lunedì 9 marzo 2015
Luca, Rosalia e Cristina hanno in comune alcune cose...
Chesterton fa scuola, la malattia dei pi nic sul pavimento di casa si diffonde...
domenica 8 marzo 2015
Chesterton in altre parole
Freda Spencer, una delle segretarie che si succedettero al servizio di Gilbert, ricorda come fosse meravigliata del tanto tempo e dei tanti sforzi che dedicava al "dare piacere e divertimento a persone totalmente irrilevanti" dotando "le banalità della vita" di "una ricchezza ed importanza che era essenzialmente cristiana" e ravvivando la monotonia quotidiana con tanto "divertimento e risa". Dall'altra parte ciò che "lo guastava e che rendeva davvero difficile la vita di chi doveva stare con lui era la sua assoluta avversione verso qualunque cosa che si avvicinasse alla disciplina, moderazione o ordine".
Un aforisma al giorno & Chesterton in altre parole
sabato 7 marzo 2015
venerdì 6 marzo 2015
Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily)
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The point of divorce is not that people are professing to be reckless, but that people are pretending to be respectable. | |
giovedì 5 marzo 2015
Un aforisma al giorno (quaresimale quanto mai)
Gilbert Keith Chesterton, The Daily News
Il Gruppo Chestertoniano Modenese prende forma...
Chi volesse informazioni per raggiungerci sabato, scriva a: chestertonmodena@gmail.com
mercoledì 4 marzo 2015
Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan
"Gli atti di fede e le crociate, le gerarchie e le orribili persecuzioni non ebbero per scopo, come dicono gli ignoranti, la soppressione della ragione, bensì la difficile difesa della ragione".
Ai giorni nostri questa frase di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), tratta dal saggio Ortodossia del 1908, potrebbe suscitare perplessità e preoccupazione. Qualche pensatore moderno potrebbe addossare allo scrittore inglese la qualifica di guerrafondaio giustificazionista di ogni crimine della Chiesa e così via di questo passo. Nessuno sembra preoccuparsi della difesa della ragione, come espresso chiaramente da Chesterton. Il grande pensatore cattolico londinese intendeva preservare, con la ragione, l'autorità legittima: "Se l'antico anello dell'autorità sarà spezzato dallo scetticismo, nello stesso momento vedremo la ragione traballare sul suo trono".
Religione e ragione sedevano quindi sullo stesso trono, tanto che non poteva l'una prescindere dall'altra, essendo entrambe della stessa natura: "Di quanto la religione si allontana da noi, di altrettanto si allontana la ragione. Sono tutt'e due della stessa natura elementare ed autoritaria". Cosa accadde quindi quando il laicismo separò la religione dalla ragione ? Non solo divise la dimensione pubblica e quindi la regalità anche sociale di Nostro Signore Gesù Cristo da quella intimistica privata, ma indebolì di fatto la ragione e scardinò dal trono l'autorità papale, come espresso brillantemente in Ortodossia : "Con una fune lunga e resistente abbiamo cercato di rovesciare la mitra dalla testa dell'uomo pontificale, ed è venuta giù anche la testa".
Con questa efficace ed attuale immagine scaturita dalla feconda penna di Chesterton, egli ha posto in rilievo come il pensiero abbia a che fare con l'atto di fede ed è quindi necessario difenderlo, in quanto collegato alla realtà ("La ragione stessa è materia di fede ed è un atto di fede asserire che i nostri pensieri hanno relazione con la realtà"). La ragione, radicata nella Realtà onnisciente di Dio, era posta a servizio della Sua autorità, Logos e Amore, ed era messa a disposizione dell'uomo.
Pertanto, come giustamente argomentava il grande pensatore di Beaconsfield, non poteva l'uomo
dubitare di Dio, Ragione Suprema, Bontà infinita. Egli stigmatizzava l'ideologia moderna di dubitare della Verità oggettiva: "Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell'uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina".
Chesterton caldeggiava con quel suo stile paradossale impareggiabile che si tornasse a ragionare, che si capisse come la difesa dell'ortodossia e del dogma fossero indivisibili dalla salvaguardia della religione cattolica. Solamente nella tutela dell'ortodossia stava la prospettiva della salute e della salvezza dell'anima e per questi fini si doveva combattere. Una delle cose a cui l'uomo doveva assolutamente pensare, ribadiva nel saggio Ortodossia, era l'Assoluto: "Uno dei primi bisogni dell'uomo è quello di essere qualche cosa di più di un pragmatista". Nel romanzo Uomovivo poneva il cappello sulla testa di ogni uomo poiché ciascuno potesse rendersi conto dell'autorità e della bellezza di essere creature ad immagine e somiglianza di Dio. Allo stesso tempo impediva che la mitra fosse levata dal capo del Pontefice.
A coloro che ancora oggi parlano dell'oscurantismo della Chiesa e condannano acriticamente le crociate, gli atti di fede e le gerarchie potremmo rispondere con Chesterton che furono baluardi per difendere la fede con la ragione.
Egli soleva dire: "La Chiesa deve avere molta cura nel precisare la sua dottrina affinché noi tutti possiamo vivere senza cura".
martedì 3 marzo 2015
Novità su Pump Street... - William Blake
Novità su Pump Street... - Gli alberi dell'orgoglio
I fratelli americani si preparano alla loro 34esima Chesterton Conference
lunedì 2 marzo 2015
Un aforisma al giorno
Una grande nazione, e una grande civiltà, ha seguito per cento o più anni una forma di progresso che si considerava indipendente da certi vecchi collegamenti, i quali coincidevano con antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare e l'altare. Quella nazione è progredita sotto la guida di leader che erano sicuri di sé, per non dire arroganti. Erano persuasi che le loro regole economiche fossero immutabili, che la loro teoria politica fosse giusta, che il loro commercio fosse benefico, che i loro parlamenti fossero popolari, che la loro stampa fosse illuminata, che la loro scienza fosse umana. Sulla base di questa certezza, hanno convinto il popolo a partecipare a nuovi e smisurati esperimenti; a fare della loro nazione indipendente un'eterna debitrice di pochi ricchi; ad accumulare un gran numero di proprietà private fidandosi dei finanzieri; a ricoprire al loro terra di ferro e pietre e a spogliarla di erba e grano; a eliminare il cibo dal proprio paese per poi ricomprarlo dai confini del mondo; a permettere che i ricchi diventassero ancora più ricchi e meno numerosi, e i poveri ancora più poveri e più numerosi; a perdere ogni forma di prosperità moderata e di schietto patriottismo, finché non ci sono più stati né indipendenza senza lusso né lavoro senza bruttezza; a lasciare che milioni di uomini dipendessero da una disciplina e da un sostentamento indiretti e lontani, ammazzandosi di lavoro senza sapere per chi e prendendo i mezzi di sussistenza senza sapere da dove. […] Se posso dire una parola ai principi e ai governanti di questo popolo, dirò con la stessa serietà di qualsiasi affermazione fatta da un uomo ad altri uomini: 'Per l'amor di Dio, nel nostro interesse, ma soprattutto nel vostro, non abbiate la fretta sconsiderata di dire alla vostra gente che non c'è modo di uscire dalla trappola in cui la vostra stoltezza vi ha guidato; che non esiste progresso tranne quello che è approdato a questo risultato […]. Gli uomini forse vi perdoneranno di avere sbagliato, ma potrebbero non perdonarvi di avere disperato.
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza
Di cosa parlavano l'articolo di Pietro Pisarra pubblicato su La Croix e l'articolo su La vie (grazie, Andrea Carbonari!)
domenica 1 marzo 2015
Un aforisma al giorno
venerdì 27 febbraio 2015
Tweet da Piero Pisarra (@PieroPisarra)
![]() | Piero Pisarra (@PieroPisarra) |
«Chesterton, évêque et clown ». Mon dernier post pour le blog de La Croix italie.blogs.la-croix.com/chesterton-eve… @BellesLettresEd @Sochest @AmChestertonSoc | |




