venerdì 19 aprile 2019

Un aforisma al giorno

Se ottimismo significa approvazione generale, è certamente vero che più un uomo diventa ottimista e più diventa malinconico. Se riesce a lodare tutto, la sua lode svilupperà un'allarmante somiglianza con una noia educata. Dirà che la palude è buona come il giardino; vorrà dire che il giardino è opaco come la palude.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens

mercoledì 17 aprile 2019

Il Washington Post cita GKC


Columnist
A great book is burning, one of the greatest ever written.
That an edifice like Notre Dame Cathedral could survive so much and then, in an instant, by accident, be engulfed in flames and devastated in a matter of hours causes, in 2019, a sensation that is at once harrowing and dully familiar. We assume that things are durable because they have lasted. But in the words of G. K. Chesterton (words that always occur to me at such moments) "to be breakable is not the same thing as to be perishable. Strike a glass and it will not endure an instant; simply do not strike it, and it will endure a thousand years."
Il resto qui:

La schiavitù del mondo - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Nel libro Fancies versus Fads del 1923, G.K. Chesterton si occupò di quello che denominava "il sentimentalismo del divorzio", proseguendo nella condanna di quello che nel 1920 aveva titolato nel saggio: "La superstizione del divorzio". Lo scrittore inglese aveva intuito quanto sarebbe stato sconvolgente il venir meno del voto, ossia di quel legame naturale e morale che corroborava il tessuto sociale della nazione.
Aveva mostrato, sulla scorta dello "stato servile" di Hilaire Belloc (1870-1953), quanto la viltà e la licenza avrebbero occultato la natura dell'autentica libertà: "Nelle società servili può aversi nella pratica, e perfino nella teoria, una gran quantità di lassismo sessuale…di tutte le esche che l'antica schiavitù pagana può offrire, lussi e lassismo sono le più forti e non nego che i poteri che desiderano degradare la dignità umana hanno scelto bene i loro strumenti". 
Chesterton aveva compreso quanto il servilismo dello Stato moderno avesse prodotto diabolicamente (dall'etimo: "colui che divide")la solitudine ontologica prima ancora che etica: "La società ha isolato i suoi membri per governarli meglio e li ha divisi allo scopo di indebolirli". Ecco cosa rivelava esserci sotto il divorzio, fosse esso sentimentalismo o superstizione: "I signori della plutocrazia moderna sanno il fatto loro. Un istinto assai profondo ed esatto gli ha permesso di individuare nella famiglia l'ostacolo principale al loro progresso disumano. Senza la famiglia siamo impotenti di fronte allo Stato, che nella nostra situazione moderna coincide con lo Stato Servile". 
A coloro che sostenevano la "qualità della vita" fondata sul lusso irresponsabile e sul lassismo anarchico, magari scambiandoli malignamente per "libertà", Chesterton opponeva l'esatta concezione di "sacralità della vita domestica", non solo ponendo a modello la Sacra Famiglia ma recuperando l'antico concetto di "tempo sacro", holiday in inglese: "Il giorno reso vacanza è un giorno reso sacro". In una società servile impazzita come quella moderna, Chesterton richiamava un secolo fa al compito essenziale, come scrisse nell'Illustrated London News il 3 maggio 1919: "Non torneremo mai a una società sana di mente finché non inizieremo dall'inizio. Dobbiamo cominciare da dove comincia tutta la storia, con un uomo, una donna e un bambino e con la provincia della libertà e della proprietà di cui hanno bisogno per la loro piena umanità". 
Parole chiare e incisive che, a distanza di un secolo, appaiono ancora tremendamente attuali. Parole davvero libere poiché collegate a quella verità a cui Chesterton aveva scelto di voler vivere dopo essersi convertito alla Chiesa Cattolica, il "luogo dove tutte le verità si danno appuntamento" come aveva scritto in Perché sono cattolico. Quale era la caratteristica distruttiva del servilismo, ora come allora? Penso che possa essere sintetizzata in una frase di Chesterton: "La gente è inondata, accecata, resa sorda e mentalmente paralizzata da un'alluvione di volgare e insipida esteriorità, che non lascia tempo per lo svago, il pensiero e la creazione dall'interno di sé". Inutile sottolineare quanto siamo inondati dalla trivialità e dalla banale esteriorità, che ci rendono incapaci di pensare e di dedicare tempo all'edificazione morale, spirituale e culturale. Il moderno schiavo pagano idolatra ciò che lo rende servile, il sentimentalismo del divorzio, il lassismo anarchico, il diabolico disegno di chi ci rende sottomessi al principe del mondo e che ha ridotto a pezzi la verità: "Un uomo che crede in una religione non crede in frammenti di quella religione. Se qualcosa è vivo e organico, non può essere diviso senza che arrivi la morte…qualunque cosa che abbia in sé una scintilla di vita e una circolazione di forze non può essere tagliata in pezzi".

Un aforisma al giorno (Notre Dame..., grazie, Stuart McCullough)

Notre Dame non è un mito. Notre Dame non è una teoria. Il suo interesse non nasce dall'ignoranza ma dalla conoscenza; da una cultura complicata da cento polemiche e rivoluzioni. Non è privo di caratteristiche, ma scolpito in una foresta incredibile e un labirinto di caratteristiche affascinanti, di cui si potrebbe parlare per giorni. Non è grande perché c'è poco, ma grande perché c'è molto. . . . Notre Dame, dal suo lato meramente umano, è la civiltà medievale.

Gilbert Keith Chesterton, Fancies Versus Fads

Un aforisma al giorno

Ciò che disorienta il mondo, e i suoi sapienti filosofi e immaginosi poeti pagani, intorno ai sacerdoti e al popolo della Chiesa Cattolica, è che essi ancora si comportano come fossero messaggeri. Un messaggero non fantastica su quel che il messaggio possa essere e non discute su quello che dovrebbe essere; egli lo consegna qual è. Non una teoria o una fantasia, ma un fatto. Tutto quello che si condanna nella tradizione cattolica, - l'autorità, il dogmatismo e il rifiuto di ritrarre o modificare - non sono che i naturali attributi di un uomo che porta un messaggio relativo a un fatto.


Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale. Scritti per l'Italia

Un aforisma al giorno (a proposito di Notre Dame, Basilica di Norcia, arte cristiana e laiche teste pazze...)

Ci sono migliaia di europei istruiti che amano l'Italia, che ci vivono, che ci si recano ogni anno, che attraversano un intero continente per vederla, che danno la caccia ai suoi dipinti più oscuri e alle sue sculture più cadenti; ma sono tutti accomunati da questo, che considerano l'Italia un posto morto. È una galleria nel loro museo universale, un distretto di ossa fossili. Ci sono persone ricche e beneducate, soprattutto americani, che sembrano pensare di tener l'Italia come terrebbero una voliera o una serra calda, in cui possono passeggiare ogniqualvolta hanno voglia di una folata di bellezza. Browning non nutriva affatto simili sentimenti; era intrinsecamente incapace di un simile insulto all'anima di una nazione. Se non avesse potuto amare l'Italia come una nazione, non avrebbe consentito ad amarla come un negozio di antiquario. In ogni cosa al mondo, dal Medioevo all'ameba, di cui tanto si parla in Mr Sludge the Medium, egli è interessato alla vita che c'è nelle cose.
Era interessato alla vita nell'arte italiana e alla vita nella politica italiana. Forse il primo e il più semplice esempio che si può offrire al riguardo è l'interesse di Browning per l'arte. Egli era sempre stato smisuratamente affascinato da pittura e scultura e il suo soggiorno in Italia gli diede, ovviamente, innumerevoli occasioni perfette di studiare pittura e scultura. Ma il suo interesse per questi studi non era come quello del comune visitatore istruito che gira per le città italiane. Migliaia di questi visitatori, per fare un esempio, studiano quei magnifici busti pagani che in file interminabili ti capitano davanti in quasi ogni galleria e museo d'Italia, li ammirano, li annotano nei loro cataloghi e li descrivono nei loro diari. Ma il modo in cui essi influivano su Browning è descritto in maniera suggestiva in un passaggio di una lettera di sua moglie. Ella descrive il proprio desiderio che suo marito ricominci a scrivere poesie, le sue implorazioni a lui perché scriva poesie; ma tutte le sue richieste cadono nel vuoto perché suo marito è impegnato tutto il giorno a modellare busti di creta e a spaccarli non appena li ha terminati. Questo era l'interesse di Browning per l'arte: l'interesse per una cosa viva, l'interesse per una cosa che cresce, l'interesse insaziabile per come si fanno le cose.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning

Un aforisma al giorno

Il cosmo un giorno replicò al rimprovero di un pessimista: "Visto che tu mi hai insultato, puoi lasciarmi ora risponderti coi miei mezzi? Concedimi di ridurti a niente, e poi discutiamo della cosa". Morale: a universo donato non si guarda in bocca.

Gilbert Keith Chesterton in Maisie Ward, Chesterton


Pagine chestertoniane sul sito Gli Scritti

http://www.gliscritti.it/blog/tag/chesterton

Un’interessante pagina su Chesterton in lingua spagnola

https://www.bienvenidosalafiesta.com/index.php?mod=Notas&acc=Inicio&OtraSec=00000002LQ

domenica 14 aprile 2019

Un aforisma al giorno

Tutta la scienza, anche la scienza divina, è una sublime storia gialla. Solo che non è impostata per rivelare perché un uomo sia morto, ma il segreto più oscuro del perché egli viva.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede (originale: The Thing; altra edizione italiana: La Chiesa viva)

Domenica delle Palme, Chesterton Lent - dalla Society of G. K. Chesterton

... Terra di Siena bruciata.

... il sentiero cremisi...

... Blu di Prussia....



... e il blu di Prussia ritrae un classicissimo ufficiale dell’esercito del Kaiser di Prussia...

... Bianco cinese...

... Nero avorio...

Dipinti dalla scatola dei colori ... Blu oltremare francese...


Qui c’è anche un gioco di parole: Ultra Marine significa sia oltremare (nel senso di colore blu oltremare) che Ultra (forte, fortissimo, massiccio, come volete...) Marine (inteso come fante di mare...)...

Uno splendido libro di Chesterton... che aspettano gli editori italiani?

Un aforisma in lingua originale al giorno (dal profondo della gioventù di Gilbert)

There is one secret of life: the secret of constant astonishment.

(C'è un solo segreto nella vita: il segreto della costante meraviglia).

Il giovane Gilbert Keith Chesterton in uno dei suoi 📓 Notebooks, circa 1894

Un aforisma al giorno (da annoverare nell’elenco delle citazioni riguardanti eresia, virtù, verità...)

La verità intera è generalmente l'alleato della virtù; una mezza verità è sempre l'alleato di qualche vizio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, The Collapse of the Victorian Compromise, 11 Giugno 1910

Possiamo infilare questa perla assieme alle altre sei che sinora abbiamo ritrovato nelle sue opere.

Da questo aforisma traiamo la prova di tre fatti: Chesterton lavorava costantemente sulla realtà e sul pensiero, su ciò che vedeva e su ciò che riscontrava, e annotava silenziosamente nel suo prodigioso cervello tutto quello che riconosceva utile e fruttuoso al fine di chiarire la propria visione filosofica del mondo (ennesima conferma della sua intrinseca sistematicità); poi gli va riconosciuta la affilatissima coerenza di pensiero. Da ultimo va riscontrato un costante impegno missionario: Chesterton non scriveva solo per dire con piacere cose vere, ma le voleva far sapere a quante più persone possibili (è significativo che queste intuizioni siano spesso contenute in articoli per periodici, in particolare per l’Illustrated London News, giornale popolare, popolare perché per gente comune), voleva che tutti ne raggiungessero la conoscenza, perché questa conoscenza portava direttamente a Dio. Questo era lo scopo ultimo della sua vita, intuito a venti anni e perseguito per tutta i suoi anni. Indizio di santità, per un uomo comune come me.


Marco Sermarini