mercoledì 20 giugno 2012

Una bella e buona novità dai nostri amici Monaci del Monastero di Norcia

http://osbnorcia.org/it/2012/06/20/birranursia

Torniamo ancora sui Mumford and Sons

Ecco cosa dice Marcus Mumford, lead vocal dei Mumford & Sons, band londinese di cui proponemmo la canzone The Cave, contenente una citazione letterale del San Francesco d'Assisi di GKC, a proposito di Outline of Sanity (Il Profilo della ragionevolezza, in Italia pubblicato da Lindau):

"I have been preoccupied finishing off our next Book Club book, which, I am very happy to announce, is: The Outline of Sanity by G.K. Chesterton. It's changed my life quite a lot, it's fairly serious, it's somewhat political, and is my first dip into these rather dizzying and very terrifying waters. But it has gripped me and inspired me and said things I haven't known how to say but that I feel quite strongly, and so thought it was appropriate for the Book Club".

"I was slightly blown away by people's response to The Outline of Sanity. Partly just cos so many people successfully found it! I haven't recorded my reaction to it here, and I'm actually fine with that (this isn't just a cop out)… I feel this book, even more than any others, is so brilliantly written and explained, that any of my attempted commentary won't really add to it. It's also ridiculously dense, and so rich that there's just too much to talk about in a pretty limited blog.
Suffice to say it's changed my life; but I don't expect it to, or even feel that it must, have the same effect on everyone! I think even if you disagree vehemently with what GKC puts forward, it's still a really refreshing experience to read such well considered and intriguing lines of argument. Especially now, on pretty hot topics like 'big vs small business', 'private vs public ownership', 'the man-made vs the natural', etc. The actual political ideal of Distributism, I'm still getting my head around, if I'm honest. But his thinking and his writing are just plain bitchin, in my very humble opinion!".

(Nostra traduzione: "Sono stato molto impegnato a finire il prossimo libro del nostro Club del Libro, che, sono molto felice di annunciare, è: *The Outline of Sanity* di G.K. Chesterton. Mi ha cambiato la vita in modo significativo, è piuttosto serio, ha un taglio in qualche modo politico, ed è il mio primo tuffo in queste acque piuttosto vertiginose e davvero terrificanti. Ma mi ha affascinato e ispirato, esprimendo cose che non sapevo come dire ma che sento molto profondamente, e quindi ho pensato che fosse appropriato per il Club del Libro. Sono rimasto un po' sbalordito dalla reazione del pubblico a *The Outline of Sanity*. In parte semplicemente perché così tante persone sono riuscite a trovarlo! Non ho registrato la mia reazione qui, e in realtà mi sta bene così (non è solo una scappatoia)… Sento che questo libro, ancora più di qualsiasi altro, è scritto e spiegato in modo così brillante che qualsiasi mio tentativo di commento non aggiungerebbe davvero nulla. È anche incredibilmente denso e così ricco che c’è semplicemente troppo di cui parlare in un blog piuttosto limitato. Basti dire che mi ha cambiato la vita; ma non mi aspetto che abbia, né penso che debba avere, lo stesso effetto su tutti! Penso che anche se si è in forte disaccordo con ciò che GKC propone, sia comunque un'esperienza davvero stimolante leggere argomentazioni così ben ponderate e intriganti. Soprattutto ora, su argomenti piuttosto scottanti come “grandi imprese contro piccole imprese”, “proprietà privata contro proprietà pubblica”, “l'artificiale contro il naturale”, ecc. L'ideale politico effettivo del distributismo, a dire il vero, sto ancora cercando di capirlo. Ma il suo pensiero e i suoi scritti sono semplicemente fantastici, a mio modesto parere!").


Interessante, no? E comunque suonano e cantano bene, e le canzoni hanno dei testi poetici.

Per chi fosse interessato, il 2 Luglio saranno a Verona e il 4 ad Ancona. Chi può, li saluti a nome del presidente della SCI...

Un aforisma al giorno


"Il socialismo non è che il completamento della concentrazione capitalista".
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Chi vuole, capisca.

I calciatori irlandesi McClean e McGeady. Un’appartenenza più forte di ogni minaccia Leggi di Più: McClean e McGeady minacciati perché giocano con l'Irlanda - da Tempi.it

http://www.tempi.it/blog/mcclean-e-mcgeady-unappartenenza-allirlanda-piu-grande-di-ogni-minaccia#axzz1yJyNlnkF

sabato 16 giugno 2012

Al Congresso Eucaristico Internazionale di Dublino esce nuovamente Christendom in Dublin!

Caro Presidente,

Ti ho fatto aspettare un po' ma la sorpresa e' arrivata.

The Irish Catholic, il principale settimanale cattolico irlandese, ha ripubblicato Christendom in Dublin. La prefazione e' di Peter Costello, direttore della Central Catholic Library e autore di una ventina di volumi di storia e letteratura. La giovane nella foto e' Tessa Caldecott, figlia di Stratford.

Saluti Angelo Bottone

venerdì 15 giugno 2012

Gianfranco Amato - Il codice etico della Cattolica

Cari Amici,

Vi segnalo il mio ultimo articolo apparso su Cultura Cattolica:http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30276

Purtroppo non si tratta di un pesce d'aprile come potete verificare dal sito istituzionale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: http://www.unicattolica.it/4726.html

Nella pagina dell'articolo trovate anche il PDF del codice etico.

Se volete approfondire la vicenda questo è il link per leggere la Costituzione ApostolicaEx Corde Ecclesiae:
Ritengo si tratti di una questione particolarmente grave.
 
Un abbraccio.
 
Gianfranco

The Guardian su Mr. Petre di Hilaire Belloc con disegni di GKC

http://www.guardian.co.uk/theguardian/2012/jun/05/archive-1925-chesterton-belloc-review?newsfeed=true

Altri anglicani, stavolta australiani, entrano nella Chiesa Cattolica

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/australia-16015/

Ieri ricorrevano settantasei anni dalla morte di GKC...


Lo abbiamo ricordato il 12 e pure il 13, poi ieri, che era il giorno esatto, come sempre siamo scivolati...

D'altronde lo stesso Gilbert diceva cose non belle sull'efficenza... Noi siamo suoi ferventi discepoli! Chissà quanto starà ridendo.

Per rimediare, però, vi proponiamo un brevissimo brano, in una nostra traduzione, del "sequel" della principale biografia di GKC, quella di Maisie Ward:


Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le dieci Chesterton morì.
Più tardi quel giorno, sua moglie Frances scrisse a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...".

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270).

giovedì 14 giugno 2012

Gianfranco Amato - I medici e la legge di Dio

http://www.corrispondenzaromana.it/gran-bretagna-i-medici-e-la-legge-di-dio/

Il caposaldo numero uno - Maria Grazia Gotti

Partecipo anch'io e propongo il senso della meraviglia, il guardare le cose come se fossero nuove!

Cito da L'uomo eterno:
"Noi vediamo una cosa obiettivamente quando la vediamo per la prima volta. [...] bisogna sforzarsi di riacquistare il candore e lo stupore dei fanciulli, il realismo e l'obiettività dell'innocenza; e se questo non è possibile, dobbiamo almeno scuotere la nuvolaglia delle abitudini e veder le cose come nuove ( anche se nuovo debba significare innaturale)".

Maria Grazia Gotti

1 Luglio 2012 - X Chesterton Day!

Carissimi Amici della Società Chestertoniana Italiana,

con gioia vi invitiamo al X Chesterton Day che si terrà nel tardo pomeriggio del 1 Luglio 2012 a Grottammare (AP), presso Casa San Francesco di Paola, luogo nel quale - come potete vedere negli altri due post che abbiamo messo prima di questo - si celebrerà la Festa del beato Pier Giorgio Frassati.

Il programma è il seguente:

ore 18.30 - Santa Messa,

a seguire: LA CRISI: E SE IL RIMEDIO FOSSE IL DISTRIBUTISMO? CHESTERTON E' VIVO.

Interverranno sul tema (e non solo...!): Stratford Caldecott, presidente del Center for Faith and Culture di Oxford (Inghilterra), Annalisa Teggi, collaboratrice di Tempi e traduttrice di Chesterton, Angelo Bottone, docente di filosofia presso l'University College Dublin, Alessandro Gnocchi, giornalista e scrittore, Fabio Trevisan, scrittore e cofondatore dei Gruppi Chestertoniani Veronesi, Marica Ferri, traduttrice di Chesterton... salvo altri!

L'incontro inizierà dopo la Santa Messa e si protrarrà anche durante e dopo la cena, come di consueto.

Non è escluso che gli interventi verranno disturbati adeguatamente dalla band I distributisti.

Non è cosa da perdere e sarà sicuramente una serata interessante e divertentissima.

Ci sarà anche la nostra bella mostra su GKC, un ricchissimo banchetto dove associarsi alla nostra splendida Società e acquistare libri di GKC scontati solo per i soci, magliette splendide con lapidarie frasi di Chesterton da non dimenticare, atti degli scorsi Chesterton Day e le nostre splendide facce

Che fate, fate i fiacchi e rimanete al palo?

Chesterton vi aspetta, a casa dei Chestertoniani!

Festa del beato Pier Giorgio Frassati 2012 - Il Programma della festa ed anche del X Chesterton Day


Il 1° Luglio 2012 c'è il X Chesterton Day, il X Chesterton Day!

Basta premere col mouse la foto e questa si allarga e si vede bene.

Qualora non si vedesse, andate a leggere il programma qui. Scritto grosso, chiaro e facile.

Festa del beato Pier Giorgio Frassati 2012 (con il X Chesterton Day!)


Storie normali di GKC e gente veronese - 2

Questa non era richiesta ma non è meno interessante...
Grazie, Rob.

L'alpinista veronese (in realtà di Caprino veronese) Mariana Zantedeschi ha pubblicato un articolo sulla rivista Montagne 360° dal CAI facendo relazione di un suo viaggio fatto in Australia. Giunta alle pendici della famosa Ayers Rock (Uluru in lingua locale) aveva rinunciato alla scalata in rispetto alla sacralità del luogo. Per spiegare la scelta ha citato GKC: "Il turista vede quello che è venuto a vedere, mentre il viaggiatore vede quello che vede".

Per oggi basta
Rob

Storie normali di GKC e gente veronese - 1

L'altro giorno abbiamo pubblicato una recensione de Il soprannaturale è naturale nella quale il nostro presidente citava una prima e poco nota visita all'Italia del Nostro GKC.

Roberto Prisco, detto Rob, ci faceva sapere che GKC nell'occasione visitò anche Verona.

Lo abbiamo spremuto ed ecco cosa è uscito:

Nel 1894 GKC di passaggio tra Venezia e Milano visitò Verona e la descrisse all'amico Bentley dicendo che i principali prodotti sono:
1) tombe (riferendosi a quelle degli Scaligeri),
2) balconi (dai quali si affacciano le moderne Giuliette),
3) resti romani.

Nota che la tomba ed il balcone di Giulietta non erano ancora visitabili.

Segue Notizie 2

Ciao
Rob

Tremende Bazzecole - Lo spettacolo degli sfollati nell’Emilia terremotata - di Annalisa Teggi (da Tempi.it)

In questo collegamento oppure qui sotto.


E' una bellissima storia che conosciamo grazie alla nostra Annalisa Teggi.


Chi può, vada a vedere e, se può, ci riporti qualche bella testimonianza scritta, video o foto.


«Come il capitano Mac Whirr ci siamo ritrovati dentro una tempesta e insieme la affrontiamo». Cinque amici portano in scena il Tifone di Conrad. Tra le tende




«Il capitano Mac Whirr aveva navigato sulla distesa degli oceani, così come tanti uomini scivolano sugli anni dell’esistenza per poi scendere dolcemente in una placida tomba, ignoranti della vita sino all’ultimo, senza aver mai avuto l’occasione di vedere tutto ciò che essa può contenere di perfidia, violenza, terrore. Ci sono in terra e sul mare, uomini così fortunati – oppure così disprezzati dal destino». A Lele Gasparini era molto piaciuto questo passo di Tifone di Joseph Conrad, e il resto della storia che segue: quella di un capitano di nave – uomo semplice, legato ai fatti e preparato sul suo lavoro – che nel corso di una traversata decide di affrontare un tifone, passandoci in mezzo; sceglie in piena coscienza di non evitarlo, coinvolge nella sua scelta il suo equipaggio e i civili che trasporta (un gruppo di lavoratori cinesi di ritorno al loro paese d’origine, ciascuno con il proprio gruzzolo di guadagni e averi).
Qualche mese fa Lele ha proposto ad alcuni amici, con cui condivide la passione per il teatro, di mettere in scena questo testo in occasione di una festa che da più di vent’anni si svolge a Carpi*. Una festa popolare: gente in piazza, musica, tigelle, gnocco fritto e anche alcuni eventi e incontri per raccontare qualche idea umana positiva in mezzo al clima di desolazione della crisi. E così la messa in scena di Tifone diventa un progetto concreto: Lele, Marco, Andrea, Massimo e Vittorio si mettono a lavorare sulla recitazione accompagnati e diretti dal regista Vittorio Possenti; un’altra amica, Alessandra Marani, intanto aveva composto la riduzione del testo.
Questo accadeva prima del 20 maggio, e di tutto quel che segue. Ciascuno di loro, infatti, proviene da quel grappolo di paesini su cui adesso si posano gli occhi di tutti: Mirandola, San Possidonio, Cavezzo, Medolla. Marco Beri, uno dei cinque attori-amici, alla domanda: «Di dove sei?», mi risponde: «Sono – fa una pausa impercettibile, e si corregge – ero di Mirandola». Adesso è in roulotte, accampato con moglie e figli nel giardino dei suoceri. Le parole che dice sono essenziali: la casa per un bel po’ bisogna scordarsela, i contatti telefonici sono intermittenti, le cose più banali sono diventate una difficoltà e si sente la necessità di avere sempre i familiari a portata di vista.
Nella condizione di precarietà di gente che non si può neppure permettere di fare progetti a breve termine, questi stessi cinque amici poche sere fa si sono ritrovati a rileggere il copione di quel testo e lo hanno fatto alla meno peggio all’aperto, sotto un lampione (perché di trovarsi in un edificio al chiuso non se ne parla). Hanno ripreso in mano l’ipotesi di quella festa. Si fa o non si fa? Sembra folle anche solo pronunciare la parola festa. È ragionevole o irragionevole?
Non si può evitare tutto
Di ragionevolezza ne parlo con Alessandra: «La paura è tanta, dormiamo fuori casa, qualcuno è scappato. Caso ha voluto che quando ci eravamo messi a lavorare su Tifone c’erano stati molti pareri discordanti sul protagonista; la discussione più accesa era stata sul perché il capitano Mac Whirr avesse deciso di affrontare il tifone, anziché aggirarlo. C’era chi diceva che era un gesto ragionevole e chi diceva che era irragionevole. In quell’occasione io dissi che non tutti i tifoni si possono evitare; ma nessuno avrebbe pensato che noi ci saremmo trovati proprio nel mezzo di quel tifone che è il terremoto. Non c’è personalità che regge di fronte all’ipotesi di una terra che non si ferma; per cui o molli tutto (però è irragionevole, anzi disperante); oppure fai la cosa che è più ragionevole, ma anche più difficile: stai sul pezzo, stai all’oggi».
E dell’oggi – insieme alle emergenze familiari, al lavoro che continua, alla costruzione nel senso più concreto – fa parte ancora l’ipotesi che li aveva messi all’opera per la festa. Ma perché, in mezzo a questa bufera, non accantonare il progetto, di fatto non prioritario, del teatro? Mi risponde Marco: «Sotto quel lampione ce lo siamo chiesti e non c’è effettivamente un motivo reale per fare la festa: per molto siamo stati lì a fare l’elenco di tutto quello che non c’era e di quel che non andava. A quel punto, abbiamo detto: basta. E ci siamo semplicemente messi a leggere il copione. C’è un passaggio in cui – nel pieno delirio del tifone – il capitano chiede al primo ufficiale di andare sottocoperta a occuparsi dei cinesi che si stanno scannando per le loro cose che nella tempesta si sono mescolate o perse. L’ufficiale non ritiene la rissa dei cinesi una priorità, ma il comandante ribadisce il comando, motivandolo: per quanto si possa essere messi male un uomo non deve abbruttirsi per un oggetto. A me questo è molto chiaro, nella quotidianità che vivo: l’uomo non può imbestialirsi per le cose che perde. E può anche essere una cosa importante come la casa. Siamo arrivati sotto quel lampione che eravamo frastornati e tutti trasandati; siamo andati a casa un po’ più contenti». Da qui l’ipotesi di spostare quello che resta di questo evento da Carpi a un luogo pubblico di Mirandola; il tutto si sta definendo con l’incertezza che accompagna ogni gesto in quella fetta di terra. Ma non è il cipiglio di chi vuol mettersi a fare gesti plateali; il punto è che l’inquietudine che serpeggia rischia di tramutarsi in paralisi (anche quando ha il volto di un solerte attivismo). In che senso? Nel senso che mi spiega Andrea Calzolari: «Il clima adesso è teso e ognuno, da solo, reagisce in modo alternato: un giorno sei tu che dai forza agli altri, un altro sei a terra. E, allora, perché tutto non finisca in un cortocircuito personale, occorre accompagnarsi insieme: ci saranno giorni in cui uno farà il capitano e un altro farà il marinaio, e giorni in cui i ruoli si invertiranno». Proprio su questo insiste anche Lele, perché il senso di quel romanzo ora è la verità di un quotidiano ferito: anche dentro la furia degli elementi, che isola e mette alla prova ciascuno in modo diverso, occorre un capitano che costringa a non essere degli sbandati (anche con se stessi); che ti costringa a dire ad alta voce: «Signor sì!».


*La festa più pazza del mondo (15-17 giugno, Mirandola)
“Mac Whirr e la lotta con il Destino”. Lettura interpretata di alcuni brani tratti da Tifone di Joseph Conrad, Mirandola, Piazza Martiri, giovedì 15 giugno.