giovedì 5 aprile 2012

Papa Benedetto gigante, oggi Giovedì Santo 2012

Oggi Papa Benedetto XVI ha dimostrato ancora una volta di essere un gigante.

Andate tutti a leggere sul sito del Vaticano le omelie pronunciate oggi.

Grazie.

Papa Benedetto XVI lucidissimo durante la Messa Crismale - da non perdere

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/29030.php?index=29030&lang=it

Auguri di Buona Pasqua... plurimi!

Gloria Garafulich Grabois, nostra cara amica e segretaria del G. K. Chesterton Institute for Faith and Culture, ci ha inviato gli auguri di Buona Pasqua che vedete, ma li facciamo nostri perché si tratta di due bellissime cose.

La prima è la poesia The Convert, scritta da Chesterton in occasione della sua conversione al cattolicesimo nel 1922 (quest'anno in Giugno ne ricorrono i novanta anni): è quella che termina dicendo: "... il mio nome è Lazzaro e io sono vivo".

La seconda è un articolo comparso nel 1936 sul G. K.'s Weekly e riguarda la Resurrezione di Nostro Signore.

Buona lettura e Buona Pasqua a tutti!



Un aforisma al giorno

"Per un uomo, vivere in una famiglia è una buona cosa nello stesso senso in cui è una cosa buona e piena di incanti rimanere bloccato in una strada dalla neve. Tutte queste situazioni lo costringono a rendersi conto che la vita non è qualcosa che viene dall’esterno, ma qualcosa che viene dall’interno. Soprattutto, ribadiscono il fatto che la vita, se è davvero stimolante e colma di fascino, è qualcosa che, per sua natura, esiste nostro malgrado".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici

mercoledì 4 aprile 2012

Un aforisma al giorno

"Lo sport è poesia senza parole".
G.K. Chesterton in What I Saw in America

Costanza Miriano con lo zelo della venditrice di aspirapolvere ma per miglior causa

costanza miriano (@costanzamiriano)
03/04/12 10:18
La subdola allegria della fiction: wp.me/p1kVBO-X1 via @costanzamiriano

martedì 3 aprile 2012

Un aforisma al giorno

"Sherlock Holmes sarebbe stato un investigatore migliore se fosse stato un poeta; ancor di più se fosse stato un innamorato".

Gilbert Keith Chesterton, Come si scrive un giallo

Un aforisma al giorno

"L'esteta si propone l’armonia, piuttosto che la bellezza. Se i capelli non coincidono con il tramonto viola contro il quale egli è in piedi, si tinge i capelli in fretta di un'altra tonalità di viola. Se la moglie non va con la carta da parati, si ottiene un divorzio".
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 25.12.1909 

Cristiada, il film sulle persecuzioni cristiane in Messico non ha ancora un distributore europeo

http://www.tempi.it/cristiada-il-film-sulle-persecuzioni-cristiane-messico-non-ha-ancora-un-distributore-europeo

Sue, mamma-nonna pentita. «Sono malata, chi penserà a mia figlia?» (da Tempi)

http://www.tempi.it/sue-mamma-nonna-pentita-sono-malata-chi-penser-mia-figlia

Renzo Puccetti - Ellaone, cinque giorni dopo può trattarsi di aborto

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-cinque-giorni-dopopu-trattarsi-di-un-aborto-4980.htm

lunedì 2 aprile 2012

Rassegna stampa tristissima


31 Marzo 2012 - CorrieredellaSera
Bambini? no grazie 541 KB

01 Aprile 2012 - Avvenire
Ellaone
Pillole di non verit 222 KB

31 Marzo 2012 - Stampa
Ellaone
In farmacia tra le polemiche 137 KB

31 Marzo 2012 - Avvenire
Ellaone
Da lunedi in farmacia 478 KB

01 Aprile 2012 - Avvenire
Fecondazione Artificiale
Impianto in tilt, strage di embrioni 515 KB

01 Aprile 2012 - Messaggero
Fecondazione Artificiale
Sottozero anche per dieci anni 149 KB

02 Aprile 2012 - Messaggero
Fecondazione Artificiale
L'allarme dato due giorni dopo 245 KB

Tempi - Tremende bazzeccole (di Annalisa Teggi): I 94 embrioni "andati persi" sono mammiferi come noi (chi osa ricordarlo?)

Grazie, Annalisa.

L'Uomo Vivo

Da Tempi

Cosa direbbe Chesterton dell'incidente capitato all'ospedale San Filippo Neri di Roma? Ci ricorderebbe con uno dei suoi paradossi che quella era vita e che la vita è qualcosa di ben diverso "dall’accademia delle mode e dei capricci" cui ci vuole abituare la moderna mentalità. Annalisa Teggi torna su un episodio di cronaca (poco) commentato.

02 Aprile 2012

La cronaca è la narrazione dei fatti. È capace di mettere esattamente le carte sul tavolo, ma non è detto che sia sempre chiaro e univoco quel che c'è da vedere.
Mi ha colpito, ad esempio, il tono prevalente con cui ci è stata presentata la vicenda dell'ospedale San Filippo Neri di Roma: il 27 marzo per un errore tecnico nell'impianto di congelamento sono "andati persi" 94 embrioni nel centro di procreazione medicalmente assistita. Un tono misurato e tecnico, questioni mediche e legali. Ho sentito, invece, toni molto più drammatici e forti nel raccontare la protesta di chi, a una settimana dal giorno di Pasqua, ci ricorda quanto è disumano macellare gli agnelli.


Questo stridore, che forse solo io ho avvertito, non mi pare una nota isolata. L'umano che emerge dalle righe della cronaca è uno strano calderone. Si passa con soluzione di continuità dalla notizia sulla commercializzazione della pillola dei "cinque giorni dopo" alla notizia sulla crescita del senso di colpa tra i genitori, che pare ultimamente vadano molto in depressione per timore di aver dato un nome sbagliato ai propri figli. E dall'esame comparato di questi dati emerge lo spessore del nostro alto grado di civiltà: o schiacciamo la vita o ci mettiamo a idolatrarla. In nessun caso c'inchiniamo di fronte ad essa.



Poi c'è il dibattito sul matrimonio che riemerge con prepotenza, su chi ne ha diritto e chi no. E gli illuminati eterosessuali, che da tempo sono quella razza evoluta che ha santificato il divorzio, tendono le braccia agli omosessuali per farli loro compagni di strada verso quel regno del libero amore, dove ogni relazione è lecita ed è altrettanto lecito liberarsi di ogni relazione a proprio gusto.



In mezzo a questo polverone si fa fatica a vederci chiaro, l'unica chiarezza è che tutti ronzano ossessivamente attorno ai propri desideri e questo ronzare ha tutto l'aspetto di una dittatura silenziosa. Allo scrittore canadese Michael O'Brien è passata per la testa l'idea che Erode sia ancora tra di noi. Ma se c'è, ha messo da parte il bagliore delle spade.



Scrive il signor Michael O'Brien: «Una strana società, la nostra. Leggi assolutamente bizzarre e leggi profondamente scellerate vengono attualmente discusse in molti circoli, come se fossero opinioni ragionevoli. Tutta questa retorica fa sì che l'uomo moderno cerchi dappertutto e affannosamente delle soluzioni per questioni umane basilari, cioè le cerca ovunque tranne che nell'unico posto dove la vera risposta può essere trovata. Si affida a facili rimedi per evitare il sacrosanto privilegio della vita, che al Signore sembrò perfetto rivestire della carne, e per evitare tutte le responsabilità che derivano da ciò. L'uomo è arrivato a credere, consciamente o meno, che la salute, la fertilità, la generosità siano problemi che occorre limitare, cambiare o controllare ad ogni costo. Questa impostazione mentale, sia a livello personale sia come pensiero dominante del paese, è la ricetta di un disastro» (da L'attesa).



Ma c'è ancora un branco di sconclusionati che in mezzo al polverone deve - e dovrebbe proprio - alzare la voce in nome di quel mammifero che è l'uomo. E l'unico che può difendere la santità dell'uomo in quanto mammifero è il cristiano.

«Il posto in cui una madre è considerata qualcosa di più di un mammifero è anche il posto in cui è considerata davvero un mammifero. In un posto simile le persone sono ancora animali sani, sani abbastanza da prenderti a pugni se li chiami animali». Questa definizione di famiglia è un altro degli altri sacrosanti paradossi con cui il signor Chesterton è capace di riportare il discorso umano alle sue fondamenta.


E nessuno più di lui fu netto e chiaro nell'intuire che il vero bersaglio di tutta l'esuberante macchina del progresso moderno sarebbe stata la famiglia. Quella basata sul sacramento del matrimonio, quella fondata su un uomo e una donna che si impegnano di fronte a Dio rispondendo alla domanda: «Siete disposti ad accogliere con amore i figli che Dio vorrà donarvi?». Non è una domanda semplice come sembrerebbe. Perché non si parla affatto di un patto equilibrato tra i progetti di Dio e i desideri dell'uomo. È un po' più brutale la questione: sei disposto ad accogliere la vita se te ne farò dono?



Chi, tra le molte possibilità di legame affettivo che oggi esistono, sceglie ancora il vincolo del sacramento apra bene occhi e orecchi. Non è un patto alla pari e non ci sono margini di accordo. Il termine che spetta all'uomo riguarda la sua disponibilità ad accogliere, la Vita è affare di Dio.



Il punto di forza di questo vincolo è che, nella vertigine di questa insicurezza, c'è un'umiliazione benedetta. Quella, appunto, per cui l'umiltà ha a che fare con lo stare a tu per tu con la terra. E il fronte della battaglia che oggi si combatte è sulle cose terrene, infatti «si può notare che i pedanti sono contrari alle cose terrene quanto se non più che a quelle celesti. Non sono le cose sovrannaturali a disgustarli, ma quelle naturali. E chi di noi ha assistito alla distruzione, da parte di speculatori avventati, delle comuni regole e relazioni umane, quasi fossero abusi illeciti o questioni contingenti, comprenderà perché gli uomini hanno sempre cercato il divino per riuscire a conservare qualcosa di umano; comprenderà perché il buonsenso, respinto da quel lussuoso manicomio che è l’accademia delle mode e dei capricci, ha da sempre cercato rifugio nella sapienza di un sacramento» (G. K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

Dignity Watch denuncia il finanziamento della UE ad associazioni abortiste

http://www.zenit.org/article-30158?l=italian

Don Gabriele Mangiarotti su I Nuovi Unni

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=29723

venerdì 30 marzo 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo - 40 Days for Life

Riceviamo da almeno due fonti queste due richieste molto simili e molto vicine al nostro spirito chestertoniano:

"Venite a sostenere "40 giorni per la Vita" nella pacifica veglia e di preghiera contro l'aborto! I pro-choice (i favorevoli all'aborto, ndr) terranno una manifestazione avversaria nello stesso momento. Quindi ti ci aspettiamo che sarai una testimonianza della santità della vita umana dal momento del concepimento. (...)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI. sull'evento vedere:

http://www.40daysforlife.com/blog/~~V

Ecco alcune linee guida per l'evento:
1 - Non impegnarsi in alcun modo con le persone che sono sul posto per protestare contro la nostra presenza - in una conversazione o in qualsiasi altro modo.
2 - Il nostro obiettivo è di avere una veglia silenziosa. Sei portare una candela e, se necessario, qualcosa a inginocchiarsi (ad esempio un cuscino)
3 - Non filmare o utilizzare alcun fotografia durante l'evento se non diversamente specificato di farlo.
4 - Si prega di rispettare tutti i termini della dichiarazione di pace e di firmare per l'evento. (http://40daysforlife.com/london/- in documenti).
5 - Si prega di non portare i propri striscioni.

Molte grazie!
Robert Colquhoun"

I responsabili del sito Catholic Chesterton Society ci dicono, sempre sullo stesso argomento:

"Cari amici,

come speriamo saprete, il Vescovo Alan Hopes di Westminster pregherà fuori della clinica abortista in 26-27 Bedford Square, London, 3HP WC1B, Venerdì 30 marzo dalle 19 alle 20.30. Sembra che ci sia una abbastanza grande contro manifestazione prevista nello stesso momento, vi preghiamo pertanto di partecipare per sostenere il Vescovo e "40 Giorni per la Vita". La veglia pacifica di preghiera è prevista come silenziosa, quindi per favore dite di pregare GK Chesterton in modo particolare per la conversione del personale della clinica abortista, la conversione di coloro che partecipano alla manifestazione pro-aborto  e per la conversione delle mamme che verranno in questo luogo di morte in futuro. Perché pregare GKC per le conversioni? No, non solo perché egli stesso era un convertito. Dale Ahlquist, chestertoniano ben noto (è il presidente della Società Chestertoniana Americana ed è nostro caro amico, ndr), ha una lista di oltre 200 persone che accreditano che GKC  ha avuto un ruolo fondamentale per la loro conversione! Se non riuscite a partecipare, vi chiediamo di dire la preghiera tra le 19 e le 20.30 comunque".

E ci chiedono di dire la preghiera a Chesterton che trovate in questo sito ed anche nel nostro.

Estendiamo a tutti, anche se lo abbiamo saputo solo ora, questo invito. Lo faremo anche tramite Facebook e tramite Twitter.

Maria Grazia Gotti, Padre Brown e le scoperte ispaniche

Sarà perchè L'innocenza di Padre Brown è stato il mio primo casuale (!!)  incontro con Chesterton, ma mi incuriosisce sempre molto scoprire l'effetto che i racconti di Padre Brown fanno a chi se li ritrova tra le mani la prima volta!

Nel mio scandagliare il web di lingua castigliana, mi sono imbattuta in questo post intitolato "El padre Brown", che racconta, con un approccio piuttosto originale, la sua prima lettura de "L'Innocenza di Padre Brown".

L'autore si chiama Eduardo Zeind Palafox e si definisce "Un humilde escritor. Redactor Publicitario"; scrive l'interessante blog "Don Palafox" su filosofia, letteratura, poesia e comunicazione. Se non ho capito male è messicano (o almeno, in Messico lavora). 

Ho provato a tradurre il post (e spero di non aver preso granchi)!

Erano molte centinaia di ore che non leggevo un autore che non mi provocava sbadigli. Quasi sempre gli autori si limitano a moltiplicare le loro idee. Questo fine settimana, in quattro stabilimenti di distribuzione di caffè, ho letto dodici storie. Vale a dire che ho letto tre storie in ogni posto.

Ho diviso la mia lettura in spazi, non in tempi, perché leggere le avventure di Padre Brown implica uno sforzo mentale e temporale incredibile e insopportabile nell'immobilità. Chesterton, con la sua perspicacia, ci trasporta alle fonti della nostra conoscenza: ci fa sentire innocenti. Padre Brown, come Publio Virgilio Marone, ci accompagna in giro per gli intricati circoli dell'inferno dell'incertezza.

Aristotele, Platone e Epitteto hanno detto quasi in coro che la filosofia è nata dalla meraviglia, ovvero, dalle ombre. Per emergere dalle ombre o dall'"Apeiron" (dalla "forma sbagliata" direbbe Brown), Anassimandro impugnò il fuoco. Per spingersi a uscire dai dubbi, Anassimene si lasciò guidare dal vento. E per avanzare nelle sue ricerche Talete di Mileto si imbarcò nell'acqua. Puri miti di funambolo..

Invece, Padre Brown, sempre in un ruolo secondario e appellandosi a tutti gli elementi, risolveva i suoi problemi lanciando domande insuperabili. E di fronte a una cosa insuperabile, non rimane altro che il girarci attorno, l'astuzia. Brown, come nel paradosso di Wittgenstein, sempre ha desiderato perdere, sbagliare, scoprire che il criminale che stava per scoprire era innocente.

Smoking neri e verdi, teschi pieni d'oro, diamanti senza un proprietario, aristocratici che passano per camerieri e borghesi che passano per membri del Nobile Ordine della Giarrettiera (fondato da Edoardo III, nel lontano XIV), lune di neve di limone, Monasteri in Occidente, industriali dello zucchero ortodossi e mille paradossi, costituiscono l'ordito della trama che Chesterton trascrisse dalle sue letture per la nostra ludica lucidità.

Padre Brown ha il suo Flambeau, come Holmes ha il suo Watson, Achille il sui Ettore e Poe il suo Usher. Inoltre Brown, il sacerdote dell'Essex, può contare su Valentin un potente poliziotto che possiede una potente intelligenza francese. Brown potrebbe ben ripetere i versi di Don Chisciotte:

"E tanto più è onorato il vincitore,
quanto più grande è la reputazione del vinto"

Brown è una specie di Pascal, qualcuno che va oltre la ragione, sempre insufficiente per comprendere il mondo. Valentin, dal canto suo, è pura filosofia francese è un'astuzia che zittisce come rivela la lingua della Chanson de Roland. E Flambeau è un artista, come voleva De Quincey, quando si tratta di delinquere.

Così, noi intravediamo il seguente schema: Brown intuisce, Valentin pensa e Flambeau agisce. Sintetizziamo ancora: sensi, ragione e atti, vale a dire estetica, logica e morale fanno dei racconti di Chesterton un'opera pedagogica.

E non ci si poteva aspettare nulla di meno. Chesterton, invece di iscriversi a Oxford o Cambridge, si iscrisse a una scuola d'arte (l'arte è l'unica cosa che educa). L'inglese, che combinava la storia con la fantasia, abitudine che Borges ha ereditato, ha scritto all'epoca di Vittoria I, una regina di carattere lodevole e di grandi scivolate.

All'epoca di Chesterton, Cime tempestose (Bronte) e Il libro della giungla (Kipling), erano due libri archetipici. Quello della Brontë, si distingue nella cattiveria (lo lessi sui mezzi pubblici, proprio come Borges lesse la Commedia). Quello di Kipling, si distingue nella bontà. Era necessario un punto medio, e questa via di mezzo la pensò Chesterton.

Anche se a volte Padre Brown metteva mano a qualche metodologia eterodossa o a qualche furberia appresa in confessionale, come quella di suggerire uomini mentalmente invisibili o suicidi assassinati, Brown si mantenne fermo nella fede cristiana, una fede che ha sempre cercato la ragione e di coniugare con armonia gli oscuri sentieri della Rivelazione con le tassonomie scolastiche.

In epoca vittoriana e vittoriosa, l'Inghilterra consisteva in un vasto regno, regno minacciato e tenuto insieme da una monarchia di oro e ferro, come consigliavano i libri di Montesquieu. Ma anche così, c'erano selvaggi ribelli, come Oscar Wilde, che finì rinchiuso per non aver rispettato i costumi dell' "ancien régime".

Chesterton, meno radicale di Wilde, utilizzò un tono duro, energico, sicuro ed erudito. E anche se praticò lo spiritismo e la magia nera, mai assomigliò al signor Gog di Papini. E nemmeno cadde di fronte all'orrore che soffrì Poe. E meno, molto meno, cadde nell'ovvietà di un Doyle, che, dopo varie letture, uno lo può decifrare.

Stacey, Smythe e Barnes, non assomigliano ai personaggi deboli a cui Holmes si confronta ad ogni rilettura. Infine, questo fine settimana, in quattro caffe, ho letto dodici storie di tre in tre. Se ho imparato qualcosa dal grande autore inglese, è che una bella penna, se ha inchiostro, non deve rinunciare all'intelligenza. Penso di dover andare un certo funebre appuntamento d'affari. vi saluto.

 E. Z. P

ps: ho trovato poi  sul blog anche un altro bel post dedicato al nostro: Sobre el glotón Chesterton in cui parla di una traduzone in castigliano di Chesterton ad opera di Alfonso Reyes, a suo parere uno dei migliori prosatori in castigliano.


Maria Grazia Gotti