica.

Colpisce il metodo di Belloc, più di ogni altra cosa: è ciò che lo rende ancora leggibile con frutto, ossia con la possibilità di trarne insegnamento e giovamento. È così vero che anche Cervo coglie, nell'elenco delle sopravvivenze, ossia dei vecchi temi d'attacco contro la Chiesa, delle rassomiglianze con l'oggi, in ispecie nell'"uso... della «scienza» (e della téchne, più in generale) come clava sulla dimensione spirituale" arrivando giustamente a proporre "un fugace paragone con la gestione politica del Covid e con la cosiddetta transizione ecologica", per ravvicinarci all'oggi. Belloc infatti afferma che "si può prevedere che ci verranno presentati come fatti dogmatici masse sempre maggiori di ipotesi, e che allorché una ipotesi verrà dimostrata erronea in luogo di ammettere l'errore si costruirà un'altra ipotesi che dissimuli la frattura e cosi via, sinché una intera struttura di ipotesi immaginarie costruite ad infinitum su ipotesi precedenti eleverà il suo velario di nebbia inteso a nascondere la realtà".

Inseriti nelle sopravvivenze ma ritrovati ancora oggi, questi temi "bellici" contro la Chiesa ci suggeriscono che possono essere vinti, proprio perché già visti, già sentiti, già passati al vaglio del cuore e del pensiero acutissimi dello scrittore anglofrancese.

Dunque il libro va letto, vale la pena di essere letto, proprio in forza di questo metodo per cui si arriva a dare un giudizio sulla realtà nella sua interezza a partire dall'idea cattolica del mondo, cosa sempre più vaga, sempre meno frequente, sempre più fuori moda.

Una lettura densa che darà slancio, coraggio e desiderio di farsi guidare dallo sguardo lucido di chi segue la fede cattolica.

Marco Sermarini






domenica 28 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Una carriera importante.

Come può essere una carriera importante insegnare ai bambini la regola del tre e una carriera senza valore insegnare ai nostri figli l’universo?

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



sabato 27 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Una debolezza del carattere.

L’orgoglio è una debolezza del carattere; finisce con le risate, finisce con la meraviglia, finisce con ciò che è cavalleresco, finisce con l’energia.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



venerdì 26 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Obbedienza, tuono di parola...

Obbedienza. La parola più emozionante del mondo; spesso tuono di parola. Perché gli sciocchi immaginano che l’anima sia libera solo quando è discrepante dall’ordine comune? Anche la folla che si alza per bruciare e distruggere deve tutta la sua grandezza e il suo terrore, e una certa autorità, non alla sua ira, ma al suo accordo. Perché il mero disaccordo dovrebbe farci sentire liberi?

Gilbert Keith Chesterton, La sorpresa.



giovedì 25 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Democrazia e uomo comune.

La democrazia non è filantropia. Non è nemmeno altruismo, né riforma sociale. La democrazia non si basa sulla compassione nei confronti dell’uomo comune. La democrazia si basa sulla reverenza per l’uomo comune, o se si preferisce anche sul timore per l’uomo comune. Non protegge l’uomo perché questo è miserabile, ma perché è sublime. Non obietta tanto al fatto che l’uomo comune sia schiavo quanto al fatto che non sia re, perché il suo sogno è sempre il sogno della prima Repubblica romana, quello di una nazione di re.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



mercoledì 24 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - La democrazia fa appello a chi è sfiduciato.

Non si ripeterà mai abbastanza che ogni vera democrazia è un tentativo (come quello di una gioviale padrona di casa) di incoraggiare i timidi e farli entrare in una conversazione. Per ogni proposito pratico di uno stato politico, per ogni proposito pratico di una merenda che si distingua, chi si umilia dev’essere lodato. In un tè elegante, è ugualmente ovvio che chi si esalta dev’essere umiliato, se possibile, senza violenza fisica. La gente parla di democrazia definendola grossolana e turbolenta, il che costituisce un evidente errore nella storia. È l’aristocrazia ad essere sempre stata grossolana e turbolenta, perché implica un appello a chi confida in se stesso. La democrazia fa appello a chi è sfiduciato. La democrazia significa indurre a votare chi non avrà mai la “caratura” per governare, e in base all’etica cristiana proprio quelli che devono governare sono coloro che non hanno la “caratura” per farlo.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.



martedì 23 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - La democrazia è vera o falsa?

Quando qualcuno dice che la democrazia è falsa perché la maggior parte della gente è stupida, il filosofo può scegliere varie vie. La più ovvia è stringergli con precisione e senza indugio la punta del naso.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 1905.



lunedì 22 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Gargolle salvifiche.

La cosa che ho visto pendere nei suoi occhi mentre penzolava da quel ponte era la gioia della vita, non la volontà. Quello che lei ha imparato standosene seduto su quel dannato gargoille era che il mondo, in fin dei conti, è un luogo meraviglioso in cui vivere: io lo so, perché l'ho capito nello stesso momento. Ho visto le nubi grigie diventare rosa, e il piccolo orologio dorato nella fessura tra le case. Erano queste le cose che lei odiava lasciare andandosene via da questo mondo, non la Vita, qualunque cosa essa sia. Eames, siamo stati insieme sull'orlo della morte; non riesce ad ammettere che ho ragione?

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo



domenica 21 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Essere buoni.

L'essere buoni è una impresa molto più rischiosa del giro del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.