mercoledì 24 agosto 2011
Rassegna stampa
Per legge maestri e professori dovranno insegnare cosa hanno fatto i grandi personaggi gay e, non trovandoli, andrà a finire che si farà di mediocri gay, grandi personaggi
di Marco Respinti
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COME AGNELLI PORTATI AL MACELLO: LUOGHI E OPPRESSORI, TESTIMONI E VITTIME
La Chiesa non perseguita alcuna altra religione e anzi si batte per la libertà di tutti, compresa quella dei propri persecutori, eppure il cristianesimo è anche la religione più perseguitata del pianeta
di Antonio Socci
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DEGNA SEPOLTURA PER I BIMBI NON NATI
E' per legge un diritto dei genitori, ma pochi lo richiedono perché non lo sanno (eppure è un gesto umano di pietà)
di Francesco Agnoli
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AUGIAS TIRA FUORI LA VESPA PER DIRE CHE DIO E' SADICO
Chissà se, in giardino, tiene un gatto, bestiola sadica quante altre mai (avete visto come gioca col topo prima di ammazzarlo?), al quale molti fanno le coccole
di Rino Cammilleri
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GRAN BRETAGNA, AVANZA LA CULTURA DELLA PERFEZIONE
Eliminati 2.200 feti per anomalie come la sindrome di Down o addirittura il solo labbro leporirno; inoltre ogni anno mille ragazze britanniche sotto i 15 anni scelgono di abortire
di Elisabetta Del Soldato
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LE QUOTE ROSA SONO UNA TALE ASSURDITA' CHE, ANCHE SE FOSSI UNA FEMMINISTA, NE SAREI OFFESA
Le donne, sempre bisognose di approvazione, lottano per ottenere un altro giogo: rendersi sempre più simili all'uomo, ma questo giogo non è soave, perché una donna non è un uomo
di Costanza Miriano
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Mattia Ferraresi (Il Foglio) su Chesterton da Tempi di oggi 24 Agosto 2011
Chesterton da Il Sussidiario
E da quello di ieri Alison Milbank su padre Brown:
Un'altra novità chestertoniana al Meeting: Raffaelli pubblica I delitti dell'Inghilterra con in coda Tommaso Moro e l'umanesimo.
Il volume presenta una interessante introduzione di Marco Antonellini, curatore dell'opera come delle precedenti riproposte chestertoniane di Raffaelli, vale a dire del Cavallo Bianco, La fine della strada romana e La letteratura inglese e la tradizione latina; l'introduzione aiuta il lettore poco avvezzo al pensiero e all'opera di Chesterton a comprendere il suo punto di vista sulla sua Patria e sul rapporto di essa con la cultura e la potenza germanica, oltre che il periodo storico e la sua temperie.
Il testo, abbastanza breve nel suo complesso, è seguito da una conferenza tenuta da Chesterton a Roma nel dicembre del 1929 (durante la visita ricordata nel convegno di maggio scorso a Roma da Dermot Quinn, quella dell'Hotel Hassler e dell'incontro con Pio XI e Benito Mussolini, cui si fa cenno ne La Resurrezione di Roma e che trovate anche nel primo numero della Chesterton Review in vendita anche presso il nostro stand a Rimini) su Tommaso Moro e l'Umanesimo: questa è una piacevolissima sorpresa, che fa il pari con il il mini-volumetto sulla letteratura inglese uscito nel 2009 e che racchiude la conferenza di Chesterton al Maggio Fiorentino del 1935. Infatti si tratta di una prolusione tenuta il 2 dicembre 1929 all'Holy Child Jesus a Roma su invito della società In Roma Unitas poco tempo dopo la beatificazione di Tommaso Moro. Il testo apparve in forma scritta l'8 dicembre successivo su L'Italia letteraria con la traduzione del mentore italiano di Chesterton, il suo amico Emilio Cecchi. Tutto questo, se ce ne fosse bisogno, conferma l'intensità del rapporto Chesterton - Italia sia sul piano strettamente filosofico e religioso, sia su quello delle relazioni di amicizia, un rapporto ancora non sufficientemente esplorato e ricostruito (chi ha assistito alla performance teatrale di lunedì sera al Meeting ha sentito riecheggiare le parole di amore di Chesterton verso l'Italia e verso il cattolicesimo romano riassunti nel personaggio di Marco, lo dico solo a titolo di esempio).
Dunque bravi a tutti, Walter Raffaelli, Marco Antonellini e Marica Ferri e soprattutto grazie per il dono che ci hanno fatto.
Marco Sermarini
martedì 23 agosto 2011
Come è stato Il Cavallo Bianco?
Di certo c'è che ieri sera lo spettacolo messo su da Otello Cenci partendo da La Ballata del Cavallo Bianco è stato bellissimo: bravo Massimo Popolizio, brava Eleanor Shanley, bravo il chitarrista, brave le comparse, belle le luci, bella la messa in scena, belle le immagini che scorrevano.
Ma più bella ancora è stata la visione cattolica della vita, della morte, dell'amore, della fede e della speranza che scorreva come un fiume impetuoso giù a precipizio dal cuore e dalla testa del nostro caro amico Gilbert, per il mistero tutto cattolico che consente di essere anche oggi una cosa sola noi e lui, noi e Re Alfred, noi e il Papa, noi e i santi, noi e i martiri...
Sguardo profetico quello di Gilbert, ma soprattutto sguardo cattolico (anche se quando scrisse La Ballata dovevano passare altri undici anni perché Gilbert passasse il Tevere...).
Andate a rileggerla, è la cosa migliore da fare, questo evento ci ha fatto venire la voglia di tenere questo libretto a fianco a noi come un libro di preghiere ed un libro di dottrina.