martedì 5 gennaio 2016
sabato 2 gennaio 2016
L’isolamento dell’anima - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Il grande effetto della Riforma fu l'isolamento dell'anima. Questo fu il suo frutto, e di qui procedettero tutte le sue conseguenze".
Il "Chesterbelloc" non si fermava ad una mera seppur amara constatazione ma denunciava le apparenti tranquillità e gli ipotetici vantaggi conseguiti dall'isolamento dell'anima, che erano appunto gli "sviluppi" di trecento anni di allargamento delle scienze della natura (contro la progressiva erosione della metafisica classica), la corruzione del principio d'autorità (contro la Chiesa Cattolica Romana all'inizio e, a cascata, contro la famiglia e l'ordine tradizionale), l'aumento generale del benessere (inteso come ricchezza individuale ma la perdita progressiva della dignità della persona), il dilagare dello scetticismo come radicale negazione dell'essere (da qui il crollo del supporto della ragione alla fede e l'inevitabile deriva del relativismo) e soprattutto, secondo le parole di Belloc: "L'universalizzarsi progressivo di una nota: quella della disperazione". Ciò era dovuto all'isolamento dell'anima prodotto dalla Riforma: la perdita della Fede, del sostegno della Chiesa Cattolica Romana e quindi, sempre secondo le loro affermazioni: "La perdita di un sostegno collettivo, di un sano equilibrio assicurato dall'esperienza comune, da una pubblica certezza". L'isolamento dell'anima costituiva quindi la vera definizione dell'infelicità, della disperazione del mondo moderno. La perdita della Fede equivaleva alla perdita della Chiesa e dell'Europa stessa.
Quella forza malvagia che aveva prodotto questa scissione (tra Fede e Chiesa, tra ragione e fede, tra autorità e presunta libertà) era l'effetto di una esplosione e, secondo il monito del "Chesterbelloc", avremmo ancora dovuto udirne la terribile conflagrazione oltre a vederne i miserabili e nefasti fatti. La forza che teneva unita l'Europa e la Fede, l'uomo con Dio, l'umanità e la Chiesa, si era trasformata in un'altra che le aveva separate violentemente, facendo scorgere agli inizi un apparente beneficio, una serie di progressi materiali. L'anima così prodotta e quindi isolata era stata costretta però al vagabondaggio, all'illusione o alla suggestione di averne tratto qualche vantaggio: "Questo singolare e sorprendente risultato del lungo divorzio tra la mente sottrattasi al Cattolicesimo e la ragione ha una ripercussione profonda sul mondo moderno e la grande battaglia che dovrà essere ingaggiata tra il caos e l'ordine si scatenerà ampiamente su questa forma di suggestione". Questo fu il frutto acerbo e il grande effetto della Riforma e le terribili e devastanti conseguenze: non soltanto quelle evidentemente dannose che misero in pericolo tutte le nostre tradizioni e la nostra felicità, ma anche quelle apparentemente vantaggiose, specie di ordine materiale.
Il processo di protestantizzazione scaturito da allora, aveva posto a Chesterton e Belloc una stupefacente constatazione, che valeva per l'Inghilterra dei loro tempi ma che potrebbe significarne l'attualità dei nostri giorni: "L'Inghilterra non perdette la Fede nel 1550-1620 perché allora era protestante: piuttosto essa è ora protestante perché allora perdette la Fede".
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“The Best Books I Read in 2015” | Dale Ahlquist ha scoperto Guareschi...
I was on a Richard III kick. In addition to re-reading Shakespeare's play, which is fascinating and utterly false, I read Paul Murray Kendall's biography of this truly tragic (and Catholic) king of England, and the novel Daughter of Time, by Josephine Tey, which is rightly considered one of the greatest mysteries ever written, but full of facts!
Then I went on a Sheila Kaye-Smith kick. A contemporary of Chesterton, and, like GKC, a convert and famous in her own day but forgotten in ours. I read her autobiography, Three Ways Home, and two of her novels, The End of the House of Alard (better than Downton Abbey and covering the same subject!) and Superstition Corner.
Confessions of an Economic Hit Man, by John Perkins, explains why a lot of developing nations around the world are, to put it mildly, not too happy with America. Sobering.
For something more inspiring and edifying, I read The Spiritual Writings of Flannery O'Connor. Unlike many of my friends, I've never been keen on her fiction, but this book is exquisite.
During a visit to Italy this summer I discovered the Don Camillo stories by Giovanni Guareschi—delightful stories about a small village in Italy following World War II and the ongoing battle of wits and wills between the Communist mayor and the parish priest. The priest is inspired somewhat by Chesterton's Father Brown, but they are not to be confused! My favorite book of the year.
Now, I also read some books that were actually published in 2015, though one of them may not count, since I published it: The Woman Who Was Chesterton, by Nancy Carpentier Brown. The first biography ever written about Frances Chesterton, GKC's wife, who has remained in his large shadow far too long.
Chesterton and the Jews by Ann Farmer is thorough scholarly treatment of this thorny issue. It is longer than most biographies of GKC, and it fully and calmly addresses the onerous criticisms against a good man, who loved everyone, including the Jews. I am reminded that GKC once wrote: "Brave men do not resent an accusation, they refute it."
Another great book about GKC came out late in the year: G.K. Chesterton - A Reappraisal, by Denis Conlon, one of the world's great Chesterton scholars. Drawing on years of research, he brings out wonderful new material by and about GKC. A perfect complement to the Frances Chesterton biography.
Of course, I also read a lot of pure Chesterton because, as it turns out, I'm still on a Chesterton kick. I read mostly from his Daily News and New Witnessessays, in which I ran across this line: "Liberty is never an easy thing. The man or the nation who seeks liberty under the impression that it is an easy thing, has always sunk, and always deserved to sink, back into slavery, which is the very home of ease."
Dale Ahlquist is president of the American Chesterton Society and publisher of Gilbert Magazine.
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venerdì 1 gennaio 2016
Flavio Insinna ha appena citato Chesterton
Bello ed istruttivo.
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Radio Chesterton su Radio 24...
http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/un-libro-tira-altro?refresh_ce=1Cari Amici,
segnaliamo che nella puntata del programma UN LIBRO TIRA L'ALTRO, in onda Domenica 3 Gennaio 2016 su Radio 24 – Il Sole 24 ore, Salvatore Carrubba recensirà il libro:
"Radio Chesterton" di Gilbert Keith Chesterton
Stay tuned!
UN LIBRO TIRA L'ALTRO ANDRA' IN ONDA ALLE 6.30 E ALLE 22.30.
Qui sotto la pagina internet della trasmissione:
giovedì 31 dicembre 2015
G.K. Chesterton: l'obbiettivo di un Nuovo Anno è...
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
The object of a New Year is that we should have a new soul and a new nose; new feet, a new backbone, new ears, and new eyes. | |
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Dale Ahlquist e La “tregua unilaterale” con il mondo
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Buon Anno Distributista
Nell'augurarvi buon anno, un anno che ci trovi tutti impegnati a lavorare per l'Unico Vero Re e cioè Nostro Signore Gesù Cristo, vi invito a leggere qualcosa dalla Distributist Review. Il Distributismo è la strada.
Un grande abbraccio a tutti!
Marco Sermarini
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mercoledì 30 dicembre 2015
Chesterton nell'Enciclopedia Treccani
Breve ma sincera.
http://www.treccani.it/enciclopedia/gilbert-keith-chesterton/
Un aforisma al giorno (caratteri cubitali)
Gli essere umani sono felici fin tanto che mantengono la loro capacità di ricezione, e la capacità di reagire agli stimoli esterni con la sorpresa, o la gratitudine.
Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie
Un aforisma al giorno
Sono convinto che quando gli uomini sono felici, cantano; non soltanto accompagnati da un pianoforte ma anche quando hanno in mano un aratro o perlomeno negli intervalli tra un'aratura e l'altra; al lavoro e nei viaggi all'estero.
Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù
martedì 29 dicembre 2015
Un aforisma al giorno
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
In freeing ourselves from Christianity, we have only freed ourselves from freedom. | |
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sabato 26 dicembre 2015
Alla sepoltura di Riccardo IIII hanno cantato l'inno di Chesterton O God of Earth and Altar
![]() | Soc Chestertoniana (@Sochest) |
Alla cerimonia di sepoltura di Riccardo III hanno cantato l'inno composto da #Chesterton O God of Earth and Altar twitter.com/amchestertonso… | |
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mercoledì 23 dicembre 2015
Cominciamo con gli auguri di Buon Natale, cari amici...
giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una luce
(stanco e disfatto è il mondo, ma qui tutto
proprio tutto va bene).
Sul seno di Maria
giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una stella
(sono astiosi e astuti tutti i re
ma qui sinceri i cuori).
Sul cuore di Maria
giaceva il Bimbo
ed era la sua chioma come il fuoco
(stanco è il mondo,
ma del mondo è questo il desiderio).
Stava Cristo ai ginocchi di Maria
la sua chioma pareva una corona.
E tutti i fiori a lui guardavan su
tutte le stelle giù.
Gilbert Keith Chesterton, Natale 1900
Vi giriamo con piacere questa segnalazione
AUDIO Incontro con Chesterton, un uomo vivo dialogo e letture a due voci sui racconti e romanzi di Chesterton con i professori Luigi Gaudio e Giancorrado Peluso, inaugurazione della Mostra "Un libro sotto l'albero", sabato 19 dicembre 2015 a Cesano Boscone, Aula San Michele della parrocchia San Giovanni Battista, disponibili anche le slide in power point e il testo della lezione
VIDEO Incontro con Chesterton, un uomo vivo dialogo e letture a due voci sui racconti e romanzi di Chesterton con i professori Luigi Gaudio e Giancorrado Peluso, inaugurazione della Mostra "Un libro sotto l'albero", sabato 19 dicembre 2015 a Cesano Boscone, Aula San Michele della parrocchia San Giovanni Battista, disponibili anche le slide in power point e il testo della lezione
martedì 22 dicembre 2015
lunedì 21 dicembre 2015
Un'altra estemporanea ed entusiastica recensione di Radio Chesterton...
mi sono imbattuta per caso nella lettura del libro "Radio Chesterton" di Gilbert Keith Chesterton. La premessa è - ahimè - che non sono un'appassionata lettrice e tantomeno un'estimatrice di questo scrittore, anche se ho potuto apprezzare qualche suo aforisma davvero geniale... Quello che mi ha invogliato a leggere questo libro è che è stato tradotto da Annalisa Teggi... traduttrice doc! Beh, che dirvi? Mi ha davvero entusiasmato, tant'è che ora consiglio a tutti di leggerlo... a cominciare dai miei figli!
Anna Rossi, Venezia
Su www.pumpstreet.it





