mercoledì 30 marzo 2016

Distributismo chiaro

Lindau e la Collana Chestertoniana

http://www.lindau.it/Collane/Chestertoniana

Qui sopra trovate il collegamento alla pagina della neonata Collana Chestertoniana di Lindau.

Intanto partono le riedizioni di Ortodossia e di Eretici, con le prefazioni rispettivamente di Gianni Gennari e Roberto Giovanni Timossi.

Sulla strada di Ignatius Press (la prestigiosa editrice americana fondata da padre Joseph Fessio che sta pubblicando l'opera omnia del nostro Gigante e che rimane il maggior punto di riferimento mondiale per chi vuole accedere ad edizioni pubblicate del Nostro - per la cronaca Ignatius si avvale della collaborazione di nostri grandi amici come Aidan Mackey e Dale Ahlquist), a quanto pare. 

Lindau prosegue anzi va ancora più profondamente nella direzione intrapreso alcuni anni fa, quando ha iniziato a pubblicare Chesterton; attualmente è la casa editrice italiana con il maggior numero di titoli di GKC in catalogo.



Un aforisma al giorno

Quelle che chiamiamo cose insignificanti sono in realtà minuscole appendici di racconti innumerevoli; un'esistenza ordinaria e incolore è pressappoco la mescolanza disordinata di diecimila romanzi gialli.


Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago e altre serissime storie

Un aforisma al giorno

Per un uomo, vivere in una famiglia è una buona cosa nello stesso senso in cui è una cosa buona e piena di incanti rimanere bloccato in una strada dalla neve. Tutte queste situazioni lo costringono a rendersi conto che la vita non è qualcosa che viene dall'esterno, ma qualcosa che viene dall'interno. Soprattutto, ribadiscono il fatto che la vita, se è davvero stimolante e colma di fascino, è qualcosa che, per sua natura, esiste nostro malgrado.


Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Un aforisma al giorno

L'eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa. Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel mucchio della sapienza di tutto il mondo.


Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune

martedì 29 marzo 2016

Un aforisma al giorno - G. K. Chesterton ancora sulla Risurrezione

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
One fact which sticks out like a spike is that Christianity did definitely declare its religious founder had risen materially from the dead.




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lunedì 28 marzo 2016

Un aforisma al giorno - G. K. Chesterton sulla Risurrezione

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
The Resurrection was not merely the spirit triumphing over the body; it was the body triumphing over the tomb.


domenica 27 marzo 2016

Un aforisma al giorno - Buona Pasqua da Chesterton e da noi!

GK Chesterton (@GKChestertonian)
"The Church had learnt, not at the end but at the beginning of her centuries, that the funeral of God is always a premature burial." #GKC




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sabato 26 marzo 2016

Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"I am a very fair sample of the ordinary savage whom all missionaries set out in their great ships to convert." - #Chesterton




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venerdì 25 marzo 2016

Un aforisma al giorno

È impossibile sostenere un vero dibattito senza delle digressioni.

Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

mercoledì 23 marzo 2016

L'uso delle frasi di Chesterton

Ogni giorno ci imbattiamo in articoli e scritti che utilizzano a proposito ed a sproposito citazioni del nostro Chesterton.

Sono davvero tanti quelli che lo fanno, ed è interessante perché spesso l'aforisma aiuta a "materializzare" il pensiero dell'autore. Altre volte più che l'aforisma ciò che si sfrutta è la contestualizzazione: si usa un personaggio o una situazione tratta da una delle opere di GKC per chiarire meglio il proprio pensiero.

Indubbiamente questo dà da pensare alla ricchezza che il Nostro trasmette, anzi all'opportunità che egli è di penetrare più profondamente la realtà ed il pensiero.

Qui sotto ci sono due esempi, presi a caso tra i più recenti, di come due argomenti piuttosto distanti da quelli ordinari di Chesterton trovano una luce diversa (o anche un colore più vivace) grazie all'utilizzo di Chesterton.

Si potrebbero fare mille esempi in proposito.

http://www.lavocedinewyork.com/news/politica/2016/02/24/servizi-segreti-gli-usa-spiavano-silvio-berlusconi/

http://www.cityrumors.it/sport-abruzzo/altri-sport-abruzzo/208615-proger-chieti-ritorno-essie-b-hollis-la-leggenda-del-santo-tiratore.html


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martedì 22 marzo 2016

Nella Settimana Santa quale poesia se non L'Asino...?

Rod Dreher si interessa alla Scuola Chesterton ed ai Monaci di Norcia...

Qualche settimana fa il giornalista e blogger americano Rod Dreher è andato a trovare i nostri amici della Scuola Libera G. K. Chesterton a San Benedetto del Tronto. Rod è l'inventore della cosiddetta Opzione Benedetto (Benedict Option), cioè dell'idea che il cristianesimo debba risorgere dalla stessa dedizione a Dio che ebbe San Benedetto da Norcia.

Rod ritiene che la nostra piccola scuola ed i Monaci di Norcia siano la personificazione di quella pagina (l'ultima, esattamente) del libro di Alasdair McIntyre Dopo la virtù: «Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. E se la tradizione delle virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell'ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Questa volta, però, i barbari non aspettano al di là delle frontiere: ci hanno governato per parecchio tempo. Ed è la nostra consapevolezza di questo fatto a costituire parte delle nostre difficoltà. Stiamo aspettando: non Godot, ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso». 

Allora si è acceso in una serie di interventi sul suo seguitissimo blog (dal milione di visite in su, per capirci) in cui parla della comunità che ha originato la scuola, dei monaci, dei Tipi Loschi e dei Chestertoniani e di tante altre cose.

Volevamo darvene atto perché qualcosa si muove e dà speranza. È una cosa piccola, ma la Speranza è grande. Rod ha parole molto belle sui nostri amici (chestertoniani e monaci), segnalarvele è un modo per darvi una spinta in quella stessa direzione.

Ricordate che Chesterton negli ultimi dieci - dodici anni della sua vita sostenne con le idee, gli scritti e il suo lavoro (e pure i suoi soldi) il distributismo, la vita distributista, le comunità distributiste. C'è un filo rosso bello grosso tra questa gente e Chesterton, e tra Chesterton e la dottrina sociale della Chiesa. Teniamolo presente, non occorre andare a scavare nell'orto degli altri: il nostro è già ricchissimo, è la grande Tradizione della Chiesa che non è seconda a nessuno.

Qui sotto alcuni degli articoli che riguardano la Scuola:




E qui sotto quelli sui monaci:




(Quello nella foto non è Rod, è Ciccio, uno dei Tipi Loschi / Chestertoniani…)

sabato 19 marzo 2016

venerdì 18 marzo 2016

Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"The universe itself was sold to us very cheap; in fact, between ourselves, we got it for nothing." - #Chesterton


giovedì 17 marzo 2016

Le sorprese di Gilbert ad una nostra socia...

Caro Avvocato, ci risentiamo dopo l'incontro al Family Day!

Volevo raccontarLe questo: oggi ho ripreso inglese ed ero preoccupata perché ho alcuni impegni e mi chiedevo se fosse il caso di ricominciare oggi con le lezioni. Tuttavia il mio interesse ad imparare questa lingua è ultimamente intenso… ed aggiungo incredibilmente rispetto al mio consueto... si vede che qualche neurone impazzito spera di incontrare qualche nipote di Queen Elizabeth.

Così sono andata alla scuola inglese e l'insegnante mi consegna una borsetta ed un libro nuovo di zecca, un mattoncino di pagine. Lo apro titubante e… sbarro gli occhi entusiasta... la giovane prof mi guarda con sguardo interrogativo e mi chiede: Che c'e'? E indicando l'apice della pagina le rispondo: E' il mio autore preferito! Chesterton!

Ecco: glielo racconto perché Lei, Chestertoniano sanguigno appassionato, mi può capire! Talvolta, forse incomprensibilmente, il cuore ci porta da una parte, ci si chiede perché e se la direzione é quella giusta e a me partono mille sensi di colpa e domande da femmina in preda ad una crisi paranoide: ma faccio bene o no? La realtà incredibilmente oggi (forse sempre, ma quando imparerò ad essere atleta oculare?) ha risposto: ho ricevuto questo abbraccio di incoraggiamento da Zio Gilbert e mi creda sono stupita e ringrazio Dio!

Un caro saluto a Lei ed a Sua moglie!


Lucia


Distributist Is Not Dead, di Dorothy Day - Dalla Distributist Review

Distributism Is Not Dead di Dorothy Day


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martedì 15 marzo 2016

La difesa dell’Araldica - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Ogni bottega era, al pari di ogni maniero, caratterizzata non da un nome, ma da un'insegna"

zzzzgkc150316Nella prefazione alla sua prima raccolta di saggi, dal titolo: "The Defendant" (tradotta in italiano con: "Il bello del brutto"), Gilbert Keith Chesterton esplicava in modo chiaro il piano dell'opera: "M'è parso dunque ingiusto che l'umanità si accanisse senza requie a chiamare cattive quelle cose che sono state tanto buone da farne apparire migliori altre, e si ostinasse a buttar continuamente giù la scala che è stata usata per salire". Lo scrittore londinese desiderava così difendere tutto ciò di cui la modernità voleva disfarsi, esattamente come quella scala che ci aveva permesso di salire ad un piano superiore e tuttavia era ora disprezzata e trascurata.

Chesterton difendeva così tutto ciò che era considerato antiquato, brutto e biasimevole, perorando così in favore delle pastorelle di porcellana, dei cosiddetti voti avventati, della farsa, dei romanzi d'appendice, del patriottismo, dell'araldica. Proprio di quest'ultima ne esaltava i simboli, i colori, la vitalità e quel rimando al Medioevo cui era molto legato come artista e disegnatore, ancor prima che come scrittore. Egli era consapevole della perdita della ricchezza della analogia entis, di tutto ciò che rimandava per analogia allo splendore del Creatore: "Ho capito che il progresso non poteva essere solamente un costante parricidio; ho pertanto frugato in mezzo ai mucchi di spazzatura dell'umanità e in ognuno ho trovato un tesoro…Mi sono persuaso che il compito precipuo dell'uomo, per quanto umile, sia la difesa". 

Con il suo caratteristico umorismo paradossale, preoccupato di suscitare meraviglia per la bellezza e la bontà del creato, Chesterton intendeva indicare la strada per il riconoscimento della realtà e della verità, così come volute da Dio: "Ecco la vera caduta di Adamo, una caduta spirituale…l'uomo non serba memoria del suo ambiente e, nel senso più pregnante e letterale del termine, si dimentica di se stesso". L'araldica era per lui un costante richiamo in tante sue opere, se pensiamo all'insegna dell'osteria volante "La vecchia nave"o ai vividi colori di Notting Hill del valoroso Adam Wayne. In quelle vecchie insegne fuori dalle locande, in quei gloriosi simboli egli riconosceva quella tradizione, quell'umanità che lo facevano sentire a casa: "Le locande sono ormai quasi le uniche botteghe che conservano le antiche insegne e la misteriosa attrazione che esse esercitano…ci sono taverne con nomi così fantastici ed incantevoli". 

Che cosa contestava Chesterton alla modernità e perché volle difendere ad oltranza quelle tradizioni? Egli spiegava così il grande errore: "Quando fu suonata la grande tromba dell'uguaglianza, venne quasi subito commesso uno degli sbagli più marchiani della storia del genere umano. Tutta quell'alterigia e quello splendore, i simboli eccelsi e le insegne rutilanti, si sarebbero dovute estendere all'umanità intera. Il tabaccaio avrebbe dovuto avere un cimiero ed il commerciante di formaggi un grido di guerra…un droghiere dovrebbe avere uno stemma degno della sua bizzarra mercanzia; un postino dovrebbe avere un blasone in grado di raffigurare l'onore e la responsabilità, il farmacista dovrebbe avere uno scudo gentilizio che simboleggi gli arcani della guarigione". 

Ecco perché contestava e temeva l'omologazione e la standardizzazione verso il basso, provocata soprattutto dall'industrialismo, dal grande magazzino, dal grande capitale. La difesa dell'araldica, così come tutta l'apologia del "bello del brutto" aveva un ruolo fondamentale per la difesa della libertà, della dignità della persona, dei diritti di Dio. L'araldica rivelava tutto il suo potenziale di umanità, di bellezza, di verità, facendosi specchio variopinto e nobile del Creatore. Ecco perché bisognava difenderla, ecco perché non bisognava dimenticare il passato.

lunedì 14 marzo 2016

Un aforisma al giorno

La battuta ovvia è l'unica battuta che funziona.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo