mercoledì 13 giugno 2012

Bellissimo discorso di Papa Benedetto XVI all'apertura del convegno ecclesiale della diocesi di Roma nella Basilica Lateranense, 11.06.2012

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/29336.php?index=29336&po_date=11.06.2012&lang=it

Il Chesterton Institute for Faith and Culture pubblica il numero 1 e 2 del 2012 della versione inglese della rivista.

http://www.shu.edu/news/article/410162

... e presto il secondo numero della versione italiana della rivista, curata anche da noi della Società Chestertoniana Italiana.

Domani settantaseiesimo anniversario della morte di Chesterton.


Dio Nostro Padre,
Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton di un senso di meraviglia e gioia,
e desti a lui una fede che fu il fondamento del suo incessante lavoro,
una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari,
e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.
Possano la sua innocenza e e le sue risate,
la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede,
la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria
e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri,
portare allegria ai disperati,
convinzione e calore ai tiepidi
e la conoscenza di Dio a chi non ha fede.
Ti chiediamo di concedere le grazie cheTi imploriamo
attraverso la sua intercessione (e specialmente per...)
perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti
e la Chiesa possa proclamarlo beato.
Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore

Amen. 

martedì 12 giugno 2012

Dopodomani ricorrono settantasei anni dalla morte di Gilbert...

... allora preghiamo Nostro Signore perché manifesti la Sua gloria attraverso Gilbert.

Dio Nostro Padre,
Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton

di un senso di meraviglia e gioia,
e desti a lui una fede che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, 

in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita 

per il dono della vita umana. 

Possano la sua innocenza e e le sue risate,

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana 

in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, convinzione e calore ai tiepidi

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. Ti chiediamo di concedere le grazie cheTi imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore

Amen. 

Il caposaldo numero uno - Stefano Maggi


Il caposaldo numero uno è tratto da "Uomovivo":

 Terrò costantemente una pistola puntata alla tempia dell'Uomo Moderno, ma non la userò per ucciderlo...solamente per riportarlo alla vita”.

Saluti,

Stefano

Il caposaldo numero uno - Edoardo Querci


Dunque, a mio modesto avviso, ecco il caposaldo numero uno:

« II valore delle cose sta nell'essere state salvate da un naufragio, ripescate dal Nulla all'esistenza. Ma io ho fantasticato (l'idea può sembrare pazzesca) che l'ordine e il numero delle cose non sia che il romantico avanzo del naviglio di Crusoe [...]. Gli alberi e i pianeti mi parevano come salvati dal naufragio, e quando vidi il Matterhorn fui contento che non fosse stato dimenticato nella confusione. » 

Condividiamo questo articolo di Giorgio Vittadini sullo spreco e ve lo mettiamo a disposizione

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/6/11/INDAGINE-Vittadini-cosi-si-vince-lo-spreco/2/290062/

lunedì 11 giugno 2012

Papa distributista, sano e baluardo di libertà.

Il Caposaldo numero uno - stavolta tocca ad Andrea Carbonari


Caro presidente,
rispondo volentieri alla sfida riguardo al caposaldo numero uno.
Propongo il seguente: "Le foglie sono verdi".
La estraggo dalla famosa citazione da "Eretici" (libro che confesso di non avere letto ancora).
E' una frase che mi ha colpito perché forse noi stiamo vivendo proprio nei tempi in cui dobbiamo sguainare la spade per difendere il fatto che le foglie sono verdi, che la vita vale la pena di essere vissuta, che è meglio esserci che non esserci, che il matrimonio è l'unione di un uomo e una donna, che l'eutanasia è un omicidio e l'aborto è forse ancora peggio...
Col passare del tempo questa frase, che mi sembra nata dal gioioso buonsenso di zio Gilbert (così lo chiamo io), mi sembra sempre di più un caposaldo da difendere e una costatazione da fare ogni giorno.
Le foglie sono verdi perchè Qualcuno ha deciso che fossero così, che fossero verdi e non blu... So già che ci sarà chi spaccherà il capello in quattro, dicendo: <<Sono verdi in estate ma non in autunno>>, ecc. Ma la verità rimane che le foglie che tutti noi conosciamo sono verdi. E che sono belle, oltre che utili, perchè il Creatore è un amante della bellezza.
Scusa se mi sono dilungato e ti ho fatto perdere tempo.
Grazie per tutto quello che fai per noi.
Saluti chestertoniani,
Andrea Carbonari  

Don Camillo e Padre Brown a Trivolzio


A Trivolzio (PV) 17 Giugno 2012 ore 14.30 pressi il ristorante ALLA CORTE

incontro-spettacolo con il nostro vicepresidente Paolo Gulisano e Walter Muto

Lo segnala Cultura Cattolica qui e noi lo rilanciamo da qui.

La cerimonia di inizio del Congresso Eucaristico Internazionale a Dublino


Nella foto: mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino.

Tracce di Chesterton e Belloc nel Carteggio De Luca - Minelli

Nel Carteggio tra Don Giuseppe De Luca e Fausto Minelli trovate traccia del rapporto tra l'Italia, Chesterton e Belloc, cui accennavamo nella recensione del nostro presidente de Il soprannaturale è naturale.

Il Carteggio è stato pubblicato nel 2000 da Edizioni di storia e letteratura di Roma. È interessante perché da esso emerge la personalità di don Giuseppe De Luca, tra gli animatori de «Il Frontespizio». Essi furono capaci di valorizzare uomini come Chesterton e Belloc in Italia.

La cronaca del Quinto incontro della Irish Chesterton Society (chi può, legga in inglese, è molto interessante)

http://irishchesterton.blogspot.it/2012/05/fourth-meeting-of-irish-chesterton.html?spref=bl&m=1

Il soprannaturale è naturale - Ecco la copertina!

domenica 10 giugno 2012

Inizia il Congresso Eucaristico Internazionale a Dublino...

... e noi abbiamo sul posto il nostro Angelo Bottone che seguirà l'evento.

GKC amò moltissimo l'Irlanda e vi si recò diverse volte. Ne uscirono due libri, Irish Impressions e Christendom in Dublin (quest'ultimo proprio in occasione del Congresso Eucaristico!).

sabato 9 giugno 2012

Cevoli cita ancora una volta GKC

Gli amici presenti al Pellegrinaggio Macerata - Loreto, organizzato da decenni da Comunione e Liberazione e dal simpaticissimo vescovo di Fabriano - Matelica mons. Giancarlo Vecerrica, ci informano che lì era presente il comico Paolo Cevoli che, intervistato, ha citato ancora una volta il nostro Gilbert.

Per chi ha piantato una bandiera in mezzo al campo

La banda delle mogli e dei mariti, dei padri e madri e figli ha qualcosa di incoraggiante da dire alla cronaca del mondo, e non è un'opinione teologica. È una truppa di operai affaccendati, per nulla migliori o peggiori di altri, che hanno piantato una bandiera in mezzo al campo, ben in vista. La bandiera del matrimonio è una coercizione a tutti gli effetti, ma coercizione è sinonimo di incoraggiamento e non di schiavitù: «In ogni cosa che vale la pena fare su questa terra, c'è una fase in cui ognuno l'abbandonerebbe, eccetto che per ragioni di necessità o di onore. È da questo punto in poi che l'istituzione sostiene l'uomo e lo aiuta ad appoggiare i piedi sul terreno solido che ha davanti. La coercizione è una forma di incoraggiamento e l'anarchia (o ciò che alcuni chiamano libertà) è fondamentalmente oppressiva, perché è fondamentalmente scoraggiante. Se tutti galleggiassimo in aria come bolle, liberi di andare qua e là in ogni momento, il risultato pratico sarebbe che nessuno avrebbe il coraggio di cominciare una conversazione» (da Cosa c'è di sbagliato nel mondo).

Annalisa Teggi, da Tempi

venerdì 8 giugno 2012

Un'altra testimonianza da un luogo vicino al terremoto dal nostro amico don Guido Bennati


Don Guido Bennati fu ospite del Chesterton Day di qualche anno fa in cui fece una serie di brillanti interventi su L'Uomo che fu Giovedì, sul quale scrisse una bellissima tesi di baccellierato. Ce lo ricordavamo nel Modenese ed ecco che ci dice:

"Caro Marco!!
Qui tutto bene... Vignola, la parrocchia di cui sono vice-parroco non è stata direttamente colpita dal sisma.
Tuttavia crepe e scosse non si contanto più... molte chiese sono crollate, come hanno mostrato i massmedia, altre sono chiuse per accertamenti e controlli.
Fa molto bene al cuore sapere di essere nel cuore di tanti. La cosa di cui più abbisognano le persone è rinnovata speranza e fiducia... si dovrebbe dire che occorre fare affidamento sulla "energia dall'Alto", perché quella dal basso è distruttiva, come sempre... Malacoda e Berlicche non sono mai capaci di costruire niente, non credi??
Grazie dell'abbraccio e del pensiero!!
Ci affidiamo tutti alle vostre preghiere e alla intercessione della Beata Vergine, nonché del nostro amato amico.

 don Guido Bennati".

Il caposaldo numero uno - ecco che dice Roberto Prisco


Roberto Prisco veronese ci dice:

Concorro al sondaggio per il caposaldo numero uno:

pensare fuori dagli schemi.

Il terremoto dalle parole di una chestertoniana, la nostra redattrice Maria Grazia Gotti


Pubblichiamo una mail tra il nostro presidente e Maria Grazia Gotti, nostra redattrice. E' un modo per dire che siamo vicini ai tanti che sono in difficoltà in questo momento in Emilia.

"Ciao Marco
(...).
In questo momento, come forse puoi immaginare, mi sento un po' precaria, come tutti in questa zona d'Italia che ci costringe a ballare anche se non ne abbiamo voglia.

Proprio pochi minuti prima che ti mandassi l'ultimo link quel cavallo imbizzarrito che sta sotto la nostra pianura ci ha dato un'altra bella scrollata, anche se io non lo sapevo perchè il movimento del pullman non me lo aveva fatto percepire.

Grazie a Dio noi stiamo bene, casa per ora regge (anche se è inevitabile chiedersi: per quanto?) ma l'atmosfera è un po' surreale: tanta voglia di normalità, di tornare a dormire nel letto, che per ora abbiamo abbandonato per il divano (che si trova a piano terra ed è più vicino alla porta per uscire), di godersi queste belle giornate, subito seguita dall'ansia: sarà finito il grande terrore o ce ne aspetta ancora?
E poi la preoccupazione per il mio amato Paese, la nostra Chiesa, deturpata, e tutto il centro, dolorosamente ferito, che se solo mi fermo a pansarci mi viene il groppo alla gola (il magone, come si dice qui da noi).

E' veramente strano tutto in questo tempo un po' sospeso. Ci sono anche aspetti molto positivi, c'è meno frenesia per le cose che sembrano urgenti ma non sono poi così importanti, c'è la voglia di stringersi e darsi forza. Per certi aspetti ritrovo la Pieve (di Cento, ndr) di quando ero bambina.

Proprio lunedì scorso dopo la prima scossa che ci ha svegliati nel terrore la notte del 20 maggio, leggevo "Ciò che non va nel momdo" - La saggezza del tempo atmosferico, dove Chesterton punta la sua attenzione sull'uguaglianza degli uomini nelle loro esperienze più concrete, più vere, la pioggia, il cielo sopra la testa, e riflettevo sul fatto che questa strana brutta situazione ci ha veramente riportati tutti ai fondamentali dei rapporti, a superare le ritrosie, consapevoli di condividere l'emozione viscerale che ci provoca questo mostro ignoto e imprevedibile.