domenica 16 marzo 2014
sabato 15 marzo 2014
Tomas Halik, un prete chestertoniano amante dei paradossi vince il Premio Templeton 2014
Per i cattolici della Repubblica Ceca il 13 marzo di quest'anno non rimarrà un giorno di festa e gioia soltanto perché in questa data ricorreva il primo anno di pontificato di Papa Francesco, ma anche perché la mattina di questo stesso giorno il loro connazionale Tomas Halik, prete 65enne originario di Praga, ha vinto a Londra il premio Templeton, che con il suo 1,83 milione di dollari, molto più del ricchissimo premio Nobel, insignisce una persona che con le proprie idee, scoperte e azioni abbia contribuito a "sostenere la dimensione spirituale della vita".
Come ha ricordato l'esponente della Templeton Foundationnell'annunciare il vincitore del premio, con le sue opere Halik "ha costantemente aperto nuove prospettive per il progresso dell'umanità". Egli, infatti, ordinato segretamente sacerdote nella Germania dell'Est nel 1978, ha sempre operato in favore della democrazia e della moralità, invitando al dialogo credenti e atei ben prima che la Cecoslovacchia fosse investita dall'urto del Comunismo, e continuando questa sua missione anche durante e dopo il Comunismo tramite la diffusione dei propri libri, tradotti in 18 lingue, il lavoro di cappellano presso la Charles Universitydi Praga e la cooperazione con Vaclav Havel, il primo presidente cecoslovacco dell'era post comunista, e il Papa polacco Giovanni Paolo II.
Ora, grazie ai soldi vinti, Halik potrà continuare questa sua missione al dialogo coinvolgendo non solo cattolici e atei, ma anche credenti di altre fedi, soprattutto nella Academic Parish di Praga dove, negli ultimi 25 anni, ha battezzato più di mille giovani. Come lui stesso ha affermato nel discorso di ringraziamento a Londra "il compito principale della fede e della teologia è quello di insegnare l'arte di vivere fra i paradossi della vita e il coraggio di penetrare la nebbia dell'ignoto".
In quello stesso discorso Halik, etichettato come "nemico del regime" durante il Comunismo, ha voluto ringraziare i suoi professori di filosofia e teologia, "molti dei quali trascorsero lunghi anni in campi di prigionia comunisti ed ebbero davvero poche possibilità di scrivere o pubblicare qualcosa", ma che gli furono d'ispirazione per il proprio pensiero e contribuirono alla sua formazione come filosofo e sociologo, tanto che oggi ricopre la cattedra di sociologia della religione alla Charles University.
Ma questo sorridente sacerdote ceco ci tiene a precisare che non solo i suoi professori furono per lui una fonte d'ispirazione, poiché il merito della sua conversione, in una famiglia dove la religione non era minimamente contemplata, va a due scrittori inglesi a lui molto cari, G.K. Chesterton e Graham Greene, presi poi ad esempio per spiegare il pensiero cristiano ai non credenti.
Da Chesterton ha sicuramente ereditato l'amore per i paradossi, i quali, dice, costituiscono la trama della vita: e come dar torto a uno che è diventato sacerdote a dispetto dell'ateismo della propria famiglia, tanto che ha dovuto tenere nascosti alla madre i suoi studi per il sacerdozio?
Ma se la vita è il campo in cui si manifestano i paradossi, allora non vengono esclusi nemmeno i diversi campi in cui la vita si declina, primo fra tutti il campo della fede. Infatti, paradossalmente, un ateo – che secondo l'approccio teologico diHalik troverebbe posto fra le fila degli "abitanti", cioè coloro che rimangono saldamenti aggrappati ad una religione ben organizzata o ad un ateismo militante – può trasformarsi in un "ricercatore" – cioè, sempre secondo le categorie di Halik, chi ricerca un significato più profondo della vita, o tramite la religione o tramite altre ricerche spirituali – qualora andasse al di là della ricerca del mero benessere materiale, mentre un fondamentalista della religione potrebbe dimostrarsi tanto inflessibile quanto il più accanito sostenitore dell'inesistenza nella vita di qualcosa di spirituale.
Secondo Halik, nella Repubblica Ceca di oggi la religione più diffusa è paradossalmente portata avanti dagli atei ed è la credenza in un qualcosa di indefinito che va al di là di ciò che la scienza può spiegare. Il dramma, dice Halik, è che, pur essendo sulla giusta strada nell'intuire un qualcosa d'altro, gli atei "non hanno pazienza nei confronti del silenzio di Dio" e distorcono l'immagine di Dio stesso, rendendosi ciechi con le loro stesse mani al vero Dio, colui che aiuta i credenti ad affrontare i paradossi e i misteri della vita. Simpaticamente il sacerdote aggiunge: "Quando un ateo mi dice qual è la sua immagine di Dio io penso 'Grazie a Dio tu non credi in questo Dio e, beh, nemmeno io ci credo!'".
Caterina Colombo
venerdì 14 marzo 2014
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Mentre una tendenza costante del vecchio Adamo è quella di rivoltarsi contro quella cosa così universale e automatica che è la civiltà, di predicare deviazione e ribellione, il romanzo dell'attività di polizia mette in un certo senso sotto gli occhi il fatto che la civiltà stessa è la più sensazionale delle deviazioni e la più romanzesca delle ribellioni.
Gilbert Keith Chesterton, Come si scrive un giallo
giovedì 13 marzo 2014
L'ultimo libro di Gnocchi & Palmaro + Giuliano Ferrara nella recensione di Rino Cammilleri
http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_30714.pdf
Chesterton ci insegna sempre qualcosa
Bello, acuto, come sempre!
Leggere e mandare a memoria.
mercoledì 12 marzo 2014
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno eternamente riproposto perché la verità e la poesia non stancano mai.
Tweet da MaestraSerena (@maestraserena)
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Ancora Chesterton sul peccato originale e "certi nuovi teologi". C'entra anche un gatto pic.twitter.com/DmtFN9ChJE | |
Intervista: Monastero San Benedetto Norcia. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!
http://www.preghiamo.org/intervista-monastero-san-benedetto-norcia.php#
martedì 11 marzo 2014
Due articoli di Paolo Gulisano
http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/3/10/LETTURE-Che-cosa-unisce-Blair-Renzi-Peppone-e-Padre-Brown-/477754/
lunedì 10 marzo 2014
L'ultimo articolo di Mario Palmaro (firmato con Alessandro Gnocchi) - Da Il Foglio del 5 Marzo 2014
Un aforisma al giorno
È morto Mario Palmaro!
Non ci siamo mai incontrati fisicamente ma ci conoscevamo per via del comune carissimo amico Alessandro Gnocchi e la militanza tra i Giuristi per la Vita.
Mario ha ricevuto in dono dal Padre Eterno una grande intelligenza che usava acutamente e con grande amore per la Chiesa Cattolica. Amava la Verità e questo basta.
Mi mancherà molto leggere i suoi lavori, i suoi giudizi lucidi. Sono molto addolorato per la moglie ed i figli e offro ancora una volta a loro la mia amicizia e quella di tutti nostri amici, oltre che le nostre preghiere sincere ed affettuose.
Il mistero della Comunione dei Santi ci consola e ci ricorda che siamo amici per sempre e per sempre combattiamo insieme la Buona Battaglia, grazie a Nostro Signore Gesù Cristo.
Marco Sermarini



