martedì 10 luglio 2012

Ancora Caldecott sull'educazione


Sochest
The question of purpose in education 
http://beauty-in-education.blogspot.co.uk/2012/06/search-for-wisdom-in-education.html

Stratford Caldecott sull'educazione distributista

http://distributistreview.com/mag/2012/07/a-distributist-education/

Stratford Caldecott riprende i temi sviluppati a Grottammare (AP) durante il X Chesterton Day in questo articolo tratto dalla Distributist Review.

Tutti parlano del divorzio Holmes - Cruise ma nessuno dice il perché



Inviato da iPhone

Gianfranco Amato sul registro delle unioni civili a Varese

Vi presentiamo questo articolo di Gianfranco Amato sulla vicenda del registro delle unioni civili che si voterà a Varese giovedì: http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30485

Speriamo bene.

Il blog dell'Indice dei Libri del Mese: Un Chesterton come Dio comanda



L'Indice dei libri recensisce (ottimamente) "Una gioia antica e nuova"

http://lindiceonline.blogspot.it/2012/07/un-chesterton-come-dio-comanda.html?m=1


Maria Grazia Gotti

“Dodici” (un libro) più nove (figli) fa una famiglia benedettina e una compagnia libera | da Tempi.it (segnalato da Maria Grazia Gotti)

Non si può non leggerlo... ci sono dentro tutti o quasi tutti i temi dell'ultimo Chesterton Day!

....e se fosse già stato messo on line, pazienza, io non lo ricordo :-)

http://www.tempi.it/dodici-un-libro-pi-nove-figli-fa-una-famiglia-benedettina-e-una-compagnia-libera#axzz1zUdClmIt


Maria Grazia Gotti

La tv dei cristiani oppressi ora piace pure in Iran - Fausto Biloslavo su Il Giornale di oggi 10 Luglio 2012

Una bella storia che ci viene resa nota da un bravo giornalista come Fausto Biloslavo (uno che fa sul serio il giornalista, e i pallettoni volanti da guerra di cui parla spesso nei suoi articoli sono quelli che ha visto fischiare sopra la sua testa e non da un hotel):

http://www.ilgiornale.it/esteri/la_tv_cristiani_oppressiora_piace_pure_iran/iran-tv_cristiani/10-07-2012/articolo-id=596245-page=0-comments=1


Boom per il network che parla alla minoranza religiosa perseguitata in Medio Oriente. Sat-7 trasmette in 22 paesi islamici, con picchi da 10 milioni


Una televisione cristiana per il Medio Oriente e il Nord Africa, che tenga viva una minoranza sempre sotto tiro e attragga pure telespettatori musulmani. È questa la «missione » di Sat-7, una rete satellitare fondata nel 1995, che da un paio d'anni si è rivitalizzata con 7 milioni di telespettatori abituali.

Il quartier generale si trova a Nicosia, sull'isola di Cipro e nel corso del tempo il network si è allargato a cinque canali che trasmettono in 22 paesi musulmani. Il più importante è Sat-7 Arabic, che ha avuto punte di audience di 10 milioni. Il canale dedicato ai bambini, che fra Medio Oriente e Nord Africa sono 100 milioni, sta riscuotendo un grande successo. Sat-7 trasmette anche in farsi, la lingua parlata dagliiraniani. Nella patria degli ayatollah la minoranza cristiana è stimata oltre le 200mila persone.

Il resto dell'articolo lo trovate nel collegamento in alto.

lunedì 9 luglio 2012

Dal prof. Carlo Bellieni

 Una moda diffusa quanto dannosa

I test di paternità violano il sacrosanto diritto del figlio alla privacy

di Carlo Bellieni   9 Luglio 2012

 

Tra le mode di oggi – si dice che vendano anche i kit su internet e ne leggiamo sempre più sui giornali– c'è quella delle analisi genetiche di paternità. Reale diritto? Chissà! Dubitiamo che lo sia, non perché possa dar fastidio ai padri - se la donna che ha avuto più rapporti volesse col test capire di chi è davvero i figlio-; e non perché possa dar fastidio alle madri -che possono essere smentite dal marito cui la donna attribuiva la paternità-. Quello che davvero ci preoccupa ma che sembra non preoccupare nessuno, è che questo va contro il sacrosanto diritto del figlio alla privacy. Perché il test lo fanno a lui. Invece su tanti giornali la cosa passa come se il test si facesse a una patata, per decidere chi è il padrone.

E passa con una facilità tale da farlo diventare di moda, come recita i proverbio inglese: "Per chi ha un martello, ogni cosa è un chiodo". In fondo, viviamo in un mondo tecnologico, in cui sembra proprio che tutto quello che si può fare tecnicamente sia lecito. Così almeno passa tra la gente. E se obietti qualcosa dicono che "sei contro la scienza" o "contro la libertà dell'individuo". Poco gli importa che proprio la scienza, con la dichiarazione di Helsinki abbia messo dei paletti agli scienziati, che tutti gli scienziati accettano… Ma evidentemente per i massmedia e per certi politici, i paletti vanno messi solo quando fa piacere a loro, soprattutto non vanno messi alle ricerche alla moda.

Già, la moda: tante precauzioni per la privacy degli adulti, ma poi quando si parla dei bambini ci si comporta come se fossero un ortaggio appena comprato al supermarket. Già, perché nessuno lo domanda, ai bambini, se loro davvero vogliono che il loro DNA sia analizzato. Pensate se domani scopriste che vostra sorella o vostro marito vi ha analizzato il DNA… e con i bambini succede; senza che loro diano alcun consenso.

Strano mondo, quello in cui i diritti dei bambini sono ancorati ad un livello di serie B.

E non capiamo tutto il parlare dei mirabolanti risultati di questi test di paternità che dalle pagine patinate dei giornali ci annunciano che il 10% dei figli è di un padre diverso dal marito; quasi a giustificare involontariamente il tradimento maschile o femminile ("cosa volete… così fan tutti" si dirà), e senza considerare che verosimilmente questi sono i risultati dei laboratori dove evidentemente si rivolge chi ha già un serio dubbio di paternità. Semmai quello che sembra strano è che il tasso di figli illegittimi tra chi già ha dei seri dubbi sia solo del 10%, il che vuol dire che il 90% dei padri che hanno seri motivi di dubitare delle mogli si sbaglia.

Strano mondo quello in cui non ci si fida più di nessuno.

E in questo modo zoppo di considerare i bambini e di considerare il rapporto di coppia, i bambini stanno a guardare. Non sono lì con gli occhi sbarrati di chi segue un racconto spaventoso, ma ancor più spaventati voltano la testa dall'altra parte, e ascoltano. Ascoltano la TV dire che loro forse sono figli del vicino di casa, che la loro mamma è ad alta probabilità di aver buggerato il babbo, che il babbo – fosse anche il loro – li ha accettati solo perché erano proprio e solo come lui li voleva. Ascoltano, i bambini, e immagazzinano tutte queste cose facendo finta di giocare, o forse giocando per non sentire (ma ci riescono?). E mentre giocano ormai da soli (la stragrande maggioranza non ha fratelli e vede li amici solo alle feste, mai nelle strade o nelle piazze), ci guardano sempre con maggior diffidenza, senza speranza: in fondo quella attuale è la prima generazione di ragazzini che non critica quella precedente per le idee –"vecchi Matusa!" si diceva nel '68- ma perché li lascia senza soldi… (PS: è la generazione dei figli di quelli che nel '68 giravano con l'eskimo: complimenti per la rivoluzione!)

Ci guardano con diffidenza grazie anche alle notizie fuorvianti che gli lasciamo arrivare come fossero acqua fresca e grazie al nostro costume di trattare i bambini come prodotti (di cui il test di paternità a tappeto è solo un esempio). Se domani ci prenderanno a calci, potremo dire che la colpa non è nostra?

sabato 7 luglio 2012

Ecco come ci vede Stratford Caldecott

http://theeconomyproject.blogspot.co.uk/2012/07/italian-chesterton-society.html?m=1

Last week I was privileged to be among the speakers at an informal conference organized in the hot Italian sunshine by theItalian Chesterton Society, whose blog is an important point of reference on matters connected with GKC. Some photos of the event can be found on the blog post for 5 July. In the course of a week of events celebrating the brief but luminous life of Blessed Pier Giorgio Frassati, one day was set aside to discuss the philosophy and way of life known as DISTRIBUTISM – which seems to be alive and well in Italy. The country as a whole is blessed with relatively strong regional identities, strong families, and rich natural resources – and is the home of the Slow Food Movement. Of course, it, is affected as the rest of us by the economic crisis in Europe, but one feels that if anyone can find their way through the crisis to a new and saner way of life, it is the Italians. While there we heard about the Monti di Pieta (Montes Pietatis), credit unions and confraternities that flourished there in the past until swept away by modernity. The Italian Chesterton Society is playing its part in trying to revive such initiatives, by founding cooperatives to put Catholic social teaching into practice – and even a school, similar to the Chesterton Academy in the US.

Gianfranco Amato chestertonianissimo - una storia americana paradossale sul divorzio (con citazione chestertoniana)

http://www.corrispondenzaromana.it/le-vittime-dei-divorzi/

venerdì 6 luglio 2012

Genitori espropriati se la figlia abortisce - Gianfranco Amato su Avvenire


A proposito di distributismo: qualcuno si muove. John Mèdaille a Bergamo


Riceviamo e volentieri portiamo a conoscenza dei nostri amici e simpatizzanti.

Giustizia Monetaria ed il Comitato Lombardo per la Proprietà Popolare della Moneta organizzano 
mercoledì 11 Luglio alle ore 20,30 
presso la Biblioteca Comunale Caversazzi, 
via T.Tasso 4, Bergamo 
un incontro pubblico dal titolo
Il Distributismo: 
un modello di società alternativo 
a capitalismo e social-comunismo
Relatore sarà il Prof. John Mèdaille, docente presso l’Università di Dallas, Texas, Stati Uniti, e manager di grandi corporation e piccole aziende per oltre 30 anni.
Nel corso dell’incontro il Prof . Mèdaille presenterà il suo nuovo libro “Toward a Truly Free Market: A Distributist Perspective on the Role of Government, Taxes, Health Care, Deficits, and More “ (“Verso un mercato davvero libero: una prospettiva distributista sul ruolo del governo, delle tasse, del sistema sanitario, del debito pubblico ed altro”, Ed. Culture of Enteprice, 2011, ed illustrerà i principi fondamentali del Distributismo, un modello economico-sociale e politico elaborato negli anni ’30 del secolo scorso da Chesterton e Belloc, due esponenti di rilievo della cultura inglese, e poi evolutosi nel corso del tempo in aderenza ai cambiamenti della società.
In sintesi, il Distributismo propone un modello di società alternativo a capitalismo e socialismo, rifiutando la separazione tra lavoro e proprietà dei mezzi di produzione sostenuta dal capitalismo e l’ugualitarismo massificante e lo statalismo propugnati dal socialismo. 
Il Distributismo promuove quindi la centralità della proprietà privata e l’unione tra lavoro e possesso dei mezzi di produzione ed incentiva la massima diffusione e distribuzione della proprietà secondo i meriti e le capacità di ciascuno. 
E’ profondamente contrario alla finanziarizzazione dell’economia, mettendo il lavoro e non la speculazione finanziaria al centro del sistema produttivo. 
E’ per un denaro che nasca di proprietà dei cittadini e della comunità, direttamente od attraverso lo Stato, e non venga invece  emesso dall’oligarchia finanziaria, come debito  verso Stati e cittadini, come succede oggi. 
E’ per un mercato che sia davvero libero dai monopoli delle grandi concentrazioni industriali-finanziarie e che consenta il massimo sviluppo dell’iniziativa individuale e sociale.
Il Distributismo si ispira ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa ma non è in alcun modo un sistema confessionale e si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dal loro colore politico o religioso.
Riteniamo pertanto che, nel desolante panorama dello scenario politico attuale, privo di proposte serie e consistenti, il Distributismo possa dare un contributo significativo per risolvere i tanti e gravi problemi che assillano la vita del cittadino medio - a cominciare dalle tasse esose, dalla perenne instabilità economica, dal debito pubblico e dalla cronica perdita di potere d’acquisto dei salari -superando le sterili contrapposizioni ideologiche tra destra e sinistra e proponendo soluzioni concrete che intercettino i bisogni fondamentali dei cittadini: poter guardare al lavoro come ad un mezzo di realizzazione individuale e sociale, non essere più schiavi del denaro ma utilizzare il denaro per far fruttare le proprie potenzialità personali, avere tempo libero da dedicare ai propri interessi culturali ed ai rapporti familiari ed amicali. 
Non si tratta di un’utopia ma di rimettere il senso comune e la retta ragione al centro dell’azione politica.
Per ulteriori informazioni circa altre iniziative locali contattare: giustiziamonetaria@gmail.com e giustiziamonetaria.blogspot.com.

giovedì 5 luglio 2012

Le proposte estive delle Edizioni Lindau





--
"Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro" (Gilbert Keith Chesterton)

A Gerusalemme storica rettifica su Pio XII: si è speso per salvare gli ebrei | Tempi.it

http://www.tempi.it/a-gerusalemme-storica-rettifica-su-pio-xii-si-e-speso-per-salvare-gli-ebrei#axzz1zRYIaPEb

Mons. Negri lucidissimo ed in forma smagliante - San Marino apre alle coppie gay, Negri: «Gravissima disattesa di un valore non negoziabile» | Tempi.it

http://www.tempi.it/san-marino-apre-alle-coppie-gay-negri-gravissima-disattesa-di-un-valore-non-negoziabile#axzz1zRYIaPEb

Altre foto del X Chesterton Day

Grazie ad Angelo Bottone.







Il bosone e quel 96 per cento di materia che manca per saper tutto di Dio - Ubaldo Casotto da Il Foglio


Studiare serve a scoprire quanto siamo ignoranti. Per questo non bisogna smettere mai. La scoperta, che poi non di scoperta si tratta ma di conferma sperimentale, del fino a ieri inafferrabile bosone di Higgs ne è l'ennesima conferma. E non sarà l'ultima. I titoli dei giornali, giustamente euforici, parlano di "particella di Dio". Higgs, che ne teorizzò l'esistenza, non sopporta che la chiamino così, preferisce definirla "fiocco di neve". L'attribuzione teologica è responsabilità del premio Nobel Leo Lederman che chiamandola "particella di Dio" sperava di convincere le autorità politiche statunitensi a non revocare i finanziamenti per l'acceleratore del Fermilab di Chicago.
Ora il "fiocco di neve" è stato catturato – dire visto sarebbe dire troppo – perché (in questo è vero, si comporta un po' come Dio, ma non è una sua esclusiva, tutta la realtà è "segno") ha lasciato tracce di sé in due esperimenti che gli davano la caccia con tecnologie diverse: la sua energia si esprime tra 125 e 126 GeV (miliardi di elettronvolt). Il bosone che Higgs "vide" nel 1964 (allora sì che si trattò di visione) era il tassello mancante al cosiddetto Modello standard, la teoria che spiega l'architettura di base della natura, sarebbe lui il fornitore di massa a tutte le altre particelle subatomiche della materia.
Ora, gli scienziati, almeno quelli seri, non sono mai apodittici e anche in questo caso parlano di valori che garantiscono "l'altissima probabilità" della presenza del fatidico bosone, e, soprattutto, dicono che il suo ritrovamento non chiude nessuna partita, anzi "ha aperto una nuova fisica". E con umiltà spiegano che non tutto è andato come previsto, che la scienza, scusate il bisticcio, non è una scienza esatta, che le caratteristiche del bosone sono diverse da come la teoria l'aveva immaginato (avete letto giusto, gli scienziati, i fisici almeno, usano l'immaginazione), ma "proprio le nuove anomalie intraviste nel bosone di Higgs – ha detto Rolf Heuer, direttore generale del Cern – potrebbero costituire l'anello di congiunzione con la realtà che ancora ignoriamo".
Nella storia della scienza c'è sempre un anello mancante. La realtà di cui ancora siamo ignoranti – va detto per completezza di informazione di fronte al successo giustamente rivendicato da Heuer ("Abbiamo raggiunto una tappa fondamentale nella conoscenza della natura") – è quel 96 per cento di materia ed energia oscura che costituisce l'universo che oggi ci è noto e di cui non conosciamo le caratteristiche. La materia su cui siamo edotti è il 4 per cento.
Dunque è vero, studiare serve a capire quanto siamo ignoranti e che la conoscenza indispensabile al vivere non sia rintracciabile in nessuna parte o particella, perché riguarda il tutto. L'uomo religioso non ha nulla da temere da alcuna scoperta scientifica, guarda con stupore nel cannocchiale di Galileo come nello schermo dell'ecografia, e si addentra volentieri nel sottosuolo del Large Hadron Collider di Ginevra come hanno fatto nel gennaio scorso alcuni cardinali italiani. Il matematico Francesco Severi spiegava che quanto più si addentrava nella ricerca scientifica, tanto più gli era evidente che tutto ciò che scopriva, man mano che procedeva, era "in funzione di un assoluto che si oppone come barriera elastica (…) al suo superamento con i mezzi conoscitivi. C'è un oltre cui ogni scoperta rimanda. La verifica sperimentale della validità del Modello standard delle particelle elementari è anche la conferma della presenza nel mondo di una simmetria e forse addirittura di una supersimmetria, quindi di un ordine armonico che è la condizione prima per poter parlare dell'esistenza di un'intelligenza che crea e governa il tutto.
"Chi non ammette l'insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato" non è una massima del cardinale Camillo Ruini, ma di Albert Einstein. Ed è una verità semplice, per così dire democratica, attingibile anche a chi scienziato non è, ma di una certa "scienza", di un sapere certo, cioè di un senso, ha assoluta necessità per vivere.
Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio, disse di non aver visto Dio lassù. Più umilmente, e più realisticamente, l'anonimo estensore del salmo 138 descrisse così l'esperienza possibile all'uomo di ogni tempo: "Se salgo in cielo, là tu sei; / se scendo negli inferi, eccoti. (…) Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio! Se volessi contarli, sono più della sabbia". Ci son più cose in cielo e in terra di quante ne veda l'acceleratore del Cern.
di Ubaldo Casotto